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Cultura

Genova, le opere di Gaetano Pesce colorano tre piazze

Super User 22 Settembre 2021 56 Visite

Si chiamano ‘Up di stracci gigante’, ‘Sedia portaritratti’ e ‘Maestà tradita’, le tre gigantesche opere di Gaetano Pesce installate in altrettante piazze del centro cittadino e che costituiscono la parte open della mostra dell’artista In ricordo di un amico, che inaugura domani a Villa Croce.

Le tre installazioni, delle quali segue didascalia, sono state presentate questa mattina dall’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso e dal Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.

«In ricordo di un amico è una personale di uno dei principali artisti contemporanei e si articola in due settori. Oltre a queste opere monumentali in esterno, inauguriamo un allestimento al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, dove tra l’altro è stata installata un’altra opera gigante inedita, realizzata nel periodo del lockdown e che Gaetano Pesce ha deciso di esporre per la prima volta, in onore della Liguria e dell’amico Germano Celant, un altro grande personaggio della cultura contemporanea, recentemente scomparso» ha spiegato l’assessore Barbara Grosso.

«Una mostra che celebra un grande ligure, un protagonista dell’arte e del design italiano nel mondo, e che, allo stesso tempo, conferma la centralità e la vitalità culturale di Genova – ha commentato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – una città che sta dimostrando di essere protagonista, di essere capace di cogliere lo slancio e le opportunità della ripartenza, dopo i mesi più difficili della pandemia. Allo stesso tempo questa esposizione, capace di aprirsi alla città e coinvolgere il pubblico, di stupire e porre domande, come solo la grande arte sa fare, vuole ricordare un altro grande ligure come Germano Celant, un critico d’arte di primissimo piano, scomparso proprio a causa del Covid, nella primissima fase della pandemia». 

UP DI STRACCI GIGANTE (2016) è esposta in piazza De Ferrari ed è una versione fuori scala della celebre UP5&6. Un’altra versione, di dimensioni più ridotte, è esposta al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce nella mostra di Gaetano Pesce. In ricordo di un amico.
La UP5 e il pouf Up6, nati nel 1969 dalla collaborazione con l’azienda C&B (ora B&B Italia) sono gli oggetti più iconici creati da Gaetano Pesce, vero manifesto del design radicale e del made in Italy degli anni ’60-‘70.
Le due sedute fanno parte della serie cult UP, costituita da sette diversi modelli di poltrone in schiuma poliuretanica, materiale leggero e modificabile. 

SEDIA PORTARITRATTI (2017) è esposta in piazza Matteotti. Secondo Gaetano Pesce, il design deve essere uno strumento di denuncia che interviene sulla società. Sedia Portaritratti è una delle opere che trattano il tema dell’uguaglianza e della valorizzazione delle differenze. L’installazione è un omaggio alla diversità, uno dei punti cardini della ricerca di Pesce, per cui la unicità, “l’errore” è fonte di arricchimento. Una sfida e una rivolta contro la standardizzazione e la globalizzazione perché “Gli uguali non comunicano, invece lo fanno i diversi” 

MAESTÀ TRADITA (2016) è esposta in piazza Fontane Marose. La grande installazione, che si ispira alle grandi pale delle Madonne in trono della tradizione artistica italiana, intende essere “un monumento alla ‘liberazione’ femminile e del femminile, testo di accusa e manifesto di una nuova civiltà, condanna per un mondo maschile che continua a tradire, offendere e violentare la sacralità del corpo femminile, costringendo la donna a sopportare esperienze di mercificazione, manipolazione ed emarginazione insopportabile”.
Vediamo infatti una figura avvolta in un pesante mantello che siede su un trono. A fianco una sfera metallica è legata alla caviglia sinistra della donna. La sfera ricorda il pouf della seduta Up, che si può ammirare, in versione ricoperta di stracci, in piazza De Ferrari.

L'assessora Barbara Grosso e il presidente Giovanni Toti in piazza Matteotti

L'opera in piazza Fontane Marose

Le donne di ArteJeans

Super User 01 Settembre 2021 439 Visite

Ormai le chiamano tutti le ‘regine dell’ArteJeans’. Sono tre donne che hanno fatto esplodere una ‘perla d’arte’ nel grande scenario di ‘Genova Jeans’, la rassegna firmata da Manuela Arata.

Il loro regno si chiama Metelino, un grande spazio ristrutturato ad arte grazie alla sensibilità sia del sindaco Bucci sia dell’assessore alla Cultura Barbara Grosso, altra donna di lusso.

Eccole le ‘regine del Metelino’: Francesca Centurione Scotto Boschieri, ambasciatrice di Genova nel mondo e referente di progetti culturali internazionali. Poi Ursula Casamonti di ‘Tornabuoni Arte’, una delle più importanti galleriste italiane: bellezza, unita a simpatia e intelligenza creativa. Al loro fianco altre donne, come Paola Boschieri (ma chi dice che le donne non abbiano potere?).

Ursula e Francesca, sempre in giro per il mondo, hanno fondato l’associazione senza fine di lucro ‘ArteJeans’ con sede a Londra - che ora opera anche a Firenze, dove Ursula è ‘signora’ assoluta - per promuovere il telo jeans in maniera artistica.

E così queste due manager dell’arte hanno contattato Bucci e Grosso, oltreché ovviamente Manuela Arata, ed ecco apparire una delle mostre più suggestive, affascinanti, di arte contemporanea con il filo conduttore che si chiama jeans.

Entrate al Metelino e vedrete 35 opere di 24 artisti che si sono cimentati per creare una collezione permanente di opere su tela jeans da donare a Genova.

“E’ importante sottolineare - dicono Ursula e Francesca - che questi autori hanno donato, ripetiamo donato gratuitamente, le loro opere. Il nostro progetto è infatti staccato nettamente dal grande scenario di ‘Genova Jeans’. Vuole essere un’occasione per suggerire a Genova la possibilità di un grande museo del jeans e portarlo in giro per il mondo grazie all’ambasciatrice Francesca e alla gallerista massima Ursula.

“Il museo di oggi - annota Ursula Casamonti - non è osmotico, il luogo è solo un approdo e se sarà il Martelino l’amministrazione comunale avrà di che vantarsene. Ci vogliono spazi nuovi e grandi per l’arte, da vivere per i giovani e bisogna credere fino in fondo che l’arte contemporanea sia in grado di cambiare intere città”.

Un bel messaggio lanciato da una splendida creatura fiorentina che crede fermamente nella bellezza e nella modernità dell’arte.

Trattandosi di un progetto nato e cresciuto grazie alla sensibilità di sole donne, da Ursula a Francesca, da Paola al comitato critico formato da sole donne, pensiamo che visto che il nostro assessorato è diretto da una altrettanto splendida creatura, Barbara Grosso, questa ‘ArteJeans’ avrà vita lunga, attraverso il mondo.

Vittorio Sirianni

Da sinistra: Luciano Caprile, Carolina Latour, Ursula Casamonti, Barbara Grosso, Francesca Centurione Scotto Boschieri e Manuela Arata.

Ursula Casamonti, Vittorio Sirianni e Francesca Centurione Scotto Boschieri

Paola Boschieri, Ursula Casamonti, Vittorio Sirianni e Francesca Centurione Scotto Boschieri

Attivo il sito di Genova Jeans con il programma di tutti gli eventi

Super User 21 Agosto 2021 503 Visite

Con qualche ora di ritardo rispetto al primo countdown apparso sullo stesso sito, è attivo il portale di Genova Jeans, la manifestazione promossa dal Comune di Genova in partnership con Diesel, Candiani e ArteJeans che avrà luogo dal 2 al 6 settembre nel centro storico e in diversi contenitori culturali.

Il portale www.genovajeans.it permette di scoprire le principali novità dell’evento genovese, scaricare il programma, prenotare e acquistare i biglietti per mostre e conferenze.

In homepage, l’anteprima mondiale del documentario musicale con Jack Savoretti e Rodrigo D’Erasmo per omaggiare Genova e i 500 anni della sua storia, della sua musica e del jeans.

A Calvari il Dante migrante e le storie alimentari dei fontanini d’America

Super User 20 Agosto 2021 264 Visite

Primo appuntamento, sabato 21 agosto, alle 19, nei giardini del Lascito Cuneo, a Calvari, con la rassegna #Dantemigrante, promossa dal Comune di San Colombano Certenoli nell’ambito di Expo Fontanabuona Tigullio Smart 20121. Un evento tra musica, letture e cibo di una comunità fontanina.

San Colombano Certenoli, con diversi appuntamenti, per i 700 anni dalla morte, ricorda Dante costretto a lasciare Firenze, dove non tornerà più come i tanti sancolombanesi emigrati nelle Americhe.

San Colombano fa parte dei piccoli centri italiani che ospitano opere dedicate a Dante Alighieri con i leggii in località Scaruglia, al centro del ponte dedicato a Dante Alighieri, sul torrente Lavagna, la “Fiumana Bella”, citata dal Sommo Poeta nel XIX Canto del Purgatorio.

Il borgo della Fontanabuona è particolarmente legato anche alla città di Ravenna dove riposano le spoglie di Dante Alighieri. Negli Antichi Chiostri Francescani, accanto alla Tomba di Dante, è conservata una lastra donata alla città di Ravenna in occasione dell’inaugurazione del Ponte Scaruglia, nel 1981.

A partire dalle 19, nei giardini del Lascito Cuneo, a Calvari, sabato si parlerà dell’importanza del cibo delle comunità dei nostri emigranti a New York, San Francisco e in altre città, cibo che lontano da casa cercava di ricordare, spesso a fatica, la famiglia e le abitudini di una volta.

La tavola degli emigranti sarà l’occasione per ricordare Elsie Garaventa, la mamma di Vivian Cardia, rappresentante dei “Liguri nel Mondo” di New York. 

Nell’ottobre di due anni fa Vivian Cardia venne a San Colombano Certenoli accompagnata dai cugini chiavaresi e fece una donazione di settemila dollari che ha consentito di recuperare il sentiero che conduce al masso di Cichero, favorendo non poco lo sviluppo delle ricerche da parte degli studiosi.

La famiglia di Elsie Cardia, originaria di Rossi di Lumarzo, come Natalina Garaventa, mamma di Frank Sinatra, acquisì il ristorante Beatrice Inn nell’West Village nel 1955. Lo gestì per 50 anni, una storia leggendaria. 

Beatrice Inn diventò un ritrovo di famosi musicisti, istituzioni, scrittori, attori e registi fra i quali Woody Allen che nel ristorante di Elsie girò alcune scene del film “Another Woman” con Mia Farrow.

Introdotta dal sindaco di San Colombano Certenoli Carla Casella, la serata sarà condotta da Mauro Boccaccio, con Maura Ferrari.

L’ingresso al Lascito Cuneo è libero, nel rispetto delle norme sanitarie anti-Covid.

Un libro per i bimbi dell’asilo e della 1° classe elementare

Super User 06 Agosto 2021 179 Visite

Paola Signorini, genovese, pittrice ed illustratrice, ha dato alle stampe uno splendido fascicolo dedicato ai bimbi più piccoli, quelli dell’asilo e della 1° classe elementare.

Nel “Fantastico mondo di Dino & Magorilla” racconta le avventure di tanti piccoli amici, tra cui un serpente ed un gorilla.

“L’idea è partita dalla mia famiglia -spiega l’autrice- provare a creare qualcosa dedicato ai bambini, vista anche la mia passione per il disegno e la pittura. Così abbiamo pensato di inventare questa storiella, e devo dire che i miei due figli sono stati fonte di ispirazione, visto che a loro piace il mondo della magia”.

Il libro sarà da mercoledì 4 agosto in tutte le edicole (costo contenuto in 6,90 euro), e con ogni probabilità a settembre si troverà in tutte le scuole dell’infanzia di Genova, con i bambini che seguiranno le magiche avventure di Dino e Magorilla.

Una bella iniziativa.

Franco Ricciardi

Palazzo Tursi, Angelo Branduardi in visita al “Cannone” di Paganini

Super User 04 Agosto 2021 456 Visite

«Che canzone dedicherei a Genova? Sono cresciuto tra i malandrini, tra i vicoli. Non può che essere “Confessioni di un malandrino». Scherza così il trovatore – espressione che preferisce a quella di menestrello – Angelo Branduardi, icona della musica folk italiana e non solo oggi in visita a Palazzo Bianco e alle Sale Paganiniane di Palazzo Tursi, location che non poteva non essere una tappa obbligata di ritorno nella sua Genova.

Sua, sì, perché nonostante la carta di identità del trovatore indichi come luogo di nascita del trovatore Cuggiano, città metropolitana di Milano, Branduardi si trasferisce a Genova ad appena tre mesi. E qui, in via della Maddalena, nel cuore dei vicoli del centro storico, vivrà fino all’adolescenza, diplomandosi al Conservatorio Niccolò Paganini a soli 16 anni, a tutt’oggi uno dei più giovani diplomati della storia musicale italiana.

«Siamo felicissimi di poter ospitare Angelo Branduardi nelle Sale Paganiniane – dice l’assessore alla Cultura Barbara Grosso – soprattutto in un momento come questo, in cui i turisti le animano dopo che le abbiamo da poco rinnovate e riallestite».

Genova, dunque, la città dell’infanzia e la città di nascita del violista per antonomasia, proprio quel Niccolò Paganini al quale è appartenuto il violino soprannominato “Il Cannone” per la sua potenza armonica e costudito a Palazzo Tursi. Un violino che il maestro Branduardi – che pure a Cremona, patria di un certo Stradivari non si è tirato indietro – non suonerebbe mai: un misto di terrore reverenziale e di rispetto.

Del resto, come raccontato, il rapporto tra il violista e il suo strumento è diverso da quello di ogni altro musicista: «È Il violino che suona il musicista e non il contrario. È un prolungamento del corpo ed è qualcosa che ha a che fare con la memoria muscolare. Ma anche se ha una spiegazione scientifica è bello pensare che non ci sia, lasciare del mistero».

Angelo Branduardi domani sarà protagonista di un concerto di oltre due ore – durante il quale saranno suonati due inediti, annuncia – nell’ambito della rassegna “Palco sul mare”, proprio nel cuore del Porto Antico.

Editoria, il mito del Rex rivive nel racconto illustrato di Flavio Testi

Super User 03 Agosto 2021 319 Visite

Sono passati 90 anni dal 1° agosto 1931, giorno del varo del REX, il più grande transatlantico mai costruito in Italia: 51.060 tonnellate di stazza lorda per una lunghezza di 268 metri, una larghezza di 30 metri e un’altezza 37 metri, con 4 eliche e 4 motori capaci di una potenza di 140.000 cavalli.

Comincia quel giorno, nei Cantieri Navali Ansaldo di Sestri Ponente, la storia breve ma leggendaria di un mito che due anni dopo, nell’agosto del 1933, conquistò il Nastro Azzurro per l’Italia, premio per la più veloce traversata tra Europa e America fatta fino a quel momento: 4 giorni, 13 ore e 58 minuti con una velocità media di 28,92 nodi, un record che deterrà per due anni. Ed è proprio a questa competizione che si riferisce il titolo del libro. Il REX è il sogno azzurro, perché di tutta una Nazione, ancora oggi sinonimo di orgoglio italiano, presente nella memoria collettiva che continua a tramandarsi di generazione in generazione.

Come accaduto a tanti eroi leggendari, l’8 settembre 1944 il Rex terminò ancora giovane la propria vita, affondato, senza potersi difendere, dai razzi e siluri accanitamente lanciati dagli aerei della Royal Air Force nella solitudine e nel silenzio della baia di Capodistria, opposta geograficamente a quella dove era nato.

La storia del Rex è raccontata in un volume scritto da Flavio Testi, curato da Fondazione Ansaldo e pubblicato e distribuito da Erga Edizioni.

Il libro, in italiano e inglese, ripercorre la vita di questo mitico transatlantico con inediti storici, storie di vita di bordo, aneddoti, curiosità, dati tecnici, accompagnati da un ricco repertorio di circa 200 immagini, provenienti principalmente dalla Fototeca di Fondazione Ansaldo, cui si aggiungono filmati storici della Cineteca della Fondazione accessibili tramite appositi QR Code inseriti all’interno dei 6 capitoli del volume, in vendita presso il circuito delle librerie su tutto il territorio nazionale al prezzo di 25 euro e sulle principali piattaforme on-line.

Alla presentazione dell’opera, che si è svolta ieri presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova sotto la conduzione del giornalista economico di Repubblica Massimo Minella, erano presenti il rettore Federico Delfino, il preside Giorgio Roth, l’assessore comunale Barbara Grosso, il direttore di Fondazione Ansaldo Lorenzo Fiori, l’editore Marco Merli e, ovviamente, l’autore.

Donata al Comune di Genova coppia di busti dello scultore barocco Daniele Solaro

Super User 28 Luglio 2021 308 Visite

Un’eccezionale donazione al Comune di Genova consentirà di ricostruire, dopo oltre 70 anni, l’insieme di uno dei più preziosi ambienti della Basilica della Santissima Annunziata del Vastato.

Grazie alla famiglia Lavarello, il patrimonio artistico del Comune si è arricchito della preziosa coppia di busti in marmo dei coniugi Gentile, realizzata dallo scultore barocco Daniele Solaro (1649-1709) per la loro cappella in Basilica, dalla quale i ritratti scomparvero dopo i bombardamenti dell’ultima guerra.

Un’acquisizione importantissima per tutta la città che, nata dall’intuizione dello storico dell’arte Gabriele Langosco, ha potuto concretizzarsi attraverso la collaborazione tra Comune, Nucleo per la Tutela del Patrimonio culturale dei Carabinieri e Procura di Genova.

Alla radice di questa operazione, la lungimiranza della famiglia Lavarello che, appresa la storia di questi pezzi, ha immediatamente intrapreso un percorso che si è concluso con la restituzione delle opere al Comune di Genova.

I busti, che dal 1942 non vengono mostrati al pubblico, si trovano temporaneamente nei Musei di Strada Nuova e nei prossimi mesi torneranno nel luogo per il quale furono realizzati nel XVII secolo.

Nella cappella Gentile dell’Annunziata del Vastato troveranno ad accoglierli la pala d’altare di Domenico Piola, che nel 2022 rientrerà, dopo un restauro conservativo importante, dallo straordinario tour con la mostra A Superb Baroque: Art in Genoa, 1600-1750, che il prossimo autunno toccherà la National Gallery di Washington, per poi passare nella primavera successiva nelle Scuderie del Quirinale, a Roma.

Negli stessi mesi, anche Genova avrà un significativo spin off di questo evento internazionale, che si terrà a Palazzo Ducale.

Per un giorno i bambini dirigono il Museo Doria, trasformato in set per Netflix

Super User 28 Luglio 2021 206 Visite

Per un’intera giornata, i bambini hanno diretto e gestito il Museo di Storia Naturale G. Doria, trasformato nel set di un video promozionale della nuova serie animata Netflix “Ridley Jones”.

«È un onore che tra tutti i musei di storia naturale d’Italia Netflix abbia scelto il nostro – ha commentato l’assessore alla cultura Barbara Grosso – I bambini sono il nostro futuro, spesso il museo di storia naturale è il loro primo approccio ai musei e alla cultura».

I visitatori si sono quindi trovati davanti alla versione mini di direttore, addetta ai biglietti, guide e personale di sorveglianza: Luca, Gioele, Viola, Mattia, Gabriele, Bianca, Oscar, Ariel, Giselle, Ilenia, Sabrina e Samuel hanno preso in mano il museo e l’hanno diretto senza esitazioni né dubbi, coordinati da Lino Banfi, il nonno di tutti e testimonial di eccezione.

Proprio come la piccola Ridley Jones, tra gag divertenti e cultura, i bambini hanno ricordato a tutti che si può, e si deve, sognare in grande. 

Ecco il video della giornata: https://youtu.be/B7_Vt60HwI4

La sigla di Ridley Jones: https://youtu.be/v2h5T-Xy6MA

La trama del cartone animato: Ridley Jones è una bambina di sei anni che vive con la mamma e la nonna al Museo di Storia Naturale (il posto più bello del mondo per ogni bambino). Ogni notte, quando le luci si spengono e le porte si chiudono, ogni cosa all’interno del museo prende vita, dagli elefanti in fuga alle le mummie egizie, e Ridley assume il comando.

Liguria delle Arti arriva a Pietra Ligure

Super User 21 Luglio 2021 345 Visite

Liguria delle Arti, il progetto di Pino Petruzzelli e del Teatro Ipotesi, arriva a Pietra Ligure. Appuntamento nella Basilica di San Nicolò venerdì 23 luglio alle 21.

La Basilica di San Nicolò che per bellezza e ricchezza degli interni non sfigurerebbe in una grande città d’arte italiana, sigilla e sorveglia la bella piazza antistante. Per l’edificazione, avvenuta nel XVIII secolo in seguito alla liberazione dalla peste per opera di San Nicola di Bari, si mosse l’intera comunità pietrese: i poveri offrirono il proprio lavoro, i ricchi misero denaro per costruire gli splendidi altari e l’ampia e magnifica volta. Fra le tante opere d’arte custodite all’interno ci sono le due protagoniste di questo appuntamento: il crocifisso ligneo del genovese Anton Maria Maragliano, autore di moltissime sculture devozionali che fra la fine del 1600 e l’inizio del 1700 ebbe anche una rinomata bottega. Un artista importantissimo per il barocco italiano che negli ultimi anni è stato riscoperto ed apprezzato in tutta la sua assoluta grandezza. Fra i numerosi dipinti su tela, nell’abside spicca poi una tavola su legno di Giovanni Barbagelata (1498) dedicata proprio a San Nicolò, colui che liberò Pietra Ligure dalla pestilenza mortifera.

Sarà la storica dell’arte Anna Manzitti a parlare della Basilica, del fortissimo legame di Pietra con il suo Santo protettore e di questi due capolavori di arte sacra. Così come sacra sarà la musica prodotta dallo straordinario organo centenario della Basilica, suonato da Paolo Gazzano, affermato organista della G.O.G. (Giovine Orchestra Genovese), natio di Pietra Ligure. Gazzano che eseguirà anche una sua composizione.

Infine Pino Petruzzelli darà voce alla grande poesia di Eugenio Montale, Camillo Sbarbaro e di Ugo Foscolo, il poeta dei “Sepolcri” che qui soggiornò poco più che ventenne, citando Pietra Ligure nel suo romanzo epistolare “Le ultime lettere di Jacopo Ortis”.

L’ingresso è gratuito con prenotazione al numero 019/62931550 (IAT Pietra Ligure) dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e tutti i giorni dalle 17 alle 19.30. Il progetto LIGURIA DELLE ARTI che coniuga arte, poesia, letteratura, musica e teatro, con la direzione artistica di Pino Petruzzelli, è realizzato in collaborazione con Regione Liguria, Fondazione Teatro Carlo Felice, G.O.G Giovine Orchestra Genovese, Conservatorio Paganini di Genova, Conservatorio Puccini della Spezia e grazie al sostegno di Coop Liguria.

I prossimi eventi di Liguria delle arti sono:

Giovedì 29 luglio Sarzana (SP), presso il Museo Diocesano alle ore 21.00;

Sabato 31 luglio Molini di Triora (IM), itinerante nel Borgo di Molini di Triora fino al Santuario della Madonna della Montà con inizio alle ore 18.00.

Street art, gli uccelli di L7matrix prendono il volo su Certosa

Super User 21 Luglio 2021 253 Visite

Dopo i Dourone e lo spagnolo Okuda San Miguel, è ora l’artista brasiliano L7matrix a offrire il proprio contributo a Pintada by Urban Attack, il progetto realizzato dalla società di comunicazione Twenty Twenty per il Comune di Genova e i Club Rotary Genovesi con la curatela e direzione artistica di Giulia Lavinia Lupo, per la riqualificazione del quartiere di Certosa.

Consegnata oggi l’opera, realizzata su un edificio di via Garello 1, nel quartiere di Certosa. Da qualche giorno L7Matrix è al lavoro per dare vita a uccelli dalle forme geometriche animate da movimenti frenetici, colori vivaci e fluidi di vernice, in un emozionante mix di caos e bellezza.  Luis Gustavo Martins, nome d’arte di L7 Matrix, anche noto come L7M, è nato a San Paolo del Brasile nel 1986. Ha girato il mondo realizzando murales in 43 paesi, e le sue tele si trovano in vendita nelle gallerie di in tutto il mondo, specialmente in Europa, dove vive da 7 anni.  I soggetti preferiti di L7Matrix sono gli uccelli e le meduse, una tematica sviluppata da quando l’artista ha compreso che la sua opera dovesse essere disponibile per tutti, ovunque nel mondo. Così, oggi, i suoi lavori, realizzati combinando elementi geometrici e puzzle di colori molto stilizzati, aerosol e pennellate, possono essere ammirati da Berlino a Brooklyn, da Los Angeles a Tallin, da Parigi a Genova. Il progetto Pintada by Urban Attack, sarà completato con la realizzazione di un’opera di Francisco Bosoletti, artista argentino di fama mondiale, per la quale è in corso di individuazione la location più adatta, sempre nel quartiere di Certosa.  I quattro murales contribuiranno a riqualificare artisticamente il quartiere, dove è già stato realizzato, inoltre, un palco di 6 mt per le attività ricreative nella Radura della Memoria e saranno acquistate, sempre per beneficienza, alcune workstation per la Casa di Quartiere.

Santo Stefano di Magra, torna ‘Percorsi’. Quest'anno il focus è sulle relazioni

Super User 19 Luglio 2021 425 Visite

Per il secondo anno consecutivo torna “Percorsi”, il festival di incontri pubblici e gratuiti organizzato dal Comune di Santo Stefano Magra in collaborazione con Ad Eventi e il sostegno di SVAR Srl, che intende creare momenti di riflessione per leggere la contemporaneità, offrendo possibili “percorsi” interpretativi, grazie all’intervento di ospiti di primo piano e approfondendo ogni anno un tema diverso. Dopo il successo dell’edizione 2020 centrata sul tema delle “parole” affrontato, tra gli altri, da Paolo Mieli, Gad Lerner e Pietro Bartolo, per il 2021 il focus della rassegna sarà sulle “relazioni”, partendo dall’idea dell’uomo come “animale politico” che vive nelle relazioni e di relazioni, dando origine a dinamiche complesse.

“Anche quest’anno, grazie all’aiuto di uno sponsor importante come Svar e alla collaborazione di Giacomo Loprieno e Emanuela Mazzi, siamo riusciti a riproporre questo festival che già dalla prima edizione si è rivelato un appuntamento importante – afferma la sindaca di Santo Stefano Magra Paola Sisti – L’obiettivo dell’amministrazione e dell’organizzazione è quello di portare la nostra comunità a riflettere sui grandi temi del presente tracciando percorsi immaginari con intellettuali di grande levatura. È un investimento che abbiamo scelto – conclude la sindaca – per far maturare pensieri e opinioni rispetto alle relazioni tra persone, tra comunità locali e internazionali, convinti che quello che abbiamo vissuto in questi mesi di pandemia ci abbia insegnato più che mai che tutto è profondamente intrecciato. Non possiamo considerarci estranei a ciò che ci accade accanto e neanche a ciò che accade lontano da noi”.

Percorsi 2021 andrà in scena dal 5 all’8 agosto per 4 serate in Piazza della Pace, nel centro storico di Santo Stefano Magra, sempre alle 21.30 e in un’occasione anche alle 18.30. Ospiti di questa 2ª edizione saranno Federico Rampini che affronterà il tema delle relazioni nella rete (giovedì 5 agosto, ore 21.30); Vito Mancuso che parlerà invece di relazioni nell’amore (venerdì 6 agosto, ore 21.30); Tiziana Ferrario con Dario Vergassola che dialogheranno di relazioni nel contesto internazionale (sabato 7 agosto, ore 21.30); Alberto Pellai con Barbara Tamburini che affronteranno il legame tra relazioni e famiglia (domenica 8 agosto, ore 18.30); e, in ultimo, Beppe Severgnini che svilupperà il tema delle relazioni nelle comunità (domenica 8 agosto ore 21.30).

In più, novità di quest’anno, un evento dedicato ai bambini dai 6 ai 10 anni (domenica 8 agosto ore 18.15 - Piazza della Chiesa) che, all’interno di un laboratorio curato da Artebambini, realizzeranno un villaggio ideale composto da abitazioni tipiche di diversi luoghi del mondo, sempre nel rispetto del tema di fondo di questa 2ª edizione di “Percorsi”: le relazioni, il pilastro di ogni comportamento umano. 

Posti limitati. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 0187 648366 / 335 5857488 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

PERCORSI_PROGRAMMA 2021

Piazza della Pace - Santo Stefano Magra (SP) 

FEDERICO RAMPINI

Giovedì 05 agosto - 21.30

INTRODUCE FILIPPO LUBRANO

RELAZIONI NELLA…RETE

 

VITO MANCUSO

Venerdì 06 agosto - 21.30

INTRODUCE NICCOLÒ RE

RELAZIONI NELL'…AMORE

  

TIZIANA FERRARIO dialoga con DARIO VERGASSOLA

Sabato 07 agosto - 21.30

RELAZIONI NEL…CONTESTO INTERNAZIONALE

ALBERTO PELLAI e BARBARA TAMBURINI

  

Domenica 08 agosto - 18.30

INTRODUCE NICCOLÒ RE

RELAZIONI NELLA…FAMIGLIA

 

BEPPE SEVERGINI

Domenica 08 agosto - 21.30

INTRODUCE MARCO FERRARI

RELAZIONI NELLA…COMUNITÀ

 

IL VILLAGGIO DEI POPOLI

Domenica 8 agosto - 18.15 (Piazza della Chiesa)

A CURA DI ARTEBAMBINI

LABORATORIO BAMBINI 6-10 ANNI

Repicta: la Sopraelevata contaminata dalla street art di Greg Jager

Super User 16 Luglio 2021 332 Visite

Sono partiti i lavori del primo lotto di Repicta, il progetto di rigenerazione urbana che, attraverso un grande intervento di street art, cambierà il volto della Sopraelevata Aldo Moro trasformandola in una gigantesca opera d’arte urbana.

«Grazie a Repicta, che in latino significa ‘ridipingere’, questa arteria fondamentale per il traffico cittadino rinnoverà il suo look vestendosi di colori e di immagini – spiega l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso - La Sopraelevata avrà dunque il doppio ruolo di strada a scorrimento veloce e di installazione artistica, a testimonianza della storia di una città capace di trasformare il volto di un’infrastruttura nata negli anni ’60 del Novecento in un capolavoro di street art».

Il progetto Repicta, che coinvolge i migliori muralisti nazionali e internazionali, si inserisce in un più ampio piano di rigenerazione cittadina e si articola in quattro lotti.

In previsione di un consistente intervento di manutenzione della Aldo Moro, programmato per il prossimo anno, si è deciso di iniziare a decorare un tratto che non sarà interessato dai lavori, ovvero il segmento dello svincolo che dalla Sopraelevata conduce a via delle Casaccie, e che comprende la prima parte aperta della sotterranea.

Un intervento di grande complessità per la varietà delle superfici, che ha richiesto un accurato lavoro preparatorio. Dopo l’idropulizia a caldo delle pareti, a cura di Job Service, è stato steso il fondo su cui l’artista Greg Jager. con il supporto e l’assistenza tecnica dell’associazione Linkin’art, ha iniziato a dipingere la sua opera, che porterà a compimento indicativamente entro fine mese.

Il secondo lotto del progetto è previsto per il prossimo anno, al termine dei lavori di manutenzione.

Greg Jager, nato a Roma, astrattista e decoratore di grandi superfici ha esposto in numerose gallerie e ha firmato grandi progetti di decorazione urbana in varie località europee:

‘’We Dance, You Mean”, Collective show at Cerquone Projects, Madrid / Tiber Courtyard, Rome / Bitume Project by Festiwall, Ragusa / Federico II University, Naples / “My Place” collective show at Videocittà, Rome / “Tempesta” Solo Show at Galleria 206, Bari / District 13 art Fair 2019, Paris / “Equilibrium”, collective show at GCA Gallery, Paris / On the Wall Festival, Genoa / “The architectura Eloqientia”, collective show at Contemporary Cluster, Rome / B-Murals Festival and Conferences, Barcelona / Bombay Sapphire “Stir Creativity” campaign, Milan / Collegno Si-Cura, Turin / Fendi – Les Journées Particulières, Rome / PPPattern / MacRo – Contemporary Art Museum of Rome / “Take Off” collective show at Galerie Ground Effect, Paris / Athens Street Art Festival, Athens / Open House Festival, Rome / Birra del Borgo / CRAC – Centro di ricerca per le arti contemporanee, Lamezia Terme.

I jeans protagonisti a Genova di un nuovo evento internazionale con i partners Candiani, Diesel e Eco-Age

Super User 02 Luglio 2021 1149 Visite

Oggi il sindaco ha annunciato il lancio di GenovaJeans, un nuovo evento internazionale che unirà la storia e il futuro del jeans, nato a Genova e amato in tutto il mondo, sotto l’ombrello della sostenibilità.

GenovaJeans 2021 sarà l’inizio di eventi annuali e colorerà di blu la città di Genova dal 2 al 6 settembre. La prima edizione di quest’anno darà vita alla storia, all’evoluzione e all’innovazione dei jeans con una serie di esperienze immersive che comprenderanno la mostra Artejeans, Trentasei opere in tela jeans donate alla città da artisti italiani contemporanei rinomati in tutto il mondo. Le opere verranno esposte al Metelino in vista della creazione del Museo Internazionale del Jeans il cui progetto ha alla base il prestigioso patrimonio storico genovese, a partire dai Teli della Passione del 1538 custoditi al Museo Diocesano e dalle statuine del presepe del 1700 realizzate dalla scuola del Maragliano.

Il Museo si svilupperà man mano che la città riceverà le nuove collezioni che saranno sistemate in location diffuse nell’area.

Candiani, azienda storica italiana specializzata nella produzione del tessuto sostenibile tra cui il rivoluzionario COREVATM denim lanciato di recente, e Diesel, altro fiore all’occhiello del jeans italiano famoso in tutto il mondo – sono i due partners fondatori della manifestazione.

Il percorso di GenovaJeans racconterà i momenti salienti della storia e dell’innovazione del jeans. Dalla sua nascita all’evoluzione, mettendo in risalto i momenti storici e culturali che ne hanno influenzato lo stile.

Diesel metterà in mostra, per la prima volta, pezzi leggendari provenienti dai suoi archivi privati negli atrii degli splendidi Palazzi Unesco, nella Loggia di Banchi e nelle vetrine lungo La Via del Jeans, la futura “Carnaby Street” genovese, che raccoglie la Via di Pré, Via del Campo e Via San Luca. Il Comune di Genova vuole ripopolare questa zona nel segno del Jeans anche grazie ad un recente provvedimento che sosterrà gli affitti per le nuove attività commerciali, artigianali, della ristorazione e della cultura nel centro storico.

Candiani, negli spazi dell’ex Mercato Statuto, curerà un’esperienza immersiva per sottolineare il danno causato dalla produzione non-sostenibile e presentare soluzioni innovative per il futuro dell’industria, compresa la sua più recente tecnologia COREVATM, primo jeans stretch compostabile al mondo.

La manifestazione sarà completata da un palinsesto di incontri, spettacoli e animazioni organizzate lungo il percorso della Via del Jeans. I visitatori saranno accompagnati dagli animatori, studenti dell’Università e dell’Accademia Ligustica.

Il musicista Jack Savoretti – la cui famiglia viene da Genova – sarà il protagonista in un film dal titolo ‘Jeans-The Genoa-R-Evolution’, prodotto da Pulse Productions.

«Ecco un modo straordinario di recuperare le proprie origini valorizzando la storia, l'identità, la cultura di Genova, unendo a queste caratteristiche il recupero di una parte del nostro centro storico. Il progetto GenovaJeans è tutto questo e anche di più: un'idea di respiro internazionale che sta attirando l'attenzione di tanti addetti ai lavori e che, siamo certi, a settembre scatenerà l'estro dei genovesi e catapulterà sulla città curiosi e turisti – commenta il sindaco Marco Bucci - La possibilità di realizzare nei nostri caruggi la via del Jeans si inserisce in un vasto progetto di riqualificazione della città vecchia più grande d'Europa che l'amministrazione comunale sta portando avanti: realizzare le vie dello "stile jeans" nel cuore del centro storico sarà una vera e propria rivoluzione, uno dei fiori all'occhiello che Genova potrà vantare a livello internazionale».

«Presentiamo oggi un progetto di grandissimo interesse, che valorizza la “genovesità” del jeans, il tessuto più conosciuto e amato al mondo e nato a Genova nel XII secolo – aggiunge l’assessore ai Grandi eventi, Commercio e artigianato, Centro storico Paola Bordilli – Le iniziative che abbiamo individuato, andranno ad affermare sempre più, proprio tramite il jeans, le radici e l’identità di Genova, ma anche l’orgoglio del saper fare e la laboriosità del popolo genovese. Sarà un grande evento che coinvolgerà a 360 gradi l’intera città e ogni suo settore: un orgoglio cittadino da mostrare al mondo. Ringrazio il comitato promotore, le imprese, gli sponsor, i colleghi di Giunta e tutti coloro che stanno lavorando a questo progetto importante per Genova, in una logica di sinergia e di collaborazione».

«Riscrivere la storia del blue di Genova insieme ai grandi player della moda italiana ed europea. Con questo obiettivo, nei giorni della GenovaJeans, ripercorreremo la storia del famoso blu jeans nato a Genova, quando nel XII secolo i primi tessuti venivano tinti con l’indaco - spiega l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Liguria Andrea Benveduti - Un evento orientato al futuro, che premia il saper fare genovese e ligure, esempio di creatività italiana in grado di farsi apprezzare in tutto il mondo. Ma non ci fermiamo qui. È un valore che dobbiamo recuperare in tutto il mondo, in questo senso riteniamo importante l’aspetto produttivo e l’internazionalizzazione della manifestazione. Per favorire questo percorso, come Regione Liguria, con Liguria International che già ha contribuito a organizzare l’edizione di lancio dell’anno scorso, abbiamo avviato un’importante interlocuzione con l’agenzia ICE per ampliare la proiezione sui mercati esteri».

«GenovaJeans è un progetto innovativo e importante che fa leva su un prodotto apprezzato, riconosciuto e diffuso in tutto il mondo, che ormai appartiene all'eccellenza della moda Made in Italy. Pochi nel mondo ne conoscono le radici italiane, in particolare a Genova - dice Carlo Ferro, presidente di ICE Agenzia - L'attuale momentum pone sfide nuove e richiede azioni nuove, rapide e flessibili per accompagnare le imprese alla ripartenza, in atto, dei mercati mondiali. Per questo ICE Agenzia vuole collaborare con gli organizzatori per favorire la proiezione internazionale di questa iniziativa e delle aziende partecipanti».

«In realtà, GenovaJeans è molto più di un evento: è un progetto che avrà un impatto sullo sviluppo di un’area con un’enorme potenzialità di 2 milioni di turisti più 2 milioni di passeggeri di crociere che sbarcano a 200 metri di distanza (dati 2019). Troveranno un’area storica affascinante per lo shopping, l’intrattenimento, l’artigianato e la cultura basati sui blue jeans – afferma Manuela Arata, fondatrice e presidente di GenovaJeans - Sono orgogliosa della partnership con il marchio internazionale Diesel e con l’icona italiana della sostenibilità Candiani, che ci hanno creduto da subito così come ETT che sviluppa piattaforme multimediali. Condividiamo l’organizzazione con Eco-Age, che partecipa portando la sua solida esperienza come organizzatrice del famoso Premio Green Carpet Fashion Award e dei suoi programmi di successo sulla sostenibilità».

«Siamo onorati e felici di contribuire alla riscoperta delle radici italiane dei nostri amati jeans. Candiani è da sempre impegnato nella produzione sostenibile del denim, eppure i jeans sono considerati come uno dei maggiori prodotti inquinanti dell’industria della moda – dichiara Alberto Candiani - È per questo che siamo orgogliosi di presentare, proprio qui dove sono nati, le ultime innovazioni sostenibili. I jeans hanno invaso il mondo partendo dal porto di Genova e oggi, ancora una volta, vogliamo esportarne la nuova generazione all’insegna della sostenibilità a tutti coloro che hanno a cuore i jeans e il nostro pianeta».

«Nel lavorare a questo Progetto con il team Eco-Age, ho imparato tantissimo sulla storia del mio capo d’abbigliamento preferito – conclude Livia Firth, co-fondatrice e direttrice creativa di Eco-Age - Non vedo l’ora di mostrare a tutti cosa si riesce ad ottenere quando c’è uno spirito veramente collaborativo nel nome della sostenibilità e di essere a Genova con tutti a celebrare questo debutto».

Per garantire il controllo degli accessi nelle locations è prevista la bigliettazione con modalità che verranno comunicate a breve.

“Maqroll”: il nuovo concept album di Federico Sirianni con il mare come rumore di fondo

Super User 15 Giugno 2021 354 Visite

A distanza di cinque anni da “Il Santo”, album che ha riscosso un ottimo riscontro di pubblico, critica e vendite e che ha ricevuto la Menzione Speciale del Club Tenco per la manifestazione “Musica contro le mafie”, Federico Sirianni, pluripremiato cantautore genovese, adottato in età adulta da Torino, pubblica il suo nuovo progetto discografico che vede la produzione artistica di Raffaele Rebaudengo, violista e compositore degli GnuQuartet e del produttore elettronico FiloQ, grazie a cui i mondi sonori e la grammatica musicale si allontanano dalla forma canzone sposando linguaggi sperimentali e cinematografici.

«È un disco fuori dal tempo, qualcuno lo ha definito “novecentesco”. E’ ispirato alle imprese e ai naufragi del gabbiere Maqroll, il marinaio raccontato dallo scrittore colombiano Alvaro Mutis, le cui parole sono finite nella meravigliosa “Smisurata preghiera” di De Andrè. E proprio da lì, come a riannodare un filo che mi lega a Faber per collocazione geografica e antica conoscenza, le parole di Mutis sono entrate anche nelle mie canzoni per raccontare, in una metaforica navigazione, il viaggio delle esistenze umane, tra partenze e approdi, tempeste e bonacce, sirene e naufragi. La colonna sonora di questo racconto, affidata a Raffaele Rebaudengo, musicista degli GnuQuartet e a Filippo FiloQ Quaglia, producer di musica elettronica è un’ambientazione “a pelo d’acqua” in cui gli strumenti più classici (chitarra, pianoforte e archi) interagiscono con un costante rumore di fondo prodotto dall’elettronica che riecheggia l’onda, il fasciame scricchiolante della stiva, le interferenze, le bussole e gli strumenti di bordo», spiega Federico Sirianni.

 

Cos’è un gabbiere?
Un gabbiere è il marinaio che si occupa di tutto il sistema delle vele di una nave, è quello che passa la maggior parte del tempo di navigazione sull’albero più alto, è quello che vede le cose, la terra, i banchi di pesce, i capodogli, i naufraghi, prima degli altri.
Il gabbiere Maqroll è il testimone dell’incollocabilità, è l’Ulisse che, arrivato a Itaca, decide comunque di imbarcarsi di nuovo e riprendere il viaggio, “per la sola ragione del viaggio” come cantava Fabrizio De Andrè, che, per primo, ha utilizzato le parole di Alvaro Mutis in una canzone (la bellissima “Smisurata preghiera”) e a cui questo progetto si riallaccia in un immaginario filo rosso che attraversa Genova e la sua grande canzone d’autore.

“Maqroll” non è solo un disco di canzoni. L’album, infatti, è contenuto in un libro che raccoglie un’antologia di scrittori, poeti, illustratori e fotografi (da Enrico Remmert a Remo Rapino, da Anna Lamberti-Bocconi a Bruno Morchio, da Vincenzo Costantino Cinaski a Guido Catalano, da Roberto Mercadini a Martha Canfield, traduttrice e amica di Alvaro Mutis) i quali, ognuno nella propria forma espressiva, hanno contribuito a questo racconto di viaggio, definito “La ballata dell’incollocabilità”.

“Maqroll,  gabbiere” è anche uno spettacolo di narrazione e canzoni diretto da Sergio Maifredi e prodotto da Teatro Pubblico Ligure, di cui è protagonista Federico Sirianni con Raffaele Rebaudengo e Filippo “FiloQ” Quaglia. Il gabbiere è al timone di un vecchio cargo mercantile (il cosiddetto “tramp steamer”) per raccontare la condizione esistenziale dell’uomo, vista come un lungo viaggio per mare; un viaggio in cui i grandi personaggi della letteratura marina (il capitano Achab di Melville, il pescatore Santiago di Hemingway, gli ammutinati del Bounty, l’albatro ucciso dal vecchio marinaio di Coleridge) s’incrociano sulle rotte più pericolose, tra tempesta e bonaccia, tra venti avversi e mostri marini. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Pubblico Ligure e rientra nella Stagione Soriteatro 2020/2021, ideata e diretta da Sergio Maifredi.

Sestri Levante, al premio Andersen la regina è Angela Bozza

Super User 14 Giugno 2021 583 Visite

E alla fine sono arrivati i re e le regine del premio Andersen-Baia delle Favole. Dopo un lungo confronto interno, la giuria ha elaborato infatti la classifica finale. La regina è stata Angela Bozza, scrittrice di Trento. La giuria del 54° Premio Andersen, guidata dalla scrittrice Lidia Ravera, era composta anche da Valentina Ghio, sindaco di Sestri Levante; Elisa Bixio, assessore comunale alla cultura; Roberto Scaini, operatore umanitario di Medici Senza Frontiere; l’attore e regista Matej Forman.
L’evento è stato presentato da Irene Lamponi e Pietro Fabbri. Imponente il lavoro che ha dovuto sostenere la giuria: quest’anno sono state esaminate 867 opere in tutto: circa 500 favole (di cui circa 200 scritte da bambini e ragazzi e 100 da scrittori professionisti). Sono arrivate dall’estero anche 12 favole in russo, inglese e spagnolo, oltre a 25 libri a fumetti.
Angela Bozza ha vinto con la fiaba “L’importanza di un punto”. La giuria nelle motivazioni ha scritto “la favola è originale e innovativa pur avendo come protagonista un segno molto antico e conosciuto: il punto. Essa sottolinea la valenza e la necessità dell’uso del punto che, trascurato o dimenticato spesso quando serve a regolare il flusso delle parole e delle frasi, torna alla ribalta nell’odierno linguaggio tecnologico, ove trova i giusti riconoscimenti e il posto che per merito gli compete”.
Per la sezione degli Scrittori professionisti ha vinto Paolo Pinna Parpaglia di Cagliari con la fiaba inedita “Una foglia”. La giuria lo ha premiato “Per la potenza della narrazione, l’inappuntabile eleganza dello stile e la capacità di raccontare la natura e le sue leggi. Severe, immutabili. Le stagioni dal punto di vista di una Foglia, che non è poi tanto diverso da quello di un essere umano: in primavera si è in tanti e luminosi sul ramo, in estate ancora di più e allietati dal coro degli uccelli, l'autunno comincia ad accanirsi con le fronde degli alberi e le stacca dai rami, che restano nudi in inverno. La foglia, protagonista di questa fiaba amara e piena di speranza, chiede aiuto a bruchi, formiche ragni (creature invisibili ad occhi meno attenti di quelli dei bambini), per rimanere attaccata alla vita, cioè all'albero. Il finale celebra la vittoria della solidarietà ma non rinuncia al realismo: la foglia non ce la fa a restare verde per sempre, si lascia mangiare per consentire al bruco di diventare farfalla”.
La sezione “Fiaba straniera” ha visto trionfare una bambina di 9 anni. Sofia Oudich, di Roma, ha vinto con “Волшебная история – Una storia magica”. La motivazione della giuria: “Una fiaba scritta in uno stile molto efficace e diretto e il testo si lascia leggere con piacere. L'elemento magico si inserisce in una storia di vita quotidiana con molta scioltezza e senza forzature. I protagonisti, sia umani sia animali, sono descritti in modo incisivo tanto che da subito diventano amici del lettore al quale pare di averli sempre conosciuti, di essere un loro compagno di viaggio. La descrizione del paesaggio è sobria e di notevole forza evocativa, manifestando amore sincero per la natura. Anche il richiamo a fiabe classiche reinterpretate con mano felice aggiunge uno speciale incanto alla narrazione. La traduzione in italiano, in ultimo, è limpida e vivace”. Il trofeo “Baia delle Favole” è andato a Elena Deandrea una ragazza di 16 anni che abita nel piccolissimo paese di Vistrorio (524 abitanti) in provincia di Torino. Deandrea ha partecipato per la categoria Ragazzi con la fiaba inedita “Alka” e ha conquistato la giuria “per l'intensità e la maturità, per la qualità originale dell'idea. Un paese dove nessuno e niente ha un nome è un Paese senza storia, non si può raccontare. Tutto ciò che non è vivente viene chiamato cosa, tutti i viventi vengono chiamati persona. In questo incubo vive una bambina sensibile. Persona tra le persone, nemmeno la chiamano bambina. Questa piccola persona affronta la notte e riconosce, in un bambino con gli occhi attenti, chi ha imparato da piccolo a nominare le cose, a dare un nome alle persone e quindi è in grado di capire, dominare ed eventualmente trasformare la sua esperienza del mondo. È sorprendente che un'autrice così giovane abbia saputo immaginare una situazione tanto nitidamente simbolica, che allude al dramma dell'ignoranza ed esalta, senza enfasi, la funzione della cultura: nominare, distinguere, creare e condividere”.
Ha vinto, per la sezione “Illustratori”, Michele Costi di Castagnole di Paese (TV) con “L’acchiappanuvole”, per la gustosa metrica in rima e la freschezza delle pennellate che tratteggiano sapientemente i buffi e bislacchi personaggi della fiaba. L’acchiappanuvole è perciò una divertente corsa a capofitto nelle bizzarre vicende di uno strano principino, che per nome ha Baldovino.

I premi per le sezioni “Piccini”, “Bambini” e “Ragazzi” sono stati assegnati: 

- alla scuola dell’infanzia di via America – Collodi-Marini di Avezzano (AQ) per la fiaba “Alex e il mago acchiappapaure”. Motivazione della Giuria: la fiaba racconta come un ragazzino di nome Alex vince le proprie piccole grandi paure grazie all'aiuto di uno stravagante mago: con leggerezza questa storia mostra il coraggio che i più piccoli scoprono in loro stessi, per affrontare il mondo e crescere. 

- a Tobia Ferraro (7 anni) di Cittadella (Padova) per la fiaba “Il viaggio di Piuma”. Motivazione della Giuria: in una struttura narrativa equilibrata, c'è un pregevole e delizioso spaccato sull'immaginario infantile. Il topos classico del viaggio, funzionale a questa tenera narrazione sull'amicizia e sulla costruzione dell'identità, è ben costruito e si sviluppa con apprezzabile delicatezza.

- a Sara Bianchetti (17 anni) di Lograto (BS) per la sua fiaba “Il navigante delle stelle”. La giuria ha premiato in particolare l’originalità e la freschezza con cui viene trattato un tema classico delle fiabe qual è quello della sparizione e della ricerca di qualcuno o qualcosa: in questo caso le stelle. La voglia di uno straniero (e del suo buffo cannocchiale parlante) di risolvere una volta per tutte il mistero da una parte e dall'altra la curiosità di una bambina che non si ferma davanti alla difficoltà (e agli indovinelli) sono il motore di un racconto immaginifico che ci diverte e ci ricorda come i tesori più preziosi li abbiamo spesso davanti agli occhi o, come in questo caso, sopra le testa, solo che non ci facciamo caso.

 

Sono anche state segnalate le fiabe: 

“La cantante sulle nuvole” dell’Istituto Comprensivo della Torre Chiavari (sezione 5 Arancioni) di Chiavari (GE) per la sezione Piccini

“Puntino” della scuola primaria "Fratelli Puppo" (Classe 1^) - Istituto Comprensivo Valle Stura –Masone (GE) per la sezione Bambini

“La tegola” di Emma Pastorino (11 anni) di Masone (GE) per la sezione Ragazzi

“L’era del Bepìn” di Simona Platè di Milano per la sezione Adulti

“Волшебная рыбка – Pesciolino magico” di Fedor Kulikov (11 anni) di Ekaterinburg (Russia) per la sezione Fiaba straniera

“Ali di pece” di Poli (illustrazioni) e Nicolò Bernardi (soggetto) – Bedollo (TN) e Baselga di Pinè (TN) per la sezione Illustratori 

“La storia di Fitna. Il carillon magico” di Raffaella Benetti di Vestenanova (VR) per la sezione Scrittori professionisti

Infine, i vincitori del contest Filastrocche Senza Frontiere di MSF e Andersen Festival sono: Cloe Severini, 7 anni, di Porto Torres (SS), Elisa Coppo, 11 anni, Vercelli e Alberto Surico, 14 anni, Bussero (MI).  

Paolo Fizzarotti

Fossi e Tomolillo in mostra: colori e genialità di due artisti genovesi ventenni

Super User 10 Giugno 2021 224 Visite

Colori e carne è un percorso intrapreso nel tempo da due artisti genovesi ventenni, Anna Fossi e Francesco Tomolillo, con prospettive opposte e tecniche pittoriche differenti.

Dal lavoro emerge uno sviluppo della pennellata e dell'impostazione estetica che caratterizzano i rispettivi metodi di esecuzione.
Uno, attraverso una pittura figurativa gioca con luci ed ombre, cercando l'impressione delle forme trasmesse dalla carne umana.
L' altra sviluppa l'impatto del colore, dato dalle campiture e dalle forme che i pigmenti assumono, facendo emergere le molteplici emozioni che la nostra mente può captare.

Artisti destinati ad avere un futuro, in mostra dal 12 al 18 giugno presso la Galleria Di Nabot in vico Grifoni, nel centro storico genovese e nei pressi di piazza Fossatello. E mostra da non perdere perché la pittura dei due giovani colpisce la fantasia e non può passare inosservata.

Torna a Chiavari il Festival della Parola con Ligabue, Nada, Enrico Vanzina, Mario Tozzi e Lorenzo Baglioni

Super User 08 Giugno 2021 482 Visite

Ritorna a Chiavari il Festival della Parola, la rassegna culturale giunta all’ottava edizione che, da giugno a novembre, animerà la Città dei Portici con incontri, spettacoli, mostre e concerti. La manifestazione è organizzata dal Comune di Chiavari - Assessorato al Turismo, con il contributo di Regione Liguria, mentre la produzione è affidata all’associazione Le Muse Novae.

Un calendario ricco di incontri, appuntamenti, parole, spettacoli e grandi ospiti di spicco nazionale, tra cui Luciano Ligabue, Nada, Enrico Vanzina, Mario Tozzi e Lorenzo Baglioni, con un  programma “diffuso” tra giugno e novembre, per garantire maggiore sicurezza e osservare tutte le normative anti-Covid. Fanno parte del Festival della Parola 2021 gli eventi targati “Summer Edition”, che si svolgono dal 4 luglio al 2 settembre nella suggestiva e centrale Piazza Nostra Signora dell’Orto, e le iniziative del “Didafestival”, che si tengono tra fine agosto e novembre e sono rivolte agli studenti.

«Il Festival della Parola si sa rinnovare, soprattutto sa interpretare questa estate, che è un'estate di Restart - afferma l’assessore alla Cultura di Regione Liguria Ilaria Cavo – Questo è un grande evento della proposta culturale che Regione sostiene. Sa rinnovarsi perché aumenta la proposta: inizia a luglio e termina a novembre. Istituisce questa figura degli ambasciatori della parola, dà un grande segnale di coinvolgimento del pubblico, dei giovani e soprattutto sa coniugare ancora di più la parola come grande strumento con cui si riescono a declinare i vari aspetti dell'arte e del linguaggio. Si parte con un grande cantautore e sapete quanto come Regione Liguria teniamo ai cantautori e al concetto della canzone d'autore come momento di letteratura, momento di racconto. Poi si arriverà ad un grande geologo fino a un grande regista, passando per Dante e del suo legame con Chiavari anche attraverso un cortometraggio che un altro grande regista, Duccio Forzano, ha realizzato. E poi nel programma c'è spazio per le scuole e i giovani. È un grande progetto culturale per una grande estate, un'estate speciale, un progetto che sarà anche motore attrattivo per i turisti».

«Ripartiamo con la cultura, l’arte e la poesia. In programma per l’estate chiavarese diversi incontri, spettacoli e concerti con big del panorama nazionale per rilanciare un settore profondamente colpito dalla pandemia, sostenere un comparto messo a dura prova, creando così un’opportunità per dare nuovo slancio all’economia locale - spiegano il sindaco di Chiavari, Marco Di Capua, e l’assessore alla Promozione della Città, Gianluca Ratto - Una kermesse che si configura come un’occasione di dialogo e confronto, convinti che la cultura sia un volano fondamentale per il turismo di qualità, un segnale forte in termini di ripresa socio-economica».

«Siamo felici che anche quest’anno, nonostante le difficoltà, Chiavari avrà il suo Festival della Parola – spiegano Enrica Corsi ed Helena Molinari dell’associazione organizzatrice Le Muse Novae – come l’anno scorso, confermiamo la programmazione “diffusa” dell’evento, con diversi appuntamenti tra luglio e settembre affinché il festival possa animare l’estate della Città dei Portici regalando momenti di condivisione, seppur  nel pieno rispetto della normativa anti - Covid 19».

A caratterizzare l’edizione 2021 sarà l’hashtag #arivederlestelle21, un incoraggiamento all’auspicata normalità e un richiamo all’anniversario dei 700 anni dalla scomparsa del sommo poeta Dante Alighieri, al quale durante la manifestazione saranno dedicati diversi progetti, tra cui il cortometraggio “La Fiumana Bella di Dante Alighieri” di Duccio Forzano, produzione esclusiva del Festival. Inoltre, il Festival della Parola 2021 è partner della mostra contemporanea dedicata a Dante Alighieri “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, che si tiene nel parco City Life di Milano,  in occasione della presentazione dell'opera “Lo sguardo sospeso” dell'artista Alice Padovani, prevista per sabato 12 giugno alle ore 12: la presentazione dell'installazione è seguita da una visita guidata a cura dell'artista e introdotta dal direttore artistico della mostra nonché attore e regista Massimiliano Finazzer Flory.

FESTIVAL DELLA PAROLA “SUMMER EDITION” – Gli incontri della nuova edizione del Festival della Parola si svolgono, come da tradizione, in Piazza Nostra Signora dell’Orto e sono a ingresso gratuito fino esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria su www.festivaldellaparola.eu (a partire 30 giugno). A inaugurare l’ottava edizione, domenica 4 luglio alle 21.30, è il cantautore Luciano Ligabue, protagonista di una chiacchierata ad ampio raggio moderata dal giornalista Massimo Poggini, con la partecipazione dell'autore Massimo Cotto e del regista Duccio Forzano. Al rocker di Correggio verrà consegnato il premio “Ambasciatore della Parola” 2021, un nuovo riconoscimento istituito dal Festival della Parola, assegnato a personalità di spessore che si sono distinte in ambito culturale, artistico o scientifico. Cantautore, scrittore, regista, Ligabue da sempre è impegnato nella ricerca di un modo originale di esprimersi e nella sua carriera trentennale è riuscito a intercettare con lucidità i desideri, le urgenze e i sogni di varie generazioni. Il premio “Ambasciatore della Parola” è assegnato da un comitato composto da giornalisti di settore, presieduto da Massimo Poggini e di cui fanno parte Massimo Cotto, Pierluigi Senatore, Emilio Targia e Marinella Venegoni.

Martedì 13 luglio, sempre alle 21.30, a ricevere il premio “Ambasciatore della Parola” saranno il geologo, divulgatore scientifico e conduttore televisivo Mario Tozzi e il cantautore Lorenzo Baglioni, recentemente protagonisti dello spettacolo tra parole e musica “Al clima non ci credo” e autori del libro “Un’ora e mezzo per salvare il mondo”. Nel corso della serata, moderata dal giornalista Pierluigi Senatore, Mario Tozzi parlerà anche del suo nuovo libro “Uno scomodo equilibrio. Uomini, virus e pandemie”, edito da Mondadori.

Gli incontri del Festival della Parola – Summer Edition proseguono mercoledì 14 luglio, sempre alle 21.30, con lo spettacolo “Shadows” con l’attore Massimo Popolizio, il jazzista Fabrizio Bosso e il pianista Julian Mazzariello, e venerdì 30 luglio con il reading “Diversi”, del giornalista Gian Antonio Stella. Lunedì 2 agosto ospite del Festival della Parola è il regista e produttore Enrico Vanzina, per presentare il suo nuovo libro "Una giornata di nebbia a Milano", parlare del precedente “Mio fratello Carlo” e raccontare la sua carriera artistica in dialogo con il giornalista Emilio Targia. Chiude la rassegna Summer Edition l’incontro con la cantante Nada, in programma giovedì 2 settembre alle 21.30, moderato dal giornalista Enrico Deregibus. 

DIDAFESTIVAL – Gli appuntamenti del DidaFestival, la parte del Festival della Parola dedicata alle scuole, versione estiva, partono lunedì 23 agosto alle 21.15 nel Giardino dei lettori della Società Economica di Chiavari con la conferenza spettacolo “Una scrittrice, una città  e la sua memoria” dedicato alla figura di Elena Bono, nel 100° anniversario della sua nascita; protagonisti dell’incontro i docenti Roberto Trovato, Francesco De Nicola, Enrico Rovegno, l’editore Goffredo Feretto e l’attrice Daniela Franchi. 

Il programma prosegue giovedì 2 settembre alle 21 in Piazza Nostra Signora dell’Orto con la presentazione del cortometraggio “Il signore dei verdi – 1887 il caso Gaeta di Gioele Fazzeri”, da un racconto di Elio Esposito, e sabato 25 settembre, alle 17, alla Sala Gran Caffè Defilla, con l’incontro “Le botteghe storiche, locali di tradizione ed esercizi di pregio a Chiavari”, a cura del Segretariato regionale Liguria del Ministero della Cultura. Il programma degli eventi del DidaFestival previsti per i mesi di ottobre e novembre sarà disponibile  sul sito www.festivaldellaparola.eu  a partire dal 15 settembre.

IL CORTOMETRAGGIO – Buona parte del Festival della Parola 2021 è dedicata al ricordo di Dante Alighieri, simbolo e icona della cultura italiana nel mondo, di cui quest’anno ricorrono i 700 anni dalla morte. Nel suo viaggio verso Milano, il sommo poeta passò anche da Chiavari e proprio alla “Fiumana Bella” rese omaggio nel canto XIX del Purgatorio della “Divina Commedia”. A questo episodio è dedicato il cortometraggio “La Fiumana Bella di Dante Alighieri”, una produzione originale del Festival della Parola 2021, visibile sui canali social del Festival e proiettato in Piazza Nostra Signora dell’Orto prima degli incontri del programma Summer Edition. Il film nasce da un’idea di Mauro Boccaccio e Maura Ferrari ed è diretto dal regista e autore televisivo Duccio Forzano, firma di trasmissioni importanti tra cui il “Festival di Sanremo”, “Che tempo che fa”, “Stasera pago io” e “Capitani coraggiosi”. Vede coinvolti l’attore Fabio Massimo Bonini, i performer della Nac Ballett (Naima Academy Chiavari) e il gruppo musicale Gnu Quartet nella composizione della colonna sonora.

IN MOSTRA – Fa parte del programma dell’ottava edizione del Festival della Parola anche la mostra fotografica “Laos, all’ombra delle dighe”, visitabile da mercoledì 14 luglio a venerdì 3 settembre nell’atrio di Palazzo Bianco e alla Sala della Torre Civica dell’Ufficio IAT, a cura del fotoreporter e filmaker Alessandro Zunino.

Il cortometraggio ideato da MAURO BOCCACCIO e MAURA FERRARI e realizzato dal regista DUCCIO FORZANO per il Festival della Parola 2021 di Chiavari che celebra Dante a 700 anni dalla morte.

 

Si fa presto a dire Elefante!

Super User 02 Giugno 2021 345 Visite

Dopo il successo virale del video "Noe Nae Noe" tratto dall'omonimo libro del comico Fabrizio Casalino, l'autore ed illustratore Sergio Olivotti, di Finale Ligure, è tornato in libreria dall’ 1° giugno con un albo per bambini (dai 5 anni in su) da lui scritto e illustrato dal titolo "Si fa presto a dire elefante".
Il libro racconta la vera storia degli elefanti, dalla grande lite condominiale di Elefantia alla loro diaspora per il mondo con conseguente diversificazione. Ecco dunque le storie dell'Ikeafante (l'elefantino che arriva ai genitori ancora da montare). dell'elefante che non c'è, dell'elefante-nuvola, dell'elefante Dj, dei fratelli Elewright e di tanti altri pachidermi ancora.
Designer e illustratore, Sergio Olivotti ha insegnato Comunicazioni Visive al Politecnico di Milano.Ideatore della Biennale Italiana del Poster, ha tenuto mostre e workshop apprezzati in Italia e all’estero.
Tra i suoi riconoscimenti un Gold Award alla Graphis Competition e il premio Wacom per la miglior immagine digitale a Lucca Junior 2018. Per Rizzoli ha illustrato “Il secondo lavoro di Babbo Natale” e “Babbo Natale fa gli straordinari” di Michele D’Ignazio. Ha pubblicato per le case editrici Sinnos, Bacchilega, Lavieri, Gruppo Abele, Bibliolibrò. I suoi libri son stati editi anche in Spagna, Inghilterra, Polonia, Arabia Saudita, Grecia e Ucraina.Nel libro è contenuto anche il link a "Lo ska dell'elefante dal dietologo" https://www.youtube.com/watch?v=xYn5rKIaZ4Y

"La musica è di mio fratello Luca - dice Sergio Olivotti - Io invece l'ho cantata insieme a Marianna Balducci, autrice romagnola in corsa quest'anno per il premio Andersen. Non è una ninna nanna, è uno ska e speriamo presto di poter vedere i bimbi scatenarsi nel ballo!"Dal libro è tratto anche una presentazione teatralizzata per bambini già inserita il 7 Luglio nel cartellone di "Libri bambini sotto il tiglio" a Loano e il 9 Luglio tra gli incontri di "Un Libro per l'Estate 2021, XXVI Edizione" a Finale Ligure.“C’è un elefante così timido da diventare invisibile – spiega Olivotti - e l’Elefante stuntman che si vanta di aver fatto da controfigura a Dumbo. C’è l’Ikeafante, che arriva ai genitori pronto da montare, e l’Elefante caffettiera, utilissimo la mattina appena svegli. C’è l’intramontabile Elefante gonfiabile (attenti a non farlo scoppiare!), e quello bionico di ultima generazione. E poi elefanti cavalieri, poeti, cuochi, imbianchini e anche giornalai; con proboscidi sturalavandini o che suonano la tromba, con zanne antenne e cavatappi. Una guida serissima a tutti i tipi di elefante. Anche a quello che non c’è!”.

Paolo Fizzarotti

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