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Cultura

Porto antico, inaugurata la mostra ‘Andy Icona Pop’

Super User 19 Novembre 2021 198 Visite

Ha preso il via oggi a Genova, nei Magazzini del Cotone al Porto Antico di Genova, la Mostra “Andy Icona Pop” dedicata alla figura e all’opera di Andy Warhol. Curata da Edoardo Falcioni e prodotta da “Navigare srl” con il patrocinio della Regione Liguria e di Genova More ThanThis, la grande esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 27 marzo 2022. 

Al vernissage hanno preso parte Red Ronnie, curatore della parte musicale della mostra, l’assessore al marketing e allo sviluppo territoriale del Comune di Genova Laura Gaggero e il presidente di Porto Antico di Genova Spa Mauro Ferrando.

“Genova e la Liguria – è stato il saluto inviato dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti - si confermano ancora una volta location di esposizioni di grande fascino e interesse. La mostra dedicata al grande Andy Warhol getta uno sguardo sulla produzione artistica di questo protagonista assoluto dell’arte del XX secolo, ma anche sul rapporto della pop art con un altro elemento cardine del ‘900 come la musica: un’occasione da non perdere per tutti gli amanti dell’arte. Un appuntamento – prosegue – che va a potenziare l’attrattività della nostra regione, arricchendo la già vasta offerta turistica e artistica della Liguria, terra capace di unire cultura e arte, mare ed entroterra, splendidi paesaggi, enogastronomia e tradizioni”.

«Andy Warhol, re della Pop Art arriva al Porto antico, con una straordinaria mostra che celebra la sua genialità. Andy icona pop sarà un’esperienza unica e tutta da vivere, che sicuramente riscuoterà un grande successo tra i genovesi e i visitatori – commenta l’assessore al Turismo e Marketing territoriale Laura Gaggero - A questo proposito, nell’ottica di un’offerta turistica integrata e sempre più efficace, ai possessori del biglietto della mostra verrà riconosciuto uno sconto sul Genova City Pass e sulle visite guidate curate dal Comune di Genova. Gli IAT al Porto Antico, in via Garibaldi e all’aeroporto sono a disposizione dei turisti per tutte le informazioni necessarie. Inoltre, fino al 20 dicembre, sarà possibile usufruire della promozione Cogli l’Attimo, con cui il Comune omaggia la seconda notte di pernottamento nelle strutture convenzionate e un City pass con tante esperienze turistiche».

Tra i pezzi più curiosi, e sicuramente raramente visti prima d’ora, la serie di copertine di Interview dedicate ai grandi personaggi dello spettacolo degli anni ’80, da John Travolta a Liza Minelli, la storica copertina di “Jazz” di Loredana Berté, una giovane Caroline di Monaco immortalata per Vogue e le polaroid dei grandi della moda, da Giorgio Armani a Jean Paul Gautier, da Gianni Versace a Valentino e del mondo dell’arte e della musica, da Keith Haring a Yoko Ono.  E poi ancora dai Beatles ai Rolling Stones, i Duran Duran e Boy George e l’intramontabile Grace Jones. Tra le immagini più intriganti, i ritratti fotografici di Warhol “en travesti”, una inedita incursione del grande artista nell’universo pop delle “drag queen”. 

La mostra è aperta sette giorni su sette, i biglietti si possono acquistare on line sui circuiti etes.it e ticketone.it oppure direttamente alla biglietteria della mostra; gli orari saranno dalle ore 09,30 alle 20,30 dal lunedì al venerdì, mentre il sabato e la domenica, compreso i festivi, dalle ore 09,30 alle 21,00 orario continuato (la biglietteria si ferma un’ora prima dell’orario di chiusura) Tel. + (39) 351/9691405 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Andy icona pop al Porto Antico di Genova

Super User 19 Novembre 2021 133 Visite

Apre i battenti oggi, venerdì 19 novembre, con il vernissage in programma alle ore 11.00 al Porto Antico di Genova, presso i Magazzini del Cotone, la Mostra “Andy Icona Pop” dedicata alla figura e all’opera di Andy Warhol. Curata da Edoardo Falcioni e prodotta da “Navigare srl” con il patrocinio della Regione Liguria e di GenovaMoreThanThis, la grande esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 27 marzo 2022. 

Si tratta di un percorso espositivo interamente dedicato all’artista che meglio di ogni altro è riuscito a rappresentare la sua epoca e a rispecchiare i gusti della propria generazione. In ogni opera esposta si cela una profonda riflessione sul ruolo dell’artista al tempo di una società dai consumi massificati in cui si assistette progressivamente alla trasformazione dei cittadini in consumatori. Warhol si dedicò anima e corpo alla creazione di uno spazio autonomo chiamato “The Factory”. In questo ambiente, ricostruito meticolosamente in ogni dettaglio all’interno del percorso espositivo della Mostra, Andy riuscì a crescere e prosperare senza dover ricorrere ad alcun mercante d’arte.  Non una semplice galleria, il cui concetto risultava ormai superato, ma una fabbrica tutta sua dove poter produrre ogni genere di cosa.

 “La rivoluzione warholiana – scrive nel Catalogo, Edoardo Falcioni, curatore della Mostra - non si è limitata solo ad innovare ciò che veniva rappresentato sulla tela, ma è arrivata a modernizzare completamente persino il modo stesso di fare arte, ossia la tecnica con cui venivano realizzate le opere. La ripetizione e la rielaborazione delle immagini di beni di consumo industriale e di icone ha infatti comportato l’adozione di tecniche di serializzazione, che resero così Warhol più simile ad una macchina piuttosto che ad un artista, coerentemente a quello che era uno dei suoi principali desideri: “La ragione per cui dipingo in questo modo è che voglio essere una macchina. Tutto quello che faccio, come una macchina, è ciò che voglio fare”. 

Consulente per la parte musicale della Mostra “Andy Icona Pop” è il critico e giornalista musicale Red Ronnie.

“La Musica è sempre stata un vettore di emozioni importantissimo, determinante. – dice Red Ronnie. - Andy Warhol lo sapeva bene. Lui, che ancora squattrinato, nel 1949 aveva iniziato la carriera disegnando copertine di dischi per la Columbia Records, come “A program for Mexican music” o di artisti jazz come Kenny Burrell o Thelonious Monk. A metà degli anni ’60 Andy è già un artista famoso. Ma lui sa che la musica gli può dare un ulteriore impulso proiettandolo in un mondo che amplifica tutto ciò che tocca. Potrebbe approcciare qualsiasi artista famoso. Ma è lui a voler essere il protagonista. Quindi ha bisogno di scommettere su qualcuno che non ha successo, per dimostrare che è lui ad essere l’Artista”.

Per Navigare srl, è il produttore Salvatore Lacagnina a ribadire che si tratta di una Mostra unica; “Una straordinaria occasione per visitare una esposizione dove la multimedialità si sposa con opere originali in grado di affascinare e stupire gli amanti della Pop Art”.

"Ospitare la mostra “Andy Icona Pop” nei Magazzini del Cotone – ha sottolineato il presidente di Porto Antico di Genova Mauro Ferrando - è il segno della vitalità culturale dell’area e della sua capacità di attrarre eventi di portata nazionale. Il taglio interattivo e interculturale che gli organizzatori di Navigare hanno voluto imprimere all’esposizione sarà certamente apprezzato dai cultori dell’artista e anche dal pubblico più giovane. 

La mostra sarà aperta tutti i giorni, i biglietti si potranno acquistare on line sul circuito etes.it oppure alla biglietteria della mostra gli orari saranno dalle ore 09,30 alle 20,30 dal lunedì al venerdì, mentre il sabato e la domenica, compreso i festivi, dalle ore 09,30 alle 21,00 orario continuato aperti tutti i giorni (la biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura) Tel. + (39) 351/9691405 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

“Riviera Capitale”, il libro di Mauro Boccaccio sarà presentato a Palazzo Ducale

Super User 18 Novembre 2021 536 Visite

Lunedì 22 novembre, alle ore 12:00, presso la Casa di Luzzati a Palazzo Ducale, sarà presentato il libro “Riviera Capitale” di Mauro Boccaccio, giornalista di importanti testate nazionali e personaggio noto nel mondo istituzionale per aver guidato a lungo l’ufficio stampa della Regione Liguria.

L’incontro verrà introdotto dal poliedrico (giornalista, scrittore, conduttore televisivo e attore) Bruno Gambarotta. 

Come si preparano il Tigullio, la Riviera e l’entroterra a vincere la corsa per diventare Capitale Italiana della Cultura 2024? Che cosa troveremo al primo posto delle agende e dei cronoprogrammi degli esperti? La risposta non è nelle pagine di Riviera Capitale. In questo instant book Mauro Boccaccio racconta storie, progetti e idee, alcune rimaste scritte su quaderni e taccuini, altre invece realizzate con Maura Ferrari. Appunti sparsi, sparpagliati, ritrovati, raccolti anche dopo anni e riordinati pazientemente, fra tanti personaggi e luoghi diversi. La curiosa fotografia di un Tigullio che ha comunque le carte in regola per lavorare e guardare avanti.

Montale come critico musicale: convegno al Carlo Felice

Super User 07 Novembre 2021 228 Visite

Non solo poeta: Eugenio Montale era anche critico musicale. Ne parleranno al Carlo Felice i critici Enrico Girardi del Corriere della Sera e Angelo Foletto de La Repubblica; uno storico della letteratura, Luca Carlo Rossi (Università degli Studi di Bergamo); un celebre direttore d’orchestra, Donato Renzetti. Si parlerà di Montale nella sua veste di critico musicale, dapprima per il Corriere d’informazione e poi per il Corriere della Sera. Oltre a offrire un’analisi sull’originalità del contributo di Montale al giornalismo culturale, si potrà riflettere sull’evoluzione della critica musicale dai tempi di Montale a oggi.

«Il convegno, organizzato grazie alla collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera -  dichiara il Sovrintendente Claudio Orazi - ci permette di riscoprire in tutta la sua complessità la figura di Eugenio Montale, uomo dall’indole pacata ma dalle forti passioni: in primo luogo la poesia, la letteratura ma anche il giornalismo e la musica. Tratteggiare il ruolo fondamentale da egli assunto, in veste di critico musicale in particolare, permette di comprendere l’importanza della figura del critico nella definizione della nostra identità culturale.  In questa prospettiva, il Teatro Carlo Felice desidera manifestare il suo pieno appoggio alla critica musicale, quale funzione di fondamentale importanza socio culturale».

«La Fondazione Corriere della Sera – afferma il suo Presidente, Piergaetano Marchetti - è lieta di poter contribuire a questa iniziativa promossa dal Teatro Carlo Felice di Genova che intende celebrare l’attività di una delle più importanti firme del Corriere. Parlare di grandi firme nel caso di Eugenio Montale è certamente riduttivo, ma ci piace ricordare come il grande poeta, assunto al Corriere nel dopoguerra con la semplice qualifica di redattore ordinario, seppe svolgere con cura ogni compito assegnatogli, passando dalla cronaca alla critica letteraria, dalle novelle alle traduzioni e riuscendo anche a trovare modo di scrivere di musica, una passione coltivata sin dalla gioventù. E la sua attività di critico musicale, che in questo incontro sarà esaminato da illustri studiosi e da un grande Direttore d’orchestra, fu una delle caratteristiche tra le più originali della sua attività al Corriere».

EUGENIO MONTALE E LA CRITICA MUSICALE
Martedì 16 novembre 2021, ore 18.00
Teatro Carlo Felice, Genova - Primo Foyer

Paolo Fizzarotti

Per Genova il 2022 sarà l’anno del Barocco: la giunta comunale stanzia 1,8 milioni

Super User 03 Novembre 2021 260 Visite

Il 2022 sarà l’anno in cui Genova celebrerà uno dei periodi di maggiore fulgore della propria storia, quando tra Sei e Settecento la Repubblica raggiunse l’apice della sua potenza e conobbe un momento di singolare vivacità non soltanto economica e finanziaria, ma anche culturale e artistica.

La giunta comunale ha approvato nella seduta di ieri, su proposta dell’assessore alle politiche culturali Barbara Grosso, i progetti “Un Barocco Superbo” e “Rubens 22. A network”, esposizioni che si terranno rispettivamente nella primavera e nell’autunno del prossimo anno. Di 600 mila euro lo stanziamento per il primo appuntamento e di 1 milione e 200 mila euro per il secondo. 

«Il 2022 sarà un anno straordinario per Genova dal punto di vista culturale e le cifre che abbiamo deciso di stanziare testimoniano la grande attenzione della Giunta – sottolinea l’assessore Barbara Grosso –. Si tratta di rassegne di richiamo internazionale che saranno ospitate come sede principale a Palazzo Ducale, ma che coinvolgeranno tutte le maggiori istituzioni culturali della città in un fil rouge straordinario che vedrà tutta la città immersa in un’atmosfera che farà rivivere un periodo di grande magnificenza della Superba. Oltre alle importanti rassegne i cui progetti abbiamo approvato in Giunta, voglio ricordare, a maggio e a ottobre, le consuete occasioni di incontro con il nostro patrimonio storico, artistico e architettonico nelle edizioni dei Rolli Days. La forza di Genova è “ragionare in rete”, sia a livello internazionale, viste le prestigiose collaborazioni che abbiamo attivato, sia a livello locale grazie al coinvolgimento di tanti soggetti culturali attivi sul nostro territorio. Grazie al lavoro di tutti, questo sarà un anno che, a diciotto anni esatti da “Genova 2004”, sottolineerà ancora una volta l’importanza del siglo de los genoveses».

La prima mostra – che sarà curata da Pietro Boccardo, Jonathan Bober e Franco Boggero – celebra la straordinaria stagione artistica tra Sei e Settecento quando vennero create da celebri artisti stranieri come Rubens, Van Dyck, Puget e brillanti talenti locali come Bernardo Strozzi, Valerio Castello, Gregorio De Ferrari, opere di sorprendente qualità.

Organizzato in sintonia con la mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma nel marzo 2022, il progetto proporrà accanto alla grande mostra presso Palazzo Ducale, preziose esposizioni monografiche dedicate ai singoli maestri e percorsi “barocchi” a Palazzo Bianco, al Museo dell’Accademia Ligustica, Palazzo Reale e altri palazzi e chiese del centro storico.

Il secondo progetto ha come centro la mostra “Rubens e i Palazzi di Genova”, curata da Nils Büttner e Anna Orlando, che si terrà nell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale, e che nasce in occasione del quarto centenario della pubblicazione ad Anversa del celebre volume di Pietro Paolo Rubens, Palazzi di Genova (1622). La rassegna presenta oltre 150 opere, tra le quali hanno il ruolo di protagonisti circa venti Rubens provenienti da musei e collezioni europee e italiane, che si sommano a quelli presenti in città.

La mostra è l’occasione per attivare una rete culturale, dal titolo – appunto – Rubens 22. A Network che coinvolge numerose realtà pubbliche e private, dai Musei di Strada Nuova al Museo Diocesano, dall’Accademia Ligustica di Belle Arti a Palazzo della Meridiana, dall’Università degli Studi di Genova alla Fondazione Teatro Carlo Felice e al Conservatorio Nicolò Paganini e a molti altri. Si tratta di una fitta rete di collaborazioni, focus conoscitivi, appuntamenti culturali, aperture straordinarie, eventi collaterali e ulteriori progetti espositivi che faranno rivivere la Genova “Superba” del Seicento, nell’epoca del suo maggiore splendore.

Genova, inaugurata la scultura dedicata a Niccolò Paganini

Super User 25 Ottobre 2021 225 Visite

È stata inaugurata ieri la scultura in bronzo realizzata da Livio Scarpella, dedicata a Niccolò Paganini, uno dei più grandi artisti di ogni epoca nato a Genova nel 1782.

Erano presenti il sindaco di Genova Marco Bucci, l’assessore comunale alle politiche culturali Barbara Grosso e l’assessore alla cultura della Regione Liguria Ilaria Cavo, oltre al Sovrintendente del Teatro Carlo Felice Claudio Orazi.

La statua – posizionata presso la Galleria Cardinal Siri all’ingresso del Teatro Carlo Felice – è stata donata alla città dalla Fondazione Pallavicino e alla cerimonia hanno presenziato il principe Domenico Antonio Pallavicino, che presiede la fondazione, e il direttore artistico della fondazione, Vittorio Sgarbi. Presente anche l’autore dell’opera, Livio Scarpella.

La scultura, delle dimensioni di circa 2 metri e del peso di 180 chili, è in bronzo ed ha una leggera patina dorata che gli dona una luce propria. Dopo la realizzazione dei bozzetti preparatori, il progetto ha conosciuto una battuta d’arresto a causa dell’emergenza sanitaria. Le operazioni di modellazione e fusione sono state portate a termine tra giugno e settembre ed ora la statua è stata posizionata su un basamento realizzato dai tecnici del Comune di Genova, di concerto con la Sovrintendenza.

«Un Paganini dorato e di grande impatto prende posto davanti al Carlo Felice, il nostro teatro lirico, che non passerà inosservato agli occhi dei genovesi e dei turisti – dice il sindaco di Genova Marco Bucci –. Un'opera maestosa, ricca di virtuosismi realizzata dal Maestro Livio Scarpella, per la quale Genova deve ringraziare la Fondazione Pallavicino per il dono che la stessa ha voluto fare alla città. Il Comune di Genova prosegue intanto il proprio impegno per la valorizzazione della figura di Paganini, patrimonio di eccellenza della nostra cultura».

«Finalmente Genova ha dedicato una scultura a Niccolò Paganini – afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti –, intimamente legato a questa città sempre più pronta a celebrale uno dei suoi figli illustri, valorizzando così una figura patrimonio di eccellenza della nostra cultura e dando sempre più lustro al suo violino, il “Cannone”, “il più importante strumento musicale al mondo”. Con il suo virtuosismo e la sua personalità travolgente, Paganini rappresenta un simbolo della cultura genovese. Genova è pronta ad esaltare la figura del suo grande musicista».

«Niccolò Paganini è uno dei figli più illustri di Genova, uno degli “ambasciatori” che ha portato il nome della città nel mondo e un simbolo della nostra cultura e della nostra arte –commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Barbara Grosso – Una statua che ne celebri la figura è il giusto omaggio per un compositore e musicista geniale che ha saputo rivoluzionare la tecnica espressiva del violino apportando straordinarie innovazioni. La scultura – per la quale ringrazio la Fondazione Pallavicino che ha voluto donarlo alla città, il critico Vittorio Sgarbi e naturalmente l’artista Livio Scarpella – può senz’altro inserirsi in un percorso “paganiniano” che comprende Palazzo Tursi, al cui interno è esposto il celebre violino realizzato da Guarneri del Gesù nel 1743 e da lui denominato affettuosamente “il mio cannone-violino”».

«Questa statua, per il suo dinamismo, per il per il suo slancio è una statua che da oggi ci sfida. Ci fa trovare Paganini qui, nel cuore di Genova, con il suo sguardo magnetico e interrogativo come se stesse chiedendo a chi lo osserva di tirare fuori il proprio talento – questo il commento dell'assessore alla cultura di Regione Liguria Ilaria Cavo – Per questo, la celebrazione di oggi non è un punto di arrivo, ma un nuovo impegno per tutti noi, per valorizzare Paganini soprattutto tra i giovani, che speriamo siano i primi a farsi stimolare dalla sua figura. Come abbiamo già fatto per il progetto "cantautori nelle scuole" dal prossimo anno, come Regione Liguria, sosterremo il progetto proposto dall'associazione Amici Paganini per portare la conoscenza di questo grande ligure nelle scuole superiori che vorranno accogliere le lezioni. Oggi è un giorno importante. È la cultura che stimola cultura».

«È finalmente giunto il momento che la città abbia un’opera che rappresenti e onori il genio di Paganini – specifica Vittorio Sgarbi –. Grazie all’impegno della Fondazione e del Comune la sua figura non sarà più solo un colto ricordo».

«Il Teatro Carlo Felice accoglie l’installazione della statua dedicata a Niccolò Paganini a pochi passi del suo ingresso con orgoglio – afferma il Sovrintendente Claudio Orazi –. La civiltà musicale genovese è antica, ricca, la sua storia si intreccia, da una parte, con la storia dello sviluppo urbano e culturale di Genova e, dall’altra, con le gloriose sorti della musica europea, dal medioevo ai nostri giorni. Niccolò Paganini, assieme ad altri eccelsi creatori liguri di nascita o d’adozione, come Alessandro Stradella, Pasquale Anfossi, Luciano Berio, Felice Romani, tra i molti altri, è un simbolo importante di questa tradizione, che viaggiando sulle note della musica ha saputo conquistare tutto il mondo».

«Abbiamo deciso di omaggiare i genovesi con l'effigie di un padre, Niccolò Paganini – sottolinea il Principe Domenico Antonio Pallavicino –. La città dei Rolli, che ospita opere di maestri come Rubens, Guido Reni, Parodi e Giulio Romano, siamo sicuri che guarderà con favore a Livio Scarpella, artista della straordinaria scultura di bronzo che immortala il grande musicista. La vita e l’esempio dei nostri padri sono il volto con cui ci affacciamo alla storia e ne prendiamo parte, diventando figli maturi e consapevoli. Con questo spirito celebriamo Paganini e rinnoviamo la missione più importante della Fondazione Pallavicino, presidio di bellezza e memoria».

«Ho elaborato questa figura – dice l’artista Livio Scarpella – dopo aver fatto ricerche su Paganini non solo come musicista. Ho letto aneddoti, racconti, visto immagini e caricature d’epoca e ho immaginato un Paganini un po’ come una rockstar ante litteram. Di qui questa posizione grintosa e lo sguardo quasi luciferino, secondo la caratteristica che lo connotava nell’immaginario comune».

Il Premio Paganini torna in Italia: Giuseppe Gibboni vince la 56ª edizione

Super User 24 Ottobre 2021 224 Visite

Con il salernitano Giuseppe Gibboni, il Premio Paganini torna in Italia. Si è appena conclusa della 56ª edizione del prestigioso concorso di violino, che si è svolto con la direzione artistica di Giuseppe Acquaviva.

A dichiarare Giuseppe Gibboni vincitore, la giuria, presieduta da Sergej Krylov e composta da Pietro Borgonovo, Pierangelo Conte, Francesca Dego, Stephanie Gonley, Pavel Korgan, Aiman Mussakhajayeva, Cristoph Poppen, e Pavel Vernikov.

«È una grande emozione proclamare il vincitore del Premio Paganini, proprio nel giorno in cui abbiamo inaugurato la statua del grande violinista genovese, collocata davanti al Teatro Carlo Felice – ha commentato l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso – A Giuseppe Gibboni, che si è aggiudicato il Premio Paganini, vanno le mie vivissime congratulazioni. Da 24 anni non vinceva un italiano, l’ultimo è stato Giovanni Angeleri nel 1997. A Giuseppe, agli altri finalisti e a tutti i giovani violinisti e violiniste che hanno partecipato a questo prestigioso Concorso, auguro una carriera brillante e ricca di soddisfazioni: lo studio del violino ai massimi livelli richiede dedizione e sacrificio, oltre a un notevole talento e a un grande amore per la musica, per tutto questo voglio ringraziare questi giovani, bravissimi musicisti».

Si è classificato al secondo posto Nurie Chung (Corea del Sud), in terza posizione, ex aequo, abbiamo Ava Bahari (Svezia), Lara Boschkor (Germania).

Come in ogni edizione, sono stati assegnati anche i seguenti premi speciali:

Premio alla memoria di Stefano Fiorilla, offerto dalla moglie Giovanna Barone Fiorilla al concorrente finalista per la migliore esecuzione del Concerto di Paganini: Giuseppe Gibboni

Premio alla memoria del maestro Ruminelli, offerto dall’omonima associazione culturale al concorrente che ha ottenuto nella finale il maggior riconoscimento da parte del pubblico: Giuseppe Gibboni

Premio alla memoria di Enrico Costa, offerto dalla famiglia Costa al concorrente finalista più giovane ammesso in finale: Nurie Chung

Premio Associazione Amici di Paganini al concorrente semifinalista per la migliore esecuzione del brano contemporaneo, commissionato a Carlo Boccadoro, nella prova semifinale: Nurie Chung

Premio alla Memoria di Renato e Mariangiola De Barbieri offerto dall’omonima associazione al concorrente semifinalista per la migliore interpretazione dei Capricci di Paganini: Giuseppe Gibboni

LA STORIA DEL PREMIO PAGANINI

Fu il critico musicale Carlo Marcello Rietmann nel 1940 (nel primo centenario della morte di Paganini) a lanciare l’idea di un Premio a lui intitolato. Scoppiò la guerra e non se ne fece nulla. Ma nel 1952 il sindaco Vittorio Pertusio e l’assessore alla cultura Lazzaro Maria De’ Bernardis, nell’istituire in modo permanente le feste colombiane di ottobre, diedero vita a tre Premi, uno dei quali, appunto, fu il concorso dedicato a Paganini e affidato alla direzione artistica del più autorevole compositore genovese del Novecento, Luigi Cortese.

Nel 1954 la prima edizione fu a dir poco rapida. Si presentarono due soli violinisti e non venne assegnato alcun premio. A partire dall'anno successivo, però, i concorrenti aumentarono, nel '56 per la prima volta fu assegnato il massimo riconoscimento e da allora, gradualmente, il concorso acquisì un sempre maggior prestigio a livello internazionale. Proprio nel 1956 a Genova, in una serie di incontri preliminari furono gettate le basi per la costituzione, l'anno successivo, a Ginevra, della Federazione dei Concorsi Internazionali di Musica di cui il «Paganini» fu socio fondatore.

La dimensione spettacolare del Premio fu affinata nel corso degli anni. In un primo tempo le eliminatorie si svolgevano a porte chiuse, successivamente tutte le esecuzioni furono pubbliche per dar modo agli appassionati di seguire ogni fase della competizione.

Mantenuta fino al 2002 la cadenza annuale, il concorso divenne poi per pochi anni biennale per trasformarsi nelle ultime edizioni in triennale.

La severità delle giurie e l’articolazione delle prove, tese ad approfondire tanto gli aspetti tecnici di un’esecuzione quanto il gusto interpretativo, hanno garantito nel tempo l’alto livello qualitativo della manifestazione.

Non a caso il primo premio per ben sedici volte non è stato assegnato e i violinisti laureati hanno tutti percorso carriere di assoluto prestigio internazionale, ricordiamo:

Salvatore Accardo (1958), Grigory Zhislin (1967), Ghidon Kremer (1969), Leonidas Kavakos (1988), Natalia Prichepenko (1990), Massimo Quarta (1991), Isabelle Faust (1993), Bin Huang (1994), Giovanni Angeleri (1997), Sayaka Shoji (1999), Mengla Huang (2002), In Mo Yang (2015), Kevin Zhu (2018).

I finalisti

Testimoni del tempo: 70 anni a Genova tra teatro e cronaca

Super User 23 Ottobre 2021 389 Visite

“Testimoni del Tempo”, il Teatro Nazionale di Genova chiama a raccolta una pattuglia di super esperti e scandaglia la storia degli ultimi settant’anni a Genova: e cioè lo stesso lasso di tempo trascorso da quando è stato fondato il Teatro Stabile di Genova, ora diventato Teatro Nazionale.

“Il Teatro vive delle istanze del proprio tempo - spiega Alessandro Giglio, presidente del TN Genova e ideatore della rassegna - Così la storia di un’istituzione teatrale non può che essere legata a doppio filo alla storia del proprio Paese. Nell’ambito delle celebrazioni per i 70 anni del Teatro Nazionale di Genova, lunedì 25 ottobre alle ore 18 nel Foyer del Teatro Ivo Chiesa prende il via il ciclo di incontri “Testimoni del tempo - Settant’anni a Genova, teatro e cronaca”. La rassegna si compone di sette incontri, ciascuno dedicato a una decade, a partire dal 1951 – anno di fondazione del Teatro di Genova – sino ai nostri giorni”.

Tutti gli appuntamenti avranno luogo nel Foyer del Teatro Ivo Chiesa il lunedì alle ore 18, dal 25 ottobre al 13 dicembre (a esclusione del 1° novembre) e saranno condotti dallo stesso Alessandro Giglio, in dialogo con artisti, giornalisti e testimonial teatrali.

«L'uomo ha sempre avuto bisogno di socializzare anche per celebrare il rito e il mito, che sono stati individuati dagli antropologi teatrali come l’origine del teatro - dichiara Alessandro Giglio - Oggi in campo teatrale si mira a nuove sperimentazioni per approfondire tematiche che evidenzino il rapporto tra l'individuo e la società. Il Teatro Nazionale di Genova in questi ultimi 70 anni è stato un laboratorio di storia, consapevolezza e verità, e ci ha reso protagonisti del nostro tempo; ora il nostro Teatro è all'avanguardia, grazie agli adattamenti audaci e innovativi del Direttore Davide Livermore».

Ogni incontro avrà un’introduzione che traccerà il decennio teatrale, contrappuntato dagli interventi di giornaliste e giornalisti che racconteranno invece la decade dal punto di vista della cronaca.

Così nel primo appuntamento Marco Salotti racconterà come Ivo Chiesa ha preso le redini del neonato Piccolo Teatro della Città di Genova, facendolo diventare in poco tempo un punto di riferimento per tutto il teatro italiano e non solo, ed evocherà gli spettacoli interpretati a Genova da grandi protagonisti della scena come Enrico Maria Salerno, Valeria Valeri, Tino Buazzelli, Gastone Moschin e un giovanissimo Eros Pagni. Mentre la giornalista del Corriere della sera Erika Dellacasa rievocherà il boom economico con le prime Cinquecento e i primi televisori, il Festival di Sanremo e i quiz di Mike Bongiorno.

 

25 ottobre – 13 dicembre 2021

Foyer Teatro Ivo Chiesa

i lunedì alle ore 18

TESTIMONI DEL TEMPO

Settant’anni a Genova, teatro e cronaca

ideazione e conduzione Alessandro Giglio

dj set a cura di Stellare Sartoria Sonora

 

Lunedì 25 ottobre

Gli anni ‘50

intervengono Massimo Chiesa ed Erika Dellacasa, introduce Marco Salotti

 

Lunedì 8 novembre

Gli anni ‘60

intervengono Glauco Mauri e Marco Ansaldo, introduce Angelo Pastore

 

Lunedì 15 novembre

Gli anni ‘70

intervengono Tullio Solenghi e Paolo Giordano, introduce Lisa Galantini

 

Lunedì 22 novembre

Gli anni ‘80

intervengono Elisabetta Pozzi e Francesca Baraghini, introduce Margherita Rubino

 

Lunedì 29 novembre

Gli anni ‘90

intervengono Giorgio Gallione e Angela Calvini, introduce Andrea Porcheddu

 

Lunedì 6 dicembre

Gli anni 2000

intervengono Luca Bizzarri e Roberta Olcese, introduce Margherita Rubino

 

Lunedì 13 dicembre

Gli anni 2010

intervengono Maurizio Lastrico e Luca Ubaldeschi, introduce Alice Arcuri

 

Paolo Fizzarotti

Ivo Chiesa

L’aviatore che bombardò Roma di volantini

Super User 22 Ottobre 2021 292 Visite

Domenica 24 ottobre, ore 11, nel foyer del Teatro Ivo Chiesa viene presentato “Icaro, il volo su Roma” (Rizzoli editore), il nuovo romanzo di Giovanni Grasso, giornalista parlamentare e scrittore.

Dopo il successo de “Il caso Kaufmann”, l’autore torna a mescolare pagine storiche e romanzate, traendo ispirazione dalla vita di un eroe dimenticato come Lauro De Bosis, l’indomito aviatore antifascista che lottò strenuamente contro il regime fino alla sera del 3 ottobre 1931 quando, dopo aver fatto piovere su Roma migliaia di volantini inneggianti la libertà, si inabissò col proprio monoplano Pegasus nel Mar Tirreno.La sua vita, segnata da grandi imprese e dalla storia d’amore travolgente con l’attrice newyorkese Ruth Draper, con cui condivideva anche l’avversione nei confronti della dittatura, si intreccia a quella di illustri personaggi dell’epoca come Jean Cocteau, Josephine Baker, George Simenon.L’evento gratuito, ideato e curato da Antonio Ivan Bellantoni, giornalista e portavoce parlamentare, è presentato da Alessandro Giglio, Presidente del Teatro Nazionale di Genova.Per le prenotazioni, rivolgersi al sito internet del Teatro Nazionale di Genova.

Paolo Fizzarotti

I 6 finalisti della 56esima edizione del Premio Paganini

Super User 20 Ottobre 2021 223 Visite

Louisa Staples (Regno Unito), Olga Artyugina (Russia), Ava Bahari (Svezia), Lara Boschkor (Germania), Nurie Chung (Corea del Sud), Giuseppe Gibboni (Italia): sono i 6 violinisti che si cimenteranno nelle finali della 56esima edizione del Premio Paganini, il prestigioso concorso internazionale che quest’anno - come già nel 2018 - si svolge con la direzione artistica di Giuseppe Acquaviva.

Sono quattro le donne in finale, per la prima volta nella storia del Premio, mentre tra i due uomini abbiamo un italiano e il concorrente più giovane dell’edizione: Nurie Chung, classe 2005.

Si sono appena concluse al Teatro Carlo Felice, le prove semifinali che hanno impegnato 15 violinisti tra i 16 e i 30 anni nell’esecuzione di musiche di Brahms e Paganini, oltre a un brano contemporaneo appositamente commissionato a Carlo Boccadoro e a un lavoro virtuosistico a scelta del concorrente, tra vari autori dell’’800 e del primo ‘900. 

«Siamo ormai alla fase conclusiva del Premio Paganini, che vedrà quattro violiniste e due violinisti esibirsi sul palco del Carlo Felice – commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso – Essere ammessi in finale, dopo una serie di selezioni assai impegnative, è segno di grande preparazione e di indubbio talento, elementi che comportano studio e sacrificio. Per questo ringrazio di cuore i sei giovani violinisti e auguro loro una carriera sfolgorante e ricca di soddisfazioni».

Le prove finali si svolgeranno al Teatro Carlo Felice, sabato 23 e domenica 24 ottobre a partire dalle 15.

I finalisti si disputeranno il Premio Paganini esibendosi insieme all’orchestra del Carlo Felice, diretta da Sergej Krylov che è anche presidente della giuria; oltre all’obbligatorio Concerto n.1 M.S.21 di Paganini, i violinisti in gara eseguiranno un altro concerto a scelta fra quelli di Beethoven, Brahms, Sibelius e Cajkovskij.

Tutte le info: www.premiopaganini.it

 Il comitato del Premio Paganini è presieduto da Barbara Grosso, delegata del sindaco e assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova.

Fanno parte del comitato: Comune di Genova, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Teatro Carlo Felice, Giovane Orchestra Genovese, Conservatorio Musicale Niccolò Paganini.

Al via la diciannovesima edizione del Festival della Scienza

Super User 20 Ottobre 2021 546 Visite

Un importante programma in presenza e un rinnovato palinsesto online, in un festival dal format ibrido che vuole segnare un ritorno allo stare insieme e al vivere la scienza in prima persona. Da giovedì 21 ottobre a lunedì 1° novembre a Genova torna il Festival della Scienza nel segno delle Mappe, parola chiave della diciannovesima edizione di una tra le più importanti manifestazioni al mondo di diffusione della cultura scientifica. In dodici giorni a Genova vanno in scena 212 eventi in presenza con più di 350 protagonisti tra scienziati e personalità illustri.

L’edizione 2021 del Festival della Scienza rappresenta un vero e proprio labirinto di sfide, raccontate di nuovo in presenza con il caratteristico spirito multidisciplinare con 131 conferenze, 42 laboratori, 17 mostre, 8 spettacoli e 13 eventi speciali in programma in 26 luoghi della città e dedicato sia a famiglie e appassionati, sia alle scolaresche. Sempre per gli studenti, è confermato e ampliato il progetto La scienza va in onda!, realizzato grazie al supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo e in collaborazione con Orientamenti: un palinsesto completamente digitale composto da 59 attività online tra laboratori, incontri e visite guidate virtuali che prosegue, per la prima volta, anche dopo la conclusione del Festival in presenza, fino al 12 novembre. La scienza va in onda! è usufruibile dalle classi di tutta Italia dalla scuola primaria alla scuola media superiore, ed è composto da 34 digilab (laboratori interattivi condotti dagli animatori del Festival), 15 digitour (visite guidate virtuali all’interno dei centri di ricerca) e 9 digitalk (incontri virtuali in cui ricercatori scientifici si raccontano). 

IL PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 21 OTTOBRE
Quattro incontri danno il via al Festival giovedì 21 ottobre tra spazio, sport, fisica e musica, guidati da un fil rouge: l’eccellenza italiana. Alle 18 a Palazzo Ducale (Sala del Maggior Consiglio) il Chief Innovation Officer di BeDimensional Vittorio Pellegrini racconta le scoperte che hanno cambiato la vita umana, raccolte nel suo ultimo libro Il lampo dell'elettrone. Sempre alle 18 ma a Palazzo della Borsa, Michele Cannoni, Giulio Giovanella e Alessandro Franceschetti svelano i retroscena “scientifici” dietro ai successi di Luna Rossa: le mappe del successo. Alle 18.30 a Palazzo Ducale (Sala del Minor Consiglio), il capo della Divisione di Strutture, Meccanismi e Materiali dell’Agenzia Spaziale Europea Tommaso Ghidini spiega come l’uomo del nuovo millennio avrà un rapporto del tutto nuovo con il cosmo e di come l’Homo sapiens sapiens sia finalmente pronto per diventare Homo cælestis. Alle 21 a Palazzo Ducale (Sala del Maggior Consiglio) la Premiata Forneria Marconi incontra la (fanta)scienza in Chi sogna oggi pecore elettriche?. Una conversazione tra Franz Di Cioccio, Patrick Djivas e Alberto Diaspro che precede l’uscita del nuovo album della band progressive rock italiana, in un viaggio onirico tra gli spartiti della PFM e tra quelle “carte da decifrare” che consentono di capire il mondo che cambia rapidamente, grazie a nuove scoperte scientifiche e tecnologie innovative.

I TEMI DELL'EDIZIONE 2021 DEL FESTIVAL DELLA SCIENZA
La scienza mescola le carte e l’uomo disegna nuovi percorsi, che permettono di orientarsi tra dati, numeri, modelli e ipotesi. Guidati dalla parola chiave Mappe, gli argomenti affrontati dal Festival della Scienza numero diciannove sono numerosi ed eterogenei, a partire dal focus tematico dedicato alle neuroscienze e alla mappatura del cervello. Ampio spazio è stato dato anche anche alle mappe della terra e del cielo, prestando un’attenzione speciale all’ambiente e all’esplorazione dell’universo. Con il Regno Unito, paese ospite dell’edizione 2021, si parla inoltre di virus e di pandemia con uno sguardo al futuro, allargando gli orizzonti verso le nuove prospettive delle scienze della vita. Il Festival conferma il suo occhio attento verso la contaminazione tra scienza, arte e letteratura dedicando alcuni eventi a Dante Alighieri, in occasione della ricorrenza dei 700 anni dalla morte del sommo poeta. Genova è anche la prima tappa europea di Emotions, il BrainForum itinerante organizzato da BrainCircleItalia e dedicato a Rita Levi-Montalcini in cui neuroscienziate provenienti dalle più prestigiose università e istituzioni internazionali mostrano gli aspetti scientifici che si celano dietro le emozioni.
Non solo temi afferenti alle discipline tradizionali: sempre di più all’insegna di contaminazioni, interdisciplinarietà e commistione di saperi, si tratta anche di intelligenza artificiale, genetica, ambiente, astrofisica, climate change, medicina, cosmologia, life sciences, big data ma anche di fumetti, arte, food, architettura, filosofia, linguistica e archeologia. Gran parte del programma è disponibile anche in streaming e on demand sulla piattaforma festivalscienza.online, realizzata grazie al supporto di Erg e arricchitasi in un anno di vita di molti contenuti.

I PRINCIPALI PROTAGONISTI
Come di consueto, grande attenzione è data ad alcune delle tematiche scientifiche più affascinanti e in continua evoluzione: l’astrofisica e l’esplorazione spaziale. Come l’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02), il più grande rivelatore di particelle che opera nello spazio, agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale da dieci anni. Il Festival della Scienza festeggia questa ricorrenza in L’avventura di AMS con Samuel Ting (in collegamento streaming), vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1976 e inventore di AMS, con Ken Bollweg, ingegnere capo del Nasa Johnson Space Center e project manager di AMS e con Roberto Battiston, professore di Fisica Sperimentale dell’Università di Trento, uno dei massimi esperti mondiali di raggi cosmici. Ciliegina sulla torta il collegamento con l’astronauta e colonnello dell’Aeronautica Militare Luca Parmitano.

Nel programma l’esplorazione spaziale torna come tema portante in diversi incontri, tra cui la lectio Homo Caelestis di Tommaso Ghidini, capo della Divisione di Strutture, Meccanismi e Materiali dell’Agenzia Spaziale Europea, e l’incontro Il futuro dello spazio con Mario Cosmo, direttore della Direzione scienza e ricerca dell'Agenzia Spaziale Italiana, Massimo Comparini, ceo di Thales Alenia Space, e Franco Ongaro, direttore del reparto Tecnologia, Ingegneria e Qualità dell'Agenzia Spaziale Europea e di Estec. Quando si parla di Spazio è importante ricordare anche le tante applicazioni dei dati ricavati dell’osservazione satellitare della Terra: ne trattano Laura Candela, dirigente di ricerca dell'Agenzia Spaziale Italiana, e la geofisica Carolina Aliano nell’incontro Ecco a voi COSMO-SkyMed!, in cui raccontano questo importante progetto di osservazione terrestre dallo Spazio, ma anche Arianna Traviglia, direttrice a Venezia del Centre for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia, nella sua lectio magistralis Archeologia e Intelligenza Artificiale. 

I nuovi grandi progetti per lo studio dello spazio profondo sono invece protagonisti del dialogo tra Marica Branchesi, astrofisica specializzata in radioastronomia e Michele Punturo, dirigente di ricerca dell’Infn, nella conferenza Il lungo viaggio delle onde gravitazionali. Si arriverà mai su Marte? Mentre gli scienziati lavorano per questo, il fumettista Leo Ortolani (in collegamento streaming) racconta come il suo Rat-Man ci sia già andato nell’incontro Nello spazio nessuno può sentirti, insieme alla ricercatrice dell’Agenzia Spaziale Italiana Eleonora Ammannito. Infine, lo studio dello spazio può diventare filo conduttore di una vita dedicata alla ricerca e alla sua comunicazione al grande pubblico: lo racconta Maggie Aderin-Pocock, cosmologa e comunicatrice scientifica, conduttrice del programma televisivo scientifico della Bbc “The Sky at Night”, nella sua lectio Raggiungere le stelle.

Lo studio del cervello e della mente è una disciplina che permette di spiegare molto delle azioni umane e delle relazioni interpersonali. Anche quest’anno sono quindi molti le neuroscienziate e i neuroscienziati presenti al Festival, che raccontano nei loro incontri ricerche d’avanguardia e nuove sfide: da Rodrigo Quian-Quiroga direttore del Centre for Systems Neuroscience all'Università di Leicester in Cosa ci rende umani?, a Dimitri Kullmann, neurologo e ricercatore, in Mappare l'attività del cervello epilettico; e da Sergio Della Sala, docente di neuroscienze cognitivo dell’Università di Edimburgo in Mappare l'attività del cervello epilettico, ad Alessandro Gozzi, direttore del Laboratorio di Neuroimaging Funzionale dell'Istituto Italiano di Tecnologia a Rovereto, nella conferenza Un autismo o tanti autismi?. Del cervello come sede delle emozioni e dei sentimenti e del cruciale contributo dato dalle donne alla ricerca neuroscientifica parlano invece Ruth Feldman, docente di Neuroscienze sociali dello sviluppo all'Interdisciplinary Center di Hertsliya (Israele), e Donatella Marazziti, considerata dalla rivista Class tra i 10 psichiatri più importanti d’Italia, nella conferenza Le mappe dell'amore nel cervello, tappa italiana di Emotions, brainforum itinerante a cura di BrainCircle Italia.

Il Festival, una delle manifestazioni di divulgazione più longeve e seguite d’Italia, ricorda che, soprattutto in un periodo travagliato come quello che stiamo vivendo, è solo nella Scienza che possiamo trovare le risposte: lo spiega la senatrice Elena Cattaneo, farmacologa e biologa accademica nella sua lectio Armarsi di scienza e lo ribadiscono Naomi Oreskes, docente di Storia della scienza e Scienze della Terra dell’Università di Harvard (incontro solo online) nella presentazione del suo ultimo libro Perchè fidarsi della Scienza e Massimo Inguscio, già presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche nell’incontro Come potrebbe essere il domani. La scienza che è strumento essenziale e affidabile durante e dopo situazioni drammatiche, come la pandemia, e da esse permette di trarre delle lezioni sempre nuove e prendere decisioni sempre migliori: di questo si ragiona nella conversazione organizzata nell’ambito del progetto Paese Ospite Covid-19: gestire, studiare e modellizzare una pandemia, in cui intervengono Neil Ferguson, medico epidemiologo, Alberto Mantovani, professore emerito di Patologia Generale e vice rettore per la ricerca all'Humanitas University, e Paolo Vineis, professore ordinario di Epidemiologia Ambientale dell'Imperial College di Londra. Ma si può decidere senza sbagliare? Non sempre, ma la scienza aiuta a farlo: lo spiega Marcus du Sautoy, docente di matematica all’Università di Oxford nella sua conferenza Pensare meglio. Scienza che, anche se a volte viene percepita come complicata e inaccessibile, è spesso protesa alla semplicità: questa l’affascinante tesi proposta da Johnjoe McFadden, docente di Genetica molecolare alla University of Surrey, nella presentazione del suo libro La vita è semplice.

Sempre molto ampio lo spazio dedicato alla ricerca medica e ad approcci terapeutici innovativi: ritorna finalmente in presenza al Festival l’immunologa Antonella Viola, con la lectio magistralis Danzare nella tempesta, un viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario, mentre Fabio Ciceri, direttore scientifico dell’Ospedale San Raffaele di Milano e tra i maggiori esperti in campo ematologico, si interroga sulle terapie più promettenti nella lotta contro i tumori nella conferenza Come batteremo il cancro. La sfida dell'immunologia e delle terapie CAR-T. Il tutto senza dimenticare i successi più recenti che le scienze della vita hanno ottenuto negli ultimi 20 anni, come per esempio la mappatura del genoma umano: ne parla Massimo Delledonne, professore ordinario di Genetica del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università degli Studi di Verona nonché uno dei massimi esperti di tecnologie genomiche, nella conferenza La mappa del DNA. La promettente ricerca medica di frontiera e le applicazioni della tecnica Crispr sono invece la tematica attorno a cui si articola l’incontro di Anna Meldolesi, giornalista scientifica e curatrice del blog CRISPeRMania e Luigi Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica e Professore all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dal titolo Il futuro di CRISPR.

In un periodo storico in cui sono cresciute l’attenzione e la sensibilità nei confronti del surriscaldamento globale e dell’impatto delle attività umane sui cambiamenti climatici, sono molti gli incontri dedicati a questi temi. Tra questi, Nicola Armaroli, dirigente di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche ed esperto di conversione dell’energia solare, e Alessandro Abbotto, già Direttore del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca, dialogano delle energie del futuro in La transizione energetica non può aspettare, mentre Antonello Provenzale, direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ripercorre la storia del clima nella lectio Coccodrilli al Polo Nord e ghiacci all’equatore. In un futuro in cui ambiente e biodiversità sono sempre più a rischio, un aiuto inaspettato può venire dal mondo delle piante: del loro ruolo, dell'importanza della loro biomassa e delle affascinanti interazioni che hanno sviluppato con altre specie trattano Paola Bonfante e Caterina Visco in Simbiosi vegetale mentre Barbara Mazzolai, ideatrice di un robot ispirato alle piante, in Il futuro raccontato dalle piante rivela cosa si può imparare dal mondo vegetale.

Anche quest’anno il Festival dedica uno spazio ai grandi temi sociali, con incontri che inducono a riflettere sul rapporto tra donne e scienza, come quello con Gabriella Greison, definita dai media la “Rockstar della fisica”, che racconta il suo nuovo progetto La teoria di tutte, e l’incontro GiovediScienzaOFF - Scienza senza confini di genere, con le scienziate Silvia De Francia, docente di Farmacologia all’Università di Torino, giornalista, divulgatrice scientifica su temi di farmacologia e medicina di genere e Chiara Oppedisano, Ricercatrice dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che lavora all’esperimento Alice all’acceleratore Lhc del CERN. Invece nell'incontro Il pensiero bianco Lilian Thuram, ex calciatore, campione del mondo e d’Europa, fondatore dell’omonima fondazione che ha come obiettivo l’educazione contro il razzismo, insieme all’antropologo Bruno Barba espone il suo punto di vista sui meccanismi intellettuali che sono alla base del razzismo.

Non potevano mancare, nell’anno delle celebrazioni dantesche, eventi dedicati al Sommo Poeta e alla scienza contenuta nelle sue opere: tra questi Dalle miniature celesti all’Astronomia. Viaggio immaginifico nella Divina Commedia, un originale approfondimento tra Scienza e Arte, con Sperello di Serego Alighieri, astrofisico e discendente di Dante, e Andrea Mazzucchi, ordinario di Filologia dantesca presso l’Università di Napoli Federico II; Antonio Zoccoli, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare racconta invece Dante e la scienza moderna, tra parole, musica e immagini, e Eugenio Coccia, astrofisico e rettore del Gran Sasso Science Institute guida il pubblico in viaggio tra Mappe di terra e mappe di cielo. 

Spingendosi ancora più indietro alla scoperta delle radici dell’umanità, l’archeologa Rebecca Wragg Sykes, Honorary Fellow della Scuola di Archeologia, Classica ed Egittologia dell'Università di Liverpool e il paleoantropologo Giorgio Manzi parlano di una una specie sottovalutata e poco conosciuta, nell’incontro Conoscere i Neanderthal. Spetta invece ad Albert Ammermann, professore di antropologia alla Colgate University e autore di ricerche fondamentali nel campo dell’archeologia ambientale nel Mediterraneo, e a Telmo Pievani, filosofo della scienza evoluzionista e grande amico del Festival, raccontare alcune tra le prime, grandi migrazioni in I Pionieri neolitici in Europa. 

Ritornano infine grandi scienziati già ospiti nelle edizioni passate del Festival e veri protagonisti della divulgazione della scienza come Amedeo Balbi, professore associato di astronomia e astrofisica presso il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, con la sua lectio Inseguendo un raggio di luce, Alfio Quarteroni, matematico, docente del Politecnico di Milano e l’École Polytechnique Fédérale di Losanna e fondatore e direttore del Mox, con gli Algoritmi per un nuovo mondo, Gabriele Ghisellini, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Astrofisica con E luce fu, Mario Livio, astrofisico e scrittore con il suo Galileo. Contro i nemici del pensiero scientifico e Luca Novelli, scrittore e disegnatore, giornalista e autore televisivo, che nella lectio Disegnare fa bene alla scienza svela l’importanza del disegno nella scienza e nel suo racconto. 

Il programma è nato dalle oltre 300 proposte arrivate da tutta l’Italia, in risposta al bando di idee lanciato dal Festival a gennaio 2021. La selezione dei progetti è stata realizzata dai 50 membri del consiglio scientifico del Festival costituito da scienziati, giornalisti scientifici e professionisti della comunicazione con il supporto del comitato di programmazione. Sono più di 350 gli animatori del Festival, tra studenti universitari e giovani ricercatori selezionati a partire da oltre 750 candidature provenienti da tutta l’Italia. Grazie al supporto di Camera di Commercio, a loro è affidato il compito di facilitare il pubblico di ogni fascia d’età a orientarsi all’interno delle ultimissime scoperte della scienza, imparando e divertendosi.

Il Festival della Scienza partecipa a Orientamenti 2021 anche con la realizzazione della nona edizione di Orientascienza, progetto che si propone di motivare e orientare gli studenti e le studentesse alle discipline scientifiche utilizzando il Festival come motore. Sono 81 gli studenti degli istituti superiori genovesi che affiancano gli animatori del Festival in formative e divertenti prime esperienze di lavoro.

Il Festival ha ricevuto anche quest'anno il sostegno della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea, che intende divulgare al grande pubblico l'importanza e i risultati ottenuti dall'Europa della ricerca.

I biglietti e le prenotazioni sono acquistabili online sul sito del Festival: www.festivalscienza.it e tramite il call center (tel. 010 8934340). È attiva nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale una biglietteria, ma si incoraggia il pubblico a privilegiare l’utilizzo dei servizi e-commerce online e telefonico. Questi i costi dei biglietti: giornaliero intero 13 euro, ridotto 11 euro, ridottissimo 9 euro, abbonamento standard intero 21 euro, ridotto 18 euro, ridottissimo 12 euro, premium (con prenotazioni gratuite per il titolare dell'abbonamento) 30 euro; i bambini fino ai 5 anni non pagano. Gli abbonamenti standard hanno validità per tutti i giorni e tutti gli eventi del Festival e includono anche la fruizione degli eventi in streaming. Per l’offerta online è disponibile l’abbonamento live streaming al costo di 10 euro. Sono presenti in programma alcuni eventi gratuiti. Il biglietto Scuola, riservato agli studenti che partecipano al progetto scuole (costo 9 euro), equivale a un abbonamento standard e consente quindi di fruire di tutto il Festival, sia in presenza sia online. La prenotazione (costo 0,50 euro) agli eventi in presenza è fortemente consigliata per il pubblico generico, mentre è obbligatoria (e gratuita) per le classi.  

I luoghi del Festival della Scienza 2021
Acquedotto Storico di Genova, Acquario di Genova, Biblioteca Berio, Biblioteca Universitaria di Genova, Castello d’Albertis, Galata Museo del Mare, Genova Blue District, Il Librificio del Borgo, Largo Sandro Pertini, MadLab 2.0, MOG-Mercato Orientale di Genova, Museo di Storia Naturale Giacomo Doria, Oratorio San Filippo Neri, Orto Botanico, Ospedale Galliera, Osservatorio Astronomico del Righi, Ostello Bello, Palazzo del Principe, Palazzo della Borsa, Società Ligure di Storia Patria, Palazzo Ducale, Palazzo Reale, Piazza delle Feste, Teatro della Tosse, Università di Genova, via Balbi 2 e via Balbi 5.

‘Rubens e i palazzi di Genova’, la mostra a Palazzo Ducale

Super User 19 Ottobre 2021 216 Visite

Palazzo Ducale di Genova ospiterà, dal 6 ottobre 2022 al 22 gennaio 2023, una straordinaria esposizione per raccontare la grandezza del massimo pittore barocco di sempre Peter Paul Rubens e il suo rapporto con la città.

La mostra è prodotta dal Comune di Genova con Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura ed Electa, e nasce in occasione del quarto centenario della pubblicazione ad Anversa del celebre volume di Pietro Paolo Rubens, Palazzi di Genova (1622).

La curatela è di Nils Büttner, docente della Staatliche Akademie der Bildenden Künste Stuttgart nonché nuovo Chairman del Centrum Rubenianum di Anversa, e di Anna Orlando, independent scholar genovese, co-curatrice della mostra L’Età di Rubens tenutasi a Palazzo Ducale nel 2004.

Rubens soggiornò in diverse occasioni a Genova tra il 1600 e il 1607, visitandola anche al seguito del Duca di Mantova, Vincenzo I Gonzaga, presso cui ricopriva il ruolo di pittore di corte. Ebbe così modo di intrattenere rapporti diretti e in alcuni casi molto stretti con i più ricchi e influenti aristocratici dell’oligarchia cittadina.

In mostra sono presentate oltre 150 opere, tra le quali hanno il ruolo di protagonisti circa venti Rubens provenienti da musei e collezioni europee e italiane, che si sommano a quelli presenti in città.

A partire da questo nucleo rubensiano, il racconto di quello che fu il contesto culturale e artistico della città nell’epoca del suo maggiore splendore viene completato attraverso i dipinti degli autori che Rubens per certo vide e studiò (Tintoretto e Luca Cambiaso); che incontrò in Italia e in particolare a Genova durante il suo soggiorno (Frans Pourbus il Giovane, Sofonisba Anguissola e Bernardo Castello), o con cui collaborò (Jan Wildens e Frans Snyders).

Disegni, incisioni, arazzi, arredi, volumi antichi, perfino abiti, accessori femminili e gioielli consentono di celebrare la grandiosità di una capitale artistica visitata da uno dei maggiori artisti di tutti i tempi e confermano quell’appellativo di Superba che fu dato a Genova.

Con Rubens e attraverso ciò che vide e conobbe, con testimoni d’eccezione quali sono le opere d’arte e grazie a un allestimento suggestivo e coinvolgente, viene raccontata la storia della Repubblica di Genova all’apice della sua potenza quando, all’inizio del Seicento, conobbe un periodo di singolare vivacità non soltanto economica e finanziaria, ma anche culturale e artistica.

Tra le opere che tornano a Genova, città per cui il genio barocco le creò eseguendole per i più ricchi tra i genovesi di allora, si possono menzionare il Ritratto di Dama del Faringdon Collection Trust, eccezionalmente staccata dalle pareti della meravigliosa dimora di Buscot Park nell’Oxfordshire in Inghilterra: una dama finora senza nome, che grazie agli studi in preparazione della mostra è ora riconoscibile nella genovese Violante Maria Spinola Serra.

Tra gli altri “ritorni a casa”, anche il San Sebastiano di collezione privata europea recentemente ritrovato, già parte della collezione di Carlo Filippo Antonio Spinola marchese de Los Balbases.

È inoltre esposto per la prima vota in Italia il giovanile Autoritratto, con un Rubens all’incirca ventisettenne, che un collezionista privato ha offerto come prestito a lungo termine alla Rubenshuis di Anversa e che eccezionalmente torna nel Paese dove fu eseguito, intorno al 1604.

Alla base del progetto vi è un lungo percorso di studi e approfondimenti scientifici da parte dei curatori, nonché il supporto di un prestigioso comitato scientifico onorario internazionale, composto dai massimi conoscitori della materia. Oltre a loro, un consistente numero di studiosi di diversi Paesi e istituzioni partecipa con specifici contributi in catalogo (edito da Electa).

La mostra gode della collaborazione della Città di Anversa e del Centrum Rubenianum di Anversa, del Consolato Onorario del Belgio a Genova e di Camera di Commercio di Genova. Il Comune sta lavorando ad attivare altre partnership istituzionali con altri enti e città italiani ed europei.

L’appuntamento espositivo di Palazzo Ducale è l’occasione per attivare una rete culturale di grande rilievo, dal titolo Rubens 22. A Network ideato e curato da Anna Orlando. All’insegna di Rubens e del suo speciale rapporto con la città sono coinvolte oltre 25 realtà pubbliche e private, dai Musei di Strada Nuova al Museo Diocesano, dall’Accademia Ligustica di Belle Arti a Palazzo della Meridiana, dall’Università degli Studi di Genova alla Fondazione Teatro Carlo Felice e al Conservatorio Nicolò Paganini, insieme all’Arcidiocesi e a molti altri. Si tratta di una fitta rete di collaborazioni, focus conoscitivi, appuntamenti culturali, aperture straordinarie, eventi collaterali e ulteriori progetti espositivi.

In città, inoltre, il visitatore potrà seguire un vero e proprio itinerario rubensiano alla scoperta dei capolavori nelle loro sedi permanenti, come le due pale d’altare della Chiesa del Gesù – La Circoncisione del 1605 e I miracoli del beato Ignazio di Loyola del 1621 - a pochi passi da Palazzo Ducale, tuttora collocate sugli altari d’origine. E ancora, lo spettacolare Ritratto di Gio. Carlo Doria a cavallo della Galleria Nazionale della Liguria a Palazzo Spinola, uno delle più monumentali effigi celebrative dell’Età Barocca. L’itinerario in città sarà segnalato con veri e propri focus, a completamento del racconto narrato dalla mostra di Palazzo Ducale e toccherà anche i palazzi cinquecenteschi che Rubens certamente visitò, entrando in contatto diretto con i proprietari e riproducendoli poi nel suo celebre libro nelle due edizioni del 1622 e 1652, entrambe esposte in originale in mostra.

Nel quadro delle iniziative cittadine si segnala, nel giugno del 2023, la finale di Ocean Race, il maggior evento velistico internazionale che prenderà avvio da Alicante nel 2022. La città si prepara a questo importante appuntamento con una serie di eventi che presentano Genova al mondo. Rubens e i Palazzi di Genova e il progetto Rubens 22. A Network fanno parte del programma culturale di Ocean Race a Genova. 

#GenovaRubens è l’hashtag attraverso il quale è possibile promuovere la mostra e rendere “riconoscibile” l’iniziativa sui social

«La mostra Rubens e i palazzi di Genova va a incrementare l'offerta culturale di alto livello della nostra città, in un contenitore esclusivo come Palazzo Ducale – spiega il sindaco di Genova Marco Bucci –. La collezione presentata ci restituisce la visione di una città Superba, nel periodo del suo massimo sviluppo. Sta a noi moderni spettatori imparare da quelle immagini, comprendere la storia, farci conquistare da quelle atmosfere e trasportare quella stessa vivacità culturale ed economica nella Genova odierna. La mostra sarà un importante tassello di uno straordinario mosaico di offerta culturale che Genova sta preparando in vista del 2022, augurandoci che il prossimo sia un anno senza più limitazioni dovute alla pandemia». 

«Dopo un periodo molto difficile e doloroso – afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti - ci stiamo finalmente lasciando alle spalle l’emergenza sanitaria, grazie alla grande adesione dei cittadini alla campagna vaccinale contro il Covid. La presentazione di questa straordinaria mostra, che Palazzo Ducale ospiterà tra meno di un anno, è un segnale tangibile della ripartenza: oggi infatti possiamo guardare con fiducia al futuro, alle sfide e alle grandi opportunità che abbiamo davanti. In questa direzione la Liguria e Genova stanno dimostrando grande vitalità, energia e voglia di tornare a far vivere anche i nostri teatri, musei e luoghi di cultura, finalmente riaperti al 100%». 

«Palazzo Ducale crede non tanto nelle “grandi mostre” quanto nelle “mostre grandi” – sottolinea il presidente di Fondazione per la Cultura Luca Bizzarri – che non siano, cioè, limitate a un singolo luogo o a una singola disciplina, ma si amplino verso la città, la regione, il singolo visitatore. È quindi fonte di grande soddisfazione annunciare che il 2022 sarà per Palazzo Ducale un anno di “mostre grandi” fondate sulla rete tra studiosi, istituzioni, tecnici, amministrazioni e privati, all’insegna dei contenuti e della qualità. La mostra di Rubens è un caso esemplare: non solo offre un percorso straordinariamente completo e articolato, ma permette di aprire molteplici finestre di narrazione e accessibilità, da sempre punto di forza di Palazzo Ducale; che non mancherà di proporre un programma di eventi – laboratori didattici, conferenze, convegni, presentazioni di volumi – che ci auguriamo possa rendere particolarmente vivo il panorama culturale della nostra città».

«Vogliamo raccontare una storia d’amore – afferma la curatrice Anna Orlando - quella di Rubens e del Duca di Mantova per una città che all’inizio del Seicento è meravigliosa e sorprendente, vera e propria capitale d’Europa dal punto di vista non solo finanziario e commerciale, ma anche artistico. Sappiamo che il Duca s’innamorò delle donne di Genova, considerate di una bellezza ed eleganza rara, e delle amenità di spiagge, ville e giardini affacciati sul mare. Il pittore rimase colpito dai capolavori di chiese e dimore private e dai palazzi, tanto da proporli come nuovo modello abitativo per gli altri Paesi del Vecchio Continente. Per questo non presentiamo solo una mostra, ma sveliamo ai visitatori alcune meraviglie conservatesi per secoli della nostra città».

‘Incanti Russi’, all’Albergo dei Poveri la mostra dell’Accademia di Belle Arti di Mosca

Super User 18 Ottobre 2021 307 Visite

E’ stata presentata oggi nella Sala Trasparenza di Regione Liguria ‘Incanti Russi’, mostra dedicata a giovani autori dell’Accademia Glazunov di Belle Arti di Mosca e organizzata con il patrocinio del Consolato Russo, di Regione Liguria e del Comune di Genova.

Dal 22 ottobre al 4 dicembre nella cornice dell’Albergo dei Poveri, negli spazi recentemente ristrutturati grazie alle sovvenzioni di Regione Liguria e ASP Emanuele Brignole, sarà possibile apprezzare una collezione di ben 23 dipinti realizzati nell’arco di un ventennio (dal 1999 al 2019) dagli studenti dei corsi dell’accademia di Il’jà Glazunov, artista sovietico che tanto si è adoperato per riportare la scuola d’Arte di Mosca agli antichi fasti dell’Ottocento e dei primi anni Venti del Novecento.

"Questa è un'importante iniziativa di scambio culturale in senso pieno - dichiara l'assessore alla Cultura Ilaria Cavo - Ringrazio la console generale della Federazione Russa per questi percorsi comuni che stiamo facendo nel mondo della cultura. E' già capitato con il teatro ed è bello poter presentare un evento importante legato all'arte e legato ad una struttura come quella dell'Albergo dei Poveri che torna ad aprirsi. Questa mostra ci aiuta a comprendere il grande valore culturale di questo luogo".

“E’ una mostra che fa ripartire l’Albergo dei Poveri anche dal punto di vista turistico – afferma l’assessore allo Sviluppo Economico Turistico del Comune di Genova Laura Gaggero - Noi siamo molto legati alla Russia, stiamo lavorando per far ripartire i flussi turistici dopo la pandemia e per riportare l’attenzione del pubblico russo su Genova. Eventi come questo portano in questa direzione”.

"Noi abbiamo capito che qua a Genova c'è un grandissimo interesse verso la cultura, la storia, le tradizioni della Federazione Russa – afferma il Console Generale Federazione Russa Maria Vedrinskaja - Non appena ci è stato proposto un evento culturale abbiamo pensato a Genova e abbiamo trovato questa bellissima location. Questa mostra consentirà di approfondire il rapporto storico tra la Russia e Genova".

"E' la prima grande importante occasione di apertura al pubblico dopo anni di chiusura e restauro - sottolinea il Sovrintendente dell'Albergo dei Poveri Annamaria De Marini -E' una mostra internazionale in collaborazione con il consolato, ha un sapore particolare, quello di aprirci a Genova e al mondo. Con la mostra di oggi si apre un capitolo importante, anche le mostre devono far parte del nostro futuro. Importante il sostegno della Regione e del Comune".

"E' un nuovo inizio dopo la pandemia - sottolinea il Commissario straordinario Azienda Pubblica Servizi alla Persona Emanuele Brignole Marco Sinesi - rilanciamo questa pregevole struttura che deve essere sempre più a disposizione della città grazie anche a grandi interventi dal restauro dell'Oratorio degli uomini al restauro di Valletta Carbonara".

La mostra, a ingresso libero, sarà aperta al pubblico da venerdì 22 ottobre a sabato 4 dicembre solo su prenotazione al numero telefonico 328-8603901

Necessario green pass.

“Premio Paganini”, 24 giovani violinisti parteciperanno alla 56ª edizione

Super User 16 Ottobre 2021 232 Visite

Sono ventiquattro i giovani concorrenti che parteciperanno al 56° Concorso Internazionale di Violino “Premio Paganini”, guidato dalla direzione artistica del Maestro Giuseppe Acquaviva e ospitato a Palazzo Tursi e al Teatro Carlo Felice dal 15 al 24 ottobre. 

Ieri mattina, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, si è svolto l’appello dei musicisti che, a partire da sabato 16 ottobre, parteciperanno alle prove eliminatorie. Uno dei 25 che avevano annunciato la propria partecipazione non si è presentato.

La preselezione è stata effettuata su più di cento candidature prevenute alla segreteria del Premio.

Il Premio, diventato a cadenza triennale, è una delle più importanti competizioni violinistiche mondiali. Fu fondato nel 1954 con l’obiettivo di scoprire giovani talenti e nel tempo ha laureato artisti importanti fra cui Salvatore Accardo, Gérard Poulet, Gidon Kremer, Leonidas Kavakos e Sayaka Shoji. Ad aggiudicarsi l’edizione 2018 è stato lo statunitense Kevin Zhu.

Genova con questo concorso conferma il suo ruolo di “Città della musica" e celebra uno tra i suoi figli più illustri, da sempre considerato uno dei maggiori innovatori della tecnica violinistica: Niccolò Paganini che qui nacque nel 1782 e che alla Superba lasciò in eredità il celebre “Cannone”, strumento costruito a Cremona nel 1743 e conservato a Palazzo Tursi nei Musei di Strada Nuova.

«Il “Premio Paganini” – commenta Barbara Grosso, assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova – è tra i più prestigiosi concorsi musicali a livello internazionale e rappresenta un’eccellenza della nostra città. L’amministrazione comunale è impegnata a valorizzarlo sempre di più inserendolo in una serie di iniziative che hanno al centro la promozione della figura di Niccolò Paganini come vero e proprio “ambasciatore” nel mondo, simbolo della nostra cultura e della nostra arte. A nome del Comune di Genova accolgo con un caloroso benvenuto tutti i ragazzi e le ragazze che parteciperanno a questa importante competizione. Essere arrivati a disputare le fasi finali è indice del loro valore e della loro passione». 

Il comitato del Premio Paganini, presieduto da Barbara Grosso, delegata del sindaco di Genova e assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova, oltre che dal Comune di Genova è composto da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Teatro Carlo Felice, Giovane Orchestra Genovese e dal Conservatorio Musicale Niccolò Paganini.

Presidente della Giuria è Sergei Krylov, musicista e direttore d’orchestra. I giurati sono: Pietro Borgonovo, direttore Artistico della Giovine Orchestra Genovese; Pierangelo Conte, diirettore artistico della Fondazione Teatro Carlo Felice; Francesca Dego, violinista; Stephanie Gonley, leader della English  Chamber Orchestra e della Scottish Chamber Orchestra; Aiman Mussakhajayeva, violinista, Rettore dell'Università Nazionale delle Arti del Kazakistan; Chistoph Poppen, fondatore dell'Accademia Internazionale per la Musica, le Arti e la Scienza a Marvão in Portogallo; Jacob Soelberg, violinista e direttore d’orchestra; Pavel Vernikov, violinista, vincitore del Concorso Internazionale di Violino ARD di Monaco e il Gran Premio al Concorso Internazionale di Violino "Vittorio Gui" di Firenze.

 

I 24 VIOLINISTI CHE PARTECIPERANNO AL 56° PREMIO PAGANINI 

Andersen Crristopher Tun - Norvegia - 20.12.1991

Artygina Olga – Russia - 22.07.1991

Bahari Ava -    Svezia - 10.11.1996

Boschkor Lara – Germania - 01.10.1999

Chen Yige – Cina -     28.04.2000

Choi Jung Min - Corea del Sud - 10.05.1994

Chung Nurie - Corea del Sud - 06.02.2005

Devutskaia Sofia – Russia - 23.10.1998

Fedyk Nazar   - Ucraina - 30.03.1992

Gibboni Giuseppe – Italia - 16.05.2001

Ho Kingston - Stai Uniti - 27.05.2001

Llozi Laura – Albania - 28.12.1999

Luo Chaowen – Cina - 10.01.2001

Navasardyan Areg – Russia - 22.10.1999

Sibileva Arsenya – Russia - 31.05.2001

Staples Louisa - Regno Unito - 08.03.2000

Ting Belle - Canada   - 05.05.2000

Tso Jacqueline - Stati Uniti - 13.01.1997

Uno Yukiko – Giappone - 11.11.1995

Weng Quingzhu – Cina - 30.08.2001

Yakuro Hanae – Giappone - 07.06.2003

Yoshimoto Rino – Giappone - 26.02.2003

Yumi Arata -    Giappone - 01.02.1992

Zharova Galiya – Russia -     22.11.1991

 

PREMI

1° Premio “PREMIO PAGANINI”: € 30.000,00

2° Premio: € 20.000,00

3° Premio: € 10.000,00

Agli altri concorrenti finalisti verrà assegnata una somma pari ad € 1.500,00 ciascuno.

 Il vincitore del Premio Paganini sarà invitato a tenere un concerto a Genova, in questa circostanza, e potrà eseguire un brano con il Guarneri del Gesù (1743), denominato “il Cannone”, il violino che Niccolò Paganini donò a Genova, sua città natale.

 

CALENDARIO DELLE PROVE E PREZZI

Prove eliminatorie - Palazzo Tursi - Salone di Rappresentanza

Sabato 16 ottobre: dalle ore 14

Domenica 17 ottobre: dalle ore 9 alle ore 15

Ingresso libero, fino alla capienza consentita dalle norme vigenti

 

Prove Semifinali - Teatro Carlo Felice

Martedì 19 ottobre: dalle ore 14 alle ore 19

Mercoledì 20 ottobre: dalle ore 9 alle 15

Pianisti accompagnatori: Dario Bonuccelli, Clarissa Carafa e Valentina Messa

Ingresso libero

 

Prove Finali - Teatro Carlo Felice

Sabato 23 ottobre: dalle ore 15.30

Domenica 24 ottobre: dalle ore 15.00

Orchestra del Teatro Carlo Felice. Direttore Sergej Krilov

 

Biglietti

posto unico intero: 10 euro

abbonamento per le due finali: 15 euro

under 30: 5 euro

 

Informazioni: www.premiopaganini.it

 

 

Intervista a Marcello Veneziani, a Genova per presentare il suo nuovo libro - video

Super User 11 Ottobre 2021 370 Visite

Marcello Veneziani, giornalista, scrittore e filosofo vicino alla destra, ha presentato il suo nuovo libro a Genova.

La presentazione, che si è svolta sabato scorso allo StarHotel Presidente, è stata organizzata dal coordinatore regionale Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia, Giuseppe Murolo, e fa parte di un ciclo dal titolo “Incontri d’Autore”. 

Tra gli ospiti anche il commissario cittadino del partito guidato da Giorgia Meloni, l’avvocato Antonio Oppicelli, che ha saluto l’autore e il pubblico.

Vittorio Sirianni ha intervistato Marcello Veneziani, Giuseppe Murolo e Antonio Oppicelli.

Rolli Days di autunno, Genova torna Superba: oltre 41mila visitatori nei palazzi storici

Super User 11 Ottobre 2021 264 Visite

Grande successo per l’edizione autunnale dei Rolli Days, che ha aperto oltre 30 location tra palazzi, ville e siti monumentali trasportando i visitatori nell’atmosfera del secolo dei genovesi, quando Genova era la Superba.

Sono state ben 41.636 le presenze, di genovesi e turisti (questi ultimi, il 44 per cento del totale) che, su prenotazione e in piena sicurezza, tra venerdì 8 e domenica 10 ottobre hanno visitato i palazzi nobiliari aperti, hanno partecipato agli eventi collaterali e alle visite guidate, comprese quelle riservate alle persone con disabilità.

Un ottimo risultato, che conferma l’evento Rolli Days come una vera e propria peculiarità di Genova, una formula che richiama visitatori da tutta Italia e che è sempre più apprezzata dai giovani: il 46 per cento ha meno di 36 anni) e il 17 per cento è nella fascia tra i 18 e i 24 anni.

«È sempre una grandissima soddisfazione vedere Genova animata e vivace e, soprattutto, desiderosa di riappropriarsi della sua storia e di respirarne la bellezza. Oggi possiamo finalmente dire che gli antichi palazzi nobiliari hanno assunto un ruolo di ‘ambasciatori di Genova’, in Italia e all’estero - ha commentato l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso - Grazie a un lavoro di squadra ormai consolidato, anche questa edizione dei Rolli Days ha funzionato in maniera eccellente e nel pieno rispetto delle normative anti Covid».

Grande successo anche sul web: su Google e sui canali social del Comune, i Rolli Days hanno ottenuto una copertura di 10.061.027 visualizzazioni (+ 7.000.000 rispetto all’edizione di maggio scorso) tra Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e Lazio.

I clic alle pagine di evento sul sito www.Visitgenoa.it sono stati 132.177, mentre le impression erogate sono state 25.374.618 e i views dei video promozionali hanno raggiunto quota 594.222. Il pubblico femminile ha raggiunto il 65 per cento, quello maschile si è attestato sul 35 per cento.

Le visualizzazioni delle pagine Rolli Days su www.Visitgenoa.it sono state 180.280, da Genova (30,62 per cento), Milano (12,76 per cento), Torino (3,89 per cento), Roma (2,80 per cento), Pisa (2,31 per cento).

Per Genova un ottobre nel nome di Paganini, il primo divo rock della storia della musica

Super User 01 Ottobre 2021 325 Visite

Sarà all’insegna di Niccolò Paganini il prossimo mese di ottobre a Genova.

Paganini è stato il primo divo rock della storia della musica, capace di entusiasmare le folle di tutta Europa con il suo virtuosismo e la personalità travolgente ed è stato anche il primo musicista davvero europeista: il suo estenuante tour, durato sei anni, lo ha portato a esibirsi in centinaia di città fra Germania, Austria, Polonia, Paesi Bassi, Francia, Inghilterra, Irlanda e Scozia, inaugurando un rapporto con il pubblico che avrebbe poi ereditato Franz Liszt in pieno romanticismo.

Genova, dunque, sua città natale, proporrà ai suoi cittadini e ai tanti turisti, dal 4 al 28 ottobre, un fitto carnet di appuntamenti quanto mai variegati e adatti a tutti i gusti. Un insieme di proposte nato dall’idea di dar vita a un “sistema Paganini”, in grado di coordinare e raccogliere le diverse iniziative, per costituire un unico ampio e strutturato cartellone dalla forte valenza turistica e culturale.

Il Paganini Genova Festival, giunto alla sua quinta edizione, è organizzato dall’Associazione Amici di Paganini con la Regione Liguria, il Comune di Genova, la Fondazione Teatro Carlo Felice, il Conservatorio “N. Paganini” di Genova e la Fondazione Hruby.

Il cartellone (premiato quest’anno dal Ministero della Cultura con l’inserimento nel FUS – Fondo Unico per lo spettacolo) risulta ricchissimo, fra concerti, conversazioni sulla musica ma anche sull’arte pittorica (la ritrattistica nell’Ottocento) e sulla gastronomia (come si mangiava a Genova all’epoca di Paganini?), presentazioni di libri, laboratori didattici, spettacoli, visite guidate, masterclass. Per la prima volta, inoltre, il Comune di Genova ha voluto organizzare il Premio Paganini, nato nel 1954 e assurto al massimo prestigio internazionale, all’interno del periodo del Festival: questo permetterà a genovesi e turisti di assistere alle prove aperte al pubblico, prima a Palazzo Tursi e poi al Teatro Carlo Felice.

Particolarmente importante, per questa edizione, è la scelta dei luoghi: dall’Oratorio di San Filippo a Palazzo Ducale, dalla chiesa di San Donato a Palazzo Tursi, gli spazi che ospitano appuntamenti disegnano una mappa della città che racconta la storia del genio del violino. Visitarli per ascoltare i concerti dei tanti ospiti del Festival, sarà come immergersi in un passato ancora vibrante nelle vie e nelle piazze che fanno parte della nostra quotidianità.

Presentato a Villa Croce il progetto “20x20 Eventi 2020”: oltre 150 opere in una scatola rossa

Super User 30 Settembre 2021 280 Visite

È stato presentato oggi dall’assessore comunale alle politiche culturali Barbara Grosso presso il Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce “20x20 EVENTI 2020”, un progetto voluto dall’associazione culturale Unimediamodern e “sposato” dal museo in occasione del “compleanno” dell’associazione.

Nell’ottobre 2020 infatti, Unimediamodern ha compiuto 50 anni e per celebrare questo anniversario la presidente Caterina Gualco ha chiesto ad alcuni artisti o ai loro eredi di regalare un lavoro su carta, misura cm. 20 x 20.

Ne è nata una collezione di più di 150 opere, destinate al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce che integra e completa la donazione dell’Archivio di Unimedia e UnimediaModern avvenuta lo scorso anno.

Proprio per questa occasione è stata realizzata una scatola di cm. 23 x 23 x 35, con i nomi di tutti gli autori elencati e con il titolo “20 x 20 Eventi 2020” sul coperchio.

Erano presenti, oltre all’assessore Grosso, la presidente dell’associazione Unimediamodern Caterina Gualco e Stefano Bigazzi, giornalista e uno degli artisti che ha donato la sua opera.

«Avevamo intenzione di organizzare lo scorso anno una vera e propria festa in occasione del compleanno dell’associazione Unimediamodern con la quale il museo di Villa Croce vanta un rapporto consolidato di collaborazione - ha sottolineato l’assessore Barbara Grosso - Il Covid purtroppo non ce lo ha consentito. Di qui la meravigliosa idea di Caterina Gualco, che ringrazio per la sua passione, per la competenza e per la generosità, di raccogliere un’opera di artisti con cui è o è stata in contatto, opera che poi sarebbe restata nel museo. Oggi siamo qui a “scartare” questo splendido regalo: più di 150 artisti, alcuni genovesi molti italiani e alcuni di fama internazionale – come Broutin, uno dei fondatori del movimento Fluxus – che hanno realizzato lavori che danno lustro al museo e certificano la sua vitalità nel panorama culturale non soltanto cittadino».

«Sono veramente felice – ha detto Caterina Gualco – di questa iniziativa che dà l’opportunità di introdurre nuovi artisti nelle collezioni di Villa Croce, un museo importante di questa città».

 

Elenco degli artisti:
Alan Bowman; Alberto Gallingani; Aldo Spinelli; Alessandra Gagliano Candela; Alison Knowles; Amina Gaia Abdelouahab; Andrea Contin; Angela Mambelli; Angela Passarello; Angelo Candiano; Angelo Pretolani; Ann Noël; Annalisa Pisoni Cimelli; Anne-Catherine Caron; Antonella Spalluto; Antonino Bove; Antonio Flamminio; Armando Riva; Armida Gandini; Beatrice Giannoni; Ben Patterson; Ben Vautier; Berty Skuber; Broutin; Brunetto De Batté; Calogero Barba; Carla Iacono; Carlo De Poli; Carlotta Cernigliaro; Carolina Cuneo; Charles Dreyfus; Chiara Veronica Natta; Cinzia Ambrosini; Claudia Zuriato; Clelia Belgrado; Connie Bellantonio; Cosino Cimino; Costarocosa; Daniela Carati; Daniele Crippa; Daniele Torriglia; Daniele Sergiampietri; David Lucchesi; Delio Gennai; Dionisio Gavagnin; Edda Gazzerro; Elena Chiesa; Elisa Cella; Emanuele Magri; Emanuele Piccardo; Enzo Minarelli; Eric Andersen; Ester Pasqualoni; Fabrizio Garghetti; Federico Piccari; Ferdinando Vicentini Orgnani; Fernando Andolcetti; Francesco Garbelli; François Poyet; Fried Rosenstock; Geoffrey Hendricks; Giacomo Bonino; Gioni David Parra; Giovanni Bignone; Giovanni Fassio; Giulia Vasta; Giuliano Galletta; Giuliano Menegon; Giuseppe Calandriello; Giuseppe Pellegrino; Guido Peruz; Henry Martin; Irina Gabiani; Isabella Puliafito; Jean-Paul Charles; Jessika Higgins; Limbania Fieschi; Lino Sivilli; Lorella Salvagni; Lorenzo Biggi; Lorenzo Gatti; Loretta Cappanera; Lory Ginedumont; Luc Fierens; Lucia Luce; Lucio Pozzi; Luigi Negro Barquez; Luigi Viola; Luisa Rognoni Apedistri; Lulu Lolo; Manuela Gandini; Marcello Frixione; Marco Cazzella; Marco Paladini; Maria Luisa Malerba; Maria Rebecca Ballestra; Mario Commone; Matteo Sanna; Maurizio Camerani; Maurizio Corona; Maurizio Duranti; Mauro Ghiglione; Mauro Manetti; Mauro Panichella; Mieko Shiomi; Milena Barberis; Nadia Nava; Nicola Di Caprio; Ornella Rovera; Paola Mongelli; Paola Zorzi; Patrizia Traverso; Pavel Schmidt; Philip Corner; Pierluigi Sesia; Pietro Millefiore; Pino De Luca; Raffaella Formenti; Renato Spagnoli; Roberta Toscano; Roberto Agus; Roberto Floreani; Roberto Rossini; Roland Sabatier; Sandra Chiesa; Sandro Ricaldone; Sean McCann; Sean Miller; Sergio Borrini; Sergio Muratore; Sergio Racanati; Silvestro Lodi; Silvio Wolf; Simon Evnine; Simonetta Fadda; Stefania Beretta; Stefano Bigazzi; Titti Boero; Tommaso Vassalle; Umberto Cornale; Valerio Anceschi; Vasco Ascolini; Viana Conti; Virginia Monteverde; Vittore Barone; Vittoria Gualco; Viviana Buttarelli; Viviana Milan; Walter Di Giusto.

Genova, le opere di Gaetano Pesce colorano tre piazze

Super User 22 Settembre 2021 367 Visite

Si chiamano ‘Up di stracci gigante’, ‘Sedia portaritratti’ e ‘Maestà tradita’, le tre gigantesche opere di Gaetano Pesce installate in altrettante piazze del centro cittadino e che costituiscono la parte open della mostra dell’artista In ricordo di un amico, che inaugura domani a Villa Croce.

Le tre installazioni, delle quali segue didascalia, sono state presentate questa mattina dall’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso e dal Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.

«In ricordo di un amico è una personale di uno dei principali artisti contemporanei e si articola in due settori. Oltre a queste opere monumentali in esterno, inauguriamo un allestimento al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, dove tra l’altro è stata installata un’altra opera gigante inedita, realizzata nel periodo del lockdown e che Gaetano Pesce ha deciso di esporre per la prima volta, in onore della Liguria e dell’amico Germano Celant, un altro grande personaggio della cultura contemporanea, recentemente scomparso» ha spiegato l’assessore Barbara Grosso.

«Una mostra che celebra un grande ligure, un protagonista dell’arte e del design italiano nel mondo, e che, allo stesso tempo, conferma la centralità e la vitalità culturale di Genova – ha commentato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – una città che sta dimostrando di essere protagonista, di essere capace di cogliere lo slancio e le opportunità della ripartenza, dopo i mesi più difficili della pandemia. Allo stesso tempo questa esposizione, capace di aprirsi alla città e coinvolgere il pubblico, di stupire e porre domande, come solo la grande arte sa fare, vuole ricordare un altro grande ligure come Germano Celant, un critico d’arte di primissimo piano, scomparso proprio a causa del Covid, nella primissima fase della pandemia». 

UP DI STRACCI GIGANTE (2016) è esposta in piazza De Ferrari ed è una versione fuori scala della celebre UP5&6. Un’altra versione, di dimensioni più ridotte, è esposta al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce nella mostra di Gaetano Pesce. In ricordo di un amico.
La UP5 e il pouf Up6, nati nel 1969 dalla collaborazione con l’azienda C&B (ora B&B Italia) sono gli oggetti più iconici creati da Gaetano Pesce, vero manifesto del design radicale e del made in Italy degli anni ’60-‘70.
Le due sedute fanno parte della serie cult UP, costituita da sette diversi modelli di poltrone in schiuma poliuretanica, materiale leggero e modificabile. 

SEDIA PORTARITRATTI (2017) è esposta in piazza Matteotti. Secondo Gaetano Pesce, il design deve essere uno strumento di denuncia che interviene sulla società. Sedia Portaritratti è una delle opere che trattano il tema dell’uguaglianza e della valorizzazione delle differenze. L’installazione è un omaggio alla diversità, uno dei punti cardini della ricerca di Pesce, per cui la unicità, “l’errore” è fonte di arricchimento. Una sfida e una rivolta contro la standardizzazione e la globalizzazione perché “Gli uguali non comunicano, invece lo fanno i diversi” 

MAESTÀ TRADITA (2016) è esposta in piazza Fontane Marose. La grande installazione, che si ispira alle grandi pale delle Madonne in trono della tradizione artistica italiana, intende essere “un monumento alla ‘liberazione’ femminile e del femminile, testo di accusa e manifesto di una nuova civiltà, condanna per un mondo maschile che continua a tradire, offendere e violentare la sacralità del corpo femminile, costringendo la donna a sopportare esperienze di mercificazione, manipolazione ed emarginazione insopportabile”.
Vediamo infatti una figura avvolta in un pesante mantello che siede su un trono. A fianco una sfera metallica è legata alla caviglia sinistra della donna. La sfera ricorda il pouf della seduta Up, che si può ammirare, in versione ricoperta di stracci, in piazza De Ferrari.

L'assessora Barbara Grosso e il presidente Giovanni Toti in piazza Matteotti

L'opera in piazza Fontane Marose

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