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Sport

Il Genoa incassa due gol nel ‘derby’ amichevole contro il Rapid Bucarest

Super User 02 Ottobre 2026 532 Visite

 

Una sconfitta ed un problemone in più per Daniele De Rossi a otto giorni dalla delicatissima sfida di campionato con la Fiorentina. Il Genoa, imbottito di rincalzi e privo di moltissimi titolari - tra nazionali ed elementi lasciati a casa per migliorare la propria condizione - ha incassato due gol senza segnarne nel derby targato Sucu, che l’ha visto opposto all’altra squadra cara al patron, il Rapid Bucarest sul campo di Bucarest. La notizia più preoccupante però è un'altra: l’infortunio alla caviglia sinistra occorso al centravanti Colombo proprio nell’ultimo minuto del primo tempo dopo un duro contrasto nell’area piccola. Il giocatore è uscito dal campo alquanto dolorante: normale che si sia subito ingenerata una certa ansia nel contrariato De Rossi, considerata l’importanza del brianzolo - non tanto come goleador ma come uomo assist - nell’economia del gioco genoano.

Il Grifone è stato inizialmente schierato secondo il 3-4-1-2 col dodicesimo Stolz tra i pali, Ehizibue, Marcandalli e Sabelli nel trio difensivo, Drameh ed El Shaarawy esterni a supporto dei centrali Frendrup e Traorè, Robinho (osservato speciale) rifinitore al pari di Vitinha alle spalle di Colombo. Dopo una parata di Stolz su conclusione di Stojilković, il Genoa prende in mano la partita grazie alle iniziative dell’intraprendente Robinho, ben deciso a mettersi in mostra. Dopo un avvio complicato cresce di tono Marcandalli come centrale dei centrali, ruolo per lui inedito, e anche Traoré, altro calciatore sotto attento esame, squaderna giocate di rilievo. Ci prova ancora Robinho, ma la palla finisce alta, prima di un fine tempo di marca rumena, con Stolz bravissimo a disinnescare le inzuccate di Pascanu e Kamara.

Nella ripresa subito Vaz al posto di Colombo e Sommariva in porta, con El Shaarawy avanzato in prima linea e al 55’ arriva il vantaggio dei locali: fallo di Vaz al limite dell’area e la palla calciata Stojilković e deviata dalla barriera, spiazza l’incolpevole Stolz. La rete mette le ali ai padroni di casa, che non smettono di attaccare e all’ora di gioco il portiere ospite deve parare in due tempi un tiraccio di Doibre. A metà tempo De Rossi inserisce il promettente Klisis per il deludente Drameh e subito dopo El Shaarawy è sfortunato con una conclusione a colpo sicuro deviata da un difensore. Nelle file del Rapid era già iniziata la sarabanda delle sostituzioni quando, al 73’, un altro baby, Mendolia, rileva Robinho.

Il Genoa non si arrende e con Frendrup e poi Traorè arreca qualche insidia alla difesa rumena, ma all’81’ si registra il raddoppio: Salceanu imposta e Pop conclude a bersaglio sfruttando uno sbilanciamento in avanti dei rossoblù, protesi alla ricerca del pari. Nel finale, dopo l’uscita di Frendrup a pro del 17enne Brizzolari (all’esordio), Petrila sfiora il tris e Mendolia con un tiro ad effetto va vicinissimo al bersaglio.

Da segnalare la prova dignitosa ma nulla più di El Shaarawy, rimasto in campo – al pari di Traorè - nell’intero match anche per collaudare la tenuta alla distanza.

Pierluigi Gambino

Park Tennis, presentate le squadre maschile e femminile di Serie A2: obiettivo promozione

Super User 01 Ottobre 2026 261 Visite

 

Il Park Tennis Club Genova si prepara a vivere da protagonista il Campionato Italiano a squadre di Serie A2 2026. Da domenica 4 ottobre il circolo genovese sarà impegnato con entrambe le formazioni, maschile e femminile, in un doppio percorso che mette in campo esperienza, giovani del vivaio e giocatori di livello internazionale.

«Siamo molto gasati e positivi – sottolinea il presidente del Park, Alberto Clavarino –. Abbiamo due squadre competitive e l'obiettivo non può che essere la Serie A1». Un'ambizione condivisa anche dalle istituzioni. Per la vicepresidente della Regione Liguria con delega allo Sport, Simona Ferro, la presenza di entrambe le squadre «rappresenta un risultato di grande prestigio» e conferma il ruolo del Park nel tennis ligure e nazionale. La consigliera delegata del Comune di Genova allo Sport, Vittoria Canessa Cerchi, ha evidenziato invece la capacità del club di coniugare agonismo e crescita tecnica e umana dei giovani.

Anche il presidente di Fitp Liguria, Andrea Fossati, ha sottolineato il momento positivo del tennis ligure, con il Park reduce dal successo del De Wave Open Challenger: «Siamo orgogliosi di poter vivere una Serie A da protagonisti».

 

La squadra maschile 

Inserita nel Girone 1, la formazione maschile sarà guidata dal capitano-giocatore Gianluca Naso. In rosa figurano Kimmer Coppejans, Zdenek Kolar, Corentin Denolly, Guillaume Wouter Den Ouden, Marius Copil, Giovanni Fonio, Alessandro Ceppellini, Iannis Adrian Miletich, Daniele Rapagnetta e Luigi Sorrentino. Completano il gruppo i giovani Elia Ruffino, Mattia Strazza, Francesco Motto e Tommaso Lippolis.

Fiore all'occhiello resta Lorenzo Musetti, numero 24 del ranking mondiale e cresciuto nel vivaio gialloblù. «Ci sentiamo la squadra più forte del girone – afferma Naso – e puntiamo al passaggio del turno». L'esordio sarà il 4 ottobre in casa contro il TC Villasanta.

 

La squadra femminile 

Ambizioni altrettanto importanti per la formazione femminile, affidata alla capitana Giorgia Buchanan. La punta di diamante è la polacca Maja Ewa Chwalinska, numero 25 WTA. Con lei Veronika Erjavec, Carlota Martinez Cirez, Cristiana Ferrando, Martha Matoula, Ginevra Parentini Vallega Montebruno e Tamila Gadamauri, oltre alle giovanissime Viola Severi e Ginevra Grande.

«Il nostro obiettivo è ritornare in Serie A1 – spiega Buchanan –. Abbiamo una squadra competitiva e ben bilanciata». Le ragazze debutteranno il 4 ottobre in trasferta contro la Virtus Tennis.

 

I calendari

 

Serie A2 maschile

 

4 ottobre, ore 10: Park Tennis Club Genova-TC Villasanta

11 ottobre, ore 10: TC Pistoia-Park Tennis Club Genova

18 ottobre, ore 10: Circolo Tennis Maglie-Park Tennis Club Genova

25 ottobre, ore 10: TC Villasanta-Park Tennis Club Genova

1 novembre, ore 10: Park Tennis Club Genova-TC Pistoia

8 novembre, ore 10: Park Tennis Club Genova-Circolo Tennis Maglie

 

Serie A2 femminile

 

4 ottobre, ore 10: Virtus Tennis-Park Tennis Club Genova

11 ottobre, ore 10: Park Tennis Club Genova-Tennis Beinasco “B”

18 ottobre, ore 10: Park Tennis Club Genova-Altopiano Tennis

25 ottobre, ore 10: Park Tennis Club Genova-Virtus Tennis

1 novembre, ore 10: Tennis Beinasco “B”-Park Tennis Club Genova

8 novembre, ore 10: Altopiano Tennis-Park Tennis Club Genova

Marco Lanna torna alla Sampdoria: sarà il brand ambassador del club blucerchiato

Super User 30 Settembre 2026 343 Visite

 

Marco Lanna torna alla Sampdoria. Ad annunciarlo è la stessa società blucerchiata, che ha comunicato anche il suo nuovo incarico: sarà il brand ambassador del club.

Una nuova collaborazione che nasce nel segno di un legame particolarmente forte con la società e con la sua storia. Lanna, infatti, ha vestito la maglia della Sampdoria da calciatore, ricoprendo successivamente anche l’incarico di presidente. Un rapporto con il mondo blucerchiato che, come sottolinea il club, è proseguito nel tempo anche attraverso la sua attività professionale e la rappresentanza dei valori e dell’identità sampdoriani.

Il nuovo incarico affidato a Lanna comprenderà alcuni ambiti operativi, relazionali e rappresentativi, nei quali la sua esperienza, la sua immagine e il network costruito nel corso degli anni potranno essere messi a disposizione della società.

La Sampdoria considera dunque il ritorno di Lanna non soltanto come un incarico legato alla comunicazione e alla rappresentanza del marchio, ma anche come un'opportunità per valorizzare una figura profondamente legata alla storia del club.

I dettagli sulle mansioni e sulle attività che caratterizzeranno il nuovo ruolo saranno illustrati direttamente domani, giovedì 1° ottobre, alle ore 12, nel corso di un incontro con i media in programma presso la sede blucerchiata di via Cavour 43-45, a Bogliasco.

 

Altra tegola Samp: lesione al legamento crociato e menisco anche per Sinani

Super User 29 Settembre 2026 435 Visite

 

Un’altra tegola per la Sampdoria. Dal Lussemburgo, attraverso i media che seguono la Nazionale, è stata confermata la notizia che tutti temevano riguardo a Danel Sinani, infortunatosi nella sfida di Nations League contro la Bulgaria. La diagnosi, susseguente alla risonanza magnetica, parla di lesione al legamento crociato del ginocchio e al menisco. Un infortunio grave, che implica un intervento chirurgico e la conseguente, lunga assenza dai terreni di gioco, anche se la società blucerchiata - ne ha tutti i diritti - prima di rassegnarsi al peggio attende il rientro a Genova del giocatore per sottoporlo ad ulteriori esami. Di sicuro mister Corradi rischia fortemente di dover rinunciare per l’intera stagione ai servigi di una mezza punta che ha avuto già modo di distinguersi per capacità tecniche e incidenza nell’economia del gioco di squadra. Che il guaio fosse serio, lo aveva già fatto capire il Ct lussemburghese Strasser al termine del match internazionale, e da quel momento anche nell’ambiente doriano è insorto un certo pessimismo, alimentato in parte anche dai freschi precedenti. Infatti, per un infortunio simile la Sampdoria ha già perso il pilastro difensivo Viti (poi sostituito in organico da Delli Carri) e ancor prima aveva dovuto depennare da ogni lista l’attaccante Sekulov, sempre con un’identica ed infausta sentenza medica. Nei piani di Corradi, Sinani era, con Begic, l’ideale alternativa in prima linea per Insigne e Verschaeren e in un campionato così lungo e difficile sarebbe stato impiegato con regolarità.
Sempre in tema di guai fisici, ma stavolta con risvolti assai meno preoccupanti, si registra pure lo stop al centrocampista Makoumbou, ancora in ritiro con la rappresentativa congolese ma escluso dall’ultimo match per il riacutizzarsi di un antico dolore all’anca. Si confidava in un suo prudenziale ritorno anticipato in Italia, ma così non è ancora successo, e questo risvolto è un’altra fonte di ansia in seno a società e squadra.

Pierluigi Gambino

Genoa battuto dal Parma e contestato, ma De Rossi resta

Super User 20 Settembre 2026 632 Visite

 

PARMA – GENOA  2 - 1

 

E’ finita con i giocatori e l’allenatore del Genoa ai piedi della curva, ad incassare in silenzio i fischi e gli insulti dei quasi tremila trasfertisti, infuriati per la sconfitta appena maturata contro un Parma di assoluta modestia. Un ko durissimo, a capo dell’ennesima prestazione sottotono. Ora la classifica, col solo Venezia alle spalle e parecchie avversarie dirette per la salvezza che hanno preso il largo, è drammatica.

In teoria, dovrebbe traballare fortemente la panchina di Daniele De Rossi, che non vince in campionato da aprile e va senz’altro inserito tra i sommi responsabili di questa situazione insostenibile, ma da quanto filtra, la dirigenza gli ha confermato la fiducia. La lunga pausa (tre settimane) del campionato appariva il momento ideale per un cambio della guardia, suggerito non solo dalla graduatoria ma soprattutto dal non gioco espresso in quest’avvio di stagione e anche dalle scelte altamente discutibili del mister, al quale - salvo ripensamenti - intende rinnovare il mandato.

De Rossi accantona ancora la difesa a quattro e schiera inizialmente il solito Genoa con la sola novità in attacco di Messias al posto di Colombo. Per quasi tutto il primo tempo, il Grifone tiene palla, si mostra più intraprendente e si trasferisce a lungo nella metà campo dei locali, ma al di là di qualche spunto peraltro non irresistibile di Messias, si tratta di un monologo alquanto inconcludente. Appena la sfera giunge nei pressi dell’area cala il buio. Tra i peggiori, ancora una volta, Baldanzi, mai propositivo, ma anche i compagni non brillano: in particolare il terzino destro Ehizibue, pasticcione.

I ducali pare abbiano idee ancora meno chiare e si limitano a controllare le sterili iniziative rossoblù venendo punzecchiati dalla tifoseria amica, indispettita. Si sviluppa la classica gara da 0-0, noiosa e priva di emozioni, tra due squadre impotenti nella costruzione e ancor più nella finalizzazione, ma al 38’ arriva l’inattesa svolta della sfida: l’attaccante argentino Romero riceve palla sulla trequarti e punta con decisione Ostigard, stranamente impacciato e incapace di rispondere allo scatto dell’antagonista, che avanza verso Bijlow e, giunto al limite dell’area, elude l’intervento alla disperata di Marcandalli e con un secco ed angolato rasoterra gonfia la rete. Un lampo nel buio, che però acceca il Grifone.

I rossoblù accusano il colpo, faticano a riordinarsi ed al 43’ rischiano di capitolare ancora, ma sul cross di Valeri (con Marcandalli dormiente) Touré da ottima posizione spedisce alto di testa.

Qualche cambio immediato sarebbe stato logico, ma De Rossi ripresenta dopo l’intervallo l’undici di partenza nello stupore generale. E’ sempre Messias, indomito, a cercare qualche soluzione, ma nel momento topico l’azione si perde e il Parma respira. Solo all’ora di gioco il trainer di Ostia attinge alla panchina: fuori il pessimo Ehiuzibue e Otoa a favore di Puczka ed El Shaarawy. Si assiste ad un pallidissimo risveglio degli ospiti, che al 68’ (era l’ora…) impegnano per la prima volta il portiere crociato Corvi su punizione troppo centrale del solito Messias.

Subito dopo, entra Colombo al posto dell’evanescente Baldanzi e al primo contatto col pallone il brianzolo lancia alla perfezione Osmajic, scattato sul filo del fuorigioco: il montenegrino, sull’uscita di Corvi, lo supera con un calibrato pallonetto e firma l’1-1, favorito anche da un errore di disposizione commesso dagli emiliani.

Sollievo effimero, quello del popolo genoano, che assiste preoccupato ad una deviazione in corner di Bijlow su un’iniziativa non irresistibile dei locali e all’80’ sprofonda nella depressione quando il subentrato Almqvist, imitando alla perfezione Romero, riceve in posizione centrale e con un’accelerata delle sue lascia sul posto il frastornato Marcandalli e sull’uscita disperata del portiere genoano, infila di giustezza nell’angolo più lontano. Anche stavolta, difesa rossoblù imbambolata con grave colpa di un singolo.

All’84’ fuori Sow e Messias e dentro Traorè e Vitinha, le carte della disperazione, ma ormai il Grifo procede solo con la forza dei nervi, senza lucidità. Il portoghese tenta vanamente la soluzione personale (conclusione sbilenca) e poi un cross di Puczka non è sfruttato da Osmajic. Titoli di coda e rabbioso post-partita.

Ora tocca alla società assumere decisioni magari scomode ma improrogabili. Qualche allenatore libero da impegni si può ancora trovare, sperando che basti per riemergere. Intanto De Rossi, in sala stampa, si mostra triste ma anche decisissimo a continuare il lavoro intrapreso. Gli verrà concesso altro tempo?

Pierluigi Gambino

La Sampdoria con un uomo in meno risorge nella ripresa e batte il Catanzaro

Super User 19 Settembre 2026 502 Visite

SAMPDORIA - CATANZARO 2 - 1 

Come spesso gli è riuscito negli anni scorsi, la Sampdoria si esalta quando si trova in inferiorità numerica e riesce a raddrizzare partite che apparivano perse. Contro un Catanzaro modesto ma tignoso i blucerchiati riescono nella rimonta vincente dopo un primo tempo più che dignitoso concluso però con un maldestro intervento di Gartenmann che ha regalato il vantaggio agli ospiti.

Nella ripresa, trascinata da un indomito Insigne, il Doria si vede annullare il pari per un millimetrico fuorigioco ma trova la forza per pareggiare con il suo uomo più rappresentativo. Quando, a metà tempo, viene espulso dall’incerto Ayroldi il centrocampista Abildgaard, il sogno sembra svanire, ma il destino si ricorda di restituire il maltolto e regala ai blucerchiati la chance del clamoroso successo, confezionato dal difensore ospite Antonini e firmato dallo scaltro Begic.

Successo strameritato per una squadra finalmente determinata, caratterialmente forte e illuminata da Insigne oltreché dall’apporto del centravanti esordiente Lauritsen, bravissimo negli assist.

Gli ottant’anni del club scatenano la fantasia della tifoseria doriana, che stende uno striscione blucerchiato lungo circa sessanta metri nei distinti e riempie la Sud con le bandiere delle due società madri: verso il Bisagno il bianco con strisce rosse e nere della Sampierdarenese e verso la collina il bianco e il blu dell’Andrea Doria. Al centro della curva, un lenzuolo gigante con la maglia della squadra attuale e, sotto il numero 80. In alto un’ulteriore scritta: “Dal 1946 uniti da una sola passione”. Fantastico anche l’impatto visivo della Nord, con uno striscione lungo tutta la gradinata e in alto un’altra scritta eloquente: “Dei ragazzi sei l’orgoglio e per noi la gioventù”.

Mister Corradi sceglie la via della prudenza e spedisce in panca Ravanelli ed Esposito confermando Gartenmann al centro della difesa e inserendo in mediana Abildgaard, il più pericoloso a Mantova. In attacco, a supporto di Lauritsen, all’esordio assoluto nel catino di Marassi, ecco Verschaeren e Insigne.

I primi venti minuti scorrono via lisci, senza emozioni fatta salva qualche iniziativa sporadica di Insigne, subito ispirato e continuo, ma malamente assistito dai compagni. Al 21’ il match si accende quando lo scugnizzo riceve palla da Henderson e con una conclusione a giro delle sue va a sfiorare l’incrocio opposto. Passa un minuto e Lauritsen con un colpo di tacco smarca Henderson il quale, solo davanti al portiere Pigliacelli, gli spara il pallone addosso. I blucerchiati cercando di sfruttare il momento propizio e sono fermati dalla jella alla mezz’ora quando Abildgaard di testa fa tremare il palo.

Il Catanzaro capisce che restarsene chiuso in retrovia è autolesionistico e inizia a rendersi pericolosi in contropiede Al 35’ Iemmello con un diagonale da sinistra timbra il montante e sulla riubattuta Mosti costringe il portiere Vindahl ad una paratona.

Proprio nel recupero arriva la beffa: su cross dalla sinistra abbastanza innocuo, Gartenmann anticipa l’uscente Vindahl e spedisce maldestramente nel proprio sacco facendo calare il gelo sul Ferraris.

Dopo l’intervallo la Samp inizia a schiumare rabbia e al 6’ festeggia il pareggiio firmato da Insigne, bravo a deviare in rete da breve distanza, ma dopo due minuti di consulto al Var la segnatura viene annullata per offside. Corradi capisce che il vento sta girando e vuole approfittarne calando la carta Esposito al posto di un involuto Makombou. All’11’, finalmente, il gol liberatore, autore Insigne che su passaggio di testa di Lauritsen buca l’uscente Pigliacelli infilando nell’angolino più lontano. E’ una Samp scatenata, che con Lauritsen sfiora il 2-1 e poi, a metà tempo, si trova in dieci uomini per via di un’entrata scomposta da dietro di Abildgaard sull’ex Pafundi: Ayroldi estraae oil rosso e la gara diventa in salita per i padroni di casa.

Ora l’inerzia è tutta a favore dei giallorossi. Corradi fa accomodare gli sfiniti Insigne e Verscharen affidandosi a Begic e Sinani e poi inserirà pure Mbabu per puntellare la difesa con spostamento al centro di Cicconi. La palla del match All’80’ capita sui piedi dell’attaccante ospite Pecorino che, solo al cospetto di Vindahl, lo grazie spedendo pazzescamente oltre la traversa.

Il Catanzaro tiene palla ma ha il torto di non rendersi pericoloso e al 41’ compie un indimenticabile harakiri: è Antonini che non si avvede della presenza di Begic e lo serve a centro area concedendogli la più agevole delle esecuzioni. I Venticinquemila sono in delirio.

Gli ultimi undici minuti trascorrono con uno stadio intero in apnea. La fortezza doriana, però, regge all’assalto piuttosto disordinato dei giocatori di Gorgone ed ecco, pur nel modo più curioso e strano, il primo successo stagionale.

 

Pierluigi Gambino

 

Entella, conferma di valore con il prezioso punto salvezza a Cremona

Super User 19 Settembre 2026 296 Visite

 

CREMONA – ENTELLA 0 - 0

 

Confermando l’ottimo momento iniziato con l’exploit di Pisa, l’Entella, ancora in trasferta, conquista un altro punto prezioso a Cremona contro un’altra squadra ricca di ambizioni. Nuova prova eccellente per i levantini, che giocano alla pari degli avversari per oltre mezzo match e hanno il merito di soffrire quando, a metà ripresa, i grigiorossi si rendono più pericolosi. Ottima la fase difensiva, un po’ meno quella d’attacco, ma contava non perdere: missione compiuta e balzo a quota 5, in piena media salvezza.

Mister Chiappella modifica lievemente l’unici di Pisa, senza rivoluzioni. Riecco il difensore goleador Tiritiello (fuori Marconi), mentre Guiu è confermato in prima linea al fianco di Cuppone. Per metà tempo si registra soltanto una conclusione di Gerli assorbita dal portiere ospite Del Frate e la forzata sostituzione nelle file grigiorosse dell’infortunato Pontisso, sostituito a centrocampo da Grassi.

L’Entella non sfigura, anzi appare più intraprendente, anche se in zona gol si smarrisce. I suoi contropiedi sono spesso fermati da una posizione di offside. Solo verso l’intervallo i lombardi si rifanno vivi in avanti, ma Del Frate è attento e disinnesca una bordata dalla distanza del goleador ex doriano Bonazzoli. Nel recupero ci prova l’entelliano Di Mario: conclusione centrale.

La ripresa si apre senza sostituzioni in casa biancocleste, mentre Elia subentra a Rocchetti tra i padroni di casa. Il primo tentativo è di Guiu che con un tiro a giro impegna Agazzi, numero uno locale. Al 52’ erroraccio nel disimpegno di Baschirotto, ma Franzoni invece di servire il meglio appostato Cuppone sceglie la soluzione personale senza successo. Dopo una bordata dell’azzurrino Berti disinnescata da Del Frate, ecco nelle file grigiorosse l’innesto della punta Nasti (per Licina) e del più offensivo Collocolo, che avvicenda Thorsby, vecchia conoscenza delle due tifoserie genovesi.

Ora la Cremonese assume nettamente il comando delle operazioni, trascinata dai nuovi innesti e soprattutto da Nasti, che si intende a meraviglia con Bonazzoli e al 63’ sparacchia oltre la traversa. Sei minuti più tardi occasionissima per gli uomini di Pecchia: Gerli con un tiraccio deviato colpisce il palo e Bonazzoli fallisce clamorosamente il tap-in.

L’Entella stringe i denti e cerca, quando può, di distendersi in avanti, mostrandosi più attivo in quest’ultima parte di gara. Pecchia immette il gigante Djuric completando così i cambi, mentre Chiappella all’80’ rinfresca l’Entella con gli ingressi di Corona e Previtali per Cuppone e Benedetti prima che, allo spegnersi del match, entri anche Tirello per Squizzato. Non succederà più nulla sino al triplice fischio conclusivo.

 

Pierluigi Gambino

Il Genoa trova a Parma un avversario con gli stessi suoi problemi

Super User 19 Settembre 2026 382 Visite

 

Due allenatori in bilico: chi più (Carlos Cuesta), chi meno (Daniele De Rossi). Parma-Genoa, in programma domani (domenica 20 settembre, ore 15.00) allo stadio Tardini, coinvolge emotivamente migliaia di tifosi ma può anche decidere i destini assai simili di due allenatori, che rischiano di pagare i pessimi risultati delle rispettive squadre. Ducali e grifoni sono affiancati a quota uno e non possono permettersi di perdere lo scontro diretto, ma se i rossoblù potrebbero al limite permettersi di pareggiare, i crociati - col fattore campo favorevole - non hanno davvero alternative.

Il mister genoano confessa qualche turbolenza nel proprio intimo: “Sarei un bugiardo se dicessi che affronto la situazione tranquillamente. Il lavoro per me è importantissimo, e anche il Genoa lo è. Ci tengo a tenermi il Genoa il più a lungo possibile e a fare punti. Vivo con il dispiacere di non averne raccolti abbastanza e avverto la responsabilità nei confronti dei tifosi, che con me sono meravigliosi e ogni giorno mi dimostrano lo stesso affetto espresso lo scorso anno, quando si vinceva. La società, dal canto suo, continua a dimostrarmi fiducia. Con tutto ciò, noi tecnici rimaniamo sempre sotto esame, siamo sotto osservazione e in bilico. Io vivo solo con l’ansia di dare una soddisfazione ai tifosi, ai dirigenti e, in primis, ai miei giocatori”.

Oltre i sentimenti, c’è il campo. “E’ una partita importante per noi, ma anche per loro - osserva Capitan Futuro - che non ci somigliano per caratteristiche tecniche ma hanno il nostro stesso valore. L’anno scorso a Parma costruimmo due nitide occasioni da gol e fu bravissimo il loro portiere Corvi. Penso che si possa ripetere una partita simile. Col Frosinone, al di là degli errori commessi in specie nei sedici metri, ho visto nella squadra lo spirito giusto e il successo di martedì in Coppa con il Sudtirol ci ha tolto qualche scoria. Chissà che non possa essere l’inizio di una nuova storia”.

Capitolo formazione. Ostigard, pur indebolito dalla gastroenterite, è disponibile e, con una dose massiccia di vitamine in corpo, dovrebbe farcela. C’è comunque da sostituire lo squalificato Vasquez, capitano e goleador del momento, e De Rossi ha un dubbio amletico: Otoa è già collaudato ma non si trova perfettamente a proprio agio come “braccetto” di sinistra, ruolo in cui si sta specializzando Puczka, meno esperto ma considerato il più bravo battitore di corner e di rigori della squadra.

Definite, salvo sorprese, le altre scelte, con la conferma del trio di centrocampo Frendrup-Sow-Baldanzi anche perché il quarto candidato, Amorim è reduce da un lieve infortunio alla caviglia ed appare destinato alla panchina e l’emergente Wiafe potrebbe scontare i suoi beati 18 anni in un match così delicato.

Sule fasce dovrebbero ancora agire Ehizibue ed Ellertsson, con Colombo e Osmajic (rimasto a riposo in Coppa) in avanscoperta. A gara in corso, anche a seconda del risultato parziale, potrebbe esserci spazio per alcune alternative di lusso: Traoré (il cui minutaggio è ancora ridotto), Meichtry (adatto ad agire negli spazi) e soprattutto El Shaarawy, che De Rossi non considera ancora atleticamente pronto per operare come esterno. I nuovi ingressi presuppongono un cambio di modulo (due rifinitori alle spalle di una sola punta) ma anche il possibile passaggio alla difesa a quattro, che il mister non esclude, ma intende proporre in modo continuativo dopo la lunga pausa.

Il mister del Parma, senz’altro indebolito dalle partenze dei gioielli Circati e Pellegrino, punta ancora sul modulo 5-3-2 con due terzini propensi a spingere, il fantasioso e tecnico Bernabé (recuperato da un acciacco) a costruire gioco, la mezz’ala Keita a garantire dinamismo e forza fisica e una coppia non trascurabile di attaccanti composta dall’aitante argentino Romero (uomo d’area) e dal giovane ex milanista Lontani.

Oltre quota 2500 i biglietti acquistati dal popolo genoano, speranzoso di festeggiare qualche gol e qualche punto, indispensabili per respingere la tentazione di ripetere per il terzo anno di fila un antipatico cambio della guardia.

Pierluigi Gambino

Blucerchiati obbligati a vincere con il Catanzaro in un’atmosfera pesante

Super User 18 Settembre 2026 355 Visite

 

I tifosi blucerchiati proporranno, prima della gara col Catanzaro (domani, sabato 19 settembre, fischio di inizio alle 17.15), una coreografia eccezionale in occasione degli ottant’anni del club, ma nel catino incandescente del Ferraris non si respirerà un’aria di festa. Infatti, è prevista un’accesa contestazione nei confronti della società, definita “incompetente e arrogante”. Un clima pesantissimo, che tuttavia dovrebbe appena sfiorare i giocatori, attesi ad una drammatica sfida-salvezza, se ci si limita ad osservare la classifica, che vede i blucerchiati all’ultimo posto con un punto e i calabresi appena sopra, con tre.

L’appuntamento non ammette deroghe: è d’obbligo la vittoria per mantenere calmo l’ambiente, sollevare il morale della squadra e puntellare la panchina di mister Corradi, che - ad onta della fiducia confermata a mezza bocca dalla dirigenza - ha già iniziato a traballare e potrebbe cedere in caso di ulteriore verdetto negativo.

Il tecnico senese si sforza di mostrarsi sereno: “Quando ho parlato di partita dentro o fuori volevo intendere che quello dev’essere il nostro atteggiamento, non che siamo già all’ultima spiaggia. Quanto al sottoscritto, appena si firma un contratto con un club, si deve sempre mettere in conto il rischio di un esonero. Io sto facendo di tutto per meritare la fiducia della società. So benissimo che servono i punti. Vero, è per noi un momento negativo, però dipeso più da errori individuali che dalle prestazioni, come attestano il numero dei tiri e i dati atletici”.

Qualche indicazione riguardo all’undici iniziale è scaturita. Corradi infatti ha già ufficializzato la presenza del discusso Vindahl tra i pali blucerchiati così come l’incarico di primo rigorista che rimane sulle spalle di Lauritsen nonostante l’errore fatale di Mantova. Ravanelli, indiziato di esordio in maglia blucerchiata dopo un lungo infortunio, sarà disponibile previa iniezione antidolorifica, e tale premessa invita a pensare che al centro della difesa, come partner di Delli Carri, possa ancora toccare a Gartenmann. Immutata la coppia di esterni, il trainer ha ammesso che “con i tre centrocampisti la squadra è più equilibrata”. Ai riconfermati Henderson e Makoumbou dovrebbe quindi affiancarsi Abildgaard, brillantissimo nello spezzone disputato in Lombardia. Novità pure sul fronte offensivo, con Lauritsen che finalmente si esibirà dal primo minuto (scontata l’esclusione di Tutino) supportato da due mezze punte che assieme dialogano in modo eccellente: Verschaeren e Insigne.

Tra i convocati riappare il nome di Esposito, ormai ristabilito, ma dopo il guaio muscolare prudenza suggerisce di spedirlo in panca per riaverlo a tutto tondo dopo la pausa. Nulla da fare, invece, per Depaoli, ancora ai box. Pronti all’uso troviamo Begic e Sinani, alternative di lusso, ma anche Karamoh.

L’obiettivo di Corradi è scongiurare qualsiasi tipo di distrazione difensiva e, nel contempo, aumentare il tasso di pericolosità e di precisione in zona gol. In soldoni, serve una corposa iniezione di concretezza.

Il Catanzaro ha bevuto un brodino con la vittoria scacciacrisi sulla Carrarese, ma parecchi problemi rimangono e di sicuro la rosa appare più debole rispetto all’anno scorso, quando i giallorossi giunsero vicinissimi alla clamorosa promozione. Mister Gorgone, che in primavera ha provato vanamente a salvare il Pescara di Insigne dalla C, punta molto sull’esperienza del portiere Pigliacelli, sull’innesto a centrocampo di Mosti e su un ex doriano, il discusso Pafundi, che si è presentato ai tifosi calabresi sfornando l’assist vincente per Iemmello (uno degli attaccanti più quotati della categoria), destinato ad affiancarsi a Pecorino, altro elemento da controllare a dovere. 

Pierluigi Gambino

De Wave Open Challenger, Genova apre le porte al grande tennis internazionale

Super User 18 Settembre 2026 542 Visite

 

Genova si prepara a vivere una settimana di tennis internazionale con la prima edizione del De Wave Open Challenger, torneo maschile inserito nel circuito ATP Challenger Tour 75. L’appuntamento è dal 20 al 27 settembre sui campi del Park Tennis Club, storico circolo di Albaro, con un montepremi complessivo di 107 mila dollari. 

Sono oltre 60 i giocatori professionisti attesi, provenienti da 28 Paesi, per un programma che prevede complessivamente 64 match tra singolare e doppio. Gli organizzatori stimano l’arrivo di oltre 10 mila appassionati nel corso degli otto giorni della manifestazione.

La competizione è stata presentata questa mattina a bordo della nave Costa Toscana, presso la Stazione Marittima di Genova, nel corso di un evento che ha visto la partecipazione delle autorità istituzionali e sportive, tra cui Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, Alessandro Terrile, vicesindaco di Genova, Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Commercio di Genova, Andrea Fossati, presidente del Comitato Regionale Ligure FITP, Giancarlo Palumbo, responsabile del Settore Tecnico Nazionale FITP under20. La sindaca di Genova Silvia Salis ha invece inviato un videomessaggio.

A guidare il seeding sarà il tedesco Tom Gentzsch, numero 157 ATP e già vincitore di un torneo Challenger. Alle sue spalle l’italiano Stefano Travaglia, numero 155, e il croato Luka Mikrut, numero 223. Particolare attenzione sarà rivolta alla pattuglia italiana, che comprende anche il genovese Gianluca Cadenasso, numero 214 del ranking ATP, oltre a Francesco Passaro e Raul Brancaccio.

«Questo torneo nasce da un progetto in cui crediamo moltissimo e dall’ambizione di elevare la città di Genova a un livello sportivo sempre più alto», ha spiegato Gianluca Naso, direttore del torneo e amministratore della Park Tennis Training. L’obiettivo, ha aggiunto, è trasformare il Challenger in un appuntamento stabile e riconoscibile, capace di avvicinare anche i giovani al tennis. 

La manifestazione nasce dalla collaborazione tra De Wave Group e Park Tennis Training. Si giocherà sui cinque campi in terra rossa del Park Tennis Club, tre destinati alle gare e due agli allenamenti. La finale del singolare è prevista per il 27 settembre.

Non mancherà una componente dedicata alla solidarietà. Sabato 26 settembre è in programma una cena benefica organizzata da ARCA ODV, a conclusione del torneo di beneficenza Memorial Sandro Trasino. I fondi raccolti saranno destinati all’acquisto di un'incubatrice neonatale BabyLeo per il reparto di Neonatologia del Policlinico San Martino.

Dopo il recente Aon Challenger che si è giocato a Valletta Cambiaso, la città torna nuovamente al centro della scena tennistica. «Puntiamo a far diventare Genova la capitale italiana del tennis nel mese di settembre», hanno annunciato gli organizzatori.

Da sinistra: Gianluca Naso, direttore del torneo, Gianluca Cadenasso, tennista, Riccardo Pompili, ad De Ware e Mario Zanetti, delegato Confindustria

L'intervento del presidente Marco Bucci

Il videomessaggio della sindaca Silvia Salis

Il presidente del Tennis Park Alberto Clavarino

L’Entella con il morale alto cerca conferme di valore a Cremona

Super User 18 Settembre 2026 299 Visite

 

Con il morale alle stelle per l’imprevisto exploit di Cremona, l’Entella cerca conferme (domani, sabato 19 settembre inizio ore 15) nella seconda trasferta consecutiva, stavolta in casa di una Cremonese che è partita ad agosto con l’obiettivo chiarissimo di tornare immediatamente in A.

Una gara ispida, ricca di tranelli, che i biancocelesti possono però affrontare in tutta serenità puntando sull’arma già collaudata del contropiede, così efficace all’Arena Garibaldi. Mister Chiappella ovviamente non si sbottona riguardo all’undici di partenza, che tuttavia potrebbe presentare qualche novità rispetto a quello schierato in terra toscana. Il vero problema del trainer, attualmente, il più gradito: l’abbondanza di scelte, che caratterizza tutti i reparti. Si candida al rientro dal primo minuto il difensore-bomber Tiritiello (acciacchi ormai smaltiti), che potrebbe sostituire il navigato Marconi, mentre va decisa la posizione di Guiu, tra i levantini più in forma, che potrebbe ancora esibirsi nel duo di punta, ma anche arretrare come rifinitore. Anche a livello di modulo, Chiappella è tentato di introdurre la difesa a quattro, che consentirebbe di rinforzare la cerniera di centrocampo senza indebolire la fase di spinta.

I nerazzurri, dopo l’avvento in panchina del quotato Fabio Pecchia, subentrato a Marco Giampaolo dopo le due sconfitte iniziali, hanno ormai avviato la marcia verso l’alto ottenendo un successo casalingo a spese del Padova e andando poi a pareggiare nella tana del Cesena rimontando dallo 0-2 al 2-2. E’ annunciato in gran forma l’ex doriano Bonazzoli, tre reti negli ultimi 180 minuti, ma sono numerosi i grigiorossi reduci dal massimo campionato e decisi a riscattarsi. L’ex genoano Vogliacco, il centrocampista Gerli e a mezza punta Berti di stagliano su compagni comunque ricchi di esperienza, ma non va trascurato Baschirotto, difensore con vocazione offensiva, ormai pronto a tornare a pieno regime dopo un lungo infortunio. 

Pierluigi Gambino

Vasquez entra nel finale e regala al Genoa la qualificazione in Coppa

Super User 15 Settembre 2026 336 Visite

GENOA - SUDTIROL  1 - 0

 

Segna sempre lui, capitan Vasquez. Dopo aver firmato il pari in campionato contro il Frosinone, il messicano scongiura il rischio di una clamorosa eliminazione del Genoa svettando all’87’ di testa sul calibrato corner di Puczka e infilando l’incolpevole Plizzari, numero uno del Sudtirol. Il difensore, che a Parma sarà assente per squalifica, era entrato sette minuti prima, come carta della disperazione, per provare a scardinare l’attentissima difesa degli altoatesini, presentatisi in campo con gran parte dell’undici titolare. Assolutamente legittimo il successo dei rossoblù, che mister De Rossi ha modellato con una formazione assolutamente sperimentale, imbottita di riserve abituali, sottoposte ad un esame finestra. Così, oltre al portiere Stolz (che si comporterà egregiamente), le novità sono Otoa e Puczka nel trio di centrali e una coppia inedita di esterni formata da Drameh e Mitaj, con la mediana composta dai giovani Amorim e Wiafe, Baldanzi e Meichtry larghi a supporto dell’unica punta Vitinha, che indossa anche la fascia da capitano al braccio.

Il Grifone assume presto le redini del match, ma non sfonda, forse anche per la scarsa coesione tra i giocatori che non si erano mai esibiti assieme. Al quarto d’ora ci provano Wiafe e poi Baldanzi, con conclusioni respinte. Due minuti dopo l’unico spunto felice di Drameh (per il resto pasticcione, quante palle perse!), che impegna seriamente Plizzari in tuffo. La manovra tuttavia è macchinosa e priva di fantasia, con Meichtry che a sinistra fatica a produrre giocate pericolose e Vitinha che non la prende mai. A livello di cronaca, Wiafe, tra i più attivi (18 anni, va seguito con attenzione) spara deciso dai 25 metri sfiorando i pali e poi in piena area sciupa calciando debole verso il numero uno ospite, che para plasticamente.

In tutto il primo tempo gli altoatesini si distenderanno verso Stolz solo due volte: nella prima ottimo recupero di Marcandalli e nella seconda saetta di Anghelé oltre la traversa. I rossoblù non si arrendono, ma confermano l’annosa sterilità in zona gol. Visto che in area la palla non arriva, Amorim al 41’ si mette in proprio con una staffilata dalla distanza che Plizzari devia volando sulla propria destra e prima del fischio finale Vitinha viene fermato nel momento topico.

Per metà gara un Genoa non brillantissimo: manovra lenta, macchinosa, prevedibile, nessuno spunto individuale. In sovrappiù, i soliti limiti di fisicità: squadra troppo leggera e per nulla prepotente. Nel calcio d’oggi, in cui si permette qualsiasi tipo di contatto, una difesa strutturata come quella bolzanina va a nozze di fronte ai pesi piuma genoani.

La ripresa decolla senza cambi in formazione, ma la partita non è più un monologo genoano. Mister Possanzini capisce che la sfida non è così proibitiva e propone un undici più intraprendente e propenso a sfruttare gli spazi. Al 50’ prima parata di Stolz, neppure così facile, sul temibile Davi, poi risponde il Grifo con un’inzuccata di Wiafe che esce di un nulla e con una conclusione velenosa di Puczka deviata in corner da Plizzari.

Ora il match è vivo e aperto ad ogni risultato. Dopo un diagonale di Burnete deviato da Otoa di quel tanto da finire in corner, all’ora di gioco De Rossi procede ai primi cambi: dentro El Shaarawy e Colombo per i due laterali Mitaj e Drameh, che non si erano coperti di gloria. Meichtry finisce sulla fascia destra e il Faraone sulla sponda opposta. Otto minuti più tardi scocca l’ora di Messias per un Baldanzi che, deludente in campionato, non è stato certamente rilanciato da quest’opportunità infrasettimanale. Colombo collauda i guanti di Plizzari e un tiro di Meichtry finisce di poco sul fondo, anche se il Sudtirol non si chiude a riccio e cerca di sfruttare gli sbilanciamenti dei rossoblù. Al 74’ splendida invenzione di El Shaarawy per Messias, che da due passi non inquadra la porta: che errore!

All’80’ DDR propone altre due novità di stampo offensivo, visto che vuole vincere, anche a costo di rischiare nei contropiedi: ecco Vasquez e - udite, udite - Traoré, all’esordio assoluto con la casacca del Genoa. All’85’ la palla del trionfo finisce sul destro dell’anziano biancorosso Bjarnason, appena entrato, che esalta i riflessi di Stolz, ma che paura!

Dal possibile svantaggio all’esaltazione dell’incornata decisiva di Vasquez, che precede il solo momento da applausi di tutto il match: lo offre Traoré, che controlla, con una finta si libera di un avversario e spara in porta, ma viene beffato dalla faccia esterna del palo. Sarebbe stata una rete da incorniciare e va comunque considerata una promessa per un futuro che senza il suo apporto potrebbe diventare fosco per i rossoblù.

Prossimo avversario di Coppa, la schiacciasassi Inter a San Siro: si salvi chi può.

Pierluigi Gambino

Coppa Italia, un Genoa in edizione sperimentale ospita domani il Sudtirol

Super User 14 Settembre 2026 561 Visite

 

Intermezzo targato Coppa Italia per il Genoa, che domani (martedì 15 settembre, ore 18:00, diretta su Italia 1) affronta a Marassi il Sudtirol, rocciosa compagine che dopo quattro turni di Serie B pascola in solitudine al terzo posto con un bilancio di due vittorie e di altrettanti pareggi.

I rossoblù, reduci da tre allenamenti svolti nel magnifico centro sportivo di Novarello (il terreno del Signorini è stato sottoposto a restyling) sono ovviamente favoriti per il passaggio del turno, che però non appare così automatico come la differenza di categoria suggerirebbe. Gli altoatesini sono in salute, presentano un impianto di gioco abbastanza equilibrato e ci tengono a rimediare un figurone e, al limite, ad aggiudicarsi la disputa della sfida a San Siro contro l’Inter, la già sorteggiata antagonista nel turno successivo della manifestazione.

Il Grifone, immerso in un avvio di stagione assai sofferto, ha l’obbligo morale di imporsi per spegnere le perplessità già alimentate e garantirsi la tranquillità ambientale, anche se mister De Rossi deve proiettare le proprie scelte di formazione al prossimo impegno di campionato - da non fallire - in casa dell’avversario diretto Parma. Probabile, almeno inizialmente, un massiccio turnover, utile a preservare qualche titolare e soprattutto a valutare sul campo, in una gara ufficiale, le qualità di alcuni giocatori sinora trascurati. La prima novità è annunciata in porta: fuori Bijlow e spazio al suo sostituto naturale Stolz, autore di un’annata positiva alla Dinamo Bucarest e poi al Grazer, club austriaco.

Volti inediti anche in difesa, con il collaudo di Otoa, che domenica dovrà sostituire lo squalificato Vasquez, per questo motivo certamente in campo anche domani. Resta un posto, in ballottaggio tra Marcandalli (atteso a superare un momento non felice) e Ostigard (più bisognoso di fermarsi).

Sulla fascia probabile esordio in rossoblù per Drameh, l’ultimo arrivato alla corte di De Rossi, ma anche Mitaj potrebbe ottenere una chance di impiego, a sinistra. Cambia connotati pure la mediana con Sow e Frendrup a rifiatare: dovrebbe essere il turno sia di Amorim sia del diciottenne Wiafe, già entrato nel precedente impegno di Coppa contro l’Ascoli.

Infine la prima linea, dove è pressoché certa una maglia per un altro elemento sul quale DDR ripone notevole affidamento: si tratta di Meichtry, sinora mai utilizzato dall’inizio ma già protagonista in parecchi finali di partita. Il calciatore svizzero, teoricamente arruolabile anche a centrocampo, si gioca un posto al sole in vista della delicatissima sfida salvezza al Tardini. Da decidere il suo partner tra il collaudato Vitinha ed El Shaarawy, che necessita di accrescere il proprio minutaggio, ma attenzione ad una sorpresa durante il secondo tempo: la prima apparizione in rossoblù di Traoré, che dopo mesi di sofferenza scalpita dal desiderio di iniziare una nuova avventura professionale.

De Rossi si porterà comunque appresso tutti i titolari in panchina e li inserirà in corso d’opera se il risultato parziale non fosse confortante. Ipotesi tutt’altro che da scartare, considerate le motivazioni dei biancorossi bolzanini, tra cui spiccano il portiere Plizzari (scuola Milan), i difensori Giorgini e Rispoli, i centrocampisti Molina e Bjarnason, la punta Okoro. Anche tra gli altoatesini, comunque, sono previste alcune sostituzioni in ottica campionato.

La partita sarà diretta dall’esperto arbitro Manganiello di Pinerolo. Il regolamento comporta, in caso di parità al triplice fischio, il ricorso ai calci di rigore senza supplementari.

Pierluigi Gambino

Aon Open Challenger, il brasiliano Seyboth Wild trionfa davanti a 2.000 spettatori

Super User 14 Settembre 2026 442 Visite

 

È Thiago Seyboth Wild il vincitore dell’Aon Open Challenger - Memorial Giorgio Messina 2026. Il tennista brasiliano ha superato in finale lo spagnolo Pedro Martinez, testa di serie numero 7 del torneo, con il punteggio di 6-4, 6-2, al termine di una settimana caratterizzata da grande tennis e da una significativa partecipazione di pubblico.

Sono stati circa 2.000 gli spettatori presenti al Campo Centrale “Beppe Croce” di Valletta Cambiaso per l’atto conclusivo della manifestazione, confermando il forte legame tra Genova e il tennis internazionale.

Seyboth Wild ha imposto il proprio ritmo sin dalle prime battute, dimostrando grande efficacia al servizio e nei colpi da fondo campo. Dopo aver conquistato il primo set per 6-4, il brasiliano ha aumentato ulteriormente la pressione nella seconda frazione, chiudendo rapidamente la partita sul 6-2.

«È stata una bellissima settimana, nella quale sono migliorato partita dopo partita - ha commentato il vincitore -. Sentivo di poter vincere ed essere riuscito a farlo mi rende davvero felice. Il mio obiettivo è tornare tra i primi cento giocatori del mondo entro la fine dell’anno. Spero di tornare a Genova, perché qui mi trovo molto bene». 

Soddisfatto anche il direttore del torneo Paolo Lorenzi, che ha sottolineato il successo dell’edizione e la grande risposta del pubblico. «Genova ha confermato ancora una volta il suo grande amore per il tennis – ha detto –. La prospettiva di rinnovare il Campo Beppe Croce rappresenta un’opportunità importante per far crescere ulteriormente il torneo e portare in città giocatori sempre più prestigiosi». 

Il progetto di riqualificazione dell’impianto è stato confermato dalla sindaca Silvia Salis, che ha premiato il vincitore. L’ipotesi è quella di sostituire l’attuale terra rossa con una superficie in cemento, maggiormente adatta ad attirare giocatori di alto livello in questa fase della stagione.

«Sono state giornate incredibili, con il tutto esaurito e una grande soddisfazione da parte degli organizzatori – ha dichiarato Salis –. Stiamo valutando la possibilità di trasformare la terra rossa del Campo Beppe Croce in una superficie in cemento, più appetibile per i grandi campioni che cercano campi veloci. L’obiettivo è completare i lavori entro un anno».

Una Sampdoria ingenua e fragile crolla anche a Mantova ed è ultima

Super User 13 Settembre 2026 454 Visite

 

MANTOVA - SAMPDORIA 2 - 0

 

Terza sconfitta consecutiva e ultimo posto in classifica (diviso con la Carrarese) per una Samp fragile e autolesionista, capace di sbagliare un rigore e di regalare due gol al Mantova, squadra di alta classifica rivelatasi però più che abbordabile. La crisi blucerchiata si evidenzia nell’annosa difficoltà a buttarla dentro e nell’infinita serie di distrazioni difensive costate altre segnature.

Mister Corradi, rispetto a Palermo, cambia un solo uomo: fuori il deludente Sinani e dentro Begic per vivacizzare la manovra. Il primo tempo è un inno al nulla su entrambi i fronti: 46 minuti di calcio orrendo, senza una sola parata degna di nota dei due portieri. Se non altro, quello doriano, Vindahl, deve lavorare su due calci d’angolo mentre il suo dirimpettaio Bardi non deve fare neppure quel poco. Mezza gara di noia tremenda, dominata dai tatticismi, con le difese nettamente preponderanti rispetto agli opposti attacchi. Da segnalare però un’altra ammonizione per proteste a carico di Insigne e l’ennesimo giallo rimediato da Henderson per gioco scorretto.

Nell’intervallo mister Corradi avvicenda il fumoso Begic non con Sinani bensì con Abildgaard e subito si vede una Samp più intraprendente e vogliosa, che prende decisamente in mano le redini del match. Al 49’ Insigne irrompe in area da sinistra e calcia secco costringendo Bardi a salvarsi in corner. Quando, al 57’, si registra l’agognato esordio stagionale di Lauritsen per l’abulico Tutino si pensa ad un Doria ulteriormente arrembante alla ricerca del successo, ma proprio nel momento di maggiore spinta, appena prima dell’ora di gioco, il Mantova passa inopinatamente in vantaggio: lungo lancio di Castellini verso Ruocco, tenuto colpevolmente in gioco da Di Pardo e non controllato da Gartenmann. Il bomber biancorosso da breve distanza calcia come può in diagonale e la palla, appena toccata da un dormiente Vindahl, si infila nell’angolo opposto: c’è una responsabilità collettiva in un gol che si poteva tranquillamente evitare con più attenzione e prontezza.

La Samp non si arrende e al 62’ ha l’opportunità di pareggiare: sugli sviluppi di una punizione di Insigne respinta dalla barriera, Kouda colpisce maldestramente Abildgaard e l’arbitro Chiffi indica senza esitazioni il dischetto. Clamorosamente, lo batte l’uomo appena entrato, Lauritsen, ancora freddo: la sfera esce mezzo metro alla sinistra di Bardi per la disperazione di tutto il clan ospite.

Rete fallita, rete incassata, secondo l’antica regola del calcio: al 66’, Ilie dalla trequarti serve in verticale Longonda, lasciato spaventosamente solo in area da Di Pardo e Gartenmann, che stanno a guardare come belle statuine: la conclusione agevole verso il sette è imparabile. Passano 3 minuti e si verifica l’unico episodio sfortunato della partitaccia blucerchiata: su mischia in area biancorossa, Gartenmann inzucca, ma il palo gli strozza in gola la gioia. A quel punto, i blucerchiati alzano bandiera bianca e Corradi, per disperazione, avvicenda un nervoso Insigne e Henderson con Sinani e Karamoh, pure lui al debutto assoluto in casacca blucerchiata. Ma è ancora il Mantova, in ripartenza, a procurare brividi: Vindahl è bravissimo e negare il tris a Bragantini, il quale subito dopo si fa anticipare in extremis da Delli Carri mentre sta per insaccare. Ci prova anche la Samp, ma il colpo di testa di Lauritsen è troppo debole: un sigillo seppur platonico gli sarebbe servito se non altro per il morale. 

Pierluigi Gambino

Genoa, contro il Frosinone un punticino in rimonta che non risolve i problemi

Super User 12 Settembre 2026 387 Visite

 

GENOA - FROSINONE 1 - 1

 

Vittoria ancora rinviata per il Genoa, che si fa imporre il pari da un Frosinone tonico, organizzato, equilibrato nei reparti e meritevole dell’ottima posizione in classifica. I rossoblù scontano due erroracci commessi nel primo tempo e, dopo aver raggiunto il pari ad inizio ripresa, calano progressivamente e nel recupero rischiano la capitolazione. Qualche progresso si è avvertito, l’esordio di El Shaarawy risulta promettente ma non sono mancate le smagliature difensive: male Marcandalli e Baldanzi rimedia un’altra bocciatura. In definitiva, poteva andare meglio ma anche peggio. A Parma nel prossimo turno, sarà però tassativo non sbagliare.

De Rossi, come previsto, non rivoluziona la formazione rispetto alla Waterloo col Como e si limita ad una sola variazione sulla fascia destra: fuori Sabelli, che non si era coperto di gloria, e dentro Ehizibue, all’esordio in rossoblù dal primo minuto.

Nel Frosinone, reduce da due squillanti successi, sono in campo il prestito rossoblù Calvani al centro della difesa e nella mediana si assiste al ritorno a Marassi del vecchio idolo Masini, ceduto definitivamente per ragioni di bilancio. Il terzo ex, Fini, parte dalla panchina, ma non va dimenticato che anche il regista Calò vanta un pur fuggevole passato nelle giovanili del Grifo. Un centrocampista così dotato a De Rossi manca certamente. In panca si nota la presenza di Traoré, sinora ospite fisso dell’infermeria, ma il mister guarda soprattutto a El Shaarawy per un eventuale ingresso in corso d’opera.

Sugli spalti il solito tifo assordante, anche qualche inedito vuoto si nota nei distinti. La nuova terza maglia, rossoblù a strisce orizzontali, riscuote nel popolo genoano commenti contrastanti.

Partenza sciapa vivacizzata da un disimpegno da brivido di Bijlow che poteva costare carissimo. All’8’ si registra il primo episodio di un pessimo pomeriggio: palla da Ellertsson verso centro area, dove Baldanzi infila agevolmente, ma il Var induce ad annullare per un millimetrico offside dell’islandese. Sei minuti più tardi la svolta: contropiede fiammeggiante dei ciociari e palla che da Schmidt finisce a sinistra verso Kvernadze, abile a liberarsi di Marcandalli e a buggerare l’incolpevole Bijlow.

Il Genoa reagisce con le forze a disposizione e al 22’ costruisce la più ghiotta delle palle-gol, propiziata da un fantastico tacco di Osmajic che lancia verso la porta Baldanzi, il quale arriva a tu per tu col portiere ma non angola e gli consente la parata decisiva. Un quarto d’ora più tardi, a capo di un forcing rossoblù, ci prova in girata Osmajic, ma la palla finisce a lato.

Dopo due colpi di mano dei difensori frusinati nella propria area, al terzo tentativo - stavolta più netto, di Cittadini - arriva, proprio in zona recupero, il sacrosanto rigore per il Grifo, benché fischiato un minuto abbondante più tardi su segnalazione del Var e verifica al video dell’arbitro Rapuano. Sul dischetto va Colombo, che spiazza Palmisani ma conclude fuori di mezzo metro disperandosi.

A metà gara il risultato è bugiardo, ma va apprezzato il cinismo dei gialloblù e, di converso, si deve rimarcare l’ingenuità di un Grifone che si è divorato due gol fatti uscendo dal campo subissato di fischi da parte dei suoi tifosi.

De Rossi nell’intervallo lascia fuori Baldanzi, tra i peggiori in campo, e cala la carta Messias. Basta qualche minuto che il Grifo è più ficcante e i laziali iniziano a sentirsi meno sicuri. Al 50’ tutto un popolo festeggia l’agognato pareggio: corner da destra di Sow sul prino palo Vasquez anticipa tutti e incastra nell’angolino. Al 15’, accolto da un boato spaventoso, si presenta al suo vecchio pubblico El Shaarawy, che subentra ad un disordinato Ehizibue, con spostamento di Ellertsson a destra. Il Genoa inizia a patire un briciolo di stanchezza e il caldo ma insiste. La difesa ospite non è composta da fuoriclasse, ma da robustissimi gendarmi che dominano nel giuoco aereo. I ciociari al 20’ si rendono pericolosi ancora con Kvernadze, che collauda i guanti di Bijlow. Tre minuti dopo, improvvisa bomba di Osmajic che Palmisani respinge a fatica: è il prodromo per l’inserimento di Vitinha al posto di Colombo, alquanto stanco.

La sfida diventa più equilibrata e il Frosinone, previo qualche cambio, inizia a spingere con maggiore veemenza ma senza creare soverchi pericoli. Al 34’ doppia novità in casa Genoa: fuori Ellertsson e Sow e dentro Amorim e Meichtry per conferire superiore freschezza ad una squadra un po’ in affanno a livello fisico.

Il Grifo sbuffa e al 35’ El Shaarawy con un’azione personale in area ospite impegna seriamente Palmisani mostrandosi vivacissimo e voglioso. Subito dopo rasoterra magnifico di Meichtry che, deviato, si spegne ad un palmo dal montante.

Il Genoa non si arrende ma all’86’ rimane in dieci: Vasquez, per scongiurare un contropiede potenzialmente letale, rimedia il secondo giallo. Giusto così.

 

Pierluigi Gambino

Samp, a Mantova un altro durissimo esame che non si può fallire

Super User 12 Settembre 2026 371 Visite

 

Dopo il Palermo, ecco il Mantova, sempre lontano da Marassi. Alla Samp, costretta da un calendario assurdo a giocare sei volte in trasferta nei primi nove turni cadetti, capita un’altra avversaria ambiziosa. I virgiliani, guidati dall’ex terzino genoano Francesco Modesto, non si accontentano di un campionato anonimo ma puntano decisamente alle zone alte della classifica, e il loro avvio, d’altronde, conferma certi obiettivi: dopo l’impresa corsara a Carrara, il secco successo interno a spese dell’Empoli e, infine, il confortante pareggio di Cesena.

Il team lombardo è cambiato relativamente rispetto allo scorso campionato e può dunque basarsi su una coesione che il rinnovatissimo Doria, per ora, si sogna. Manca per infortunio muscolare tra i biancorossi il faro di centrocampo Trimboli, nato a Sampierdarena e svezzato dal club blucerchiato che ha deciso forse con troppa fretta di liberarsene. Lo sostituirà Kouda, unico intruso in una formazione titolare forte di un portiere collaudato come Bardi, di un trio difensivo compatto, di un rifinitore-goleador del calibro di Ruocco (tra i “top” della categoria) e di due centravanti non trascurabili in ballottaggio: Gliozzi e l’ex spezzino Vlahovic.

A questa compagine adattissima ad affrontare la cadetteria la Samp può opporre un undici ricco di mestiere e personalità, con svariati elementi che hanno brillato nei campionati maggiori europei e vantano le qualità per imporre il proprio gioco. Fondamenta interessanti su cui costruire una squadra meno svolazzante in fase difensiva e assai più prolifica nell’area antagonista.

Mister Corradi è consapevole che l’infermeria non si sia ancora del tutto svuotata ma gli abbia finalmente restituito qualche potenziale pilastro. Ecco la sua disamina del match: “Credo che occorra valutare in primis le prestazioni della squadra e non solo i risultati. Mi piace che la squadra giochi, certo avrei gradito raccogliere più punti. Il Mantova ha dimostrato di essere in salute, è aggressiva e viene a pressarti uomo su uomo. Le squadre di Modesto hanno tutte un’identità precisa. Cercheremo di mettere in difficoltà gli avversari con le nostre armi migliori. Certo, stiamo segnando con fatica, ma in prospettiva è importante che si sia tirato spesso”.

Rispetto alla gara persa, pur col massimo onore, a Palermo, non si prospetta inizialmente una rivoluzione. D’altronde, il centrocampista Abildgaard sta meglio ma è gerarchicamente indietro rispetto alla coppia di mediani Henderson-Makoumbou. Stavolta sono convocati e disponibili sia Ravanelli, teoricamente titolare al centro della difesa, e Lauritsen, prelevato per diventare il terminale offensivo e il capocannoniere blucerchiato. Corradi va cauto su entrambi, ai quali è orientato a concedere uno spezzone di match ma solo se il risultato parziale lo consiglierà. Inoltre, finiranno in tuta altri due elementi, Mbabu e Karamoh. Corradi in proposito ironizza: “E’ la prima volta che, voltandomi verso la panchina, non trovo solo minorenni…”.

La zona rifinitura annovera Verschaeren puntello centrale incaricato di duettare con Insigne nella produzione di palle-gol invitanti per i compagni. L’ex azzurro, con una settimana in più di lavoro nelle gambe, dovrà anche cercare direttamente la segnatura sfruttando i suoi proverbiali tiri a giro.

Il solo dubbio concerne la zona avanzata di destra. Sinani è reduce da una prova insignificante e potrebbe anche rifiatare a pro di Begic, altro elemento che deve ancora trovare la propria dimensione. L’escluso dal ballottaggio comunque è destinato ad entrare a gara in corso.

Davanti a tutti, in attesa che esordisca il gigante norvegese, tocca ancora a Tutino, giocatore indefinibile, in grado di diventare protagonista ma anche di far disperare i tifosi per i suoi clamorosi sprechi in zona gol. Difficilmente gli mancheranno le opportunità di concludere a bersaglio, con quelle po’ po’ di basi di lancio che gli agiscono alle spalle: sta a lui sfruttarle a dovere. Il mister lo difende. “Gennaro probabilmente è più adatto a giocare come seconda punta con un partner al fianco, ma abbiamo preparato a lungo dei movimenti tendenti a farlo ambientare anche come attaccante unico”.

In effetti un’alternativa tattica ci sarebbe: l’impiego di Insigne come “falso nueve”. Corradi non l’ha esclusa a priori: “Può essere una possibilità, all’inizio o a gara in corso”.

 

Pierluigi Gambino

Clamoroso poker dell’Entella che risorge espugnando Pisa

Super User 11 Settembre 2026 337 Visite

PISA - ENTELLA 1 - 4

L’Entella che non ti aspetti espugna perentoriamente l’Arena Garibaldi e pone fin alla crisetta di inizio campionato. Biancocelesti subito in vantaggio grazie a Guiu, che su lancio di Franzoni trafigge il portiere Confente con un preciso diagonale. Dopo un tentativo di Di Mario impreciso di un niente, gli scatenati levantini al 12' timbrano un palo ancora con Guiu in un altro splendido contrattacco. Il primo squillo del frastornato Pisa si registra al 19' con Petagna che esalta i riflessi del portiere Del Frate. Un lampo nel monologo dei giocatori di Chiappella che sfiorano nuovamente il bersaglio con Vignali e appena dopo la mezz’ora raddoppiano con Cuppone che, lasciato in solitudine, non perdona.

Al 35' altro episodio topico del match: fallaccio di Leris su Di Mario e inevitabile cartellino rosso.  Dopo un’occasione per parte, appena prima del riposo l’Entella cala il tris con la firma di Franzoni che sfrutta un pasticciaccio tra Canestrelli e Confente per chiudere la partita.

La ripresa è giocata per pura accademia. Gli ospiti badano più a gestire il vantaggio che ad affondare i colpi e al 72' incassano il gol della bandiera realizzato da Correia che centra il sette. Dopo una girandola di sostituzioni all’80' arriva il poker biancoceleste targato Tirelli con una secca conclusione dai venti metri che suggella una serata davvero indimenticabile.

Pierluigi Gambino

Genoa, col Frosinone a Marassi una gara da non sbagliare

Super User 11 Settembre 2026 1234 Visite

 

Chiuso il trittico terribile con zero punti nel carniere, il Genoa è conscio di non poter fallire il primo impegno sulla carta abbordabile, ospite domani a Marassi (sabato 12 settembre, ore 15:00) la matricola Frosinone. I due successi in tre partite ottenuti dai ciociari bastano per comprendere le difficoltà che attendono la banda di De Rossi, obbligata davanti al pubblico amico non solo ad offrire una prestazione all’altezza ma, soprattutto, a schiodarsi dal fondo classifica.

Il tecnico rossoblù non si nasconde: “Abbiamo addosso un pochino di pressione, inutile negarlo. Siamo a zero, al di là del calendario che abbiamo avuto, e bisogna iniziare a pedalare anche in fatto di punti in classifica. Vogliamo farlo davanti ai nostri tifosi, ma sappiamo che ci aspetta una partita difficile contro una squadra che si riconosce per il tipo di calcio che esprime da mesi raccogliendo ottimi risultati. Massimo rispetto, dunque, per il Frosinone”.

Il tecnico sa che il suo Genoa deve ancora scrollarsi di dosso più di un problema: “Credo che l’anno scorso avessimo più facilità ad arrivare al tiro e al gol anche vedendo le caratteristiche individuali. Ci mancano un po’ di reti, di conclusioni, di ultimi passaggi. Ebbene, dobbiamo ritrovare certe situazioni, ma non necessariamente siamo peggiorati e, anzi, sono convinto che una volta rientrati tutti gli assenti, riusciremo a fare meglio dello scorso anno. Sta a me capire quale sia la maniera migliore per mettere i giocatori in condizione di andare al tiro. Se mancano calciatori adatti all’uno contro uno, dobbiamo trovare altri modi per andare a bersaglio”.

I gialloblù laziali non lasciano tranquillo l’allenatore: “Il Frosinone è squadra molto aggressiva e forte nei duelli. Il pallone te lo lasciano per poi strappartelo dai piedi. Dobbiamo essere molto precisi e mostrare quell’intensità che i gialloblù hanno espresso e che a noi invece è un po’ mancata”.

De Rossi non scende granché sulle disamine individuali: “E’ vero che alcuni giocatori arrivati da poco sono in ritardo di condizione, ma El Shaaravy ed Ehizibue pensavo fossero molto più indietro. Certo, qualche reduce dal mondiale è ancora sottotono e sono sicuro che la sosta ci farà bene, ma noi contiamo di arrivarci con la qualificazione in Coppa Italia e con i primi sei punti della stagione”.

Nessun accenno alla formazione. “Non vedo l’ora di far giocare Traoré, Meichtry, El Shaaravy, Wiafe, ma dobbiamo cercare il momento giusto per inserirli. Riguardo a Stephan, il suo minutaggio è ancora ristretto e io continuo a sperare di non averne bisogno. Ci sarà modo di regalargli qualche minuto solo per fargli assaporare il campo. Ma con le frecce che ha il Frosinone, in un terreno grande come il Ferraris, è necessario essere in condizione”.

Di rilievo il successivo pensiero sulla forza reale di questo Grifone: “Vero che il mercato ci ha portato una squadra un po’ diversa da quella che avevamo immaginato, ma più la guardo allenarsi, più ritengo che sia di livello e che farà punti appena entrerà in regime. Forse siamo un po’ tanti in organico e non è un bene per l’allenatore, ma i valori di fondo sono alti e chi ha assegnato un tre di voto al nostro mercato è disonesto intellettualmente”.

De Rossi difende Baldanzi, sottolineando però che il bene della squadra supera quello del singolo elemento. Spende poi parole importanti sul centravanti Osmajic: “Non segnerà 20 gol in un anno, ma chi arriva a certi livelli anche in altre squadre? E’ un giocatore da Genoa, che ha quel tipo di atteggiamento, quella rabbia e quell’attacco alla profondità che ci serviva”.

Quale l’undici anti-Frosinone? Il mister non si sbottona, ma è probabile che rispetto alla gara persa col Como si registri solo una novità sulla fascia destra: fuori Sabelli e dentro Ehizibue, ben più dotato di “gamba”, fisicità e intraprendenza. A gara in corso non mancheranno sostituzioni strategiche, che potrebbero coinvolgere Messias (la carta della disperazione in caso di risultato avverso), Meichtry e lo stesso El Shaaravy. Meno probabile ma non da escludere che per uno spezzone si renda anche disponibile l’attesissimo Traoré.

A livello individuale, ci si attende un progresso di brillantezza da Sow e una crescita di Ostigard e Vasquez, il cui apporto è indispensabile per zittire un avversario ispiratissimo, guidato magistralmente in regia da Calò (un elemento che al Grifone sarebbe servito enormemente), forte in avanti grazie al cannoniere rivelazione Raimondo e abbastanza robusto (ma non imperforabile) in difesa, dove troneggia un prestito del Genoa, Calvani. E a proposito di ex rossoblù, in mediana brilla anche Masini, ceduto dal presidente Sucu per questioni di bilancio. Ma dal combattivo Fabrizio, che nel cuore resta un tifoso genoano, non aspettiamoci regali.

Pierluigi Gambino

L’Entella tenta l’impresa nella tana dell’ambizioso Pisa

Super User 10 Settembre 2026 342 Visite

 

L’anticipo del quarto turno a Pisa è un Everest da scalare, ma l’Entella ha tutte le intenzioni di tentare l’impresa. I biancocelesti, dopo due sconfitte, hanno abbandonato quota zero pareggiando in casa con il Vicenza e mostrando sensibili progressi, oltre a ripetere qualche pesante errore in fase difensiva. Una settimana scarsa in più di lavoro dovrebbe aver migliorato la condizione di parecchi giocatori non ancora al “top”: da qui la convinzione, che accompagna mister Chiappella, di potersela giocare.

I nerazzurri di Paolo Bianco, freschi retrocessi dalla massima serie, sono clienti terribili, almeno sulla carta. Dopo aver clamorosamente toppato l’esordio, si sono riscattati cogliendo due successi di fila. A Castellamare di Stabia, contro una squadra corsara a Marassi, hanno dominato nonostante lo spavento dovuto allo svenimento del terzino Bozhinov, probabilmente dovuto al gran caldo. Non manca nulla ai nerazzurri per primeggiare. In difesa spiccano gli improvvisati cannonieri Canestrelli e Calabresi, sull’out destro giostra il temibile Zanon, la rifinitura è affidata all’ex doriano Leris e in avanti furoreggia la coppia Petagna-Tramoni, col primo ideale uomo-sponda e il secondo giocatore di classe superiore.

L’Entella prepara una partita attenta e robusta per arginare la furia dei toscani. Chiappella punta principalmente sull’assetto tattico mostrato la scorsa domenica, ma è ancora indeciso se confermare come esterno destro capitan Parodi o se riportarlo nel terzetto di centrali: nel primo caso resterebbe fuori Vignali, nel secondo Marconi. Anche in mezzo al campo c’è abbondanza, con Felippe che si candida per un posto al sole. In avanti è possibile qualche ritocco: Forte, sinora sempre titolare, è insidiato da Corona, a segno nell’ultimo match, mentre Guiu potrebbe esibirsi come seconda punta o come rifinitore.

Si prospetta una gara di sacrificio, che i levantini debbono affrontare provando anche a distendersi, appena possibile, in insidiosi contropiedi, ma soprattutto eliminando qualsiasi distrazione difensiva. Il tecnico ha parlato chiaro: “Col Vicenza, ma non solo, abbiamo commesso troppi errori, in specie nelle azioni costate i gol. Non possiamo permetterceli”. 

Pierluigi Gambino

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