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Spettacoli

Carlo Felice, ovazioni per il pianista Alexander Gadjiev e l’orchestra del teatro

Super User 25 Aprile 2026 708 Visite

 

Nuovo grande successo per la Stagione Sinfonica 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: il concerto “Rach2” di ieri sera ha registrato una sala praticamente sold out, confermando il positivo andamento della programmazione sinfonica della Fondazione. 

Sul podio dell’orchestra del Carlo Felice il giovane direttore Samuel Lee, vincitore del prestigioso Malko Competition 2024, protagonista di una lettura pregnante del programma interamente dedicato al Novecento storico russo, con il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov e la Sinfonia n. 5 di Dmitrij Šostakovič. 

Particolarmente calorosa l’accoglienza riservata al pianista Alexander Gadjiev, interprete del celebre “Rach2”, applaudito a lungo dal pubblico e richiamato più volte sul palcoscenico fino alla concessione di tre bis, con pagine di Chopin e Skrjabin, accolte con ulteriore entusiasmo dalla sala. Ancora una volta il pubblico si è distinto per varietà e partecipazione: numerosi giovani, appassionati di ogni età, turisti presenti in città nel ponte primaverile e molti nuovi spettatori, a testimonianza della capacità del Teatro Carlo Felice di proporsi come luogo aperto, attrattivo e centrale nella vita culturale genovese.

Domani, domenica 26 aprile, il Teatro Carlo Felice propone due appuntamenti concertistici mattutini in luoghi diversi.

Alle ore 11, nel Primo Foyer, per il ciclo “Esplorazioni” realizzato in collaborazione con l’Associazione Teatro Carlo Felice, il pianista Benedetto Spingardi Merialdi guiderà il pubblico in un itinerario musicale tra cinema europeo, Hollywood e musical, attraverso melodie che hanno contribuito alla fortuna di grandi film e spettacoli teatrali. Da John Williams a Giorgio Moroder, da Andrew Lloyd Webber a Leonard Bernstein, fino a Ennio Morricone e Nino Rota, un percorso di ascolto tra memoria collettiva e immaginario sonoro contemporaneo (biglietto 10 euro). 

A mezzogiorno, nel Cortile Maggiore del Palazzo Ducale, prende avvio invece il nuovo ciclo di concerti / lezione nato in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e dedicato ai giovani artisti dell’Accademia di Alto Perfezionamento per cantanti lirici del Teatro Carlo Felice guidata da Francesco Meli. Il primo appuntamento vedrà proprio il celebre tenore genovese introdurre La bohème di Giacomo Puccini, con l’esecuzione del primo e del terzo quadro affidata agli allievi dell’Accademia, accompagnati al pianoforte da Umberto Musso, Rocco Roca Rey e Mattia Torriglia. Un’occasione preziosa per avvicinare il pubblico al teatro musicale attraverso il talento delle nuove generazioni, tra formazione, divulgazione e spettacolo (ingresso libero).

Teatro Carlo Felice, il pianista Alexander Gadjiev interpreta il celebre Rach2 con Simon Lee

Super User 22 Aprile 2026 727 Visite

È uno di quegli appuntamenti che non si possono perdere il prossimo concerto della Stagione Sinfonica 2025–2026 della Fondazione Teatro Carlo Felice che infatti si avvia verso il sold out: venerdì 24 aprile, alle ore 20.00, è in programma “Rach2”, con la direzione di Samuel Lee, vincitore del prestigioso Malko Competition 2024, e la presenza del pianista italiano Alexander Gadjiev, secondo Premio al “mitico” Concorso Chopin. 

Il programma accosta due capolavori del Novecento storico, emblematici di due diverse stagioni della cultura russa: il Concerto n. 2 in do minore per pianoforte e orchestra op. 18 di Sergej Rachmaninov – da cui trae ispirazione il titolo per questo appuntamento – e la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Dmitrij Šostakovič. Due pagine lontane per linguaggio e contesto, ma accomunate da una intensa tensione emotiva e da un profondo rapporto tra biografia, storia e creazione artistica. 

Composto tra il 1900 e il 1901, il Secondo Concerto per pianoforte segnò la rinascita personale e creativa di Rachmaninov dopo la grave crisi seguita all’insuccesso della Prima Sinfonia. Il compositore, sostenuto anche da un percorso terapeutico con il medico Nikolaj Dahl – cui l’opera è dedicata – ritrovò in questa partitura una nuova fiducia espressiva. L’inizio del concerto è tra i più celebri del repertorio pianistico: una successione di accordi solenni e progressivamente incalzanti fa emergere dal silenzio il primo grande tema, ampio, lirico, intensamente cantabile. Il secondo movimento, Adagio sostenuto, costruisce una dimensione raccolta e notturna, in cui pianoforte, archi e legni dialogano con intimità cameristica. Il Finale ritrova slancio ed energia, culminando in una delle melodie più celebri di Rachmaninov, emblema di una riconquistata fiducia nella vita e nell’arte.

Di tutt’altra atmosfera la Quinta Sinfonia di Dmitrij Šostakovič, composta nel 1937 in uno dei momenti più difficili della vita del compositore. Dopo le violente accuse mosse dal regime sovietico nei confronti della sua opera Lady Macbeth del distretto di Mcensk, Šostakovič si trovò infatti in una condizione di estrema precarietà politica e personale. Presentata ufficialmente come “la risposta creativa di un artista sovietico a giuste critiche”, la Quinta Sinfonia è in realtà una delle opere più complesse e ambigue del Novecento, capace di parlare simultaneamente il linguaggio dell’adesione pubblica e quello della verità interiore. Il primo movimento alterna energia costruttiva e improvvisi squarci lirici, attraversati da un costante senso di minaccia. L’Allegretto successivo assume i tratti di uno scherzo ironico e deformato, mentre il Largo, cuore emotivo della Sinfonia, affida soprattutto agli archi una vasta meditazione di intensa desolazione. Il Finale, apparentemente trionfale, esplode tra fanfare e ritmi marziali, ma lascia emergere una gioia forzata, quasi dolorosa, che rende la conclusione una delle pagine più discusse e affascinanti del repertorio sinfonico del Novecento.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice salirà Samuel Lee, tra i direttori più interessanti della nuova generazione internazionale. Vincitore nel 2024 del Concorso Internazionale Malko, aveva già ottenuto il primo premio al BMI International Conducting Competition di Bucarest e al Concorso Internazionale di Taipei. Prima di dedicarsi alla direzione, è stato violista del Novus String Quartet, esibendosi in sale come la Philharmonie di Berlino, la Carnegie Hall di New York, il Musikverein di Vienna e la Suntory Hall di Tokyo.

Pianista di profilo internazionale, Alexander Gadjiev si distingue per una personalità musicale di grande spessore, maturata tra Italia, Slovenia e il più ampio panorama europeo. Nato a Gorizia in una famiglia di musicisti, è ambasciatore culturale di Gorizia-Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025. Tra i riconoscimenti più significativi figurano il Secondo Premio e il Premio Speciale Krystian Zimerman al Concorso Chopin di Varsavia 2021, il Primo Premio al Sydney International Piano Competition e i successi nei concorsi di Hamamatsu e Montecarlo. Dal 2019 al 2021 è stato BBC New Generation Artist. Si esibisce regolarmente nei maggiori festival e teatri d’Europa, Asia, Stati Uniti e Australia.

Annalisa domina le radio con “Canzone estiva” e parte da Genova per il tour nei palasport

Super User 21 Aprile 2026 707 Visite

“Canzone estiva” è il brano più trasmesso dalle radio italiane questa settimana secondo i dati EarOne, confermando ancora una volta la straordinaria forza di Annalisa nel panorama musicale italiano. Un risultato importante che si aggiunge a una carriera costruita hit dopo hit, con singoli che negli anni hanno conquistato costantemente le classifiche radiofoniche e digitali.

Con questo nuovo successo, Annalisa consolida il proprio ruolo di protagonista assoluta della scena pop contemporanea. “Canzone estiva” è un brano che racconta un amore complesso, capace di muoversi in due direzioni diverse: verso una persona, ma anche verso il pubblico. Un sentimento viscerale, potente, che si intreccia con l’autostima e con il rapporto tra ciò che siamo e ciò che gli altri vedono in noi.

Nel testo emerge infatti una riflessione profonda sul peso del giudizio, sia nelle relazioni personali sia nell’esposizione pubblica. Annalisa racconta come ogni versione di sé possa essere osservata e interpretata in modi diversi, spesso opposti, pur partendo dalla stessa persona. 

Il grande momento dell’artista arriva a poche settimane dalla partenza del tour “Ma noi siamo fuoco - Capitolo II”, al via il 23 aprile dal Palateknoship di Genova (Fiumara). Per la cantante sarà un debutto speciale nella sua Liguria, con una data organizzata da Duemilagrandieventi e destinata ad aprire una nuova serie di appuntamenti live nei principali palasport italiani.

Il tour rappresenta la seconda parte del viaggio musicale iniziato tra novembre e dicembre 2025, quando Annalisa aveva registrato il tutto esaurito in quasi tutte le tredici date in calendario. Sommando i concerti della scorsa stagione a quelli della primavera 2026, il tour legato all’album “Ma io sono fuoco” raggiunge quota 24 live nei palasport.

Tra le date già sold out figurano Mantova il 25 aprile e Messina il 12 maggio, mentre restano in calendario appuntamenti a Pesaro, Torino, Firenze, Napoli, Milano e Roma. 

I numeri confermano il momento d’oro dell’artista: 54 dischi di platino, 16 dischi d’oro e oltre 5 milioni di copie certificate. Annalisa è inoltre la donna con più singoli entrati nella top ten italiana, ben 20, ed è stata l’artista più ascoltata sui digital store per tutto il 2025. 

Anche l’album “Ma io sono fuoco”, uscito nell’ottobre 2025, ha debuttato direttamente al primo posto della classifica di vendita ed è già certificato platino. A novembre scorso, infine, Annalisa ha conquistato due Premi Siae grazie a “Sinceramente”, premiata come miglior canzone per i locali da ballo con musica live e come miglior canzone social in Italia.

 

Teatro Carlo Felice, la Tosca diventa fruibile anche alle persone cieche e ipovedenti

Super User 15 Aprile 2026 1163 Visite

 

Il Carlo Felice di Genova prosegue la stagione teatrale nel segno dell’innovazione e dell’inclusione. In occasione di “Tosca” di Giacomo Puccini, in programma sabato 18 aprile alle 17:00, debutta ufficialmente il servizio di audiodescrizione inclusiva “Connect Me Too”, dedicato alle persone cieche e ipovedenti.

L’iniziativa rientra nel progetto “Navigare insieme”, sostenuto da Fondazione Carige, che punta ad ampliare l’accessibilità del teatro attraverso tecnologie digitali e servizi dedicati. Dopo il successo della sperimentazione realizzata a gennaio con “Il Trovatore”, il Carlo Felice compie così un ulteriore passo avanti nel rendere l’esperienza operistica realmente fruibile da tutti.

L’audiodescrizione consiste in una cronaca dal vivo realizzata da un professionista che accompagna lo spettatore durante l’opera, raccontando tutto ciò che accade in scena: movimenti dei cantanti, espressioni del volto, costumi, colori, scenografie, ma anche l’atmosfera in sala e le reazioni del pubblico. Il servizio viene trasmesso in tempo reale tramite rete 5G e 4G e può essere ascoltato direttamente dal proprio smartphone attraverso l’app “Connect Me Too”, utilizzando cuffie o auricolari.

«Con il progetto “Navigare insieme” il Teatro Carlo Felice compie un importante passo avanti per rendere l’opera sempre più fruibile e coinvolgente», sottolinea il sovrintendente Michele Galli, ricordando il lavoro condiviso con Manuela Litro e con Noemi Zerbone dell’UICI Liguria.

L’audiodescrizione si inserisce in un sistema più ampio di accessibilità che comprende mappe tattili, percorsi multisensoriali, contenuti audio online, accesso anticipato agli spazi del teatro, traduzioni in LIS, sottotitoli e materiali Easy to Read.

Per CMT Translations, partner tecnologico del progetto, l’ingresso di “Connect Me Too” al Carlo Felice rappresenta un passaggio importante: «L’arte non appartiene a chi può vederla meglio, ma a chi desidera viverla», spiega Tony D’Angelo.

Applausi a scena aperta per Tosca: il Carlo Felice celebra il capolavoro di Puccini

Super User 11 Aprile 2026 897 Visite

 

Una serata di grande teatro ha segnato il debutto di Tosca di Giacomo Puccini al Teatro Carlo Felice, accolta da lunghi e calorosi applausi dal pubblico. Protagonista indiscussa della “prima” è stata il soprano Carmen Giannattasio, chiamata a sostituire all’ultimo momento Anastasia Bartoli. Una sfida affrontata con sicurezza e intensità, culminata in un “Vissi d’arte” capace di fermare l’azione scenica per i lunghissimi applausi. 

Accanto a lei, convincente il cast vocale: Giorgio Berrugi nei panni di Mario Cavaradossi e Lucas Meachem come Scarpia hanno contribuito a dare forza a un allestimento che ha saputo esaltare il dramma pucciniano. Completavano il quadro artistico Luca Tittoto e John Paul Huckle (Angelotti), Fabio Maria Capitanucci (Sagrestano), Manuel Pierattelli (Spoletta), Franco Cerri (Sciarrone) e Loris Purpura (Carceriere).

Sul podio, Giuseppe Finzi ha guidato Orchestra, Coro e Coro di voci bianche della Fondazione, preparati rispettivamente da Claudio Marino Moretti e Gino Tanasini. L’allestimento, ispirato alle scene originali di Adolf Hohenstein, ha riportato in vita l’atmosfera della prima del 1900, grazie alla regia di Alessandro Talevi, ripresa da Anna Maria Bruzzese.

L’opera, ambientata nella Roma del 1800, si conferma un capolavoro senza tempo, capace di intrecciare amore, potere e violenza in una narrazione serrata e cinematografica. Celebri arie come “Recondita armonia” ed “E lucevan le stelle” si inseriscono in una partitura di straordinaria coerenza drammatica, dove musica e parola si fondono con intensità.

Il successo della serata è stato sottolineato anche dal sovrintendente Michele Galli: “Tosca ha confermato ieri sera tutta la sua straordinaria forza teatrale, accolta da un pubblico numerosissimo e partecipe, con quasi 2.000 spettatori in sala. Un risultato che testimonia come quest’opera - che attraversa temi politici e umani universali: il potere, la libertà, l’amore - riesca ancora oggi a coinvolgere pubblici diversi per sensibilità e generazioni. Riproporla in un allestimento che guarda alle sue origini significa valorizzare la tradizione del teatro italiano, restituendo al contempo un’esperienza viva e autentica. La calorosa accoglienza di ieri sera, insieme all’attenzione di tanti giovani spettatori e di un pubblico sempre più ampio, ci incoraggia nel percorso che il Teatro Carlo Felice sta portando avanti: coniugare grande repertorio, qualità artistica e capacità di dialogo con il presente, rafforzando il legame con la città e con chi sceglie il teatro come luogo di emozione e condivisione”.

Accanto alla qualità artistica, si distingue anche l’impegno per l’inclusione con il progetto “Navigare Insieme”, sostenuto da Fondazione Carige. L’iniziativa prevede servizi dedicati a persone con disabilità sensoriali e cognitive, tra cui audiodescrizioni, traduzioni LIS e percorsi multisensoriali, rendendo l’esperienza dell’opera accessibile a un pubblico sempre più ampio.

Le repliche proseguiranno fino al 19 aprile, alternando diversi interpreti nei ruoli principali e offrendo al pubblico nuove occasioni per immergersi in uno dei titoli più amati del repertorio.

Al Cineclub Nickelodeon tre appuntamenti tra film cult e degustazioni gourmet

Super User 08 Aprile 2026 699 Visite

Il Cineclub Nickelodeon, in via Consolazione 5r a Genova, propone la rassegna “Tonno da Oscar”: tre serate tra film cult e degustazioni gourmet dal sapore di mare.

Gli appuntamenti, promossi dall’associazione Cineguida e realizzati in collaborazione con Prima Dama, nota azienda genovese di import-export nel settore alimentare, prevedono la proiezione di tre film iconici: ‘Mamma mia!’ (11 aprile), ‘Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto’ (9 maggio) e ‘Sapore di mare’ (6 giugno), sempre alle 18:30. 

Al termine delle proiezioni, spazio alle degustazioni, per condividere sapori e atmosfere in un clima conviviale.

Biglietto d’ingresso: 7 euro.

“Toulì”, al Politeama Genovese arrivano i Pirati dei caruggi

Super User 08 Aprile 2026 849 Visite

 

Dal 10 al 12 aprile, il Politeama Genovese ospita “I pirati dei caruggi” con il nuovo spettacolo Toulì.

Sul palco i quattro comici - Enrique Balbontin, Alessandro Bianchi, Fabrizio Casalino ed Andrea Ceccon – daranno vita ad un’esplosione di monologhi, sketch e canzoni con una forte partecipazione del pubblico, alternando momenti di solida comicità a pezzi corali che intrecciano il dialetto genovese con atmosfere contemporanee. Il risultato è uno spettacolo che non si limita a divertire, ma racconta con ironia la cultura e lo spirito della città, tra accoglienze liguri, linguaggi coloriti e risate garantite.

“Rumori fuori scena”, torna al Politeama Genovese la commedia di Michael Frayn

Super User 04 Aprile 2026 815 Visite

Al Politeama Genovese, dal 7 al 9 aprile, ore 20:30, torna “Rumori fuori scena”, capolavoro comico di Michael Frayn, considerato un classico indiscusso della commedia moderna e fra le opere teatrali più rappresentate al mondo. 

La pièce, strutturata in tre atti, racconta tre momenti della vita di una compagnia teatrale professionale.

Nel primo atto si assiste alla prova generale di una farsa dal titolo “Con niente addosso” e si inizia a conoscere i componenti della compagnia: il regista, la sua assistente, il direttore di scena e ovviamente le attrici e gli attori che la compongono. Lo spettacolo è decisamente non pronto per la “prima” della sera successiva.

Nel secondo appare ciò che generalmente gli spettatori non possono vedere, ovvero il dietro le quinte di una trentesima replica in tournee; si possono carpire le tensioni tra i componenti della compagnia, gli amori e le relative gelosie. Ma più che altro si assiste a un certo decadimento della farsa messa in scena.

Nel terzo atto la compagnia si trova alle prese con una centesima replica dagli esiti catastrofici ed inevitabilmente esilarante. 

Il testo di Frayn è celebre per la sua brillante costruzione farsesca e per il ritmo incalzante che trascina il pubblico nel vortice di situazioni esilaranti, con tempi comici perfetti e un meccanismo di entrate e uscite che sfida interpreti e regista. La commedia, nata nel 1982 al Lyric Theatre di Londra, ha poi debuttato in Italia nel 1983 ed è considerata una delle opere più amate del repertorio comico internazionale.

La produzione è curata da The Kitchen Company, compagnia diretta da Massimo Chiesa che ha fatto di questo spettacolo il suo “cavallo di battaglia”: a Genova ha già totalizzato oltre 249 repliche con più di 66 mila spettatori, molti dei quali lo hanno visto più volte.

Tosca, al Carlo Felice cresce l’attesa per il capolavoro di Puccini simbolo del Novecento

Super User 02 Aprile 2026 888 Visite

Ritorna sul palcoscenico del Teatro Carlo Felice di Genova uno dei capolavori assoluti del repertorio lirico: la Tosca di Giacomo Puccini, in scena a partire dal 10 aprile. Un appuntamento attesissimo che riporta in vita un’opera simbolo del Novecento, capace di fondere dramma, politica e passione in una narrazione di straordinaria intensità. 

L’allestimento, proveniente dal Teatro dell’Opera di Roma, si ispira ai bozzetti originali di Adolf Hohenstein per la prima del 1900, restituendo al pubblico l’atmosfera pittorica e raffinata del teatro d’epoca. La regia di Alessandro Talevi, ripresa da Anna Maria Bruzzese, valorizza la dimensione psicologica dei personaggi, mentre sul podio dirige Giuseppe Finzi. 

Il cast riunisce nomi di rilievo internazionale: nel ruolo della protagonista si alternano Anastasia Bartoli, Carmen Giannattasio e Valentina Boi. Accanto a loro, nei panni di Cavaradossi, Giorgio Berrugi e Carlo Ventre, mentre il temibile Scarpia prende voce con Lucas Meachem e Ivan Inverardi.

Ambientata nella Roma del 1800, Tosca racconta in poche ore una vicenda incalzante fatta di amore, tradimento e violenza. La cantante Floria Tosca, il pittore Mario Cavaradossi e il capo della polizia Scarpia danno vita a un triangolo drammatico in cui il potere si intreccia con il desiderio, fino a un epilogo tragico. Fin dal debutto al Teatro Costanzi nel 1900, l’opera si impose per il suo linguaggio diretto e moderno, capace di anticipare sensibilità teatrali più realistiche.

Dal punto di vista musicale, Puccini costruisce una partitura serrata e coinvolgente, in cui spiccano arie immortali come “Recondita armonia”, “Vissi d’arte” ed “E lucevan le stelle”. Ma è l’intero tessuto orchestrale a sostenere la tensione drammatica, in un equilibrio perfetto tra parola e musica.

Accanto all’aspetto artistico, il Teatro Carlo Felice conferma il proprio impegno verso l’inclusività con il progetto “Navigare Insieme”, che rende l’opera accessibile anche a persone con disabilità sensoriali e cognitive. Un’iniziativa che sottolinea come il teatro contemporaneo possa essere non solo luogo di spettacolo, ma anche spazio condiviso e aperto a tutti.

«Tosca - dichiara il Sovrintendente Michele Galli - è uno dei titoli che meglio rappresentano la forza del teatro musicale nel suo rapporto diretto con il pubblico. È un’opera che unisce temi politici, grandi sentimenti, ideali e profondità, capace di parlare a tutti con un linguaggio teatrale potentissimo. Riproporla oggi in un allestimento che guarda alle sue origini, significa valorizzare la storia del teatro italiano e al tempo stesso restituire al pubblico un’esperienza autentica. È anche simbolo del percorso che il Teatro Carlo Felice sta portando avanti: coniugare grande repertorio, qualità artistica e attenzione alla memoria, mantenendo vivo il dialogo con il presente e con le nuove generazioni».

Questo il calendario delle recite: venerdì 10 aprile (ore 20, Turno A), sabato 11 aprile (ore 20 FA2), domenica 12 aprile (ore 15 Turno C), venerdì 17 aprile (ore 20 Turno B), sabato 18 aprile (ore 17 FA2) e domenica 19 aprile (ore 15 Turno F).

Stagione sinfonica del Carlo Felice: successo per i Carmina Burana di Carl Orf

Super User 26 Marzo 2026 1022 Visite

 

Teatro Carlo Felice gremito con oltre 2000 spettatori per l’esecuzione ieri sera, mercoledì 25 marzo, dei Carmina Burana di Carl Orff, nell’ambito della Stagione Sinfonica 2025-2026. Un nuovo, importante successo per la programmazione del Teatro, che conferma l’attenzione, l’entusiasmo e la partecipazione del pubblico.

Sul podio Tito Ceccherini, alla guida dell’orchestra, del coro e del coro di voci bianche della Fondazione Teatro Carlo Felice (preparati rispettivamente da Claudio Marino Moretti e Gino Tanasini), con la partecipazione dei solisti Katrina Galka (soprano), Owen Willetts (controtenore) e Daniele Terenzi (baritono), in un’esecuzione di grande impatto che ha coinvolto il pubblico sin dalle prime battute.

La serata ha registrato un pubblico particolarmente variegato, con una significativa presenza di giovani, studenti, spettatori stranieri e appassionati di tutte le età, a testimonianza della capacità di questo capolavoro del Novecento di parlare a generazioni diverse.

Al termine dell’esecuzione, lunghi e calorosi applausi hanno accompagnato artisti e complessi del Teatro, culminando in applausi ritmati “alla tedesca” e nella richiesta insistita di un bis. Il pubblico ha così potuto riascoltare il celeberrimo coro “O Fortuna”, accolto con ancora maggiore entusiasmo.

Il prossimo appuntamento in programma è con Tosca di Giacomo Puccini, in scena dal 10 aprile.

Tito Ceccherini dirige i Carmina Burana di Carl Orff con orchestra, coro e voci bianche del Carlo Felice

Super User 24 Marzo 2026 697 Visite

 

È uno dei brani sinfonico-corali più noti in assoluto a costituire il programma musicale del prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 2025-2026 della Fondazione Teatro Carlo Felice: mercoledì 25 marzo alle ore 20.00 la Sala del teatro genovese ospiterà infatti i Carmina Burana di Carl Orff, affidati alla direzione di Tito Ceccherini, interprete di riferimento per il repertorio del Novecento e contemporaneo, sul podio dell’Orchestra dell’istituzione musicale genovese insieme al Coro e al Coro di voci bianche, preparati rispettivamente da Claudio Marino Moretti e Gino Tanasini; voci soliste il soprano Katrina Galka, il controtenore Owen Willetts e il baritono Daniele Terenzi. In vendita gli ultimi posti disponibili.

Per gli abbonati alla Stagione Sinfonica 2025-2026 il concerto costituisce il recupero di “Berio 100”, annullato lo scorso novembre per motivi tecnici legati a urgenti lavori di sicurezza del teatro.

 

Composti tra il 1935 e il 1936, i Carmina Burana rappresentano il primo e più celebre capitolo della trilogia teatrale di Carl Orff Trionfi. Il titolo fa riferimento a una raccolta di testi poetici medievali, rinvenuti nel monastero bavarese di Benediktbeuern, che riuniscono canti goliardici, liriche d’amore e inni al vino e alla primavera. Orff seleziona e organizza questi materiali in una struttura fortemente teatrale e simbolica, costruita attorno alla figura della Fortuna, divinità capricciosa che governa il destino umano. Il celeberrimo coro iniziale e finale, “O Fortuna”, incornicia l’intera composizione come una ruota che gira incessantemente, richiamando la ciclicità della vita, del desiderio e della sorte. Il brano si articola in tre grandi sezioni – “Primo vere”, “In taberna”, “Cour d’amours” – che raccontano, con linguaggio diretto e immediato, le pulsioni fondamentali dell’esistenza: la gioia della rinascita primaverile, l’ebbrezza dei sensi, l’esperienza dell’amore e della passione.

Dal punto di vista musicale, i Carmina Burana segnano una netta presa di distanza dalle avanguardie del primo Novecento: Orff costruisce un linguaggio personale fondato su ritmo, ripetizione e forza percussiva, privilegiando strutture essenziali, cellule melodiche incisive e una scrittura corale di grande impatto. L’orchestra è trattata in modo percussivo, con un ruolo centrale affidato alle percussioni e al pianoforte, mentre il coro diventa il vero protagonista della scena sonora, ora compatto e monumentale, ora agile e teatrale. La vocalità solistica si inserisce in questo contesto con caratteri fortemente differenziati: lirica e luminosa nel soprano, spesso acrobatica e virtuosistica; ironica e grottesca nel controtenore; più lirica e narrativa nel baritono, che incarna le diverse sfumature del desiderio e della seduzione.

Carmina Burana sono quindi considerati un rito collettivo in cui musica, parola e ritmo si fondono in una esperienza. L’uso del latino medievale e del tedesco antico contribuisce a creare una distanza temporale che, paradossalmente, rende il messaggio ancora più universale. I temi affrontati – il destino, il piacere, la precarietà della condizione umana – parlano infatti con straordinaria immediatezza al pubblico contemporaneo.

Il successo duraturo dell’opera, fin dalla sua prima esecuzione a Francoforte nel 1937, risiede proprio in questa capacità di coniugare arcaico e moderno, semplicità formale e potenza espressiva, in una scrittura che coinvolge direttamente l’ascoltatore.

Gioele Dix e il tabù della vecchiaia al Teatro delle Clarisse di Rapallo

Super User 24 Marzo 2026 913 Visite

 

Gioele Dix, volto noto del teatro e della televisione, interprete raffinato della tradizione gaberiana, protagonista per molte stagioni di Zelig, sabato 28 marzo, alle ore 21.00, salirà sul palcoscenico del Teatro Auditorium delle Clarisse di Rapallo con un suo spettacolo.

“Ai nostri tempi (biblici)”, di cui Dix è autore, regista e interprete, affronta un tema tabù del nostro tempo: la vecchiaia. In un’epoca in cui si insegue la giovinezza a tutti i costi, Dix riflette sull’età che avanza con la sua consueta ironia “cattiva”. E lo fa intrecciando la Bibbia alla contemporaneità: dai patriarchi antidiluviani a Mosé che non entra nella Terra promessa, i racconti biblici puntellano un monologo brillante e profondo, capace di far ridere e riflettere al tempo stesso. Uno spettacolo che parla di tempo e fragilità, di debolezza e coraggio, con quella leggerezza intelligente e graffiante che è il marchio di fabbrica dell’attore milanese.

 

La Fondazione Teatro Carlo Felice approva il bilancio preventivo 2026

Super User 23 Marzo 2026 1109 Visite

 

Si è svolta oggi, lunedì 23 marzo, a Palazzo Tursi, l’assemblea dei soci della Fondazione Teatro Carlo Felice, seguita dalla riunione del Consiglio di indirizzo. Al centro dell’incontro, l’approvazione del bilancio preventivo 2026, che ha ottenuto il parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti presieduto da Carmela Mirabella, con Marcello Bessone e Marta Mazzucchi.

Presenti all’assemblea la sindaca Silvia Salis, il presidente della Regione Marco Bucci e Paola Verri di Iren, sponsor del teatro. Successivamente si è riunito il Consiglio di indirizzo con il sovrintendente Michele Galli. 

Il documento previsionale è stato approvato all’unanimità e punta a rafforzare le linee di sviluppo già avviate: crescita del pubblico, attività formative strutturate, maggiore accessibilità e il programma di raccolta fondi “I custodi del faro”, che ha registrato le prime adesioni.

“Si tratta di un bilancio sfidante - ha dichiarato l’assessore alla cultura Giacomo Montanari - che mira a consolidare la capacità produttiva e culturale del teatro, sostenendo lavoratori e progettualità future su basi solide”. Montanari ha sottolineato anche l’attenzione all’inclusività e alla promozione turistica della città, evidenziando come ogni criticità sia stata analizzata con rigore. 

Soddisfazione anche da parte del sovrintendente Michele Galli: “Ringrazio le istituzioni e gli organi per il lavoro condiviso in questi mesi che hanno permesso di raggiungere oggi un traguardo sul quale progettare il futuro con estrema prudenza accompagnata da ottimismo. Senti il dovere anche di rivolgere un ringraziamento a tutto il personale del teatro per la dedizione quotidiana nell’affermare il ruolo del Carlo Felice nel panorama culturale genovese, regionale e nazionale”.

Al Teatro Carlo Felice successo per la masterclass di danza con Isabella McGuire Mayes

Super User 22 Marzo 2026 948 Visite

 

Si è svolta con grande successo, nella Sala Ballo del Teatro Carlo Felice, la masterclass di danza classica affidata a Isabella McGuire Mayes, tenutasi sabato 21 e domenica 22 marzo. L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione, confermando il ruolo dell’istituzione genovese nella formazione delle nuove generazioni e inserendosi nel progetto Education “Un mare di musica… felice!”, promosso dal sovrintendente Michele Galli.

La masterclass è stata organizzata dall’étoile genovese Jacopo Bellussi grazie al contributo dei Rotary Club Distretto 2032 e dell’Associazione Teatro Carlo Felice, nell’ambito delle attività collegate al Nervi International Ballet Festival 2025. Il sostegno del Rotary è stato inoltre dedicato alla memoria di Massimiliano Segala, scomparso prematuramente nel 2024.

L’interesse suscitato è stato notevole: oltre 60 le domande pervenute, a testimonianza di una crescente esigenza di percorsi formativi qualificati nel campo della danza. Dopo un’attenta selezione, sono stati ammessi 50 allievi, suddivisi tra livello avanzato e intermedio, con età comprese tra i 10 e i 26 anni. Alla masterclass hanno preso parte anche insegnanti provenienti da diverse scuole di danza del territorio, rendendo l’esperienza ancora più ricca sul piano del confronto e dello scambio.

«Sono davvero felice - ha dichiarato Bellussi - di aver offerto a tanti giovani, in particolare del Liceo Coreutico Gobetti e di scuole anche fuori Genova, la possibilità di lavorare con un’insegnante di fama internazionale come Isabella McGuire Mayes. Ringrazio il Rotary e l’Associazione Teatro Carlo Felice per il sostegno concreto, così come il Teatro per l’ospitalità e la collaborazione». 

Le lezioni, articolate su due giornate e suddivise per livelli, hanno rappresentato un’importante occasione di perfezionamento tecnico ed espressivo. L’iniziativa ha rafforzato il ruolo del Carlo Felice come punto di riferimento per la formazione artistica a livello regionale e nazionale, offrendo non solo un’opportunità didattica, ma anche un momento di incontro e crescita collettiva.

Nata a Londra, Isabella McGuire Mayes si è formata presso la Royal Ballet School e, a soli 15 anni, è stata la prima britannica ammessa alla prestigiosa Accademia Vaganova, dove si è diplomata con il massimo dei voti. Ha danzato come demi-solista al Mikhailovsky Ballet e successivamente come solista con l’Eifman Ballet. Oggi è riconosciuta a livello internazionale per l’eccellenza del suo insegnamento e per la capacità di guidare danzatori di ogni livello in un percorso di crescita artistica completo.

‘Il campiello’: la Venezia goldoniana sul palco del Teatro Carlo Felice

Super User 04 Marzo 2026 959 Visite

IL DIRETTORE

IL REGISTA

La stagione del Teatro Carlo Felice di Genova salpa verso la Venezia goldoniana con un titolo raro del Novecento italiano: Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari, in scena da venerdì 13 marzo alle ore 20, con successive recite domenica 15 alle ore 15 e mercoledì 18 alle ore 20. Sul podio salirà Francesco Ommassini, che dirigerà l’orchestra del Carlo Felice, per un allestimento della Fondazione Arena di Verona firmato da Federico Bertolani, con scene di Giulio Magnetto, costumi di Manuel Pedretti e luci di Claudio Schmid.

Composta nel 1936 su libretto di Mario Ghisalberti dalla commedia omonima di Carlo Goldoni, l’opera appartiene al “ciclo goldoniano” del compositore veneziano, nato nel 1876 da padre tedesco e madre italiana. La sua scrittura, in equilibrio tra eleganza settecentesca e sensibilità novecentesca, restituisce un microcosmo popolare animato da gelosie, corteggiamenti e schermaglie quotidiane. Protagonista è Gasparina, giovane inquieta che sogna di lasciare il campiello, affiancata dal forestiero Cavaliere Astolfi e da un’intera comunità di figure vivaci: madri, fidanzati, amici e rivali. È un teatro d’insieme in cui il vero protagonista è il gruppo.

Ampio e variegato il cast vocale: Bianca Tognocchi (Gasparina), Leonardo Cortellazzi (Dona Cate Panciana), Gilda Fiume (Luçieta), Saverio Fiore (Dona Pasqua Polegana), la giovane soprano genovese Benedetta Torre (Gnese), Paola Gardina (Orsola), Matteo Mezzaro (Zorzeto), Gabriele Sagona (Anzoleto), Biagio Pizzuti (Il Cavaliere Astolfi) e Marco Camastra (Fabrizio Dei Ritorti). Il Coro è preparato da Patrizia Priarone.

«Portare ‘Il campiello’ al Teatro Carlo Felice - dichiara il sovrintendente Michele Galli - significa accogliere nel nostro cartellone un titolo poco eseguito che ci fa scoprire una Venezia musicale non da cartolina, uno scorcio di comunità settecentesca fatta di relazioni e anche di conflitti che hanno origine nel teatro immortale di Goldoni. In una città come Genova, che con Venezia condivide una storia marinara e una forte identità urbana, questo titolo assume un significato particolare: racconta una collettività che si riconosce nel proprio spazio, come accade intorno al nostro Teatro. Wolf-Ferrari restituisce con misura e raffinatezza il respiro corale di Goldoni e lo fa con una scrittura che unisce chiarezza e profondità. È un’opera rara che merita di essere riscoperta e che si inserisce nel percorso della nostra Stagione, attenta tanto ai grandi capolavori del repertorio quanto ai titoli meno frequentati».

Accanto alle recite, il teatro propone un articolato percorso di approfondimento: incontri di presentazione al Teatro Auditorium Eugenio Montale giovedì 5 marzo alle ore 18 con gli studenti del Liceo Musicale “S. Pertini” e l’Associazione Carlo Felice Young, e sabato 7 marzo alle ore 16 con gli Amici del Teatro e il Conservatorio “Niccolò Paganini”. Prima di ogni recita, introduzione all’ascolto in Sala Paganini da 45 minuti prima dell’inizio.

Martedì 17 marzo alle ore 11 andrà inoltre in scena ‘Il campiello’: a day in the Goldoni’s world!, versione dedicata agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado nell’ambito del progetto Education “Un mare di musica… felice!”. Un’occasione per avvicinare oltre mille giovani spettatori al mondo dell’opera, tra partecipazione attiva e scoperta del teatro musicale.

Mozart e l’orchestra del Carlo Felice al Teatro delle Clarisse di Rapallo

Super User 22 Febbraio 2026 875 Visite

 

Giovedì 26 febbraio, alle ore 21.00, l’orchestra del Carlo Felice, diretta da Simone Ori, sarà protagonista al Teatro delle Clarisse di Rapallo con un appuntamento di alto profilo artistico, costruito attorno a tre pagine emblematiche di Wolfgang Amadeus Mozart, capaci di restituire la freschezza, l’ironia e la perfezione formale della sua scrittura.

Il programma si apre con l’ouverture dall’opera buffa La finta giardiniera K196, pagina già ricca di slancio teatrale e di vivaci contrasti espressivi. In queste battute iniziali si coglie tutta la brillantezza narrativa del genio salisburghese, capace di delineare atmosfere e caratteri con sorprendente immediatezza.

Segue il Divertimento K522 Ein musikalischer Spaß (Uno scherzo musicale), brillante parodia degli stilemi compositivi settecenteschi, in cui il compositore mostra il suo lato più ironico e sperimentale. Tra finte ingenuità armoniche e giochi strutturali volutamente “imperfetti”, l’opera si rivela un raffinato esercizio di intelligenza musicale e di sottile umorismo. 

Chiude la serata la Sinfonia n. 29 in La maggiore K201, capolavoro del periodo salisburghese che colpisce per equilibrio formale, trasparenza timbrica e luminosa eleganza degli archi. Una pagina che testimonia la piena maturità espressiva del giovane Mozart, già proiettato verso le grandi architetture sinfoniche della sua produzione successiva.

Biglietto: 10 euro, posto unico.

Il direttore Simone Ori

Successo wagneriano al Teatro Carlo Felice: lunghi applausi per Tristan und Isolde

Super User 14 Febbraio 2026 1506 Visite

Applausi lunghi e calorosi hanno salutato ieri sera il debutto di Tristan und Isolde di Richard Wagner al Teatro Carlo Felice, titolo tra i più attesi e impegnativi della stagione 2025-2026. Una nuova produzione che ha visto sul podio Donato Renzetti, accolto al termine delle quasi cinque ore di spettacolo da una vera ovazione.

Il capolavoro wagneriano, andato in scena per la prima volta a Monaco di Baviera nel 1865, si conferma opera cardine del teatro musicale ottocentesco per radicalità espressiva e tensione drammatica. Renzetti ha guidato orchestra e coro della Fondazione Teatro Carlo Felice – preparato da Claudio Marino Moretti – in una prova di altissima concentrazione, restituendo con chiarezza il flusso sonoro continuo e il cromatismo inquieto che attraversano la partitura dal Preludio alla Trasfigurazione finale.

La regia di Laurence Dale, con scene e costumi di Gary McCann, luci di John Bishop e video di Leandro Summo, ha valorizzato la dimensione simbolica e marina dell’opera, in linea con il tema dei “Naviganti” che percorre la stagione del teatro genovese. Al centro, l’amore assoluto e distruttivo di Tristano e Isotta, sospeso tra giorno e notte, tra realtà e desiderio di annullamento.

Nel ruolo dei due amanti si sono distinti il tenore Tilmann Unger e il soprano Soonjin Moon-Sebastian, subentrata alla prevista Marjorie Owens, offrendo un’interpretazione intensa e partecipe. Completavano il cast Evgeny Stavinsky (König Marke), Nicolò Ceriani (Kurwenal), Saverio Fiore (Melot), Daniela Barcellona (Brangäne), Andrea Schifaudo (Ein Seemann / Ein Hirt) e Matteo Peirone (Ein Steuermann).

«La produzione di Tristan und Isolde rappresenta una tappa centrale del nostro percorso artistico», ha dichiarato il sovrintendente Michele Galli, sottolineando il significativo risultato dei 1.105 spettatori presenti alla prima, nonostante la durata e la complessità del titolo.

Lo spettacolo replica il 15 febbraio alle ore 15.00, il 20 febbraio alle 18.30 e il 22 febbraio alle 15.00. Prima di ogni recita, in Sala Paganini, è prevista un’introduzione all’ascolto a cura degli allievi del Conservatorio “Niccolò Paganini”, 45 minuti prima dell’inizio, per accompagnare il pubblico nell’immersione in uno dei vertici assoluti del teatro musicale.

 

Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta tornano al Politeama Genovese

Super User 10 Febbraio 2026 1009 Visite

 

Dopo il successo travolgente di ‘Scusa sono in riunione… ti posso richiamare?’, ArtistiAssociati porta in scena al Politema Genovese, dal 17 al 19 febbraio, ‘Ti sposo ma non troppo’, commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta. Protagonisti Vanessa Incontrada e lo stesso Pignotta, affiancati da Fabio Avaro e Siddhartha Prestinari, in uno spettacolo che ridefinisce i confini della commedia romantica contemporanea.

Al centro della storia quattro personaggi over quaranta, alle prese con relazioni fragili, tradimenti, crisi matrimoniali e nuove illusioni sentimentali. Andrea, interpretata da Vanessa Incontrada, è una donna ferita dal tradimento del marito, ma ancora capace di credere nell’amore. Luca, fisioterapista divorziato con il volto di Gabriele Pignotta, oscilla tra l’affetto per la figlia e le promesse delle app di incontri. Accanto a loro Carlotta e Andrea, coppia sposata da quindici anni, costretta a rimettere in discussione ogni certezza.

Tra dialoghi brillanti, situazioni esilaranti e momenti di intensa verità emotiva, le vite dei protagonisti si incrociano dando vita a uno specchio ironico e sincero delle relazioni di oggi. Scene di Alessandro Chiti, costumi di Rosalia Guzzo, musiche di Stefano Switala e luci di Maximiliano Lumachi completano un allestimento elegante e contemporaneo.

Tristan und Isolde al Carlo Felice: amore, mare e destino nel capolavoro wagneriano

Super User 07 Febbraio 2026 966 Visite

 LE INTERVISTE DI GENOVA3000

È senza dubbio l’appuntamento più atteso e imponente della stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: dal 13 al 22 febbraio va in scena una nuova produzione di ‘Tristan und Isolde’ di Richard Wagner, opera cardine della modernità musicale e vertice assoluto del teatro wagneriano. Un titolo che segna una svolta radicale nella concezione del dramma musicale, dissolvendo i confini tra parola, suono ed emozione in un flusso continuo e ipnotico.

Sul podio Donato Renzetti, alla guida dell’orchestra e del coro della Fondazione Teatro Carlo Felice (maestro del coro Claudio Marino Moretti), per affrontare una delle partiture più ardite e visionarie dell’Ottocento. La nuova produzione è affidata alla regia di Laurence Dale, con scene e costumi di Gary McCann, luci di John Bishop e video di Leandro Summo: un impianto visivo che dialoga con il mare, il viaggio e l’attesa, temi centrali dell’opera e della stagione del teatro genovese. 

Nel ruolo dei due amanti protagonisti, Tilmann Unger dà voce a Tristan, mentre Marjorie Owens interpreta Isolde, affiancati da un cast di alto profilo che comprende Evgeny Stavinsky (König Marke), Nicolò Ceriani (Kurwenal), Saverio Fiore (Melot), Daniela Barcellona (Brangäne), Andrea Schifaudo (Ein Seemann / Ein Hirt) e Matteo Peirone (Ein Steuermann).

Per informazioni: Teatro Carlo Felice

 

Mannoia canta De André e Fossati, Salis: “Concerto che appartiene alla cultura identitaria di Genova”

Super User 03 Febbraio 2026 1112 Visite

 

«È per me un onore ospitare a Genova una grande artista e voce di consapevolezza sociale. Ringrazio di cuore Fiorella Mannoia per tutto quello che ha sempre saputo esprimere anche andando oltre la sua immensa arte». Lo ha detto la sindaca di Genova, Silvia Salis, intervenendo questa mattina alla conferenza stampa di presentazione del concerto "Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime salve", che vedrà Mannoia protagonista di due serate all’insegna del grande cantautorato genovese all’Arena del Mare del Porto Antico, sabato 27 e domenica 28 giugno.

«Sarà uno spettacolo che ci colpirà dritti al cuore - ha aggiunto la sindaca Salis - 'Anime salve' è l’ultimo disco di Fabrizio De André, scritto insieme a Ivano Fossati, e pone al centro la solitudine di chi vive ai margini, un tema ancora oggi profondamente attuale, soprattutto nelle grandi città come la nostra: la solitudine del non sentirsi visti, del non sentirsi parte della società. Trovo emblematico che Fiorella Mannoia abbia scelto proprio questo album di De André, che tocca elementi purtroppo ancora centrali nella nostra società, e per noi è motivo di orgoglio ospitare la sua sensibilità nella nostra città. Sarà un grande spettacolo, uno spettacolo che fa parte della cultura identitaria di Genova».

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