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Cultura

Liguria delle Arti: chiusura a Serra Riccò

Super User 09 Settembre 2020 102 Visite

Chiude Liguria delle Arti: il viaggio di Pino Petruzzelli e del Teatro Ipotesi nelle bellezze sconosciute di questa regione.

Per l’undicesima tappa e ultima tappa del 2020, l’appuntamento è a San Cipriano, frazione di Serra Riccò, presso la Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano. Una Chiesa di origini antichissime, secondo la tradizione risalirebbe al IX secolo dopo Cristo, dove convivono lo stile barocco e quello romanico (il campanile). Al suo interno un meraviglioso organo e alcune pregiate statuine del presepe del Maragliano: un presepe che ogni anno attira centinaia di visitatori da tutta la provincia per la minuziosa fedeltà con cui in esso viene riprodotta la vita contadina del borgo.

Ma l’ospite d’onore, l’opera che più di tutte richiama gli appassionati d’arte è il dipinto raffigurante alcuni episodi della vita dei Santi Cornelio e Cipriano, a cui lavorarono Giovanni Cambiaso e il figlio, il più noto Luca Cambiaso verso le metà del 1500.

La narrazione del dipinto è affidata alla storica dell’arte Irene Fava mentre per la sezione musicale ritorna protagonista la GOG che propone brani di Johan Sebastian Bach e di Paul Hindemith affidandoli al violista Giuseppe Francese.

Pino Petruzzelli mette il proprio talento attoriale al servizio delle parole di Giuseppe Mazzini e dei poeti Giorgio Caproni ed Edoardo Sanguineti. L’attore legge anche pagine di Beatrice Solinas Donghi, scrittrice (anche per l’infanzia) e saggista nata proprio a Serra Riccò (scomparsa nel 2015), stimata da Giorgio Bassani che fu suo mentore nel primo dopoguerra.

Anche l’evento di San Cipriano è a ingresso libero (fino ad esaurimento posti) ed ha inizio alle ore 21. Il progetto Liguria delle Arti è stato reso possibile grazie alla fondamentale collaborazione di Regione Liguria, Fondazione Teatro Carlo Felice, GOG Giovine Orchestra Genovese, Conservatorio Paganini di Genova, Conservatorio Puccini della Spezia, Direzione Regionale Musei della Liguria, Pro Musica Antiqua di Savona e al sostegno di Coop Liguria.

Il Festival della Scienza è confermato e torna in una nuova doppia veste

Super User 01 Settembre 2020 186 Visite

Conferenze, mostre, spettacoli e laboratori in presenza, ma anche laboratori on-line in diretta streaming, webinar e visite virtuali ai principali centri di ricerca italiani e europei. In programma dal 22 ottobre al 1° novembre 2020, la diciottesima edizione del Festival della Scienza di Genova, con la parola chiave Onde, vede esordire un format innovativo: realizzato per rendere la manifestazione accessibile a tutti in tempi di Covid-19, è studiato con un’attenzione particolare a famiglie e scuole. Al pubblico scolastico è infatti dedicata la componente online del programma, con contenuti digitali dal vivo che permettono alle classi di partecipare al Festival direttamente dalle sedi degli istituti scolastici. Per il pubblico delle famiglie e degli appassionati di scienza è confermato il ricco programma in presenza con mostre, conferenze, spettacoli, installazioni e laboratori organizzati in scrupolosa compatibilità con le misure di sicurezza vigenti. Inoltre, a causa delle difficoltà logistiche causate dalla pandemia, è stato rimandato al 2021 il progetto Paese Ospite Regno Unito.

L’edizione numero diciotto di uno dei più grandi eventi di divulgazione della cultura scientifica al mondo raddoppia così la propria offerta, affiancando una forte componente digitale per le scuole al consueto programma di conferenze, laboratori, mostre e spettacoli in presenza. «Da tanti anni il Festival della Scienza di Genova – spiega Marco Pallavicini, presidente dell’Associazione Festival della Scienza – rinnova a ogni edizione questo straordinario incontro tra la comunità scientifica internazionale e un pubblico ampio e diversificato. Abbiamo pensato che in un anno complicato come il 2020 l’impegno dovesse essere quello di garantire in ogni caso una manifestazione di livello per appassionati di scienza, famiglie e mondo della scuola. Nonostante le difficoltà sarà un Festival della Scienza inclusivo e diverso, ma sempre fedele a sé stesso e innovativo negli strumenti utilizzati».

IL FESTIVAL IN PRESENZA A GENOVA CI SARÀ
Anche quest’anno il Festival colora di scienza la città di Genova, se pure in forma diversa e con afflusso di pubblico gestito in ottemperanza alle misure di sicurezza che caratterizza il periodo di svolgimento della manifestazione. Sono già confermate le sedi storiche del Festival: non solo Palazzo Ducale e il Porto Antico, ma anche i principali musei cittadini, biblioteche e teatri.
Il programma “in presenza” comprenderà come sempre un'ampia offerta di mostre, laboratori, con modalità di interazione opportunamente adattate per garantire la sicurezza di visitatori e operatori. È confermato un ampio palinsesto di incontri e spettacoli che, pur tenendo conto delle ridotte capienze delle sale e delle limitate possibilità di spostamento dei relatori internazionali, coinvolgerà molti scienziati italiani e stranieri. In alcune sale verrà predisposta l’attrezzatura per la diretta streaming e il coinvolgimento di relatori da remoto. Un focus particolare sarà dedicato alla pandemia da Covid-19, articolato in una serie di incontri con prestigiosi ospiti del mondo della ricerca internazionale dal titolo L'onda Covid: capire per reagire. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Bo Live dell’Università di Padova, con il coordinamento scientifico della Prof. Antonella Viola, immunologa di fama internazionale.

LA NUOVA OFFERTA DIGITALE PER LE SCUOLE: LABORATORI ON-LINE, WEBINAR E VISITE VIRTUALI A CENTRI DI RICERCA
Il Festival non rinuncia al suo pubblico più affezionato, che è quello delle classi, che così numerose e entusiaste partecipano a ogni edizione. «Ci rendiamo conto che quasi sicuramente le uscite scolastiche non saranno possibili – aggiunge Fulvia Mangili, direttore del Festival della Scienza – e abbiamo quindi pensato di andare noi quest’anno a scuola, se pure virtualmente. Abbiamo riformulato un'offerta per le scuole completamente nuova. Gli studenti con i loro insegnanti potranno partecipare direttamente dalle classi, scegliendo tra laboratori interattivi, webinar e visite virtuali dei principali istituti di ricerca italiane e europei». I contenuti degli eventi, studiati con il supporto dei principali enti di ricerca italiani ed europei e delle più consolidate associazioni di divulgazione scientifica, sono rivolti a una fascia scolastica molto ampia: dalla scuola primaria alla scuola media superiore. «Realizzeremo veri e propri set cinematografici – conclude – da cui verranno trasmessi in diretta i nostri laboratori tramite una piattaforma informatica. Sono state studiate diverse modalità di interazione a distanza che permetteranno agli studenti di partecipare in modo attivo alle attività condotte dagli animatori del Festival».

Casa cantautori, in arrivo ulteriori 3 mln da Mibact

Super User 10 Agosto 2020 216 Visite

Il progetto della Casa nazionale dei cantautori, di cui Regione Liguria è soggetto attuatore, va avanti e raddoppia con i tre milioni di euro stanziati dal ministero che lo ampliano e ne confermano la valenza culturale e l’importanza per Genova, per la Liguria e per l’intero territorio nazionale. Lo comunica l’assessorato alla Cultura di Regione Liguria dopo che il Mibact, in seguito all’approvazione in Conferenza Unificata, lo ha inserito tra gli 11 interventi del “Piano strategico ‘Grandi Progetti beni culturali’ annualità 2020, seconda fase 2021-2022”.
Alla Casa dei cantautori vengono dunque destinati ulteriori 3 milioni di euro che si aggiungono ai finanziamenti già ottenuti da Regione Liguria nel 2017 per la progettazione e l’allestimento dell’area museale e nel 2018 per le attività di recupero e ristrutturazione del complesso abbaziale di San Giuliano. In particolare, la prima tranche di finanziamenti si è concentrata sul primo lotto relativo all’area destinata alla parte espositiva e museale, oggi in fase avanzata di progettazione e che andrà a gara per la sua realizzazione entro la fine dell’anno. Gli ulteriori 3 milioni stanziati adesso serviranno invece per realizzare il secondo lotto, derivante dall’acquisto da parte del Mibact nel 2018 dai Padri Benedettini di una porzione del complesso abbaziale dove si svilupperà la parte formativa e dove sorgerà l’auditorium, con una estensione anche della parte museale. La Fondazione della Casa dei Cantautori prevede la partecipazione di Regione Liguria, Mibact e Comune di Genova. Il finanziamento complessivo per la realizzazione di questa iniziativa culturale ammonta quindi a oltre 6 milioni di euro, destinati a Genova e alla Liguria grazie al progetto di Regione che il Mibact ha voluto accogliere, finanziare e sostenere e il Comune di Genova condividere.

Ritornano gli Stati Generali della Cultura in Val Polcevera

Super User 04 Luglio 2020 486 Visite

Alla presenza dei sindaci del territorio, domenica 5 luglio, ore 16:30, gli Stati Generali della Cultura in Val Polcevera ritornano con un concerto evento nel parco del castello Parodi di San Cipriano. Ad esibirsi sarà il Quartetto Paganini Sivori guidato dal maestro Eliano Calamaro. Ingresso libero e osservanza delle vigenti norme cautelative anti covid.

Toti apre il Festival dello Spazio di Busalla

Super User 03 Luglio 2020 423 Visite

“Se il mondo progredisce è perché questa tensione verso la scoperta e il nuovo è un qualcosa di connaturato all’animo umano. Ogni bambino, almeno una volta, ha detto che da grande voleva fare l’astronauta e questo credo dimostri come l’umanità abbia voglia di andare avanti, confrontarsi con altri mondi e superare i limiti della scienza. Tutto ciò, grazie al Festival dello Spazio, è possibile”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti questa mattina a Busalla per l’inaugurazione del Festival dello Spazio giunto alla sua quarta edizione.
“Un caloroso in bocca al lupo agli organizzatori del Festival che con tenacia, anche quest’anno, hanno creato qualcosa di unico - prosegue il governatore - che a questa edizione ne seguano molte altre e che questa sia l’occasione affinché le suggestioni diventino foriere di novità, miglioramenti e nuove frontiere non solo nello spazio ma anche sulla terra dove poggiamo i piedi”.

Giovanni Toti al microscopio

Premio Raduga, 20 i finalisti dell’undicesima edizione

Super User 27 Maggio 2020 407 Visite

Annunciati i finalisti dell’undicesima edizione del Premio Raduga, il concorso letterario italo-russo ideato e promosso dall’Associazione Conoscere Eurasia e dedicato ai giovani scrittori e traduttori, tra i 18 e i 35 anni, dei due Paesi. Più di 600 i partecipanti al concorso per le due categorie di riferimento: “Giovani narratori” e “Giovani traduttori”. A contendersi il titolo di “Giovane narratore dell’anno” e “Giovane traduttore dell’anno” 5 candidati per ciascuna sezione, i cui elaborati appariranno sull’undicesimo Almanacco letterario bilingue edito da Conoscere Eurasia e distribuito in entrambi i Paesi.

«Il Premio Raduga, quest’anno alla sua undicesima edizione, è un’occasione per i giovani di entrambi i Paesi per riflettere su se stessi, sul presente e sul futuro, sulle proprie possibilità e opportunità relazionali. Un tema quest’ultimo particolarmente rilevante dato il momento drammatico che il mondo sta vivendo per l’emergenza Covid-19. La scrittura è una delle più alte forme artistiche che, come poche altre, si rivela capace di annullare qualsiasi distanza e barriera. E l’interesse dimostrato nei confronti del Premio, nel corso di oltre una decade, da circa 6000 ragazzi è il risultato del profondo impegno del Premio stesso nel dialogo interculturale, incontrando l’interesse comune delle nuove generazioni di un mondo sempre più equo e, nelle sue molteplici sfaccettature, sempre più vicino», ha dichiarato Antonio Fallico, Presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia.

Per la sezione italiana “Giovani narratori” i finalisti sono Pier Franco Brandimarte (Torano Nuovo, Teramo), Maria Chiara De Pascali (Muro Leccese, Lecce), Antonio Francesco Longo (Nicolosi, Catania), Francesco Marangi (Varazze, Savona), Sydney Vicidomini (Mercato San Severino, Salerno).

Per la sezione italiana “Giovani traduttori” i finalisti sono Cinzia Celone (Colverde, Como), Tatiana Lutero (Santa Margherita Ligure, Genova), Martina Morabito (Albenga, Savona), Sydney Vicidomini (Mercato San Severino, Salerno), Andrea Zoller (Rovereto, Trento).

Per la sezione russa “Giovani narratori” i finalisti sono Margarita Katkova (Mosca), Antonina Malyševa (Novosibirsk), Aleksandra Šalašova (Čerepovec), Aleksej Artem’ev (Saransk), Bulat Chanov (Kazan’).

Per la sezione russa “Giovani traduttori” i finalisti sono Elizaveta Kuznecova (Mosca), Vladislava Syčëva (Mosca), Evgenija Litvin (Mosca), Anton Maraev (Kudrovo), Stanislav Lichouzov (Timašëvsk)

Tra questi saranno scelti i vincitori, uno russo e uno italiano per ogni categoria. A procedere alla selezione, due giurie composte da esperti ed esponenti del panorama editoriale e letterario di entrambi i Paesi. La proclamazione del vincitore di ogni sezione avverrà nel corso della cerimonia di premiazione prevista per il 19 giugno, nelle modalità che saranno rese note sul sito dell’Associazione Conoscere Eurasia e a mezzo stampa.

Il grande successo della Rolli Days Digital Week

Super User 24 Maggio 2020 691 Visite

I Rolli Days si confermano campioni di visite. Questa inedita edizione digitale, dovuta all’emergenza sanitaria, ha fatto registrare numeri da capogiro: la Rolli Days Digital Week, che ha aperto virtualmente le porte delle antiche dimore dell’aristocrazia genovese, ha superato la ragguardevole soglia del milione di visualizzazioni tra tutti i canali di diffusione attivati.

«Un successo strepitoso che paga il grande impegno organizzativo - commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso - pur nella necessità di utilizzare un medium differente rispetto alle altre edizioni dei Rolli Days, abbiamo deciso di lasciare inalterate le caratteristiche identitarie dell’evento, che è basato sulla ricerca, sulla centralità del patrimonio, sulla qualità delle informazioni affidata a giovani professionisti. Questa scelta ci ha dimostrato che, anche sul web, i contenuti di alto livello possono fare il pieno di visualizzazioni, raggiungendo anche fasce di età inaspettate».

Ecco i numeri della Rolli Days Digital Week:
La campagna digital, iniziata il 30 aprile, ha viaggiato attraverso i canali Google display e adwors, annunci su YouTube e sui social media Facebook, Instagram e Twitter.
Sono state oltre 14 milioni le impression erogate, che sono arrivate da mobile (86.7 per cento), da computer e da tablet (in entrambi i casi con un’incidenza del 6.6 per cento).
L’engagement raggiunto è stato di 174.678  persone che hanno interagito con i contenuti della Rolli Days Digital Week attraverso i canali social.
L’evento ha raccolto il gradimento di tutte le fasce d’età: il pubblico giovane, dai 18 ai 34 anni, ha raggiunto il 16 per cento del totale, mentre la fascia d’età tra i 35 e i 64 anni si è attestata sul 36.5 per cento. Il tempo medio delle visualizzazioni è stato di oltre 5 minuti.
Dal 2012 ad oggi, la pagina più visualizzata sul sito Visit Genoa è stata la landing page dell’evento, che è stata visitata da Genova, Milano, Torino, Firenze, Napoli, Bologna e Roma, ma sono arrivate numerose visualizzazioni anche da Russia, Usa, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.
Hanno parlato della Rolli Days Digital Week giornali, televisione, radio e web, che hanno prodotto 72 servizi, molti dei quali sono stati ripresi dalla stampa internazionale.
«Questa enorme quota di "nuovo pubblico" non è dedicata e non deve essere limitata a questa edizione digitale – spiegano Barbara Grosso e Giacomo Montanari, direttore scientifico della Rolli Days Digital Week – La prospettiva è stata anche sperimentare modalità attrattive relativamente alla promozione del sito UNESCO e degli eventi ad esso legati, che verranno portate avanti e reiterate per poter coinvolgere i visitatori anche a un ritorno fisico alla visita dei Palazzi dei Rolli, già da ottobre 2020. È stato un primo, importantissimo, passo verso una più globale condivisione di questi contenuti in maniera massiva. Questo passaggio è stato possibile creando e progettando materiali di qualità in formato digitale: una buona prassi da mantenere, complementariamente alle edizioni fisiche».

Genova inaugura il suo canale Spofily

Super User 17 Aprile 2020 395 Visite

Genova inaugura il suo canale Spotify, con playlist dedicate alla città e ai suoi musei. «In questo momento particolare, in cui tutti restiamo a casa, abbiamo pensato di utilizzare il linguaggio universale della musica per creare una connessione emozionale con tutti i genovesi, che sono stati invitati a contribuire alla creazione di playlist: una sorta di colonna sonora, che traduce in musica le emozioni e la cultura della nostra città» spiega l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso.

Sul canale Genovamorethanthis di Spotify sono attualmente disponibili alcune playlist, che accompagnano l’ascoltatore in un percorso virtuale di Genova e dei suoi musei.

La playlist Genovamorethanthis #1 arriva dai suggerimenti dei follower del canale Instagram Genovamorethanthis, che hanno scelto le 10 canzoni che meglio rappresentano lo spirito genovese. La raccolta spazia dall’eterna Ma se ghe penso alle canzoni degli Ex-Otago passando per Fabrizio De André e Gino Paoli, in un’autentica celebrazione del cantautorato genovese.

Genovamorethanthis #2 è invece un invito per tutti gli appassionati: ogni utente Spotify potrà aggiungere il brano che più lo lega alla nostra città, per dare vita a una raccolta creativa ed eterogenea.

I 21 musei di Genova avranno un’intera sezione dedicata, con una playlist per ciascuno, elaborata dal conservatore di riferimento per raccontare il museo da remoto, ma da utilizzarsi anche per le visite live dopo la riapertura.

Sarà un viaggio musicale attraverso il tempo e i generi: si parte dall’Inno di Mameli della playlist del Museo del Risorgimento (dove è conservato il manoscritto autografo) per arrivare a brani come She don’t know me (TuaMadre) e Asteroids (Zero Reset) i cui video sono stati girati al Museo di Storia Naturale.

Immancabili i testi che rappresentano il tempio della musica genovese: Viadelcampo29rosso, da Umberto Bindi fino a Luigi Tenco e ai New Trolls, senza rinunciare alle ballate dialettali dei Trilli.

La magnificenza dei Musei di Strada Nuova è incarnata da We are Golden (Mika) e Torna a casa (Måneskin), non mancano nemmeno le melodie di Niccolò Paganini che, come i brani di Fabrizio De André, sono il fil rouge che lega le playlist di molti musei.

Sono stati raccolti anche tutti i brani che si legano al Museo della Storia del Genoa: dai cori da stadio al podcast di Cronache dei ’90 che racconta l’andata e il ritorno di Genoa – Liverpool ’92.

La libreria contenuti è disponibile a questo link https://bit.ly/SpotifyGenovamorethanthis 

E’ nato il progetto di mostra virtuale Emozioni

Super User 09 Aprile 2020 503 Visite

In questo momento in cui è necessario restare a casa e nel quale è quanto mai importante tenere vive le nostre emozioni, si inserisce l’importante iniziativa dell’Associazione Spazio MEC, un giovane gruppo che valorizza le arti visive e la creatività attraverso le illustrazioni.

E’ in tale ambito che è nato il progetto di mostra virtuale “Emozioni” realizzato da Margherita Chalambalakis con la collaborazione di tanti soci e non soci, che si trova sul canale Youtube “Spazio MEC” al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=84n6SonYgZo&feature=youtu.be

E se, come sostenuto dal noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, l’arte è la capacità di creare vita nelle immagini, di creare vita con le immagini, possiamo dire che il progetto di Margherita è perfettamente riuscito.

Come scrive l’autrice nell’introduzione: in questa delicata congiuntura abbiamo tanto bisogno della cultura della creatività.

E’ di creatività negli acquarelli che si susseguono ce n’è davvero tanta: colori tenui, spazi infiniti, stormi di uccelli nella distesa del cielo che volano lontano, acque immote, poche le persone che si inseriscono rispettosamente in questa natura e che ricordano il momento attuale; piume dai cromatismi accesi e caldi e dagli accostamenti sapienti e vivaci che scaldano l’ anima e, come scrive Margherita “riportano alla nostra memoria un sentimento antico”; piccoli e grandi pezzi della natura che ci ricordano che in ogni più piccola cosa c’è vita.

La mostra virtuale è pura emozione. Le immagini si susseguono potenti, così come potente è l’apporto emozionale del sottofondo musicale e dei testi che interrompono le immagini di modo che tutti i sensi sono coinvolti.

Ognuno di noi restando a casa potrà condividere con chi ama queste emozioni perché, come ha scritto Paolo Coelho “l’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni”.

La mostra “I colori del Giappone” chiude in bellezza

Super User 17 Febbraio 2020 678 Visite

Domenica 23 febbraio, dalle 17:30 alle 19:30, i visitatori potranno accedere gratuitamente al Museo Chiossone e alla mostra “I colori del Giappone”. Valore aggiunto di questa occasione speciale sarà l'esibizione del pianista Luca Rampini, che per tutta la durata dell'evento, in accompagnamento all'esperienza di visita, eseguirà i brani del suo progetto musicale “Milano - Tokyo a/r”: un viaggio dall'Italia al Giappone, come quello intrapreso dal fotografo Fabio Accorrà per realizzare gli scatti della mostra I colori del Giappone.

L'itinerario musicale di Rampini presenta le musiche di illustri compositori contemporanei italiani (Allevi, Einaudi) e i brani più amati tratti dalle colonne sonore composte dai giapponesi Ryūichi Sakamoto, Joe Hisaishi e Yoriko Nakamura.

In questa occasione il Museo prolungherà l'orario di apertura fino alle ore 19:30.

Non sono previsti posti a sedere, per consentire un migliore afflusso dei visitatori nell'area espositiva.

Oltre 12 milioni di euro per interventi nei musei civici

Super User 12 Febbraio 2020 741 Visite

Ammontano ad oltre 12 milioni e 700 mila euro le risorse che l’amministrazione comunale sta dedicando al programma di interventi di realizzazione, manutenzione e messa in sicurezza delle strutture museali civiche.

Le procedure di gara, già avviate, per l’affidamento dei lavori riguardano la riqualificazione di Palazzo Verde (Magazzini dell'Abbondanza) di via del Molo 65 (233.000 euro), l’adeguamento impiantistico e la revisione conservativa dell’allestimento espositivo dei Musei di strada Nuova di Palazzo Rosso (2.000.000 euro), gli interventi manutentivi del Polo Tursino (200.000 euro), la realizzazione del nuovo Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana presso la Commenda di San Giovanni di Prè (5.000.000 euro) ed il recupero del Giardino del Canzio e delle grotte in Villa Durazzo Pallavicini (600.000 euro).

Sono ricomprese all’interno del Programma Triennale dei Lavori Pubblici, e già interamente finanziati, la manutenzione straordinaria e il cablaggio del Palazzo Verde (Magazzini dell’Abbondanza) (600.000 euro), la realizzazione del Museo della Città di Genova - Genoa City Museum nella Loggia dei Banchi (1.600.000 euro) e gli interventi di prevenzione incendi e messa in sicurezza del Museo di Sant'Agostino (1.500.000 euro).

Sempre all’interno del Programma Triennale dei Lavori Pubblici sono previsti i seguenti interventi con fondi a carico del Comune: l’intervento di messa a norma impianti del Museo di Archeologia Ligure a Pegli (250.000 euro) e gli interventi manutentivi presso Castello d’Albertis (250.000 euro).

 A breve, inoltre, è intenzione dell’Amministrazione avviare i progetti definitivi di adeguamento strutturale del Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone, delle Raccolte Frugoni in Villa Grimaldi Fassio, del Museo Doria, interventi che saranno finanziati non appena sarà definito il fabbisogno necessario.

Sono, inoltre, in corso di esecuzione, o di prossimo inizio, interventi di manutenzione diffusa, per oltre 200.000 euro, su Villa Pallavicini, Museo di Storia Naturale Doria, Castello d’Albertis, Mu.Ma., Villa Croce, G.A.M. Arte moderna di Nervi, Museo di Sant’Agostino, Museo Navale di Pegli e Museo Mazziniano.

«Abbiamo particolarmente a cuore il nostro patrimonio culturale ed i musei civici in particolare che rappresentano vere e proprie eccellenze – dichiarano gli Assessori alla Cultura Barbara Grosso e al Bilancio, Lavori pubblici e Manutenzioni Pietro Piciocchi -. La nostra amministrazione sta intervenendo con un impegno notevole di risorse per risolvere criticità frutto dell’inerzia di molti anni. Alcune strutture hanno interventi programmati già in fase di avanzamento, per altre si è ancora in fase progettuale e, non appena definito il fabbisogno, si procederà ad inserire gli importi necessari in bilancio. Tutti questi lavori vengono ideati e portati in esecuzione nella logica dell’adeguamento strutturale necessario per rendere i nostri musei sempre più attrattivi e sicuri».

Lauro e Gandolfo presentano la mostra di Giulia Chiaranz

Super User 29 Gennaio 2020 1515 Visite

La mostra di Giulia Chiaranz intitolata “Il Coraggio dei Vinti, Il Giorno del Ricordo attraverso sfumature di colori”, che si terrà a Genova, presso Palazzo Tursi di via Garibaldi 9, dal 4 all’11 febbraio 2020, espone 12 opere e offre la possibilità di rivisitare questo avvenimento storico molto importante, affrontando i tanti temi e i sentimenti contrastanti che le vittime di questa tragedia hanno dovuto subire nel corso della vicenda.

L’artista ha voluto ripercorrere, o meglio immaginare, attimi della vita quotidiana delle vittime, in momenti antecedenti alla morte.

Rappresenta esclusivamente soggetti femminili perché è molto legata a questa figura, così forte e nel contempo fragile e troppo spesso, ancora oggi, sottomessa e disarmata. Sono figure prive di volto perché non è importante la loro identità ma ciò che rappresentano.

Si potrà ammirare, per esempio, una coloratissima Norma Cossetto, giovanissima vittima delle foibe, ma qui sarà solo una normalissima ragazza di 23 anni, sognante, rivolta verso il cielo, che immagina il futuro da insegnante. Sogni che le sono stati strappati troppo presto.

Oppure troveremo le sorelle Radecchi, anch’esse vittime delle foibe, di ritorno dal lavoro in fabbrica, con cappelli e abiti vivaci.

In altri dipinti invece le sensazioni cambiano. L’ambiente si fa più cupo, i colori sono scuri e i protagonisti dei quadri esprimono pienamente l’atmosfera tipica di quegli anni e di quei luoghi, dove la paura la fa da padrona e vi è costantemente l’incertezza del futuro.

Non vi è distinzione tra uomo, donna, bambino; tutti sono ormai solo stranieri nelle loro amate terre e non desiderano altro che una rinascita.

Tra i dipinti si riconosce la figura di Egea Haffner, simbolo dell’esodo giuliano-dalmata, una bambina di soli 5 anni costretta a scordare la propria fanciullezza. Lei fu pronta a partire dimenticando l’infanzia e proseguendo quel percorso a ostacoli che fu la vita di tutti gli esuli giuliani, portando sulle piccole spalle il peso di una guerra, l’uccisione del padre due anni prima, lo straniamento dell’esilio, il trasferimento a Cagliari e poi a Bolzano, ma andò avanti, come tutti gli altri esuli.

Ad accompagnare l’artista il giorno della presentazione della mostra, martedì 4 febbraio, ci sarà, per i saluti istituzionali, la consigliera regionale e comunale Lilli Lauro, come moderatore dell’incontro il consigliere Municipio IX Levante Nicholas Gandolfo. Si occuperà dell’inquadramento storico Petra di Laghi, storica e ricercatrice, che ha molto a cuore questo tema da lei conosciuto attraverso la memoria dai suoi nonni, vittime dell’esilio in Istria; è grazie a loro se ha poi deciso di orientare in tal senso le proprie ricerche e di incentrare su questa tragedia la sua tesi di laurea, poi divenuta un libro intitolato “Profughi D’Italia.1943-1955. Il dramma dei giuliano-dalmati delle foibe ai Centri di raccolta. L’accoglienza a Genova e in Liguria” edito da Erga Edizioni. Sarà infine presente Mirta Contardo, che si occuperà della critica artistica descrivendo e inquadrando le tecniche pittoriche e l’uso del colore dell’autrice.

 

Successo per la mostra I colori del Giappone

Super User 23 Gennaio 2020 640 Visite

Grande successo per la mostra fotografica I colori del Giappone, allestita al Museo d'Arte Orientale E. Chiossone e letteralmente presa d’assalto dai visitatori che, in poco meno di 15 giorni dall’inaugurazione, hanno quasi toccato quota 2000.

Manca pochissimo per raggiungere il traguardo e l’artista Fabio Accorrà ha già pronta una bella sorpresa per il visitatore che staccherà il biglietto numero 2000: il fortunato riceverà in dono la riproduzione di un’opera in mostra (foto in allegato), che gli verrà poi consegnata dallo stesso Accorrà e dall’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso.

Anche l’associazione culturale Giappone in Italia ha molto apprezzato I colori del Giappone. Il suo presidente Alberto Moro, tra l’altro fotografo a livello internazionale, ha previsto una visita alla mostra per sabato 25 gennaio.

La rassegna, che è stata inaugurata il 9 gennaio, rimarrà esposta sino al 16 febbraio.

Pandemonio in condominio, il libro di Michele Forino

Super User 10 Dicembre 2019 1254 Visite

L’avvocato condominialista Michele Forino ha presentato il suo e-book (il libro è disponibile solo in formato elettronico) “Pandemonio in condominio”, nel quale ha raccolto le più esilaranti delle oltre 7.000 assemblee condominiali alle quali ha partecipato.
La presentazione si è svolta in una storica dimora di via dei Giustiniani, di proprietà della famiglia Autelli, che all’inizio degli anni 2000 fu sede dell’associazione culturale “Le rose di San Giorgio”.
Forino ha raccontato le più grottesche liti condominiali che, malgrado l’esiguità del contendere, sono finite in tribunale. Come il caso della signora che voleva prendere il sole in topless al bordo della piscina del residence, ma, evidentemente, non aveva incontrato il parere favorevole delle donne del condominio.
Antonino Ricca, custode di Palazzo Reale e poeta, ha letto le sue poesie, facendo così salire il livello culturale dell’incontro.
“Pandemonio in condominio” è scaricabile da Amazon e Google Play Book. Per informazioni: www.pandemonioincondominio.it

VITTORIO SIRIANNI HA INTERVISTATO L'AUTORE, ANTONINO RICCA E I CONIUGI AUTELLI - IL VIDEO

 

Il libro di Enrico Clerici sul diritto penale canonico

Super User 11 Novembre 2019 866 Visite

Oggi, lunedì 11 novembre, ore 18:00, presso la libreria San Paolo di piazza Matteotti 31 r a Genova, l’avvocato Enrico Clerici presenterà il suo libro dal titolo: Colpevoli e peccatori nella legislazione della Chiesa, edito da Erga.
Presenteranno il volume la prof.ssa Margherita Benzi, docente di Logica e teoria dell’argomentazione presso il Dipartimento di Giurisprudenza, e Scienze politiche, Economiche e Sociali dell’Università del Piemonte Orientale ed il prof. Carlo Penco, docente di teorie della comunicazione presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Genova.

 

Sul Golden Gate Bridge con l’artista Gian Marco Crovetto

Super User 27 Ottobre 2019 1715 Visite

Sul Golden Gate Bridge di San Francisco, con il grande artista bogliaschino Gian Marco Crovetto. In attesa di percorrere, fra sei mesi, il nuovo Ponte di Genova, con un pensiero a quello sospeso nella baia californiana.

Il Golden Gate Bridge fu finanziato negli anni '30 dalla Bank of America, fondata e presieduta da Peter Amedeo Giannini, arrivato in America nel pancione della mamma emigrata con il papà da Favale di Malvaro, Val Fontanabuona.

Quanto è destinato a durare il ponte? Per sempre rispose il progettista a Giannini. Il Golden Gate Bridge venne inaugurato nel 1937 dal sindaco di San Francisco Angelo Joseph Rossi, originario della Val Graveglia, nell'entroterra chiavarese.

("Frank Sinatra è mio figlio", De Ferrari Editore)

La moleskine di Mauro Boccaccio

Presentato il Festival della Scienza di Genova 2019

Super User 22 Ottobre 2019 1344 Visite

Un modo innovativo e coinvolgente di raccontare la scienza, fortemente legato al territorio e riconosciuto come uno dei più importanti eventi di diffusione della cultura scientifica al mondo. Prende il via giovedì 24 ottobre il Festival della Scienza di Genova, manifestazione che fino a lunedì 4 novembre porta in 40 location cittadine 280 eventi, 144 incontri, 85 laboratori, 25 mostre, 10 spettacoli e 16 eventi speciali per visitatori di ogni fascia d’età e livello di conoscenza, nel segno degli Elementi, tema dell’edizione 2019. Nel suo programma, il Festival coinvolge 315 scienziati e personalità illustri provenienti dall’Italia e dal mondo. 

Elementi è la parola simbolo della nuova edizione, scelta in occasione dell’Anno Internazionale della Tavola Periodica degli Elementi proclamato per il 150° anniversario dalla formulazione del sistema di classificazione di Mendeleev. Il Festival celebra anche i 500 anni dalla morte di Leonardo e i 50 anni dallo sbarco sulla Luna. Moltissimi i temi trattati all’insegna di contaminazioni, interdisciplinarietà, commistione di saperi e discipline: ambiente, life sciences, climate change, chimica, matematica, astrofisica, cosmologia, genetica, medicina, intelligenza artificiale, big data e nutraceutica, ma anche food, linguistica, arte, architettura, archeologia, realtà virtuale, fumetti e gaming.

L’inaugurazione ufficiale si terrà giovedì 24 ottobre alle ore 15:00 presso il Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, con una sessione di saluti istituzionali. A seguire, come da tradizione, due eventi a ingresso gratuito: alle ore 17:00 la lectio magistralis di Lorenzo Rosasco, professore all'Università di Genova e visiting professor al Massachusetts Institute of Technology di Boston, primo e unico italiano ad aver ricevuto quest’anno il prestigioso ERC Consolidator Grant su temi legati al machine learning. In serata, alle ore 21:00, Mario Tozzi, geologo e ricercatore del CNR, noto volto televisivo che da anni si occupa di ambiente e climate change, e Lorenzo Baglioni, matematico di formazione, ma attore e cantante di professione, smontano le bufale più diffuse sui cambiamenti climatici con la conferenza/spettacolo Clima: tempo scaduto.

Tra i principali ospiti presenti alla diciassettesima edizione del Festival della Scienza il visionario regista Peter Greenaway, che nello spettacolo The Missing Nail, accompagnato dalla musica degli Architorti, svela i segreti dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Presente anche Felice Frankel, ricercatrice del Massachusetts Institute of Technology e fotografa scientifica di fama mondiale che, grazie ai suoi rivoluzionari scatti, conduce in un viaggio visuale nei segreti più nascosti della ricerca scientifica. Ospiti del Festival anche Michael Berry, professore di Fisica teorica all'Università di Bristol e Carole Jackson, direttore dell’Istituto di radioastronomia olandese Astron. Non può mancare il filosofo ed esperto di teoria dell’evoluzione Telmo Pievani, anche in veste di frontman d’eccezione di DNA, nuovo progetto dei Deproducers, band formata dai musicisti e produttori Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Max Casacci e Riccardo Sinigallia. Di evoluzione dei sapiens ci parlerà la paleoantropologa Silvana Condemi. Alfio Quarteroni, matematico di fama mondiale, professore di Analisi Numerica del Politecnico di Milano e direttore del MOX, ci illustra la sua nuova sfida: unire big data e medicina per spiegare il cuore con le equazioni matematiche. Di complessità della fisica e di dark data ci parlano rispettivamente Sabina Hossenfelder, fisica e ricercatrice presso il Frankfurt Institute of Advanced Studies e David Hand, professore di statistica all’Imperial College di Londra. Ospiti del Festival anche Alessandro Vespignani, professore di Fisica e Informatica alla Northeastern University di Boston, massimo esperto mondiale nel campo delle predizioni scientifiche e Stefano Vanin, presidente del Gruppo Italiano Entomologia Forense che, tra insetti e prove, ci svela i misteri e le curiosità di questa nuova disciplina. A parlare di scienza dell’investigazione intervengono anche lo scrittore Gianrico Carofiglio insieme a Giulio Cossu, professore di Medicina Rigenerativa all'Università di Manchester, e Nicola Tirelli, senior researcher dell’Istituto Italiano di Tecnologia, con Nicoletta di Ciolla, lecturer alla Manchester University, esperta di romanzo giallo italiano. Tra i molti scienziati olandesi presenti al Festival, spicca Hans Clevers, professore di Genetica molecolare presso l’Hubrecht Institute e presidente della Royal Netherlands Academy of Arts and Sciences che, nella sua lectio, illustra innovative ricerche nell’uso delle cellule staminali adulte per la cura del cancro. Marike Gnade, professore di Archeologia delle civiltà preromane presso la Facoltà di Scienze umane dell’Università di Amsterdam, racconta le tecniche innovative impiegate per le sue attività di ricerca nell’antica Satricum. Con un vero tributo a Vincent van Gogh, Carlo Strinati, storico dell’arte, e Costanza Miliani, responsabile dell'infrastruttura europea MOLAB, laboratorio mobile per analisi non invasive sulle opere d’arte, svelano aspetti sconosciuti dei Girasoli e dei suoi meravigliosi colori. Gli studi e la vita a di Dmitrij Ivanovič Mendeleev sono presentati da una prospettiva nuova, vicina alla filosofia della natura, da Vladimir Shiltsev,  direttore del Fermi National Accelerator Laboratory di Batavia e  professore alla Northern Illinois University.

Nel 2019, anno che celebra la ricorrenza del 160° anniversario dei rapporti bilaterali con l’Italia, la scelta del Paese ospite è caduta sui Paesi Bassi, realtà di riferimento per ricerca e innovazione, con prestigiose università e vere avanguardie in ambiti come la fisica, le tecnologie spaziali e le nanotecnologie, l’agroalimentare e la tutela dell’ambiente. Ai Paesi Bassi sarà dedicato un spazio esclusivo a Palazzo della Borsa, con mostre fotografiche, laboratori e incontri. Previsto anche un ricchissimo palinsesto di conferenze che vedranno protagonisti scienziati provenienti dai principali istituti di ricerca olandesi.

Si rinnova, inoltre, la tradizione che prevede di sperimentare la cultura del cibo del Paese ospite. Eleonora Cozzella, volto noto della giornalismo gastronomico, intervista Bijon Massop, giovane chef olandese emergente, che ci farà anche assaggiare la sua cucina in un cooking show, quest’anno per la prima volta nei nuovi spazi del MOG - Mercato Orientale Genova. A chiudere il Festival, un omaggio alla città di Genova tra letteratura e scienza elargito da due protagonisti innamorati della Superba, che la raccontano dai rispettivi punti di vista: Ilja Leonard Pfeijffer, poeta e scrittore olandese, genovese di adozione, autore di un originale romanzo su Genova, e il Presidente del Consiglio Scientifico del Festival, Alberto Diaspro. 

Il programma è nato dalle oltre 400 proposte arrivate da tutta l’Italia, in risposta al bando di idee lanciato dal Festival a gennaio 2019. La selezione dei progetti è stata realizzata dai 45 membri del consiglio scientifico del Festival costituito da scienziati, giornalisti scientifici e professionisti della comunicazione, con il supporto del comitato di programmazione.

Il programma completo del Festival è disponibile sul sito www.festivalscienza.it, facilmente consultabile anche da dispositivi mobile. Attivo il call center del Festival al numero 010 8934340, per informazioni e prenotazioni da parte degli istituti scolastici. L’acquisto dei biglietti si può effettuare all’Infopoint allestito nel cortile interno di Palazzo Ducale, oppure online sul sito del Festival (senza necessità di ritiro in biglietteria). Due le novità principali di questa edizione, entrambe dedicate al pubblico scolastico: l’aggiunta di un giorno feriale e l’introduzione di un abbonamento scuole a un prezzo ridotto rispetto alle edizioni precedenti (€ 9), valido per tutti i giorni del Festival.

Sono 462 gli animatori del Festival, tra studenti universitari e giovani ricercatori selezionati a partire da oltre 1.200 candidature provenienti da tutta l’Italia grazie al supporto di Camera di Commercio, a cui è affidato il compito di facilitare il pubblico di ogni fascia d’età a orientarsi all’interno delle ultimissime scoperte della scienza, imparando e divertendosi. Accanto agli animatori vi sono anche 93 studenti delle scuole superiori genovesi, coinvolti nelle attività di alternanza scuola-lavoro nell’ambito del progetto Orientamenti 2019 della Regione Liguria, cofinanziato dall’Unione europea. Il Festival si conferma, così, una palestra per i giovani che vogliono entrare nel mondo del lavoro.

Il Festival ha ricevuto anche quest'anno il sostegno della Rappresentanza a Milano della Commissione europea, che intende divulgare al grande pubblico l'importanza e i risultati ottenuti dall'Europa della ricerca. Numerosi relatori presenteranno progetti di ricerca finanziati dall’Unione Europea e non mancheranno laboratori e mostre realizzati nell’ambito di progetti europei. L’Associazione Amici del Festival della Scienza organizzerà anche per questa edizione le cene del Festival, che rappresentano da sempre momenti di accoglienza e scambio per gli ospiti.

La diciassettesima edizione del Festival della Scienza è stata presentata con la conferenza stampa d’apertura che si è tenuta oggi, alle ore 14, presso la Sala della Trasparenza del Palazzo della Regione Liguria, in Piazza De Ferrari, a Genova. A introdurre il Festival il presidente dell’Associazione Marco Pallavicini e il presidente del Consiglio Scientifico Alberto Diaspro. Sono intervenuti, in rappresentanza della città di Genova, l’assessore alle Politiche Culturali, Politiche dell'Istruzione, Politiche per i Giovani Barbara Grosso, in rappresentanza di Regione Liguria l’assessore alla Comunicazione, Formazione, Politiche giovanili e Culturali Ilaria Cavo, e Roberto Timossi, componente del Comitato di Gestione della Compagnia di San Paolo, principale sostenitore della manifestazione. Il Paese ospite 2019 è stato rappresentato da Johan O. Verboom, Console Generale del Regno dei Paesi Bassi a Milano. Fulvia Mangili, direttore operativo del Festival, ha illustrato i focus del programma. Il presidente del Festival ha voluto ringraziare tutte le aziende e le istituzioni che hanno contribuito a rendere possibile l’edizione 2019.

I Soci dell’Associazione Festival della Scienza
Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Genova, Centro Fermi - Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi, CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche, Comune di Genova, Confindustria Genova, Costa Edutainment, GSSI - Gran Sasso Science Institute, IIT - Istituto Italiano di Tecnologia, INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica, INFN - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Regione Liguria, Sviluppo Genova, UNIGE - Università degli Studi di Genova

I Partner istituzionali dell’edizione 2019 (non soci)
Compagnia di San Paolo (principale sostenitore), Commissione Europea, Ambasciata dei Paesi Bassi in Italia

Gli Sponsor dell’edizione 2019
IREN, ERG, Ford, Federchimica/Plastic Europe, Costa Edutainment, Leonardo, Coop Liguria, Ansaldo Energia, Hitachi Rail STS, Fincantieri, GHT, Gruppo Spinelli, SAAR, Zeiss, Basf, Ricola, Amico&Co, ASG Superconductors, Axpo, Cordua, 50&più, De Agostini Scuola,  FIP - Aliaxis, Italmatch Chemicals, Philips, TibMolbiol, Studio Toffoletto, Cetena, Vandemoortele, Società Italiana di Fisica, Società Italiana di Biofisica Pura e Applicata, Antica Confetteria Romanengo, Antica Cioccolateria Romeo Viganotti

Gli editori al Festival della Scienza 2019
ARAS Edizioni, Bollati Boringhieri Editore, Brioschi Editore, Carocci Editore, CNR Edizioni, Dea Planeta Libri, Donzelli Editore, L’Asino d’Oro edizioni, Di Renzo Editore, Editrice Il Castoro, Editoriale Scienza, Edizioni Dedalo, Edizioni di storia e letteratura, Edizioni Lemonnier, Feltrinelli Editore, Hoepli Editore, Il Saggiatore, Il Verde Editoriale, Lapis Edizioni, Longanesi Edizioni, Marson Editore, Raffaello Cortina Editore, Rizzoli, Sonda Edizioni, Zanichelli Editore. 

I luoghi del Festival della Scienza 2019
Acquario di Genova, Antica Cioccolateria Romeo Viganotti, Archivio Storico del Comune di Genova, Biblioteca Internazionale per Ragazzi Edmondo De Amicis, Casa Paganini, Cetena S.p.A., Cisterne del Ducale, Confetteria Pietro Romanengo 1780, Facoltà di Architettura, Aula Cisterna, Galata Museo del Mare, Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, Genoa Port Center, Great Campus: Parco Scientifico e Tecnologico di Genova – Erzelli, Informagiovani, Istituto Bernardo Marsano, La città dei bambini e dei ragazzi, Liceo Sandro Pertini, Magazzini del Cotone - Modulo 1, Madlab 2.0, MOG Mercato Orientale Genova, Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, Museo di Archeologia Ligure, Museo di chimica, Museo di Storia Naturale Giacomo Doria, Museoteatro della Commenda, Oratorio di San Giovanni di Pré, Ospedale Galliera, Osservatorio Astronomico del Righi, PalaCUS, Museo di Palazzo Bianco, Palazzo della Borsa, Palazzo della Regione, Sala Quadrivium, Società Ligure di Storia Patria, Palazzo Ducale. Fondazione per la cultura, Palazzo Imperiale, Piazza delle Feste, Piazzale Mandraccio, Porta Siberia, Teatro Carlo Felice, Teatro della Corte Teatro della gioventù, Teatro della Tosse, Orto Botanico.

Rolli Days, superata quota 130 mila visitatori

Super User 13 Ottobre 2019 946 Visite

Il bilancio finale dell’edizione ottobre 2019 dei Rolli Days conferma il successo di pubblico di questo appuntamento, ormai diventato un vero e proprio segno distintivo della città.

Sono state circa 130 mila le presenze di genovesi e turisti che sabato 12 e domenica 13 ottobre hanno visitato i 34 palazzi nobiliari aperti. Una formula unica, sempre più apprezzata, che richiama un grande pubblico da tutta Italia e dall’estero.

«Mentre arrivano gli ottimi dati di questa edizione, stiamo già pensando a quella del maggio prossimo – commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso – pensiamo ad un maggior coinvolgimento delle Ville di Sampierdarena e dei Palazzi fuori dal centro cittadino, una prospettiva unica su questo patrimonio meraviglioso. Da registrare il clamoroso successo della prima Rolli Experience e della APP Palazzi dei Rolli, che saranno riproposte e implementate. Infine – conclude Barbara Grosso – voglio ringraziare i 58 divulgatori scientifici e tutti coloro che hanno contribuito a questo successo».

Riaperto dopo diversi anni e solo per la giornata di domenica 13, palazzo Spinola Doria, sede del Circolo Artistico Tunnel (via Garibaldi 6) ha totalizzato 800 presenze.

Una riapertura di tutto rispetto anche per Palazzo Agostino Pallavicino (via Garibaldi 1), che nelle due giornate è stato visitato da 2382 persone.

Successo anche per la new entry, Palazzo Angelo Giovanni Spinola (via Garibaldi 5) aperto per la prima volta in occasione dei Rolli Days: 2774 visitatori.

I Rolli più visitati sono stati:

Musei di Strada Nuova (Palazzo Tursi, Palazzo Bianco, Palazzo Rosso): oltre 25 mila persone.

Palazzo Tobia Pallavicino (Camera di Commercio): 13.573 persone

Palazzo Nicolosio Lomellino: 12.600 persone

Palazzo Reale: 9 mila persone

Buon successo anche per le Chiese (Scuole Pie, San Pietro in Banchi, San Giorgio) che sono state visitate da circa 8.000 persone.

Molto gettonate, come è ormai tradizione, le visite accompagnate a cura dei divulgatori scientifici, un gruppo di studenti universitari, giovane e competente personale d’accoglienza.

Le visite a cura delle guide turistiche, in italiano, in inglese e in francese, hanno coinvolto 1.177 persone.

Alle visite guidate riservate alle persone disabili, hanno partecipato 70 persone.

Sold out per la Rolli Experience, una novità assoluta dedicata a chi voleva l’emozione di trascorrere un soggiorno a Genova come un antico ospite della Repubblica, pernottando negli storici edifici dell'aristocrazia genovese (Palazzo Cattaneo della Volta e Palazzo Cicala, rispettivamente in piazza Cattaneo e in piazza San Lorenzo).

La app Palazzi dei Rolli ha avuto 1.602 download

Si sono rivoli agli uffici IAT 9.600 persone, di cui 5.223 stranieri.

La campagna digital messa in campo dal Comune di Genova per promuovere i Rolli Days si è rivolta ai mercati di Italia, Francia, Germania ed è stata online dal 26 luglio al 2 settembre.

Di seguito i dati:

Impression Totali :6.450.293

Click totali alla landing page www.visitgenoa.it/rolli-days-ottobre-2019: 57.962

Visualizzazioni video: 245.485

Campagna display Google

Click alla landing page: 31.281

Visualizzazione video Youtube: 44.687

Campagna social Facebook e Instagram

Copertura: 505.690 

Click alla landing page: 22.814

Visualizzazione video: 30.469

È stata attivata anche una campagna per la promozione della Rolli Experience rivolta al mercato italiano dal 27 settembre al 7 ottobre.

Campagna social Facebook

Copertura: 182.278

Click alla landing page: 3.867

Le azioni social hanno visto coinvolti influencer locali e internazionali che hanno raccontato il weekend dei Rolli Days in diretta.

L’evento FB con ha raggiunto una copertura di 158.935 persone raggiunte e ha ottenuto 9431 risposte.

Su Instagram le foto pubblicate con hashtag ufficiali sono cresciute come segue:

#rollidays da 16.016 a 16.801 (crescita del 4,90%)

#genovamorethanthis da 404.901 a 405.884 (crescita del 0,2%)

#museidigenova da 2376 a 2431 (crescita del 2,3%)

Sono stati 15 gli ambassador locali coinvolti nell’anteprima di venerdì sera e durante il weekend.

Tre influencer russe hanno raccontato entrambe le giornate sui propri canali:

@unarussainitalia

@lizabizzaro_italia

@oh_milan

Gli influencer hanno raccontato i Rolli Days postando foto e video sui loro canali Facebook e Instagram. In media, ciascuno di loro ha realizzato 20 Instagram stories.

Quando “il corteo funebre” fa cultura

Super User 09 Ottobre 2019 1000 Visite

La morte fa parte della vita e le funzioni funebri, per quanto siano tristi, sono occasione di cultura e descrizione di usi e costumi in maniera più importante di altro. A sottolinearlo e ricordarlo è la presentazione del volume “GENOVA, 1936 – 1951 – La tradizione del corteo funebre – Una raccolta dall'Archivio Francesco Leoni”, che avverrà giovedì 10 ottobre alle 17:30 nel salone di Rappresentanza a Palazzo Tursi.
L'opera, raccolta di foto storiche uniche, è stata realizzata da Asef Srl, società appunto di onoranze funebri del Comune di Genova, con Ggallery publishing, è stata curato dagli storici William Valeriano Darrigo e Federico Zambosco attraverso il prezioso aiuto di Paola e Andrea Leoni, figli di Francesco Leoni, ed oggi custodi del più ampio archivio fotografico del Novecento genovese.
In un comunicato che informa dell'evento, viene spiegato come costituisca una “storia in immagini dell’ultimo saluto ai grandi genovesi attraverso l’occhio del più amato fotografo del capoluogo”, che spazia da don Orione al cardinal Boetto, dal calciatore Ottavio Barbieri all’imprenditore Attilio Squarcina.
Per l'occasione saranno presenti il sindaco di Genova Marco Bucci, il vice sindaco e assessore ai Servizi Civici Stefano Balleari, l'amministratore unico di Asef Franco Rossetti, i curatori del volume oltre a Paola e Andrea Leoni. Nell'opera ci sono circa duecento scatti di Francesco Leoni, che sono datati in una spazio temporale di 15 anni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale.
“Con taglio giornalistico sono documentati i sontuosi addii pubblici a notabili genovesi, di nascita e d'adozione”, spiegano gli organizzatori, che indicano pure come il volume non dimentichi “le luttuose processioni per le morti bianche in porto di operai e artificieri del dopoguerra con le schiere di orfanelle dolenti”.
Oggi si è in buona parte perduta la tradizione, del corteo funebre, causa traffico ben diverso da quello anni '50, ma anche per la viabilità diventata più complessa e tortuosa.
“A centodieci anni dalla fondazione della società comunale che si occupa di onoranze e trasporti funebri – commenta l’amministratore Asef Franco Rossetti – abbiamo voluto dare un contributo alla ricostruzione storica della nostra città attraverso questo volume, una raccolta preziosa di immagini imperdibili del maestro Leoni che documentano una Genova che non esiste più, che ne rammentano la grandezza e l’orgoglio, valori che oggi tutti noi vogliamo ritrovare”.

Dino Frambati

Il Tibet nell'Arte di Han Yuchen

Super User 12 Settembre 2019 876 Visite

Un grande maestro della pittura a olio della Cina contemporanea, che da oltre dieci anni raffigura il Tibet e le sue genti, documentandone lo stile di vita tra inclinazione mistica, forza spirituale e stupefacente resilienza a condizioni climatiche estreme. Da giovedì 12 a domenica 29 settembre (dalle ore 10 alle ore 18) la Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale (piazza Matteotti 9, Genova) ospita Splendore e purezza: il Tibet nell'Arte di Han Yuchen, prima rassegna personale di un maestro cinese a Genova, curata dalla professoressa Donatella Failla e patrocinata dal Comune di Genova. 

Pittore, calligrafo, fotografo, professore emerito, deputato, imprenditore di successo e fondatore di un museo dedicato alla pittura europea dell’Ottocento nella città di Handan (Hebei, Cina), Han Yuchen è un artista dai mille volti e dalle straordinarie risorse.  Le sue opere sono parte di collezioni pubbliche e private in ogni angolo del mondo, dal Museo Nazionale di Cina a Pechino all’ex presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy. Nella rassegna Splendore e purezza l’artista cinese raffigura il Tibet e il suo popolo. «Una magistrale padronanza dei mezzi formali e tecnici consente all’artista di catturare la potenza della luce, la vividezza dei colori e lo splendore atmosferico delle grandi altitudini – racconta la professoressa Donatella Failla, curatrice della mostra – e, inoltre, di effigiare e documentare con possente realismo la vita quotidiana negli ambienti naturali, la persistenza delle tradizioni nomadiche e pastorali, monastiche e sociali. Il risultato è una ricchissima galleria di ritratti individuali e di gruppo che con accenti vibranti e molto umani ci parlano del destino esistenziale e spirituale del popolo del ‘Tetto del Mondo’, della sua stupefacente resilienza a condizioni climatiche estreme, ma soprattutto della sua forza spirituale, della sua inclinazione mistica e della sua anima collettiva pervasa dalla luminosità del cielo e dalla purezza della terra e dell’aria».

«Una mostra straordinariamente autentica, che ci restituisce uno spaccato di vita tibetana tra il presente e il passato: una sintesi di tradizione e innovazione inserite in un ambiente naturale luminoso e nitido – commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso –. Han Yuchen ha detto: “se vai in Tibet e trovi questa purezza di paesaggi e questa purezza di caratteri, della gente, magari puoi capire quello che vuoi e il motivo della tua esistenza”. Credo che il senso dell’esposizione possa essere racchiuso in queste parole e nella capacità dell’artista di mettere in connessione l'originalità della sua tradizione culturale con quella del Tibet».
«Il senso di un presidio culturale, come con orgoglio Palazzo Ducale ritiene di essere – aggiunge Serena Bertolucci, direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura – risiede anche nella capacità di essere pronto e ricettivo ad accogliere nuovi percorsi e nel conseguente impegno a divenire interprete di un patrimonio sempre più vivo. Come è quello di questa mostra, intessuta di materia viva, sul filo dell’autenticità antropologica e storica, che non cede mai al pittoresco, ma resta salda nella narrazione, nell’oggi, che ovunque è fatto di memorie e di futuro: così convivono i costumi antichi e le innovazioni, i paesaggi primigeni e quelli antropizzati, gli usi tradizionali e le nuove attività. E i ritratti, freschi e immediati, intimi ma pubblici, si fanno capitoli di questo racconto; donne e uomini che son parte eppure estranei ai grandiosi ambienti dello sfondo, incarnano alla perfezione lo straordinario ossimoro dell’essere umano, nello stesso tempo narratore e narrato, carnefice e vittima, nano e gigante, ma qui sempre straordinariamente autentico». 

BIOGRAFIA DI HAN YUCHEN
Nato nel 1954 a Jiling, Han Yuchen è calligrafo, fotografo, poeta e pittore. Negli anni Sessanta e Settanta del Novecento ha iniziato a praticare la tecnica di pittura a olio, la più rappresentativa dell’arte occidentale, ritraendo i propri compagni di lavoro. Dopo il 1972 ha studiato con Li Hua e Su Gaoli, entrambi professori dell’Accademia Centrale di Belle Arti di Cina e, in seguito, col celebre pittore Zhang Wenxin. Deputato del X, XI e XII Congresso Nazionale dei Rappresentanti del Popolo della Repubblica Popolare Cinese, illustre studioso dell’Istituto Cinese delle Arti, Han Yuchen è professore emerito dell’Accademia di Belle Arti di Russia, membro dell’Associazione degli Artisti Cinesi, dell’Associazione dei Calligrafi Cinesi e dell’Associazione dei Fotografi Cinesi. Il Museo d’Arte Han Yuchen, da lui fondato nella città di Handan nel 2007, espone i capolavori di numerosi pittori europei, tra i quali Jean-François Millet, Jean-Baptiste Camille Corot e Léon Augustin Lhermitte, oltre allo spagnolo Francisco José de Goya y Lucientes. Le sue mostre personali sono state ospitate in patria dal Museo Nazionale di Cina e in Europa dal Museo delle Arti Decorative a Parigi, dall’Accademia di Belle Arti di Russia, dal Centro delle Arti a Bruxelles e, recentemente, da Palazzo Medici Riccardi a Firenze. Le sue tele sono state premiate nel dicembre 2013 e nel novembre 2014 con la medaglia d’oro e la medaglia di bronzo al Salon des Artistes Français presso il Grand Palais di Parigi. Nell’ottobre 2017 l’artista è stato insignito a Los Angeles del premio ‘Most Distinguished Chinese Worldwide Humanist ’. Nell’estate 2018 ha esposto due opere nell’ambito della grande rassegna Risonanza Cinese - Esposizione Itinerante Internazionale di Pittura a Olio Cinese, tenutasi a Roma presso l’Ala Brasini nel complesso del Vittoriano.

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