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Il CEO Fredberg: “Voglio una Sampdoria che lotti per playoff e promozione”

Jan Fredberg e Americo Branco (foto sito Sampdoria)

 

A mercato chiuso, in casa Samp è tempo di bilanci, e li hanno pubblicamente illustrati sia il Ceo sportivo Jan Fredberg sia il direttore sportivo Americo Branco in una lunga intervista ai media ufficiali della società blucerchiata.

Di rilievo l’avvio di quest’ultimo, che continua ad esprimersi in inglese: “Rispetto all’anno scorso c’è una grande differenza. Ora abbiamo un proprietario solo e persone ben precise in tutti i dipartimenti societari. Anche a livello di mercato abbiamo seguito una strategia differente, scegliendo giocatori che avessero voglia di rappresentare la Sampdoria”.

Ed eccolo magnificare le qualità dei rinforzi estivi: “Prendiamo Insigne. Ci ha colpito tutto ciò che è riuscito a fare nei sei mesi successivi al suo ritorno in Italia. Ha creato un forte impatto ed è leader. L’anno scorso avevamo constatato la difficoltà della squadra a fare gol. Ci serviva un numero nove importante e ci siamo assicurati uno specialista come Lauritsen battendo parecchi club europei che lo stavano corteggiando. Noi crediamo nel modulo 4-4-3 e un centravanti che segni e crei spazio era indispensabile”.

Anche altri elementi, a sentire Fredberg, sono stati individuati con attenzione: “Abbiamo cercato giocatori che potessero sposarsi con lo stile e la mentalità del nostro club. Verschaeren, per esempio, risponde a certe esigenze e dispone di un grande potenziale. In passato ha patito qualche infortunio e aveva solo bisogno di una società che favorisse il suo ritorno ai vecchi livelli. Era anche importante trovare un terzino sinistro e in Meijer abbiamo trovato un rinforzo giovane ma già esperto. Si è anche guardato ai giovani e per questo un prospetto alquanto interessante come Krastev è stato bloccato con un contratto lungo”.

Dalle parole del CEO emerge soddisfazione: “Siamo ben più competitivi. Chiaramente non ci sentiamo appagati poiché, anche per via di qualche infortunio. Speravamo di fare ancora meglio, ma la rosa è equilibrata e noi siamo convinti che andremo presto ad esultare al fianco dei nostri tifosi, che sono davvero eccezionali”.

Quali i reali obiettivi? “Puntiamo a vincere molte più partite rispetto alla scorsa stagione e arrivare a giocarci playoff e promozione. L’avvio di campionato non è stato quello che speravamo, ma siamo convinti che sapremo raggiungere certi livelli e la squadra possa lottare per determinate posizioni in classifica”.

Da Fredberg a Branco, che sa esprimersi in un italiano pressoché perfetto. “E’ stato divertente affrontare questo primo mercato estivo. C’era molto da fare in un club così ambizioso con mille variabili e tempistiche da rispettare, anche a livello economico”.

Pure il manager portoghese illustra le qualità degli innesti più rappresentativi: “Sinani, dopo aver vinto campionati in Inghilterra e Germania, ha deciso di provare un’esperienza in Italia. Quanto a Begic, il suo acquisto definitivo significa che non tutto quanto fatto prima dal club era negativo: per valore ed età è un asset interessante per la società, in campo e fuori. Quanto a Lauritsen ha fatto gol in un campionato che io conosco a fondo ed è un calciatore ideale per qualsiasi gruppo. Makoumbou è la classica mezzala box to box con grande qualità. Si è subito adattato in B come aveva fatto in A col Cagliari. Anche Viti è stato un acquisto importante: voleva a tutti i costi restare alla Samp ed è stato accontentato. Quanto dispiacere per il grave infortunio che ha patito. E’ arrivato al suo posto Delli Carri, che già a Monza ha formato con Ravanelli un’ottima coppia centrale difensiva. Ad essi aggiungiamo Gartenmann, anche lui in grado di fare la differenza, e Mbabu, un Nazionale. Abbiamo cercato elementi positivi nel calcio ma anche nella vita e che abbiano già vinto altrove”.

Il finale è un inno alla speranza: “E’ importante avvertire, la pressione positiva della nostra gente. Sì, perché nel calcio conta il fisico ma soprattutto la psicologia. Io domenica scorsa ho visto tifosi in grande sofferenza, e mi è dispiaciuto. Non sono mai stati negativi nei miei confronti. Il loro comportamento mi procura ancora dei brividi”.

Pierluigi Gambino

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