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Spettacoli

Grande attesa per il Don Giovanni di Mozart che apre la nuova stagione del Carlo Felice

Super User 02 Ottobre 2025 732 Visite

 

È Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, uno dei vertici assoluti del repertorio operistico, a inaugurare la stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova. Il capolavoro mozartiano, su libretto di Lorenzo Da Ponte, andrà in scena dal 3 al 12 ottobre con sei recite, segnando l’avvio del nuovo corso artistico guidato dal sovrintendente Michele Galli e dal direttore artistico Federico Pupo.

La produzione scelta per l’apertura non è casuale: si tratta del Don Giovanni firmato da Damiano Michieletto, realizzato con il team di Paolo Fantin (scene), Carla Teti (costumi) e Fabio Barettin (luci), già insignito di numerosi premi internazionali tra cui il prestigioso Premio Abbiati e cinque International Opera Awards. Un allestimento che, negli anni, ha saputo rinnovare la lettura del capolavoro senza tradirne l’essenza, imponendosi come riferimento della regia contemporanea.

«Inaugurare la stagione con Don Giovanni significa confrontarsi con un titolo fondativo della nostra identità culturale», afferma il sovrintendente Galli, sottolineando come l’opera si inserisca nel percorso di rinnovamento del teatro, che ha registrato un aumento degli abbonamenti superiore al 20%.

A dirigere orchestra e coro del Carlo Felice sarà il maestro tedesco Constantin Trinks, alla sua prima collaborazione con il teatro genovese. Sul palcoscenico un cast di rilievo, che vede Simone Alberghini nel ruolo del protagonista, affiancato da Desirée Rancatore (Donna Anna), Jennifer Holloway (Donna Elvira), Giulio Mastrototaro (Leporello) e Ian Koziara (Don Ottavio). Nelle diverse recite si alterneranno altri interpreti di primo piano, tra cui Gurgen Baveyan e Irina Dubrovskaya.

Il direttore artistico Pupo definisce lo spettacolo «un segnale forte: radicare il Carlo Felice nella tradizione e al tempo stesso nell’attualità di nuove letture».

Ogni recita sarà preceduta da un’introduzione all’ascolto nel primo foyer, per accompagnare il pubblico in un viaggio dentro le luci e le ombre dell’opera che più di ogni altra interroga i limiti e le ambiguità dell’animo umano.

L’instore tour di Sarah Toscano fa tappa al Mercato di corso Sardegna

Super User 01 Ottobre 2025 613 Visite

 

Genova si prepara ad accogliere uno degli eventi musicali più attesi dell’autunno. Domenica 5 ottobre, dalle ore 17.00, il Mercato di corso Sardegna ospiterà Sarah Toscano per il firmacopie del suo primo album Met Gala. L’incontro, a ingresso libero e gratuito, rappresenta l’unica tappa ligure dell’instore tour della giovane cantautrice, che a soli diciannove anni è già considerata una delle nuove voci più promettenti della scena pop italiana.

Originaria di Vigevano, Sarah Toscano ha conquistato il pubblico vincendo Amici 23, trampolino di lancio che l’ha portata prima al Festival di Sanremo 2024 con il brano Amarcord e ora alla pubblicazione del suo primo progetto discografico. Met Gala, in uscita il 3 ottobre, racchiude dieci tracce tra singoli già amati dai fan - come Taki, Perfect con Carl Brave e l’ultimo Semplicemente in collaborazione con Mida - e inediti che ne confermano la crescita artistica, tra cui Desco, Maledetto ti amo, Dopo di te, Caos e Match Point.

Durante l’instore, è possibile acquistare cd o vinili dell’album e incontrare l’artista per foto e autografi.

‘Pessimismo e fastidio’: i Cavalli Marci tornano sul palco tra memoria e nuove visioni

Super User 01 Ottobre 2025 1112 Visite

 

I Cavalli Marci tornano a calcare la scena con ‘Pessimismo e fastidio’, spettacolo che segna una doppia rinascita: la reunion di un gruppo che negli anni ’90 e 2000 ha rivoluzionato il linguaggio dell’intrattenimento e l’inizio delle riprese del docufilm prodotto da The Box Film. A vent’anni dallo scioglimento, seguito alla scomparsa di Claudio “Rufus” Nocera, anima creativa del collettivo, e dieci anni dall’ultima apparizione, il gruppo si ritrova sul palco del Politeama Genovese, il 2 e 3 ottobre, ore 20:30.

Non solo memoria, ma anche nuove traiettorie: accanto agli sketch e ai medley iconici, i Cavalli proporranno le esperienze artistiche maturate singolarmente. Un viaggio corale e ironico, capace di toccare il presente con lo stesso spirito dissacrante che ha segnato una generazione. Lo spettacolo vede inoltre la collaborazione con l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, i cui studenti hanno firmato la scenografia, rendendo questo ritorno un ponte ideale tra passato e futuro.

Il Teatro Carlo Felice avvia un progetto per guidare i giovani tra opera, danza e sinfonica

Super User 25 Settembre 2025 761 Visite

 

LE INTERVISTE DI GENOVA3000 

Il Teatro Carlo Felice inaugura l’anno scolastico 2025-2026 con “Un mare di musica… felice!”, il nuovo programma Education rivolto alle scuole di ogni ordine e grado. Un titolo evocativo che racchiude l’idea di un viaggio condiviso: il teatro come faro capace di orientare studenti e insegnanti tra spettacoli che diventano approdi di crescita, esperienze di comunità e strumenti di formazione.

Il progetto propone un percorso che intreccia linguaggi diversi: dall’opera, ripensata in chiave accessibile ai più giovani, alla musica sinfonica raccontata con parole semplici e momenti di ascolto guidato; dalla danza, che restituisce con il corpo la vitalità del suono, alle nuove creazioni di teatro musicale capaci di dialogare con temi sociali e con l’attualità. Ogni proposta è calibrata sulle fasce d’età, con materiali didattici e incontri preparatori per stimolare curiosità e partecipazione.

«L’educazione musicale e teatrale non è un complemento ma parte imprescindibile della formazione», ha sottolineato il sovrintendente Michele Galli, ribadendo la volontà di rafforzare il legame tra il Carlo Felice e la comunità. La coordinatrice Elisa Moretto e il docente Alberto Macrì parlano invece di un teatro-nave che conduce studenti e famiglie tra note, scenografie e nuove scoperte.

Il calendario è ricco: Opera-Faro proporrà Don Giovanni e Il campiello, con percorsi di comprensione e lezioni a scuola; gli Approdi musicali introdurranno all’ascolto di Verdi e Puccini; con Corpi in musica – Il mio primo Debussy la danza racconterà l’infanzia attraverso le pagine del compositore francese; mentre la commedia musicale Zêna affronterà il tema delle radici e delle migrazioni. Non mancheranno momenti di protagonismo studentesco con Una ciurma all’opera e incontri divulgativi con Salpiamo assieme alla scoperta del cartellone.

Completano l’offerta le visite guidate, la Caccia al tesoro Turandot per famiglie e un Open Day per gli insegnanti il 30 ottobre, occasione di confronto e partecipazione al concerto inaugurale della stagione sinfonica.

Con “Un mare di musica… felice!”, il Carlo Felice si conferma non solo tempio della grande musica, ma anche laboratorio di cittadinanza e creatività per le nuove generazioni.

 

CALENDARIO DELLE ATTIVITÀ 2025/26

 

Opera-Faro – Teatro Carlo Felice

Don Giovanni: 8 ottobre (Primaria), 9 ottobre (Secondaria I grado), ore 11.00

Il campiello: 17 marzo, ore 11.00

 

Approdi musicali – Auditorium Montale 

Alla scoperta di Verdi: 12–16 gennaio, ore 9.30 e 11.00; 20–24 aprile, ore 9.30 e 11.00

Alla scoperta di Puccini: 23–27 marzo, ore 9.30 e 11.00

  

Corpi in musica – Auditorium Montale

Il mio primo Debussy: 1–4 dicembre, ore 10.00 e 11.30; 10–12 dicembre, ore 10.00 e 11.30

Recite per famiglie: 6 e 13 dicembre, ore 16.00

  

Zêna – Auditorium Montale

10–14 novembre, ore 9.30 e 11.30

17 novembre, ore 11.30

18–21 novembre, ore 9.30 e 11.30

 

Recita per famiglie: 22 novembre, ore 16.00 

Una ciurma all’opera – nelle scuole

Da calendario concordato con gli istituti

 

Salpiamo assieme alla scoperta del cartellone – Auditorium Montale, ore 18.00 

24 settembre Don Giovanni – Mozart e il mito del grande seduttore 

27 ottobre Concerto inaugurale – Armonie francesi 

6 novembre Cavalleria rusticana – Amore, gelosia e vendetta

13 novembre Russia & America – Concerto

12 gennaio Il trovatore – Verdi in fiamme

3 febbraio Tristan und Isolde – Tra amore e morte

5 marzo Il campiello – Venezia tra ironia e vita quotidiana

31 marzo Il nome della rosa – Era una bella mattina di fine novembre

21 aprile Rach 2 – Concerto

6 maggio Macbeth – Stregoneria, crimine e passione

26 maggio Sollima Style – Concerto

  

Un teatro o una piazza? – Teatro Carlo Felice

Tutti i lunedì su prenotazione

  

Caccia al tesoro Turandot – Genova

18 aprile 2026, ore 15.30

 

Al Cineclub Nickelodeon premiate le scuole del concorso “Liguria 2025 - Regione europea dello sport”

Super User 24 Settembre 2025 926 Visite

 LE INTERVISTE DI GENOVA3000

L’assessore regionale allo Sport e alla Scuola Simona Ferro ha partecipato al Cineclub Nickelodeon alla cerimonia conclusiva del concorso scolastico promosso da Regione Liguria e ACES Cinema nell’ambito di “Liguria 2025 - Regione Europea dello Sport”. L’iniziativa, realizzata con l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Associazione Cineguida, ha coinvolto quattordici istituti liguri chiamati a raccontare in un video il tema “Lo sport in Liguria: opportunità, valori ed emozioni”.

“Questo concorso - ha dichiarato Ferro - dimostra come lo sport sappia essere linguaggio universale, capace di unire creatività, passione e inclusione. I ragazzi hanno trasmesso valori autentici che ci rendono orgogliosi come comunità”.

Sul grande schermo sono stati proiettati i video vincitori. Terzo posto per il Liceo Marconi Delpino di Chiavari con “Sport in Liguria tra opportunità, valori, emozioni”. Secondo posto per l’Istituto Maria Ausiliatrice di Genova con “SportivaMente in Liguria. Un mare… e monti di opportunità”. Primo posto all’Istituto Gaslini-Meucci di Genova con “Uno slalom di emozioni”, già presentato in anteprima nella Sala della Trasparenza e premiato anche agli AIVA 2025 di Venezia.

“Investire sui giovani significa investire sul futuro - ha concluso l’assessore -. Lo sport è veicolo educativo e strumento di crescita personale e collettiva”.

L'assessore Simona Ferro e il presidente di Cineguida-Cinema Nickelodeon Enrico Cimaschi

Don Giovanni di Mozart inaugura la nuova stagione del Teatro Carlo Felice

Super User 17 Settembre 2025 761 Visite

LE INTERVISTE DI GENOVA3000

È il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart a inaugurare la stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova. Capolavoro assoluto del repertorio, il dramma giocoso su libretto di Lorenzo Da Ponte andrà in scena da venerdì 3 a domenica 12 ottobre, con repliche che offriranno al pubblico l’occasione di rivivere una delle opere più dense di significati, contrasti e domande sul destino dell’uomo. 

La produzione scelta è quella pluripremiata di Damiano Michieletto, creata per il Teatro La Fenice di Venezia insieme allo scenografo Paolo Fantin, alla costumista Carla Teti e al light designer Fabio Barettin: un allestimento ormai entrato nel repertorio internazionale, capace di innovare la lettura del capolavoro mozartiano senza mai tradirne l’essenza. Sul podio, il direttore tedesco Constantin Trinks guiderà orchestra e coro del Carlo Felice, preparato da Claudio Marino Moretti.

Il cast unisce cantanti di solida esperienza e voci emergenti: Simone Alberghini (Don Giovanni), Desirée Rancatore (Donna Anna), Ian Koziara (Don Ottavio), Jennifer Holloway (Donna Elvira), Giulio Mastrototaro (Leporello), Mattia Denti (Il Commendatore), Alex Martini (Masetto) e Chiara Maria Fiorani (Zerlina). Nelle recite del 4 e 11 ottobre ci saranno nei ruoli principali Gurgen Baveyan (Don Giovanni), Irina Dubrovskaya (Donna Anna), David Ferri Durà (Don Ottavio), Monica Zanettin (Donna Elvira, anche nella recita del 12 settembre), Bruno Taddia (Leporello). Una scelta che riflette la volontà della direzione artistica, affidata a Federico Pupo, di coniugare radicamento nella tradizione e apertura a nuove prospettive. 

«Inaugurare la stagione con Don Giovanni - spiega il sovrintendente Michele Galli - significa aprire un percorso di rinnovamento culturale e condiviso con la città». Lo spettacolo sarà accompagnato da incontri di presentazione (24 e 27 settembre) e dalle consuete introduzioni all’ascolto nel primo foyer, a un’ora dall’inizio di ogni recita: iniziative che rafforzano la missione educativa e divulgativa del teatro.

Il Don Giovanni presentato a Genova sarà nella versione di Praga, arricchita dalle aggiunte viennesi: un segno ulteriore della ricchezza interpretativa che da sempre accompagna l’opera. Un debutto che si preannuncia come un evento simbolico e di grande forza artistica, destinato a imprimere un segnale forte all’avvio della nuova stagione del Carlo Felice.

Constantin Trinks

 

Dopo 22 anni, Olly riporta la grande musica al Ferraris. Salis: “Un sogno che si realizza”

Super User 03 Settembre 2025 972 Visite

 

“Riportare dopo 22 anni la grande musica a Genova, allo Stadio Luigi Ferraris, è un sogno che si realizza. Un punto di partenza per il futuro che vogliamo realizzare, quello di un impianto rinnovato che cittadine e cittadini possano vivere tutti i giorni, non solo grazie allo sport”. Con queste parole la sindaca Silvia Salis commenta la tappa genovese del cantautore Olly, all’anagrafe Federico Olivieri, nato a Genova nel 2001. Il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo si esibirà al Ferraris il prossimo 18 giugno. L’ultimo concerto sul prato dello stadio di Genoa e Sampdoria risale al 20 giugno 2004. In quell’occasione si esibì Vasco Rossi.

“Non posso che ringraziare Olly e tutto il suo staff - prosegue la sindaca - per aver fortemente voluto questo evento, mostrando ancora una volta lo stretto legame che unisce Federico alla sua, alla nostra città. Siamo consapevoli delle difficoltà che ci sono al momento per allestire un grande spettacolo come questo nel nostro stadio ed è il motivo per cui il Comune si è detto subito disponibile ad aiutare la produzione per quanto di sua competenza e possibilità”.

“Sappiamo che il Luigi Ferraris - aggiunge - deve essere riqualificato per poter vivere non solo di calcio e siamo al lavoro per questo, ma dare fin da subito la dimostrazione che, con qualche sforzo in più, anche ora è possibile organizzare un grande evento è un bellissimo segnale. Siamo certi che troverà il sostegno di tante e tanti genovesi, tanti giovani appassionati di musica, e potrà essere il volano per altri appuntamenti futuri”.

“Genova torna ancora una volta al centro della scena musicale con la consapevolezza che cultura e spettacolo non sono solo intrattenimento, ma parte viva dell'identità di una comunità che vuole guardare sempre di più al presente e al futuro delle giovani generazioni”, conclude Salis.

UCI Luxe Fiumara riapre con tecnologia all’avanguardia e comfort esclusivo

Super User 19 Agosto 2025 1940 Visite

Dopo una lunga ristrutturazione, il multiplex UCI Fiumara riapre le porte al pubblico con una veste completamente rinnovata: diventa UCI Luxe e inaugura la prima sala IMAX® della Liguria, pronta a trasformare l’esperienza cinematografica degli spettatori. La riapertura è celebrata con alcuni dei titoli più attesi, tra cui I Fantastici Quattro – Gli Inizi, Weapons, The Conjuring: Il Rito Finale, Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - Il Castello dell’Infinito e Una battaglia dopo l’altra.

Le sale IMAX® offrono immagini più luminose e definite, con un campo visivo più ampio e un audio calibrato quotidianamente per la massima resa, così da far sentire lo spettatore parte dell’azione. UCI Luxe Fiumara dispone di 10 sale, tutte con poltrone reclinabili elettricamente, tavolino personale e maggiore spazio per le gambe. Due sale XL vantano proiezione 4K Laser, mentre alcune introducono per la prima volta in Italia i VIP beds, veri letti da cinema per un relax totale. 

Completano l’offerta il bar rinnovato e l’elegante O’s Bar, con cocktail, vini e birre artigianali, a conferma della volontà di UCI Luxe di offrire un’esperienza premium a 360 gradi.

 

Il ‘Palco sul mare festival’ ha 30 anni

Super User 09 Agosto 2025 1528 Visite

Che splendido “amarcord” l’occasione del lancio di un libro per i trent’anni del “Palco sul mare festival”, la geniale idea di un geniale personaggio di nome Max Garbarino. Sulla terrazza dell’Hotel Italia, si è ritrovata, attorno all’autore, quella Rapallo degli anni Novanta, quando la città esplodeva proprio per un grosso “pontone” sul mare e mille persone accorse dalla terra ferma ad ascoltare i più celebri cantanti italiani.

Trent’anni di ricordi, nel libro di Garbarino: dal ’94 fino a circa il tardo 2004, quando qualcosa si ruppe anche a Rapallo che piombò in un deleterio silenzio culturale. 

Max ricorda quando nel 1992, il sindaco l’indimenticabile Amoretti, e Rocagliolo assessore al turismo, fecero chiudere la passeggiata a mare per riempirla di musica, sorrisi e festa e pensarono di dargli il nome “Rapallo Estate Festival”. Un sogno che si trasformò grazie a Rudi Bianciardi, Roberto Carrara, presente alla presentazione, dopo aver lasciato il suo cappuccino delle “Saline”. 

Attorno a Max si sono ritrovati antichi amici, ciascuno con la sua narrazione. Poteva mancare Fabio Mustorgi e il suo racconto di una Loredana Bertè, selvaggiamente a tette nude davanti a lui? (figuratevi lui, playboy di lusso!). E i racconti di Lorenzo Barbetta (Vita da comici… gelati), che insieme a Max organizzò un finto fuoco d’artificio, mettendo in ansia l’indimenticabile maresciallo Gerbone?

La Rapallo degli anni più belli della sua storia la ricordano, in questo incontro, anche l’assessore Filippo Lasinio, che attende ansioso l’arrivo di una grandiosa magnolia da nobilitare il percorso del San Francesco, e pure il presidente Ascom Gianni Errico, impegnato attivamente a ridare spinta al commercio (ne ha parlato con il presidente degli albergatori Giacomo Carpi). Non poteva mancare Marco Restano che ha “allattato” a lungo il Max sempre alla ricerca di risorse necessarie, e con lui Sinibaldo Nicolini.

Il "Palco sul mare" è stata una straordinaria avventura, come dice Max, una realtà che ha vissuto di musica, cabaret e salsedine.

Decine e decine di artisti sono arrivati sul pontone galleggiante, in una Rapallo che viveva momenti felicissimi, applaudendo proprio in quell’anno una Giorgia che incantò 50.000 persone. I primi anni furono strepitosi: si iniziò con i “Mattia Bazar”, il cabaret di Enzo Iacchetti e Aldo Giovanni e Giacomo. Nel ’95 il funambolico Arnaldo Zerega volle il festival del cabaret e poi Irene Grandi e, anno dopo anno, Ezio Greggio, Gigi Sabani, Gene Gnocchi, Michele Zarrillo, Zuzzurro e Gaspare, Anna Oxa che rischiò di finire in acqua dal pontone e ruppe i cavi elettrici: tutti al buio, solo la sua voce incantò tutti. E ancora Luca Carboni, Samuele Bersani, Pier Angelo Bertoli, ovviamente i “New Trolls”, Fiorella Mannoia.

Si potrebbe continuare, ma arrivò il 2001 e per Max ecco la mazzata: il Comune di Rapallo chiude col “Palco”, non ha soldi (è un classico!). Max non si scoraggia, ritrova una sua vecchia (si fa per dire) fiamma che gli grida: “Vattene, sei un grande. La fortuna ti seguirà”. E infatti, inizia il vero percorso di successo di Max Garbarino, oggi con la sua “Video Vox”, fra i più apprezzati manager dello spettacolo italiano. Ma vederlo a questa presentazione fa un certo stupore. Come trent’anni fa non è cambiato. Dice Renato Tortarolo: “Ha il sorriso buono di uno che sa come si fa a sognare”. 

Il “maggiordomo Orazio” (lo ricordate?) ha trasformato trent’anni di sfide in una storia appassionante, un “tributo all’arte che resiste”.

Vittorio Sirianni

Il Gala Mario Porcile chiude il Nervi International Ballet Festival 2025

Super User 26 Luglio 2025 1101 Visite

Il Gala Mario Porcile, che si terrà domenica 27 luglio, ore 21:15, nella splendida cornice di Villa Grimaldi Fassio, è l'evento conclusivo del Nervi International Ballet Festival 2025 ed è un viaggio artistico unico nella storia della danza. Lo spettacolo include due coreografie iconiche di epoche storiche diverse: Pas de Quatre, il Balcony pas de deux da Romeo and Juliet, Le chant du compagnon errant, il pas de deux dal secondo atto di Giselle.

Pas de Quatre firmato da Jules Perrot nel 1845, sarà presentato nella messa in scena di Anton Dolin del 1941. Questa leggendaria versione del pezzo di Perrot, originariamente creato per quattro delle ballerine più famose del suo tempo (Maria Taglioni, Fanny Cerrito, Carlotta Grisi e Lucile Grahn), era già stata un momento clou del Festival di Nervi nel 1957 e allora, come oggi, contribuiva a mantenere viva la tradizione del balletto romantico valorizzando al contempo il virtuosismo individuale di ogni ballerina. Nel gala del 27 luglio 2025, il Pas de Quatre sarà interpretato da quattro ballerine di spicco di oggi: Ida Praetorius, Cassandra Trenary, Aliya Tanikpaeva e Jessica Xuan. Queste straordinarie artiste porteranno sul palco tecnica e grazia in questa magistrale creazione per mantenere vivo l’eredità del Pas de Quatre.

Le chant du compagnon errant, la coreografia di Maurice Béjart del 1971 sul ciclo di Lieder di Gustav Mahler. La coreografia è stata creata per il leggendario ballerino Rudolf Nureyev e il famoso ballerino genovese Paolo Bortoluzzi, allievo della scuola di Mario Porcile. Questa rappresentazione toccante e drammatica del dolore dell’anima errante sarà interpretata da Matthew Ball e Jacopo Bellussi al gala di chiusura del Festival di quest’anno, e porterà gli spettatori nel profondo della visione emotiva di Béjart. 

Oltre a questi capolavori, il pubblico potrà assistere a una serie di estratti da balletti del grande repertorio, tra cui il cosiddetto Black Pas de Deux da La signora delle camelie di John Neumeier e l’acclamato Balcony Pas de Deux da Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan.

Il gala riunisce ballerini di compagnie di fama mondiale: Matthew Ball (Primo ballerino Royal Ballet), Jacopo Bellussi (Primo ballerino Hamburg Ballett e Étoile Ballet du Capitol Tolosa), Jakob Feyferlik (Primo ballerino Bayerisches Staatsballett), Ksenia Ovsyanick (Prima Ballerina Staatsballett Berlin), Ida Praetorius (Prima ballerina Hamburg Ballett e Royal Danish Ballet), Aliya Tanykpayeva (Prima ballerina Hungarian National Ballet), Dmitry Timofev (Primo ballerino Hungarian National Ballet), Cassandra Trenary (Prima ballerina American Ballet Theatre), Jessica Xuan (Prima ballerina Dutch National Ballet).

Bayerisches Junior Ballett München, ai Parchi di Nervi arriva una delle più importanti compagnie giovanili

Super User 22 Luglio 2025 970 Visite

La vitalità e l’energia di una nuova generazione di danzatori professionisti saranno protagoniste ai Parchi di Nervi mercoledì 23 luglio (ore 21.15) dello spettacolo del Bayerisches Junior Ballett München, compagnia giovanile fondata nel 2010 da Ivan Liška come prima formazione junior della Germania, oggi ambasciatrice culturale del Land bavarese. Sedici giovani danzatori provenienti da tutto il mondo, di età compresa tra i 17 e i 20 anni, saranno impegnati in sei creazioni firmate da grandi coreografi del nostro tempo: un programma di altissimo livello tecnico e stilistico che svelerà le qualità di questa giovane compagnia, dove ha mosso i primi passi professionali anche il responsabile artistico del festival Jacopo Bellussi. Uno spettacolo sfaccettato per osservare l’evoluzione del linguaggio coreografico contemporaneo nelle mani (e nei corpi) di chi ne sarà il futuro.

«Lavorare con coreografi viventi – sottolinea Ivan Liška Direttore artistico della compagnia – è stato un privilegio speciale nella mia carriera. Grazie a questa esperienza, promuovo con convinzione opportunità simili per la prossima generazione di ballerini. Durante i due anni di impegno nella compagnia junior, desideriamo trasmettere ai giovani ballerini idealismo, disciplina e creatività. In un mondo colmo di mezze verità e inganni, l’arte non può e non deve mentire! Sul palcoscenico mostriamo la verità, e spetta a chi ha il coraggio di cercarla con il cuore riscoprire, in tempo reale, il significato dei nostri movimenti. Che grande fortuna abbiamo! Ho ricordi personali legati al Nervi Festival di Mario Porcile, dove ho danzato Onegin nel 1975 come membro del corpo di ballo del Balletto dell’Opera di Monaco di Baviera e, vent’anni dopo, nel 1996, ho interpretato il ruolo principale di Odysseus in Odyssee di John Neumeier con l’Hamburg Ballett. E ora, trent’anni dopo, accompagno la nostra meravigliosa compagnia junior. Sono molto felice che Jacopo Bellussi – che nel 2011/2012 è stato egli stesso membro del Bayerisches Junior Ballett München – ci abbia invitati e stia riportando alla gloria questo prestigioso Festival».

Apre la serata Bach-Suite 3 di John Neumeier (1981), costruito sulla celebre Suite n. 3 in re maggiore di Bach: opera neoclassica del grande coreografo che si configura come una sequenza di soli, pas de deux e momenti d’insieme.

 

A seguire, due creazioni più visionarie: Night on Bald Mountain creata da Eric Gauthier nel 2024 proprio per la compagnia bavarese, sul celebre poema sinfonico di Musorgskij Una notte sul Monte Calvo, che gioca con cinque coppie proponendo alcuni temi universali come il rapporto tra uomo e natura; quindi un altro capolavoro come Songs of a Wayfarer di Jiří Kylián, (1982) uno dei suoi brani più noti sul ciclo di Lieder di Gustav Mahler (Canti di un viandante).

3/4 Preludes di Richard Siegal (2016, creato sempre per il BJBM) è lavoro più giocoso e brillante sui Three Preludes di George Gershwin.

Chiude la serata Devil’s Kitchen, nuovissima creazione di Marco Goecke, andata in scena a Monaco lo scorso 11 giugno, costruita per la compagnia su musiche dei Pink Floyd: un lavoro nato a stretto contatto coi giovani danzatori, tra le loro esperienze quotidiane e le riflessioni più intime, simbolicamente ambientato in una “cucina del diavolo”, luogo di intensa emotività e scoperta artistica.

Lo spettacolo ha una durata di 130 minuti, con due intervalli.

Si avvicina lo spettacolo di chiusura del Nervi International Ballet Festival, il Gala Mario Porcile pensato da Jacopo Bellussi, con la consulenza di Maina Gielgud, celebre étoile internazionale. Nel corso del Gala, in programma domenica 27 luglio alle ore 21.15 (Parchi di Nervi), si alterneranno alcune coreografie iconiche del repertorio accanto a perle rare come il Pas de Quatre nella versione di Anton Dolin, con quattro star internazionali come Ida Praetorius, Aliya Tanikpaeva, Cassandra Trenary, Jessica Xuan; Forme et Ligne (Squeaky Door) di Maurice Béjart affidata a Ksenia Ovsyanick; Romeo and Juliet – Balcony Pas de Deux di Kenneth MacMillan con la coppia Cassandra Trenary e Matthew Ball. Poi Song of a Wayfarer di nuovo di Maurice Béjart, duetto intenso e drammatico che, dopo la coppia Nureyev-Bortoluzzi, sarà interpreto a Nervi da Jacopo Bellussi e Matthew Ball. Si continua con Giselle – Act II Pas de Deux nella coreografia storica di Coralli-Perrot-Petipq ripresa da Maina Gielgud, con Aliya Tanikpaeva e Dmitry Timofef. Poi ci saranno le Trois Gnossiennes di Hans van Manen, con Jessica Xuan e Jakob Feyferlik e, in chiusura, La Signora delle Camelie – Black Pas de Deux di John Neumeier, con Ida Praetorius e Jacopo Bellussi.

Festival di Nervi, torna a Genova il Balletto di Stoccarda con Romeo e Giulietta

Super User 18 Luglio 2025 1303 Visite

 

Dopo quasi quarant’anni di assenza, torna a Genova una delle più celebri compagnie europee: il Balletto di Stoccarda sarà protagonista al Nervi International Ballet Festival sabato 19 e domenica 20 luglio (ore 21.15) mettendo in scena Romeo e Giulietta nella versione coreografica di John Cranko, su musiche di Sergej Prokof’ev.

Considerato uno dei vertici assoluti del balletto narrativo del Novecento, Romeo e Giulietta debuttò a Stoccarda nel 1962 e da allora è diventato un simbolo del repertorio della compagnia. L’opera si distingue per l’equilibrio tra drammaturgia e danza, per l’intensità poetica dei pas de deux e per la capacità del coreografo sudafricano di tradurre la tragedia shakespeariana in immagini fortemente teatrali, senza mai rinunciare al virtuosismo tecnico. La coreografia, costruita con rigore e aderenza alla partitura di Prokof’ev, restituisce tutta la tensione drammatica e l’urgenza poetica del testo shakespeariano, esaltando il gesto come linguaggio dell’anima. Le scene e i costumi di Jürgen Rose, tra echi rinascimentali e stilizzazione poetica, contribuiscono a dare al balletto un impianto visivo di intensa bellezza.

Lungo tre intensi atti, lo spettacolo ricostruisce la Verona immaginata da Shakespeare che rivive – nella trasposizione di Cranko – tra scene di mercato, balli in maschera, duelli, carnevali e notti rubate, seguendo passo dopo passo il tragico amore, osteggiato dalle rivalità familiari, dei giovanissimi Romeo e Giulietta, qui interpretati da Elisa Badenes e Martí Paixà (19 luglio) e Mackenzie Brown e Henrik Erikson (20 luglio), affiancati da un cast di altissimo livello tra cui Jason Reilly, Matteo Miccini, Martino Semenzato, Diana Ionescu, Clemens Fröhlich, Edoardo Sartori 

Il Balletto di Stoccarda – che sotto la guida di Cranko ha rivoluzionato il balletto moderno – è oggi tra le compagnie più prestigiose al mondo, con un repertorio che abbraccia la grande tradizione classica e la creazione contemporanea. Le sue tournée internazionali sono seguite da pubblico e critica con grande attesa e quei Romeo e Giulietta si annuncia come uno degli appuntamenti più intensi e spettacolari Nervi International Ballet Festival. 

Fondata nel 1609, la compagnia ha vissuto, sotto la guida visionaria di Cranko negli anni ’60 e ’70, una vera e propria rinascita, diventando uno dei simboli della coreografia europea. Oggi, sotto la direzione di Tamas Detrich, ne custodisce l’eredità mantenendo viva una linea stilistica inconfondibile, fatta di precisione formale, forza espressiva e cura del racconto.

 

Palco sul Mare Festival: Federico Sirianni canta Faber, Cohen e la felicità

Super User 15 Luglio 2025 819 Visite

Nell’ambito della 30ª edizione del Palco sul Mare Festival, mercoledì 16 luglio alle ore 21:30 con ingresso gratuito, Villa Durazzo Bombrini a Cornigliano ospiterà uno degli appuntamenti più attesi della rassegna estiva: Federico Sirianni in scena con “Faber, Cohen e la felicità”. Un concerto narrativo che si muove tra parole, musica e poesia, omaggiando due giganti della canzone d’autore del Novecento: Fabrizio De André e Leonard Cohen. 

Lo spettacolo si presenta come un viaggio intimo nella memoria e nell’identità, in cerca di quel desiderio umano ostinato e universale: la felicità. Sirianni, cantautore genovese con oltre trent’anni di carriera e definito da Bruno Lauzi “l’erede della scuola genovese”, propone un percorso fatto di canzoni originali, tributi affettuosi e racconti autobiografici. Ad accompagnarlo sul palco il duo Merakee: Veronica Perego al contrabbasso e Valeria Quarta alla voce e percussioni, per una resa musicale delicata, raffinata e sperimentale. 

Il concerto è anche l’estensione naturale dell’ultimo album di Sirianni, ‘La promessa della felicità’, e un invito alla consapevolezza. Durante la serata sarà presente un banchetto di Emergency, parte della Staffetta per Gaza, per sostenere la popolazione civile colpita dalla guerra.

Festival di Nervi, l’étoile Lucia Lacarra per la prima volta in Italia con la sua nuova compagnia

Super User 15 Luglio 2025 746 Visite

È ancora vivo ed entusiasta il ricordo delle due serate con il londinese Royal Ballet, ma il Nervi International Ballet Festival è già pronto a presentare al Teatro Carlo Felice, mercoledì 16 luglio alle ore 20, una tra le più attese novità di questa edizione: il debutto in Italia del Lucia Lacarra Ballet, nuova compagnia fondata nel 2023 dalla celebre étoile basca. In scena Lost Letters, un progetto ideato e coreografato da Matthew Golding, danzatore e partner di Lacarra.

Lost Letters nasce da una lettera realmente scritta durante la Prima Guerra Mondiale da un artigliere britannico alla moglie. L’idea narrativa esplora il tema dell’assenza e del destino, immaginando cosa sarebbe successo se quella missiva non fosse mai arrivata. Intorno a questo spunto prende forma una coreografia carica di poesia e riflessione, arricchita da inserti video girati in paesaggi simbolici della Spagna (Zumaia, flysch, conventi e santuari baschi), con una colonna sonora che intreccia pagine di Sergej Rachmaninov e Max Richter. 

Il papavero della memoria, simbolo del lutto e del ricordo nei Paesi del Commonwealth, diventa centro visivo e poetico della scena.

Protagonisti della serata saranno i dieci danzatori della compagnia, fra cui spiccano la stessa Lucia Lacarra e Matthew Golding, affiancati da giovani talenti selezionati in audizione al Teatros del Canal di Madrid. Il balletto – della durata di 75 minuti senza intervallo – è prodotto in collaborazione con importanti teatri spagnoli (Teatro Arriaga Antzokia, Kursaal Eszena, Teatro Principal de Vitoria-Gasteiz) e con il sostegno del Governo Basco e del Comune di Zumaia. 

Lucia Lacarra, ballerina pluripremiata e protagonista sui più prestigiosi palcoscenici del mondo – da Marsiglia a San Francisco, da Monaco a Dortmund – ha ricevuto i massimi riconoscimenti della danza, tra cui il Benois de la Danse, il Premio Nazionale di Spagna e la Medaglia d’oro delle Belle Arti. A Nervi porta la sua nuova avventura coreografica, che fonde classicismo e linguaggi contemporanei in un progetto poetico e profondamente personale. 

Con Lost Letters il Nervi International Ballet Festival aggiunge così un nuovo tassello al panorama della danza di oggi, portando sul palcoscenico un’intima riflessione sul tempo, la perdita e il ricordo, interpretata da una delle più raffinate personalità del balletto europeo.

Nervi International Ballet Festival, lo spettacolo di domenica 13 luglio si terrà al Carlo felice

Super User 11 Luglio 2025 811 Visite

 

La Fondazione Teatro Carlo Felice comunica che, a causa delle previsioni meteo che segnalano alta probabilità di pioggia nel pomeriggio e nella serata di domenica 13 luglio, lo spettacolo del Royal Ballet “A celebration of the works of Frederick Ashton” in programma per quella data sarà spostato dal palcoscenico all’aperto dei Parchi di Nervi al Teatro Carlo Felice di Genova, con inizio sempre alle ore 21.15. 

Una decisione presa con anticipo per garantire lo svolgimento dello spettacolo in condizioni di sicurezza, nel rispetto dei tempi tecnici necessari alla produzione, delle esigenze degli artisti coinvolti, e per permettere al pubblico di organizzare per tempo la propria partecipazione.

Chi desiderasse anticipare la propria presenza a sabato 12 luglio, per assistere allo stesso spettacolo all’aperto ai Parchi di Nervi, potrà richiedere il cambio del biglietto.

Nel frattempo, la biglietteria sta già provvedendo a ricollocare sulla pianta del Teatro Carlo Felice tutti i posti acquistati per la serata di domenica 13 luglio, garantendo la stessa posizione. Al più presto sarà riaperta anche on line la vendita sulla nuova pianta.

Per ulteriori informazioni e assistenza:

Biglietteria Teatro Carlo Felice: 010 5381 432 / 433 / 337 / 399

Orari: lunedì – sabato ore 9.30–19.00 / domenica dalle ore 14.00 sino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo. www.nervinternationalballetfestival.it

La Fondazione ringrazia il pubblico per la collaborazione e la comprensione, certa che questa scelta consentirà la piena fruizione artistica dello spettacolo, nel massimo rispetto degli spettatori e degli artisti.

Torna a Genova il Royal Ballet di Londra con ‘A celebration of the works of Frederic Ashton’

Super User 11 Luglio 2025 942 Visite

È uno degli appuntamenti più attesi del Nervi International Ballet Festival 2025: sabato 12 ai Parchi di Nervi e domenica 13 al Teatro Carlo Felice (cambio di sede a causa del maltempo previsto) arriva il Royal Ballet, fiore all’occhiello della danza britannica e internazionale, con un programma interamente dedicato al suo storico fondatore, Frederick Ashton. A quarant’anni dalle sue ultime apparizioni al Festival, la compagnia torna a Genova con un cast stellare – tra cui Marianela Núñez, Alina Cojocaru, Matthew Ball, Valentino Zucchetti – per celebrare l’eredità artistica di un coreografo che ha plasmato l’identità stessa della compagnia.

Il titolo dello spettacolo, A Celebration of the works of Frederick Ashton, riflette l’intento di questa serata: riportare in scena alcune delle creazioni più emblematiche del coreografo britannico in un percorso tra lirismo, ironia, grazia e virtuosismo. Il programma è composto da sei diversi pezzi: alla satira raffinata di Façade – Tango Pasodoble (1931) alla sensualità tragica di Marguerite and Armand (1963), creato per Fonteyn e Nureyev e ispirato alla Traviata di Verdi e alla Signora delle camelie di Dumas figlio, su musiche di Franz Liszt; dalla brillantezza tecnica di Rhapsody (1980) creato per Michail Baryshnikov e Lesley Collier sulla virtuosistica Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov, al celebre passo a due di The Dream - Oberon and Titania’s Reconciliation pas de deux, arguta e tenera rivisitazione del Sogno shakespeariano (1964) con musica di Felix Mendelssohn. Completano il programma due gioielli poco noti ma preziosi: il Pas de Quatre dal Lago dei cigni, concepito da Ashton nel 1963 come variazione coreografica autonoma, e il celeberrimo Voices of Spring (1977), delizioso duo creato sulle melodie di Johann Strauss II per un’edizione dell’operetta Die Fledermaus e poi diventato pezzo autonomo.

Per questo ritorno a Genova, il Royal Ballet – diretto da Kevin O’Hare – schiera in queste due serate alcuni tra i suoi più acclamati “Principals” e artisti ospiti come Marianela Núñez e Jakob Feyferlik (impegnati in Marguerite and Armand il 12 luglio), Alina Cojocaru e Jakob Feyferlik (nello stesso pezzo il 13 luglio), Mayara Magri, Gary Avis, Valentino Zucchetti, Meaghan Grace Hinkis, Luca Acri, Isabella Gasparini, Sae Maeda solo per citarne alcuni. A loro si affianca il corpo di ballo e un team tecnico di altissimo livello, per un’esibizione che riassume l’eleganza, il vigore e la raffinatezza di una delle compagnie più prestigiose al mondo.

Lo spettacolo avrà una durata complessiva di 125 minuti (con due intervalli).

Per il Nervi Fuori Festival – ideato e organizzato dall’associazione genovese ThreeBBallet in collaborazione con la Fondazione Teatro Carlo Felice – venerdì 11 luglio alle ore 11, al Galata Museo del Mare, è in programma un incontro con Marianela Nuñez, stella del Royal Ballet.

I ballerini dell’Opéra di Parigi incantano il pubblico del Nervi International Ballet Festival

Super User 05 Luglio 2025 1106 Visite

Ieri sera, i Parchi di Nervi sono tornati a essere il cuore pulsante della grande danza internazionale, grazie allo straordinario ritorno del Balletto dell’Opéra di Parigi, assente da questo palcoscenico da ben 43 anni. Un evento tanto atteso quanto applaudito, andato in scena in una forma modificata rispetto al programma annunciato, a causa della forte umidità che rendeva il palcoscenico scivoloso, del gran caldo e delle richieste dei ballerini dopo le prove.

Nel secondo (ma primo nei parchi, il precedente si è svolto al Teatro Carlo Felice) appuntamento del Nervi International Ballet Festival la compagnia parigina, tra le più prestigiose al mondo, ha proposto un programma raffinato e appassionante: cinque “Signature Pieces” che hanno attraversato più di un secolo di storia del balletto, mescolando epoche, stili e visioni artistiche.

La serata si è aperta con "Grand Pas Classique" di Victor Gsovsky, su musica di Daniel-François-Esprit Auber, eseguito con eleganza e rigore da Bleuenn Battistoni e Francesco Mura. Creato nel 1949, questo passo a due è un omaggio alla tecnica accademica più pura, pensato per esaltare la presenza scenica e il virtuosismo degli interpreti. 

A seguire, un estratto dall’atto III di "Raymonda", coreografato da Rudolf Nureyev a partire dalla versione originale di Marius Petipa, su musica di Aleksandr Glazunov. L’ultimo grande balletto narrativo di Petipa, rivisitato da Nureyev nel 1983, è stato interpretato da Sae Eun Park e Paul Marque, accompagnati da un ricco ensemble di danzatori. Un omaggio fastoso alla tradizione ottocentesca del balletto russo.

Uno dei momenti più intensi e drammatici è stato "Le Jeune Homme et la Mort", celebre creazione di Roland Petit su libretto di Jean Cocteau e musica di Johann Sebastian Bach. Hugo Marchand e Roxane Stojanov hanno dato vita a un duetto struggente, in cui la morte, impersonata da una donna in abito giallo, conduce il giovane protagonista al suicidio. Un balletto che unisce forza teatrale e potenza simbolica.

A stemperare la tensione, un breve ma poetico pas de deux tratto da "Le Parc" di Angelin Preljocaj, sulle note di Mozart. Interpretato da Ludmila Pagliero e Mathieu Ganio, questo frammento ha aggiunto una nota contemporanea, fatta di sensualità e sospensione emotiva.

Non poteva mancare "La morte del cigno", capolavoro creato da Michel Fokine nel 1905 su musica di Camille Saint-Saëns. Un assolo celebre in tutto il mondo, affidato a Dorothée Gilbert, che ha saputo restituire tutta la grazia e la malinconia del celebre “poema danzato”.

Lo spettacolo si è concluso con Le Parc, coreografia di Angelin Preljocaj e musica di Wolfgang Amadeus Mozart. Un pas de deux sospeso tra desiderio e distanza, sensualità e spiritualità. Ambientato in un giardino francese settecentesco, Le Parc  (1994) è un classico contemporaneo che ha saputo trasformare l’erotismo in poesia del gesto. Celebre la scena del bacio “in volo”, che conclude questo frammento con struggente leggerezza.

Va ricordato che la serata si è potuta svolgere grazie all’intervento della sindaca Silvia Salis, del vicesindaco Alessandro Terrile e del sovrintendente del Teatro Carlo Felice Michele Galli, che hanno convinto alcune sigle sindacali a revocare lo sciopero inizialmente annunciato.

Il Balletto dell’Opéra di Parigi tornerà questa sera alle ore 21:15, per un secondo e attesissimo appuntamento ai Parchi di Nervi.

 

 

“Signature Pieces”, il programma del Ballet de l’Opéra National de Paris ai Parchi di Nervi

Super User 04 Luglio 2025 968 Visite

Il programma dei cinque Signature Pieces scelti dal Ballet de l’Opéra National de Paris per il Nervi International Ballet Festival di venerdì 4 e sabato 5 luglio (ore 21.15).

 

Grand Pas Classique

Coreografia di Victor Gsovsky – Musica di Daniel-François-Esprit Auber

Creato nel 1949, questo passo a due è un omaggio alla tecnica accademica più pura, un concentrato di eleganza e difficoltà, costruito per esaltare il dominio tecnico e la presenza scenica degli interpreti.

Solisti: Bleuenn Battistoni, Francesco Mura

Raymonda (estratto dall’ atto III)

Coreografia di Rudolf Nureyev da Marius Petipa – Musica di Aleksandr Glazunov

ultimo grande balletto narrativo di Marius Petipa su musica di Glazunov, un’enciclopedia delle forme del balletto classico riportata in auge in Occidente da Rudolf Nureyev che ne realizzò una sua versione nel 1983, quando assunse la carica di direttore del Ballet de l’Opéra de Paris.

Solisti: Sae Eun Park (Raymonda), Paul Marque (Jean de Brienne) insieme a Camille Bon, Naïs Duboscq, Nine Seropian, Antonio Conforti, Daniel Stokes, Ambre Chiarcosso, Seohoo Yun, Keita Bellali, Micah Gabriel Levine, Isaac Lopes Gomes, Alexander Maryianowski, Enzo Saugar, Rubens Simon, Tosca Auba, Lucie Devignes, Lilas Parra

Le Jeune Homme et la Mort

Coreografia di Roland Petit – Musica di Johann Sebastian Bach

Creato nel 1946, è un inquietante duo su libretto di Jean Cocteau e musica di Johann Sebastian Bach in cui il destino – che ha le sembianze di una donna in abito giallo e guanti neri – si prende gioco del suo amante fino a spingerlo al suicidio.

Solisti: Hugo Marchand (Le Jeune Homme), Roxane Stojanov (La Mort)

 

La morte del cigno

Coreografia di Michel Fokine – Musica di Camille Saint-Saëns

Creata nel 1905 per Anna Pavlova, La morte del cigno è una delle miniature più celebri della storia del balletto. Un poema danzato su “Il Cigno” di Saint-Saëns, un assolo intenso e struggente – qui affidato a Dorothée Gilbert – che ha attraversato il Novecento come simbolo della danza.

Le Parc (pas de deux)

Coreografia di Angelin Preljocaj – Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Un pas de deux sospeso tra desiderio e distanza, sensualità e spiritualità. Ambientato in un giardino francese settecentesco, Le Parc  (1994) è un classico contemporaneo che ha saputo trasformare l’erotismo in poesia del gesto. Celebre la scena del bacio “in volo”, che conclude questo frammento con struggente leggerezza.

Solisti: Ludmila Pagliero, Mathieu Ganio

 

Il Nervi International Ballet Festival proseguirà al Teatro Carlo Felice il 9 luglio con il Ballett Kiel che porta in scena Following a Bird. Omaggio a Ezio Bosso di Yaroslav Ivanenko (2019) – già al Balletto di Amburgo con Neumeier e direttore della compagnia dal 2011 – ispirato alla musica e del noto compositore italiano, combinata a pagine di Max Richter e Kimmo Pohjonen; il titolo della coreografia si ricollega all’omonimo brano per pianoforte che Bosso compose dopo la diagnosi di una malattia incurabile e che suonò prima di quasi tutti i suoi concerti fino alla morte, come simbolo del ritorno del suo potere creativo. Seconda coreografia in programma Walking Mad dello svedese Johan Inger, creata nel 2001 sulla musica di Maurice Ravel (Boléro) e Arvo Pärt (Für Alina): con un chiaro riferimento al Boléro di Béjart, è un viaggio in cui «incontriamo le nostre paure, i nostri desideri e la leggerezza dell’essere» (Inger), con in scena una grande parete di legno mutevole.

  

Il 12 e 13 luglio si tornerà ai Parchi di Nervi con una compagine mitica come The Royal Ballet – oggi sotto la direzione di Kevin O’Hare – che presenta A Celebration of the works of Frederick Ashton, una selezione di lavori creati dalla figura fondativa dell’identità coreografica britannica: momenti tratti dal Lago dei cigni (Pas de quatre, musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij), The Dream – Oberon and Titania’s reconciliation pas de deux (arguta e tenera rivisitazione del Sogno di una notte di mezza estate del 1964 con musica di Felix Mendelssohn), Thaïs - pas de deux (del 1971, sulla famosa Méditation dall’opera di Massenet), Cinderella - pas de deux (dalla favola di Perrault con musica di Prokof’ev coreografata nel 1948) e Voices of Spring (duo sul valzer Frühlingsstimmen) accompagnano due capolavori completi come Marguerite and Armand (creato per Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev nel 1963, ispirato alla Traviata di Verdi e alla Signora delle camelie di Dumas figlio, su musiche di Franz Liszt) e Rhapsody (coreografia nata nel 1980 per Michail Baryšnikov e Lesley Collier, sulla virtuosistica Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov).

La manifestazione è promossa dal Comune di Genova con il patrocinio della Regione Liguria, del Ministero della Cultura e di Rai Liguria, main partner Iren, Premium sponsor e food partner Esselunga. Media Partner è Rai Cultura. Partner tecnici sono: Amiu, Amt, Aster, Friends of Genoa.

Il Teatro Carlo Felice presenta il calendario della nuova stagione

Super User 02 Luglio 2025 2637 Visite

Il Teatro Carlo Felice di Genova presenta la Stagione di Opera, Balletto e di Concerti 2025/2026: una programmazione che segna l’inizio di un nuovo percorso, caratterizzato non solo dal rinnovamento della guida istituzionale e artistica – con il nuovo sovrintendente Michele Galli e il nuovo direttore artistico Federico Pupo – ma anche da un’idea di teatro sempre più vivace, accogliente, fecondo. 

La prima rotta è tracciata: si parte da Don Giovanni a ottobre 2025 e si approda alla Bohème a giugno 2026, due capolavori che aprono e chiudono una stagione fatta di scelte, ritorni d’autore e nuove tappe. È il tempo dei Naviganti, di coloro che cercano nessi di significato lungo l’intero tragitto, non solo quando giungono alla meta. Sulla mappa si succedono i grandi titoli del repertorio e voci meno frequenti della contemporaneità.

«La nuova stagione del Teatro Carlo Felice è un vero e proprio viaggio, un navigare tra tradizione e innovazione, radici e orizzonti nuovi, in cui il teatro diventa uno spazio vivo, inclusivo e generativo, aperto a tutte le voci e a tutte le storie - ha commentato la sindaca di Genova Silvia Salis -. Il nostro Teatro si conferma come un luogo di incontro, di comunità e di crescita, dove artisti, cittadini e giovani trovano uno spazio per condividere emozioni e riflessioni. In questo senso, il cartellone è pensato come una carta nautica, con punti cardinali e rotte possibili, che invita tutti a salire a bordo e a scoprire insieme le meraviglie di un teatro che si apre al mondo. Voglio ringraziare il nuovo sovrintendente Michele Galli e il direttore artistico Federico Pupo per aver immaginato questa stagione come un racconto in più tappe, un viaggio tra epoche e linguaggi diversi, un’occasione per ascoltare, sognare e dialogare».

«Il Teatro Carlo Felice è da sempre simbolo dell’eccellenza ligure in Italia e nel mondo – sottolinea il presidente della Regione Liguria Marco Bucci –. La programmazione 2025‑2026 conferma il ruolo del teatro come motore culturale e volano economico, tra opera, balletto, concerti sinfonici: espressioni di un’identità viva, proiettata verso l’internazionalizzazione. Grazie al sostegno della Regione Liguria, il Carlo Felice è oggi un polo che genera valore attivando collaborazioni, occupazione, turismo e ricadute concrete sul territorio. La cultura è anche impresa, perché non solo ispira, ma costruisce economie per i giovani. Per questo la Regione continuerà a investire con convinzione, perché investire nella cultura significa cooperare per il futuro e la crescita della Liguria».

«Con questa stagione – dichiara il sovrintendente Michele Galli – il Teatro Carlo Felice inaugura un nuovo corso, che parte dal riconoscimento delle proprie radici per aprirsi al futuro con visione, responsabilità e condivisione. Abbiamo scelto di immaginare la programmazione come un viaggio comune: Naviganti, appunto, su rotte nuove ma tracciate sulla scia della grande tradizione musicale. In questa immagine – quella della navigazione, dell’orizzonte, della luce di un faro che guida e protegge – si riflette anche il senso più profondo del nostro teatro. Un luogo che accoglie e restituisce, che illumina e orienta. La torre che si accende nelle sere di spettacolo è molto più di un simbolo: è un punto di riferimento visibile, fisico ed emotivo, nel paesaggio urbano e nella vita culturale della città».

«Abbiamo pensato questa programmazione in continuità con quella che abbiamo ereditando, facendo alcuni cambiamenti – afferma il direttore artistico Federico Pupo, È un racconto in più tappe, una traversata tra epoche, linguaggi, emozioni. Ogni titolo ha un’identità forte, ogni produzione è frutto di un’idea chiara di teatro musicale. Dall’inaugurazione con Don Giovanni, che esplora il confine tra eros e colpa, fino alla conclusione con La bohème, che affida ai giovani dell’Accademia il compito di chiudere il cerchio, attraversiamo paesaggi sonori molto diversi ma uniti da un filo coerente: la voce come centro dell’espressione, il repertorio come spazio aperto, il teatro come luogo di cittadinanza attiva. In questo senso, Il nome della rosa di Francesco Filidei è una tappa simbolica: un’opera contemporanea che nasce da un grande romanzo italiano e che parla di verità, fede e linguaggio. Anche questo è “navigare”: attraversare la complessità con strumenti nuovi, senza perdere la rotta».

Per Genova, navigare è molto più che un’immagine evocativa: è un codice genetico che la città e la sua storia portano impresso sulle pietre, nel vento, nel profilo del porto, nella mobilità dell’orizzonte. È la sua vocazione: partire, tornare, attraversare. Il Teatro Carlo Felice – posto nel cuore della città, accanto a Piazza De Ferrari che ne è snodo e salotto – incarna da sempre questa dimensione; l’edificio stesso, nella sua architettura, si offre al paesaggio come torre-faro: visibile, severa e rassicurante al contempo. Nelle sere di spettacolo, la torre si accende, scandisce il tempo della comunità che la circonda e le indica nuovi orientamenti e nuovi approdi dell’espressività. 

È da questa immagine che nasce la metafora dei Naviganti: gli artisti che oggi mettono in discussione i confini dell’interpretazione; gli spettatori che nella stagione vedono una serie di suggestivi approdi immaginari; o giovani che salgono per la prima volta su un palcoscenico o i veterani che tornano per fare musica insieme; i cittadini che abitano periodicamente questo luogo come uno spazio comune e familiari insieme a quelli che vi entrano per la prima volta.

In questo spirito, la nuova stagione – otto opere, un balletto e undici concerti – non si limita a proporre spettacoli, ma intende evocare visioni tanto agli spettatori più assidui quanto agli sporadici curiosi. Ai più giovani, cui è dedicata La bohème con i solisti dell’Accademia, e ai cultori del teatro d’opera, che troveranno in Tristan und Isolde e Don Giovanni occasioni di ascolto e riflessione più rare e complesse. Agli appassionati del melodramma italiano, che vedranno alternarsi Il trovatore, Macbeth e Cavalleria rusticana, e a chi cerca nel teatro anche la sfida della contemporaneità, come accade con Il nome della rosa.

 

Ad aprire la stagione, dal 3 al 12 ottobre 2025, sarà appunto Don Giovanni di Mozart nell’allestimento di Damiano Michieletto, con scene di Paolo Fantin, costumi di Carla Teti e luci di Fabio Barettin, che arriva dal Teatro La Fenice di Venezia. Sul podio Constantin Trinks che dirige un cast internazionale guidato da Simone Alberghini e Gurgen Baveyan nel ruolo del protagonista. Accanto a loro, in alternanza Desirée Rancatore e Irina Dubroskaya (Donna Anna), Jennifer Holloway e Monica Zanettin (Donna Elvira), Ian Koziara / David Ferri Durrà (Don Ottavio), Giulio Mastrototaro e Bruno Taddia (Leporello) e ancora Mattia Denti (Il Commendatore), Alex Martini e Chiara Fiorani (Masetto e Zerlina). L’opera, fulcro della trilogia mozartiana con Da Ponte, si muove tra leggerezza e abisso, tra commedia e dannazione. Michieletto ne esplora la dimensione psicologica e sociale con uno sguardo contemporaneo, che accosta al cinismo del protagonista la fragilità delle relazioni e delle identità.

Segue, dal 14 al 23 novembre, Cavalleria rusticana di Mascagni, in un allestimento in coproduzione con il Maggio Musicale Fiorentino, firmato da Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi con scene di Federica Parolini. Davide Massiglia sul podio, Marta Torbidoni e Valentina Boi, Luciano Ganci e Leonardo Caimi si alternano nei personaggi di Santuzza e Turiddu mentre Gezim Myshketa e Massimo Cavalletti in quello di Alfio; Mamma Lucia sarà Manuela Custer, Nino Chikovani invece Lola. La regia, intensa e teatrale, sottolinea la ritualità del dramma verista, dove il contrasto tra le ragioni del sentimento e la ferocia del contesto sociale diventano elemento scenico. In musica, Mascagni innesta sui moduli operistici tradizionali una scrittura orchestrale modernissima per tensione e colore, restituendo al canto un’espressività radicale.

Il balletto torna protagonista a dicembre con Coppélia di Delibes, dal 19 al 21. La storica coreografia di Amedeo Amodio, su scene originali di Emanuele Luzzati e costumi di Luisa Spinatelli, rinnova un titolo classico con vitalità narrativa. La partitura di Delibes, trasparente e melodica, sostiene la leggerezza ironica del racconto e accoglie nuove contaminazioni sonore, in un clima onirico e festoso che trasforma il meccanismo in danza. Sul podio Paolo Paroni, mentre in scena ci saranno le stelle e il corpo di ballo della Daniele Cipriani Entertainment.

 

Dal 15 al 23 gennaio 2026 va in scena Il trovatore di Verdi, capolavoro del repertorio romantico italiano. Giampaolo Bisanti dirige un cast vocale di grande rilievo – con Erika Grimaldi, Clémentine Margaine, Fabio Sartori e Ariunbaatar Ganbaatar come protagonisti (in alternanza con Iwona Sobotka, Chiara Mogini, Samuele Simoncini e Leon Kim) – in un allestimento del Carlo Felice firmato da Marina Bianchi con scene e costumi di Sofia Tasmagambetova e Pavel Dragunov. Dramma popolare e metafisico, dominato dal fuoco, Il trovatore è costruito come un racconto epico: duelli, notti stregate, vendette, bambini rapiti; ma Verdi lo imposta come un’opera interiore, affidando alla voce e al colore orchestrale il compito di mettere in scena i drammi assoluti dell’umanità.

 

Febbraio è il mese di Tristan und Isolde, in scena dal 13 al 22 con un nuovo allestimento del Teatro Carlo Felice diretto da Donato Renzetti. La regia di Laurence Dale con le scene e i costumi di Gary McCann, affrontano il dramma wagneriano per eccellenza: l’amore che si fa destino, il tempo che si spezza, la notte che vince sul giorno. Con Tilmann Unger, Marjorie Owens e Daniela Barcellona tra gli interpreti principali, l’opera diventa un’esperienza quasi sacrale. La musica – di inarrivabile continuità senza fine – scioglie ogni legame con la tradizione per aprirsi al flusso continuo.

 

Dal 13 al 18 marzo, Il campiello di Wolf-Ferrari in una produzione della Fondazione Arena di Verona con la regia di Federico Bertolani e la direzione di Francesco Ommassini per riscopre una commedia musicale raffinata, che fonde la Venezia settecentesca di Goldoni con una scrittura novecentesca vivace e coloratissima. Bianca Tognocchi, Gilda Fiume, Benedetta Torre e Paola Gandina sono le interpreti femminili di un cast numerosissimo tutto italiano. L’arguzia del libretto si sposa a una partitura luminosa, teatrale, piena di motivi popolari che omaggia la tradizione della commedia dell’arte.

In aprile, dal 10 al 19, debutta a Genova Il nome della rosa nuova opera di Francesco Filidei, tratta dal romanzo di Umberto Eco che ha avuto la prima assoluta a Milano, con grande successo, alcune settimane fa. La commissione e l’allestimento sono frutto di una coproduzione con il Teatro alla Scala e l’Opéra di Parigi; Damiano Michieletto firma regia, con scene di Paolo Fantini, costumi di Carla Teti e drammaturgia di Mattia Palma; sul podio uno specialista della musica contemporanea come Tito Ceccherini. Fanno parte del cast numerosissimo nomi celebri come Daniela Barcellona, Luca Tittoto, Fabio Maria Capitanucci, Giulio Pelligra e Filippo Mineccia. Filidei per la musica e Michieletto per quanto riguarda lo spettacolo costruiscono un racconto denso, fatto di silenzi, fughe, invocazioni, in cui l’enigma e l’eresia diventano temi sonori e visivi di un’opera che si interroga il senso della verità e della conoscenza.

 

A maggio, dal 15 al 24, va in scena Macbeth di Verdi in un nuovo allestimento coprodotto con un gruppo di teatri che comprende anche quelli di Pisa, Reggio Emilia e Ferrara. La regia di Fabio Ceresa lavora sul tema dell’ambizione e dell’ossessione, con la direzione musicale di Sesto Quatrini e protagonisti George Gagnidze e Lidia Fridman. La scrittura verdiana, ricca di sperimentazioni, cerca nel ritmo e nel timbro l’espressione del potere e del suo rovescio. Il coro diventa presenza collettiva, mentre la voce di Lady Macbeth – antieroina senza pace – traccia una linea nuova per la vocalità e il teatro ottocentesco.

Infine, dal 16 al 21 giugno, La bohème di Puccini conclude la stagione con una produzione che coinvolge i giovani cantanti dell’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale del Carlo Felice. Sul podio Donato Renzetti, la regia è di Augusto Fornari con scene e costumi di Francesco Musante. Ambientata in una Parigi che pulsa di sogni e di miseria, l’opera racconta la fragilità della giovinezza con la chiarezza narrativa e musicale che ha fatto di Puccini il più grande operista italiano del suo tempo. Una chiusura affidata a chi, domani, sarà chiamato a tenere viva la fiamma dell’opera.

Anche la Stagione Sinfonica 2025/2026 si collega alla suggestione dei Naviganti, proponendo un itinerario tra pagine fondamentali del repertorio, sguardi sul Novecento e rarità contemporanee. Undici appuntamenti da ottobre a giugno, con l’Orchestra e anche il Coro del Teatro Carlo Felice, insieme a direttori e solisti di rilievo.

Il Concerto inaugurale (30 ottobre), diretto da Lü Jia, ospita uno dei più apprezzati solisti italiani di oggi, il violoncellista Ettore Pagano, poco più che ventenne, è acclamato sui palcoscenici di tutto il mondo. Programma interamente di musiche francesi con Debussy, il concerto di Saint-Saëns e Franck. Il 20 novembre è la volta di Russia & America, un programma che intreccia Čajkovskij e Borodin con il Concerto di Barber affidato ad un un’altra solista di fama internazionale come la violinista Francesca Dego e la direzione di Christopher Franklin. Il 27 novembre, con Berio 100, la stagione festeggia l’anniversario della nascita del compositore ligure, affiancando il suo Rendering da Schubert a una prima genovese del brano di Enrico Scaccaglia, vincitore del Concorso Internazionale di Composizione “Luciano Berio” 2022, quindi si approda sul repertorio più consolidato con la Prima Sinfonia di Brahms; sul podio uno specialista della musica di oggi come Marco Angius. Nel periodo natalizio, l’11 dicembre, una monumentale pagina sacra, Elias di Mendelssohn, affidata alla lettura di Diego Fasolis. Il pomeriggio del 1° gennaio il Teatro Carlo Felice aprirà le sue porte per un grande augurio alla città con il Gran Concerto di Capodanno diretto da Hartmut Haenchen e un programma di pagine da opere e operette celebri. Il 19 febbraio Donato Renzetti è impegnato in un concerto dal titolo Byron & Shakespeare, in cui si ascolteranno l’Ouverture per Manfred di Schumann e le musiche per Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn. Il 16 aprile sarà Beethoven 199: in attesa delle grandi celebrazioni per il bicentenario del compositore di Bonn, un programma costruito attorno a Ouverture e Sinfonie giovanili sotto la bacchetta di Federico Maria Sardelli. Il 24 aprile il pianista Alexander Gadjiev – già finalista del Concorso Chopin – affronta il celebre e virtuosistico Concerto n. 2 di Rachmaninov accanto alla Quinta Sinfonia di Šostakovič, con Samuel Lee (vincitore della Malko Competition) sul podio. Il 21 maggio Sesto Quatrini guida Generazione 80, un concerto dedicato a due compositori italiani appunto della cosiddetta “generazione dell’Ottanta”, cioè Respighi e Casella, mentre il 28 maggio il compositore e violoncellista Giovanni Sollima firma un programma originale tra Haydn e pagine proprie. Appuntamento conclusivo il 25 giugno con Donato Renzetti sul podio per la Sesta Sinfonia di Mahler, una delle opere più imponenti e visionarie della storia sinfonica del Novecento.

 

La campagna di rinnovo abbonamenti e di acquisto dei nuovi partirà il 4 luglio, mentre i biglietti per i singoli spettacoli e i concerti saranno disponibili dal 21 luglio.

Teatro, presentato il ricco cartellone del Politeama Genovese: oltre 50 spettacoli

Super User 01 Luglio 2025 1395 Visite

Una stagione ricchissima per titoli, oltre 50, e generi rappresentati, quella che andrà in scena al Politeama Genovese a partire dal prossimo 2 ottobre.

I protagonisti della scena italiana, i grandi show nazionali ed internazionali, i musical, la commedia musicale, la prosa, il teatro comico, la danza, la rivista, la musica, il teatro di narrazione e tanto altro ancora.

Un cartellone lungo otto mesi che ospita le più prestigiose produzioni nazionali ed internazionali e che punta ad esplorare le tante declinazioni del “fare teatro”.

Apre la Stagione Teatrale il 2 ottobre, un grande ritorno. A distanza di dieci anni, insieme per una serata speciale, i Cavalli Marci. Sul palco Alessandro Bianchi, Luca Bizzarri, Carlo Denei, Andrea Di Marco, Francesco Foti, Paolo Kessisoglu, Fabrizio “Pippo” Lamberti, Paolo Passano, Michelangelo Pulci, Raffaele Rebaudengo. Un omaggio a una leggenda della comicità italiana, a vent’anni dallo scioglimento e dieci dall’ultimo spettacolo al Politeama. “Pessimismo e Fastidio – la storia dei Cavalli Marci” non è solo una reunion, ma un viaggio nella memoria e nell’identità comica e musicale di un'intera generazione. Un racconto vivo e ironico che tocca le tappe di questa storia tutta genovese che ha superato confini di spazio e di tempo. La direzione creativa e musicale è di Fabrizio “Pippo” Lamberti, la regia teatrale di Roberto Burchielli.

Dal 7 ottobre La Cena dei Cretini di Francis Veber, considerato il capolavoro comico della drammaturgia francese contemporanea, portata in scena da The Kitchen Company, per la regia di Massimo Chiesa. La storia è nota: ogni mercoledì sera, un gruppo di amici dell'alta società parigina, si ritrova per partecipare alla “cena dei cretini”. Regola imprescindibile è che, a turno, qualcuno di loro porti come invitato speciale un insuperabile “cretino”, facendo sì che ci si possa divertire prendendolo in giro per tutta la sera. L’inesorabile Francois Pignon, “cretino” di turno prescelto dall’editore di successo Pierre Brochant, riesce però a sovvertire le regole, rivoluzionando in poche ore la vita di Pierre, in un crescendo di equivoci e gag che vanno di pari passo con l’alternarsi, sul palco, di personaggi che si ritrovano, loro malgrado, a vivere situazioni a dir poco paradossali.

Il 23 e 24 ottobre Luca Bizzarri in Non hanno un amico dubbio, un nuovo spettacolo teatrale, di cui è autore insieme a Ugo Ripamonti, ispirato all’omonimo podcast edito da Chora Media, da cui è tratto il libro pubblicato nel 2024 da Mondadori. Un altro capitolo di Non Hanno Un Amico. Esattamente come nel podcast e nel libro, ma con tutte le possibilità di approfondimento e “godimento” del contesto teatrale, al centro dello spettacolo ci sono la comunicazione politica dei nostri tempi, i fenomeni social, i costumi di un nuovo millennio confuso tra la nostalgia del novecento e il desiderio di innovazione tecnologica e sociale. Si ride di noi stessi, delle nostre debolezze, dei nostri tic.

Dal 30 ottobre al 1° novembre Sherlock Il Musical, Neri Marcorè nei panni del più celebre detective di tutti i tempi, con un cast di oltre 20 performers. Un musical ricco di colpi di scena, misteri ed enigmi. Un grande cast artistico, un’appassionante trama, l’atmosfera della Londra del 1897 con le sue ingiustizie, i suoi vicoli fumosi e le tensioni sociali. Leggerezza e drammaticità si alterneranno sulle note di una colonna sonora orchestrale che trascinerà lo spettatore in un vortice di emozioni. Le imponenti scenografie riprodurranno un’ambientazione autentica e suggestiva, perfette per le avventure di Sherlock Holmes. I costumi evocheranno l’epoca vittoriana con grande attenzione ai dettagli. Il testo è stato supervisionato ed approvato dalla Associazione Sherlockiana italiana “Uno studio in Holmes Aps”. La regia è di Andrea Cecchi.

Il 4 novembre Sabina Guzzanti nel nuovo spettacolo Liberidì Liberidà. Sottile, graffiante, irresistibilmente lucida. Sabina Guzzanti torna a teatro con un monologo che affonda le mani sul presente per restituircelo con la forza dissacrante della satira.

Il 5 e 6 novembre Tenente Colombo – analisi di un omicidio, di Richard Levinson e William Link, traduzione e adattamento di David Conati e Marcello Cotugno, regia di Marcello Cotugno, con Gianluca Ramazzotti, Pietro Bontempo, Samuela Sardo, Sara Ricci e la partecipazione straordinaria di Nini Salerno. Il famoso detective interpretato nella serie tv da Peter Falk nasce a teatro prima che sul piccolo schermo: gli stessi autori nel 1960 avevano creato il personaggio per una commedia gialla di grande impatto che a Broadway rimase per 5 anni consecutivi. Gli autori erano proprio Richard Levinson e William Link. Oggi per la prima volta in Italia in scena la commedia nella quale il pubblico assiste al delitto guardando negli occhi l’assassino che prepara l’omicidio perfetto. Un detective trasandato e maldestro che nasconde una vena sagace ed ironica e la capacità di conoscere a fondo la natura umana, stanando i colpevoli. Un anti-eroe, che vince per intelligenza e sagacia.

 

Il 7 e 8 novembre Pirati dei Caruggi. I Fab Four del nostro cabaret (Alessandro Bianchi, Fabrizio Casalino, Andrea Ceccon, Enrique Balbontin) portano in scena il nuovo spettacolo. Uno humor scorrettissimo, caustico, dal ritmo ferrato, che partendo dalla tipica iconografia della (in)ospitalità ligure, racconta vizi e virtù di tutti noi.

Dal 14 al 16 novembre I tre Moschettieri Opera Pop. Uno spettacolo in cui musica, prosa e danza si intrecciano in un racconto coinvolgente ed emozionante con Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci, Graziano Galatone, il trio protagonista di Notre Dame de Paris, nei ruoli di Athos, Porthos e Aramis e il tocco innovativo ed elegante di Giuliano Peparini al quale è affidata la direzione artistica e la regia, le musiche sono composte da Giò Di Tonno. Il trionfo dell’amicizia dunque, ma anche il trionfo del potere e dell’ambizione in questa storia senza tempo dove “buoni” e “cattivi” combattono una lotta quasi archetipica mettendo al centro valori quali onore, fedeltà, onestà.

Il 17 novembre Marta e Gianluca in uno spettacolo che avrebbe voluto portare in teatro le celebri vicende di Io e Annie e invece presenta le meno celebri, ma altrettanto strambe di Io e Gianlu, la finta storia di una vera amicizia. Come si sono conosciuti Marta e Gianluca? Quando? Sono mai stati insieme? Io e Gianlu vuole dare risposta a queste e altre domande… ma saranno le risposte corrette? Un duo comico, due attori, diverse personalità e mille modi di ridere delle stranezze della vita.

Il 1° dicembre Mario Calabresi in Anni Settanta. Terrore e Diritti, un progetto teatrale scritto da Mario Calabresi, Benedetta Tobagi e Sara Poma, con un racconto inedito e personale di Marco Damilano e con la regia di Bruno Fornasari. I protagonisti si alterneranno sul palco per raccontare un periodo decisivo della storia del nostro Paese e per dare voce a una riflessione profonda e potente su un decennio segnato da drammatici attentati e fondamentali conquiste. Gli anni '70 sono stati un decennio di contrasti estremi: da un lato, il terrore delle stragi politiche e dei gruppi armati, dall’altro le battaglie per i diritti civili e le riforme che hanno cambiato la società italiana.

Il 9 e 10 dicembre Perfetti Sconosciuti, uno spettacolo di Paolo Genovese, che firma la sua prima regia teatrale portando in scena l’adattamento del suo film omonimo. Uno straordinario cast: Dino Abbrescia, Alice Bertini, Paolo Briguglia, Paolo Calabresi, Massimo De Lorenzo, Valeria Solarino. Una commedia brillante sull’amicizia, sull’amore e sul tradimento. Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta. Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria, oggi nelle nostre sim. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare? Durante una cena, quattro coppie di amici decide di fare un gioco della verità mettendo i propri cellulari sul tavolo, condividendo tra loro messaggi e telefonate. Metteranno così a conoscenza l’un l’altro i propri segreti più profondi…

Il 12 e 13 dicembre Arturo Brachetti in Solo – the legend of quick change. Un varietà surrealista e funambolico, un magico viaggio nella mente di Arturo Brachetti, nei suoi sogni, ricordi e fantasie, ma anche in quelli di tutti noi. La nostra ombra cerca sempre di tenerci con i piedi per terra. Anche quella di Arturo. Riuscirà l’eterno Peter Pan a volare con la fantasia ancora una volta? Una casa senza luogo e senza tempo, nelle cui 7 stanze oltre 60 personaggi prendono vita grazie alla magia di Arturo, maestro dell’imprevedibile.

Il 15 dicembre il Gospel Choir Marquin Middleton & The Miracle. Direttamente da Dallas, una corale pluripremiata che si è esibita in tutto il mondo, composta da 25 cantanti, piano, organo, basso e batteria. Voci magnifiche, un concerto emozionante, in perfetta atmosfera pre natalizia.

Il 17 dicembre Schiaccianoci, il titolo di balletto del repertorio classico più rappresentato al mondo. Questa versione firmata da Luciano Cannito, basata sulla versione originale di Petipa del celebre balletto di repertorio classico, e prodotta da Fabrizio di Fiore Entertainment per Roma City Ballet Company è una delle versioni di maggior successo rappresentate in Italia negli ultimi anni. Creata per il Teatro Massimo di Palermo e poi ripresa dal Teatro San Carlo di Napoli, questa edizione con 32 interpreti, scene di Italo Grassi, costumi di Giusi Giustino e luci di Alessandro Caso, si avvale della partecipazione di artisti ospiti internazionali che si alternano come guest etoiles accanto ai danzatori di Roma City Ballet Company.

Il 26 e 27 dicembre il nuovo spettacolo del collettivo comico genovese Bruciabaracche, composto da Enzo Paci, Daniele Ronchetti, Marco Rinaldi, Andrea Carlini, Daniele Raco, Andrea Di Marco, Andrea Possa e Antonio Ornano. Monologhi e pezzi corali, alternando musica e parola.

Dal 2 al 5 gennaio il nuovo spettacolo di Maurizio Lastrico, che dopo un altro anno di set televisivi e cinematografici torna al suo habitat, il live in teatro, e non manca l’appuntamento fisso con la sua Genova e il suo pubblico.

Dal 9 all’11 gennaio Antonio Ornano nel suo nuovo spettacolo In(grato), di Antonio Ornano, Matteo Monforte, Simone Repetto e Carlo Turati, per la regia di Alessandro Nidi. “In un’epoca di ricette per la felicità in cui tutti pare facciano a gara nel mostrare quanto siano grati alla vita per i doni ricevuti, in cui bisogna essere fautori della propria esistenza, in cui tutto dipende semplicemente da noi e dalla nostra predisposizione a connetterci con l’energia vibrazionale dell’universo, c’è chi magari resta un po’ perplesso. E in mezzo a tutta questa patinata gratitudin  decide di praticare una genuina ingratitudine, giusto per fare un bagno nella realtà, per guardare con ironia, leggerezza e misericordia la splendida fallibilità di tutti gli esseri umani, perché sbagliano anche i migliori, e quando capita ne siamo felici”.

Il 15 gennaio Enzo Paci in Paci a pezzi. Una carrellata esilarante di anti-eroi, che racconta tutti noi. Il nuovo spettacolo del comico genovese è scritto insieme a Matteo Monforte.

Dal 23 al 25 gennaio Aggiungi un posto a tavola, che ha superato i 50 anni dal debutto, dimostrandosi uno degli spettacoli più longevi ed amati dagli italiani. In questa nuova edizione della commedia musicale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritta con Jaja Fiastri, con le musiche composte da Armando Trovajoli, la messa in scena della regia originale di Garinei e Giovannini è affidata a Marco Simeoli, che interpreta anche il Sindaco; nel ruolo di Don Silvestro troveremo Giovanni Scifoni. Special guest nel ruolo di Consolazione sarà Lorella Cuccarini: un personaggio iconico, che è stato interpretato da stelle della commedia musicale come Bice Valori e Alida Chelli. La “Voce di Lassù”, interpretata da Enzo Garinei per quattro stagioni, verrà mantenuta in suo onore. Il cast creativo è composto dal direttore musicale Maurizio Abeni, già assistente di Armando Trovajoli; Gabriele Moreschi, scenografo che ha adattato il progetto originale di Giulio Coltellacci della celebre e ingegnosa scenografia con il doppio girevole e la grande arca; Francesca Grossi che ha adattato i disegni originali dei raffinati costumi, anche questi di Giulio Coltellacci. Le coreografie originali di Gino Landi sono riprese da Cristina Arrò; la scena è stata realizzata dalla scenotecnica di Mario Amodio, che fu il costruttore nella prima edizione del ’74 e da Antonio Dari per la parte meccanica; i costumi sono confezionati dalla Sartoria del Teatro Brancaccio.

Il 27 gennaio Giovanni Storti e Stefano Mancuso in Alberi – Tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere. Uno spettacolo teatrale che vuole svelare i misteri del mondo vegetale attraverso un viaggio appassionante e sorprendente con una coppia d’eccezione: Giovanni Storti è un curioso viaggiatore accompagnato dal Professor Stefano Mancuso, la sua guida sapiente e illuminata. Il loro viaggio è raccontato dalla regia visionaria e poetica di Arturo Brachetti, che trasformerà la narrazione in magia, coinvolgendo il pubblico in una atmosfera di grande suggestione. Alberi non è solo un’esperienza teatrale: alternando comicità e momenti di riflessione, vuole sensibilizzare il pubblico sulla cruciale importanza del mondo vegetale per la vita sulla Terra, dimostrando come arte e scienza possano dialogare per generare consapevolezza e ispirare il cambiamento.

Il 30 e 31 gennaio Corrado Nuzzo e Maria Di Biase in Totalmente incompatibili, un nuovo spettacolo di cui sono autori, che prende spunto dalla loro vita e dall’osservazione di quella degli altri. In contrasto tra di loro, in disaccordo con il mondo, felicemente inadattabili. Per Corrado Nuzzo e Maria Di Biase non valgono né il detto “chi si somiglia si piglia” e neppure “gli opposti si attraggono”, perché nulla li accomuna e tutto li allontana. Eppure, nonostante tutto, da più di 20 anni lavorano insieme e sono una coppia anche nella vita, sperimentando il loro stile comico molto personale ed originale, che si distingue per l’uso di un linguaggio surreale che è diventando ormai il loro marchio di fabbrica.

Dal 5 al 7 febbraio La Febbre del Sabato Sera Il Musical, prodotto da Compagnia della Rancia su licenza di Broadway Licensing, diretto da Mauro Simone ed ispirato al film Paramount/RSO del 1977 con la coinvolgente colonna sonora dei Bee Gees. La regia di Mauro Simone, che prende spunto dalle inquadrature immersive del film e dall’indimenticabile piano-sequenza con un giovanissimo John Travolta, restituisce a teatro freschezza e attualità alla storia dell’italo-americano Tony Manero che ha segnato una generazione. Sul palcoscenico, 21 performer danno vita alle leggendarie hit dei Bee Gees, da Stayin’ Alive e Night Fever a You should be dancing e How Deep Is Your Love, successi planetari della disco music ma, al tempo stesso, simboli della cultura degli anni Settanta, inni di libertà, coraggio e lotta contro l’emarginazione.

Il 9 febbraio Arianna Porcelli Safonov in Picchiamoci - contro la violenza di genere sul genere umano. Lo stile inconfondibile della performer, dalla satira caustica ed irriverente, in un carnet di racconti dichiaratamente aggressivi che mira a trovare un punto d’incontro tra generi.

Dal 12 al 14 febbraio Divina Commedia Opera Pop, l’acclamato kolossal, che nelle passate stagioni ha incantato i principali teatri italiani e che è tutt’ora in scena con un tour internazionale presso i più importanti teatri della Cina, si rianima di nuova potenza e straordinaria bellezza.  Il più grande racconto dell’animo umano, della sua miseria e della sua potenza, tra vizi, peccati e virtù che non conoscono l’usura del tempo, riprende la forma dello spettacolo di voci, danze e tecnologia. Per la regia di Andrea Ortis, che assieme a Gianmario Pagano ha curato anche i testi, con le musiche composte da Marco Frisina. Inferno, Purgatorio e Paradiso: proiezioni immersive in 3D inondano il pubblico e lo immergono nell’immensità sublime che solo il padre della lingua italiana ha saputo creare nelle tre cantiche. E in questo viaggio teatrale, dove la tecnologia è elemento essenziale della narrazione, tutti gli spettatori, anche i più giovani, possono ammirare, comprendendola appieno, la grandezza del Sommo Poeta. L’edizione 2026 si arricchirà di numerose novità a completamento di testi innovativi e quadri scenici realizzati per rendere l’opera musical un moderno kolossal teatrale.

Dal 17 al 19 febbraio Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta in Ti sposo ma non troppo, con Fabio Avaro e Siddhartha Prestinari. Una commedia brillante, scritta e diretta da Gabriele Pignotta, che non è solo una storia d’amore: è uno specchio graffiante e illuminante delle relazioni contemporanee, un testo che intreccia leggerezza e profondità per raccontare le complessità del cuore umano. In un intreccio brillante e sorprendente, le vite di quattro personaggi si scontrano e si trasformano.

Il 20 e 21 febbraio Ale e Franz in Capitol’ho. Una serata tra amici, leggera, rilassante, spensierata. Un nuovo spettacolo, un nuovo tassello con le storie, gli incontri, le risate condivise con il pubblico nei 31 anni di comicità dell’amata coppia comica.

Il 25 febbraio Veronica Pivetti in L’inferiorità mentale della donna, di Giovanna Gra, con Anselmo Luisi, regia di Walter Mramor e Giovanna Gra. L’idea che le donne siano state considerate, per secoli, fisiologicamente deficienti può suggerirci qualcosa? Lo spettacolo nasce da questa domanda e mette in scena testi che in pochi conoscono, fra i più discriminanti, paradossali e, loro malgrado, esilaranti scritti razionali del secolo scorso. Veronica Pivetti, moderna Mary Shelley ci racconta, grazie a bizzarre teorie della scienza e della medicina, l’unico, vero, orrorifico Frankenstein della storia moderna: la DONNA. Ad accompagnare Veronica sul palco Alessandro Nidi, un musicista che, insieme all’attrice, eseguirà canzoni vecchie e nuove ispirate alla figura femminile.

Il 2 marzo, dai creatori di Pasiones Company, Los Potros Malambo, compagnia di ballo del folklore argentino, in Freedom – The power of Wild Instinct. Il malambo è una danza popolare associata ai Gauchos con elementi come boleadoras, tamburi, ponchos. Si tratta di un movimento energico, ritmico con zapateados e cepillados. 12 ballerini in scena per uno spettacolo in cui la natura diviene l'ispirazione e l'amore l'unica guida per una vita di libertà.

Il 4 marzo Gianrico Carofiglio in Elogio dell’ignoranza e dell’errore. Prendendo spunto da aneddoti, dalla scienza, dallo sport, da pensatori come Machiavelli, Montaigne e Sandel, ma anche da Mike Tyson, Bruce Lee e Roger Federer, lo scrittore ci racconta la gioia dell’ignoranza consapevole e le fenomenali opportunità che nascono dal riconoscere i nostri errori. Imparando, quando è possibile, a trarne profitto. Una riflessione inattesa su due parole che non godono di buona fama, un’allegra celebrazione della nostra umanità.

Il 10 marzo Kataklò Athletic Dance Theatre in Aliena. Questa nuova opera è un'immersione nella mente creativa della coreografa Giulia Staccioli, sempre alla ricerca di nuove forme espressive. I corpi dei 6 danzatori Kataklò, caratterizzati da muscolature estreme e movimenti fluidi ma inconsueti, si plasmano e si rimodellano continuamente diventando opere d’arte transitorie, che esplorano i confini tra forma e contenuto. Staccioli, con la sua estetica unica, rifiuta la perfezione a favore dell'imperfezione, celebrando la diversità e l'individualità di ogni corpo.

Il 12 marzo Andrea Di Marco in Bello, però… Uno spettacolo che gioca con la nostra irresistibile tendenza a trovare sempre un però. Quella piccola incrinatura, quel dettaglio fuori posto che rovina l'idillio... o lo rende ancora più divertente. Attraverso monologhi, canzoni e aneddoti personali, Andrea Di Marco ci accompagna in un viaggio comico tra le meraviglie e le miserie del quotidiano.

Il 17 marzo il Balletto di Milano, ambasciatore della danza italiana nel mondo, fondato nel 1980 e diretto da Carlo Pesta dal 1998, tra le compagnie nazionali più prestigiose, torna al Politeama con il nuovo spettacolo Romeo e Giulietta. La trasposizione in balletto della celebre tragedia shakespeariana, su musiche di Ciaikovskij e  coreografie di Federico Veratti, celebra l’amore che riesce a sopravvivere al di là della morte, tra emozionanti pas de deux dei protagonisti e coinvolgenti danze d’assieme, virtuosismi classici ed espressioni contemporanee.

Il 18 marzo Andrea Pennacchi in Alieni in Laguna di Andrea Pennacchi, Marco Gnaccolini, Marco Segato, Raffaele Pizzatti Sartorelli, musiche originali dal vivo Giorgio Gobbo. Alieni in Laguna è uno spettacolo teatrale che esplora l'impatto delle specie aliene sulla biodiversità locale e globale, evidenziando il ruolo dei cambiamenti climatici e dell'intervento umano nella loro diffusione ed esplorando un bestiario di creature invasive che popolano il nostro ecosistema: dal Granchio Blu che ha infestato le nostre lagune, al Siluro diventato endemico nel Po. Pennacchi con la sua inconfondibile abilità di alternare comicità e dramma, porterà in scena una narrazione che oscilla tra la magia della memoria e la cruda realtà dei cambiamenti climatici, tra il passato nostalgico e il presente in continua trasformazione. I racconti delle specie aliene diventano una potente metafora dei conflitti sociali e culturali, invitando il pubblico a riflettere sul concetto stesso di "alieno" e sulla necessità di ridefinire il nostro rapporto con l’ambiente.

Il 20 e 21 marzo Katia Follesa in No vabbè mi adoro, scritto insieme ad Angelo Pintus. Con il suo stile brillante e la capacità di cogliere le sfumature della vita quotidiana, affronterà temi legati alle relazioni, alle abitudini moderne e alle piccole follie che caratterizzano il nostro tempo, per la prima volta da sola sul palco in un one woman show dopo i successi televisivi e teatrali delle passate stagioni.

Il 24 marzo Moving Shadows, coreografie e regia Stefan Südkamp, Michaela Köhler Schaer. Un grande show internazionale, un teatro delle ombre che mette tutto in ombra. Uno show poetico, creativo, sorprendente, che lascia lo spettatore a bocca aperta. Gli artisti della compagnia The Mobilès creano una serie poetica di immagini di corpi fluidi, che volteggiano vivacemente nella luce e scompaiono di nuovo nelle misteriose profondità dello spazio. Dietro lo schermo, i loro corpi si fondono in paesaggi, animali ed edifici. "Il nostro mondo riguarda tutti noi! Pone lo sguardo sia sul lato soleggiato sia su quello oscuro del nostro mondo, in un'incredibile combinazione di leggerezza, precisione, poesia, commedia, danza, maestria, arte e movimento”.

Il 25 marzo Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi in Francesco. Nel 2026 l’Italia celebrerà il suo santo patrono, “il più italiano dei santi”: San Francesco, morto 800 anni fa. Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi raccontano la storia del santo, anzi le storie. Il racconto si intreccia con le musiche di Branduardi eseguite dal vivo in collaborazione con Fabio Valdemarin. Attraverso parole, musiche, immagini, torna la figura di un santo meraviglioso, e si ricostruisce un tassello prezioso dell'identità italiana.

Dal 27 marzo We Will Rock You, con musiche dei Queen e Ben Elton, regia di Michaela Berlini. La nuova edizione di uno degli spettacoli rock più amati al mondo, che riporta in scena gli iconici brani dei Queen, in lingua originale e suonati rigorosamente dal vivo. Una storia senza tempo, un viaggio personale e collettivo.  La produzione si distingue per il suo impatto visivo e sonoro: coreografie travolgenti, costumi futuristici, luci spettacolari, scenografia avvolgente e una cura maniacale per il suono. Ogni sera, il palco prende vita grazie a una band di musicisti straordinari e a un cast di performer dal talento incredibile, che con voci potenti e una presenza scenica magnetica restituiscono tutta la forza emotiva e fisica del repertorio dei Queen.

Il 1° aprile Drusilla Foer in Venere Nemica. Venere, Dea della bellezza e dell’amore esiste ancora. Creatura immortale, l’antica Dea vive oggi lontano dall’Olimpo e dai suoi parenti, immaturi, vendicativi, capricciosi, prigionieri come la Dea stessa nell’eterna bolla di tempo che è l’immortalità. Ha trovato casa a Parigi, fra gli uomini, di cui teneramente invidia la mortalità, che li costringe all’urgenza di vivere emozioni, esperienze sentimenti. Venere può permettersi di essere imperfetta tra gli umani. Ispirato alla favola di Apuleio “Amore e Psiche”, Venere Nemica, di Drusilla Foer e Giancarlo Marinelli, regia di Dimitri Milopulos, con Elena Talenti, rilegge il Mito in modo divertente e commovente a un tempo, in bilico tra tragedia e commedia, declinando i grandi temi del Classico nella contemporaneità: la competizione suocera/nuora, la bellezza che sfiorisce, la possessività materna nei confronti dei figli, il conflitto secolare fra uomini e Dei.

Dal 7 al 9 aprile Rumori Fuori Scena di Michael Frayn, con The Kitchen Company, per la regia di Massimo Chiesa. Con Fabrizio Careddu, Lidia Castella, Caterina Cottafavi, Daria D'Aloia, Mauro D'Amico, Lorenzo Tolusso, Susanna Valtucci, Marco Zanutto. Torna lo spettacolo dei record, storico successo della TKC. Una commedia ultracomica dove il pubblico ride sino alle lacrime. Un riuscitissimo osservatorio sul mondo del teatro e sulle sue infinite, sorprendenti, e rocambolesche dinamiche interne.

Il 15 aprile Valerio Aprea in Lapocalisse, di Makkox, Valerio Aprea. Una serie di monologhi nati dall’incontro tra l’attore e il disegnatore di Propaganda Live, fra recital e stand up. Attraverso il linguaggio della satira, lo spettacolo affronta il nostro tempo, dominato da catastrofismi e allarmismi. Ma davvero l'apocalisse è inevitabile? Oppure esiste ancora la possibilità di un cambiamento? Dalla scienza alla politica, dagli algoritmi alle abitudini quotidiane, lo spettacolo esplora con ironia e acume la nostra capacità di adattarci ai mutamenti della società, giocando con le contraddizioni e le difficoltà del nostro tempo.

Dal 16 al 18 aprile Le nostre donne, di Eric Assous, regia di Alberto Giusta, con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri. Una commedia comica e intelligente, magistralmente dosata in perfetto stile francese: raffinata e dissacrante, leggera e spietata al tempo stesso, dal ritmo inarrestabile che gioca con il ribaltamento dei ruoli e con i colpi di scena. Una prova d’attore tutta al maschile, in cui le donne del titolo non ci sono fisicamente, ma invadono comunque la scena: amate, odiate, rimpiante, assenze materializzate dai discorsi dei loro uomini in crisi.

Dal 22 al 25 aprile Momix in Botanica – Season 2. La Natura, somma Maestra d'arte, è da sempre la Musa ispiratrice di Moses Pendleton, il visionario ed "ecologico" coreografo dei Momix. In una nuova veste, Pendleton riprende e reinventa il suo acclamato capolavoro, Botanica, in un processo di evoluzione artistica che ne disvela nuove profondità, trasformandolo e conducendolo ad inedite metamorfosi. Attraverso il suo inconfondibile linguaggio visuale e coreografico, Momix ci trascina in un'immersione sensoriale e seducente che ci farà sentire minuscoli di fronte al vibrare delle vespe, alla sensualità delle calendule, all’imponenza dei rami protesi verso il cielo e all'energia vitale del sole. Lo spettacolo si arricchisce di inediti effetti tecnologici e immagini tridimensionali rendendolo un’esperienza totale.

Il 5 e 6 maggio la Compagnia della Rancia con il musical dei record Grease, di Jim Jacobs e Warren Casey, regia di Saverio Marconi, un classico con lo stile di oggi che si rinnova di anno in anno e continua ad accendere le platee italiane in una coloratissima festa a teatro. Un vero e proprio fenomeno di costume “pop”: un cult che non è mai stato così attuale, amatissimo anche dalle nuove generazioni.

Il 14 maggio Federico Buffa in Number 23. Vita e splendori di Michael Jordan. Il più grande di sempre, raccontato dalla voce più appassionante dello sport. Federico Buffa porta a teatro la storia straordinaria di Michael Jordan, il campione che ha cambiato il basket e la cultura sportiva mondiale. Con il pianoforte di Alessandro Nidi, rivivremo le imprese leggendarie che hanno reso MJ un’icona senza tempo.

Il 15 e 16 maggio la Rivista all’italiana de I Legnanesi con il nuovo spettacolo scritto da Mitia Del Brocco I promossi sposi. La nuova storia della Famiglia Colombo - Antonio Provasio (Teresa), Enrico Dalceri (Mabilia), Italo Giglioli (Giovanni) - sarà accompagnata da sfavillanti scenografie e maestosi quadri musicali curati da Enrico Dalceri, mentre la regia dello spettacolo, come da tradizione, sarà affidata ad Antonio Provasio.

 

Fuori stagione e concerti

Il 20 e 21 Ottobre Queen at The Opera

L’11 novembre Massimo Ranieri in Tutti i sogni ancora in volo

Dal 20 al 23 novembre Angelo Pintus in Nabana

Il 31 Dicembre doppio appuntamento come da tradizione (alle ore 19 e alle ore 22.30) per festeggiare Capodanno a teatro con Maurizio Lastrico.

Il 6 e 7 marzo Pink Floyd Legend in The Wall. Celebration tour

Il 19 marzo Umberto Galimberti in Il bene e il male. Educare le nuove generazioni

Il 30 marzo Massimo Recalcati in Miracoli

Il 13 aprile Serena Rossi in SereNata a Napoli

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