Dipendenze, a Palazzo Ducale il mondo delle comunità terapeutiche
LE INTERVISTE DI VITTORIO SIRIANNI
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Le nuove dipendenze, il disagio giovanile, la diffusione delle droghe sintetiche e la necessità di costruire modelli di cura capaci di rispondere ai cambiamenti sociali del presente e del prossimo decennio. Sono questi i temi al centro del Simposio Mondiale della World Federation of Therapeutic Communities (WFTC), inaugurato ieri mattina nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, a Genova, alla presenza di istituzioni, operatori sociali ed esperti arrivati da tutto il mondo.
L’appuntamento internazionale, promosso dalla WFTC insieme alla Fondazione CEIS Genova e alla Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT), proseguirà fino al 20 maggio e punta alla stesura della “Carta di Genova 2026-2036”, documento programmatico destinato a diventare una road map internazionale sulle politiche di prevenzione, cura e inclusione sociale legate alle dipendenze e alle nuove marginalità.
La sessione inaugurale, aperta alla cittadinanza, ha registrato una forte partecipazione di pubblico, segno di quanto il tema sia oggi percepito come centrale non soltanto sul piano sanitario, ma anche sociale ed educativo. Ad aprire i lavori è stata la sindaca Silvia Salis, che ha sottolineato il valore simbolico e operativo dell’evento per la città.
«Genova ha una lunga tradizione di attenzione alle fragilità, alla cura e all’inclusione sociale — ha dichiarato -. Ospitare il Symposium della WFTC rappresenta un riconoscimento per tutte le realtà che ogni giorno lavorano accanto alle persone più vulnerabili». La sindaca ha poi ribadito come il fenomeno delle dipendenze non possa essere affrontato esclusivamente in chiave securitaria: «È una questione sanitaria, sociale, educativa e relazionale che richiede risposte integrate».
Nel corso dell’inaugurazione sono intervenuti anche l’arcivescovo di Genova Marco Tasca, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il vice ministro Maria Teresa Bellucci, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il vicepresidente della WFTC e presidente del CEIS Genova Enrico Costa.
Per il Comune era presente anche l’assessora al Welfare e ai Servizi sociali Cristina Lodi, che ha richiamato il lavoro avviato negli ultimi mesi con Asl 3, Ser.D, Coread e Municipi per costruire una rete territoriale in grado di intercettare precocemente le situazioni di fragilità. «La Carta finale - ha spiegato - sarà un documento fondamentale per orientare le future politiche sociali e sociosanitarie».
Accanto ai rappresentanti istituzionali, il simposio riunisce oltre duecento delegati provenienti dai cinque continenti. I partecipanti saranno impegnati in gruppi di lavoro tematici dedicati alle migliori pratiche educative e terapeutiche, con particolare attenzione alle nuove forme di dipendenza e ai fenomeni emergenti che coinvolgono sempre più adolescenti e giovani adulti.
Tra i temi più discussi, la crescente diffusione delle sostanze sintetiche, considerate dagli esperti una delle principali emergenze dei prossimi anni per la rapidità con cui cambiano composizione e modalità di consumo. Da qui la necessità di un approccio internazionale condiviso, capace di unire prevenzione, presa in carico e reinserimento sociale.
L’obiettivo finale del confronto sarà proprio la definizione della “Carta di Genova 2026-2036”, un documento che intende fissare principi, strategie e linee guida comuni per ridefinire i modelli di cura del futuro e rafforzare il ruolo delle comunità terapeutiche nella risposta globale alle dipendenze e alle nuove marginalità sociali.

































