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Cultura

“Generazione Ducale”, cinque progetti under 35 per la cultura: dalla fotografia alla musica, dai podcast alle arti dal vivo

Super User 08 Settembre 2026 222 Visite

LE INTERVISTE DI GENOVA3000

Sono cinque i progetti under 35 selezionati da Palazzo Ducale nell’ambito di “Generazione Ducale, costruiamo idee con i nostri giovani”, il bando realizzato con il sostegno della Fondazione Carige. Le proposte, scelte tra circa quaranta candidature, saranno sviluppate a partire da settembre e attraverseranno linguaggi e ambiti differenti: fotografia, performance, musica, podcast, arti visive e confronto intergenerazionale. 

L’obiettivo dell’iniziativa è offrire alle nuove generazioni non soltanto uno spazio per esprimersi, ma anche strumenti e competenze per trasformare le idee in progetti concreti. Gli autori selezionati lavoreranno insieme agli organi direttivi e agli uffici di Palazzo Ducale, affiancati da esperti dei diversi settori. La Fondazione metterà a disposizione competenze e strumenti per accompagnare la realizzazione delle proposte e favorirne sostenibilità e fattibilità. 

«Con “Generazione Ducale” Palazzo Ducale continua a investire concretamente sui giovani», sottolinea la presidente Sara Armella, evidenziando la volontà di creare condizioni favorevoli affinché talenti e nuove progettualità possano crescere a Genova, contribuendo a contrastare quella tendenza che in passato ha spinto molti giovani a cercare altrove opportunità di formazione e realizzazione. 

Uno degli obiettivi è inoltre la rivitalizzazione di Sala Dogana, storico spazio dedicato alla creatività giovanile, in coordinamento con il Comune di Genova.

Il primo appuntamento sarà “Memorie su pellicola. Ferrania fabbrica di immagini”, in programma dall’11 al 27 settembre. La fotografa Michela Vernazza, con la curatela di Alessandra Villa, proporrà un percorso dedicato alla memoria industriale della storica fabbrica di pellicole Ferrania, nei pressi di Cairo Montenotte, creando un collegamento tra Genova e l’entroterra ligure. Il progetto, realizzato anche in collaborazione con il Ferrania Film Museum, unirà ricerca visiva, documentazione e partecipazione. 

Il secondo progetto espositivo sarà “Se la colpa è degli uomini”, curato da Gabriele Cordì, con opere della Underdog Collection. La mostra presenterà una selezione di artiste internazionali under 35 impegnate, attraverso pittura, video e installazione, nell’esplorazione di temi sociali, identitari e politici. 

Tre saranno invece i progetti dedicati alla musica e alle arti dal vivo. “I am voice”, a cura di Marco-Augusto Basso, proporrà cinque appuntamenti con artisti e realtà di rilievo internazionale, sperimentando nuove modalità di relazione tra pubblico e autori. “Seventeen Pods”, curato da Seventeen Studio, porterà tre incontri dal vivo dedicati alla scena musicale, trasformandone i contenuti in podcast destinati a diventare una piattaforma permanente sulla contemporaneità giovanile.

Infine, “New Gen Fest”, promosso dall’Associazione May Voice e Showtime A.p.s, sarà dedicato alla nuova scena musicale ligure e ai talenti emergenti. Il percorso prevede una call, una giornata di audizioni a Palazzo Ducale, una masterclass e l’evento finale nella Sala del Maggior Consiglio.

Per il vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Cultura e allo Spettacolo, Simona Ferro - rappresentata in conferenza stampa dal consigliere regionale Matteo Campora -, investire sui giovani significa rafforzare la capacità della città di rinnovarsi e di sviluppare nuove forme di partecipazione culturale. Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari, che sottolinea la qualità e la pluralità delle cinque proposte selezionate.

Per la Fondazione Carige, il segretario generale Nicola Boni ribadisce infine l’importanza di offrire ai giovani occasioni concrete per esprimere idee e competenze, ricordando anche il lavoro della Commissione Giovani e dello Young Board, composto da cinque ragazze tra i 18 e i 25 anni. 

  

I PROGETTI

 

- Memorie su pellicola. Ferrania fabbrica di immagini - a cura di Alessandra Villa con fotografie di Michela Vernazza

La mostra, allestita negli spazi di Sala Dogana, indaga la memoria industriale del sito di Ferrania, storica fabbrica di pellicole nei pressi di Cairo Montenotte, attraverso una ricerca visiva, documentale e partecipativa.  Il nucleo dell’esposizione è costituito da fotografie analogiche (35mm, pellicola ILFORD HP5) che restituiscono la stratificazione emotiva e materiale del luogo. Le immagini dialogano con materiali d’archivio rielaborati in forma fotografica e video, componendo una narrazione che intreccia memoria individuale e patrimonio collettivo. Ferrania emerge così come un crocevia fondamentale della storia audiovisiva italiana, legata al lavoro di autori come Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Vittorio De Sica e Alberto Lattuada. Grazie alla collaborazione con Il Museo di Ferrania, saranno presenti in mostra anche alcuni prestiti come: materiali video e strumentazioni utilizzate per la lavorazione della pellicola cinematografica. La mostra sarà accompagnata da un public program.

- Se la colpa è degli uomini. Opere dalla Underdog Collection - a cura di Gabriele Cordì

In Sala Dogana nel mese di novembre sarà ospitata la mostra “Se la colpa è degli uomini” a cura di Gabriele Cordì con opere provenienti dalla collezione, in parte ligure, Underdog Collection. Il progetto espositivo presenta una selezione di artiste internazionali under 35, offrendo uno sguardo generazionale sul presente. Dalla pittura al video fino all’installazione, i lavori affrontano temi sociali, identitari e politici, restituendo un insieme di posizioni che sfuggono a categorie di genere fisse e normative. Il progetto, grazie anche a un talk, si configura come un’occasione per avvicinare il pubblico a una scena artistica emergente, ancora poco visibile nel contesto ligure ma già significativa nel panorama contemporaneo internazionale. 

- New Gen Fest  - promosso dall’Associazione May Voice e da Showtime A.p.s, MayVoice

“New Gen Fest” è il nome del progetto presentato dall’Associazione May Voice e da Showtime A.p.s; un festival dedicato alla nuova scena musicale ligure, finalizzato alla valorizzazione di giovani talenti emergen. Si prevede una call aperta porterà alla giornata di audizioni all’interno della Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale nel mese di novembre.  A seguito di una masterclass i partecipanti selezionati si esibiranno all’evento finale, non competitivo, presso la Sala del Maggior Consiglio.  

- I am voice - a cura di Marco-Augusto Basso

Rassegna musicale e di arti dal vivo che, in cinque appuntamenti, coinvolgerà diverse realtà conosciute a livello internazionale: Eterea Noise, Carolina Cappelli, Lucia Fontanelli, Gaia Ginevra Giorgi e Thomas Valerio. La mission del progetto è rendere possibili forme alternative di scambio tra pubblico e autori, specialmente nell’uso innovativo dello spazio scenico in relazione ai corpi, prediligendo l’uso della voce umana come interfaccia non solo per veicolare storie, ma per porre in comunicazione diretta il pubblico con autori e autrici, incoraggiando nuove prospettive di coinvolgimento e portando a Genova progetti di alto profilo.

 

- Seventeen Pods - a cura di Seventeen Studio

Tre incontri live, in cui la scena musicale si incontra con il pubblico. Dall’organizzazione e i dietro alle quinte fino all’arrivo sul palco; la voce di alcuni esponenti del settore, diventeranno parte di una piattaforma podcast che in modo permanente mostrerà la contemporaneità giovanile. Ogni incontro live sarà registrato, editato e prodotto come contenuto con la speranza che un dialogo attivo possa essere fonte per nuove sinergie e spazio in cui affrontare temi che dalla sfera musicale arrivano al sociale.

Festival della Valle del Tempo, svelato il programma: 38 ospiti tra cultura, musica e spettacolo

Super User 01 Settembre 2026 292 Visite

 

Il Festival della Valle del Tempo cresce e, per la sua terza edizione, diventa ancora più diffuso e ambizioso. Dal 25 settembre al 5 ottobre la rassegna diretta da Riccardo Grozio coinvolgerà Uscio, Avegno e Recco, con nove giornate di appuntamenti e ben 38 ospiti. Un programma che intreccia cultura, filosofia, scienza, storia, arte, musica e spettacolo, trasformando il tema del tempo in un filo conduttore capace di parlare a pubblici diversi.

La Valle del Tempo, territorio legato storicamente alla produzione degli orologi da torre e delle campane, diventa così un grande palcoscenico culturale. Tra i protagonisti figurano studiosi, scrittori e divulgatori come Paolo Becchi, Franco Cardini, Gabriella Airaldi, Maurizio Maggiani e Marcello Veneziani. Ci saranno anche padre Mauro Armanino, missionario e antropologo della SMA, il fisico Guido Tonelli, l’astronauta Franco Malerba e il campione di ciclismo Evgenij Berzin.

Non mancheranno architetti e fotografi, tra cui Gabriele Croppi, noto per le sue immagini di metropoli sospese in atmosfere silenziose e quasi fuori dal tempo. Spazio anche al mondo dello spettacolo con Giusy Ferreri, che presenterà il libro Le voci interrotte, e Michele, protagonista di un incontro dedicato alla «colonna sonora delle generazioni».

Due saranno inoltre le masterclass di scrittura creativa, ospitate al Museo delle Campane di Avegno, con Ester Armanino ed Emilia Marasco.

L'apertura, il 25 settembre a Uscio, nella Sala Regina Margherita, sarà affidata alle 15.30 ai saluti istituzionali e alla lectio magistralis di Guido Tonelli, dal titolo “Tempo: il sogno di uccidere Chronos”. Alle 17 Franco Malerba parlerà del “Tempo nello spazio”, mentre alle 18 Giuliano Torrengo, coordinatore del Centro Studi di Filosofia del Tempo dell'Università Statale di Milano, affronterà il tema dei “Viaggi nel tempo”.

«Non solo un'estensione geografica, ma un più forte radicamento territoriale», spiega il direttore artistico Riccardo Grozio. L'obiettivo è valorizzare l'intero comprensorio «all'insegna dell'autenticità e della lentezza», facendo del Festival non soltanto un evento, ma «un progetto culturale diffuso».

Accanto agli incontri sono previste mostre, proiezioni, laboratori, letture, performance ed escursioni a tema, per scoprire la Valle del Tempo attraverso natura, memoria e storia.

Le prenotazioni per gli appuntamenti aprono oggi, 1° settembre, sul portale ufficiale del Festival. L'ingresso agli eventi è gratuito.

Quest’anno saranno convenzionati con il Festival alcuni ristoranti e alberghi del comprensorio, facilmente consultabili sulla pagina https://festivalvalledeltempo.it/info-e-prenotazioni/#comearrivare . Per ulteriori informazioni, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Fondazioni lirico-sinfoniche, il Ministero della Cultura assegna quasi 9 milioni al Carlo Felice

Super User 31 Agosto 2026 504 Visite

Il Ministero della Cultura ha destinato 200 milioni di euro alle Fondazioni lirico-sinfoniche attraverso il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo (FNSV) per il 2026. Le risorse sono state già interamente erogate, con un anticipo dell’80% entro marzo e il saldo del restante 20% entro luglio.

“Le Fondazioni lirico-sinfoniche sono un patrimonio della cultura italiana e rappresentano una rete di eccellenze artistiche, professionalità e lavoratori che merita stabilità e prospettive – dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli –. Con 200 milioni di euro sosteniamo la programmazione e l’attività dei nostri teatri, rafforzandone la capacità di produrre cultura e di portare la grande tradizione musicale italiana a un pubblico sempre più ampio. Una delle espressioni più conosciute dell’Italia nel mondo genera benefici diretti per il lavoro e per i territori, grazie a una presenza capillare e diffusa”. 

Il riparto per il 2026 comprende 192 milioni di euro destinati alle attività istituzionali delle Fondazioni, assegnati sulla base della media delle percentuali individuate a valere sul FNSV nel triennio 2023-2025.

A questa quota si aggiungono 7,25 milioni di euro destinati al rilancio e alla stabilità del settore e ripartiti sulla base della media delle percentuali del triennio 2022-2024. Ulteriori 750 mila euro sono assegnati direttamente alla Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari per rafforzarne l’operatività istituzionale, come previsto dalla legge di bilancio.

Nell’ambito del riparto, la Fondazione Teatro alla Scala di Milano e la Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia, entrambe dotate di forma organizzativa speciale, ricevono rispettivamente 32,68 milioni e 13,37 milioni di euro, per un totale di oltre 46 milioni di euro.

La restante quota, pari a 153,21 milioni di euro, è ripartita tra le altre dodici Fondazioni: 19,68 milioni al Teatro dell’Opera di Roma Capitale; 17,19 milioni al Teatro La Fenice di Venezia; 15,41 milioni al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; 15,22 milioni al Teatro Massimo di Palermo; 14,35 milioni al Teatro di San Carlo di Napoli; 13,50 milioni al Teatro Regio di Torino; 11,58 milioni alla Fondazione Arena di Verona; 9,52 milioni al Teatro Lirico di Cagliari; 9,49 milioni al Teatro Comunale di Bologna; 9,41 milioni al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste; 8,96 milioni alla Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari e 8,89 milioni al Teatro Carlo Felice di Genova.

“Reale”: il thriller del regista genovese Marco Piras tra le fragilità umane e il male

Super User 28 Agosto 2026 569 Visite

 

Un film sospeso tra realtà e incubo, capace di esplorare le zone più oscure dell’animo umano. È “Reale”, la nuova opera cinematografica alla quale sta lavorando il regista e attore genovese Marco Piras, da tempo impegnato nel cinema indipendente e nella produzione culturale. 

La pellicola si sviluppa lungo il confine, spesso sottile, tra ciò che appare reale e ciò che assume progressivamente i contorni dell’incubo. Un territorio narrativo nel quale Piras sceglie di alternare crudo realismo e sequenze visionarie, con l’obiettivo di mettere in luce debolezze, contraddizioni e molteplici sfaccettature dell’essere umano. 

Al centro del progetto c’è anche un messaggio preciso: il male, per quanto possa apparire forte e invincibile, è destinato prima o poi a consumarsi e a corrodersi dall’interno. Un tema universale che attraversa la storia e conferisce al film una dimensione non soltanto cinematografica, ma anche profondamente umana.

“Reale” rappresenta un nuovo tassello nel percorso artistico di Piras, autore già attivo nel panorama ligure. Tra i suoi lavori figura “Butterflies”, cortometraggio dedicato alle vittime del Ponte Morandi. Nel 2022, inoltre, un suo altro lavoro, “Il canto più grande”, è stato presentato in concorso ai David di Donatello nella categoria cortometraggi.

Le riprese del film inizieranno nei prossimi giorni e si svolgeranno tra la Liguria e il Basso Piemonte. I protagonisti principali saranno Angelo Di Grumo, Giannina Balostro, che figura anche tra i produttori, e Francesco Uccheddu.

Cultura, riemerge un capolavoro perduto di Vincenzo Irolli che racconta il legame tra Genova e Buenos Aires

Super User 27 Agosto 2026 293 Visite

Un volto femminile riemerge dalle pieghe della storia e con esso una pagina dimenticata dei rapporti tra Genova e l’Argentina. È il monumentale Ritratto di Julia Lavarello Anselmo, realizzato da Vincenzo Irolli nel 1907 e oggi appartenente alla Collezione Giorgio Baratti, che sarà presentato per la prima volta al pubblico nell’ambito della mostra ‘Argentina–Genova andata/ritorno’, in programma alla GAM – Galleria d’Arte Moderna dal 6 settembre al 30 novembre.

L’opera, finora inedita, è al centro di una ricerca storico-artistica e archivistica condotta tra Italia e Argentina. La riscoperta restituisce a Genova una significativa testimonianza della pittura italiana del primo Novecento e, al tempo stesso, riporta alla luce la vicenda di una famiglia protagonista dei rapporti economici, marittimi e culturali tra la città ligure e Buenos Aires durante la Belle Époque.

Attraverso il ritratto di Julia Lavarello Anselmo prende così forma una storia che supera i confini dell’arte. La famiglia Lavarello-Anselmo era infatti profondamente legata alle grandi compagnie di navigazione e alle reti transatlantiche che collegavano Genova al Sud America. Il dipinto diventa quindi la traccia visibile di una società cosmopolita, attraversata da persone, capitali, idee e modelli culturali.

La mostra propone inoltre un dialogo tra l’inedito di Irolli e le collezioni permanenti della GAM, inserendo l’opera nel percorso dedicato alla grande tradizione ritrattistica tra Otto e Novecento. Per l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, la riscoperta rappresenta un momento di particolare valore per la città: la GAM si conferma, ha sottolineato, non soltanto luogo di conservazione, ma anche laboratorio di ricerca e di confronto internazionale tra pubblico e privato. 

Sul piano artistico, il dipinto testimonia la piena maturità di Irolli, tra i protagonisti della pittura italiana tra XIX e XX secolo. Secondo lo storico dell’arte Gianluca Carchia, l’artista in quest’opera si allontana dalla ricerca di macchia e luce per concentrarsi sulla verità del ritratto, restituendo anche il ruolo sociale della protagonista e il legame con una tradizione aristocratica particolarmente radicata nella storia genovese.

Determinante è stato il ruolo del collezionista Giorgio Baratti, proprietario dell’opera e promotore dell’iniziativa. «Collezionare significa custodire un patrimonio di emozioni, di gesti e di riflessioni», afferma Baratti, sottolineando la volontà di condividere con la città una scoperta capace di arricchirne la memoria.

La ricerca coordinata da Martina Leone ha inoltre permesso di ricostruire per la prima volta la biografia di Julia Lavarello Anselmo. La donna ritratta non è più soltanto una presenza anonima sulla tela, ma diventa il simbolo di una rete internazionale di relazioni economiche e sociali che univa Genova e Buenos Aires.

Il progetto affronta così temi che spaziano dall’emigrazione al collezionismo, dalla cultura materiale alla rappresentazione dell’identità femminile nella Belle Époque. A completare l’iniziativa sarà un catalogo pubblicato da Sagep Editori, con contributi di Martina Leone, Gianluca Carchia e Fabio Obertelli.

 

Van Dyck, Genova conquista l’Europa: 73 mila visitatori e un voto da 9,3

Super User 10 Agosto 2026 594 Visite

 

Non è stata soltanto una grande mostra d’arte, ma un vero motore di attrazione per Genova. Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra, ospitata a Palazzo Ducale dal 20 marzo al 19 luglio e curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, ha chiuso con oltre 73 mila visitatori, più di 1.500 cataloghi venduti e un giudizio medio di 9,3 su 10. Numeri che, secondo il sondaggio realizzato nell’ultimo mese di apertura dal consulente statistico della Regione Liguria Luca Sabatini per l’Osservatorio Turistico Regionale, raccontano non solo il successo culturale dell’esposizione, ma anche la sua capacità di generare turismo e ricadute economiche.

Il dato più significativo riguarda la provenienza del pubblico: il 55,5% dei visitatori è arrivato da fuori Liguria. Il 48,5% proviene da altre regioni italiane e il 6,9% dall’estero, mentre il 38% risiede a Genova o in provincia. Tra le regioni italiane spiccano Lombardia (16,5%) e Piemonte (12,5%), seguite da Toscana (7,3%) ed Emilia-Romagna (4,2%).

Ma è soprattutto la motivazione del viaggio a fotografare l’impatto della mostra. Per il 43,1% degli intervistati Van Dyck l’Europeo è stata la ragione determinante per raggiungere Genova: quasi un visitatore su due, dunque, non sarebbe arrivato in città senza l’esposizione. Un ulteriore 28,1% sarebbe comunque venuto a Genova, mentre il 28,5% è rappresentato da residenti.

L’effetto sul turismo emerge anche dalla durata della permanenza. Il 21,9% dei visitatori ha pernottato in città, con una media di 3,3 giorni. La quota sale al 35,3% tra gli italiani provenienti da altre regioni e raggiunge il 68,4% tra gli stranieri. Hotel, bed & breakfast e appartamenti turistici rappresentano complessivamente il 63,3% delle sistemazioni. 

La mostra ha inoltre spinto i visitatori a scoprire Genova oltre Palazzo Ducale: l’83,2% ha svolto almeno un’altra attività in città. La ristorazione è stata scelta dal 74,8% del pubblico, il 31% ha visitato altri musei o attrazioni e il 18,2% ha acquistato prodotti tipici. Particolarmente significativo il dato relativo ai nuovi pubblici: per il 19% degli intervistati si è trattato della prima esperienza museale a Genova. 

Altissimo anche il gradimento. Il voto medio di 9,3 su 10 è accompagnato da un Net Promoter Score di +78,8. L’84,6% assegna alla mostra un punteggio tra 9 e 10. La qualità delle opere e la disponibilità del personale ottengono 9,4, mentre la gestione degli spazi e dell’affollamento arriva a 9,5. L’illuminazione delle sale, con 8,9, rappresenta l’unico elemento indicato come migliorabile.

L’esperienza ha avuto anche un forte impatto sulla percezione della città: il 93,4% dichiara di aver sviluppato maggiore curiosità verso la storia e l’arte di Genova, mentre il 100% degli intervistati esprime orgoglio per aver ospitato un evento di rilevanza internazionale.

Il report individua tre grandi segmenti di pubblico: i Local Culture Loyalists, pari al 27,4%, gli Exhibition-Driven Day Trippers, che rappresentano il 51,5%, e i Cultural City Breakers, il 21,2%, cioè i turisti culturali che soggiornano in città e generano il maggior numero di attività sul territorio.

«Van Dyck l’Europeo non è stata soltanto una mostra di grande qualità scientifica, ma un progetto capace di produrre valore anche economico per l’intera città», sottolinea la presidente di Palazzo Ducale Sara Armella. Per l’assessora al Marketing territoriale Tiziana Beghin, «la cultura, quando è inserita in una strategia condivisa, diventa una leva concreta di attrattività». 

Anche il segretario generale della Camera di Commercio Maurizio Caviglia evidenzia il 43% di visitatori arrivati a Genova proprio per l’esposizione come «il segno che l’investimento in comunicazione ha funzionato». La direttrice di Palazzo Ducale Ilaria Bonacossa sottolinea invece come la mostra abbia dimostrato «la forza di portare Genova al centro della mappa della cultura internazionale». 

Il “modello Van Dyck”, dunque, va oltre il successo espositivo: una grande mostra può diventare una vera infrastruttura temporanea di attrazione territoriale, capace di consolidare il pubblico locale, generare nuovi flussi turistici e favorire soggiorni più lunghi. Per le prossime iniziative, il report indica cinque priorità: rafforzare Genova come destination event, trasformare gli escursionisti in turisti pernottanti, aumentare gli acquisti online dei biglietti, costruire percorsi integrati con musei, ristorazione e commercio e migliorare ulteriormente la qualità degli spazi espositivi.

Palazzo Ducale, la mostra Van Dyck l’europeo chiude con 73 mila visitatori

Super User 22 Luglio 2026 737 Visite

Sono stati 73mila i visitatori della mostra Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra. L’esposizione, la più grande sul maestro fiammingo degli ultimi anni, è stata ospitata dal 20 marzo al 19 luglio nell’Appartamento del Doge e nella Cappella Dogale.

Curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, si è avvalsa di un comitato scientifico onorario internazionale, composto da prestigiosi studiosi italiani e stranieri.

«Questa esposizione dimostra quanto la cultura possa diventare un motore di crescita, di attrattività e di dialogo internazionale quando istituzioni e realtà del territorio lavorano nella stessa direzione. Palazzo Ducale ha creduto fin dall’inizio in un progetto capace di coniugare rigore scientifico, qualità espositiva e valorizzazione della città – dichiara la presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sara Armella -. Insieme al Comune di Genova, alla Regione Liguria e alla Camera di Commercio di Genova abbiamo promosso un'azione di comunicazione e valorizzazione internazionale, attraverso incontri dedicati e un'intensa attività sulla stampa estera, che ha contribuito a rafforzare l'immagine di Genova come grande città d'arte e di cultura. Questo risultato è il frutto di un lavoro corale, reso possibile dal prezioso contributo delle curatrici, del Comitato scientifico internazionale, dei prestatori, dei nostri soci, dei dipendenti della Fondazione e del main sponsor di Palazzo Ducale Iren e di tutti coloro che hanno creduto in questo progetto. È così che Palazzo Ducale continua a essere non solo un luogo di cultura, ma un’istituzione capace di creare valore per l’intero territorio». 

Van Dyck fu un artista profondamente europeo, nel senso più autentico del termine. La mostra di Palazzo Ducale ripercorreva non solo il fondamentale soggiorno italiano (1621-1627), nel quale Genova ebbe un ruolo centrale per la sua formazione e la sua affermazione, ma anche le diverse tappe della sua carriera, attraverso opere realizzate nei vari Paesi in cui visse e lavorò. Il suo percorso artistico si intreccia infatti con la storia politica, economica e culturale dell'Europa del Seicento, restituendo il ritratto di un protagonista assoluto della pittura internazionale. 

L'unicità dell'esposizione è testimoniata dall'eccezionale numero di opere autografe di Van Dyck riunite in un unico percorso: sessanta dipinti, articolati in dieci sezioni tematiche, concessi in prestito dai più prestigiosi musei europei. Tra questi il Musée du Louvre di Parigi, il Museo Nacional del Prado e il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid, la National Gallery di Londra e, in Italia, la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino e la Galleria Nazionale di Parma. A questi si sono aggiunti i prestiti di importanti fondazioni e collezioni internazionali, come la belga The Phoebus Foundation e la portoghese Gaudium Magnum Foundation. 

«Nei cinque mesi di apertura – sottolinea la direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Ilaria Bonacossa – gli spazi di Palazzo Ducale hanno accolto un pubblico non solo europeo, ma proveniente da tutto il mondo. Un risultato reso possibile grazie al sostegno dei nostri soci – Comune di Genova, Regione Liguria, Compagnia di San Paolo, Fondazione Carige, Costa Edutainment e Civita Mostre e Musei – e al prezioso contributo di Camera di Commercio di Genova e Coop Liguria. Attraverso il genio di Van Dyck, i visitatori hanno avuto l'opportunità di scoprire anche la straordinaria ricchezza del patrimonio artistico conservato a Genova. La mostra, infatti, proseguiva idealmente oltre le sale di Palazzo Ducale, invitando il pubblico a visitare i musei cittadini che custodiscono alcune delle opere più significative del maestro di Anversa». 

Il percorso espositivo non ha proposto soltanto il Van Dyck ritrattista, il volto più noto dell'artista che lo consacrò da Anversa all'Italia fino alla corte inglese. Ha offerto anche l'occasione di riscoprire un aspetto meno conosciuto ma altrettanto significativo della sua produzione: quello delle opere sacre, raramente presentate in modo così ampio e organico. Ad arricchire ulteriormente la mostra è giunto anche il Ritratto dei tre figli maggiori di Carlo I d'Inghilterra e di Enrichetta Maria, dipinto realizzato nel 1635 come dono destinato a Cristina di Francia, sorella della regina. 

La mostra è stata preceduta da anni di ricerche da parte delle curatrici e da un prestigioso gruppo di studiosi internazionali, così da presentare un lavoro critico corale firmato dai maggiori e più aggiornati specialisti dell’artista. Il catalogo è edito da Allemandi (in Italia) e ha una edizione inglese a cura della casa editrice belga Hannibal Books.

Classic Voice celebra Luigi Maio: “Ha inventato il Wort-Ton-Drama tascabile”

Super User 21 Luglio 2026 1413 Visite

Da oltre vent’anni Luigi Maio porta avanti un percorso artistico originale, capace di coniugare musica, teatro, narrazione e trasformismo scenico in un linguaggio espressivo unico. Un lavoro che oggi trova un nuovo e autorevole riconoscimento sulle pagine della rivista Classic Voice, dove il musicologo Francesco Leprino dedica un’approfondita riflessione al percorso del Musicattore® (marchio registrato) genovese.

Nelle sue pagine, Leprino ripercorre la carriera di Maio, mettendone in luce la capacità di superare i confini tradizionali tra recitazione e musica. «È l’interprete che non illustra la musica, ma la incorpora», scrive il musicologo, spiegando come vocalità, gesto, parola e narrazione nascano direttamente dal corpo dell’artista, che diventa una naturale estensione dell’orchestra.

Il risultato è quello che Leprino definisce un vero e proprio "Wort-Ton-Drama tascabile", una forma di teatro musicale essenziale ma di altissimo livello, nella quale parola e suono convivono con pari dignità. Nelle produzioni del Musicattore si intrecciano cultura alta e tradizione popolare, comicità e spiritualità, filosofia, simbolismo e satira, senza mai sacrificare il rigore musicale.

L’articolo ripercorre anche i principali traguardi della carriera di Luigi Maio. Considerato uno dei maggiori interpreti de L’Histoire du Soldat di Igor Stravinsky, è stato nominato rappresentante italiano della Fondazione Igor Stravinsky. Parallelamente ha sviluppato un’intensa attività come autore, compositore e divulgatore, firmando anche pagine vocali per il tenore Francesco Meli, direttore dell’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale del Teatro Carlo Felice, eseguite in sedi prestigiose come il Teatro alla Scala di Milano e in tournée in Giappone.

Tra gli aspetti più innovativi evidenziati da Leprino figura la capacità di Maio di reinterpretare il repertorio operistico attraverso una raffinata parodia satirica che, anziché banalizzare i capolavori, ne preserva struttura, significato e ricchezza simbolica. Un’operazione culturale che richiama la tradizione del Singspiel e concentra tutta la forza del "teatro delle meraviglie" nella sola presenza scenica del performer. 

Ampio spazio è dedicato anche alla dimensione divulgativa del progetto artistico. Secondo il musicologo, il teatro musicale ideato da Luigi Maio rappresenta uno strumento efficace per avvicinare nuovi pubblici alla musica colta grazie a una formula versatile, capace di adattarsi a teatri, sale da concerto, scuole e festival culturali. Un modello che contribuisce alla formazione di nuove generazioni di spettatori e ascoltatori. 

Nel condividere sui propri canali social l’articolo di Francesco Leprino, Luigi Maio ha espresso gratitudine nei confronti dell’autore, definendo il testo «una mirabile sintesi» capace di «distillare l’essenza del mio teatro cameristico da vero alchimista della penna».

Corrado Fizzarotti sul podio del Premio Parco Majella: secondo posto per il filosofo di Santa Margherita

Super User 21 Luglio 2026 657 Visite

 

Un importante riconoscimento nazionale per la filosofia ligure arriva da Abbateggio, in Abruzzo, dove il sammargheritese Corrado Fizzarotti ha conquistato il secondo posto, a pari merito, nella sezione saggistica della ventinovesima edizione del Premio nazionale di letteratura naturalistica Parco Majella, uno dei più autorevoli appuntamenti italiani dedicati ai temi dell'ambiente e della natura.

Fizzarotti, laureato all'Università di Genova, ha ottenuto 99 voti con il volume “Continuità. Ripensare la nostra relazione con il non-umano”, pubblicato da Mimesis, sfiorando di fatto la vittoria finale. Lo stesso punteggio è stato raggiunto da Roberta Biasillo, docente all'Università di Utrecht, autrice di Storia globale dell'ambiente. Il primo premio è andato invece a Giuseppe Sabella, con La grande transizione del capitalismo, che ha totalizzato 112 voti. A completare una finale di altissimo livello accademico figuravano anche Angelo Tartabini, professore emerito ed esperto di comportamento animale, e Giulia Rispoli, docente di Storia della scienza all'Università Ca' Foscari di Venezia.

Ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche e docente a contratto di Etica ambientale all'Università di Urbino, Fizzarotti è tra le voci emergenti della filosofia ambientale italiana. Al centro della sua ricerca vi è il superamento della tradizionale separazione tra essere umano e natura, proponendo una visione nella quale uomini, animali e ambiente costituiscono un'unica rete di relazioni biologiche, cognitive ed ecologiche.

Nel saggio premiato, il filosofo ligure prende le mosse dal pensiero della filosofa britannica Mary Midgley, mettendolo in dialogo con il pragmatismo e con l'enattivismo, corrente secondo cui la conoscenza nasce dall'interazione concreta tra gli organismi e il mondo che li circonda. L'obiettivo è anche quello di ricomporre una frattura interna al pensiero ecologista, conciliando le teorie che attribuiscono valore ai singoli animali con quelle che pongono al centro ecosistemi, specie ed equilibri naturali. 

Il concetto di "continuità" proposto da Fizzarotti non elimina le differenze tra esseri umani e altre forme di vita, ma richiama piuttosto alle maggiori responsabilità dell'uomo, capace di modificare profondamente il pianeta. Un approccio che acquista particolare rilevanza in un'epoca segnata dalla crisi climatica, dalla perdita di biodiversità e dalla crescente attenzione verso la sostenibilità delle scelte politiche, economiche e sociali.

Il prestigio del Premio Parco Majella rende ancora più significativo il risultato ottenuto dal giovane studioso. Nato nel 1998, il concorso seleziona ogni anno opere di narrativa, poesia e saggistica dedicate alla natura e alle trasformazioni ambientali. Nell'edizione 2026 la sezione narrativa è stata vinta dallo scrittore bulgaro Georgi Gospodinov, già insignito dell'International Booker Prize, mentre il premio per la poesia è andato a Luigi Natale.

Portofino capitale della lirica: il concorso CLIP accoglie giovani talenti da 57 Paesi

Super User 17 Luglio 2026 615 Visite

 

Dal 21 al 26 luglio Portofino tornerà a essere il palcoscenico internazionale della grande lirica con la dodicesima edizione del Concorso Lirico Internazionale di Portofino (CLIP), manifestazione che negli anni si è affermata come uno dei principali appuntamenti dedicati ai giovani interpreti del panorama operistico mondiale. L'edizione 2026 è stata presentata nella Sala della Trasparenza della Regione Liguria e vedrà la partecipazione di 48 cantanti selezionati dal maestro Gianni Tangucci tra circa 300 candidature provenienti da ben 57 Paesi.

A confermare il sostegno della Regione Liguria è stata la vicepresidente e assessore alla Cultura e Spettacolo Simona Ferro, che ha sottolineato il valore della manifestazione non solo dal punto di vista artistico, ma anche per la promozione del territorio. «CLIP rappresenta un investimento concreto sul futuro dei giovani artisti e si conferma un fiore all'occhiello della programmazione culturale estiva ligure. La qualità della proposta artistica e la capacità di valorizzare talenti emergenti in un contesto unico come Portofino fanno di questa rassegna uno strumento prezioso anche per promuovere le bellezze del nostro territorio», ha dichiarato. 

Negli anni il concorso ha lanciato numerosi cantanti oggi protagonisti nei più importanti teatri internazionali. Un risultato reso possibile anche dalla presenza di una giuria di altissimo profilo, presieduta ancora una volta da Dominique Mayer e composta da direttori artistici, responsabili del casting e rappresentanti di prestigiose istituzioni musicali.

«Da ligure, seppur trapiantata a Milano, sono felice di vedere crescere ogni anno le collaborazioni con il territorio», ha affermato la presidente onoraria Monique Pudel, evidenziando come CLIP sia ormai parte integrante del panorama culturale della Liguria.

Tra le novità dell'edizione 2026 spicca l'introduzione di una borsa di studio di 500 euro destinata a tutti i concorrenti ammessi alle audizioni dal vivo, una scelta che punta a rendere il concorso sempre più accessibile ai giovani interpreti. Il montepremi complessivo raggiunge circa 60 mila euro tra premi e borse di studio.

«Il nostro obiettivo è offrire ai candidati un'esperienza formativa di alto livello, immersa nella bellezza del territorio e capace di favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro - ha spiegato il direttore artistico Francesco Daniel Donati -. Con il nuovo concerto del sabato CLIP amplia inoltre la propria proposta, trasformandosi sempre di più in un festival dedicato alla valorizzazione dei giovani talenti e della tradizione musicale italiana». 

L'appuntamento più atteso sarà proprio il concerto del 25 luglio nella Basilica di Santa Margherita Ligure. L'Orchestra Bottesini, diretta dal maestro Enrico Fagone, accompagnerà il soprano Elizaveta Shuvalova e il mezzosoprano Lilly Jorstad nell'esecuzione dello Stabat Mater di Pergolesi. L'evento, a ingresso gratuito, sarà dedicato alla raccolta fondi per il progetto di musicoterapia dell'Istituto Giannina Gaslini, promosso dalla Fondazione Gaslininsieme ETS.

Il presidente dell'Istituto Gaslini, Edoardo Garrone, ha evidenziato l'importanza dell'iniziativa, ricordando come la musicoterapia coinvolga nove reparti dell'ospedale pediatrico e contribuisca concretamente al benessere psicologico ed emotivo dei piccoli pazienti durante il percorso di cura.

Tra le novità figura anche la collaborazione con la Fondazione Il Secolo XIX, che affiancherà il concorso nella promozione della cultura musicale e dei giovani artisti, mentre prosegue il percorso con Mascarade Opera, realtà impegnata nella formazione di nuove promesse della lirica.

Al via la terza edizione del premio letterario "Liguria terra di emozioni"

Super User 01 Luglio 2026 801 Visite

Torna il premio letterario "Liguria Terra di Emozioni", il concorso promosso dal Rotary Club Genova San Giorgio che, dopo il successo delle prime due edizioni, rinnova l'invito a raccontare la Liguria attraverso storie, emozioni e paesaggi. L'iniziativa, patrocinata da Regione Liguria, Consiglio regionale della Liguria e Comune di Genova, coinvolge tutti i Rotary Club genovesi e punta ancora una volta a valorizzare il territorio coniugando cultura e inclusione.

L'edizione 2026 prende il via forte dei risultati ottenuti lo scorso anno, quando il concorso ha raccolto 190 racconti provenienti da tutta Italia. Le venti opere finaliste sono state pubblicate in un volume di circa 200 pagine, confermando il crescente interesse per un progetto che mette al centro la narrazione della Liguria in tutte le sue sfaccettature. 

Il concorso è aperto a scrittrici e scrittori maggiorenni italiani e dell'Unione Europea. I racconti, rigorosamente inediti e ambientati in Liguria, dovranno avere una lunghezza compresa tra 15.000 e 20.000 battute, spazi inclusi, ed essere inviati entro il 30 settembre 2026 all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. in formato Word, corredati dai dati dell'autore e da una breve sinossi. 

Entro il 31 dicembre la giuria selezionerà le opere finaliste, che saranno raccolte in un volume edito da Stefano Termanini. Come nelle precedenti edizioni, ciascun racconto sarà trasformato anche in un audiolibro grazie alle registrazioni realizzate dai soci dei Rotary Club genovesi. Le versioni audio saranno donate all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ed entreranno a far parte del Centro Nazionale del Libro Parlato, rendendo le opere accessibili anche alle persone con disabilità visiva. Ogni testo pubblicato sarà inoltre accompagnato da un QR Code che consentirà di ascoltarne direttamente la lettura.

La giuria sarà presieduta dallo scrittore Carlo A. Martigli, mentre la curatela del Premio è affidata a Lucia Aliverti, che segue il progetto fin dalla sua nascita. L'immagine ufficiale del concorso è stata realizzata dalla pittrice Manuela Compri.

La cerimonia di premiazione è in programma il 16 febbraio 2027, alle ore 18, nella sede di Banca Patrimoni Sella & C., in via Garibaldi a Genova. Main sponsor fin dalla prima edizione, l'istituto conferma il proprio sostegno a un'iniziativa che unisce promozione culturale, valorizzazione del territorio e accessibilità.

Dalle istituzioni arriva un convinto sostegno al progetto. La vicepresidente della Regione Liguria, Simona Ferro, sottolinea come il premio rappresenti un'importante occasione per valorizzare il talento degli autori e raccontare, attraverso la letteratura, l'identità della regione.

Sulla stessa linea il presidente del Consiglio regionale, Stefano Balleari, che ne evidenzia il valore sociale e il contributo nel promuovere una cultura sempre più partecipativa.

Per l'assessore alla Cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari, il premio rappresenta uno stimolo alla produzione letteraria e alla valorizzazione della creatività. Inoltre, sottolinea l’importanza degli audiolibri, realizzati grazie alle voci dei soci del Rotary e destinati all’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, come strumento concreto di accessibilità e inclusione culturale.

Un obiettivo condiviso anche dal presidente del Rotary Club Genova San Giorgio, Ernesto De Sanctis, e dalla curatrice Lucia Aliverti, che auspicano una partecipazione ancora più ampia per consolidare un appuntamento ormai diventato un punto di riferimento nel panorama culturale ligure.

Uliano Lucas racconta il Sessantotto: a Genova la mostra fotografica “Un anno di confine”

Super User 30 Giugno 2026 554 Visite

Il Sessantotto italiano rivive attraverso l'obiettivo di Uliano Lucas. Giovedì 2 luglio 2026, alle ore 18, negli spazi di Primo Piano di Palazzo Grillo, a Genova, inaugura "’68. Un anno di confine", mostra fotografica curata da Tatiana Agliani e Fulvio Magurno che ripercorre una delle stagioni più intense della storia italiana attraverso gli scatti di uno dei suoi più autorevoli testimoni.

Visitabile fino al 9 agosto, l'esposizione raccoglie immagini realizzate tra il 1967 e il 1969, anni in cui le mobilitazioni studentesche e operaie contribuirono a trasformare profondamente il Paese. Le fotografie documentano manifestazioni, assemblee e momenti di vita collettiva, raccontando la nascita di nuove istanze sociali: dalle battaglie per i diritti civili al diritto alla casa, dall'affermazione del movimento femminista fino alle campagne contro le cosiddette "istituzioni totali" e agli ideali del terzomondismo. 

Per Lucas il Sessantotto non coincide con un solo anno, ma rappresenta una lunga stagione di cambiamenti. «Questa esposizione mostra il Sessantotto come io l'ho visto e l'ho vissuto», spiega il fotografo, sottolineando come il suo sguardo sia rivolto soprattutto all'onda lunga delle lotte operaie, del proletariato urbano e del movimento antiautoritario che ha aperto una profonda breccia nel conformismo della società italiana.

Le immagini, oggi, assumono anche il valore di una testimonianza storica. Raccontano un periodo attraversato da grandi speranze, ma anche da tensioni e conflitti, che avrebbe lasciato un'eredità importante nelle conquiste civili e sociali degli anni successivi: dalla riforma del diritto di famiglia allo Statuto dei lavoratori, dal riconoscimento dell'obiezione di coscienza alle leggi sul divorzio, sull'interruzione volontaria di gravidanza e sul superamento del sistema manicomiale.

"’68. Un anno di confine" sarà aperta al pubblico con ingresso libero e gratuito fino al 9 agosto 2026 negli spazi di Primo Piano di Palazzo Grillo, in vico alla Chiesa delle Vigne 18R. Orari di visita: giovedì e venerdì dalle 16 alle 20, sabato e domenica dalle 14 alle 20.

‘Santa in giallo’: svelati i 30 semifinalisti e le anticipazioni del festival diffuso

Super User 27 Giugno 2026 1110 Visite

 

Si è tenuta ieri alla Feltrinelli di Genova la presentazione ufficiale di Santa in Giallo 2026. La sala al sesto piano era gremita di appassionati del settore, lettori, autori e addetti ai lavori. Il concorso entra dunque nel vivo: sono stati pubblicati e resi noti i 15 semifinalisti dei romanzi editi e i 15 semifinalisti dei romanzi inediti, mentre anche l’organizzazione del festival, alla sua seconda edizione, comincia a prendere forma in tutte le sue articolazioni.

Santa in Giallo nasce come concorso letterario dedicato al giallo, al noir, al mistero e alla narrativa d’indagine, ma l’edizione 2026 conferma l’ambizione di diventare un vero festival diffuso, capace di trasformare Santa Margherita Ligure in una settimana di libri, cinema, teatro, arte, musica, incontri e partecipazione cittadina.

La selezione preliminare ha individuato i 30 semifinalisti complessivi, 15 per gli editi e 15 per gli inediti, presentati senza punteggi e senza ordine di classifica. La scelta consente alla Giuria Popolare di partire da zero, senza condizionamenti. Tra gli autori in gara figurano nomi affermati della narrativa italiana, grandi gruppi editoriali, case editrici indipendenti e nuove voci in cerca di un percorso professionale.

Nel complesso l’edizione 2026 supera i 200 iscritti nelle diverse sezioni, comprese Junior, racconti e ricette in giallo. Le iscrizioni per racconti e ricette chiuderanno il 30 giugno. La Giuria Popolare, composta da 29 lettori legati alla Biblioteca Civica A. e A. Vago di Santa Margherita Ligure e al Club Amici del Libro di Rapallo, valuterà sia gli editi sia gli inediti semifinalisti.

A fine luglio si chiuderà questa fase di lettura. Il 1° agosto saranno annunciati i 5 finalisti per ciascuna categoria, poi affidati alle due giurie artistiche. Il 1° settembre saranno comunicati i tre romanzi editi e i tre inediti destinati al podio finale, senza indicazione delle posizioni, che saranno svelate domenica 27 settembre durante la cerimonia conclusiva. 

Il cuore del festival si svilupperà dal 20 al 27 settembre. Prima con “Aspettando Santa in Giallo”, coordinato da Marinella Gagliardi Santi e Giammauro Gargiulo, poi con le tre giornate centrali dedicate agli ospiti della letteratura gialla e della narrativa italiana. Le sedi coinvolte saranno Casa del Mare, Spazio Aperto di via dell’Arco, Castello di Santa Margherita Ligure, Auditorium della scuola Vittorio G. Rossi, piazza Caprera, Circolo Arci Orchidea, Cinema Centrale e Galleria Cella Art & Communication. 

Accanto al concorso letterario crescerà un ampio programma collaterale: il Cinema in Giallo al Cinema Centrale, Santa in Giallo Arte coordinato da Elisa Serrao, le Vetrine in Giallo affidate a Franco Borlenghi, un concorso fotografico con il Fotoclub Avis L’Immagine, iniziative con la Biblioteca Civica e una rassegna teatrale realizzata con FEF - Festival Eccellenza Femminile, diretto da Consuelo Barilari. La rassegna Santa in Giallo Musica prevede l’intervento di diversi ensemble musicali e sarà coordinata da Donatella Ferraris. 

Il teatro porterà il festival anche tra Camogli e Rapallo, con attenzione particolare al tema della violenza di genere e a lavori legati anche a testi di Dacia Maraini.

Santa in Giallo Junior sarà diretta da Stella Nosella e vedrà la collaborazione di Armando Traverso, volto storico della televisione per ragazzi e autore e conduttore di Rai Radio Kids. Madrina del festival sarà ancora Cecilia Scerbanenco, figlia di Giorgio Scerbanenco, figura decisiva per la nascita del giallo e del noir italiano moderno.

Tra i premi, per gli editi sono previsti 1.500 euro al primo classificato, 1.000 al secondo e 500 al terzo; per gli inediti, la pubblicazione con Aporema Edizioni ed Edizioni Panesi. A questi si aggiungeranno premi speciali, tra cui Giuria Popolare, Giuria Tecnica, Direttore artistico, Carriera, Psichiatria & Criminologia e Premio Speciale Social. 

Sono già allo studio anche diverse iniziative per l’edizione 2027, che coinvolgerà anche Genova. Tra queste “Strisce Gialle”, una nuova collana della casa editrice Galata, pensata nello storico formato a striscia per fumetti inediti di genere giallo e noir che parteciperanno al concorso letterario.

Il sindaco di Santa Margherita Ligure Guglielmo Caversazio

Premio Paganini: presentata a Londra la 59ª edizione, Ning Feng nuovo presidente di giuria

Super User 25 Giugno 2026 708 Visite

 

Il Premio Paganini rafforza la propria vocazione internazionale e sceglie il Regno Unito per lanciare ufficialmente la 59ª edizione del celebre concorso violinistico genovese. Dopo il successo del 2024, quando il vincitore Simon Zhu si esibì a Londra con il celebre “Cannone” alla presenza di Re Carlo III, il concorso torna oltremanica con due appuntamenti a Londra e Cambridge, confermando il percorso di rilancio e apertura globale intrapreso negli ultimi anni.

La presentazione del nuovo bando si è svolta presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra alla presenza del presidente del premio Giovanni Panebianco, del direttore artistico Nicola Bruzzo e del violinista Ning Feng, vincitore del Premio Paganini nel 2006 e oggi chiamato a raccogliere il testimone di Uto Ughi alla guida della giuria internazionale. Si tratta di una nomina storica: Feng è infatti il più giovane presidente di giuria nella storia del concorso e il primo proveniente dall’Asia. 

Accanto a lui, una giuria rinnovata, caratterizzata da un’età media più giovane e da una maggiore presenza femminile, elementi che testimoniano la volontà di rendere il Premio sempre più rappresentativo della scena musicale contemporanea. Tra le novità più significative della prossima edizione spicca anche l’introduzione, nella fase semifinale, di un’opera per violino e live electronics commissionata al compositore italiano Matteo Franceschini, segno di una visione artistica aperta al dialogo tra tradizione e innovazione. 

Le iscrizioni saranno aperte dal 1° settembre al 1° dicembre 2026, mentre il percorso di selezione coinvolgerà alcune delle principali capitali culturali del mondo. Le preselezioni dal vivo si terranno infatti a Tokyo, Shanghai, Berlino, Genova e New York, prima dell’approdo finale nella città di Paganini. Le fasi conclusive del concorso sono in programma dal 12 al 24 ottobre 2027 e interesseranno non solo Palazzo Tursi e il Teatro Carlo Felice, ma anche il Teatro Gustavo Modena, con l’obiettivo di coinvolgere nuovi quartieri e ampliare il legame con il territorio.

L’evento londinese è stato arricchito dalla presentazione di due pubblicazioni dedicate a Niccolò Paganini e da un concerto della violinista giapponese Rino Yoshimoto, secondo premio dell’ultima edizione, accompagnata al pianoforte da Sergei Redkin. Un programma che ha unito idealmente Italia e Regno Unito attraverso le celebri “Variations on God Save the King” e pagine di Walton, Elgar e Kreisler. Il concerto verrà replicato anche al Pembroke College di Cambridge.

Le iniziative rientrano nel progetto “Paganini Abroad”, sostenuto da Regione Liguria, che punta a consolidare la dimensione internazionale del Premio e a promuovere nel mondo l’immagine culturale di Genova e della Liguria. Un percorso che conferma il Premio Paganini non solo come una delle più prestigiose competizioni violinistiche internazionali, ma anche come uno straordinario strumento di diplomazia culturale capace di valorizzare giovani talenti, storia musicale e identità territoriale.

Campari tra arte e impresa chiude il ciclo di incontri della mostra 'Un altro Futurismo'

Super User 10 Giugno 2026 684 Visite

 

Si avvia alla conclusione il calendario di eventi collaterali della mostra “Un altro Futurismo”. L’avanguardia degli anni Venti e Trenta e il dialogo con la Liguria, ospitata a Palazzo della Meridiana, di salita San Francesco 4 a Genova, e visitabile fino al 12 luglio 2026. Lunedì 15 giugno alle ore 18 è in programma l’incontro “Campari: una storia tra arte e impresa. Immaginari moderni e parole in libertà”, realizzato in collaborazione con Galleria Campari.

L’appuntamento offrirà al pubblico un approfondimento sul rapporto tra creatività, comunicazione e cultura d’impresa attraverso una delle esperienze più significative del Novecento italiano. Il percorso racconterà l’evoluzione dell’identità visiva di Campari, da sempre legata alla collaborazione con artisti e designer capaci di interpretare e rinnovare il linguaggio del marchio.

Particolare attenzione sarà dedicata alla figura di Fortunato Depero, protagonista del Futurismo e autore di alcune delle più celebri campagne pubblicitarie dell’azienda. Manifesti, bozzetti e sperimentazioni grafiche testimoniano infatti come arte e industria abbiano saputo dialogare dando vita a un’estetica innovativa e moderna.

L’incontro conclude il ciclo di approfondimenti che ha accompagnato la mostra dopo gli interventi dello storico dell’arte Matteo Fochessati e della curatrice Simona Bartolena, confermando la vocazione di Palazzo della Meridiana come luogo di confronto culturale e divulgazione.

La rassegna espositiva propone una lettura originale del Futurismo degli anni Venti e Trenta, con focus sull’aeropittura, sulle arti applicate e sul legame con la Liguria, territorio che ebbe un ruolo centrale nella diffusione del movimento. Nel biglietto della mostra è compreso un evento collaterale; il singolo incontro ha un costo di 5 euro.

Prenotazione consigliata: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  - tel. 010 2541996.

Sestri Levante, premiati i vincitori del concorso dedicato alla fiaba e alla creatività

Super User 06 Giugno 2026 651 Visite

 

Si è chiusa con una partecipata cerimonia di premiazione la 59ª edizione del Premio Andersen - Baia delle Favole, storico concorso internazionale dedicato alla fiaba e alla creatività, che da quasi sessant’anni richiama autori, scuole, illustratori e appassionati di scrittura per ragazzi da tutta Italia e dall’estero.

L’edizione 2026 ha registrato numeri record, con centinaia di fiabe arrivate da ogni regione e da diversi Paesi, confermando la vitalità di una manifestazione che continua a promuovere la narrazione, l’immaginazione e i valori universali della letteratura per l’infanzia. La cerimonia ha visto una straordinaria partecipazione di bambini, famiglie e appassionati, trasformando Sestri Levante in un palcoscenico di storie, colori e creatività.

«Ogni anno il Premio Andersen dimostra quanto sia importante coltivare la fantasia e il senso della comunità fin dalla più tenera età – ha dichiarato Maura Caleffi, Assessore alla Cultura del Comune di Sestri Levante – Vedere bambini, famiglie e insegnanti così coinvolti ci ricorda che le fiabe non sono solo racconti, ma strumenti educativi e di crescita. Questa edizione ha superato ogni aspettativa, confermando Sestri Levante come un punto di riferimento nazionale per la letteratura per l’infanzia».

I vincitori della 59ª edizione

- Sezione Piccini: Scuola dell’Infanzia “Traso” dell’Istituto Comprensivo Valtrebbia di Torriglia (Genova) con Il castello di nessuno, premiata per la capacità di raccontare va-lori come cura, amicizia e solidarietà attraverso una struttura narrativa sorprendente-mente matura. Segnalata: Sette Ranger per il bosco del Gruppo “Aquile” dell’Istituto Comunale Monsignore Pietro Zerbi di Saronno.

- Sezione Bambini: Istituto Comprensivo Antonio De Curtis di Palma Campania (Napoli) con La bussola dei desideri, storia delicata sul tema della perdita e della memoria vista attraverso lo sguardo di una bambina. Segnalata: Il super potere di Ricciosauro della Scuola Primaria Rosaria Carriera di Roma.

- Sezione Ragazzi: Giovanna Anna Ferrante di Crecchio (Chieti) con Il cielo di Lila, fiaba che celebra il valore delle parole, della condivisione e della gentilezza. Segnalata: Il viaggio di Matteo del Plesso Marconi dell’Istituto Comprensivo “Grazie Tavernelle” di Ancona.

- Sezione Adulti: Michela Guidi di Rimini con Le storie di Étymos, racconto originale che riflette sul potere e sull’origine delle parole attraverso il dialogo tra un dizionario e i vocaboli che custodisce. Segnalata: La bambina che cuciva le parole di Majla Fadda di La Maddalena.

- Sezione Fiaba Straniera: Vasil Vasilev di Sofia (Bulgaria) con The Tree and the Butterfly (L’albero e la farfalla), storia intensa di amore e rinascita. Segnalata: Old Man’s Beard (Barba di vecchio) di Anthony Joseph Bracuti di Eastbourne, Regno Unito.

- Sezione Illustratori: Martina Pizzaferri di Rapallo con Il paguro (s)fortunato, opera che affronta temi ambientali e di tutela del Mediterraneo attraverso un linguaggio visivo fiabesco e coinvolgente. Segnalata: Martin e l’albero dei mille colori di Sabrina Casapie-ri e Caterina Siciliano.

 

Il Trofeo Baia delle Favole

Il prestigioso Trofeo Baia delle Favole è stato assegnato a Elga Rosanna Pappalardo di Vanzaghello (Milano) per la fiaba Sky e le voci del bush, ambientata nella terra di Arnhem, in Australia, capace di intrecciare mito aborigeno, ricerca delle proprie radici e forza evocativa della natura.

Premio Sestri Levante – Letteratura, Arte e Scienze

Durante la cerimonia è stato conferito anche il Premio Sestri Levante – Letteratura, Arte e Scienze a Paola Rodari, figura di riferimento nella comunicazione scientifica italiana e internazionale, per il suo contributo alla divulgazione della scienza, alla progettazione di science centre e laboratori didattici, e alla promozione della cultura scientifica attraverso iniziative, festival e pubblicazioni.

“Oggi festeggiamo le fiabe vincitrici, ma anche il percorso che le ha portate fin qui”, dichiara la Presidente di Giuria del Premio, la scrittrice Nadia Terranova, che prosegue: “Questa cerimonia conclude un viaggio di scrittura e lettura che ha unito autori e giurati in una stessa avventura: il gioco serio e appassionante dell'immaginazione e della narrazione.”

La “giuria tecnica” del Premio, presieduta dal professore e scrittore, Enrico Rovegno, è composta da: Maria Grazia Adano, insegnante; Maria Franca Bacigalupo, insegnante; Elisabetta Biggio, insegnante e pedagogista; Federica Brugnoli, insegnante; Paolo Della Sala, scrittore; Goffredo Feretto, editore, Adelia Gandolfo, membro rappresentante famiglia David Bixio e Caterina Lerici, insegnante.

Mentre la “giuria artistica” è composta da: Stefano Biglia, illustratore; Antonio Bozzo, giornalista; Severino Colombo, giornalista; Isabella Christina Felline, autrice di libri per l’infanzia; Roberto Gianotti, giornalista; Alessandro Macchiavello, fumettista; Pierantonio Zannoni, giornalista e Silvana Zanovello, giornalista

Erano presenti, oltre al Sindaco e all'Amministrazione comunale di Sestri Levante, la Consigliera regionale Lilli Lauro, il Consigliere di Città Metropolitana Albino Armanino e l'Assessore alla Cultura del Comune di Lavagna Chiara Oneto.

Con la conclusione della 59ª edizione, il Premio Andersen – Baia delle Favole conferma il proprio ruolo di riferimento nel panorama culturale nazionale e internazionale, continuando a promuovere il valore della narrazione, dell’immaginazione e della creatività come strumenti di crescita, dialogo e conoscenza.

I 20 anni dei Rolli nel Patrimonio Unesco nell’analisi di Francesco Gastaldi

Super User 02 Giugno 2026 872 Visite

 

Il 16 luglio del 2006 rappresenta una data importante nella storia recente di Genova. In quel giorno di vent'anni fa, l'area denominata “Genova: le Strade nuove e il sistema dei palazzi dei Rolli” veniva ufficialmente iscritta nella prestigiosa lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO.

La decisione fu presa dalla speciale commissione UNESCO riunita a Vilnius, in Lituania, che inserì il sito nel registro globale sotto il numero identificativo 1211. Il riconoscimento andò a premiare l'impianto urbano delle Strade Nuove insieme a 42 dei 163 palazzi nobiliari storicamente iscritti in almeno una delle cinque liste ufficiali della Repubblica di Genova (i celebri Rolli degli anni 1576, 1588, 1599, 1614 e 1644), minuziosamente studiati e censiti dallo storico Ennio Poleggi.

A ricordare l'importanza di questa ricorrenza è Francesco Gastaldi, docente di Urbanistica a Venezia e profondo studioso delle trasformazioni urbane delle città. Secondo il docente, questi vent'anni sono stati importanti per il capoluogo ligure, un periodo intenso in cui si sono susseguiti numerosi e significativi interventi di restauro e riqualificazione sul sistema delle strade e dei principali palazzi aristocratici.

“La progressiva valorizzazione del centro storico - dice Gastaldi - ha portato con sé numerose forme di valorizzazione turistica, culturale e di rigenerazione urbana. Oggi il centro storico è una meta riconosciuta grazie agli sforzi del 2001 (anno del G8) e 2004 (Genova città capitale Europea della Cultura) e numerose pedonalizzazioni avviate in quegli anni”. 

L'attuale configurazione del cuore di Genova è dunque il frutto di una visione strategica nata a cavallo del nuovo millennio e consolidatasi con il sigillo dell'UNESCO. Una data da ricordare e da considerare fondamentale, che continua a ridefinire l'identità e l'attrattività internazionale della città.

Ritanna Armeni ha vinto il Premio letterario nazionale per la donna scrittrice

Super User 31 Maggio 2026 742 Visite

 

Si è conclusa a Palazzo Ducale, la 40ª edizione del Premio letterario nazionale per la donna scrittrice, che dal 1985 promuove, valorizza e racconta le voci più significative della produzione letteraria femminile in Italia.

A iscrivere il proprio nome in un albo d’oro che conta ormai oltre 200 autrici, è stata Ritanna Armeni, autrice di “A Roma non ci sono le montagne” (Ponte Alle Grazie).

Il verdetto è arrivato grazie al voto congiunto della giuria tecnica - composta da Francesco De Nicola (Presidente), Maria Pia Ammirati, Mario Baudino, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Sara Rattaro, Raffaella Romagnolo, Mirella Serri, Camilla Tagliabue e Pier Antonio Zannoni - e della giuria popolare formata da 30 lettori selezionati dal Comune di Genova.

Sul podio anche Veronica Raimo con “Non scrivere di me” (Einaudi) e Chiara Francini con “Le querce non fanno limoni” (Rizzoli), che si sono classificate rispettivamente al secondo e al terzo posto.

«Quarant’anni di storia e di successi rappresentano un traguardo straordinario per questo Premio, e per Genova è un vero piacere essere diventata la casa di una manifestazione così prestigiosa – ha commentato l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari -  Celebrare la scrittura delle donne e dare spazio a queste straordinarie autrici significa arricchire il patrimonio intellettuale di tutti noi, offrendo alla cittadinanza e al pubblico uno sguardo per interpretare le complessità del nostro tempo. Voglio rivolgere i miei più sentiti complimenti alla vincitrice di questa storica edizione e a tutte le straordinarie finaliste che hanno arricchito il concorso. Un plauso altrettanto caloroso va alla vincitrice del Premio digital storyteller, che ha saputo trasformare le nuove piattaforme digitali in spazi di condivisione culturale, dimostrando come la passione per i libri possa trovare strade sempre nuove e coinvolgenti per arrivare al cuore dei lettori di oggi e di domani».

Durante la cerimonia di premiazione, condotta da Roberta Capua, sono stati consegnati anche i riconoscimenti collaterali già assegnati dalla giuria tecnica: il Premio opera prima a Paola Antonia Tasca per Sarebbe bellissimo (Mondadori) e il Premio speciale della giuria a Rosa Matteucci per Cartagloria (Adelphi).

Grande entusiasmo per la novità di quest'anno: il Premio digital storyteller – Premio città di Genova per la divulgazione letteraria femminile, nato per valorizzare il racconto della narrativa delle donne attraverso i social media.

Ad aggiudicarsi il premio come booktoker più votata dal pubblico online è stata Noemi Gallo con il video sull’opera “Il libro bianco” di Han Kang.  Hanno accompagnato la serata le letture dell’attore Igor Chierici e l’intermezzo 2 giugno 1946 · Le donne al voto, che ha celebrato l’anniversario del suffragio femminile in Italia. Alessandro Ferraro ha letto cinque testimonianze di grandi scrittrici (Sibilla Aleramo, Maria Bellonci, Anna Banti, Paola Masino e Alba De Céspedes) che hanno raccontato la loro prima esperienza al seggio.

I momenti letterari sono stati intervallati dalle esecuzioni musicali di Eliano Calamaro al violino e Andrea Calamaro alla chitarra.

Michele Mari vince il Premio Strega Giovani: il trionfo de “I convitati di pietra” a Genova

Super User 27 Maggio 2026 976 Visite

 

La tredicesima edizione del Premio Strega Giovani ha il suo vincitore. È Michele Mari che, con il suo romanzo “I convitati di pietra” (edito da Einaudi), ha conquistato il gradino più alto del podio. L'annuncio ufficiale è arrivato a Genova, nella cornice del PalaCep Pianacci, durante un evento condotto da Loredana Lipperini e patrocinato dalla Camera dei Deputati e dal Comune di Genova.

Nella recensione del libro si legge: “La narrazione diventa metafora di una lotta darwiniana mascherata da rito borghese – una classe liceale che cristallizza il proprio legame non nel sentimento, ma in una "riffa della morte" – costruendo un sistema in cui l'Altro è ridotto a variabile economica e il tempo un countdown verso un'accumulazione di capitale che nessuno potrà realmente abitare. L'opera si offre come una riflessione intensa sulla crisi dell'identità collettiva e sulla memoria come spazio di contesa spietata. Il significato profondo risiede nella constatazione che l'unico "tempo ritrovato" è quello di un'aula scolastica che continua a proiettare le sue ombre sul futuro”.

Il romanzo di Mari ha ottenuto ben 83 preferenze su un totale di 579 espresse da una giuria d'eccezione: ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da 114 scuole secondarie di secondo grado, distribuite sia sul territorio nazionale sia all'estero. Sul podio, insieme al vincitore, si sono piazzati Marco Vichi con Occhi di bambina (Guanda), secondo con 74 voti, e Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), terza a quota 65 preferenze. Grazie a questo posizionamento, tutti e tre i libri riceveranno un voto valido per la designazione dei finalisti del Premio Strega maggiore. 

La manifestazione, promossa dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento, ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui la sindaca di Genova Silvia Salis, che ha annunciato il vincitore, l'assessore comunale alla Cultura Giacomo Montanari, il direttore della Fondazione Bellonci Stefano Petrocchi e il presidente di Strega Alberti Giuseppe D’Avino. 

Accanto al premio principale, la giornata ha celebrato anche le eccellenze della critica giovanile e della scrittura creativa. Giuseppe La Boria, direttore regionale Liguria Piemonte di BPER Banca, ha consegnato il Premio Strega Giovani per la migliore recensione a Brando Mazzella, studente dell’ISS Cristofaro Mennella di Ischia. Il suo testo, scelto tra oltre 300 elaborati, analizza l'opera di Mari definendola come la metafora di "una lotta darwiniana mascherata da rito borghese", in cui la scuola diventa lo spazio in cui "l'unico tempo ritrovato proietta le sue ombre sul futuro". Il giovane si è aggiudicato un buono libri del valore di 500 euro.

Infine, l'evento ha fatto da palco alla consegna del Premio Leggiamoci 2026, nato dall'omonima piattaforma che consente agli studenti tra i 13 e i 19 anni di condividere la propria passione per la lettura. Il progetto, promosso dalla Fondazione Bellonci e dal Centro per il libro e la lettura, ha visto trionfare Anna Ricchieri del Liceo Ludovico Ariosto di Ferrara. Il suo racconto, intitolato Patrick, è stato premiato per l'intensità delle sue tematiche e si apre con un incipit fulminante: "Incredibile come fu la morte a rivelarsi la più grande occasione per riflettere sulla vita". La vincitrice, annunciata da Rossella Pace, avrà l'opportunità di frequentare un corso di scrittura offerto da BPER Banca.

Palazzo della Meridiana celebra la storia dell’orologeria con una lectio di Marisa Addomine

Super User 27 Maggio 2026 786 Visite

 

Giovedì 28 maggio, alle ore 18:00, Palazzo della Meridiana - Salita San Francesco 4, Genova - ospita un’anteprima d’eccezione per il Festival Valle del Tempo, la rassegna culturale diffusa che si svolgerà tra il 25 settembre e il 4 ottobre.

L’evento si aprirà con i saluti istituzionali della Regione, della Città Metropolitana e dei sindaci di Uscio, Avegno e Recco, per poi lasciare la parola a Caterina Viziano (Amici di Palazzo della Meridiana) e a Riccardo Francesco Grozio, direttore del festival, che presenterà il ricco programma di questa edizione focalizzata sulla valorizzazione del territorio e della sua identità attraverso la dimensione del tempo.

Il momento centrale sarà la lectio magistralis di Marisa Addomine, una delle massime esperte mondiali di orologeria. Laureata in Ingegneria elettronica, con un dottorato in corso al Warburg Institute di Londra e oltre 200 pubblicazioni all’attivo, Addomine guiderà il pubblico in un affascinante viaggio lungo otto secoli di arte dell’orologeria meccanica.

L'incontro analizzerà straordinari e costosi capolavori del passato: oggetti unici, "da re", capaci di incarnare l’eterna illusione umana di poter dominare e possedere il tempo. Tra i grandi meriti della studiosa spicca anche la guida del team di ricerca che ha portato alla scoperta dell'orologio da torre più antico del mondo, tuttora sopravvissuto a Chioggia.

È consigliata la prenotazione: mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 0102541996

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