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Il Genoa è in progresso, ma il Como è formidabile e cala il poker

La formazione rossoblù scesa in campo a Marassi contro il Como (foto Facebook Genoa)

Genoa - Como 1 - 4

 

Un Genoa generoso e in chiaro progresso nulla può di fronte ad un Como che si conferma una macchina perfetta in tutte le zone del campo ed è meritevole del primato in classifica e di tutti gli elogi piovutigli addosso. Attualmente i lariani praticano un altro sport e sono “ingiocabili” per qualsiasi provinciale. Tra le due formazioni un divario talmente abissale che qualsiasi giudizio relativo al Genoa va sospeso e rinviato a sfide più abbordabili. Il portiere Bijlow lascia ancora una volta a desiderare, e i suoi errori iniziano ad essere assai preoccupanti. Ma In compenso il centravanti Osmajic palesa subito ben altra incisività in avanti, col premio di un una pur platonica segnatura. Anche Sow sale di tono atletico e non demerita. Ombre e luci da Baldanzi.

Dopo 270 minuti di campionato il Grifo è ancora al palo, ma le prossime antagoniste dovrebbero rivelarsi ben più alla portata e intanto qualche nuovo acquisto avrà migliorato il proprio ambientamento.

De Rossi apporta due novità rispetto alla partita dell’Olimpico. L’eredità di Norton-Cuffy finisce al sempiterno Sabelli, 33 anni, soldatino ligio agli ordini, generoso e attaccato alla maglia. In avanti Vitinha, autore di una serie di prestazioni incolori e presumibilmente nel mirino sonoro della tifoseria, si accomoda in panchina con l’esordio dal primo minuto dell’attesissimo Osmajic, ingaggiato negli ultimi giorni di mercato per apportare fisicità e anche qualità alla prima linea, rimasta sinora all’asciutto. In tuta rimangono Traoré, finalmente uscito dall’infermeria, ed El Shaaravy, pronti per un utilizzo breve.

Sul fronte lariano nessuna variazione nell’undici iniziale, reduce dalla storica impresa di Napoli. Kean, appena approdato sul lago, finisce in panchina poiché escludere il greco Douvikas, prolifico cannoniere, sarebbe una follia bella e buona.

Basta qualche spicciolo di gara per capire quale sarà la musica. Il Como assume subito il comando e inizia a proporre un gioco avvolgente, difficilmente contrastabile. Bijlow è attento al 7° su conclusione di Couto, poi ci prova Perrone senza inquadrare lo specchio. Al 17° altro tentativo ospite con Buturina, che dal limite sparacchia in porta ma Bijlow è reattivo e in due tempi rintuzza il pericolo.

Alla prima reale sortita oltre la metà campo, il Genoa passa. Corre il 19° quando Baldanzi lancia in verticale Colombo, che in velocità supera il diretto avversario e crossa basso per Osmajic, bravissimo ad anticipare Chalobah e a infilare.

La gioia del popolo genoano dura lo spazio di sei minuti. Il Como gira palla magnificamente sin quando non trova il pertugio per tirare anche dalla distanza. E’ Buturina il giustiziere con un rasoterra velenoso che finisce dentro ad un palmo dal palo, con Bijlow che si tuffa in lieve ritardo. Altri cinque giri di orologio e la banda di Fabregas ribalta il risultato. Su cross dalla sinistra, Ostigard allunga di testa la traiettoria servendo Diao, la cui bordata al volo coglie il portiere rossoblù impreparato e goffo nell’intervento: un gol che si poteva tranquillamente evitare.

Il Genoa accusa il colpo e non riesce più a proporsi pericolosamente nei pressi di Butez, protetto alla grande da Chalobah. Così al 40° arriva il terzo dispiacere: è Couto a verticalizzare per Nico Paz, che sfugge sulla destra a Vasquez ed Ellertsson e solo davanti a Bijlow lo buggera con un pregevole tocco diretto sotto la traversa.

Dopo l’intervallo De Rossi spedisce sotto le docce Sabelli e inserisce Vitinha, che si piazza sull’out di destra. E’ un Genoa a trazione anteriore, che tenta il tutto per tutto e si presenta subito con autorità, ma al di là di un corner e di qualche discesa sino al limite dell’area non produce granché. Se non altro, tiene lontani gli azzurri dalla propria porta. Dopo Sow finisce sul taccuino degli ammoniti anche Ostigard, al terzo cartellino giallo in altrettante partite. Al 20°, su traversone da destra, Douvikas di testa si mangia il poker. Un minuto dopo, in contemporanea con due cambi nelle file ospiti (dentro Caqueret e Kean), De Rossi sostituisce Colombo e Baldanzi, sfiniti, a pro di Messias e della new entry Ehizibue, che si piazza in difesa a sinistra. Il Como continua a menare la danza e a metà tempo, dopo un rimpallo, Paz esplode un sinistro secco che si stampa contro il palo.

Il match cala di intensità ma non si spegne. Al 28° Messias dribbla un avversario ma il suo tiro è deviato in corner. Alla mezz’ora esce Sow, che non ne ha più ed è sostituito da Amorim, ma la gara cambia in peggio per il Grifo, che al 35° incassa il quarto schiaffo: contropiede velocissimo impostato da Kean e assist per Diao, che centra l’angolino più lontano.

Nel finale spazio anche a Meichtry, che palesa vivacità e intraprendenza: in futuro godrà di maggiore minutaggio. 

Pierluigi Gambino

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