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Spettacoli

'La serva padrona' e 'Trouble in Tahiti', doppia coppia nel dittico al Carlo Felice

Super User 26 Gennaio 2022 77 Visite

Al Teatro Carlo Felice debuttano, in dittico, venerdì 28 gennaio, alle ore 20.00, con repliche il 29, 30 gennaio e 4, 5, 6 febbraio, “La serva padrona”, intermezzo musicale in due parti di Giovanni Battista Pergolesi su libretto di Gennarantonio Federico, e “Trouble in Tahiti”, “one act opera in seven scenes” su musica e libretto di Leonard Bernstein.
Le due brevi opere saranno rappresentate per la prima volta in assoluto a Genova. L’allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice, in prima rappresentazione teatrale, vede Alessandro Cadario alla testa dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice, per la regia di Luca Micheletti, con le scene di Leila Fteita, le luci di Luciano Novelli. Il cast de La serva padrona si compone dello stesso Luca Micheletti (Uberto), Elisa Balbo (Serpina) e Giorgio Bongiovanni (Vespone), quello di Trouble in Tahiti di Luca Micheletti (Sam), Elisa Balbo (Dinah) e del Trio jazz formato da Melania Maggiore, Manuel Pierattelli, Andrea Porta.

«La programmazione del Teatro Carlo Felice prosegue con due brevi opere che, per la prima volta, arrivano sul palcoscenico del Teatro – commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso - l’opera buffa settecentesca “La serva padrona” di Giovanni Battista Pergolesi, andrà in scena in abbinamento con “Trouble in Tahiti”, opera di Leonard Bernstein che risale agli anni ’50 del secolo scorso: un accostamento tra generi differenti, che risulta quanto mai azzeccato e gradito a un pubblico vasto».

Il sovrintendente Claudio Orazi spiega: «La serva padrona, gioiello di Giovanni Battista Pergolesi, è l’opera che segna la nascita del genere dell’opera buffa nel Settecento. In occasione della sua prima rappresentazione nel nuovo Teatro Carlo Felice è significativamente stata abbinata, per la stessa mano registica di Luca Micheletti, acclamato sole poche settimane fa su questo stesso palco nella sua Vedova allegra, a “Trouble in Tahiti,” opera “dolceamara” di Leonard Bernstein, straordinario interprete e compositore che ha riportato il genere operistico a nuove vette di popolarità sul volgere degli anni ’50 del Novecento. I due titoli narrano di due storie d’amore dagli opposti destini, un happy ending, segnato dall’ascesa sociale della protagonista, nel primo caso e la caduta del velo di Maya sull’ipocrisia di un matrimonio borghese, nel secondo; ed è a maggior ragione per questo trovano una felice collocazione l’uno accanto all’altro. Il loro accostamento risulta vincente, in particolare in virtù di alcuni ingredienti comuni, iscritti nel patrimonio genetico dell’opera lirica d’ogni tempo: drammaturgie coinvolgenti, efficacissime, in grado di sollevare temi di grande attualità e interesse sociale, musica accattivante, l’alleanza tra il linguaggio della musica colta e una pronunciata vis melodica. I due capolavori dimostrano così quanto il passato, il presente e il futuro dell’opera siano tra loro vicini e contemporanei, alla portata di un pubblico quanto più eterogeneo possibile».

«Questi due atti unici, racconta Alessandro Cadario, pur esprimendosi con linguaggi molto differenti, affondano le radici nello stesso terreno e si nutrono degli stessi archetipi musicali. La chiave di lettura è quindi la sensibilità alla parola cantata/recitata e alle sfumature psicologiche dei personaggi che la musica evoca e restituisce in maniera viva e toccante. Un teatro musicale che non è né moderno né antico e riesce a comunicare al di fuori delle categorie temporali».

«Si tratta di un bel gioco di specchi, racconta Luca Micheletti, sia per la natura “giocosa” delle opere sia perché in questo spettacolo che affianca due coppie lontane nel tempo ma vicine nello spirito abbiamo per protagonista una terza coppia che si presta a rappresentarle entrambe. Essere in scena con mia moglie, Elisa Balbo – e aver ideato il progetto insieme a lei in tempo di lockdown – è sicuramente un valore aggiunto di questa operazione che finalmente incontra il pubblico dal vivo. L’idea alla base della mia regia è quella di assistere ad un viaggio nel tempo. E la macchina che lo consente è il teatro stesso. Dopo le schermaglie con apparente lieto fine nella Serva padrona, i due protagonisti si ritrovano nell’America di due secoli dopo, nel pieno di un’ennesima crisi di coppia. Una vicenda che Bernstein racconta da par suo, ispirandosi alla sua storia familiare. Due capolavori che messi al fianco l’uno dell’altro brillano di una luce inedita: tante le somiglianze, ma anche le preziose differenze».

Leonard Bernstein era in luna di miele nel 1951 quando iniziò a comporre Trouble in Tahiti, candido ritratto del travagliato matrimonio di una giovane coppia di periferia. Scritto tra i suoi più grandi successi di Broadway, On the Town del 1944, e Candide e West Side Story rispettivamente del 1956 e 1957, dal suo debutto nel 1952 al Festival of the Creative Arts della Brandeis University Trouble in Tahitim ha raggiunto le migliaia di rappresentazioni in tutto il mondo, tra cui 238 soltanto in occasione del centenario di Bernstein. La vicenda drammaturgica al centro dell’opera si ispira all’infelice vita coniugale dei genitori del compositore, ed è presaga del fallimento del matrimonio del compositore stesso, diviso tra le proprie inclinazioni omossessuali, i sentimenti e i doveri nei confronti della moglie e dei tre figli nati, il controllo sociale imperanti in quegli anni. Sul piano musicale l’opera attinge alla tradizione delle canzoni popolari americane del dopoguerra per offrire una critica senza compromessi del materialismo imperante.

 

Teatro Carlo Felice di Genova
Venerdì 28 gennaio 2022 ore 20.00 Abb. Opera A
Sabato 29 gennaio 2022 ore 15.00 Abb. Opera F
Domenica 30 gennaio 2022 ore 15.00 Abb. Opera C
Venerdì 4 febbraio2022 ore 20.00 Abb. Opera B
Sabato 5 febbraio 2022 ore 20.00 Abb. Opera L
Domenica 6 Febbraio2022 ore 15.00 Abb. Opera R

 

La serva padrona | Trouble in Tahiti

La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi

Intermezzo buffo in due parti su libretto di Gennarantonio Federico 

Personaggi e interpreti principali: 

Uberto Luca Micheletti

Serpina Elisa Balbo

Vespone Giorgio Bongiovanni

 

Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein 

One-Act Opera in seven scenes

Personaggi e interpreti principali:

Sam Luca Micheletti

Dinah Elisa Balbo

 

Trio Jazz 

Soprano Melania Maggiore 

Tenore Manuel Pierattelli 

Baritono Andrea Porta

  

Maestro concertatore e direttore Alessandro Cadario

Regia Luca Micheletti

Scene e costumi Leila Fteita

Luci Luciano Novelli

 

Paolo Fizzarotti

Una scena de La serva padrona: Serpina, Elisa Balbo, Vespone, Giorgio Bongiovanni, e Uberto, Luca Micheletti

Alla Corte arrivano le Baccanti, rilette da Laura Sicignano

Super User 26 Gennaio 2022 118 Visite

Un testo universale e un destino singolare quello di Baccanti, ultima tragedia di Euripide giunta fino a noi, l’unica del teatro antico in cui sia presente, per un curioso paradosso, il dio ispiratore della tragedia stessa, Dioniso. Il testamento di Euripide è probabilmente una delle più grandi opere teatrali di tutti i tempi e dal 26 al 30 gennaio va in scena al Teatro Ivo Chiesa con l’adattamento e la regia di Laura Sicignano. Ambientazione dark, scenari cupi e claustrofobici nei quali agiscono i nove attori Manuela Ventura, Egle Doria, Lydia Giordano, Silvia Napoletano, Alessandra Fazzino, Antonio Alveario, Franco Mirabella, Aldo Ottobrino, Silvio Laviano.

A sostenere l’azione e accompagnare le folli danze delle invasate Baccanti, le inquietanti musiche elettroniche eseguite live da Edmondo Romano.Penteo, giovane re di Tebe, non riconosce la natura divina di Dioniso. Da qui si scatena l’ira del dio che si scaglia contro il sovrano e induce le donne tebane a radunarsi sul monte Citerone per celebrare riti e fare sacrifici in suo onore.

Lo scontro tra Penteo e Dioniso simboleggia l’eterno conflitto fra ragione e passione, fra il vitalismo sfrenato e la morale, fra conscio ed inconscio, anticipando di migliaia di anni le intuizioni di Nietzsche e Freud. Altro tema portante dell’opera è il nuovo sguardo sul mondo femminile che nella Grecia del V secolo a.C. veniva emarginato dalla vita politica e sociale.

Le Baccanti sono le prime donne libere della storia occidentale: sono creature autonome, pronte a rompere gli schemi per affermare la propria identità.

Laura Sicignano presenta così lo spettacolo: «Questa tragedia è attraversata da un rito arcaico di smembramento e rigenerazione, misterioso e radicato nella nostra cultura. Siamo nella stanza di un museo infestato da presenze malefiche, forse la traduzione spaziale della mente di Penteo, uno spazio geometrico e razionale ma minacciato da inquietudini e desideri repressi. In quest’opera Euripide sembra esprimere l’intuizione che nella cultura occidentale stia avvenendo una fine e un nuovo inizio».

Come solo i grandi classici sanno fare, la tragedia euripidea porta in scena l'essenza dell'umanità: in questo rispecchiamento della vita sta l’assoluta modernità di Baccanti, scritta 2500 anni fa ma che, per l’evidente contemporaneità dei temi, ha la forza di un instant movie.

Baccanti va in scena al Teatro Ivo Chiesa da mercoledì 26 a domenica 30 gennaio. Mercoledì e venerdì lo spettacolo inizia alle ore 20.30, giovedì e sabato alle 19.30. Domenica alle 16.

Per assistere allo spettacolo è necessario essere muniti di Super Green Pass e indossare la mascherina FFP2.

26 – 30 gennaio 2022 Teatro Ivo Chiesa

Baccanti di Euripide

traduzione e adattamento Laura Sicignano e Alessandra Vannucci

regia Laura Sicignano

con Manuela Ventura, Egle Doria, Lydia Giordano, Silvia Napoletano, Alessandra Fazzino, Antonio Alveario, Franco Mirabella, Aldo Ottobrino, Silvio Laviano

musiche originali eseguite dal vivo Edmondo Romano

scene e costumi Guido Fiorato 

movimenti di scena Ilenia Romano

luci Gaetano La Mela 

video e suono Luca Serra

produzione Teatro Stabile di Catania

Paolo Fizzarotti

Samusà, Virginia Raffaele al Politeama Genovese

Super User 22 Gennaio 2022 100 Visite

Dopo il grande successo dello spettacolo Performance del 2015 e anni particolarmente intensi che l’hanno vista protagonista in tv di uno show e una serie televisiva tutti suoi, oltre alla conduzione del Festival di Sanremo e il doppiaggio di Morticia nel cartone animato La Famiglia Addams, Virginia Raffaele torna al suo primo amore, il teatro, e lo fa con uno spettacolo completamente nuovo, dal titolo Samusà, che sarà in scena al Politeama Genovese dal 27 al 30 gennaio. Si tratta di una riprogrammazione in quanto nel marzo 2020 il tour fu sospeso a causa della pandemia. Sono le indicazioni per chi ha acquistato il biglietto due anni fa.

Il racconto di Samusà si nutre dei ricordi di Virginia e di quel mondo fantastico in cui è ambientata la sua infanzia reale: il luna park. Da lì si sviluppa in quel modo tutto della Raffaele di divertire ed emozionare, stupire e performare, commuovere e far ridere a crepapelle.

“Sono nata e cresciuta dentro un luna park, facevo i compiti sulla nave pirata, cenavo caricando i fucili, il primo bacio l’ho dato dietro il bruco mela. Poi il parco ha chiuso, le giostre sono scappate e adesso sono ovunque: le attrazioni sono io e siete voi. Tutto quello che siamo diventati stupisce quanto un giro sulle montagne russe e confonde più di una passeggiata tra gli specchi deformanti”.

La regia si avvale della grande firma di Federico Tiezzi. Samusà è scritto da Virginia Raffaele, Giovanni Todescan, Francesco Freyrie, Daniele Prato, con Federico Tiezzi.

 

BIGLIETTI ACQUISTATI NEL 2020

I biglietti di giovedì 12 marzo 2020 ore 21 sono AUTOMATICAMENTE validi mantenendo stessa fila e posto per giovedì 27 gennaio 2022 ore 21 

I biglietti di venerdì 13 marzo 2020 ore 21 sono AUTOMATICAMENTE validi mantenendo stessa fila e posto per venerdì 28 gennaio 2022 ore 21 

I biglietti di sabato 14 marzo 2020 ore 21 sono AUTOMATICAMENTE validi mantenendo stessa fila e posto per sabato 29 gennaio 2022 ore 21 

I biglietti di domenica 15 marzo 2020 ore 18 sono AUTOMATICAMENTE validi mantenendo stessa fila e posto per domenica 30 gennaio 2022 ore 18

Festinese racconta Storie Jazz al teatro TiQu

Super User 21 Gennaio 2022 143 Visite

Guido Festinese, critico e storico musicale, con uno spettacolo sospeso tra musica e parola racconta la vita della nobildonna che rese possibile la nascita di tanti capolavori del jazz afroamericano, negli Usa tra la fine degli anni 40 e i 70’. “Three Wishes. Nica: una storia in jazz” racconta la vita della baronessa Pannonica de Koenigswarter, detta appunto Nica.

Appuntamento sabato 22 gennaio alle ore 21 al TiQu di piazzetta Cambiaso, che prima si chiamava teatro Hop Altrove. I testi sono di Guido Festinese, che fa anche la voce narrante. Con Simona Bondanza (voce), Claudio Bellato (chitarra), Dino Cerruti (contrabbasso), Rodolfo Cervetto (batteria). La rassegna Three Wishes racconta percorsi per gruppo jazz, voce recitante/narrante e immagini alla scoperta della musica del 900.

“La baronessa Nica – spiega Festinese – fu la grande mecenate e protettrice, oltre che musa ispiratrice, di molti jazzisti afroamericani a New York. Offrì loro rifugio, opportunità di lavoro e protezione in un mondo ancora profondamente razzista. Tra i suoi protetti in primis troviamo quel genio di Thelonoius Monk, che in questo spettacolo è una sorta di Virgilio, che ci guida alla scoperta delle vite e dei desideri di una generazione che ha costruito il jazz moderno”.

 

Paolo Fizzarotti

Sabato al Teatro Modena con Cenerentola

Super User 21 Gennaio 2022 137 Visite

Sabato a teatro, la rassegna per famiglie del Teatro Nazionale di Genova curata da Elena Dragonetti, presenta in questa seconda parte di stagione sette spettacoli, ospitando alcune delle più affermate e interessanti realtà del teatro ragazzi italiano.

La compagnia Zaches Teatro va in scena sabato 22 gennaio alle ore 19.30 al Teatro Gustavo Modena con Cenerentola, regia di Luana Gramegna: affascinante mix di teatro delle ombre, marionette, maschere, pupazzi e danza.

Nella mattina di domenica 23 gennaio, dalle ore 10 alle 12, la compagnia conduce un laboratorio teatrale sulla fiaba e il teatro d’ombra, rivolto alle famiglie con bambini da 6 a 10 anni (per informazioni e prenotazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. )Forse non tutti sanno che nel mondo esistono più di trecento varianti di Cenerentola. Zaches Teatro ha scelto di concentrarsi su quelle più antiche e su due versioni letterarie, quella dei Fratelli Grimm e La Gatta Cenerentola di Basile. Dalla cenere al palazzo del re, Cenerentola è un’eroina dai mille volti, artefice del proprio destino. Inizialmente reclusa nel proprio mondo interiore, trova la forza di sopportare i maltrattamenti della matrigna e delle sorellastre sino al momento in cui potrà contrastarle: il suo premio non sarà solo il principe azzurro ma soprattutto il riscatto dal passato.

La scena dello spettacolo è occupata da un grande focolare pieno di fumo e di fuliggine: qui abitano le Cenerine, spiritelli che fungono da narratori. Attraverso gli oggetti e i pupazzi creati da Francesco Givone (che firma anche scene, maschere e costumi), la danza e le musiche originali di Stefano Ciardi, i tre interpreti – Gianluca Gabriele, Amalia Ruocco, Enrica Zampetti – danno vita a uno spettacolo pieno di invenzioni, animato da strane presenze tra il buffo e grottesco. Un’opera tout public dal forte impatto visivo, ideata sia per un pubblico di bambini (dai 6 anni in su) sia per gli adulti.Nel corso della rassegna ci saranno altri appuntamenti: “Pigiami”, storico spettacolo di Teatro Ragazzi e Giovani Onlus (26 febbraio); “Esercizi di fantastica” con i danzatori di Sosta Palmizi (26 marzo), mentre è dedicato alla fascia da 1 a 4 anni “Girotondo” di La Baracca – Testoni Ragazzi (5 marzo). In programma anche “Il gatto con gli stivali” con le creazioni di Marcello Chiarenza (12 febbraio), “Ti regalo uno sbadiglio” di Giorgio Scaramuzzino, interpretato da Elena Dragonetti (9 aprile) e l’evento speciale “Storia d’amore e alberi”, ispirato al libro di Jean Giono (23 aprile).

 

Sabato a Teatro 

RASSEGNA TEATRALE PER FAMIGLIE 

22 gennaio 2022 ore 19.30 

Teatro Gustavo Modena 

CENERENTOLA 

regia, drammaturgia, coreografia Luana Gramegna 

scene, luci, costumi, maschere e pupazzi Francesco Givone 

progetto sonoro e musiche originali Stefano Ciardi 

con Gianluca Gabriele, Amalia Ruocco, Enrica Zampetti 

produzione Zaches Teatro

Biglietti sino a 14 anni 6 euro, adulti 8 euro. Carta Sabato a teatro, 8 ingressi da usare in più persone, 40 euro. Info e biglietti su teatronazionalegenova.it

Paolo Fizzarotti

Torneo di poesia alla Claque con il Teatro della Tosse

Super User 21 Gennaio 2022 119 Visite

Si apre sabato 22 gennaio a La Claque “Poetry Slam”, un vero e proprio torneo di poesia in quattro serate proposte da Genova Slam, strutturato in tre round eliminatori e una finale.
Nato negli anni 80 negli Stati Uniti e sbarcato in Italia per la prima volta nel 2001, il poetry slam è uno spettacolo che mette in scena una competizione tra poeti. I partecipanti si affrontano declamando davanti al pubblico testi propri. Hanno un tempo limite (di 3 minuti) e il divieto di usare oggetti di scena o basi musicali. Al termine di ogni esibizione una giuria formata da elementi del pubblico esprime il proprio voto, mentre tutto il resto del pubblico approva o contesta il voto della giuria. Un modo per giocare con la poesia e riavvicinarla al grande pubblico, recuperando la sua primigenia natura di arte orale. Ma anche una rete di eventi che hanno luogo in ogni regione d’Italia, e che sono organizzati dalla LIPS (Lega Italiana Poetry Slam) in un vero e proprio campionato nazionale.

La selezione dei sette partecipanti a ciascun round eliminatorio è avvenuta tramite un bando a livello nazionale, a cui hanno risposto oltre cinquanta autori. Tra questi alcuni dei migliori interpreti italiani del poetry slam, che divideranno il palco con autori locali e giovani debuttanti, per favorire un ambiente di condivisione e crescita comune.

Nella prima serata del 22 gennaio si sfideranno: Giulia Sara Arcovito, Arsenio Bravuomo Costanza Di Patrizi, Paolo Piccardo, Antonio Amadeus Pinnetti, Gabriele Ratano e Noemi Tagliaferri. I primi due si qualificheranno alla finale del 9 Aprile. A condurre e far rispettare le regole, nel ruolo del maestro di cerimonia, o MC: Filippo Balestra e Andrea Fabiani, di Genova Slam.

Genova Slam è un collettivo composto da Filippo Balestra, Silvia Benvenuti, Andrea Fabiani, Marty Mollar e Stella Venturo, attivo nel capoluogo ligure nell’organizzazione di poetry slam, rassegne poetiche e altri eventi di promozione della poesia e della poesia performativa. Per la Lega Italiana Poetry Slam organizza dal 2016 la finale regionale ligure del campionato italiano e, sempre nel 2016 e ancora nel 2018, contribuiscono all’organizzazione della finale nazionale. Nell’estate del 2019, con il progetto Slam The Moon, hanno portato, per la prima volta, la poesia sui palchi del Goa Boa Festival. Nel settembre del 2021 sono stati chiamati a condurre la serata inaugurale delle finali nazionali LIPS di Torino. Gli altri round eliminatori andranno in scena il 19 febbraio e il 12 marzo.

Biglietto posto unico 10 euro
Abbonamento a tutte e quattro le serate del torneo 32 euro.

Paolo Fizzarotti

Il Carlo Felice nella stanza dei bottoni al ministero della Cultura

Super User 21 Gennaio 2022 122 Visite

Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha chiamato Claudio Orazi, sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova. Orazi infatti è tra le personalità nominate al Tavolo permanente del mondo della danza, istituito dal ministro della Cultura, con il compito di approfondire le tematiche e le problematiche della danza in Italia e per formulare proposte in materia.

“La danza è un'eccellenza della cultura italiana riconosciuta in tutto il mondo – ha detto il ministro Franceschini - Insieme alle fondazioni lirico-sinfoniche, come altri settori dello spettacolo dal vivo, la danza ha sofferto in questo periodo di limitazioni ed è giusto che il governo e le istituzioni siano vicine e lavorino al massimo per trovare delle soluzioni”.

“Nel ringraziare il ministro Dario Franceschini per la fiducia accordatami - dichiara il sovrintendente Claudio Orazi - desidero sottolineare che la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova è garante della custodia e della perpetuazione della grande tradizione del balletto classico e contemporaneo e della danza in tutte le sue forme, aperta a nuove forme di espressione propiziate dall’incontro tra la danza e le altre performing arts, in primis la musica e il teatro, all’interno di contesti elettivi. In questa prospettiva la direzione artistica e l’organizzazione del Nervi Music Ballet Festival, dove la Fondazione interviene dal 2020, nel rispetto della tradizione di una manifestazione di portata storica, pone in particolare l’accento sull’eccellenza, con progetti originali firmati dalle personalità di maggior rilievo sulla scena internazionale e dai più meritevoli esponenti della generazione di ballerini e di coreografi emergente. La collaborazione con nuove piattaforme internazionali impegnate a garantire ai giovani professionisti di tutto il mondo di poter accedere e beneficiare della collaborazione con i più grandi professionisti in attività sulla base del puro merito artistico è un ulteriore elemento distintivo del Festival, sin dal 2021. L’incontro tra la nuova generazione di danzatori e le “star” è una chiave dell’ambizioso progetto, che mira a legare passato, presente e futuro della danza assieme. Allo stesso modo, la stagione di Opere e Balletto del Teatro Carlo Felice di Genova mantiene vigile l’attenzione allo scenario coreutico contemporaneo, che coniuga con una simile attenzione al mondo della musica del nostro tempo. Nell’ottobre 2021 il debutto, in dittico con l’opera Pagliacci, della nuova creazione di Virgilio Sieni su musica di Francesco Filidei, Sull’essere angeli, interpretata in scena dalla danzatrice Claudia Catarzi e dal flautista Mario Caroli, può essere guardato come il punto di partenza di un filone che porterà in futuro a nuovi sviluppi”.

Paolo Fizzarotti

Teatro Ivo Chiesa, annullato lo spettacolo di Claudio Bisio

Super User 18 Gennaio 2022 189 Visite

A causa di un caso di positività al Covid riscontrato all’interno della compagnia, tutte le repliche dello spettacolo “La mia vita raccontata male”, a partire dalla prima di questa sera, sono state annullate.

Cancellato anche l’incontro con il pubblico previsto per venerdì 21 gennaio nel Foyer del Teatro Ivo Chiesa.

Tratto dai testi di Francesco Piccolo, diretto da Giorgio Gallione e interpretato da Claudio Bisio, lo spettacolo prodotto dal Teatro Nazionale di Genova sarebbe dovuto andare in scena a Genova al Teatro Ivo Chiesa sino a domenica 23 gennaio, prima di iniziare il tour che toccherà diverse città italiane nei mesi di febbraio e marzo.

Le modalità per il rimborso dei biglietti, cambio o annullo prenotazione sono indicate sul sito www.teatronazionalegenova.it 

Le biglietterie del Teatro Ivo Chiesa e del Teatro Gustavo Modena sono aperte da martedì a sabato dalle ore 15:00 alle ore 19:30. Per informazioni è possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o chiamare il numero 010 5342 400.

Claudio Bisio al Teatro Ivo Chiesa

Super User 12 Gennaio 2022 429 Visite

Il Teatro Nazionale di Genova ha presentato questa mattina ‘La mia vita raccontata male’, regia di Giorgio Gallione, protagonista Claudio Bisio.
Costruito su testi di Francesco Piccolo, lo spettacolo debutta in prima assoluta martedì 18 gennaio al Teatro Ivo Chiesa (repliche sino a domenica 22 marzo), per poi percorrere l’Italia con una tournée che si chiuderà a metà marzo.

 

La mia vita raccontata male da Francesco Piccolo

prima nazionale 18 - 23 gennaio 2022 Genova, Teatro Ivo Chiesa

con Claudio Bisio e i musicisti Marco Bianchi e Pietro Guarracino

regia Giorgio Gallione

musiche Paolo Silvestri

scena e costumi Guido Fiorato

luci Aldo Mantovani

assistente alla regia Luca Cicolella

assistente alla scena e ai costumi Anna Varaldo

direttore di scena Fabrizio Montalto

macchinista Salvatore Arena

elettricista Marco Giorcelli

fonico Lorenzo Patellani

ufficio produzione Nadia Fauzia

amministratrice di compagnia Sonia Bettucci

fotografie di scena Marina Alessi

produzione Teatro Nazionale di Genova

 

Dopo una prima parte di stagione caratterizzata dal grande impegno produttivo del G8 Project, oltre che da coproduzioni come Solaris con la regia di Andrea De Rosa e Miracoli metropolitani di Carrozzeria Orfeo, il Teatro Nazionale di Genova, diretto da Davide Livermore, si affaccia al 2022 con La mia vita raccontata male, nuova produzione che vede il ritorno sul palco di Claudio Bisio. A dirigerlo il regista Giorgio Gallione, a cui è legato da un sodalizio artistico che ha dato vita a una lunga serie di successi, a partire da Monsieur Malaussène di Daniel Pennac sino a Father and son di Michele Serra. Per questa nuova avventura l’attore e il regista si sono confrontati con il variegato patrimonio letterario di Francesco Piccolo, sui cui testi è stato interamente costruito lo spettacolo. Già in programma nella passata stagione ma bloccato dalla chiusura dei teatri, La mia vita raccontata male debutta ora in prima assoluta al Teatro Ivo Chiesa dal 18 al 23 gennaio 2022 per poi percorrere l’Italia - da Bolzano a Trieste, da Savona ad Ancona, da Bergamo a Pescara - con un tour che si chiuderà a metà marzo.

La prima delusione amorosa, i mondiali di calcio guardati con il padre, la ribellione, l’incontro con la futura moglie, l’impegno politico, i successi lavorativi, i figli. La mia vita raccontata male si presenta come un romanzo di formazione divertito e pensoso, che segue il protagonista dalle elementari all’età adulta, lasciando intravvedere sullo sfondo l’Italia spensierata di ieri e quella sbalestrata di oggi. Attingendo a diverse opere di Francesco Piccolo, da Momenti di trascurabile felicità al romanzo Premio Strega Il desiderio di essere come tutti, lo spettacolo racconta con grande ironia quegli episodi che a volte sembrano ininfluenti, a tratti anche inciampi grotteschi, e che invece inaspettatamente diventano poi momenti cruciali della nostra crescita. Perché se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo indietro la strada che abbiamo percorso è ben segnalata da una scia di scelte, intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli, spesso tragicomici o paradossali.

Accompagnato dalle musiche composte da Paolo Silvestri ed eseguite dal vivo da due chitarristi non nuovi a imprese teatrali come Marco Bianchi e Pietro Guarracino, Claudio Bisio è perfettamente a suo agio nel gioco tra pubblico e privato, che caratterizza da sempre i testi di Francesco Piccolo, una sorta di auto-fiction che viene qui modellata sul protagonista ma tra le cui pieghe in molti potranno riconoscersi. Nella scena di Guido Fiorato, che cura anche i costumi, spiccano grappoli di libri e televisori accesi dal perenne segnale interrotto, illuminati dai colori accesi delle luci di Aldo Mantovani.

La conclusione di questo viaggio agrodolce, in cui si ride e ci si emoziona, è che la vita forse non è esattamente quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda. E che non sempre la si vive come vuoi tu, ma come vuole lei. Indirettamente lo spettacolo diretto da Giorgio Gallione è anche una riflessione sull’arte del narrare, su come il tempo modifica e trasfigura gli accadimenti, idealizzando il passato, cancellando i brutti ricordi e magnificando quelli belli, reinventando così il reale nell’ordine magico del racconto.

La mia vita raccontata male sarà in scena al Teatro Ivo Chiesa da martedì 18 a domenica 22 gennaio 2022. Inizio spettacolo martedì, mercoledì e venerdì ore 20.30, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16. Biglietti da 13 a 30 euro. Info teatronazionalegenova.it

Claudio Bisio e Giorgio Gallione hanno lavorato insieme per la prima volta nello spettacolo Monsieur Malaussène (1997), tratto dall’opera di Daniel Pennac. Nell’ambito dell’esperienza del Teatro dell’Archivolto (che nel 2018 è confluito nel Teatro Nazionale di Genova) è maturato un sodalizio artistico che ha dato vita agli spettacoli La buona novella (2000), I bambini sono di sinistra di Michele Serra (2003), Grazie di Daniel Pennac (2005), Seta di Alessandro Baricco (2007), Io quella volta lì avevo venticinque anni di Giorgio Gaber e Sandro Luporini (2009), Father and son di Michele Serra (2014).

Premio Strega nel 2014 per Il desiderio di essere come tutti, Francesco Piccolo ha pubblicato numerosi libri di successo, da La separazione del maschio (Einaudi, 2008) a Momenti di trascurabile felicità (Einaudi 2010) a L’animale che mi porto dentro (Einaudi, 2018). Pluripremiato anche per il suo lavoro di sceneggiatore, ha collaborato tra gli altri con Nanni Moretti, Paolo Virzì, Silvio Soldini, Marco Bellocchio, Francesca Archibugi e con Saverio Costanzo per la serie L’amica geniale.

 

La tournée

27-30 gennaio Bolzano, Teatro Comunale | 1-2 febbraio Savona Teatro Chiabrera | 4 febbraio Lodi, Teatro alle Vigne | 5-6 febbraio Chiasso, Teatro Cinema | 8-9 febbraio Trieste, Teatro Rossetti

11-12 febbraio Gorizia, Teatro Giuseppe Verdi | 17-20 febbraio Ancona, Teatro delle Muse

22-23 febbraio Reggio Emilia, Teatro Valli | 25-27 febbraio Bologna, Teatro delle Celebrazioni 

2 marzo Vercelli, Teatro Civico | 4-5 marzo Bergamo, Teatro Donizetti | 6 marzo Monza, Teatro Manzoni | 8-9 marzo Pescara, Teatro Massimo | 11 marzo San Marino, Teatro Nuovo

12-13 marzo Carpi, Teatro Comunale

 

Tutte le attività del Teatro Nazionale di Genova sono realizzate in partnership con il Ministero della Cultura, il Comune di Genova, la Regione Liguria, a cui si affiancano la Fondazione Compagnia di San Paolo e Iren con il loro fondamentale contributo e i sostenitori ETT, Leonardo, Gruppo Unipol, Assiteca, Coop Liguria, Cambiaso Risso, Banco BPM, Saar e Rhea Vendors

 

Aldo De Scalzi presenta Diabolik al cineteatro San Pietro di Quinto

Super User 11 Gennaio 2022 171 Visite

Mercoledì 12 gennaio, ore 21, al cineteatro San Pietro di Quinto, in occasione della proiezione di Diabolik, l’ultimo film dei Manetti Bros, Aldo De Scalzi, presentato dal giornalista Massimiliano Lussana (che sulla sua Puntina ha spiegato bene ai genovesi perché devono partecipare alla serata), parlerà al pubblico della colonna sonora composta e realizzata insieme a Pivio. Il lavoro ha coinvolto circa 60 musicisti, tutti rigorosamente genovesi, e sta riscuotendo un successo straordinario. È stata annunciata proprio in questi giorni la candidatura ai Movieplayer.it Awards 2022.
Nella cinquina - insieme al duo genovese in nomination per Diabolik - un parterre tutto internazionale: Johnny Greenwood (Il potere del cane), Hans Zimmer (Dune), Dan Romer (Luca), Alexandre Desplat (The French Dispatch).

La colonna sonora di Diabolik – edita da Edizioni Curci e Creuza – è disponibile in versione digitale e in un esclusivo doppio vinile. Al suo interno, anche due brani di Manuel Agnelli scritti per il film e uno speciale albo fumetto. https://orcd.co/diabolik-ost

TRAILER FILM: https://www.youtube.com/watch?v=3CnA2WFXLdw

“DIABOLIK” è il nuovo film di Manetti bros., con cui Pivio & Aldo De Scalzi tornano a collaborare è in sala distribuito da 01 Distribution e con protagonisti Luca Marinelli (Diabolik), Miriam Leone (Eva Kant) e Valerio Mastandrea (ispettore Ginko). Nel cast anche Alessandro Roia, Serena Rossi, Roberto Citran, Luca Di Giovanni, Antonino Iuorio, Vanessa Scalera, Daniela Piperno, Pier Giorgio Bellocchio con la partecipazione straordinaria di Claudia Gerini. Adattamento cinematografico delle avventure del personaggio creato da Angela e Luciana Giussani, “DIABOLIK” racconta la storia oscura e romantica dell’incontro tra Diabolik ed Eva Kant, ambientata nello stato di Clerville alla fine degli anni ‘60. A dargli la caccia, e a cercare di fermare i loro diabolici piani, l’ispettore Ginko. “DIABOLIK”, scritto da Michelangelo La Neve e Manetti bros., che hanno firmato anche il soggetto insieme a Mario Gomboli, è una produzione Mompracem con Rai Cinema, prodotto da Carlo Macchitella e Manetti bros., in associazione con Astorina e con Luigi de Vecchi, con il sostegno di Emilia - Romagna Film Commission, Friuli-Venezia Giulia Film Commission, Film Commission Vallee D’Aoste. 

Covid, il Teatro Carlo Felice sospende l’attività artistica

Super User 10 Gennaio 2022 210 Visite

La sovrintendenza della Fondazione Teatro Carlo Felice, in accordo con il Medico Competente estende le misure straordinarie già in vigore ai fini della mitigazione della trasmissione del virus SARS-CoV-2, a tutela della salute dei lavoratori della Fondazione, sospendendo temporaneamente l’attività artistica.

La proiezione di Dante all’Opera (offerta al pubblico) prevista martedì 11 gennaio, il concerto sinfonico Ritratti americani II previsto giovedì 13 gennaio, il concerto del Coro del Teatro Carlo Felice Mater previsto domenica 16 gennaio e il concerto diretto da Andrea De Carlo Mozart l’italiano previsto mercoledì 19 gennaio sono pertanto rinviati a date da destinarsi.

Entro cinque giorni lavorativi dalla data di ciascun evento (entro il 19 gennaio per Ritratti americani II, entro il 22 gennaio per Mater, entro il 25 gennaio per Mozart l’italiano) i possessori di biglietto per i singoli concerti potranno chiederne il rimborso, presentandosi alla biglietteria del Teatro Carlo Felice negli orari di apertura. In alternativa, potranno mantenere i loro titoli di accesso ai concerti, che resteranno validi per le nuove date di programmazione di ciascun evento.

Gli abbonati potranno usufruire del proprio titolo di accesso in occasione della nuova data di programmazione di ciascun evento.

La date di riprogrammazione di ciascun concerto saranno comunicate successivamente in biglietteria, sul sito e sui social del Teatro, oltre che a mezzo stampa.

Recco, Antonella Ruggiero canta sotto la rugiada e incanta

Super User 31 Dicembre 2021 319 Visite

Canta sotto la rugiada che bagna ogni cosa, lungo la passeggiata a mare di Recco.
Canta canzoni che l’hanno resa famosa in tutto il mondo, come “Per un’ora d’amore” e “Ti sento”, e brani presi in prestito da artisti che “hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica genovese”: Bruno Lauzi, “il più simpatico”, e Fabrizio De André.
Canta la PFM, formazione con la quale l’artista genovese ha intrecciato una lunga collaborazione musicale.
Canta melodie indiane, africane, religiose, nelle quali riesce ad esaltare (malgrado l’umidità) ancora di più le sue incredibili doti di vocalist.
Canta e incanta, e sorprende anche quando fischia per accompagnare i due musicisti sul palco con lei, Roberto Olzer, pianoforte e organo liturgico, e Roberto Colombo, vocoder e synth basso, nascosti dietro strumenti e termosifoni elettrici.
Questo in sintesi il “Concerto Versatile” di Antonella Ruggiero, nata come voce dei Mattia Bazar e da anni ormai solista, andato in scena ieri sera nel comune del Golfo Paradiso.
Uno spettacolo molto apprezzato dal folto pubblico, circa 400 persone, che ha applaudito a lungo, costringendo l’artista ad un bis.
La formula del concerto è stata la stessa utilizzata negli eventi della scorsa estate: sedie distanziate, green pass (questa volta super) e mascherina (obbligo FFP2). Unica differenza: era consigliato il piumino sopra la t-shirt.
Il sindaco Carlo Gandolfo e il direttore artistico Angelo Privitera dal palco hanno annunciato che stanno lavorando al calendario degli spettacoli per la prossima estate. “Ne vedrete delle belle”, hanno promesso, prima di augurare a tutti buon anno.

L'intervento del sindaco Carlo Gandolfo, accanto il direttore artistico Angelo Privitera

Recco, Antonella Ruggiero in “Concerto Versatile”

Super User 28 Dicembre 2021 258 Visite

Antonella Ruggiero, una delle voci italiane più amate in tutto il mondo, sarà protagonista del "Concerto Versatile" in programma a Recco, nell'area eventi allestita in Lungomare Bettolo, giovedì 30 dicembre con inizio alle 20:30. L’artista genovese sarà accompagnata da Roberto Olzer, pianoforte e organo liturgico, e Roberto Colombo, vocoder e synth basso. L'evento è curato dal direttore artistico Angelo Privitera.

"A Recco - spiega il sindaco Carlo Gandolfo - ci sarà un concerto all'aperto con le medesime restrizioni che sono valide per qualsiasi evento in svolgimento in un teatro. Purtroppo abbiamo dovuto annullare lo spettacolo del 31 dicembre".

L'ingresso al concerto è gratuito, con prenotazione obbligatoria del posto a sedere, per i possessori del super GreenPass. 

Le prenotazioni saranno accettate fino alle ore 12 del 30 dicembre esclusivamente con le seguenti modalità:

- tramite il pulsante "prenota" sul sito  www.comune.recco.ge.it

- inviando un messaggio whatsapp al numero 3348754058 dalle ore 8 alle 20;

- telefonando alla Pro Loco di Recco al numero 0185722440 in orario di ufficio.

Per l'accesso è sempre obbligatorio indossare la mascherina di protezione FFP2 e sarà rilevata la temperatura corporea.

Teatro Carlo Felice, stagione di livello internazionale

Super User 23 Dicembre 2021 215 Visite

Dopo i primi tre mesi di assaggio (una precauzione resa necessari dal Covid) il Carlo Felice presenta anche il resto del cartellone, da gennaio a giugno.

«Inizia una nuova stagione e come sempre cresce la curiosità per vedere in scena i nuovi spettacoli – commenta il sindaco di Genova Marco Bucci - Anche per il 2022 il Teatro Carlo Felice conferma un cartellone internazionale di alto livello. È il tempo della ripartenza per il settore, tornare ad assistere agli spettacoli dal vivo è sicuramente un’esperienza impareggiabile. La cultura è un elemento fondamentale per i cittadini e per il turismo, il Teatro Carlo Felice con questo nuovo cartellone non può che rendere orgogliosa la città di Genova». 

«La programmazione del Teatro Carlo Felice prosegue con il cartellone gennaio/giugno, che offre una selezione di opere, balletti, concerti, che spaziano attraverso tre secoli di storia musicale - commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso - questa seconda parte delia stagione segna anche il ritorno in sala degli abbonati, ed è per me una grande gioia poter rivedere in teatro un pubblico che si gode lo spettacolo in sicurezza e in una sala a piena capienza».

«Dopo una stagione estiva e autunnale ricca di grandi appuntamenti - afferma l’assessore alla Cultura della Regione Liguria Ilaria Cavo -  il Teatro Carlo Felice arriva a questa rinnovata programmazione ricchissima di titoli che  si può riassumere cosi: un cartellone che  da spazio a tre secoli di storia musicale e voce ai giovani. Rivolge un'attenzione particolare agli studenti grazie ad un'intesa firmata con l'ufficio scolastico regionale che prevede non soltanto un incentivo all'accesso al teatro, ma, non appena le condizioni generali lo consentiranno, anche momenti di preparazione culturale e approfondimento dei linguaggi musicali. Non va dimenticato poi l'accordo con il Conservatorio Niccolò Paganini che contempla la valorizzazione dei suoi giovani musicisti e artisti. In questo senso è già in programma al Teatro un concerto nel giugno 2022. Importantissima la valorizzazione anche dell'Accademia seguita da Francesco Meli che consente la crescita qui a Genova dei talenti del canto».

«Il Teatro Carlo Felice conferma la sua vocazione a coniugare l’esplorazione di nuovi territori musicali con la valorizzazione del grande repertorio lirico e sinfonico -  afferma il Sovrintendente Claudio Orazi -  in entrambi i casi attraverso le interpretazioni di direttori di profilo internazionale quali Wayne Marshall, Marco Angius, Harmut Haenchen, Alessandro De Marchi, Fabio Luisi, Speranza Scappucci, Donato Renzetti, Christopher Franklin, Sesto Quatrini, Jordi Bernàcer, Alessandro Cadario e avvalendosi di alcuni tra i massimi interpreti della scena lirica mondiale, tra cui Angela Meade, John Osborn, Amartuvshin Enkhbat, Maria Josè Siri, Sonia Ganassi, Luca Micheletti per citarne solo alcuni. Tra le novità di questa seconda parte di stagione, che vedrà l’atteso ritorno in sala del pubblico degli Abbonati, il percorso di riscoperta del repertorio sinfonico e lirico di Luciano Berio, che si svilupperà nei prossimi tre anni e darà modo al pubblico di giungere alle celebrazioni del centenario della nascita del compositore originario di Oneglia, nel 2025, con la piena consapevolezza riguardo il suo immenso lascito artistico, importantissima parte della Civiltà musicale genovese che al centro dell’attenzione della Fondazione. Da segnalare la rinnovata attenzione ai giganti del sinfonismo europeo, come Mozart, Beethoven, Schubert, Schumann, Bruckner e americano, come Adams, Copland, Ives, Slatkin, Ellington che affianca i diversi percorsi di riscoperta dei “Novecenti” musicali di cui siamo eredi».

La programmazione operistica del 2022 si apre venerdì 28 gennaio con il dittico formato da La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi e Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein (repliche il 29, 30 gennaio e 4, 5, 6 febbraio), con la direzione di Alessandro Cadario, per la regia di Luca Micheletti. Da venerdì 18 febbraio (repliche il 19, 20, 22, 25, 27 febbraio) il sipario si alza sulla tragedia lirica Anna Bolena di Gaetano Donizetti, in un allestimento realizzato in coproduzione tra la Fondazione Teatro Carlo Felice e la Fondazione Teatro Regio di Parma, con la direzione di Sesto Quatrini, per la regia di Alfonso Antoniozzi. Venerdì 25 marzo (repliche il 26, 27 marzo e 1, 2, 3 aprile) debutta a Genova Manon Lescaut di Giacomo Puccini nell'allestimento realizzato in coproduzione tra la Fondazione Teatro Carlo Felice, la Fondazione Teatro San Carlo di Napoli, il Gran Teatre del Liceu di Barcellona e il Palau de les Arts de Valencia, con la direzione di Donato Renzetti, per la regia di Davide Livermore.Venerdì 13 maggio (repliche il 14, 15, 20, 21, 22 maggio) ritorna in scena con la direzione di Jordi Bernàcer Rigoletto di Giuseppe Verdi, nella produzione della Fondazione Teatro Carlo Felice ideata da Rolando Panerai, ripresa da Vivien Hewitt.L'ultimo titolo prima dell'estate in scena a partire da venerdì 10 giugno (repliche l’11, 12, 14, 15, 16 giugno) è Il Turco in Italia di Gioachino Rossini, con la direzione di Christopher Franklin, per la regia di Italo Nunziata, con le storiche scenografie di Emanuele Luzzati.

La Fondazione Teatro Carlo Felice ha inoltre commissionato e allestirà in prima assoluta, entro giugno 2022 in sede da definirsi, la nuova commedia musicale in un atto su libretto di Mauro Graiani e musica di Fabrizio Lamberti, Zëna (Il viaggio dell'emigrante). Pensata come parte integrante del cartellone, la proposta si rivolge ai giovani, alle famiglie, alle scuole e alla cittadinanza, quale espressione di un teatro d’opera fatto da giovani per i giovani. Il tema dell’opera, strettamente collegato alla storia della città di Genova, pone l’accento sul tema dell'emigrazione che, da sempre, coinvolge da vicino i genovesi, per intere generazioni destinati o inclini a partire alla volta dei quattro angoli del mondo, raccogliendo esperienze spesso difficili, mantenendo però un legame sempre profondo con la città natale. I Concerti sinfonici vedono l’Orchestra del Teatro Carlo Felice e il Coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Francesco Aliberti, esplorare nuovi orizzonti sin dal mese di gennaio, con due Ritratti americani di taglio sinfonico, concepiti quali introduzioni e complementi all’ascolto dell’opera di Leonard Bernstein: sabato 8 gennaio e giovedì 13 gennaio. Novecenti è il titolo della serie di concerti dedicata alla scoperta delle peculiarità della musica strumentale italiana a cavallo del XX secolo e delle sue interconnessioni con il repertorio sinfonico europeo coevo, che Donato Renzetti affronta giovedì 31 marzo, venerdì 15 aprile e lunedì 25 aprile.

Proseguono inoltre le esplorazioni condotte attraverso i filoni Mozart l’italiano, che contempla l’esecuzione integrale delle Sinfonie di Mozart messe in relazione con l’opera di predecessori e contemporanei italiani a Mozart che hanno influenzato il suo stile, com’è il caso del torinese Gaetano Pugnani (1731-1798), nell’interpretazione di direttori specializzati nel repertorio pre-classico e Barocco: dopo Federico Maria Sardelli e Andrea De Carlo, giovedì 3 febbraio, sarà la volta di Alessandro De Marchi. Tre sono gli appuntamenti dedicati al Ciclo Beethoven, con i concerti diretti da Hartmut Haenchen giovedì 24 febbraio, venerdì 22 aprile e giovedì 19 maggio.

Paolo Fizzarotti

Anna Bolena

Trouble in Tahiti 

Musica classica dal vivo nelle RSA di Genova con l’Accademia del Chiostro

Super User 18 Dicembre 2021 544 Visite

 

L’Accademia del Chiostro suona la musica classica dal vivo per gli anziani e poi consegna le registrazioni alle case di riposo genovesi. Con le musiche eseguite dal soprano Stefania Pietropaolo e dall'ensemble di archi dell'Accademia del Chiostro diretti dal maestro Massimo Vivaldi, il concerto registrato all’Albergo dei Poveri è stato il momento conclusivo di un progetto più ampio che ha già visto i musicisti impegnati in una serie di registrazioni di spettacoli musicali dedicate agli ospiti di alcune Rsa presenti sul territorio genovese. Questo progetto è stato reso possibile al Patto di sussidiarietà “Anziani: ben-essere in Liguria”, finanziato dalla Regione Liguria, dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali e dalla Compagnia di San Paolo. La registrazione in questi giorni è stata consegnata alle Rsa coinvolte nel progetto iniziale: Valpolcevera – distretto 10; Villa Duchessa di Galliera; Casa Don Guanella – distretto 11; Asp Brignole Rsa Doria – distretto 12; Rsa Tegole sul Mare – Centro Socio Riabilitativo Franco Basaglia – distretto 13. La registrazione è disponibile per tutte le Rsa che ne faranno richiesta.

“L’arrivo della pandemia, con l’arresto improvviso delle abitudini quotidiane, sociali, famigliari e professionali, ha trovato chiunque emotivamente ed organizzativamente impreparato – afferma Donatella Ferraris, presidente dell’Accademia del Chiostro - Anche le persone che vivono in Rsa hanno dovuto fronteggiare le conseguenze delle misure di sicurezza, che hanno costretto gli Enti gestori a rimodulare le attività che danno significato e ritmo agli ospiti”.

“In questo periodo gesti che accompagnano il vivere quotidiano, spesso scontati, sono stati messi sotto la lente – interviene il maestro Massimo Vivaldi - Abbracci, strette di mani, contatti di vicinanza, da sempre svolti con naturalezza, in questo periodo sono passati dall’esser immediati e spontanei a controllati e consapevoli. La mancanza o il controllo di questi gesti e le difficoltà conseguenti ai Dpi hanno portato ad un impoverimento delle relazioni. Nell’ottica di ricollegarsi con un mondo che è rimasto veramente chiuso, Accademia del Chiostro ha proposto questo ciclo di concerti che sono stati fruiti on line, ma l’intenzione sarà quella di proseguire un percorso non solo culturale ma specialmente formativo a livello umano auspicando di poterlo riproporre nel 2022. La caratteristica dell’orchestra è l’unione di giovani talenti emergenti e artisti che vantano nel loro curriculum esperienze di altissimo livello in contesti nazionali e internazionali. L’affiatamento è straordinario e deriva da una collaborazione pluridecennale”.

“La nostra iniziativa – conclude Donatella Ferraris – è stata resa possibile dall’intervento di molte persone. Ringraziamo Ilaria Cavo, Nicoletta Viziano, Marco Sinesi, Annamaria De Marini, Tiziana Lazzari, Simona Firpo, Luisa Famiglietti, Amedeo Gagliardi, Massimo Casiccia, Rossella Soro, Angelo Perna”.

“IN ATTESA DEL SANTO NATALE”

Progetto “Viaggio nella musica al ritmo dei ricordi”

Stefania Pietropaolo, soprano

ensemble di archi de "L'Accademia del Chiostro"

violini primi Alessandro Alexovits* (primo violino), Michela Cambrea, Youliana Kissiova, Francesca Del Grosso

violini secondi Angelo D’Amico*, Barbara Bosio, Roberta Pietropaolo, Mariana Rusnac

viole Fabio Francia *, Maddalena Vitali, Simona Merlano

violoncelli Nadia Lantero*, Donatella Ferraris

contrabbasso Piero Ferrari

*prime parti

direttore Massimo Vivaldi

1) M.A. CHARPENTIER (1634 o 1636-1704) Ouverture da Te Deum

2) G.F. HAENDEL (1685-1759) Symphony da The Messiah 

3) A. CORELLI (1653-1713) Concerto “Fatto per la notte di Natale” 

4) G. PUCCINI (1858-1924) Salve Regina

5) E. ELGAR (1857-1934) Sanctus (da Nimrod)

6) MEDLEY NATALIZIO – (arr. Massimo Vivaldi) Stille Nacht

Tannenbaum 

Adeste Fideles

Mille Cherubini F. Schubert (1797-1828)

Tu scendi dalle stelle

  

Paolo Fizzarotti

Alla Tosse le donne baciano meglio

Super User 10 Dicembre 2021 243 Visite

 

Dopo una vivace tournée in Italia e la vittoria alla 3a edizione del Nolo Fringe Festival di Milano, ritorna sul palco della Sala Agorà “Le donne baciano meglio”, di e con Barbara Moselli, con la regia di Marco Taddei, una produzione Fondazione Luzzati Teatro della Tosse.

Un coming out, un testo totalmente autobiografico che con semplicità, ironia e senza vergogna, racconta l’epifania dell’autrice-attrice.Dopo anni di vita dichiaratamente etero, Barbara deve affrontare la sua vera natura. Da qui un percorso in compagnia di diversi personaggi, che la condurranno alla totale accettazione di sé.

Il monologo comico parte da una doppia esigenza dell’autrice: da una parte il bisogno di raccontarsi, dall’altra quella di affrontare la tematica dell’omosessualità femminile, da sempre poco discussa. Irriverente e stravagante, lo spettacolo tocca i temi dell’innamoramento e della metamorfosi personale, utilizzando il palcoscenico come grande camerino all’aperto. Assistiamo all’evoluzione interiore della protagonista, come i grandi interpreti americani che, con autoironia, sanno raccontarsi al bancone di un bar, trasmettendo la passione di cui è piena la vita, quando si sceglie di viverla.

Teatro della Tosse - Sala Agorà

Dal 16 al 18 dicembre, ore 20:30

LE DONNE BACIANO MEGLIO

Di e con Barbara Moselli

Regia di Marco Taddei

Costumi Daniela De Blasio

Disegno luci Massimo Calcagno e Giovanni Coppola

Fonica Massimo Calcagno

Una produzione Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse /

Compagnia NIM - neuroni in movimento

 

Paolo Fizzarotti

Pasolini secondo Ascanio Celestini alla Corte

Super User 10 Dicembre 2021 444 Visite

 

Ascanio Celestini torna in scena al Teatro Ivo Chiesa da martedì 14 a giovedì 16 dicembre con Museo Pasolini. Con la figura dello scrittore, poeta e regista nato a Bologna nel 1922, Celestini si è confrontato fin dagli inizi del proprio percorso teatrale datato 1998, quando scrisse e portò in scena, insieme a Gaetano Ventriglia, lo spettacolo “Cicoria, in fondo al mondo, Pasolini”.
Da allora, nella sua ventennale carriera, l’autore e attore romano è stato un profondo e costante cantore degli ultimi, facendosi portatore dell’eredità pasoliniana. Per costruire questo spettacolo Celestini è partito da una considerazione e da una domanda provocatoria: dato che nell’immaginario collettivo Pasolini ha perduto molto della sua forza eversiva, divenendo quasi un’icona, quali materiali potremmo trovare in un ipotetico museo a lui dedicato?
«Secondo l’International Council of Museums – spiega il protagonista - le cinque funzioni di un qualsiasi museo sono: ricerca, acquisizione, conservazione, comunicazione, esposizione. E allora mi chiedo come potrebbe essere un Museo dedicato a Pasolini? Quale sarebbe il pezzo forte del museo?».
E così Celestini, armato della consueta ironia mista a disincanto, diventa l’eccezionale custode di una singolare esposizione che ospita una poesia scritta da Pasolini a 7 anni e poi saggi, articoli, fotogrammi, appunti biografici e tanti altri “reperti” che spalancano delle finestre sulla storia del Novecento italiano. Mescolando coinvolgente affabulazione e maestria attoriale Celestini dà vita ai personaggi di uno storico, uno psicanalista, uno scrittore, un lettore e un criminologo che riflettono sull’eredità del regista di Accattone. Ad arricchire il tutto alcuni audio originali dell’epoca. Museo Pasolini non è un semplice spettacolo celebrativo ma un tentativo di far riemergere tutta la forza rivoluzionaria di un lascito culturale straordinario: quello di un intellettuale che, per oltre 30 anni, con lucidità e lungimiranza, ha raccontato il nostro Paese.
Museo Pasolini va in scena al Teatro Ivo Chiesa da martedì 14 a giovedì 16 dicembre. Martedì e mercoledì l’inizio è fissato alle 20.30, giovedì alle 19.30.Mercoledì 15 dicembre alle 17.30 nel foyer del Teatro Ivo Chiesa incontro con Ascanio Celestini, organizzato in collaborazione con Fondazione Palazzo Ducale e Feltrinelli. Intervengono Monica Biondi, vicedirettrice di Palazzo Ducale, e la giornalista di Repubblica Genova Erica Manna.

Teatro Ivo Chiesa 14 - 16 dicembre 2021 

Museo Pasolini

scritto, diretto e interpretato da Ascanio Celestini

voci Grazia Napoletano e Luigi Celidonio

musiche Gianluca Casadei

suono Andrea Pesce 

disegno luci Filip Marocchi

Tahar Ben Jelloun al Duse

Super User 10 Dicembre 2021 205 Visite

La toccante e incredibile storia di Mohamed/Zara, una ragazza costretta dal padre a fingersi uomo in mancanza di eredi è al centro di “Creatura di sabbia” in scena al Teatro Eleonora Duse da giovedì 16 a domenica 19 dicembre con la regia di Daniela Ardini.

Uno spettacolo che la stessa regista e la protagonista Raffaella Azim hanno tratto da Creatura di sabbia e Notte fatale, due romanzi scritti da una delle voci più alte della poesia e della letteratura araba, quel Tahar Ben Jelloun autore del notissimo pamphlet Il razzismo spiegato a mia figlia. In questi due romanzi l’autore riesce a sintetizzare l’atmosfera delle Mille e una notte e la denuncia sociale, con un registro linguistico che prende dalla poesia e dalla novellistica araba, da Borges, ma anche da Genet senza dimenticare i classici autori occidentali come Shakespeare e Cervantes. Ed è in questo mondo che si muove Mohamed/Zahra, cresciuta come uomo dal padre dopo la nascita di sette figlie femmine per la necessità di conservare il patrimonio famigliare, costretta ad allontanarsi dalle sorelle fino al paradossale matrimonio con la cugina, figlia dello zio al quale, secondo la legge coranica, sarebbe andata la parte principale dell’eredità.

Per riappropriarsi della sua identità la ragazza dovrà affrontare una serie di peripezie che ne metteranno alla prova il coraggio e la fede: un percorso di formazione estremo che apre anche una finestra sul mondo arabo e sulla difficile condizione femminile all’interno di esso.La regista Daniela Ardini racconta: «Si può dire che i testi di Tahar Ben Jelloun siano per me e Raffaella Azim un costante work in progress, tante sono le anime in essi contenute. Continuiamo a sentire l’urgenza di raccontare, con i nostri strumenti che sono quelli semplici del teatro, una storia bellissima - raccontata originariamente da un uomo che è uno dei più importanti scrittori del Mediterraneo - che vuole essere un monito».

Teatro Eleonora Duse 16 - 19 dicembre 2021

Creatura di sabbia

da Tahar Ben Jelloun

versione italiana e adattamento Daniela Ardini e Raffaella Azim 

regia Daniela Ardini

con Raffaella Azim

e con Beatrice Rossi, Francesco Adamo

scene Giorgio Pani , Giacomo Rigalza

costumi Maria Angela Cerruti

effetti sonori Luca Nasciuti

movimenti scenici Patrizia Genitoni

luci Carlo Pediani

produzione Lunaria Teatro

 

Paolo Fizzarotti

La storia surreale di Giusto è alla Tosse

Super User 10 Dicembre 2021 175 Visite

Dal 7 al 12 dicembre in scena a Genova “Giusto”, nuovo lavoro di e con Rosario Lisma, prodotto dalla Fondazione Luzzati Teatro della Tosse. Un nuovo spettacolo di produzione che, dopo una presentazione online la scorsa primavera a teatri chiusi e un paio di date estive in Piemonte e Toscana, arriva finalmente al suo debutto ufficiale sul palco della Sala Campana, prima della tournée che partirà a gennaio 2022.

Un monologo scritto in questo tempo di pandemia. E’ la storia surreale, buffa e dolente di una diversità nel mondo contemporaneo. Ma è anche un invito a superare le certezze che ci proteggono e i limiti che da soli ci siamo dati.

Giusto è un impiegato intelligente, mite e fin troppo educato in un mondo grottesco di spietato cinismo. I suoi colleghi d’ufficio, all’Inps di Milano, sono un microcosmo di ridicole creature animali, in cui lui, nato su uno scoglio in mezzo al mare, si sente straniero e solo. Abita in un appartamento in condivisione con una che non c’è mai e con Salvatore, un calabrone enorme che passa il tempo dipingendo finestre sulle pareti. Per poi provare a passarci attraverso.

Giusto ha un solo grande impossibile sogno: baciare Sofia Gigliola, detta la Balena, la figlia bella e grassa del suo potentissimo capo. Ci riuscirà? Ad accompagnarlo sul palco i personaggi che popolano il suo mondo surreale, evocati attraverso le illustrazioni suggestive di Gregorio Giannotta, artista ironico e poetico, noto per le sue creature fiabesche. 

GIUSTO di e con Rosario Lisma

Illustrazioni Gregorio Giannotta 

Costumi Daniela De Blasio 

Aiuto regia Alessia Donadio

Produzione Fondazione Luzzati Teatro della Tosse

Si ringrazia Comasia Palazzo per i movimenti coreografici

Paolo Fizzarotti

 

Alla Sala Mercato va in scena ‘Al limite dello sputtanamento totale’

Super User 09 Dicembre 2021 195 Visite

Da giovedì 9 a sabato 11 dicembre alla Sala Mercato va in scena A.L.D.S.T., che sono le iniziali di "Al limite dello sputtanamento totale”. Autrice e protagonista di questo spettacolo dal titolo fantozziano è Viola Marietti, attrice diplomata alla Scuola del Piccolo di Milano, che- fra un’aria di Monteverdi e un brano dei Cure - veste i panni di una sorta di Alice sgangherata senza Bianconiglio a farle da guida.A.L.D.S.T. è un gioco teatrale sospeso tra l’auto-diffamazione inquieta e un caustico, dissacrante racconto di sé.

Un affresco autoironico di una ragazza eternamente irrisolta, sebbene sia alla soglia dei trent’anni, che tenta di barcamenarsi tra i pranzi coi parenti, le batoste in amore, i colloqui di lavoro, qualche sbornia, il bisogno di consenso, gli amici che vivono nella doccia, i sogni di gloria, i dubbi esistenziali, quelli sul proprio guardaroba e tanti altri piccoli grandi inconvenienti che attraversano la sua vita.

Ne viene fuori un esilarante flusso di coscienza sospeso fra la stand up comedy, il monologo teatrale e una spudorata autobiografia che ha la ritmica di un rap e in cui i momenti lirici si mescolano ad uno slang decisamente urbano. Uno spassoso identikit della generazione under 30, forse troppo intelligente per essere ancora illusa, certamente troppo illusa per resistere nella realtà.

«Il testo – dice Viola Marietti – ruota intorno a quell’ inquietudine, abbastanza diffusa oggi, di chi, come me, soffre di adolescenza lunga e si scarrozza così, maldestramente, in un tempo che ormai è appurato essere senza senso e non riesce a mettere a tacere il cervello. In estrema sintesi, si tratta di una ragazza che cerca violentemente di essere felice e tendenzialmente non ce la fa. Una ragazza che ha tutto ma non ha niente. Solo se stessa.E non sa che farsene».

A.L.D.S.T. va in scena alla Sala Mercato da giovedì 9 a sabato 11 dicembre. Giovedì e sabato lo spettacolo inizia alle 19.30, venerdì alle 20.30.

 

Sala Mercato 9 – 11 dicembre 2021 

 A.L.D.S.T - ‘Al limite dello sputtanamento totale’ di e con Viola Marietti

regia Matteo Gatta e Viola Marietti

supervisione artistica Gabriele Gerets Albanese

produzione Tristeza Ensemble, Misma Onda

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