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Cultura

‘Hello Frank!’, a Lumarzo torna la tre giorni dedicata a The Voice

Super User 19 Agosto 2025 954 Visite

A Lumarzo, e nella frazione Rossi, torna uno degli appuntamenti più attesi dell’estate della Val Fontanabuona: “Hello Frank!”. Tre giorni di eventi per celebrare la memoria di Natalina “Dolly” Garaventa, mamma di Frank Sinatra, originaria di Rossi, emigrata giovanissima con la famiglia a Hoboken, nel New Jersey, all’inizio del Novecento.

La rassegna, giunta alla sua diciottesima edizione, è stata presentata questa mattina nel noto ristorante Zeffirino, alla presenza del sindaco di Lumarzo, Guido Guelfo (al suo quarto mandato), del vicesindaco Sergio Ferroggiaro, del consigliere delegato allo Sviluppo economico di Regione Liguria, Alessio Piana, della direttrice artistica, Enrica Corsi, e del giornalista Mauro Boccaccio. Naturalmente, era presente anche il patron del ristorante, Luciano Belloni, considerato il vero ambasciatore della cucina genovese nel mondo. Belloni, anche quest’anno, ha raccontato alcuni aneddoti dei suoi avventurosi viaggi gastronomici che lo hanno portato a far conoscere il pesto a papi e star internazionali, tra questi proprio Frank Sinatra.

“Hello Frank! è ormai un punto di riferimento per la promozione del territorio e delle sue tradizioni - ha sottolineato l’assessore regionale al Turismo, Luca Lombardi, nel suo video messaggio -. È un’autentica promozione della cultura, della memoria, delle tradizioni e del turismo”.

Grazie alla capacità progettuale del Comune di Lumarzo, l’iniziativa ha ottenuto il patrocinio e il finanziamento regionale nell’ambito degli “Eventi autentici liguri”, motivato così dal consigliere delegato Alessio Piana: “L’evento porta con sé anche la memoria delle storie di emigrazione che hanno segnato la Val Fontanabuona, di cui Natalina Garaventa resta un’icona”.

Il programma prenderà il via giovedì 21 agosto, alle ore 21:00, nel piazzale della piscina comunale, con un tributo a Frank Sinatra interpretato dalle giovani cantanti Giuna e Martha Zeffirino (discendente dalla famiglia Belloni). A seguire, spazio alla genialità di Lucio Battisti e Mogol con i brani proposti dalla tribute band Innocenti Evasioni, da oltre vent’anni attiva sulle scene nazionali e internazionali, con oltre 500 concerti alle spalle e collaborazioni con artisti del calibro di De Gregori, Ruggeri e Giorgia.

Venerdì 22 agosto la piscina di Lumarzo si trasformerà invece in una grande pista a cielo aperto per una serata dedicata ai giovanissimi con il dj set di Hiypnoisia Eventi, accompagnata da un’area gastronomica dove non mancherà la focaccia col formaggio.

Il gran finale si svolgerà sabato 23 agosto a Rossi di Lumarzo, con l’edizione speciale “Hello Dolly!”, un omaggio a Natalina Garaventa, scomparsa tragicamente in un incidente aereo nel 1977 mentre volava verso Las Vegas per assistere a un concerto del figlio. Nel borgo di montagna, alle ore 17, sarà protagonista un tributo a un altro genio musicale genovese, Natalino Otto, il re dello swing italiano, con il Chromatic Duet formato da Valeria Bruzzone e Enrico Testa. A ricordarlo ci sarà anche la figlia Silvia Codognotto Sandon, che ha recentemente curato la biografia del padre nel volume “La classe degli asini”.

La manifestazione prevede anche una curiosità letteraria: il giornalista e saggista Fulvio Damele ha infatti anticipato nel corso della conferenza stampa alcuni estratti del suo romanzo “La partita fantasma”, edito da Leucotea, in cui Sinatra diventa protagonista di una spy story avvincente.

La mitica millefoglie di Luciano Belloni ha chiuso la conferenza stampa

Portofino si prepara al Festival della politica: due giorni di dibattiti tra Europa e America

Super User 19 Agosto 2025 774 Visite

Mercoledì 20 e giovedì 21 agosto, dalle 21.00, sarà Portofino a ospitare l’ottava edizione del Festival della Politica, appuntamento culturale organizzato dall’associazione culturale Isaiah Berlin con il patrocinio del Comune del borgo più famoso al mondo.

Il tema scelto per quest’anno è “Europa-America, il difficile rapporto”, un filo conduttore che guiderà incontri, lectio magistralis e dibattiti tra studiosi, giornalisti, scrittori e rappresentanti del mondo accademico. Al centro, le relazioni transatlantiche: dalle sfide geopolitiche ai mutamenti economici, fino alle nuove dinamiche culturali che legano, e a volte dividono, i due continenti. 

Gli eventi si terranno al Teatrino Comunale di Vico Nuovo, cornice suggestiva che accoglierà dialoghi aperti al pubblico, workshop e momenti di confronto intellettuale. Non mancheranno anche appuntamenti dedicati alla divulgazione culturale, pensati per coinvolgere un pubblico ampio e trasversale. 

“Il Festival della Politica - spiegano gli organizzatori - vuole essere un laboratorio di idee, un’occasione per ragionare sui grandi temi che attraversano il nostro tempo, senza steccati ideologici ma con la voglia di capire meglio il mondo che ci circonda.” 

L’evento, partito da Santa Margherita Ligure, si è affermato negli anni come punto di riferimento per chi desidera approfondire le questioni politiche e sociali al di fuori dei tradizionali circuiti istituzionali. Portofino, con il suo fascino senza tempo, diventa così palcoscenico ideale per ospitare una riflessione a più voci su questioni di respiro internazionale. 

Nel corso dell’incontro del 20 agosto, sarà consegnato il Premio Ansaldo al giornalista Michele Brambilla, direttore de ‘Il Secolo XIX’. Il 21 agosto, invece, sarà premiato Francesco Perfetti, presidente della Giuria storica nazionale, che riceverà il Premio Isaiah Berlin per la saggistica politica.

L’ingresso agli incontri sarà libero fino a esaurimento posti.

“Recco sotto le bombe”, Serena Bertolucci rievoca il coraggio e le memorie della città

Super User 18 Agosto 2025 694 Visite

Un appuntamento con la storia per non dimenticare il passato e comprendere fino in fondo il valore della pace. Giovedì 21 agosto, alle ore 18:30, lo spazio antistante la Libreria Capurro ospiterà l’incontro “Recco sotto le bombe: racconti, ricordi e memorie di una città coraggiosa”, con la storica dell’arte Serena Bertolucci, ex direttrice di Palazzo Ducale Genova e attualmente alla guida del Museo del ’900 (M9) di Mestre.

La conferenza, organizzata dalla libreria in collaborazione con il museo, si propone di ripercorrere le tragiche giornate dei bombardamenti che durante la Seconda Guerra Mondiale segnarono in modo indelebile la comunità recchese, portando distruzione, dolore ma anche straordinari esempi di resistenza civile. Non solo storia militare, ma anche memorie di opere d’arte salvate e di un patrimonio culturale che ha rischiato di scomparire.

L’evento sarà introdotto dal sindaco Carlo Gandolfo, che ha sottolineato come questa occasione rappresenti “un momento prezioso per conoscere e riflettere sulla nostra storia, affinché le nuove generazioni possano comprendere il prezzo della libertà e l’importanza della pace”.

La serata offrirà inoltre collegamenti con altre città, italiane ed estere, segnate da ferite simili, in un dialogo che va oltre i confini locali e apre a una riflessione universale sulla memoria e sulla necessità di proteggerla.

In caso di maltempo, l’iniziativa si terrà presso la Sala F. Lavoratori.

Ferragosto d’arte e mare a Genova: aperture straordinarie per Galata, Lanterna e MEI

Super User 12 Agosto 2025 794 Visite

Per chi resta in città o sceglie Genova come meta delle vacanze, Ferragosto offre un’occasione speciale per vivere arte, storia e panorami unici. I musei del circuito Mu.MA – il Galata Museo del Mare, la Lanterna di Genova e il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) – resteranno aperti con orari estivi e proposte espositive di grande richiamo.

Il Galata Museo del Mare, aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00), ospita due esposizioni che trasformano il mare in esperienza artistica e spirituale. “Terra e Mare” celebra la visione di Adriano Leverone (1953–2022), tra i più significativi scultori e ceramisti italiani contemporanei. Circa trenta sculture in grès e due in bronzo, realizzate tra il 1990 e il 2010, restituiscono l’armonia tra opposti – mare e terra, ghiaccio e fuoco, energia e quiete – attraverso forme essenziali, cromie intense e corpi rotanti che evocano il dialogo costante delle forze naturali. Nell’atrio del museo accoglie i visitatori l’imponente installazione Terra e Mare (1992), un’opera di grande impatto visivo ed emotivo.

Al secondo piano, la personale di Louise Durocher, “Sulle onde in cerca della libertà”, curata da Luciano Caprile, conduce in un viaggio interiore attraverso dieci sculture in marmo di Carrara e granito nero dello Zimbabwe. Superfici levigate e flussi sinuosi raccontano il mare non come semplice soggetto, ma come totalità emotiva: l’onda diventa simbolo di movimento vitale e trasformazione, la materia scolpita si fa guida verso una libertà che è anche verità. L’allestimento, con pareti nere e spazi misurati tra le opere, culmina in un video con il volto e le parole dell’artista, creando un’esperienza immersiva e personale.

La Lanterna di Genova è aperta nel periodo di Ferragosto e per tutto il mese di agosto il venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30).

Il MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana  è aperto sabato, la domenica e il lunedì dalle 10.00 alle 18.00.

‘Detrás de mí’, il ponte musicale tra Genova e Santiago del Cile di Stefano D e Pablo Herrera

Super User 03 Agosto 2025 751 Visite

 

Per gli amanti del pop romantico e delle canzoni che parlano di crescita, resilienza e trasformazione, il 4 agosto rappresenta una data importante: esce ‘Detrás de mí’, l’attesissimo duetto tra il cantautore italiano Stefano D e l’icona cilena Pablo Herrera.

Un vero ponte musicale tra Genova e Santiago del Cile, ‘Detrás de mí’ è la versione in spagnolo del brano ‘Dietro di me’, tra i più profondi e intensi di Stefano D. La nuova veste del brano si tinge di calore latino e si trasforma in una lettera aperta al passato, guidata da melodie evocative e da due voci che sanno raccontare il dolore con autenticità e raffinatezza. 

Il testo affronta temi universali come la liberazione interiore e la resilienza emotiva, trasformandosi in un inno alla rinascita. La voce calda e profonda di Pablo Herrera aggiunge una dimensione emotiva intensa, rendendo il brano accessibile a un pubblico internazionale e capace di toccare le corde più intime.

Stefano D, genovese, con alle spalle successi come la vittoria al Festival della Canzone Italiana di New York nel 2008 e la recente partecipazione al Sin Fronteras Tour in Colombia, continua a farsi portavoce della musica d’autore italiana nel mondo.

Pablo Herrera, con più di trent’anni di carriera, è simbolo della musica romantica sudamericana. La sua partecipazione dona al brano autenticità e profondità.

La canzone sarà disponibile su tutte le principali piattaforme digitali dal prossimo 4 agosto, pronta a conquistare ascoltatori di ogni lingua e cultura.

Cultura, nuove nomine della sindaca Salis per la fondazione Palazzo Ducale

Super User 30 Luglio 2025 1372 Visite

La sindaca di Genova Silvia Salis, come previsto dallo statuto del Comune di Genova e da quello di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, ha indicato alla Fondazione i nominativi dei tre nuovi membri del Consiglio direttivo e dei due nuovi componenti del Comitato dei fondatori.

Sulla base della fiducia e dei requisiti di professionalità, qualificazione ed esperienza, sono stati ritenuti idonei a ricoprire gli incarichi relativi al Comitato dei fondatori, Linda Alfano e Marco Ansaldo.

Con gli stessi criteri, per il consiglio direttivo sono state individuate le figure di Sara Armella e Massimiliano Morettini, mentre è stato confermato Wolfson Mitchell.

Come prossimo passaggio, il Collegio dei Revisori dei Conti convocherà il Consiglio direttivo che eleggerà il presidente e il vicepresidente. Il presidente è indicato tra la terna di nomi proposta dal Comune di Genova.

LIDIA ALFANO – psicoterapeuta, laureata in Psicologia, ha collaborato con il laboratorio di psicodiagnostica dell’istituto di Criminologia e psichiatria forense dell’Università di Genova. È stata consulente tecnico d’ufficio per il Tribunale dei Minorenni di Genova.

MARCO ANSALDO – Giornalista professionista e analista geopolitico, è laureato in Storia contemporanea, con master in comunicazione di massa. È stato consigliere scientifico di Limes, inviato speciale del quotidiano La Repubblica per la politica internazionale, corrispondente in Medio Oriente, Vaticanista, docente di giornalismo estero alla Luiss. È proboviro della Federazione nazionale della stampa.

SARA ARMELLA – avvocato Cassazionista e docente, è stata presidente di SPIM e di Fiera di Genova. Ha fatto parte del cda di Banca Carige, di Ferservizi e di AGN Energia. È stata presidente del Collegio sindacale della Fondazione Enasarco.

MASSIMILIANO MORETTINI - imprenditore, è laureato in Filosofia. Ha esperienza come formatore su svariati argomenti, tra cui creazione eventi culturali e creazione d'impresa. È stato presidente di Arci Liguria, consigliere e assessore comunale e ha fatto parte di Consigli di amministrazione e Collegi sindacali come rappresentante del Comune di Genova.

MITCHELL WOLFSON JR. – nato in Florida, si è laureato alla Princeton University, e specializzato alla Johns Hopkins University-Paul H. Nitze SAIS a Washington e Bologna. Ha lavorato per alcuni anni nel corpo diplomatico degli Stati Uniti, come viceconsole a Torino e a Genova. Nel capoluogo ligure ha aperto una sede della Wolfsoniana.   Dopo un lungo affidamento iniziato nel 1999, Wolfson ha donato nel 2007 la collezione genovese alla Fondazione regionale Cristoforo Colombo, successivamente trasformata in Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo. In questo lungo periodo le attività della collezione sono state sviluppate grazie al contributo del Comune di Genova e della Regione Liguria. Nel 2014, a seguito della fusione per incorporazione della Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, la proprietà e la gestione della collezione è passata a quest’ultima.

Al via la rete museale MIPAM, Castello D’Albertis e Chiossone tra i fondatori

Super User 14 Luglio 2025 863 Visite

 

Il Castello D'Albertis Museo delle Culture del Mondo e il Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone sono tra i musei fondatori del MIPAM – Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo, la rete nazionale nata per favorire il dialogo tra i musei che conservano e valorizzano collezioni relative al patrimonio di America, Asia, Africa e Pacifico, con l’obiettivo di promuovere la condivisione di buone pratiche e la trasparenza nella gestione e la cura di questo patrimonio.

L’Italia custodisce infatti un’ingente quantità di opere e manufatti non europei, sin dal XV secolo. Molte di queste collezioni si trovano in istituti poco noti o con scarse risorse dedicate, che oggi, grazie a MIPAM, possono contare su una rete di specialisti e collaborazioni intermuseali. 

«La nascita del MIPAM rappresenta un importante passo avanti per rafforzare il nostro impegno nella tutela, valorizzazione e promozione delle collezioni di patrimonio culturale non europeo conservate a Castello D’Albertis e al Chiossone, anche attraverso uno scambio di best practices e di collaborazione tra le diverse istituzioni - commenta l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari –. Attraverso la rete MIPAM verrà implementata la promozione e la valorizzazione del patrimonio museale, che potrà essere fruito dal pubblico in modo più consapevole e accessibile».

La rete comprende realtà molto diverse fra loro a livello istituzionale, storico e collezionistico – e che, in alcuni casi, operano anche al di fuori dei circuiti museali tradizionali – ma che nel loro insieme condividono la missione di favorire la ricerca, aumentare l’accessibilità e supportare la valorizzazione di patrimoni di opere non europee e dei loro articolati contesti culturali di riferimento e di provenienza.

Ora queste diverse istituzioni dispongono di un riferimento stabile per sviluppare progetti in collaborazione, rafforzare il dialogo fra l’ambito nazionale e quello internazionale, condividere problemi comuni e mettere a confronto le rispettive buone pratiche.

MIPAM organizzerà riunioni periodiche, proporrà lo sviluppo di progetti congiunti quali mostre, pubblicazioni, attività formative e programmi pubblici che valorizzino un patrimonio materiale e immateriale comune.

Con MIPAM nasce una nuova consapevolezza: quella di un’Italia museale più connessa, informata e pronta ad affrontare le sfide contemporanee legate alla storia, all’etica e alla cura del patrimonio culturale globale.

La rete, la cui fondazione è stata promossa dal MUDEC, è sempre aperta a nuove adesioni.

 

Musei Fondatori 

CAM Cultures and Mission, Polo culturale dei Missionari della Consolata – Torino

Castello D'Albertis Museo delle Culture del Mondo – Genova

Centro di Ateneo per i Musei Università degli Studi di Padova

Fondazione MIC Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza – Onlus

Gallerie degli Uffizi, Firenze

MUCIV – Museo delle Civiltà, Roma

MUDEC – Museo delle Culture, Milano

Musei Civici di Reggio Emilia

Museo Civico di Modena

Museo Civico di Scienze Naturali "Enrico Caffi" – Bergamo

Museo Civico – Tortona (Alessandria)

Museo Civico Etnografico "Giovanni Podenzana" – La Spezia

Museo d'Arte Cinese ed Etnografico dei Missionari Saveriani – Parma

MAO Museo d’Arte Orientale (Fondazione Torino Musei) – Torino

Museo d’Arte Orientale, Venezia

Museo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi – Coccaglio (Brescia)

Museo d'Arte Orientale “Edoardo Chiossone” – Genova

Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università degli Studi di Torino

Museo Egizio – Torino

Museo Etno-Archeologico Castiglioni – Varese

Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco – Castelnuovo Don Bosco (Asti)

Museo Popoli e Culture PIME – Milano

Museo Stibbert – Firenze

Palazzo dei Musei – Varallo (Vercelli)

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica (Fondazione Torino Musei) – Torino

Sistema Museale di Ateneo, Università degli Studi di Parma

 

Il board direttivo è composto da: Marina Pugliese (direttrice del MUDEC – Museo delle Culture, Milano), Davide Quadrio (direttore del MAO Museo d’Arte Orientale, Torino), Andrea Viliani (direttore del MUCIV – Museo delle Civiltà, Roma), Enrico Colle (direttore del Museo Stibbert, Firenze), p. Enzo Oliviero Verzeletti (direttore del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico dei Missionari Saveriani, Parma).

Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone

‘Fari delle meraviglie’, al Galata Museo del Mare la mostra di Walter Pescara

Super User 12 Luglio 2025 904 Visite

 

Si inaugura giovedì 17 luglio, alle ore 18.00, presso la Galleria delle Esposizioni del Galata Museo del Mare, la mostra “Fari delle Meraviglie” di Walter Pescara, un progetto fotografico che restituisce al pubblico l’immagine dei fari italiani attraverso una selezione accurata di fotografie stampate su autentiche vele nautiche degli anni Ottanta. L’inaugurazione si svolgerà alla presenza dell’autore e sarà aperta al pubblico fino a esaurimento posti. La mostra sarà poi visitabile fino al 24 luglio, inclusa nel biglietto di ingresso al museo.

“Fari delle Meraviglie” è il risultato di una ricerca avviata negli anni Settanta. Nell’estate del 1978, a Salina, una mareggiata danneggiò il faro di Punta Lingua. Pescara, allora giovane fotografo, lo immortalò come una figura ferita ma luminosa, torre poetica al di sopra delle onde. Da quell’immagine nacque un lungo viaggio per mare, terra e cielo, in collaborazione con la Marina Militare Italiana, che lo portò a percorrere oltre 8.000 chilometri di coste per documentare, con migliaia di rullini fotografici, i principali fari italiani. I materiali raccolti confluirono nel volume “Il libro dei fari italiani”, pubblicato da Ugo Mursia Editore nel 1985.

A distanza di quarant’anni, riordinando i Kodachrome originali, l’autore ha scelto di dare nuova vita a quel lavoro, immaginando di stampare le immagini su tele nautiche d’epoca, recuperate e salvate dal macero. Il risultato è un’opera che unisce fotografia, narrazione e memoria materiale. Le vele, forse un tempo passate sotto quelle stesse luci, diventano oggi supporto fisico ed evocativo di una nuova narrazione. L’allestimento comprende una selezione di circa trenta opere di grande formato, ciascuna con un’identità visiva e materica unica.

Dopo l’esordio nel faro di Punta Lingua nel 2018, la mostra è stata ospitata in sedi di prestigio come la Galleria Cannoniera del Forte Mediceo di Livorno, il Castello Aragonese di Taranto e la residenza dell’architetto Daniel Libeskind a Milano. L’approdo al Galata Museo del Mare, il più grande museo marittimo del Mediterraneo, rappresenta una nuova tappa significativa nel percorso di questa esposizione, che si inserisce nel programma estivo del museo con una proposta di alto valore artistico e culturale.

Walter Pescara è nato a Milano nel 1952. Dopo gli studi in Lettere e Filosofia al DAMS di Bologna, ha iniziato la sua attività come fotoreporter per testate italiane e internazionali. Dal 2000 affianca alla produzione artistica un’intensa attività didattica. Ha insegnato presso la NABA di Milano e, dal 2005, è docente di Fotografia di Reportage e Fotografia delle Arti Performative all’Accademia LABA di Brescia. Autore di numerose pubblicazioni, nel 2019 è stato incaricato dall’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco di realizzare la mostra “Lawrence d’Italia”, dedicata a Lawrence Ferlinghetti. Nel 2017 ha ricevuto la menzione internazionale d’onore del World Water Contest per il suo impegno nella salvaguardia del mare.

‘Liguria terra di emozioni’, torna il premio letterario del Rotary Club Genova San Giorgio

Super User 10 Luglio 2025 1318 Visite

 

Dopo il successo dello scorso anno, prende il via la seconda edizione del Premio Letterario “Liguria terra di emozioni”, promosso dal Rotary Club Genova San Giorgio con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova. L’iniziativa valorizza i racconti di chi ha vissuto, o immaginato, la Liguria come terra di emozioni autentiche.

Il tema scelto per il 2025 è “Liguria, terra di emozioni - tra ironia, meraviglia e natura”, per stimolare storie che sappiano commuovere, divertire e sorprendere, raccontando la vitalità e la bellezza del territorio. Il concorso è aperto a scrittrici e scrittori maggiorenni italiani e UE; i racconti, inediti e ambientati in Liguria, devono avere una lunghezza tra 10.000 e 20.000 battute (spazi inclusi) ed essere inviati entro il 30 settembre 2025 all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. in formato doc, insieme ai dati anagrafici e a una breve sinossi.

La giuria selezionerà entro il 31 dicembre 2025 i racconti finalisti che, anche quest’anno, saranno raccolti in un audiolibro: le voci dei Rotariani daranno vita alle storie, che verranno poi donate all’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, entrando a far parte del Centro Nazionale del Libro Parlato. L’esperienza del 2024 ha regalato emozioni indimenticabili: grazie a questo progetto, le persone non vedenti hanno potuto “leggere” con l’ascolto, e vivere pienamente storie scritte con il cuore. Il presidente della giuria è Carlo A. Martigli, scrittore e socio Rotary Club Genova San Giorgio.

La premiazione si terrà il 18 febbraio 2026, ore 18:00, presso la sede di Banca Patrimoni Sella & C. in via Garibaldi 3 a Genova, main sponsor dell’iniziativa, da sempre vicino al territorio, attenta alle tematiche sociali e impegnata nella promozione di iniziative culturali che valorizzano il capitale umano e l’inclusione.

Alla presentazione sono intervenuti: Simona Ferro, assessore alla Cultura Regione Liguria; Francesca Coppola, assessore delegato del Comune di Genova; Benedetto Gritta Tassorello, presidente Rotary Club Genova San Giorgio; Lucia Aliverti, curatrice del premio letterario, past president RC Genova San Giorgio; Stefano Termanini, editore e assistente distrettuale Rotary distretto 2032; Piero Chiabra, scrittore, responsabile audiolibro e socio RC Genova San Giorgio; Cristina Minerva, in rappresentanza dell’UICI – CNPL Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Centro Nazionale Libro Parlato. 

Durante la presentazione l’assessore alla Cultura e Spettacolo della Regione Liguria, Simona Ferro, ha dichiarato: “Il premio letterario “Liguria Terra di Emozioni” indetto dal Rotary Club Genova San Giorgio tocca la sua seconda edizione: questo è un sintomo dell’attrattività e dell’accoglienza positiva ricevuta dall’iniziativa che, dopo la folta partecipazione riscontrata un anno fa, si propone ora di bissare il proprio successo. L’obiettivo è quello di continuare a descrivere il nostro territorio attraverso i pensieri, i racconti e le emozioni che suscita. La passione per la letteratura e la qualità degli elaborati presentati sono gli elementi fondativi del progetto, che ha anche risvolti dall’alto valore sociale, come il coinvolgimento dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – Centro Nazionale del Libro Parlato. Rassegne di questo livello vanno valorizzate e tutelate, perché consentono di promuovere l’identità ligure attraverso la cultura”. 

L’assessora all’Urbanistica delegata in rappresentanza del Comune di Genova, Francesca Coppola, ha sottolineato: “Stimolare il racconto delle bellezze e delle peculiarità della nostra città, dei nostri paesaggi e della nostra comunità è un’iniziativa che la nostra amministrazione sostiene con entusiasmo, non solo per gli aspetti culturali del Premio, ma anche per il prezioso risvolto solidale e di inclusione”. 

Benedetto Gritta Tassorello, presidente Rotary Club Genova San Giorgio, ha dichiarato: "Questo premio rappresenta per il nostro Club un’iniziativa che unisce cultura e inclusione, valori rotariani che ci stanno particolarmente a cuore. La risposta calorosa della città e degli scrittori ci conferma l’importanza di proseguire su questa strada." 

Lucia Aliverti, curatrice del Premio e past president del Rotary Club Genova San Giorgio, ha dichiarato: “Siamo felici di inaugurare la seconda edizione dopo il successo dello scorso anno. Questo progetto è nato dalla passione per la cultura e dall’amore per la nostra terra e oggi coinvolge sempre più persone, scrittori, lettori, istituzioni e cittadini. La dimensione sociale del premio è un valore aggiunto di cui andiamo particolarmente fieri: raccontare la Liguria, ma farlo in modo che queste storie diventino patrimonio accessibile anche a chi non può leggere, è un atto di civiltà e attenzione verso tutta la comunità. Con questa seconda edizione, vogliamo fare ancora meglio: coinvolgere, emozionare e includere. Perché le emozioni, proprio come le parole, appartengono a tutti”.

Andersen Festival, Mediaterraneo precisa in merito al mancato contributo ministeriale

Super User 29 Giugno 2025 823 Visite

Mediaterraneo Servizi, società controllata dal Comune di Sestri Levante, interviene in merito al mancato contributo ministeriale al Premio Andersen 2025.

“La mancata assegnazione all’Andersen Festival del contributo da parte del Ministero della Cultura - si legge in una nota della società pubblica - si inserisce in un panorama di grande malcontento generale nel mondo delle arti, dove i risultati delle assegnazioni, che stanno uscendo in questi giorni, con parametri fortemente rivisti, stanno generando tagli significativi anche per realtà storiche e di rilevanza nazionale. A questo proposito i termini di valutazione sono totalmente modificati rispetto a quelli degli anni precedenti per cui non è possibile un confronto”.

“Il successo del Festival, in un momento così delicato per i finanziamenti culturali, rende ancora più evidente lo sforzo organizzativo e programmatico sostenuto da Mediaterraneo”, conclude la nota.

Palazzo Ducale, Pierfranco Pellizzetti presenta il suo nuovo libro ‘Autobiografie della Nazione’

Super User 25 Giugno 2025 895 Visite

Domani, giovedì 26 giugno, alle ore 17:30, nella sede della Società ligure di storia patria a Palazzo Ducale, il sociologo e saggista Pierfranco Pellizzetti presenterà il suo nuovo libro: "Autobiografie della nazione. Sopravvalutati e furbetti nel Paese in declino", edito da Meltemi.

L’incontro, che promette di essere un vivace momento di riflessione pubblica, vedrà l’autore dialogare con Stefano Fera, architetto e presidente di Italia Nostra Genova, e Paolo Crecchi, giornalista.

Il volume compone una vera e propria galleria di ritratti della Seconda Repubblica, dove ciascun profilo viene analizzato con attenzione ai tratti stilistici e caratteriali, rivelando una classe dirigente spesso inadeguata, incapace di incarnare una guida autentica per il Paese. Figure come Agnelli, Berlinguer, Berlusconi, Grillo, Meloni, Draghi, solo per citarne alcuni, vengono inseriti in una narrazione che smaschera la "italica spregiudicatezza", un termine emblematico che – sottolinea Pellizzetti – non trova equivalenti nelle altre lingue europee, ma che in Italia è sinonimo di mancanza di scrupoli, sfrontatezza, assenza di rigore.

Tra le righe del saggio emerge anche un amarissimo disincanto, figlio di decenni di osservazione e analisi, già maturati in numerosi articoli pubblicati su testate come MicroMega e Il Fatto Quotidiano. La pandemia da Covid-19 e la guerra in Ucraina diventano le lenti attraverso cui osservare l’incapacità del Paese di riappropriarsi del proprio destino.

Con ‘Autobiografie della Nazione’, Pellizzetti firma un’opera polemica e provocatoria, capace di suscitare dibattito e riflessione sulla vera identità del potere in Italia.

 

L’autore

Pierfranco Pellizzetti (1947). Genovese, ha insegnato nell’Ateneo genovese Politiche di Territorio ad Architettura, Politiche Globali e Sociologia dei fenomeni politici presso la Facoltà genovese di Scienza della Formazione, Comunicazione istituzionale e d’impresa nella Scuola Politecnica ex-Ingegneria di Genova.

Ha scritto per il Secolo XIX, il Fatto Quotidiano, il Manifesto, La Vanguardia di Barcellona e, sino al dicembre 2017, per la pagina locale de la Repubblica. Continua a farlo per MicroMega (dal 1996, su cui è anche responsabile della rubrica on line di segnalazioni librarie “Rileggiamoli insieme”) e Critica Liberale (dal 1976); da un decennio blogger nel sito de Il Fatto online.

Ha prodotto una consistente bibliografia, i cui ultimi titoli sono “Conflitto” (Codice 2013), “Storia della paura” (Mimesis 2014), “Società o barbarie” (il Saggiatore 2015), “Fenomenologia di Matteo Renzi” (Manifestolibri 2016), “Italia invertebrata” (Mimesis 2017). Nel corso del 2019 tre uscite: a marzo “Il conflitto populista – potere e contropotere alla fine del secolo americano” (Ombre corte), ad aprile “El fracaso de la indignation – del malestar al conflicto” (Alianza Editorial Madrid), edizione spagnola riveduta di “Conflitto”, e - infine - a ottobre un romanzo: “La fine delle buone maniere” per Aragno. Sempre per l’editore Aragno ha pubblicato la ricerca “Dalle Maone all’impresa a rete” (2021) e il “Dialogo sopra i massimi sistemi d’impresa” (2022).

L’era post americana, l’Europa e l’epoca tra il secolo scorso e questo nel libro del senatore Gian Guido Folloni

Super User 10 Giugno 2025 950 Visite

 

E’ stato un indimenticabile direttore di Avvenire (giornale Cei che ora vede alla guida Marco Girardo) ed un senatore illuminato. Eccellente giornalista ma ancor più capace di osservare, analizzare e descrivere le mutazioni della società italiana nel complesso, variegato e persino contraddittorio dopo guerra del secolo scorso e il divenire di questo, ricco di tecnologia e quindi profondi cambiamenti intellettuali, sociali, umani.

Tutto ciò è Gian Guido Folloni, che nel suo libro “L’era post americana”, sottotitolo “Il silenzio dell’Europa”, edito Guerini e Associati, ha messo per scritto questa grande esperienza accumulata nelle varie esperienze di vita.

Mai banale, sempre acuto e persino coraggioso è riuscito a creare un libro che potrebbe diventare un testo di storia contemporanea o comunque molto recente, in parte ancora immersa nella cronaca.

“Non è un libro di geopolitica, anche se di geopolitica ho finito per scrivere - afferma l’autore -. Tre anni fa ne avevo scritti e pubblicati altri due. Uno di racconti brevi, il titolo era “Città”. Il secondo percorre vent’anni di geo politica alla deriva. Tra il 1995 e il 2020 ho visitato molte nazioni. Come parlamentare incontravo autorità e governanti. Ma non esitavo a girare privatamente strade e luoghi incontrando la gente. Mai fidarsi dell’ufficialità. Titolo di quel libro: re in volution. Una rivoluzione volta al passato”.

Ed ora, spiega, ‘L’era post americana’ ne è la logica evoluzione. Noi siamo europei. Volenti o nolenti. Non c’entra l’Unione. Mi riferisco all’Europa. Non a trattati e burocrazie”.

Il libro, dice Folloni, “è una sorta di slalom, tra gli argomenti: democrazia, felicita, dolore, individualismo, guerra, regressi e fallimenti sociali, divisioni, demonizzazioni dei diversi. Franco Cardini (autore della prefazione mentre l’introduzione è di Daniele Lazzeri ndr) l’ha definito l’esame di coscienza di un’epoca. E’ stato il mio e spero serva a chi leggerà”.

“Possiamo dire che è il mio tentativo di dare una ragione – insiste il giornalista, scrittore e senatore - un perché, a ciò che sta accadendo: a noi, a chi sta dall’altra parte del Mediterraneo, dell’Atlantico, all’Asia e all’Africa. Siamo ancora una democrazia, anche se la gente a votare va sempre di meno? E perché non ci va? Perché i telegiornali sono pieni di femminicidi e stupri? Siamo felici o infelici? Perché? Il web, il 5G, i social, i like, le chat e l’intelligenza artificiale che cosa ci regalano in termini di umanità? Le stragi, i genocidi, le guerre. La guerra non volevamo ripudiarla? Perché è tornata signora, più che mai? Se la guerra è orrore, violenza, tragedia senza fine. Perché abbiamo inventato le guerre umanitarie?  Quella democratica. Quella preventiva. Chi da giustificazione e reputazione alla guerra?”.

L’Europa sempre più “sbrindellata”, l’Unione che sta perdendo l’orizzonte dei fondatori, che non ha voce. E l’era americana, del dollaro, della Banca mondiale, del Fondo monetario internazionale, dove sono finiti, costituiscono altri vibranti temi del libro.

Molte le risposte possibili per chi si definisce non senza orgoglio “democristiano, quale sono stato e sono”, mentre cita Ciriaco De Mita e Gianni Agnelli. Del primo dice: “quando non gli davano retta e sosteneva che non si capiva quel che egli volesse, De Mita usava dire: per capire bisogna volerlo.

Così è per le evidenze che, capitolo dopo capitolo, troverà chi lo legge”.

E il libro la lettura la merita, eccome.

Dino Frambati

Dino Frambati

'Palazzi svelati', oltre mille visitatori hanno visitato la sede della Regione Liguria

Super User 03 Giugno 2025 1089 Visite

Un migliaio le persone che hanno visitato il Palazzo della Regione in piazza De Ferrari a Genova, in occasione di 'Palazzi Svelati'. L’iniziativa si è svolta ieri, lunedì 2 giugno, per la Festa della Repubblica e ha permesso a cittadini e turisti di accedere alle sedi istituzionali genovesi normalmente chiuse al pubblico. Il Palazzo della Regione è rimasto aperto dalle 10 alle 18 e, vista la grande richiesta che ha portato al sold out delle prenotazioni, le visite sono state estese anche a chi non era riuscito ad aggiudicarsi un posto nei giorni precedenti. 

Ad accogliere alcuni gruppi di visitatori è stato lo stesso presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, che commenta: "Aprire le porte del Palazzo della Regione significa mostrare tesori nascosti che appartengono a tutti. È fondamentale che i cittadini conoscano da vicino le istituzioni: è così che si costruisce uno scambio autentico e si rafforza la relazione con il territorio. ‘Palazzi Svelati’ conferma il suo successo anche nel 2025, rinnovandosi e contribuendo a una maggiore consapevolezza della bellezza di Genova, che si esprime attraverso una rete diffusa di palazzi che parlano alla città e ai suoi cittadini".

Il percorso espositivo 2025 ha accompagnato i visitatori in un viaggio artistico nella Liguria da Ponente a Levante, attraverso le opere di Ferdinando Giuseppe Piana, Alberto Beniscelli e Aldo Raimondi. Si tratta di acquerelli e oli su tela provenienti dalla collezione delle ex Aziende di Promozione Turistica (APT), oggi patrimonio della Regione Liguria: paesaggi, scorci costieri e urbani che raccontano la bellezza e la luce del territorio tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. I visitatori hanno inoltre potuto ammirare alcune statue in bronzo di Francesco Messina e scoprire la storia e le caratteristiche architettoniche della sede della Regione. L’iniziativa si inserisce nel programma 'Genova e l’Ottocento' e nasce da un project work sviluppato per valorizzare il patrimonio artistico pubblico e favorirne la fruizione condivisa.

Molti i luoghi simbolo della città che sono stati svelati per l’occasione, accessibili per la maggior parte sia al mattino che al pomeriggio: Palazzo Doria Tursi, Palazzo Tobia Pallavicino (Camera di Commercio), Palazzo della Borsa, Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, Palazzo dell’Università, Palazzo Lomellini Patrone (Comando Militare Esercito “Liguria”) e Palazzo San Giorgio (Autorità di Sistema Portuale). Hanno aderito anche il Museo del Risorgimento - Istituto Mazziniano, Villa Sauli Bombrini Doria (Conservatorio Paganini), la caserma “San Giorgio” (Guardia di Finanza), la direzione regionale INAIL, la Sala Operativa della Protezione Civile, l’Avvocatura Distrettuale dello Stato, Palazzo Ducale, il Palazzo degli Uffici Finanziari (Agenzia delle Entrate), il Comando dei Vigili del Fuoco e il Museo Diocesano – Chiostro dei Canonici di San Lorenzo.

Genova, grandi nomi del giornalismo e della cultura alla rassegna “Incontri a Palazzo Pallavicino”

Super User 02 Giugno 2025 1394 Visite

Il 3 giugno prende il via la rassegna estiva “Incontri a Palazzo Pallavicino”, il ciclo di appuntamenti culturali promosso da TN Events&Media in collaborazione con l’Associazione Pallavicino&Friends. Anche quest’anno, lo storico Palazzo Interiano Pallavicino di Piazza Fontane Marose a Genova, con il suo celebre giardino verticale, si trasforma in uno spazio di confronto e riflessione, accogliendo grandi nomi nazionali del panorama giornalistico, politico e culturale italiano tra cui Maurizio Belpietro, Michele Brambilla in dialogo con Matteo Cantile e Maurizio Michieli, Carlo Sama, Alessandro Sallusti, Mario Giordano, Claudio Martelli e Marcello Veneziani.

Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito, su prenotazione su eventbrite e fino ad esaurimento posti. Ogni appuntamento rappresenta l’occasione per accedere a luoghi di straordinario valore storico, solitamente non aperti al pubblico, e si concluderà con un brindisi conviviale che offrirà un ulteriore momento di dialogo tra ospiti e partecipanti. L'organizzazione si riserva la facoltà di apportare delle modifiche alle prenotazioni entro 48 ore prima dall'evento, per permettere una maggiore fruibilità degli incontri. 

La rassegna si aprirà martedì 3 giugno alle ore 18.30 con Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano La Verità e del settimanale Panorama, che dialogherà con il giornalista Massimiliano Lussana, ripercorrendo una carriera dedicata all’informazione libera e indipendente.

Mercoledì 4 giugno, sempre alle 18.30, si terrà un incontro sul futuro dell’informazione nell’era digitale, con la partecipazione dei direttori Michele Brambilla (Il Secolo XIX), Matteo Cantile (Telenord) e Maurizio Michieli (Telenord Sport). Al centro del dibattito, le sfide del giornalismo contemporaneo e l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale. 

Giovedì 5 giugno sarà la volta di Carlo Sama, cognato e braccio destro di Raul Gardini, è stato responsabile delle Relazioni esterne del Gruppo Ferruzzi-Montedison, presidente de Il Messaggero e di Telemontecarlo, nonché amministratore delegato della Montedison. Nel libro La caduta di un impero (Rizzoli), racconta dall’interno l’ascesa e il crollo del colosso agroindustriale Ferruzzi, offrendo una testimonianza unica su uno dei capitoli più drammatici dell’economia italiana.

Venerdì 6 giugno interverrà Alessandro Sallusti, direttore del quotidiano Il Giornale, con una riflessione sul liberalismo contemporaneo a partire dal suo saggio L’eresia liberale (Rizzoli).

Lunedì 9 giugno sarà ospite Mario Giordano, giornalista e conduttore dal 2018 della nota trasmissione "Fuori dal Coro", che presenterà Dynasty (Rizzoli), un’indagine sulle dinastie economiche che hanno segnato la storia recente del nostro Paese, da Agnelli a Del Vecchio, passando per Benetton e De Benedetti.

Martedì 10 giugno Claudio Martelli, già ministro della giustizia, racconterà la sua visione dei momenti più oscuri della nostra storia politica con l’incontro “Da Falcone a Moro, i giorni dell’abbandono”, ispirato ai suoi recenti libri Mi sento abbandonato (Solferino) e Vita e persecuzione di Giovanni Falcone (La nave di Teseo). 

Lunedì 16 giugno sarà dedicata all’informazione medico-scientifica, con un incontro su invito e riservato, promosso insieme all’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Genova. Il focus sarà sulla comunicazione sanitaria nell’era digitale e sull’impatto crescente dell’intelligenza artificiale nella diffusione delle notizie mediche. 

La rassegna si concluderà mercoledì 18 giugno alle 19.30 con l’intervento di Marcello Veneziani, filosofo e scrittore, che presenterà il suo libro Senza eredi (Marsilio), una riflessione sull’assenza di figure di riferimento nel nostro tempo e sul destino dei maestri nella società contemporanea.

Gli incontri, saranno condotti dai giornalisti Massimiliano Lussana, Matteo Cantile e Gilberto Volpara. Media partner Telenord.

Premio Montale Fuori di Casa-Sezione Ligure-Apuana al poeta Maurizio Gregorini

Super User 27 Maggio 2025 1304 Visite

Venerdì 30 maggio, alle ore 18:30, nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale (Piazza Matteotti 9, Genova), si terrà la cerimonia ufficiale di consegna del Premio Montale Fuori di Casa-Sezione Ligure-Apuana al poeta e saggista Maurizio Gregorini. Un appuntamento che si inserisce nel programma nazionale del Premio per l’anno 2025, dedicato a due ricorrenze fondamentali: i cinquant’anni dal conferimento del Premio Nobel a Eugenio Montale e i cento anni dalla pubblicazione della raccolta ‘Ossi di seppia’.

Introdurrà i lavori la presidente del Premio, Adriana Beverini, seguiranno gli interventi di Francesco De Nicola (critico letterario), Marco Nereo Rotelli (artista), Stefano Termanini (editore). Il premiato Maurizio Gregorini darà vita ad un reading poetico con musiche del chitarrista Luca Borriello e voci di Micaela e Matilde. L’incontro si concluderà con un’esibizione in versi genovesi del poeta dialettale Ucarbun.

 

Motivazioni del premio

In occasione del cinquantenario del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura a Eugenio Montale e del centenario della pubblicazione di ‘Ossi di seppia’, il Premio Montale Fuori di Casa – Sezione Ligure-Apuana viene assegnato a Maurizio Gregorini, per la forza e la coerenza di un’opera che intreccia poesia, scrittura, regia e impegno culturale, sempre con al centro Genova, sua città d’origine e d’elezione. Il libro ‘A Genova c’è’ ne è testimonianza diretta: versi intensi che affrontano il rischio di confrontarsi con l’eredità di Montale, Caproni, Sanguineti, senza timore ma con consapevole coraggio. Gregorini attraversa Genova come poeta e come regista, con uno sguardo capace di cogliere contrasti e bellezza, inquietudine e identità. La poesia per lui è movimento interiore, proprio come il porto che descrive: “introspezione, moto perenne, saturnine spoglie”. E ancora torna a Montale nel suo ultimo Erbario Bestiario Lapidario, dove l’omaggio all’“upupa” si fa dialogo poetico ironico e colto, tra echi montaliani e invenzioni personali. Un premio che riconosce non solo l’autore, ma una visione culturale radicata e vibrante.

 

Biografia del premiato

Maurizio Gregorini (Genova, 1959) è poeta, regista, scrittore e organizzatore culturale. Da sempre impegnato nella promozione della cultura sul territorio, ha fondato e diretto per 18 anni la Scuola d’Arte Cinematografica di Genova e per 5 anni il centro culturale Lebowski, oltre al magazine online Il Culturista. Come autore ha pubblicato sei raccolte di poesia, un romanzo, un libro fotografico e un saggio su Martin Scorsese, e ha firmato oltre cento filmati tra videoclip, spot e documentari. È stato sceneggiatore per fiction televisive e progetti di videoarte, e ha curato esterne per programmi TV nazionali (Mediaset). Dal 2018 al 2024 ha ricoperto il ruolo di Cultural Manager del Comune di Genova, ideando e dirigendo mostre d’arte e festival internazionali. Scrive di street art per Exibart e collabora con artisti e poeti in progetti multidisciplinari.

 

Il Premio Montale Fuori di Casa 2025

Il Premio Montale Fuori di Casa celebra nel 2025 due importanti anniversari: i 50 anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Eugenio Montale (1975) e i 100 anni dalla pubblicazione del volume "Ossi di seppia" (1925). La premiazione dello scrittore Gregorini che segue quella del professor De Nicola del 19 maggio e del professor Alberto Diaspro, svoltasi a Genova il 6 maggio, fanno parte dell’omaggio del Premio Montale Fuori di Casa alla città di Genova che ha dato i natali al grande poeta.

Il ritratto di Papa Benedetto e la mostra del Giubileo, le opere di Giorgio Oikonomoy per Genova

Super User 23 Maggio 2025 1070 Visite

Il servizio di Vittorio Sirianni

Il 15 maggio del 2008, Papa Benedetto XVI era salito alla Guardia. La Curia genovese, in ringraziamento, gli aveva donato il suo ritratto, in ginocchio davanti alla Madonna. Lo aveva dipinto Giorgio Oikonomoy, pittore famoso greco-genovese. Le pieghe della veste simboleggiavano i mali del mondo, la Madonna era quella dell'Oratorio San Filippo, la veste del Papa rialzata sul collo, per il vento che c’è su, al Santuario.

La grande Mostra per il Giubileo, voluta dalla Curia di Genova, adesso è visitabile proprio nell'Oratorio dove c’è quella statua della Madonna. In via Lomellini, Oratorio San Filippo, mostra aperta sino al 15 giugno. Ingresso libero.

Di nuovo insieme la Curia genovese e Oikonomoy. 20 grandi tele "Dalla paura, alla speranza" la lotta del bene, sui mali del mondo, violenza, guerre, povertà. Ne hanno parlato padre Mauro De Gioia, mons. Gianluigi Canabano e la critica d’arte Grazia di Natale. E poi Giorgio, generoso come sempre, fuorché nelle doppie del suo italiano.

C’è una immagine di Cristo, le braccia larghe, abbandonate, e una mano divina che aggiunge una piccola cintura di salvataggio rossa. Il ritorno alla speranza consolatrice. È Giorgio Oikonomoy per Genova, la sua città.

Gli ha reso omaggio, il violino del maestro Eliano Calamaro, pezzi di casa e brani di Paganini, perché proprio qui, e nella Chiesa accanto, Paganini si era offerto alla musica, e ai genovesi. Magnifico connubio.

Paolo Zerbini

Da sinistra: i giornalisti Marco Benvenuto, Vittorio Sirianni e Paolo Zerbini

“Dipinti dalla paura alla speranza”, le opere di Giorgio Oikonomoy esposte nell’Oratorio San Filippo Neri

Super User 19 Maggio 2025 2166 Visite

Da martedì 20 maggio a domenica 15 giugno, nell’Oratorio San Filippo Neri (via Lomellini 12, Genova) è allestita la mostra “Dipinti dalla paura alla speranza”, una raccolta di opere pittoriche del maestro Giorgio Oikonomoy.

L’esposizione, realizzata in collaborazione con l’Arcidiocesi di Genova nell’Anno del Giubileo “Pellegrini di speranza”, comprende opere che affrontano in gran parte temi critici del mondo contemporaneo.

“La mostra costituisce un importante contributo alla vita spirituale e culturale della nostra città in occasione dell’Anno Santo - spiega padre Mauro De Gioia, coordinatore dell’Ufficio Cultura della Diocesi -. Le opere scelte per l’esposizione affrontano temi attuali del mondo di oggi, dalla violenza sulle donne alla guerra alla crisi migratoria e permettono ai visitatori di accostarsi all’aspetto forse meno conosciuto dell’opera di Oikonomoy”.

“Osservando la mostra, lo sguardo non deve fermarsi alla prima occhiata, ma deve penetrare nel profondo, nella sostanza di un pensiero, quello di Oikonomoy, che non è mai superficiale e puramente estetico, ma sempre intriso di profondo pathos, di un sentimento che nelle sue ultime opere può apparire doloroso, ma che in realtà è sempre fiducioso e colmo di speranza”, spiega Grazia Di Natale, coordinatore Ufficio Beni Culturali della Diocesi e autrice della lettura critica delle opere esposte.

L’esposizione sarà ospitata nella sala “Barocchetta” di via Lomellini. “L’Oratorio di San Filippo Neri e la comunità che lo anima costituiscono un importante e fondamentale riferimento per le attività culturali e spirituali del nostro centro storico”, dice Fabio Campinoti, presidente di Oratorium AVS, l’associazione che collabora con i Padri Filippini per la gestione del monumentale complesso e che si è fatta co-promotrice della mostra. 

La mostra “Oikonomoy. Dipinti dalla paura alla speranza” sarà inaugurata martedì 20 maggio alle ore 18 all’Oratorio San Filippo Neri (Via Lomellini 12).

Intervengono: Giorgio Oikonomoy, autore delle opere; Mons. Gianluigi Ganabano, delegato arcivescovile per il Giubileo; padre Mauro De Gioia, coordinatore Ufficio Cultura; Grazia Di Natale, coordinatore Ufficio Beni Culturali.

Il violoncellista Eliano Calamaro, già primo violino del teatro Carlo Felice, eseguirà brani musicali.

 

Orari di visita

Tutti i giorni 9.30-12.30 e 16-19. Chiuso lunedì mattina.

Scuole e gruppi organizzati possono concordare specifici appuntamenti:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; tel. 010.2700251 (da lunedì a venerdì ore 9-13).

 

Giorgio Oikonomoy

Nato ad Atene il 21 Gennaio 1947, l’artista vive e lavora a Genova dove arriva giovanissimo per iscriversi alla locale facoltà di Architettura.

Dell’autore ricordiamo l’esposizione nel Palazzo Reale di Abu Dhabi (1995), a Castel dell’Ovo a Napoli (2006) e nel 2013 la mostra Costantiniana presso la Chiesa deli Santo Sepolcro a Milano nel contesto delle celebrazioni organizzate dalla Biblioteca Ambrosiana per il 17° centenario dell’Editto di Milano.

Il suo rapporto con Genova rimane fondamentale. Qui inizia una feconda e intensa attività di produzione artistica e promozione culturale. Nel 1989 realizza la più grande vetrata che esista in Europa, presso la chiesa di S. Giustino e S. Maria di Montesignano in Genova. Durante le “Colombiadi” del 1992 inaugura la grande mostra “Genova città di Colombo nei dipinti di Oikonomoy” al Palazzo Serra Gerace e la mostra “Genova verso la Cattedrale” all’interno della Chiesa metropolitana di San Lorenzo.

La collaborazione con la Chiesa genovese lo porta ad eseguire i ritratti dei Cardinali Boetto, Canestri e Tettamanzi e il quadro in occasione della visita a Genova di Benedetto XVI (2008): è nell’ambito di questo amichevole e fecondo rapporto che si inserisce la nostra mostra “Dipinti dalla paura alla speranza” che il Maestro ha voluto offrire in occasione del Giubileo di quest’anno.

“Liquid Sky”, al Galata Museo del Mare la terza edizione della rassegna d’arte contemporanea

Super User 13 Maggio 2025 1001 Visite

Dal 17 al 23 maggio il Galata Museo del Mare ospita Liquid Sky, rassegna d’arte contemporanea curata da Benedetta Spagnuolo e promossa dall’associazione Artisti Italiani – arti visive e promozione, con il patrocinio della Regione Liguria.

La mostra sarà inaugurata venerdì 16 maggio alle ore 17.00 e sarà visitabile ogni giorno dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.00), all’interno della Galleria delle Esposizioni del secondo piano. L’ingresso è incluso nel biglietto del museo.

Oltre cinquanta opere – tra pittura, fotografia, scultura, installazione, collage e videoarte – raccontano il legame simbolico tra acqua e cielo, elementi che si fondono in un orizzonte carico di significati. Gli artisti provengono da tutta Italia e da diversi Paesi esteri, tra cui Russia, Regno Unito, Cina e Stati Uniti.

Il titolo della rassegna si ispira all’omonimo film cult di Slava Tsukerman (1982), e invita a riflettere su quella linea sottile in cui cielo e mare si incontrano, confondendosi fino a diventare un’unica sostanza, immagine dell’inconscio e del viaggio interiore.

Come suggeriva Carl Gustav Jung, l’acqua è il simbolo dell’inconscio per eccellenza, matrice della coscienza e spazio dove prendono forma archetipi profondi, comuni a ogni essere umano. In questo orizzonte simbolico trovano posto anche la barca – compagna di viaggio –, la vela che si lascia guidare dal vento, il destino che soffia e spinge a cambiare rotta.

Le opere in mostra restituiscono questa complessità attraverso linguaggi visivi diversi, ma uniti da una comune tensione poetica: immagini che possono essere limpide o torbide, luminose o oscure, ma sempre espressive di qualcosa che si muove dentro di noi.

È un invito alla contemplazione e al sentire, un’esperienza in cui cielo e mare diventano specchio dell’animo umano, spazio aperto dove perdersi, ritrovarsi e lasciarsi portare. Perché a volte, per cercare pace, basta guardare l’orizzonte.

Espongono: Tiziana Alocci, Antokso, ArteosMichael, Nina Barnini, Blu Bordeaux, Giulia Boni, Riccardo Brizzi, Cate Nuto, Cristina Cornaglia, Silvia Corti, Mirko Credito, Andrea Crosa, Christina Gednalske, Bruno Gregory, Anna Kapyrina, Luca Rossano Limongi, Mastro, Fabrizio Molducci, Stefano Monaco, Michela Moreschini, Valerio Murri, Polyni, Silvia Prati, Stefano Questorio, Ilaria Sartori, Daniele Scerra, Wanting Wang. Le fotografie e le riprese video sono di Francesco Arena.

Benedetta Spagnuolo, curatrice della rassegna, è critica d’arte e fondatrice dell’associazione Artisti Italiani. Collabora con riviste di settore e da anni si dedica alla valorizzazione delle arti visive contemporanee, con particolare attenzione alla componente simbolica ed espressiva del linguaggio artistico.

Il Galata Museo del Mare è il più grande museo marittimo del Mediterraneo. Situato nel cuore del porto antico di Genova, all’interno di un edificio moderno in vetro e acciaio affacciato sull’antico Arsenale della Repubblica di Genova, il museo racconta il profondo legame tra l’uomo e il mare attraverso percorsi espositivi interattivi, installazioni multimediali e una ricchissima collezione permanente. Inaugurato nel il Galata è oggi un punto di riferimento culturale per la città, oltre che una tappa imprescindibile per visitatori, studiosi e appassionati di storia, navigazione ed esplorazioni.

Wanting Wang

 

Teatri, Michele Galli è il nuovo sovrintendente del Carlo Felice

Super User 22 Aprile 2025 1350 Visite

Riunito questa mattina a Palazzo Tursi nella sua prima riunione di insediamento, il nuovo consiglio di indirizzo ha recepito l’indicazione del ministero della Cultura come nuovo sovrintendente della Fondazione Teatro Carlo Felice di Michele Galli, attuale direttore generale della Fondazione Teatro di Pisa. Il nuovo consiglio di indirizzo, presieduto dal presidente della Fondazione, il facente funzioni sindaco, insediatosi questa mattina, è ora composto: per il Comune di Genova dal riconfermato Enrico Musso, per Regione Liguria dal riconfermato Mario Menini, da Fabrizio Callai, presidente del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, su indicazione del Ministero della Cultura e da Francesco Bongarrà direttore dell’istituto italiano di Cultura a Londra, indicato da Iren.

Il presidente della Fondazione, il facente funzioni sindaco di Genova Pietro Piciocchi, ha ringraziato il sovrintendente uscente Claudio Orazi, sentitamente, per il lavoro svolto in questi anni e per i risultati ottenuti anche nell’internazionalizzazione del Teatro. La formalizzazione della nomina del nuovo sovrintendente Galli avverrà nelle prossime ore con decreto del ministro alla Cultura Alessandro Giuli.

Nato a Cremona nel 1963, Galli è laureato in Giurisprudenza. Dal 2022 è Direttore Generale della Fondazione Teatro di Pisa (Teatro di Tradizione), con compiti di direzione e organizzazione delle attività della Fondazione, gestione del personale, direzione e coordinamento in autonomia delle attività artistiche, tecniche, amministrative ed economico-finanziarie della Fondazione. Galli ha maturato una ultraventennale attività come dirigente di Fondazioni Lirico-Sinfoniche, Teatri di Tradizione e Festival musicali italiani, tra cui: la Fondazione Lirico Sinfonica Teatro Comunale di Bologna, la Fondazione Lirico Sinfonica Teatro dell’Opera di Roma, la Fondazione Lirico Sinfonica Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la Fondazione Lirico Sinfonica Teatro Regio di Torino, la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi – Teatro di Tradizione, la Fondazione Teatro di Pisa – Teatro di Tradizione - e il Palau de Les Arts di Valencia.

Nasce Palazzo Foundation: nuova luce al più importante patrimonio rinascimentale di Genova

Super User 08 Aprile 2025 1282 Visite

Una nuova pagina si apre per Villa Pallavicino delle Peschiere, una delle dimore rinascimentali più prestigiose d’Italia, grazie alla nascita di Palazzo Foundation. Il nuovo Ente del Terzo Settore, promosso dal broker assicurativo Lockton P. L. Ferrari, si pone l’obiettivo ambizioso e visionario di restituire alla collettività un gioiello storico genovese, trasformandolo in un polo culturale dinamico, inclusivo e aperto al mondo.

“La creazione di Palazzo Foundation rappresenta un atto concreto di restituzione alla comunità di un frammento vitale della sua identità storica e sociale - afferma il presidente Filippo Fabbri -. Per troppi anni Villa Pallavicino delle Peschiere, pur essendo un simbolo di Genova e una delle più belle ville rinascimentali d’Italia, è rimasta inaccessibile al grande pubblico. Oggi apriamo i cancelli con la volontà di creare un luogo vivo, dove dialogo, cultura, formazione e bellezza possano essere condivisi e generare valore per tutti”. 

Un progetto tra storia e futuro

Villa Pallavicino delle Peschiere, immortalata nel XVII secolo da Rubens e scelta da Charles Dickens come dimora temporanea, è molto più di un capolavoro architettonico: è un patrimonio di memoria e identità. Palazzo Foundation nasce per custodirlo, valorizzarlo e farlo risplendere nuovamente nella vita cittadina e nazionale.

Tra gli obiettivi principali della Fondazione, il restauro integrale della Grotta Pallavicino, straordinario esempio di architettura da giardino del Cinquecento, noto per le sue rare decorazioni polimateriche. Il recupero della Grotta è simbolo della più ampia missione della Fondazione: unire conservazione e innovazione, creando un punto di incontro tra passato e presente.

Un nuovo polo per cultura, turismo e formazione

Palazzo Foundation intende sviluppare attività che spaziano dallo studio del patrimonio alla promozione di eventi, mostre, concerti, seminari e iniziative educative, anche in sinergia con le università. In particolare, il progetto si intreccia con il percorso di formazione d:cult dell’Università di Genova, offrendo concrete opportunità di placement per giovani professionisti nel campo delle humanities.

In questa direzione, Villa delle Peschiere diventa anche catalizzatore di nuove energie creative. L'apertura alla contemporaneità è centrale nel progetto, con un dialogo aperto con artisti e gallerie internazionali. A inaugurare questo nuovo corso è la collaborazione con Pinksummer Contemporary Art, che porta nel parco della Villa tre installazioni dell’artista Tomás Saraceno, tra cui una mai esposta prima in Italia. Le opere, provenienti dalla mostra Web(s) of Life della Serpentine Gallery di Londra, riflettono sul rapporto tra uomo e natura e sono pensate come rifugi per animali, in linea con i valori di sostenibilità della Fondazione.

Arte, inclusione e partecipazione: la villa si apre alla città

Nel corso del 2025 Villa Pallavicino delle Peschiere ospiterà una serie di iniziative di grande rilievo, tra cui: la prima mostra personale in Italia di James Hawke, pittore britannico celebre per le sue opere ispirate alle villeggiature mediterranee; il ciclo “Opera Lirica in Villa”, che si aprirà l’11 aprile con Madama Butterfly, sotto il patrocinio di RAI Liguria. L’evento inaugurale sarà gratuito fino a esaurimento posti.

Palazzo Foundation punta a diventare un motore dell’economia culturale cittadina, attirando turisti, studiosi, artisti e appassionati da ogni parte del mondo. Ma soprattutto intende restituire a Genova – e ai genovesi – un luogo dove la bellezza non sia solo contemplata, ma vissuta e condivisa.

Per partecipare a eventi, visite guidate e per maggiori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.palazzo-foundation.org

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