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Cultura

Rolli Days Primavera, in arrivo l’edizione del ventennale Unesco

Super User 12 Marzo 2026 529 Visite

 

Nel 2026 i Rolli Days celebrano un anniversario speciale: il ventennale dell’ingresso delle Strade Nuove e del Sistema dei Palazzi dei Rolli nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. L’edizione primaverile dell’evento trasforma ancora una volta Genova in un grande itinerario culturale tra architettura, storia e arte, attraversando i secoli d’oro della Repubblica ligure tra Cinquecento e Settecento.

I visitatori potranno esplorare i principali Palazzi dei Rolli accompagnati da divulgatori scientifici che guideranno il pubblico in un racconto multidisciplinare fatto di arte, diplomazia, economia e vita quotidiana. Il filo conduttore di questa edizione è il motto “Condividere è proteggere”, che richiama i principi promossi dall’UNESCO: tutela del patrimonio, dialogo tra culture e responsabilità collettiva nella conservazione dei beni storici. 

Accanto ai palazzi delle Strade Nuove, il programma amplia lo sguardo al centro storico con l’apertura di sedi meno conosciute ma di grande valore: Palazzo Brancaleone Grillo in vico Mele, Palazzo Bernardo e Giuseppe de Franchi in piazza della Posta Vecchia e Palazzo Domenico Grillo in piazza delle Vigne. Tra i luoghi simbolo della manifestazione torna protagonista anche Palazzo Bianco, esempio dell’architettura del Siglo de Oro genovese, che ospita una mostra dedicata al pittore Giovanni Andrea de Ferrari.

Tra le novità più attese spicca la Grotta Doria Pavese, raro esempio di grotta polimaterica cinquecentesca legata alla tradizione dei giardini nobiliari. Il sito è stato recentemente restaurato grazie a un progetto congiunto tra istituzioni culturali, università e ministero della Cultura. 

Per la prima volta entra nel circuito anche la Badia di Sant’Andrea di Cornigliano, antico complesso monastico oggi restaurato e trasformato nella sede del convitto giovanile del Genoa CFC, simbolo di come il patrimonio storico possa trovare nuove funzioni nel presente. 

Tornano inoltre gli eventi serali di Palazzi in Luce, con le facciate illuminate tra piazza della Meridiana, via Garibaldi e piazza Fontane Marose. L’edizione 2026 è dedicata alla memoria della storica dell’arte Giovanna Rotondi Terminiello, ideatrice dell’iniziativa.

Prenotazioni al link: https://landing.visitgenoa.it/rollidays-online/ 

Palazzo Lomellino

“Jump. Into the sea”, al Galata Museo del Mare la mostra di Silvia Caimi

Super User 11 Marzo 2026 706 Visite

 

Dal 19 marzo al 3 maggio al Galata Museo del Mare di Genova sarà visitabile “Jump. Into the Sea”, mostra personale di Silvia Caimi a cura di Giammarco Puntelli. Un progetto espositivo che mette al centro l’istante del salto come gesto simbolico di trasformazione, in dialogo con il mare visto non solo come paesaggio fisico, ma come spazio intimo e dimensione interiore.

L’inaugurazione, prevista per giovedì 19 marzo alle ore 18.00 nella Galleria delle Esposizioni del Museo (ingresso libero), vedrà la partecipazione di 4 artisti della Compagnia Teatro Danza di Sisina Augusta, che si esibiranno in una performance pensata in dialogo con le opere. L’evento sarà moderato dal Direttore del Galata Museo del Mare e dal Vice Presidente di Genova Cultura S.C. A.R.L.

Al centro della mostra, l’istante del salto: non un gesto sportivo, ma un atto di trasformazione, scelta e fiducia. Nelle opere, realizzate su tela bianca senza colore, il corpo umano è colto nell’attimo che precede l’impatto con il mare. È una sospensione carica di tensione e possibilità, un momento in cui tutto può ancora accadere: il mare diventa così uno spazio mentale, un orizzonte interiore che misura il coraggio di lasciarsi andare. In questo dialogo tra figura e infinito, tra vuoto e profondità, l’immagine si fa metafora universale dell’esperienza umana. “Jump. Into the Sea” invita il pubblico a fermarsi in quell’attimo sospeso che precede ogni scelta importante, riconoscendo nel salto non una caduta, ma un atto di fiducia verso l’ignoto.

La ricerca di Silvia Caimi indaga da anni il movimento dell’anima come libertà e coerenza dell’essere. I suoi “Jump” rappresentano una tensione verso l’autenticità, la sospensione diventa così linguaggio, equilibrio tra quotidiano e infinito.

La mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso e sarà visitabile fino al 3 maggio 2026 negli orari di apertura del museo.

La mostra: a Palazzo Rosso le sei tele superstiti degli Apostoli di Procaccini

Super User 06 Marzo 2026 724 Visite

 

A partire dal 7 marzo e fino al 19 luglio, i Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso ospitano la mostra Giulio Cesare Procaccini. Gli Apostoli riuniti, curata da Raffaella Besta, Odette D’Albo e Marco Franzone, che ha ritrovato due delle tele storicamente disperse: San Pietro e San Bartolomeo. L’esposizione, realizzata con il supporto della Galleria Goldfinch Fine Arts, rappresenta un’occasione unica per riunire, dopo oltre tre secoli, sei delle dodici tele originarie commissionate al pittore emiliano naturalizzato lombardo Giulio Cesare Procaccini (1574-1625) dal patrizio genovese Giovan Carlo Doria (1576-1625), uno dei suoi committenti più influenti.

«La riunione di tutti gli Apostoli noti è un evento di rilievo internazionale e un atto di ricomposizione della memoria artistica della città - dichiara l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari -. Esporre queste opere insieme significa restituire al pubblico un frammento essenziale della nostra identità culturale e del collezionismo genovese del Seicento». Palazzo Rosso si conferma così un luogo privilegiato di studio e valorizzazione, dove ricerca scientifica e collaborazione tra istituzioni pubbliche e collezioni private si fondono. Giovan Carlo Doria emerge come figura centrale: amico e committente di grandi maestri come Simon Vouet, Pieter Paul Rubens e Procaccini, raccolse decine di opere dell’artista, contribuendo a diffondere il suo linguaggio nella pittura genovese.

Il percorso espositivo mette in luce il dialogo tra Procaccini e Doria e il ruolo innovativo del pittore, capace di unire la grazia di Correggio e Parmigianino all’energia di Rubens. La serie degli Apostoli, completata entro il 1621, originariamente comprendeva dodici figure e le effigi di Cristo e della Vergine, ispirandosi probabilmente al celebre ciclo di Rubens per il duca di Lerma, oggi al Museo del Prado. Dopo la morte del collezionista, le tele furono disperse: quattro di esse, San Simone, San Paolo, San Matteo e San Tommaso, entrarono nelle collezioni di Palazzo Rosso nel 1874, mentre le altre restano oggi testimonianza di un grande patrimonio artistico ricostruito grazie alla ricerca e alla passione per l’arte genovese.

San Matteo

San Paolo

San Pietro

San Simone

San Tommaso

San Bartolomeo

Enrico Cultrone vince il “Premio Letterario Rotary Genova San Giorgio - Liguria Terra di Emozioni”

Super User 22 Febbraio 2026 1135 Visite

Si è svolta mercoledì 18 febbraio, presso la sede di Banca Patrimoni Sella, in via Garibaldi 3 a Genova, la cerimonia di premiazione del “2° Premio Letterario Rotary Genova San Giorgio - Liguria Terra di Emozioni”, patrocinato da Regione Liguria e Comune di Genova e curato da Lucia Aliverti.

Il concorso, che ha invitato gli autori a raccontare le emozioni suscitate dalla Liguria, ha registrato una crescita significativa sia in termini di partecipazione sia di qualità. Sono stati infatti 190 gli elaborati pervenuti, tra i quali la giuria ha selezionato 20 racconti, oggi raccolti in un volume di circa 200 pagine, presentato ufficialmente nel corso della serata.

Il primo premio è stato assegnato a Enrico Cultrone, distintosi con un’opera originale poi trasformata in un cartone animato: protagonista un uomo che dialoga con un’anziana signora che si rivela essere Genova in persona, lasciandogli un ricordo speciale. Il filmato, proiettato in sala, ha emozionato il pubblico.

Presenti anche: Benedetto Gritta Tassorello, presidente Rotary Club Genova San Giorgio; Valerio Vagge, capo area Banca Patrimoni Sella; Mario Caraffini, consigliere comunale; Luigi Gentile, governatore Distretto 2032; Stefano Termanini, editore; Fortunato Crovari, governatore incoming; Carlo A. Martigli, presidente di giuria; Gloria Andrulidakis, presidente Rotaract; Francesca Ferraro, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Centro Nazionale del Libro Parlato.

L’iniziativa si distingue anche per il forte impegno verso l’inclusione: il volume sarà trasformato in audiolibro per l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e, a maggio, verrà donato agli ospiti delle case di riposo cittadine. Tra le novità editoriali, la copertina presenterà un QR code in rilievo, riconoscibile al tatto, pensato per garantire l’accessibilità anche alle persone non vedenti.

Presentato il programma di Palazzo Ducale: tanti eventi e riapertura della Torre Grimaldina

Super User 28 Gennaio 2026 892 Visite

LE INTERVISTE DI GENOVA3000

Un cartellone ampio, trasversale e fortemente orientato al dialogo tra linguaggi, generazioni e discipline: è il programma delle attività 2026 di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, presentato questa mattina nella Sala dell’Archivio Storico. Un’offerta che ribadisce la centralità del Ducale nel panorama culturale cittadino e nazionale, confermandone la vocazione di spazio aperto, accessibile e vivo per 365 giorni all’anno.

Grandi mostre, festival di rilievo nazionale, cicli di incontri, rassegne e progetti dedicati ai giovani animeranno una stagione che vede la Fondazione nel ruolo di grande promotore e produttore di cultura. Alla presentazione erano presenti la presidente della Fondazione Sara Armella, il vice presidente Francesco Berti Riboli, la direttrice Ilaria Bonacossa, la sindaca di Genova Silvia Salis, il presidente di Regione Liguria Marco Bucci, l'assesore comunale alla Cultura Giacomo Montanari e i rappresentanti delle fondazioni Carige e San Paolo, Andrea Rivellini e Nicoletta Viziano.

Il programma 2026 si caratterizza per una forte contaminazione tra le forme espressive. Accanto a appuntamenti ormai consolidati come ‘La Storia in Piazza’ e il ‘Festival di Limes’, debuttano due nuovi cicli di incontri: ‘Un Palazzo di Libri’, rassegna dedicata ai protagonisti della letteratura nazionale ed europea, e ‘Cantautori, pop e rap’, un percorso sulla musica ligure che dal cantautorato arriva alle nuove espressioni, curato da Roberto Vecchioni e Margherita Rubino.

Grande spazio è riservato anche all’arte con la mostra ‘Van Dyck. L’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra’, in programma dal 20 marzo al 19 luglio negli Appartamenti e nella Cappella Dogale. Curata da Anna Orlando, si tratta della più ampia esposizione del secolo dedicata al maestro fiammingo, con sessanta opere provenienti dai maggiori musei europei. A questa si affianca, dal 24 aprile, la grande mostra dedicata a Mimmo Rotella, che celebra uno dei protagonisti assoluti del Novecento a vent’anni dalla sua scomparsa.

Elemento centrale del programma è il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni. Nascono lo Young Board, riservato ai 18-25enni, e Generazione Ducale, pensato per gli under 35, accanto a progetti come Pentagramma Ducale e Maratona Edipo, che mettono in rete Palazzo Ducale con le principali istituzioni formative cittadine. 

Completano il quadro l’attenzione all’accessibilità, il rafforzamento delle collaborazioni con le eccellenze del territorio e la valorizzazione del patrimonio storico-architettonico, con la riapertura della Torre Grimaldina. Un programma che conferma Palazzo Ducale come laboratorio di pensiero, dialogo e consapevolezza, e la cultura come infrastruttura civile fondamentale per il futuro della città.

L’elenco completo delle iniziative si può consultare sul sito di Palazzo Ducale: www.palazzoducale.genova.it

‘I promessi sposi’ in immagini: un viaggio visivo nel capolavoro manzoniano

Super User 25 Gennaio 2026 705 Visite

Casa Luzzati, nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale a Genova, ospita “I promessi sposi in immagini: da Gonin a Luzzati”. L’incontro si terrà lunedì 26 gennaio alle ore 10, con ingresso libero.

Al centro dell’evento, il dialogo tra letteratura e immagine attraverso uno dei testi fondativi della cultura italiana. Ospiti d’eccezione saranno Lorenzo Coveri, accademico della Crusca, e Francesca Malagnini, professore ordinario di Linguistica italiana all’Università per Stranieri di Perugia, chiamati ad approfondire due momenti chiave della storia illustrata dei promessi sposi.

Coveri guiderà il pubblico nel percorso che va dal Fermo e Lucia alla celebre edizione “Quarantana”, soffermandosi sulla collaborazione strettissima tra Alessandro Manzoni e l’illustratore Francesco Gonin, autore di oltre quattrocento immagini nel 1842: un lavoro così integrato da poter essere letto oggi come una sorta di graphic novel ante litteram.

Malagnini racconterà invece l’esperienza di Emanuele Luzzati, che nel 1999 reinterpretò il romanzo con sei tavole dedicate ai primi capitoli, svelando aspetti poco noti di quell’edizione e del suo apparato visivo condiviso con altri grandi artisti.

L’incontro è anche un invito a visitare la mostra “Luzzati. I sentieri dell’Ottocento”, un percorso didattico ed espositivo che mette in dialogo Luzzati con l’immaginario letterario del XIX secolo e con opere di Gonin, Crepax, Iliprandi, Pazienza e altri, celebrando la forza narrativa delle immagini e il loro potere di attraversare il tempo.

Luoghi del Cuore FAI: il cimitero di Staglieno tra i vincitori del bando nazionale

Super User 22 Gennaio 2026 921 Visite

 

Il cimitero di Staglieno conquista un importante riconoscimento nazionale entrando tra i vincitori della XII edizione de ‘I luoghi del cuore’, il più rilevante programma del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Il progetto presentato dal Comune di Genova si è classificato all’ottavo posto in Italia, risultando primo tra i siti liguri e ottenendo un cofinanziamento di 21mila euro.

Un risultato che conferma il valore civico, storico e identitario di Staglieno, considerato uno dei più grandi cimiteri monumentali d’Europa e un vero museo a cielo aperto. «Questo riconoscimento premia il lavoro svolto dal Comune insieme alle associazioni e ai cittadini – commenta l’assessore ai Servizi civici Emilio Robotti – e ci consente di proseguire nel percorso di tutela e valorizzazione di un patrimonio restituito alla città come luogo di memoria, arte e cultura».

Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che sottolinea come Staglieno rappresenti «un patrimonio artistico e antropologico di rilevanza internazionale», capace di parlare anche alle nuove generazioni, come dimostrano gli oltre 8mila visitatori degli Staglieno Days, con un’ampia partecipazione under 35. Centrale anche l’innovazione digitale: «La tecnologia – spiega l’assessora Rita Bruzzone – sarà uno strumento chiave per rendere il patrimonio più accessibile e inclusivo».

Nel XII Censimento 2024-2025 Staglieno ha raccolto 8.117 voti, risultando primo tra oltre 160 cimiteri candidati e diventando il primo in assoluto a ottenere un finanziamento FAI. Il contributo sosterrà il progetto “Museo Staglieno. Un viaggio accessibile e partecipato tra arte e storia”. In Liguria è stato finanziato anche il Santuario dell’Eremita di Mallare, confermando la vitalità del territorio nella tutela del proprio patrimonio.

Cultura, aperte le iscrizioni al Premio letterario nazionale per la donna scrittrice

Super User 21 Gennaio 2026 1140 Visite

 

Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla 40ª edizione del Premio letterario nazionale per la donna scrittrice, il prestigioso concorso, primo in Italia riservato alle scrittrici, nato nel 1985 da un’idea del giornalista Pierantonio Zannoni, con lo scopo di promuovere e valorizzare l’attività letteraria femminile. 

Organizzato per il secondo anno consecutivo dal Comune di Genova - precedentemente dal Comune di Rapallo e, per un’edizione sperimentale, dal Comune di Savona - il Premio vanta un prestigioso albo d’oro e ha valorizzato autrici come Anna Maria Ortese, Fernanda Pivano e Alda Merini, oltre a scoprire al loro esordio scrittrici poi affermatesi a livello nazionale e internazionale, tra cui Susanna Tamaro, Margaret Mazzantini e Rosella Postorino.

«Da 40 anni, il Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice rappresenta un presidio culturale di straordinario valore, capace di dare voce al talento femminile e di anticipare spesso i grandi nomi della narrativa contemporanea – commenta l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari - Per il secondo anno consecutivo Genova è orgogliosa di ospitare e organizzare questo prestigioso appuntamento, che quest’anno si è arricchito del Premio Digital Storyteller. Un segnale concreto dell’impegno dell’amministrazione nel sostenere la cultura, la lettura e i nuovi linguaggi della divulgazione letteraria, valorizzando il ruolo delle donne nella produzione e nella promozione culturale».

«Un Premio di valore nazionale che non è solo un riconoscimento letterario, ma anche uno spazio di confronto, crescita e partecipazione per le autrici e il mondo di chi legge – aggiunge la presidente della commissione consiliare Cultura, Donatella Alfonso - Accanto alla storica attenzione per la narrativa femminile, il Premio Digital Storyteller apre a nuove forme di racconto e di condivisione, coinvolgendo le giovani generazioni e i canali digitali. È un’iniziativa che rafforza il legame tra istituzioni, lettrici e lettori, e che ribadisce l’importanza di sostenere la cultura e i modi di espressione delle donne come strumento di inclusione, innovazione e cittadinanza attiva».

Possono partecipare tutte le autrici, senza distinzione di nazionalità o cittadinanza, che abbiano compiuto il 18º anno di età alla data di scadenza del bando (28 febbraio). Sono ammesse opere di narrativa in lingua italiana pubblicate per la prima volta da Case Editrici o in autopubblicazione a partire dal 15 novembre 2024.

Entro il prossimo 28 febbraio, le opere in 12 copie dovranno essere inviate a:

Segreteria del Premio Letterario Nazionale Donna Scrittrice, Sistema Bibliotecario Urbano, via del Seminario 16 - 16121 Genova.

Entro il 18 aprile si riunirà la giuria tecnica, che selezionerà la terna finalista e assegnerà direttamente i premi collaterali Opera Prima e Speciale della Giuria. 

La giuria è composta da Francesco De Nicola (presidente f.f.), Maria Pia Ammirati, Mario Baudino, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Mirella Serri, Camilla Tagliabue, Pier Antonio Zannoni, ideatore del Premio, nonché segretario coordinatore. New entry in giuria Sara Rattaro, vincitrice del premio nel 2016 con Splendi più che puoi (Garzanti) e Raffaella Romagnolo, vincitrice dell’edizione 2025 con Aggiustare l’universo (Mondadori). 

Le opere finaliste saranno poi valutate dalla giuria popolare, composta da 30 lettori selezionati dal Comune di Genova. Le due giurie voteranno congiuntamente nel corso della cerimonia conclusiva, in programma a Genova sabato 30 maggio. L’autrice più votata sarà proclamata vincitrice della 40ª edizione del Premio. 

Novità di questa edizione, il Premio Digital Storyteller dedicato alle donne che promuovono la narrativa femminile attraverso i canali digitali. L’iniziativa, denominata Premio Digital Storyteller – Premio Città di Genova per la divulgazione letteraria femminile, è rivolta a creator, booktoker, influencer e divulgatrici attive su Facebook, TikTok, Instagram e YouTube.

Entro il prossimo 28 febbraio, le candidate, maggiorenni e senza limiti di nazionalità, potranno presentare un video inedito della durata massima di tre minuti, dedicato a un’opera di narrativa femminile pubblicata a partire dal 15 novembre 2024, tramite apposita scheda di partecipazione reperibile online sul sito del Comune di Genova.

Le prime 50 videorecensioni pervenute saranno valutate dalla giuria tecnica del premio Digital Storyteller, i cui componenti saranno comunicati successivamente. 

La giuria selezionerà tre video finalisti, che saranno sottoposti al voto del pubblico sui canali digitali del Comune per 48 ore. Il video più votato decreterà la vincitrice del Premio Digital Storyteller 2026 e sarà pubblicato sui canali web e social istituzionali.

Durante la cerimonia finale, che si terrà a Genova sabato 30 maggio, saranno proclamate le vincitrici del Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice, dei premi collaterali Opera Prima e Speciale della Giuria e del Premio Digital Storyteller.

L’autrice dell’opera più votata si aggiudicherà il Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice – XL edizione - che consiste in una targa e 5.000 euro. 

Le autrici delle altre due opere della terna riceveranno: una targa e 3.000 euro (seconda); una targa e 2.000 euro (terza classificata).

Le vincitrici del premio Opera Prima e del Premio Speciale della Giuria riceveranno, ciascuna, una targa e 2.000 euro.

La vincitrice del Premio Digital Storyteller riceverà una targa, 2.000 euro e potrà partecipare a un evento culturale o festival letterario del Comune di Genova.

Musei civici in crescita, Genova chiude il 2025 con numeri da record

Super User 18 Gennaio 2026 649 Visite

 

Genova chiude il 2025 con numeri incoraggianti sul fronte culturale e turistico. I musei del capoluogo ligure registrano infatti una crescita complessiva del 18% di visitatori nel periodo delle festività natalizie e dei ponti, dall’8 dicembre al 12 gennaio, rispetto allo stesso arco temporale dell’anno precedente. Un dato che conferma il ruolo sempre più centrale della cultura come motore di attrattività e sviluppo urbano.

Nel dettaglio, la rete dei Musei civici ha totalizzato 21.778 presenze contro le 18.412 del 2024-25. Particolarmente significativi gli incrementi registrati nei musei coinvolti nelle mostre temporanee legate al progetto “Genova nell’Ottocento”. I Musei di Strada Nuova segnano un +54%, la Galleria d’Arte Moderna di Nervi addirittura +94%, il Museo del Risorgimento +33% e il Museo delle Culture del Mondo di Castello D’Albertis +38%. Da record il dato del Museo di Archeologia Ligure, che quadruplica i visitatori, passando da 217 a 897 ingressi.

Ottimi risultati anche dalla sperimentazione delle aperture pomeridiane del 1° gennaio: solo a Palazzo Rosso sono entrate oltre 500 persone, in prevalenza non genovesi, a dimostrazione di un interesse turistico in crescita anche nei giorni tradizionalmente meno frequentati.

«La cultura è una leva fondamentale per la crescita della città», ha commentato la sindaca Silvia Salis, sottolineando il valore di un lavoro condiviso tra amministrazione e istituzioni culturali. Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che evidenzia l’efficacia di una rete museale di qualità, sempre più percepita come patrimonio “di casa” da cittadini e visitatori.

Positivi anche i dati turistici: tra Natale ed Epifania la destinazione Genova cresce del 7,5%, sia nel settore alberghiero sia negli affitti brevi. Un trend rafforzato dagli eventi di Capodanno e da una strategia integrata che guarda anche al turismo congressuale, con importanti appuntamenti internazionali già in calendario per il 2026.

Rivista ArtTribune: Giacomo Montanari è l’assessore alla Cultura dell’anno

Super User 24 Dicembre 2025 920 Visite

La rivista “ArtTribune” ha inserito l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari nel Best of 2025, pubblicato in queste ore (https://www.artribune.com/arti-visive/2025/12/best-of-2025-artribune/ ). Secondo l’autorevole rivista di settore, il docente e storico dell’arte Montanari è l’assessore alla Cultura dell’anno 2025. Si legge sul sito della rivista: “Da guardare con attenzione quindi la nomina lo scorso giugno 2025 dello storico dell’arte Giacomo Montanari, classe 1984, inventore dei Rolli Days, evento di grande successo non solo locale, a ora Assessore alla Cultura della Città nella giunta di Silvia Salis, una sindaca che tutti guardano. Non solo a Genova”.

«Il riconoscimento attribuito da Artribune a Giacomo Montanari è motivo di orgoglio per la nostra amministrazione e per la nostra città - dichiara la sindaca Silvia Salis - in pochi mesi di lavoro ha saputo portare energia, competenza, capacità di fare rete e una grande voglia di costruire un futuro che ruoti attorno allo straordinario patrimonio culturale che abbiamo a disposizione in città. Fin dal primo giorno ho creduto che Genova meritasse una guida appassionata e competente in un ambito fondamentale come quello culturale: la scelta di Giacomo Montanari è un segnale chiaro in questa direzione. Ora ci attendono sfide importanti e appuntamenti di grande rilievo che ci offriranno l’opportunità di rafforzare il ruolo di Genova come punto di riferimento culturale a livello nazionale e internazionale».

«Ringrazio della menzione tutta la redazione dell’autorevole rivista, un riconoscimento che mi riempie di orgoglio e di stimoli per lavorare ancora di più per Genova e per la nostra cultura – commenta l’assessore Montanari – è un riconoscimento di un lavoro ottenuto grazie a una squadra straordinaria come quella genovese: dalle Fondazioni, come il Teatro Carlo Felice e Teatro Nazionale, Palazzo Ducale, agli uffici comunali delle Politiche culturali e dei musei. Ringrazio ancora una volta la sindaca Salis per avermi dato la possibilità di cimentarmi in questa importante esperienza che porto avanti con passione, per contribuire a valorizzare sempre di più il grande patrimonio culturale di Genova. Il prossimo anno sarà un anno ricco di sfide e, nel ventennale del riconoscimento dei Rolli Patrimonio Unesco, potremo consolidare ancora di più e meglio Genova come riferimento nazionale e internazionale per la cultura». Sul sito si legge anche che “una menzione la merita anche la città di Genova che grazie all’attività di Palazzo Ducale, con la direzione di Ilaria Bonacossa, del Museo Diocesano, di Palazzo Reale, di una galleria propositiva e di alto livello come Pinksummer, del MAIIIM tra le altre, si riconferma una meta di tutto rispetto”.

Genova celebra Ligustro con una mostra dedicata alle sue stampe giapponesi

Super User 20 Dicembre 2025 954 Visite

ANNALISA E FRANCESCO BERIO RICORDANO PAPA' LIGUSTRO

L'ALLIEVA MARIA NELLA PONTE

 L'ALLIEVO FULVIO IOAN

Il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, immerso nel verde della Villetta Di Negro, ha inaugurato con grande partecipazione la mostra temporanea “Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure”, dedicata a Giovanni Berio (Imperia, 1924–2015), noto nel mondo dell’arte come Ligustro. All’apertura ufficiale, giovedì 18 dicembre, erano presenti i figli Francesco e Annalisa, curatori della mostra e custodi delle opere del padre, insieme a studiosi e appassionati arrivati da tutta Italia e rappresentanti delle istituzioni culturali, a testimonianza dell’interesse che ancora oggi circondano la figura dell’artista imperiese. 

Visitabile fino all’8 marzo 2026, l’esposizione rende omaggio a uno dei più importanti interpreti occidentali della xilografia policroma giapponese, nel decennale della sua scomparsa. A partire dal 1986, Ligustro intraprese un percorso artistico rigoroso, dedicandosi allo studio delle tecniche di incisione e stampa del Giappone del Periodo Edo. Le sue opere mostrano una padronanza straordinaria della xilografia Nishiki-e, le celebri “stampe di broccato”, dalla lavorazione delle matrici lignee fino alla stampa su pregiate carte giapponesi.

Il talento tecnico di Ligustro conquistò l’ammirazione internazionale, incluso Jack Hillier, massimo esperto mondiale di stampa giapponese, che considerava insuperabile il livello raggiunto dall’artista tra gli occidentali. Pur rispettando le tecniche tradizionali, Ligustro sviluppò uno stile personale, con colori più tenui e soggetti originali, capaci di trasmettere serenità e poesia. L’uso di pigmenti naturali, foglie d’oro e d’argento, mica, gofun e tecniche raffinate come karazuri e bokashi conferisce alle sue opere un’eleganza misurata e contemplativa.

La mostra mette in dialogo le creazioni di Ligustro con i capolavori dell’ukiyoe della collezione Chiossone, firmati da maestri come Hiroshige, Hokusai, Utamaro e Kaigetsudo Ando, fonti di ispirazione per l’artista. Sono esposti stampe, libri e surimono donati da Ligustro al Comune di Genova negli anni Novanta, accanto a preziosi prestiti degli eredi, che arricchiscono la narrazione del suo percorso artistico. 

Oltre a celebrare la sua arte, la mostra evidenzia il ruolo di Ligustro come ponte culturale tra Italia e Giappone. Grazie al suo lavoro, tecniche antiche e complesse sono state preservate e reinterpretate con sensibilità occidentale, senza mai tradire la tradizione orientale. Il legame con Genova e con il Museo Chiossone è storico: già nel 1996 il museo gli dedicò una mostra personale, e oggi torna a celebrarlo come una delle punte più alte dell’arte incisoria ligure del Novecento.

 

 

 

 

 

Cultura, Rapallo fa sinergia con Camogli: nasce una rete tra i teatri Clarisse e Sociale

Super User 16 Dicembre 2025 1966 Visite

Il Comune di Rapallo dà il via ad una nuova stagione di collaborazione tra le strutture teatrali del territorio. Con la riapertura del Teatro delle Clarisse, restituito alla città dopo un attento e scrupoloso intervento di ristrutturazione, nasce ufficialmente la rete Teatro delle Clarisse - Teatro Sociale di Camogli, un progetto che punta a rafforzare l’offerta culturale del Levante ligure. 

Il concerto inaugurale dell’8 dicembre ha segnato il ritorno alla piena attività di uno spazio storico di Rapallo, ora completamente rinnovato e in grado di ospitare eventi musicali e teatrali di alto livello. Proprio in quest’ottica, l’amministrazione comunale ha scelto di affidare al Teatro Sociale di Camogli la gestione e la programmazione artistica delle Clarisse per i primi sei mesi del 2026.

«Davanti alla necessità di valorizzare al massimo questo spazio culturale - dichiara il sindaco Elisabetta Ricci - abbiamo deciso di puntare su una collaborazione qualificata. La nostra iniziativa mira a creare un vero e proprio “sistema” di teatri, capace di operare in sinergia e di coinvolgere, nel breve periodo, altre istituzioni culturali del territorio».

La scelta è ricaduta sulla Fondazione Teatro Sociale di Camogli, guidata dal sovrintendente e direttore artistico Giuseppe Acquaviva, forte dei risultati ottenuti dal 2021 a oggi. «Il Teatro delle Clarisse avrà una propria identità - aggiunge il sindaco - ma il contributo del Sociale sarà determinante nella fase di avvio. Crediamo nel valore del fare rete per accrescere la qualità dello spettacolo dal vivo e offrire un beneficio concreto all’intera comunità».

La presentazione: il sindaco Ricci con il sovrintendente Acquaviva e gli assessori Brasey, Lasinio e Mustorgi

Il sindaco Elisabetta Ricci e il sovrintendente Giuseppe Acquaviva

“Ligustro, la gioia di vivere”: al Museo Chiossone le stampe giapponesi di Giovanni Berio

Super User 15 Dicembre 2025 1217 Visite

Il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova (Villetta Di Negro, Piazzale Mazzini) annuncia la nuova mostra temporanea “Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure”, un omaggio raffinato e profondo al maestro Giovanni Berio (1924–2015), in arte Ligustro, figura di rilievo internazionale nella xilografia policroma giapponese. L’inaugurazione, a ingresso libero, si terrà giovedì prossimo, 18 dicembre alle ore 16:00, mentre l’esposizione sarà visitabile dal giorno dopo e fino all’8 marzo 2026, nel decennale della scomparsa dell’artista.

Nato a Imperia nel 1924, Ligustro intraprese a partire dal 1986 un percorso artistico radicale, dedicandosi con rigore assoluto allo studio delle tecniche di incisione e stampa del Giappone del Periodo Edo. Le sue opere, di altissima qualità tecnica, testimoniano una conoscenza profonda della xilografia Nishiki-e, le celebri “stampe di broccato”, padroneggiata in ogni fase: dall’intaglio delle matrici lignee alla stampa su carte artigianali giapponesi. Una maestria riconosciuta anche dal massimo esperto mondiale di stampa giapponese, Jack Hillier, che definì insuperabile il suo livello tecnico tra gli artisti occidentali. 

La mostra mette in dialogo le inconfondibili opere di Ligustro con i capolavori dell’ukiyoe conservati nella collezione Chiossone, firmati da maestri come Hiroshige, Hokusai, Utamaro e Kaigetsudo Ando, fonti costanti di ispirazione. In esposizione figurano stampe, libri e surimono donati dall’artista al Comune di Genova negli anni ’90, affiancati da preziosi prestiti concessi dagli eredi. 

Pur fedelissimo alle tecniche giapponesi - dall’uso di pigmenti naturali, foglie d’oro e d’argento, mica e gofun, fino a effetti di lusso come karazuri e bokashi - Ligustro sviluppò uno stile personale, caratterizzato da una tavolozza più tenue e da soggetti originali, capaci di trasmettere serenità, poesia e amore per la natura.

Ligustro fu un vero ponte culturale tra Italia e Giappone, contribuendo a mantenere vive tecniche antiche quasi dimenticate. La mostra, patrocinata da importanti istituzioni culturali e dal Comune di Imperia, rinnova il legame profondo dell’artista con Genova e con il Museo Chiossone, che dopo la personale del 1996 torna oggi a rendere omaggio a una delle più alte espressioni dell’arte incisoria ligure del Novecento.

“Profeti”: Mendelssohn protagonista al Carlo Felice con Fasolis sul podio

Super User 10 Dicembre 2025 667 Visite

Il Teatro Carlo Felice celebra le festività natalizie con uno dei capolavori più intensi della musica sacra romantica. Giovedì 11 dicembre, alle ore 20.00, per la Stagione Sinfonica 2025–26, il titolo “Profeti” introduce l’esecuzione di Elias op. 70 di Felix Mendelssohn Bartholdy, affidata alla direzione di Diego Fasolis, tra i massimi interpreti del repertorio sinfonico-corale. 

Accanto all’orchestra e al coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Claudio Marino Moretti, salirà sul palco un cast vocale di rilievo internazionale: Camilla Tilling (soprano), Lucia Cirillo e Silvia Beltrami (mezzosoprano), Christoph Strehl (tenore) e Henryk Böhm (basso), insieme ad alcune voci solistiche dal Coro e al giovane Riccardo Negromi del Coro di voci bianche.

Composto tra il 1836 e il 1846, Elias rappresenta l’ultima grande creazione di Mendelssohn e una delle espressioni più alte della spiritualità musicale ottocentesca. L’oratorio intreccia episodi biblici dal Primo Libro dei Re con salmi e testi veterotestamentari, restituendo un ritratto profondamente umano del profeta: un uomo chiamato a guidare un popolo smarrito tra siccità, crisi e rivelazione. La partitura, sospesa fra l’eredità bachiana e una moderna tensione drammatica, affida al coro il ruolo di coscienza collettiva e all’orchestra quello di impulso morale e narrativo.

La Fondazione annuncia inoltre un nuovo appuntamento in Stagione: mercoledì 25 marzo 2026 saranno protagonisti i Carmina Burana di Carl Orff diretti da Tito Ceccherini, titolo amatissimo del Novecento che subentra al posticipato concerto “Berio100”, mantenendo invariato il numero degli eventi in abbonamento. Ulteriori dettagli saranno diffusi prossimamente.

Camilla Tilling

Henryk Böhm

Lucia Cirillo

Rapallo, riapre il Teatro delle Clarisse: grande partecipazione per la serata gospel

Super User 09 Dicembre 2025 886 Visite

 LE INTERVISTE DI VITTORIO SIRIANNI: 

Dopo un’accurata e attesa ristrutturazione, il Teatro Auditorium delle Clarisse di Rapallo ha riaperto ufficialmente le sue porte alla città con una serata inaugurale che ha registrato il tutto esaurito. Un ritorno accolto con entusiasmo dal pubblico, che ha gremito ogni ordine di posti per celebrare la rinascita di uno dei luoghi culturali più significativi del Tigullio.

A dare il via a questo nuovo capitolo è stato lo Spirit Gospel Choir, formazione piacentina protagonista di un concerto emozionante e carico di energia. Le voci del coro hanno saputo coinvolgere e trascinare il pubblico, creando un’atmosfera viva e condivisa che ha reso l’evento un vero momento di festa.

L’amministrazione comunale ha espresso un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto e al numeroso pubblico presente, testimonianza concreta di una comunità che crede nella cultura come motore di crescita e sviluppo.

Presepi di Genova, Salis: “Tesori inestimabili, scopriteli con i due passaporti”

Super User 04 Dicembre 2025 833 Visite

Un pomeriggio tra arte, tradizione e spiritualità ha inaugurato ufficialmente il percorso dei “Presepi dell’arte” e dei “Presepi della tradizione”, cuore del Passaporto dei Presepi 2025. La sindaca Silvia Salis, accompagnata dall’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, ha visitato tre tappe simboliche del nuovo itinerario: il Museo Diocesano, la Cattedrale di San Lorenzo e la Chiesa del Gesù. 

«Di fronte a così tanta bellezza bisognerebbe solo ammirare - ha dichiarato la sindaca -. Genova è piena di tesori inestimabili e i nuovi passaporti aiutano cittadini e turisti a non perdere nessuna delle nostre opere». Salis ha ricordato anche l’appuntamento di lunedì 8 dicembre alle 16.30: l’inaugurazione e la benedizione del presepe di Palazzo Rosso, visibile da via Garibaldi e illuminato ogni notte. La sindaca è poi tornata sulle recenti polemiche: «È incredibile come si riesca a inventare fake news persino sulla fede e sul presepe. Spero che non si tocchi più un punto così basso».

L’assessore Montanari ha spiegato la logica del nuovo percorso: «Abbiamo voluto affiancare ai presepi della tradizione le rappresentazioni pittoriche e scultoree della Natività, diffusissime nelle nostre chiese. È un modo per riscoprire il legame tra arte, culto e costume, e per prepararci al 2026, anno francescano dedicato a San Francesco, inventore del presepe».

La visita è partita dal Museo Diocesano, dove è stato presentato in anteprima il dipinto “Natività di Gesù Cristo” di Mathias Stom, appena restaurato. A San Lorenzo la delegazione ha ammirato il raffinato presepe settecentesco napoletano, mentre nella Chiesa del Gesù protagonista è stata la monumentale “Natività” in marmo di Tommaso Orsolino, capolavoro barocco concepito per sorprendere i fedeli durante il Natale.

Il Passaporto dei Presepi 2025, giunto alla terza edizione, propone 85 presepi diffusi da ponente a levante e nelle vallate, da quelli storici del Maragliano alle opere contemporanee. Dal 8 dicembre all’11 gennaio sarà possibile far timbrare il passaporto in ogni tappa; l’iniziativa si concluderà l’8 febbraio con una giornata dedicata.

Cattedrale di San Lorenzo

Chiesa del Gesù

Futuro e nuove generazioni: al Museo dell’Emigrazione Italiana iniziative rivolte ai giovani e alle loro famiglie

Super User 19 Novembre 2025 621 Visite

Una settimana per unire memoria, sguardo al futuro e partecipazione attiva delle nuove generazioni. È l’obiettivo del Mei - Museo dell’Emigrazione Italiana, che propone un ricco programma di appuntamenti dedicati ai giovani e alle loro famiglie, tra formazione, dialogo internazionale e narrazioni che riportano alla luce pagine spesso dimenticate della nostra storia.

Fino al 21 novembre il Mei partecipa alla 30ª edizione del Festival Orientamenti, ai Magazzini del Cotone, dove ogni giorno il team educativo presenta laboratori, percorsi tematici e attività inclusive pensati per avvicinare studenti e insegnanti alla storia delle migrazioni, intrecciando passato e contemporaneità.

Parallelamente, il Museo ospita il progetto europeo “Moving Europe - Negotiating Legacies of Migration at the Museum”, che riunisce educatori e docenti provenienti da 13 Paesi per tre giorni di visite, workshop e confronto. Momento clou sarà la proiezione, il 20 novembre, del docufilm Non far rumore, dedicato ai bambini italiani costretti a vivere nascosti in Svizzera a causa delle restrizioni sul ricongiungimento familiare. Con il pubblico dialogheranno lo storico Toni Ricciardi e due testimoni diretti, insieme al presidente del Mei Paolo Masini.

Chiude la settimana, sabato 22 novembre, la presentazione del romanzo Operazione Octopus di Sergio Badino, preceduta da una visita guidata tematica. Un’occasione per riflettere, attraverso la narrativa, su discriminazione, razzismo ed emigrazione, temi ancora oggi centrali nel percorso delle nuove generazioni.

“I custodi del faro”, il nuovo progetto per sostenere il Teatro Carlo Felice

Super User 17 Novembre 2025 964 Visite

Quando la torre-faro del Teatro Carlo Felice si illumina, Genova accende la sua cultura. Ed è proprio attorno a questo simbolo architettonico che nasce “I Custodi del Faro”, il nuovo progetto di corporate membership riservato a un massimo di 45 imprese: tante quante sono le finestre che illuminano il cono progettato da Aldo Rossi. Un’alleanza che trasforma il sostegno alla cultura in un investimento di valore sociale, economico e relazionale.

La presentazione si è svolta il 14 novembre nel primo foyer del Teatro, alla presenza della sindaca e presidente della Fondazione Teatro Carlo Felice Silvia Salis, del sovrintendente Michele Galli, del consulente regionale Davide Falteri, dell’ideatore del progetto Andrea Compagnucci, di Monica Dellepiane per la Camera di Commercio e dell’artista Manuela Boni, ideatrice di Regata Culturale.

Primi sostenitori già confermati: Banca Passadore e Iren, storici partner del Teatro, affiancati da un crescente numero di imprese interessate ad aderire alla nuova forma di mecenatismo condiviso.

«Crediamo nella cultura - ha dichiarato la sindaca Salis - e vogliamo che il Carlo Felice sia un luogo in cui i giovani possano sognare il loro futuro. Sosteneteci, perché qui la cultura diventa lavoro, identità e ambizione».

“I custodi del faro” rappresentano un cambio di paradigma: il teatro non più come contenitore di spettacoli, ma come presidio civile, sociale ed economico. «La missione del Carlo Felice - spiega il sovrintendente Galli - non si esaurisce in un cartellone: vogliamo essere un motore di inclusione, crescita e valore per tutta la comunità».

Il progetto nasce in sintonia con il Ministero della Cultura e con ANFOLS, proponendo un modello scalabile di sostenibilità per i teatri italiani. I 45 mecenati, suddivisi in quattro livelli - Capitani, Guardiani, Sentinelle e Custodi - godranno dei benefici fiscali dell’Art Bonus, che garantisce un credito d’imposta pari al 65% della donazione.

«La cultura è una necessità sociale - afferma Falteri - e uno strumento di relazioni internazionali. Imprese e istituzioni devono costruire insieme nuove opportunità, dentro e fuori il teatro».

La membership entra nel programma di Regata Culturale, che unisce vocazione marittima, cultura e internazionalizzazione, proiettando Genova come porto culturale del Mediterraneo. Qui, Blue Economy e opera lirica - patrimonio UNESCO - dialogano, generando turismo, innovazione e sviluppo sostenibile.

“Pescador de colores”: alla galleria La Madeleine la mostra dell’artista colombiano Kindi Llajtu

Super User 12 Novembre 2025 769 Visite

 

Alla galleria d’arte La Madeleine di Genova è in corso la prima personale in Italia dell’artista colombiano Kindi Llajtu, intitolata ‘Pescador de colores’. Dopo le recenti esposizioni a Bruxelles e Zurigo, Llajtu approda nel capoluogo ligure con un progetto che conferma l’impegno della galleria di via della Maddalena, diretta da Silvio Oliva e Paola Ghiglione, nel valorizzare l’arte contemporanea latinoamericana, in particolare quella colombiana. 

Kindi Llajtu, nato nel 1974 in Colombia e appartenente alla cultura indigena Inga, ha studiato Belle Arti presso l’Università Nazionale della Colombia e ha esposto in Francia, Messico, Svizzera, Brasile e nel suo Paese d’origine. La sua ricerca artistica nasce da un dialogo profondo tra memoria ancestrale e contemporaneità, dove la pittura diventa strumento di connessione tra mondi e tempi diversi.

La cifra stilistica di Llajtu è riconoscibile nella stratificazione densa e vibrante dei colori, che costruisce superfici quasi ipnotiche, evocative di una pittura d’azione. Su questi fondi, l’artista interviene con linee bianche continue, disegnando volti, animali, simboli e figure umane. Un gesto semplice e meditato che tenta di “pescare” ordine nel caos, visione nel movimento, luce nella materia.

Llajtu utilizza tecniche miste di olio e acrilico, dando vita a una pittura potente e poetica al tempo stesso. Ogni opera è un frammento di racconto e di spiritualità, in cui il segno diventa linguaggio universale capace di tradurre pensieri, ricordi e visioni.

La mostra “Pescador de colores” sarà visitabile fino al 29 novembre presso la Galleria La Madeleine, in via della Maddalena 105 rosso, Genova (dal martedì al sabato, ore 10:00–13:00 e 14:00–19:00). Ingresso libero.

La Berio ha un nuovo logo: un segno grafico racconta identità, apertura e innovazione

Super User 10 Novembre 2025 777 Visite

 

La Biblioteca Berio svela il suo nuovo logo, un segno grafico pensato per rappresentare un’istituzione in continua evoluzione, capace di parlare ai lettori di sempre e ai nuovi pubblici. L’immagine rinnovata sottolinea la vocazione della Berio come luogo aperto, inclusivo e radicato nella contemporaneità, dove tradizione e innovazione convivono in equilibrio.

La realizzazione del logo nasce dalla collaborazione tra Comune di Genova e Accademia Ligustica, partnership consolidata che negli anni ha saputo trasformarsi in un laboratorio permanente di creatività. «Con questo progetto – afferma l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari – la Biblioteca Berio rafforza il suo ruolo di spazio culturale dinamico, capace di unire studio, sperimentazione e dialogo con la città».

Il percorso progettuale è stato integrato nel programma didattico dell’Accademia: docenti e studenti di Graphic Design hanno lavorato a stretto contatto con l’amministrazione per interpretare esigenze e identità della biblioteca. «Per i nostri studenti – spiega il docente Edoardo Cavazzuti – è stata un’occasione preziosa per confrontarsi con un progetto reale e contribuire alla costruzione dell’immagine visiva di un’istituzione di rilievo».

La valutazione finale è stata affidata a una commissione dell’Art Directors Club Italiano – sezione Liguria –, che ha affiancato la giovane designer vincitrice, Cecilia Conti, nel processo di perfezionamento del logo. «Abbiamo accolto con entusiasmo l’invito a partecipare – sottolinea Laura Bonelli dell’ADCI – perché crediamo nella forza del dialogo tra formazione e professione. Il risultato riflette questa sinergia virtuosa».

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