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Cultura

Al via la terza edizione del premio letterario "Liguria terra di emozioni"

Super User 01 Luglio 2026 454 Visite

Torna il premio letterario "Liguria Terra di Emozioni", il concorso promosso dal Rotary Club Genova San Giorgio che, dopo il successo delle prime due edizioni, rinnova l'invito a raccontare la Liguria attraverso storie, emozioni e paesaggi. L'iniziativa, patrocinata da Regione Liguria, Consiglio regionale della Liguria e Comune di Genova, coinvolge tutti i Rotary Club genovesi e punta ancora una volta a valorizzare il territorio coniugando cultura e inclusione.

L'edizione 2026 prende il via forte dei risultati ottenuti lo scorso anno, quando il concorso ha raccolto 190 racconti provenienti da tutta Italia. Le venti opere finaliste sono state pubblicate in un volume di circa 200 pagine, confermando il crescente interesse per un progetto che mette al centro la narrazione della Liguria in tutte le sue sfaccettature. 

Il concorso è aperto a scrittrici e scrittori maggiorenni italiani e dell'Unione Europea. I racconti, rigorosamente inediti e ambientati in Liguria, dovranno avere una lunghezza compresa tra 15.000 e 20.000 battute, spazi inclusi, ed essere inviati entro il 30 settembre 2026 all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. in formato Word, corredati dai dati dell'autore e da una breve sinossi. 

Entro il 31 dicembre la giuria selezionerà le opere finaliste, che saranno raccolte in un volume edito da Stefano Termanini. Come nelle precedenti edizioni, ciascun racconto sarà trasformato anche in un audiolibro grazie alle registrazioni realizzate dai soci dei Rotary Club genovesi. Le versioni audio saranno donate all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ed entreranno a far parte del Centro Nazionale del Libro Parlato, rendendo le opere accessibili anche alle persone con disabilità visiva. Ogni testo pubblicato sarà inoltre accompagnato da un QR Code che consentirà di ascoltarne direttamente la lettura.

La giuria sarà presieduta dallo scrittore Carlo A. Martigli, mentre la curatela del Premio è affidata a Lucia Aliverti, che segue il progetto fin dalla sua nascita. L'immagine ufficiale del concorso è stata realizzata dalla pittrice Manuela Compri.

La cerimonia di premiazione è in programma il 16 febbraio 2027, alle ore 18, nella sede di Banca Patrimoni Sella & C., in via Garibaldi a Genova. Main sponsor fin dalla prima edizione, l'istituto conferma il proprio sostegno a un'iniziativa che unisce promozione culturale, valorizzazione del territorio e accessibilità.

Dalle istituzioni arriva un convinto sostegno al progetto. La vicepresidente della Regione Liguria, Simona Ferro, sottolinea come il premio rappresenti un'importante occasione per valorizzare il talento degli autori e raccontare, attraverso la letteratura, l'identità della regione.

Sulla stessa linea il presidente del Consiglio regionale, Stefano Balleari, che ne evidenzia il valore sociale e il contributo nel promuovere una cultura sempre più partecipativa.

Per l'assessore alla Cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari, il premio rappresenta uno stimolo alla produzione letteraria e alla valorizzazione della creatività. Inoltre, sottolinea l’importanza degli audiolibri, realizzati grazie alle voci dei soci del Rotary e destinati all’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, come strumento concreto di accessibilità e inclusione culturale.

Un obiettivo condiviso anche dal presidente del Rotary Club Genova San Giorgio, Ernesto De Sanctis, e dalla curatrice Lucia Aliverti, che auspicano una partecipazione ancora più ampia per consolidare un appuntamento ormai diventato un punto di riferimento nel panorama culturale ligure.

Uliano Lucas racconta il Sessantotto: a Genova la mostra fotografica “Un anno di confine”

Super User 30 Giugno 2026 254 Visite

Il Sessantotto italiano rivive attraverso l'obiettivo di Uliano Lucas. Giovedì 2 luglio 2026, alle ore 18, negli spazi di Primo Piano di Palazzo Grillo, a Genova, inaugura "’68. Un anno di confine", mostra fotografica curata da Tatiana Agliani e Fulvio Magurno che ripercorre una delle stagioni più intense della storia italiana attraverso gli scatti di uno dei suoi più autorevoli testimoni.

Visitabile fino al 9 agosto, l'esposizione raccoglie immagini realizzate tra il 1967 e il 1969, anni in cui le mobilitazioni studentesche e operaie contribuirono a trasformare profondamente il Paese. Le fotografie documentano manifestazioni, assemblee e momenti di vita collettiva, raccontando la nascita di nuove istanze sociali: dalle battaglie per i diritti civili al diritto alla casa, dall'affermazione del movimento femminista fino alle campagne contro le cosiddette "istituzioni totali" e agli ideali del terzomondismo. 

Per Lucas il Sessantotto non coincide con un solo anno, ma rappresenta una lunga stagione di cambiamenti. «Questa esposizione mostra il Sessantotto come io l'ho visto e l'ho vissuto», spiega il fotografo, sottolineando come il suo sguardo sia rivolto soprattutto all'onda lunga delle lotte operaie, del proletariato urbano e del movimento antiautoritario che ha aperto una profonda breccia nel conformismo della società italiana.

Le immagini, oggi, assumono anche il valore di una testimonianza storica. Raccontano un periodo attraversato da grandi speranze, ma anche da tensioni e conflitti, che avrebbe lasciato un'eredità importante nelle conquiste civili e sociali degli anni successivi: dalla riforma del diritto di famiglia allo Statuto dei lavoratori, dal riconoscimento dell'obiezione di coscienza alle leggi sul divorzio, sull'interruzione volontaria di gravidanza e sul superamento del sistema manicomiale.

"’68. Un anno di confine" sarà aperta al pubblico con ingresso libero e gratuito fino al 9 agosto 2026 negli spazi di Primo Piano di Palazzo Grillo, in vico alla Chiesa delle Vigne 18R. Orari di visita: giovedì e venerdì dalle 16 alle 20, sabato e domenica dalle 14 alle 20.

‘Santa in giallo’: svelati i 30 semifinalisti e le anticipazioni del festival diffuso

Super User 27 Giugno 2026 611 Visite

 

Si è tenuta ieri alla Feltrinelli di Genova la presentazione ufficiale di Santa in Giallo 2026. La sala al sesto piano era gremita di appassionati del settore, lettori, autori e addetti ai lavori. Il concorso entra dunque nel vivo: sono stati pubblicati e resi noti i 15 semifinalisti dei romanzi editi e i 15 semifinalisti dei romanzi inediti, mentre anche l’organizzazione del festival, alla sua seconda edizione, comincia a prendere forma in tutte le sue articolazioni.

Santa in Giallo nasce come concorso letterario dedicato al giallo, al noir, al mistero e alla narrativa d’indagine, ma l’edizione 2026 conferma l’ambizione di diventare un vero festival diffuso, capace di trasformare Santa Margherita Ligure in una settimana di libri, cinema, teatro, arte, musica, incontri e partecipazione cittadina.

La selezione preliminare ha individuato i 30 semifinalisti complessivi, 15 per gli editi e 15 per gli inediti, presentati senza punteggi e senza ordine di classifica. La scelta consente alla Giuria Popolare di partire da zero, senza condizionamenti. Tra gli autori in gara figurano nomi affermati della narrativa italiana, grandi gruppi editoriali, case editrici indipendenti e nuove voci in cerca di un percorso professionale.

Nel complesso l’edizione 2026 supera i 200 iscritti nelle diverse sezioni, comprese Junior, racconti e ricette in giallo. Le iscrizioni per racconti e ricette chiuderanno il 30 giugno. La Giuria Popolare, composta da 29 lettori legati alla Biblioteca Civica A. e A. Vago di Santa Margherita Ligure e al Club Amici del Libro di Rapallo, valuterà sia gli editi sia gli inediti semifinalisti.

A fine luglio si chiuderà questa fase di lettura. Il 1° agosto saranno annunciati i 5 finalisti per ciascuna categoria, poi affidati alle due giurie artistiche. Il 1° settembre saranno comunicati i tre romanzi editi e i tre inediti destinati al podio finale, senza indicazione delle posizioni, che saranno svelate domenica 27 settembre durante la cerimonia conclusiva. 

Il cuore del festival si svilupperà dal 20 al 27 settembre. Prima con “Aspettando Santa in Giallo”, coordinato da Marinella Gagliardi Santi e Giammauro Gargiulo, poi con le tre giornate centrali dedicate agli ospiti della letteratura gialla e della narrativa italiana. Le sedi coinvolte saranno Casa del Mare, Spazio Aperto di via dell’Arco, Castello di Santa Margherita Ligure, Auditorium della scuola Vittorio G. Rossi, piazza Caprera, Circolo Arci Orchidea, Cinema Centrale e Galleria Cella Art & Communication. 

Accanto al concorso letterario crescerà un ampio programma collaterale: il Cinema in Giallo al Cinema Centrale, Santa in Giallo Arte coordinato da Elisa Serrao, le Vetrine in Giallo affidate a Franco Borlenghi, un concorso fotografico con il Fotoclub Avis L’Immagine, iniziative con la Biblioteca Civica e una rassegna teatrale realizzata con FEF - Festival Eccellenza Femminile, diretto da Consuelo Barilari. La rassegna Santa in Giallo Musica prevede l’intervento di diversi ensemble musicali e sarà coordinata da Donatella Ferraris. 

Il teatro porterà il festival anche tra Camogli e Rapallo, con attenzione particolare al tema della violenza di genere e a lavori legati anche a testi di Dacia Maraini.

Santa in Giallo Junior sarà diretta da Stella Nosella e vedrà la collaborazione di Armando Traverso, volto storico della televisione per ragazzi e autore e conduttore di Rai Radio Kids. Madrina del festival sarà ancora Cecilia Scerbanenco, figlia di Giorgio Scerbanenco, figura decisiva per la nascita del giallo e del noir italiano moderno.

Tra i premi, per gli editi sono previsti 1.500 euro al primo classificato, 1.000 al secondo e 500 al terzo; per gli inediti, la pubblicazione con Aporema Edizioni ed Edizioni Panesi. A questi si aggiungeranno premi speciali, tra cui Giuria Popolare, Giuria Tecnica, Direttore artistico, Carriera, Psichiatria & Criminologia e Premio Speciale Social. 

Sono già allo studio anche diverse iniziative per l’edizione 2027, che coinvolgerà anche Genova. Tra queste “Strisce Gialle”, una nuova collana della casa editrice Galata, pensata nello storico formato a striscia per fumetti inediti di genere giallo e noir che parteciperanno al concorso letterario.

Il sindaco di Santa Margherita Ligure Guglielmo Caversazio

Premio Paganini: presentata a Londra la 59ª edizione, Ning Feng nuovo presidente di giuria

Super User 25 Giugno 2026 373 Visite

 

Il Premio Paganini rafforza la propria vocazione internazionale e sceglie il Regno Unito per lanciare ufficialmente la 59ª edizione del celebre concorso violinistico genovese. Dopo il successo del 2024, quando il vincitore Simon Zhu si esibì a Londra con il celebre “Cannone” alla presenza di Re Carlo III, il concorso torna oltremanica con due appuntamenti a Londra e Cambridge, confermando il percorso di rilancio e apertura globale intrapreso negli ultimi anni.

La presentazione del nuovo bando si è svolta presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra alla presenza del presidente del premio Giovanni Panebianco, del direttore artistico Nicola Bruzzo e del violinista Ning Feng, vincitore del Premio Paganini nel 2006 e oggi chiamato a raccogliere il testimone di Uto Ughi alla guida della giuria internazionale. Si tratta di una nomina storica: Feng è infatti il più giovane presidente di giuria nella storia del concorso e il primo proveniente dall’Asia. 

Accanto a lui, una giuria rinnovata, caratterizzata da un’età media più giovane e da una maggiore presenza femminile, elementi che testimoniano la volontà di rendere il Premio sempre più rappresentativo della scena musicale contemporanea. Tra le novità più significative della prossima edizione spicca anche l’introduzione, nella fase semifinale, di un’opera per violino e live electronics commissionata al compositore italiano Matteo Franceschini, segno di una visione artistica aperta al dialogo tra tradizione e innovazione. 

Le iscrizioni saranno aperte dal 1° settembre al 1° dicembre 2026, mentre il percorso di selezione coinvolgerà alcune delle principali capitali culturali del mondo. Le preselezioni dal vivo si terranno infatti a Tokyo, Shanghai, Berlino, Genova e New York, prima dell’approdo finale nella città di Paganini. Le fasi conclusive del concorso sono in programma dal 12 al 24 ottobre 2027 e interesseranno non solo Palazzo Tursi e il Teatro Carlo Felice, ma anche il Teatro Gustavo Modena, con l’obiettivo di coinvolgere nuovi quartieri e ampliare il legame con il territorio.

L’evento londinese è stato arricchito dalla presentazione di due pubblicazioni dedicate a Niccolò Paganini e da un concerto della violinista giapponese Rino Yoshimoto, secondo premio dell’ultima edizione, accompagnata al pianoforte da Sergei Redkin. Un programma che ha unito idealmente Italia e Regno Unito attraverso le celebri “Variations on God Save the King” e pagine di Walton, Elgar e Kreisler. Il concerto verrà replicato anche al Pembroke College di Cambridge.

Le iniziative rientrano nel progetto “Paganini Abroad”, sostenuto da Regione Liguria, che punta a consolidare la dimensione internazionale del Premio e a promuovere nel mondo l’immagine culturale di Genova e della Liguria. Un percorso che conferma il Premio Paganini non solo come una delle più prestigiose competizioni violinistiche internazionali, ma anche come uno straordinario strumento di diplomazia culturale capace di valorizzare giovani talenti, storia musicale e identità territoriale.

Campari tra arte e impresa chiude il ciclo di incontri della mostra 'Un altro Futurismo'

Super User 10 Giugno 2026 437 Visite

 

Si avvia alla conclusione il calendario di eventi collaterali della mostra “Un altro Futurismo”. L’avanguardia degli anni Venti e Trenta e il dialogo con la Liguria, ospitata a Palazzo della Meridiana, di salita San Francesco 4 a Genova, e visitabile fino al 12 luglio 2026. Lunedì 15 giugno alle ore 18 è in programma l’incontro “Campari: una storia tra arte e impresa. Immaginari moderni e parole in libertà”, realizzato in collaborazione con Galleria Campari.

L’appuntamento offrirà al pubblico un approfondimento sul rapporto tra creatività, comunicazione e cultura d’impresa attraverso una delle esperienze più significative del Novecento italiano. Il percorso racconterà l’evoluzione dell’identità visiva di Campari, da sempre legata alla collaborazione con artisti e designer capaci di interpretare e rinnovare il linguaggio del marchio.

Particolare attenzione sarà dedicata alla figura di Fortunato Depero, protagonista del Futurismo e autore di alcune delle più celebri campagne pubblicitarie dell’azienda. Manifesti, bozzetti e sperimentazioni grafiche testimoniano infatti come arte e industria abbiano saputo dialogare dando vita a un’estetica innovativa e moderna.

L’incontro conclude il ciclo di approfondimenti che ha accompagnato la mostra dopo gli interventi dello storico dell’arte Matteo Fochessati e della curatrice Simona Bartolena, confermando la vocazione di Palazzo della Meridiana come luogo di confronto culturale e divulgazione.

La rassegna espositiva propone una lettura originale del Futurismo degli anni Venti e Trenta, con focus sull’aeropittura, sulle arti applicate e sul legame con la Liguria, territorio che ebbe un ruolo centrale nella diffusione del movimento. Nel biglietto della mostra è compreso un evento collaterale; il singolo incontro ha un costo di 5 euro.

Prenotazione consigliata: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  - tel. 010 2541996.

Sestri Levante, premiati i vincitori del concorso dedicato alla fiaba e alla creatività

Super User 06 Giugno 2026 410 Visite

 

Si è chiusa con una partecipata cerimonia di premiazione la 59ª edizione del Premio Andersen - Baia delle Favole, storico concorso internazionale dedicato alla fiaba e alla creatività, che da quasi sessant’anni richiama autori, scuole, illustratori e appassionati di scrittura per ragazzi da tutta Italia e dall’estero.

L’edizione 2026 ha registrato numeri record, con centinaia di fiabe arrivate da ogni regione e da diversi Paesi, confermando la vitalità di una manifestazione che continua a promuovere la narrazione, l’immaginazione e i valori universali della letteratura per l’infanzia. La cerimonia ha visto una straordinaria partecipazione di bambini, famiglie e appassionati, trasformando Sestri Levante in un palcoscenico di storie, colori e creatività.

«Ogni anno il Premio Andersen dimostra quanto sia importante coltivare la fantasia e il senso della comunità fin dalla più tenera età – ha dichiarato Maura Caleffi, Assessore alla Cultura del Comune di Sestri Levante – Vedere bambini, famiglie e insegnanti così coinvolti ci ricorda che le fiabe non sono solo racconti, ma strumenti educativi e di crescita. Questa edizione ha superato ogni aspettativa, confermando Sestri Levante come un punto di riferimento nazionale per la letteratura per l’infanzia».

I vincitori della 59ª edizione

- Sezione Piccini: Scuola dell’Infanzia “Traso” dell’Istituto Comprensivo Valtrebbia di Torriglia (Genova) con Il castello di nessuno, premiata per la capacità di raccontare va-lori come cura, amicizia e solidarietà attraverso una struttura narrativa sorprendente-mente matura. Segnalata: Sette Ranger per il bosco del Gruppo “Aquile” dell’Istituto Comunale Monsignore Pietro Zerbi di Saronno.

- Sezione Bambini: Istituto Comprensivo Antonio De Curtis di Palma Campania (Napoli) con La bussola dei desideri, storia delicata sul tema della perdita e della memoria vista attraverso lo sguardo di una bambina. Segnalata: Il super potere di Ricciosauro della Scuola Primaria Rosaria Carriera di Roma.

- Sezione Ragazzi: Giovanna Anna Ferrante di Crecchio (Chieti) con Il cielo di Lila, fiaba che celebra il valore delle parole, della condivisione e della gentilezza. Segnalata: Il viaggio di Matteo del Plesso Marconi dell’Istituto Comprensivo “Grazie Tavernelle” di Ancona.

- Sezione Adulti: Michela Guidi di Rimini con Le storie di Étymos, racconto originale che riflette sul potere e sull’origine delle parole attraverso il dialogo tra un dizionario e i vocaboli che custodisce. Segnalata: La bambina che cuciva le parole di Majla Fadda di La Maddalena.

- Sezione Fiaba Straniera: Vasil Vasilev di Sofia (Bulgaria) con The Tree and the Butterfly (L’albero e la farfalla), storia intensa di amore e rinascita. Segnalata: Old Man’s Beard (Barba di vecchio) di Anthony Joseph Bracuti di Eastbourne, Regno Unito.

- Sezione Illustratori: Martina Pizzaferri di Rapallo con Il paguro (s)fortunato, opera che affronta temi ambientali e di tutela del Mediterraneo attraverso un linguaggio visivo fiabesco e coinvolgente. Segnalata: Martin e l’albero dei mille colori di Sabrina Casapie-ri e Caterina Siciliano.

 

Il Trofeo Baia delle Favole

Il prestigioso Trofeo Baia delle Favole è stato assegnato a Elga Rosanna Pappalardo di Vanzaghello (Milano) per la fiaba Sky e le voci del bush, ambientata nella terra di Arnhem, in Australia, capace di intrecciare mito aborigeno, ricerca delle proprie radici e forza evocativa della natura.

Premio Sestri Levante – Letteratura, Arte e Scienze

Durante la cerimonia è stato conferito anche il Premio Sestri Levante – Letteratura, Arte e Scienze a Paola Rodari, figura di riferimento nella comunicazione scientifica italiana e internazionale, per il suo contributo alla divulgazione della scienza, alla progettazione di science centre e laboratori didattici, e alla promozione della cultura scientifica attraverso iniziative, festival e pubblicazioni.

“Oggi festeggiamo le fiabe vincitrici, ma anche il percorso che le ha portate fin qui”, dichiara la Presidente di Giuria del Premio, la scrittrice Nadia Terranova, che prosegue: “Questa cerimonia conclude un viaggio di scrittura e lettura che ha unito autori e giurati in una stessa avventura: il gioco serio e appassionante dell'immaginazione e della narrazione.”

La “giuria tecnica” del Premio, presieduta dal professore e scrittore, Enrico Rovegno, è composta da: Maria Grazia Adano, insegnante; Maria Franca Bacigalupo, insegnante; Elisabetta Biggio, insegnante e pedagogista; Federica Brugnoli, insegnante; Paolo Della Sala, scrittore; Goffredo Feretto, editore, Adelia Gandolfo, membro rappresentante famiglia David Bixio e Caterina Lerici, insegnante.

Mentre la “giuria artistica” è composta da: Stefano Biglia, illustratore; Antonio Bozzo, giornalista; Severino Colombo, giornalista; Isabella Christina Felline, autrice di libri per l’infanzia; Roberto Gianotti, giornalista; Alessandro Macchiavello, fumettista; Pierantonio Zannoni, giornalista e Silvana Zanovello, giornalista

Erano presenti, oltre al Sindaco e all'Amministrazione comunale di Sestri Levante, la Consigliera regionale Lilli Lauro, il Consigliere di Città Metropolitana Albino Armanino e l'Assessore alla Cultura del Comune di Lavagna Chiara Oneto.

Con la conclusione della 59ª edizione, il Premio Andersen – Baia delle Favole conferma il proprio ruolo di riferimento nel panorama culturale nazionale e internazionale, continuando a promuovere il valore della narrazione, dell’immaginazione e della creatività come strumenti di crescita, dialogo e conoscenza.

I 20 anni dei Rolli nel Patrimonio Unesco nell’analisi di Francesco Gastaldi

Super User 02 Giugno 2026 660 Visite

 

Il 16 luglio del 2006 rappresenta una data importante nella storia recente di Genova. In quel giorno di vent'anni fa, l'area denominata “Genova: le Strade nuove e il sistema dei palazzi dei Rolli” veniva ufficialmente iscritta nella prestigiosa lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO.

La decisione fu presa dalla speciale commissione UNESCO riunita a Vilnius, in Lituania, che inserì il sito nel registro globale sotto il numero identificativo 1211. Il riconoscimento andò a premiare l'impianto urbano delle Strade Nuove insieme a 42 dei 163 palazzi nobiliari storicamente iscritti in almeno una delle cinque liste ufficiali della Repubblica di Genova (i celebri Rolli degli anni 1576, 1588, 1599, 1614 e 1644), minuziosamente studiati e censiti dallo storico Ennio Poleggi.

A ricordare l'importanza di questa ricorrenza è Francesco Gastaldi, docente di Urbanistica a Venezia e profondo studioso delle trasformazioni urbane delle città. Secondo il docente, questi vent'anni sono stati importanti per il capoluogo ligure, un periodo intenso in cui si sono susseguiti numerosi e significativi interventi di restauro e riqualificazione sul sistema delle strade e dei principali palazzi aristocratici.

“La progressiva valorizzazione del centro storico - dice Gastaldi - ha portato con sé numerose forme di valorizzazione turistica, culturale e di rigenerazione urbana. Oggi il centro storico è una meta riconosciuta grazie agli sforzi del 2001 (anno del G8) e 2004 (Genova città capitale Europea della Cultura) e numerose pedonalizzazioni avviate in quegli anni”. 

L'attuale configurazione del cuore di Genova è dunque il frutto di una visione strategica nata a cavallo del nuovo millennio e consolidatasi con il sigillo dell'UNESCO. Una data da ricordare e da considerare fondamentale, che continua a ridefinire l'identità e l'attrattività internazionale della città.

Ritanna Armeni ha vinto il Premio letterario nazionale per la donna scrittrice

Super User 31 Maggio 2026 526 Visite

 

Si è conclusa a Palazzo Ducale, la 40ª edizione del Premio letterario nazionale per la donna scrittrice, che dal 1985 promuove, valorizza e racconta le voci più significative della produzione letteraria femminile in Italia.

A iscrivere il proprio nome in un albo d’oro che conta ormai oltre 200 autrici, è stata Ritanna Armeni, autrice di “A Roma non ci sono le montagne” (Ponte Alle Grazie).

Il verdetto è arrivato grazie al voto congiunto della giuria tecnica - composta da Francesco De Nicola (Presidente), Maria Pia Ammirati, Mario Baudino, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Sara Rattaro, Raffaella Romagnolo, Mirella Serri, Camilla Tagliabue e Pier Antonio Zannoni - e della giuria popolare formata da 30 lettori selezionati dal Comune di Genova.

Sul podio anche Veronica Raimo con “Non scrivere di me” (Einaudi) e Chiara Francini con “Le querce non fanno limoni” (Rizzoli), che si sono classificate rispettivamente al secondo e al terzo posto.

«Quarant’anni di storia e di successi rappresentano un traguardo straordinario per questo Premio, e per Genova è un vero piacere essere diventata la casa di una manifestazione così prestigiosa – ha commentato l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari -  Celebrare la scrittura delle donne e dare spazio a queste straordinarie autrici significa arricchire il patrimonio intellettuale di tutti noi, offrendo alla cittadinanza e al pubblico uno sguardo per interpretare le complessità del nostro tempo. Voglio rivolgere i miei più sentiti complimenti alla vincitrice di questa storica edizione e a tutte le straordinarie finaliste che hanno arricchito il concorso. Un plauso altrettanto caloroso va alla vincitrice del Premio digital storyteller, che ha saputo trasformare le nuove piattaforme digitali in spazi di condivisione culturale, dimostrando come la passione per i libri possa trovare strade sempre nuove e coinvolgenti per arrivare al cuore dei lettori di oggi e di domani».

Durante la cerimonia di premiazione, condotta da Roberta Capua, sono stati consegnati anche i riconoscimenti collaterali già assegnati dalla giuria tecnica: il Premio opera prima a Paola Antonia Tasca per Sarebbe bellissimo (Mondadori) e il Premio speciale della giuria a Rosa Matteucci per Cartagloria (Adelphi).

Grande entusiasmo per la novità di quest'anno: il Premio digital storyteller – Premio città di Genova per la divulgazione letteraria femminile, nato per valorizzare il racconto della narrativa delle donne attraverso i social media.

Ad aggiudicarsi il premio come booktoker più votata dal pubblico online è stata Noemi Gallo con il video sull’opera “Il libro bianco” di Han Kang.  Hanno accompagnato la serata le letture dell’attore Igor Chierici e l’intermezzo 2 giugno 1946 · Le donne al voto, che ha celebrato l’anniversario del suffragio femminile in Italia. Alessandro Ferraro ha letto cinque testimonianze di grandi scrittrici (Sibilla Aleramo, Maria Bellonci, Anna Banti, Paola Masino e Alba De Céspedes) che hanno raccontato la loro prima esperienza al seggio.

I momenti letterari sono stati intervallati dalle esecuzioni musicali di Eliano Calamaro al violino e Andrea Calamaro alla chitarra.

Michele Mari vince il Premio Strega Giovani: il trionfo de “I convitati di pietra” a Genova

Super User 27 Maggio 2026 731 Visite

 

La tredicesima edizione del Premio Strega Giovani ha il suo vincitore. È Michele Mari che, con il suo romanzo “I convitati di pietra” (edito da Einaudi), ha conquistato il gradino più alto del podio. L'annuncio ufficiale è arrivato a Genova, nella cornice del PalaCep Pianacci, durante un evento condotto da Loredana Lipperini e patrocinato dalla Camera dei Deputati e dal Comune di Genova.

Nella recensione del libro si legge: “La narrazione diventa metafora di una lotta darwiniana mascherata da rito borghese – una classe liceale che cristallizza il proprio legame non nel sentimento, ma in una "riffa della morte" – costruendo un sistema in cui l'Altro è ridotto a variabile economica e il tempo un countdown verso un'accumulazione di capitale che nessuno potrà realmente abitare. L'opera si offre come una riflessione intensa sulla crisi dell'identità collettiva e sulla memoria come spazio di contesa spietata. Il significato profondo risiede nella constatazione che l'unico "tempo ritrovato" è quello di un'aula scolastica che continua a proiettare le sue ombre sul futuro”.

Il romanzo di Mari ha ottenuto ben 83 preferenze su un totale di 579 espresse da una giuria d'eccezione: ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da 114 scuole secondarie di secondo grado, distribuite sia sul territorio nazionale sia all'estero. Sul podio, insieme al vincitore, si sono piazzati Marco Vichi con Occhi di bambina (Guanda), secondo con 74 voti, e Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), terza a quota 65 preferenze. Grazie a questo posizionamento, tutti e tre i libri riceveranno un voto valido per la designazione dei finalisti del Premio Strega maggiore. 

La manifestazione, promossa dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento, ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui la sindaca di Genova Silvia Salis, che ha annunciato il vincitore, l'assessore comunale alla Cultura Giacomo Montanari, il direttore della Fondazione Bellonci Stefano Petrocchi e il presidente di Strega Alberti Giuseppe D’Avino. 

Accanto al premio principale, la giornata ha celebrato anche le eccellenze della critica giovanile e della scrittura creativa. Giuseppe La Boria, direttore regionale Liguria Piemonte di BPER Banca, ha consegnato il Premio Strega Giovani per la migliore recensione a Brando Mazzella, studente dell’ISS Cristofaro Mennella di Ischia. Il suo testo, scelto tra oltre 300 elaborati, analizza l'opera di Mari definendola come la metafora di "una lotta darwiniana mascherata da rito borghese", in cui la scuola diventa lo spazio in cui "l'unico tempo ritrovato proietta le sue ombre sul futuro". Il giovane si è aggiudicato un buono libri del valore di 500 euro.

Infine, l'evento ha fatto da palco alla consegna del Premio Leggiamoci 2026, nato dall'omonima piattaforma che consente agli studenti tra i 13 e i 19 anni di condividere la propria passione per la lettura. Il progetto, promosso dalla Fondazione Bellonci e dal Centro per il libro e la lettura, ha visto trionfare Anna Ricchieri del Liceo Ludovico Ariosto di Ferrara. Il suo racconto, intitolato Patrick, è stato premiato per l'intensità delle sue tematiche e si apre con un incipit fulminante: "Incredibile come fu la morte a rivelarsi la più grande occasione per riflettere sulla vita". La vincitrice, annunciata da Rossella Pace, avrà l'opportunità di frequentare un corso di scrittura offerto da BPER Banca.

Palazzo della Meridiana celebra la storia dell’orologeria con una lectio di Marisa Addomine

Super User 27 Maggio 2026 569 Visite

 

Giovedì 28 maggio, alle ore 18:00, Palazzo della Meridiana - Salita San Francesco 4, Genova - ospita un’anteprima d’eccezione per il Festival Valle del Tempo, la rassegna culturale diffusa che si svolgerà tra il 25 settembre e il 4 ottobre.

L’evento si aprirà con i saluti istituzionali della Regione, della Città Metropolitana e dei sindaci di Uscio, Avegno e Recco, per poi lasciare la parola a Caterina Viziano (Amici di Palazzo della Meridiana) e a Riccardo Francesco Grozio, direttore del festival, che presenterà il ricco programma di questa edizione focalizzata sulla valorizzazione del territorio e della sua identità attraverso la dimensione del tempo.

Il momento centrale sarà la lectio magistralis di Marisa Addomine, una delle massime esperte mondiali di orologeria. Laureata in Ingegneria elettronica, con un dottorato in corso al Warburg Institute di Londra e oltre 200 pubblicazioni all’attivo, Addomine guiderà il pubblico in un affascinante viaggio lungo otto secoli di arte dell’orologeria meccanica.

L'incontro analizzerà straordinari e costosi capolavori del passato: oggetti unici, "da re", capaci di incarnare l’eterna illusione umana di poter dominare e possedere il tempo. Tra i grandi meriti della studiosa spicca anche la guida del team di ricerca che ha portato alla scoperta dell'orologio da torre più antico del mondo, tuttora sopravvissuto a Chioggia.

È consigliata la prenotazione: mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 0102541996

Genova, “L’Invasione dell’UltrArte” torna nel centro storico dal 27 al 30 maggio

Super User 27 Maggio 2026 666 Visite

 

Da mercoledì 27 a sabato 30 maggio il centro storico di Genova si trasforma nuovamente in una grande pinacoteca diffusa grazie alla terza edizione de “L’Invasione dell’UltrArte”, il progetto artistico promosso dall’Aps Passo Blu Iac in collaborazione con il Civ Luccoli. Dopo il successo delle precedenti edizioni, la manifestazione amplia ancora il proprio percorso coinvolgendo via Luccoli, vico della Casana e via XXV Aprile in un itinerario gratuito dedicato all’arte contemporanea.

Saranno 37 gli artisti protagonisti dell’edizione 2026, chiamati a confrontarsi con il tema del rapporto tra sacro e profano attraverso linguaggi differenti: pittura, fotografia, collage, video, scultura e installazioni. Le opere saranno ospitate nelle vetrine e negli spazi storici del quartiere, creando un dialogo diretto tra ricerca artistica e tessuto urbano.

Tra gli ospiti speciali figurano Giannetto Fieschi, presente grazie alla collaborazione con l’Archivio Fieschi, Corrado Bonomi e Luca Tardito, al quale sarà dedicato un omaggio speciale dopo la recente scomparsa. L’eventuale ricavato della vendita delle opere di Tardito sarà devoluto all’Ospedale Gaslini. 

«Un evento che immerge l’arte contemporanea nel patrimonio artistico del centro storico», sottolinea Francesca Recine, presidente del Civ Luccoli, evidenziando il valore culturale e sociale dell’iniziativa. Dello stesso avviso anche Federica Barcellona, presidente di Passo Blu, che definisce l’arte «uno degli ultimi luoghi di libertà totale».

Il programma si aprirà il 27 maggio alle 11 con l’inaugurazione ufficiale lungo via Luccoli e il disvelamento delle opere. Giovedì 28 maggio piazza San Matteo ospiterà due performance gratuite: alle 16.30 “Good Gold Days” dell’artista portoghese Anja Calas e, alle 18.30, “Corpo in bianco” di Performer Espressione Applicata.

La chiusura è prevista sabato 30 maggio con l’“ArTour”, visita guidata alle installazioni insieme agli artisti. Tre installazioni multimediali saranno inoltre allestite negli androni storici di Palazzo De Mari, Palazzo della Fontana e nella nuova sede di Passo Blu in piazzetta Tavarone.

La presentazione a Palazzo Tursi

Antonio Scurati chiude a Palazzo Ducale il suo ciclo narrativo dedicato a Mussolini

Super User 22 Maggio 2026 556 Visite

 

Sarà Antonio Scurati il protagonista del nuovo appuntamento di “Un Palazzo di libri”, la rassegna culturale ospitata a Palazzo Ducale. Lo scrittore sarà ospite lunedì 25 maggio alle ore 18.30 nella Sala del Maggior Consiglio per presentare “M. La fine e il principio”, il volume pubblicato da Bompiani che conclude il grande progetto narrativo dedicato a Benito Mussolini e al fascismo italiano. A dialogare con l’autore saranno Margherita Rubino e Luca Ubaldeschi.

Con questo quinto capitolo, uscito simbolicamente nell’anniversario della Liberazione, Scurati porta a compimento uno dei progetti letterari italiani più rilevanti degli ultimi anni. “M. La fine e il principio” segue gli ultimi passaggi del regime fascista: dalla deposizione di Mussolini da parte del Gran Consiglio fino alla Repubblica di Salò e ai mesi drammatici della guerra civile. Un racconto costruito attraverso documenti, memorie e fonti storiche che intreccia rigore della ricerca e forza narrativa. 

Scrittore, saggista e docente presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM, Antonio Scurati ha affiancato all’attività accademica una lunga produzione letteraria e civile. Tra i suoi libri più noti figurano “Il sopravvissuto”, vincitore del Premio Campiello, “Il padre infedele”, finalista al Premio Strega, e “La guerra. Il grande racconto delle armi da Omero ai giorni nostri”, pubblicato nel 2022 e dedicato al tema universale del conflitto.

La serie iniziata con “M. Il figlio del secolo”, Premio Strega 2019, ha conquistato migliaia di lettori grazie alla capacità di trasformare la storia del Novecento in un grande romanzo collettivo. I successivi volumi – “L’uomo della provvidenza”, “Gli ultimi giorni dell’Europa” e “L’ora del destino” – hanno accompagnato il pubblico attraverso l’ascesa e il declino del fascismo fino all’epilogo raccontato nell’ultimo libro.

L’incontro rientra nel ciclo “Un Palazzo di libri”, curato da Nadia Terranova ed Elisabetta Pozzi con il contributo di BPER Banca. L’ingresso è gratuito ed è prevista la traduzione in LIS, Lingua dei Segni Italiana. La rassegna proseguirà a giugno con gli appuntamenti dedicati a Dacia Maraini e Viola Ardone.

All’hotel Capitolo Riviera presentata la nuova collezione firmata dalla galleria Satura

Super User 22 Maggio 2026 550 Visite

 

Si è svolta ieri con grande partecipazione la serata evento organizzata all’hotel Capitolo Riviera in occasione del rinnovo della collezione artistica ospitata all’interno della struttura. Un appuntamento pensato come momento di incontro e condivisione, dedicato all’arte contemporanea e al dialogo tra linguaggi espressivi differenti, che ha richiamato ospiti, appassionati e protagonisti del panorama culturale cittadino. Presente una nutrita rappresentanza delle istituzioni: Simona Ferro, vicepresidente della Regione Liguria; Claudio Villa, presidente del Consiglio comunale di Genova; Donatella Alfonso, consigliera comunale; Federico Bogliolo, presidente del Municipio Levante.

L’iniziativa ha offerto l’opportunità di scoprire il nuovo percorso espositivo curato da Satura, trasformando gli spazi dell’hotel in un ambiente immersivo dove estetica, design e ricerca artistica convivono in perfetto equilibrio. Tema centrale del progetto curatoriale è il “Black & White”, omaggio alla forza evocativa del contrasto tra bianco e nero, capace di ridefinire l’identità visiva degli ambienti e valorizzare le icone di design presenti nella struttura, dalle sedute Cassina alle lampade di Castiglioni, in armonia con gli interni progettati dallo studio Parisotto + Formenton & Partners. 

A firmare la mostra è Mario Napoli, titolare di Satura Palazzo Stella, che conferma il proprio ruolo di art advisor e talent scout attraverso una selezione di artisti capaci di interpretare l’anima contemporanea dell’hotel. Una collaborazione nata dal rapporto di fiducia instaurato sin dall’apertura con Paolo Doragrossa, socio e gestore di Capitolo Riviera. 

L’allestimento mette in dialogo poetiche differenti: dalle stratificazioni pittoriche di Scarella, dove il colore si trasforma in trama pulsante e materica, alle opere di Stefano Grondona, che attraverso l’intaglio di cartoncini montati in sequenza costruisce immagini di rigorosa precisione e forte impatto concettuale. A completare il percorso è il lavoro informale di Maurizio Forno, capace di creare una continuità visiva tra gli interni dell’hotel e il verde del parco di Nervi.

Accanto alla dimensione pittorica trova spazio anche quella scultorea con le opere di Elisa Corsini, Véronique Massenet e Kimsungil, artisti che esplorano il rapporto tra vuoto e pieno trasformando la materia in energia dinamica.

Momento centrale della serata è stata la performance live di Erick Centeno, che ha realizzato un’opera in tempo reale davanti al pubblico, sintetizzando il senso più autentico dell’intero progetto: l’arte come esperienza viva, capace di trasformare gli spazi e creare relazione. Un evento che ha celebrato non solo la cultura e la creatività contemporanea, ma anche il valore delle collaborazioni virtuose che nascono sul territorio.

L’arte di Andrea Roggi arriva a Genova: in piazza De Ferrari tagliato il nastro per Mare Nostrum

Super User 20 Maggio 2026 519 Visite

 

Piazza De Ferrari si trasforma in un palcoscenico d’arte a cielo aperto, con l’esposizione en plein air delle opere dello scultore Andrea Roggi, che segna ufficialmente l’inizio della seconda tappa di Mare Nostrum. Il progetto, inserito nel palinsesto di Ligyes 2026, propone un percorso scultoreo che intreccia materia, luce e paesaggio, conducendo lo spettatore lungo una rotta ideale che unisce l'intera Liguria. 

Dopo l’esordio a Portofino, le sculture monumentali di Roggi — alberi che affondano le radici nella memoria e nella terra e sfere che si aprono verso il cielo — dialogheranno con gli spazi più simbolici del capoluogo ligure, trasformando l’ambiente urbano in un luogo di riflessione sulla storia e sull'identità del Mediterraneo. 

«L’arrivo delle opere di Andrea Roggi in piazza De Ferrari, al Porto antico, in piazza Fontane Marose e nella stazione Brignole rappresenta un’importante occasione per riflettere sul legame indissolubile tra Genova, il suo mare, la sfera della natura e del paesaggio attraverso il linguaggio della scultura contemporanea – commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari – Questo progetto, che si inserisce coerentemente nel dinamismo culturale e artistico che la nostra città sta vivendo, dimostra come lo spazio pubblico possa diventare un luogo di incontro spontaneo tra arte, cittadini e visitatori. Accogliere il progetto Mare Nostrum significa non solo valorizzare il talento di un importante artista, ma anche ribadire il ruolo di Genova come capofila di una rete territoriale che sa fare del sostegno alla produzione artistica contemporanea un valore condiviso e un volano di promozione internazionale, nel segno del coinvolgimento dello spazio pubblico e del territorio». 

«Il percorso espositivo Mare Nostrum arriva a Genova nella sua seconda tappa, dopo il grande successo riscontrato nell'atto inaugurale di Portofino - spiega la vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Cultura e Spettacolo Simona Ferro - Siamo lieti di accogliere le opere del maestro Andrea Roggi nel centro cittadino genovese, seguendo un approccio innovativo e originale che permette all'arte di dialogare con il tessuto urbano più vivo del capoluogo ligure. Questo progetto itinerante ha il merito di valorizzare e unire tutto il nostro territorio, da Levante a Ponente, attraverso sculture monumentali che mettono in luce il nostro legame con il mare e avvicinano passato e futuro, tradizione e identità. Regione Liguria sostiene convintamente questa iniziativa che evidenza una volta di più quanto sia ampio e variegato il nostro patrimonio artistico e culturale».

Con Mare Nostrum, Andrea Roggi evoca il mare come spazio di contatto tra popoli e culture. In Liguria, questo dialogo trova una declinazione unica, dove il respiro antico di Genova si raccorda alla dolcezza di Alassio e al fascino di Portofino.

«Essere giunti alla realizzazione di questa esposizione rappresenta per me un momento importante - afferma l’artista Andrea Roggi - perché segna la naturale continuità di un percorso artistico già avviato con Terra Mater, che oggi trova un nuovo sviluppo nel progetto Mare Nostrum. In questo dialogo tra elementi, scultura e natura si crea un connubio profondo che trova nella Liguria e nelle città che accolgono la mostra un luogo ideale per esprimersi. Desidero ringraziare la città di Genova per aver accolto e sostenuto questa esposizione, insieme a Ligyes, alla città di Alassio e alla Galleria Ravagnan, con cui porto avanti un rapporto di stima e collaborazione che rende possibile la realizzazione di progetti culturali di questa portata. Il dialogo con l’elemento dell’acqua e del mare diventa così il filo conduttore di un viaggio che prende avvio in Liguria e proseguirà in Sardegna, aprendo un nuovo scenario di connessione artistica e culturale nel cuore del Mediterraneo». 

Il progetto gode del sostegno di una solida collaborazione tra istituzioni e privati, volta a rafforzare il richiamo della regione come crocevia d'arte e futuro.

«Con la Galleria Ravagnan e Ligyes_Alassio Genova Cultura Fest oggi assistiamo alla seconda tappa del progetto Mare Nostrum. Questa rassegna estiva ha molteplici anime – dichiara Marco Melgrati, sindaco di Alassio – L’arte è una delle pagine importanti che hanno contribuito a portare il nome di questa rassegna culturale da locale a nazionale. Dopo Portofino e Genova, ultima tappa di Mare Nostrum sarà proprio ad Alassio, dal 6 giugno al 30 novembre». 

«Siamo felici di tornare a Genova, dopo il grande successo della mostra di Bruno Catalano nel 2024, con un nuovo importante progetto espositivo dedicato, per la prima volta in città, al maestro Andrea Roggi - aggiunge Chiara Ravagnan - Un grazie speciale al Comune di Genova, alla Regione Liguria, alle istituzioni culturali, agli enti coinvolti e agli sponsor che hanno creduto in questo progetto e ne hanno reso possibile la realizzazione. Le opere di Andrea Roggi dialogheranno con la città e con i suoi luoghi più simbolici, offrendo a cittadini e visitatori l’occasione di incontrare l’arte contemporanea in modo spontaneo e coinvolgente, fuori dagli spazi tradizionali e nel cuore della vita urbana. Vi aspettiamo in piazza De Ferrari per condividere insieme questa nuova esperienza artistica nel cuore di Genova».

“Cantautori, pop e rap. Punti di vista”: Vecchioni dialoga con Moreno

Super User 20 Maggio 2026 518 Visite

 

Torna a Genova Roberto Vecchioni per un nuovo appuntamento di “Cantautori, Pop e Rap. Punti di vista”, il ciclo che cura insieme a Margherita Rubino. Venerdì 22 maggio, a partire dalle 18.30 nella Sala del Maggior Consiglio, dialogherà con il rapper Moreno.

“Verba Volant? Le parole del Rap”, questo il titolo dell’appuntamento. Negli anni Novanta si afferma il Rap, che a Genova ha presto molti interpreti importanti, come Izi, Tedua e Vaz Tè, poi Moreno, campione di Freestyle, poi Alfa, Bresh, e il rapallese Sayf, protagonista del Festival di Sanremo di quest’anno.

Con questa rassegna Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura ha avviato una riflessione sulla musica ligure, a partire dal cantautorato al versante pop fino al rap. Il fenomeno dei cantautori nasce con Umberto Bindi nei primi anni Cinquanta, esplode nel 1958 con la sua Arrivederci incisa in un 45 giri da Ricordi, lo stesso anno in cui Modugno vince Sanremo con Nel blu dipinto di blu. L’inventiva cantautorale con Paoli, Tenco, De Andrè, Lauzi e Fossati non nasce da una «Scuola genovese», peraltro mai esistita, ma percorre nei decenni tutta l’Italia con capolavori musicali straordinari. Come si è evoluto questo fenomeno? A Genova, sul versante pop, oltre ai Ricchi e Poveri, ci saranno i Matia Bazar con il loro pop “alto” e poi arriva la “rivoluzione rap”. È la terza deflagrazione di un fenomeno musicale che ha a Genova importanti riferimenti. Nel corso degli incontri ci si chiederà se esiste una creatività musicale «fisiologicamente» ligure che nasce ed emerge sotto forme in apparenza diversissime e opposte.

Roberto Vecchioni ha iniziato la sua attività negli anni ’60 scrivendo brani per artisti affermati. Nel 1971 si propone come interprete e incide il suo primo album “Parabola” che contiene la celeberrima “Luci a San Siro”. Nel 1973 partecipa al Festival di Sanremo con “L’uomo che si gioca il cielo a dadi”. Nel 1974 vince il premio della critica discografica come miglior disco dell’anno per “Il re non si diverte”. Il successo di pubblico arriva nel 1977 con l’album “Samarcanda”. Nel 1992 il brano “Voglio una donna” vince il Festivalbar. Il 2007 è l’anno del bellissimo “Di rabbia e di stelle” (Disco D’Oro). Nel 2009 insieme al maestro Beppe D’Onghia propone le sue canzoni riarrangiate per pianoforte e quintetto d’archi, esibendosi anche in versi recitati su musiche di Chajkowskij, Puccini, Rachmaninoff in numerosi teatri e cattedrali italiane. Da questa esperienza nasce lo splendido album “In Cantus”. Nel 2011 partecipa e stravince al Festival di Sanremo con la canzone “Chiamami ancora amore”. 

Moreno Donadoni, genovese, si è affermato tra i primi rapper e freestyler più forti della scena italiana, vincendo diversi contest e il Campionato Italiano Tecniche Perfette. Nel 2012 ha partecipato alla prima edizione di MTV Spit, consolidando la sua reputazione nell’ambiente hip-hop. L’anno successivo, si è posizionato al primo posto nella 12ª edizione di “Amici di Maria De Filippi”, certificando triplo platino l’album “Stecca”. Sin dall’inizio della sua carriera da solista, Moreno è stato notato dai grandi nomi della scena urban italiana come J-Ax e Fabri Fibra. Tra le sue collaborazioni più significative si annoverano quelle con Guè Pequeno, Clementino e Big Fish, dimostrando anche la sua versatilità artistica includendo artisti lontani dal suo genere come Fiorella Mannoia e Annalisa. Ha partecipato alla 65ª edizione del Festival di Sanremo e continua ad essere attivo nelle collaborazioni con vari artisti, programmi televisivi e radiofonici, nonché nelle sigle TV e cinematografiche.

Turismo e cultura, i Musei di Strada Nuova conquistano 3 stelle Michelin

Super User 05 Maggio 2026 814 Visite

 

Nell’anno del ventennale dall’iscrizione dei Palazzi dei Rolli nel patrimonio UNESCO, i Musei di Strada Nuova conquistano uno dei riconoscimenti più ambiti: le 3 stelle Michelin nella guida “Voyage et Cultures”. Un traguardo che certifica il valore universale del polo museale genovese composto da Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi, consacrandolo tra le destinazioni che “valgono il viaggio”.

Il sistema delle tre stelle rappresenta il massimo livello di eccellenza secondo i criteri Michelin, che valutano non solo il patrimonio storico e artistico, ma anche la qualità dell’esperienza complessiva offerta al visitatore. I musei genovesi si affiancano così a istituzioni di fama mondiale, rafforzando il posizionamento della città nel panorama culturale europeo.

Grande soddisfazione è stata espressa dalla sindaca Silvia Salis, che ha sottolineato come il riconoscimento premi un sistema capace di integrare storia, arte e accoglienza. I Musei di Strada Nuova, ha evidenziato, non sono soltanto custodi della memoria cittadina, ma spazi vivi, aperti e sempre più attrattivi per un pubblico internazionale. Un risultato che valorizza il lavoro congiunto di istituzioni, professionisti e operatori culturali.

Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che ha definito il premio un punto di svolta: Genova non può più essere considerata marginale nel panorama culturale europeo. Negli ultimi vent’anni, ha ricordato, il sistema museale ha conosciuto una crescita costante, culminata in un aumento del 30% dei visitatori nei primi mesi del 2026 rispetto all’anno precedente, anche grazie a politiche di accesso più semplici e innovative.

Le tre stelle arrivano in una fase di profondo rinnovamento per la città. La valutazione Michelin premia infatti anche aspetti come la gestione dei flussi, la qualità dei servizi e la capacità di offrire un’esperienza immersiva. Elementi che, secondo l’assessora al Turismo Tiziana Beghin, rafforzano l’attrattività complessiva della destinazione Genova e aprono nuove opportunità di sviluppo economico sostenibile.

Anche il sistema economico locale guarda con favore a questo risultato. Il vicepresidente vicario della Camera di Commercio Alessandro Cavo ha evidenziato come puntare sulla qualità rappresenti una strategia vincente per competere sui mercati internazionali, con particolare attenzione al pubblico francese, storicamente sensibile alle valutazioni Michelin.

A suggellare il valore del riconoscimento, le parole del direttore generale delle Guide Michelin Philippe Orain, che ha definito Genova una città capace di “valere il viaggio” per il suo patrimonio e la sua storia. I Musei di Strada Nuova, incorniciati dalla straordinaria via Garibaldi, diventano così una tappa imprescindibile per il turismo culturale europeo.

Il successo del polo museale risiede nella combinazione unica tra capolavori artistici – da Caravaggio a Van Dyck, fino al celebre violino di Paganini – e la magnificenza architettonica dei palazzi storici. Un connubio che oggi trova pieno riconoscimento internazionale, proiettando Genova nell’élite delle grandi destinazioni culturali.

Donne scrittrici: le finaliste della 40ª edizione del premio ideato da Pier Antonio Zannoni

Super User 29 Aprile 2026 653 Visite

 

Il Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice, primo nel suo genere in Italia, raggiunge un traguardo importante con la sua 40ª edizione, la seconda promossa dal Comune di Genova dopo la lunga permanenza a Rapallo e la breve parentesi a Savona.

Ideato dall’ex giornalista Rai Pier Antonio Zannoni, il premio conferma ancora una volta la vitalità della narrativa femminile contemporanea, con ben 101 opere in lingua italiana, pubblicate nell’ultimo anno e sottoposte al vaglio della giuria tecnica.

Presieduta da Francesco De Nicola e composta da figure di primo piano del panorama culturale, la giuria ha selezionato una terna di finaliste che rappresentano sensibilità e stili differenti ma ugualmente incisivi. Ritanna Armeni, con ‘A Roma non ci sono le montagne’, riporta alla luce uno degli episodi più drammatici della Resistenza, ricostruendone con rigore e intensità la preparazione. Chiara Francini, in ‘Le querce non fanno limoni’, intreccia storia collettiva e vicende familiari in un ampio affresco che attraversa cinquant’anni di storia italiana. Veronica Raimo, infine, con ‘Non scrivere di me’, esplora con ironia e profondità il confine tra autodistruzione e rinascita personale.

Accanto alla selezione principale, sono stati assegnati anche i premi collaterali. Il Premio Opera Prima va a Paola Antonia Tasca per ‘Sarebbe bellissimo’, romanzo che unisce dimensione privata e contesto storico sullo sfondo del sequestro Moro. Il Premio Speciale della Giuria è stato attribuito a Rosa Matteucci per ‘Cartagloria’, opera che mescola tragico e comico in un viaggio esistenziale e spirituale.

Le tre opere finaliste saranno ora valutate anche da una giuria popolare composta da 30 lettori selezionati dal Comune. Il verdetto finale sarà proclamato il 30 maggio a Palazzo Ducale, in una cerimonia che vedrà la partecipazione di istituzioni e protagonisti del mondo culturale.

Novità di quest’anno è il Premio Digital Storyteller – Città di Genova, dedicato alla divulgazione letteraria sui social. Tre le finaliste, Alessandra Fontana, Noemi Gallo e Alessia Spinola,i cui video saranno votati online dal pubblico, a testimonianza di come la narrazione femminile trovi oggi nuovi spazi e linguaggi per affermarsi.

Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio gremita per La Bohème

Super User 26 Aprile 2026 694 Visite

 

Grande partecipazione e calorosa accoglienza questa mattina per il primo appuntamento di “Pentagramma Ducale. Giovani talenti alla prova”, ospitato nella suggestiva Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Un esordio che ha confermato l’interesse del pubblico per un progetto capace di unire formazione, spettacolo e divulgazione musicale.

Protagonisti dell’incontro sono stati i giovani artisti dell’Accademia di alto perfezionamento del Teatro Carlo Felice di Genova, impegnati in una selezione di brani tratti da La Bohème di Giacomo Puccini. Le esecuzioni, curate nei dettagli interpretativi e musicali, hanno restituito tutta la freschezza e il potenziale di una nuova generazione di cantanti lirici e pianisti accompagnatori. 

Ad aprire l’evento è stato il tenore Francesco Meli, tra i più autorevoli interpreti del panorama internazionale e membro del Comitato Scientifico di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. Il suo intervento ha dato il tono a un appuntamento pensato non solo come concerto, ma come esperienza condivisa con il pubblico. «Una prova-concerto», l’ha definita Meli, sottolineando l’importanza di mostrare anche il lavoro che precede la performance, svelando dinamiche e processi spesso invisibili. 

Sul palco si sono alternati i soprani Yujing Chen, Sara Di Fusco, Virginia Genovese e Caterina Trevisan, i tenori Junpiyo Kwon e Xianmu Wang, i baritoni Andrea Ariano, Davide Chiodo, Shang Ju e Jeongwoo Lee, insieme al basso Yiwen Wang. Al pianoforte Umberto Musso, Rocco Roca Rey e Mattia Torriglia hanno accompagnato le voci con sensibilità e precisione. 

Soddisfazione espressa anche dalla presidente della Fondazione, Sara Armella, che ha evidenziato il valore dell’iniziativa nel promuovere giovani eccellenze e rendere Palazzo Ducale un punto di riferimento per la crescita artistica. L’esperimento, riuscito, proseguirà il 2 e 3 maggio con nuovi appuntamenti tra concerti, letture e una masterclass guidata dallo stesso Meli.

Palazzo Ducale dedica una grande retrospettiva a Mimmo Rotella

Super User 24 Aprile 2026 669 Visite

A vent’anni dalla scomparsa di Mimmo Rotella, Palazzo Ducale rende omaggio a uno dei protagonisti assoluti del Novecento con la grande retrospettiva Mimmo Rotella. 1945–2005. Curata da Alberto Fiz, in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella e prodotta da MetaMorfosi Eventi, la mostra attraversa oltre sessant’anni di attività, restituendo la complessità di una ricerca capace di ridefinire il rapporto tra arte, immagine e società. 

Allestita negli spazi del Sottoporticato, l’esposizione - aperta dal 24 aprile al 13 settembre 2026 - riunisce più di cento opere provenienti da musei e collezioni pubbliche e private. Il percorso si articola in sette sezioni tematiche, dalle prime prove su carta del 1945 fino a Dance Dream del 2005, offrendo una lettura completa dell’evoluzione artistica di Rotella. 

Cuore pulsante della mostra è il décollage, gesto radicale che ha reso celebre l’artista: strappare manifesti pubblicitari per rivelarne la natura frammentaria. Un atto estetico e politico insieme, che mette a nudo la verità nascosta dietro le immagini del consumo. In questo senso, Rotella dialoga con le tensioni della Pop Art, pur mantenendo una cifra autonoma e profondamente europea. 

Tra le opere esposte spiccano lavori storici presentati alla Biennale di Venezia 1964, come ‘Tenera è la notte’, ‘Violenza segreta’ e ‘Birra!’, testimonianze di un momento cruciale per l’arte internazionale. Accanto a questi, emerge la varietà dei linguaggi sperimentati: dalle sovrapitture degli anni Ottanta, in dialogo con la Transavanguardia, fino alle tele emulsionate in bianco e nero dedicate agli anni di piombo, dove l’artista rielabora le immagini mediatiche in chiave critica.

Significativi anche i lavori successivi, come ‘Large green blank’ del 1980, in cui l’immagine viene quasi cancellata, e ‘Attenti’ del 2004, potente décollage su lamiera dominato da una tigre ruggente. Opere che confermano la capacità di Rotella di reinventarsi, mantenendo intatta la tensione sperimentale.

Il percorso si chiude con un omaggio a Genova, città legata all’ultima performance pubblica dell’artista, ‘Il rito della lacerazione’, realizzata nel 2004 in occasione della mostra curata da Germano Celant. Un frammento di quell’happening, tra fotografie e filmati, restituisce la dimensione viva e performativa della sua arte.

 

Palazzo Ducale, riapre al pubblico la Torre Grimaldina

Super User 17 Aprile 2026 846 Visite

 

Da sabato 18 aprile riapre al pubblico la Torre Grimaldina di Palazzo Ducale. I genovesi e i turisti potranno così salire sulla “Torre del popolo” - simbolo del potere politico esercitato dal Comune, prima, e della Repubblica, poi - e ammirare dall’alto uno straordinario panorama a 360 gradi, dalla città vecchia al porto antico, fino alle alture e al promontorio di Portofino.

L’intervento sulla Torre, uno dei luoghi simbolo di Palazzo Ducale e uno dei monumenti più riconoscibili di Genova, si inserisce nel più ampio progetto “Palazzo Ducale: rendere accessibile il Palazzo per rendere accessibile la città”, realizzato grazie ai fondi PNRR per i musei non statali. Il progetto – presentato nel 2022 dall’allora Consiglio Direttivo e dalla Direzione di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura – ha interessato anche biglietteria, bookshop, servizi e strumenti per la visita anche digitali, dal sito internet ad una nuova segnaletica. 

Per circa un anno la Torre è rimasta nascosta dietro i ponteggi mentre veniva sottoposta ad un accurato intervento di conservazione e restauro, che ha interessato sia gli interni sia gli esterni.

Il lavoro ha richiesto un delicato equilibrio – in accordo con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio e l’Università di Genova – tra tutela e fruizione. L’inserimento della nuova scala metallica interna, che oggi consente la visita fino alla sommità, ha comportato diverse sfide progettuali: ogni soluzione è stata studiata per garantire sicurezza, funzionalità e accessibilità senza alterare l’identità storica della Torre. 

Durante il restauro sono emerse anche alcune piccole sorprese: le operazioni di pulitura hanno restituito una leggibilità inaspettata di superfici e tracce del passato, riportando alla luce dettagli e segni che raccontano la lunga storia di questo luogo. 

Il risultato è stato possibile grazie a un lavoro di squadra che ha coinvolto il personale della Fondazione per la Cultura, la stazione appaltante con il RUP, progettisti e direzione lavori, il responsabile della sicurezza, l’impresa appaltatrice con restauratori e maestranze specializzate, sotto la supervisione della Soprintendenza. 

«Da sabato restituiamo ai cittadini e ai tanti turisti che affollano Genova uno dei monumenti più simbolici della città e della sua storia – sostiene la presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sara Armella –. La Torre sarà riaperta dopo gli interventi migliorativi che hanno tenuto conto delle più moderne disposizioni per l’accessibilità. È uno dei risultati concreti di un più ampio piano di interventi, finanziati dal PNRR e dedicati all’accessibilità: nel Piano il progetto di Palazzo Ducale ha ottenuto il secondo miglior finanziamento nell’area del centro nord Italia. Un grande lavoro di squadra che ha coinvolto il Ministero della cultura, la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio e l’Università di Genova, il personale della Fondazione per la Cultura, progettisti e direzione lavori, impresa appaltatrice, restauratori, maestranze specializzate. Il progetto è stato ideato e promosso dal presidente Luca Bizzarri, che desidero ringraziare, e dalla direttrice Serena Bertolucci, il successivo consiglio direttivo della Fondazione ha proseguito il lavoro e ringrazio l’ex presidente Beppe Costa e la nostra direttrice Ilaria Bonacossa. Una menzione speciale va alla dott.ssa Ornella Borghello che ha portato avanti con impegno e passione un progetto complesso e articolato, nei tempi previsti e rispettando le complesse procedure di legge. Ringrazio inoltre il Comune di Genova e la Regione Liguria, i partecipanti alla Fondazione e lo sponsor di Palazzo Ducale Iren».

Info: www.atthetopgenova.it

 

LA STORIA DELLA TORRE

La Torre Grimaldina è ancora oggi la traccia più evidente delle radici medievali del Palazzo. La sua costruzione risale alla fine del XIII secolo, quando emerse la necessità di organizzare l’amministrazione comunale in un’unica sede e per farlo si scelse di accorpare gli edifici già esistenti, proprietà del comune stesso. La città a quell’epoca era in pieno sviluppo e in pieno fermento: le torri venivano realizzate non tanto per la difesa, quanto per il prestigio sociale che rappresentavano nell’aristocrazia mercantile dell’epoca. 

La Torre, che faceva parte degli edifici preesistenti, divenne presto la “Torre del popolo”. La sua funzione era duplice: da un lato, attraverso la campana posta nell’ultimo livello, scandiva i momenti salienti della vita cittadina, e dall’altro era un carcere per ribelli, prigionieri politici, condannati speciali. Il suo stesso nome infatti, Grimaldina, deriva da una delle celle dislocate sui diversi livelli. La Torre è rimasta un carcere fino al XIX e al XX secolo: qui sono stati rinchiusi e hanno trovato la morte patrioti risorgimentali come Jacopo Ruffini e gli oppositori politici del regime fascista. 

Tra gli “ospiti” anche Niccolò Paganini: nel 1815 il celebre violinista fu incarcerato con l’accusa di ratto di minore e sfruttamento della prostituzione. Il Maestro, che già da tempo era un affermato musicista, fu scagionato e liberato dietro il pagamento di 1.200 lire quale indennità di rimborso al padre della giovane.

Le celle della Torre sono intensamente decorate: graffiti, velieri, cavalieri, persino mongolfiere testimoniano ancora oggi il desiderio di evasione di chi era costretto in prigione a volte per tutta la vita.

Nel corso dei secoli la Torre ha subito diverse modifiche, legate soprattutto alla sua funzione di carcere, con il dimezzamento dei piani e le variazioni sulle finestre: l’ultimo intervento risale al XVII secolo, quando l’intero Palazzo fu rinnovato in chiave rinascimentale dall’architetto Andrea Ceresola detto il Vannone. Quello che vediamo oggi è in realtà il risultato del restauro in stile condotto da Orlando Grosso negli anni Trenta del Novecento, che aveva cercato di riportare alla luce l’aspetto medievale della Torre, liberandola dell’impronta seicentesca di matrice vannoniana e ricostituendo l’originaria suddivisione dei piani.

  

IL PROGETTO PNRR

Il progetto “Palazzo Ducale: rendere accessibile il Palazzo per rendere accessibile la città” ha come obiettivo l’individuazione di proposte per l’eliminazione delle barriere presenti: non solo uno strumento di monitoraggio, ma anche di pianificazione, programmazione e coordinamento sugli interventi per l’accessibilità.

Accessibilità intesa nella sua accezione più ampia (superamento delle barriere architettoniche, sensopercettive, culturali e cognitive) che, secondo il rapporto annuale su La gestione dei servizi per il pubblico presso gli istituti e i luoghi della cultura statali edito dalla Direzione Generali Musei MiBACT, costituisce una criticità per i luoghi della cultura italiana. 

L’ISTAT ha rilevato nel 2019 che solo il 53% di Musei, Monumenti, Aree e Parchi Archeologici (352 in tutto) ha migliorato le sue strutture rimuovendo barriere fisiche e solo il 12% ha eliminato le criticità legate alle barriere percettive, culturali e cognitive.

Il piano di Palazzo Ducale si è articolato in diversi filoni:

- Accessibilità dall’esterno

Sviluppo di un nuovo sito web conforme agli standard dell’accessibilità e realizzazione di un sistema via web per le prenotazioni e acquisto degli eventi di Palazzo Ducale

- Percorsi orizzontali e verticali

Ampliamento del percorso all’interno della Torre Grimaldina, uno dei simboli di Genova: fino al 2022 visitabile solo in minima parte e da un numero limitato di persone in contemporanea, da sabato sarà accessibile lungo un percorso esteso fino alla terrazza. Intervento realizzato in collaborazione con UNIGE.

- Raggiungibilità e accesso ai percorsi e ai diversi servizi

Interventi sui bagni esistenti ai fini dell’utilizzo anche da parte di persone con ridotta mobilità o disabilità.

- Percorsi museali

Implementazione di strumenti tecnologici innovativi come mappe 3D per favorire l'interazione e l'inclusività con sviluppo di un sistema multisensoriale per incrementare la tattilità di porzioni della mappa 3D come strumento divulgativo. Sviluppo di una APP che renda le informazioni accessibili anche per cittadini con disabilità visiva, uditiva, linguistica e motoria.

- Segnaletica accessibile e sistemi ad induzione per ipoudenti

È stata realizzata una segnaletica inclusiva, utilizzando supporti visivi adeguati a diverse disabilità e sono stati installati dispositivi che migliorano la percezione uditiva per chi utilizza apparecchi acustici nelle sale convegni del Palazzo.

Tutti gli interventi sono stati realizzati prestando la massima attenzione agli ambienti storici dell’edificio e alla reversibilità degli elementi facilitando le eventuali modifiche future, in accordo con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio.

Il progetto è finanziato tramite Avviso pubblico per la presentazione di Proposte progettuali di intervento per la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali dei musei e luoghi della cultura pubblici non appartenenti al Ministero della Cultura, da finanziare nell’ambito del PNRR Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura Misura 1 “Patrimonio culturale per la prossima generazione” Componente 3 – Cultura 4.0 (M1C3-3) Investimento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura” finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU

IL PODCAST “GRIMALDINA – UNA TORRE DA SCOPRIRE”

È online su tutte le piattaforme di streaming un podcast prodotto da Chora che accompagna alla scoperta della “Torre del Popolo”.

Scritto e narrato da Davide Savelli, con la partecipazione di Antonio Musarra, Gaia Leandri e Franco Melis, il podcast esplora il “cuore verticale” di Palazzo Ducale e la storia di Genova, attraverso quattro episodi, in cui Savelli, aiutato da studiose ed esperti, parla dell’architettura del potere repubblicano, della trasformazione della torre in carcere e delle vicende dei suoi prigionieri illustri.

Tra aneddoti, riflessioni ironiche e suoni evocativi, la serie racconta sette secoli di storia genovese con uno sguardo partecipe e meravigliato, intrecciando curiosità, memoria e libertà.

Anche la realizzazione di questo podcast fa parte del progetto “Palazzo Ducale. Rendere accessibile un palazzo per rendere accessibile una città”

 

GENOVA E LE TRASFORMAZIONI URBANE

Con il tema Genova e le trasformazioni urbane, il Comune promuove nel 2026 un ampio programma di iniziative culturali che accompagna cittadini e visitatori alla scoperta dell’evoluzione urbana, sociale, economica e architettonica della città, offrendo uno sguardo articolato sulla Genova di ieri, di oggi e di domani.

La riapertura della Torre Grimaldina fa parte di questo palinsesto che comprende mostre, conferenze, visite guidate, progetti editoriali ed eventi diffusi nei musei, biblioteche, teatri, piazze e Municipi.

Il progetto coinvolge numerosi soggetti istituzionali e culturali cittadini, in dialogo con il Comune di Genova, tra cui – oltre a Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura – la Fondazione Ordine Architetti l’Arcidiocesi, l’Accademia Ligustica di Belle Arti, i Musei Nazionali, l’Università, la Soprintendenza, il Teatro Carlo Felice, il Teatro Nazionale, il Teatro della Tosse e numerose altre realtà genovesi.

A Palazzo Ducale si svolgerà anche la mostra fotografica Genova appena ieri e, nell’autunno, prenderà avvio il progetto: Di terra, di mare e dell’aria. La Grande Genova raccontata dalle sue infrastrutture, un ciclo di incontri organizzato in collaborazione con la Fondazione Ordine Architetti. L’iniziativa approfondirà il ruolo delle infrastrutture nello sviluppo della città, dalla dimensione locale a quella internazionale e transoceanica. A ciascun incontro sarà abbinata una visita guidata a luoghi significativi, a cura dell’associazione inGE – per la diffusione della cultura e del patrimonio industriale.

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