Skin ADV

Cultura

Portofino Days, dal 28 al 30 marzo torna il festival della fiction

Super User 19 Febbraio 2025 1224 Visite

Dal 28 al 30 marzo si terrà la seconda edizione dei Portofino Days – International Fiction Festival. Proiezioni, masterclass e incontri dedicati ai professionisti del settore per rafforzare ancora una volta il posizionamento della Liguria come “terra da fiction”.

“Le produzioni cinematografiche, dagli spot pubblicitari alle serie tv fino ai lungometraggi, rappresentano una straordinaria opportunità per la nostra regione – spiega il presidente della Regione Liguria Marco Bucci – Già oggi, numeri alla mano, questo settore genera lavoro, occupazione e sviluppo su un territorio che, anno dopo anno, si conferma particolarmente vocato su questo fronte grazie alla bellezza e alla varietà dei suoi paesaggi, naturali e urbani. Oltre a questo, è innegabile il valore in termini di promozione turistica che il piccolo e il grande schermo portano con sé: siamo quindi particolarmente felici di accogliere, in uno dei luoghi simbolo della Liguria nel mondo, la seconda edizione dei Portofino days. Ogni evento di questo tipo, al di là del valore culturale e di immagine, è strategico per portare ricchezza, occupazione e sviluppo, in particolare in un settore che ha ampi margini di crescita”.

La manifestazione, promossa da Regione Liguria, Genova Liguria Film Commission e Comune di Portofino, vede confermate tutte le location dello scorso anno, con una novità. Accanto a Portofino, Genova, Rapallo e Santa Margherita Ligure, che in questa edizione offrirà due sedi d’eccezione: oltre a Villa Durazzo, che accoglierà incontri e masterclass, per la prima volta il festival farà tappa anche al Convento dei Cappuccini, ampliando così gli spazi dedicati alla formazione e al confronto.

Obiettivo della kermesse, la prima nel suo genere perché mirata soprattutto al coinvolgimento delle maestranze del mondo dell’audiovisivo, è promuovere la Liguria come set ideale per produzioni di lungo corso: i suoi scenari naturali, perfetti per storie in costume, contemporanee e persino ambientate nel futuro. Un comparto sempre più strategico sul quale investire, che sta registrando ottimi risultati, con significative ricadute sul territorio, come evidenziano i dati di Genova Liguria Film Commission che, nel solo primo mese del 2025, in 31 giorni ha gestito 27 produzioni, con 110 persone collocale, 358 giornate di lavoro e 247 notti alberghiere.

Rafforzata anche la collaborazione con Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, l’Università di Genova e la Scuola Holden, partner culturali dell’iniziativa, a ulteriore conferma della qualità degli ospiti dell’evento. Gli studenti impegnati in percorsi di studio legati ai mestieri dell’audiovisivo avranno così l’opportunità di incontrare e ascoltare i professionisti del settore che prenderanno parte alla manifestazione.

Durante la tre giorni del 2025, inoltre, saranno organizzati anche fam trip, viaggi di familiarizzazione, dedicati alle più importanti produzioni, con l’obiettivo di mostrare loro la straordinaria varietà di scenari della Liguria, da Ponente a Levante, perfetti per il mondo della fiction.

Non mancheranno gli appuntamenti dedicati al grande pubblico: proiezioni in anteprima, visite agli studi di posa di Genova Cornigliano presso il Cineporto di Villa Bombrini, panel e serate di premiazione che animeranno la Piazzetta di Portofino, trasformandola ancora una volta in un palcoscenico d’eccezione per fiction e lunga serialità.

 

Il board della seconda edizione:

Direttore: Cristina Bolla

Vicedirettori: Giorgio D'Alia, Matteo Garnero

Presidente: Walter Iuzzolino

TV Series: Luigi De Laurentiis, Walter Iuzzolino, Marco Ponti

Soundtracks: Roberto Pischiutta "Pivio"

TV and Commercials: Marcello Cesena, Tiziana Zampieri

Professioni dell’audiovisivo: Enzo De Camillis, Giannandrea Pecorelli

Laurea Honoris Causa al maestro Donato Renzetti, direttore emerito del Carlo Felice

Super User 19 Febbraio 2025 1301 Visite

Lunedì 17 febbraio, presso il Teatro Municipale di Piacenza, il Conservatorio Nicolini di Piacenza ha conferito a Donato Renzetti, direttore emerito dell’Opera Carlo Felice, la Laurea Honoris Causa in Composizione.

Prima di dedicarsi alla direzione d’orchestra, il maestro Renzetti aveva intrapreso gli studi di Composizione al Conservatorio di Milano con Bruno Bettinelli. Il titolo onorifico celebra la sua carriera sempre orientata alla valorizzazione di un ampio repertorio musicale e la preziosa attività di formazione di giovani direttori d’orchestra, con un approccio fondato sull’analisi e sullo studio della composizione. In tale occasione, il maestro ha tenuto una lectio magistralis dirigendo l’esordio dell’Orchestra Sinfonica “Antonio Votto” del Conservatorio, con un programma dedicato a Ludwig van Beethoven e a Felix Mendelssohn.

Ha commentato Donato Renzetti: «Al Conservatorio Nicolini venni, nel 1980, come docente di Esercitazioni orchestrali. Di quella classe di giovanissimi, oggi ritrovo donne e uomini, professoresse e professori, con negli occhi la medesima luce e la medesima passione. Questa sera, ai ricordi ed all’onore, aggiungerò il privilegio di eseguire la mia lectio magistralis con l’Orchestra “Antonino Votto”. Da sempre ritengo le giovani orchestre un investimento etico e morale, del resto io stesso le ho sostenute e continuo a sostenerle, basti pensare all’attuale esperienza dell’Accademia di Saluzzo a me intitolata. Dobbiamo farlo, per permettere che il patrimonio musicale mondiale possa essere trasmesso alle generazioni successive. Dobbiamo farlo come testimoni credibili, per questo in quasi 40 anni di insegnamento ricordo sempre ai miei allievi la prima regola per diventare direttori d’orchestra: studiare e conoscere la composizione. La Laurea Honoris Causa in Composizione è oggi per me il sigillo di una vita passata sul podio e completa una esperienza che mi vede ancora perseguire gli alti valori di educazione e formazione al contenuto espressivo della musica».

Donato Renzetti è Direttore emerito dell’Opera Carlo Felice dal 2022, da allora è stato è stato un prezioso punto di riferimento per le maestranze del Teatro, con le quali si è instaurato un rapporto solido e continuativo. Tra gli ultimi impegni, nel mese di febbraio Renzetti ha diretto i concerti Racconti sinfonici e Brahms e Šostakovič nell’ambito della Stagione Sinfonica del Teatro e le quattro recite del dramma storico Andrea Chénier di Umberto Giordano, sesto titolo della Stagione Lirica e Balletto. Nei mesi a venire, il Maestro tornerà sul podio genovese per dirigere l’Opéra-comique Carmen di George Bizet (da venerdì 16 a domenica 25 maggio 2025), e i concerti sinfonici Casella e Čajkovskij (giovedì 22 maggio 2025) e Fin de siècle (giovedì 19 giugno 2025).

Il sovrintendente Claudio Orazi, tutti i lavoratori del teatro e il consiglio d’indirizzo dell'Opera Carlo Felice esprimono le più vive felicitazioni al Maestro Renzetti.

Biblioteca Berio aperta anche di domenica, assessore Rosso: “Risposta concreta ai bisogni dei cittadini”

Super User 31 Gennaio 2025 1276 Visite

 

La biblioteca Berio sarà aperta anche la domenica a partire dal 2 febbraio dalle 10 alle 18. Uno sforzo dell’Amministrazione per andare incontro alle esigenze soprattutto dei tantissimi giovani, universitari e non, che necessitano di un luogo per studiare anche nei giorni di chiusura di aule studio e, appunto biblioteche. Sarà la Cooperativa Solidarietà e Lavoro a occuparsi della gestione domenicale, durante la quale non si potranno consultare o prendere in prestito volumi, ma solo usufruire degli spazi per leggere, studiare e utilizzare materiale propri. Questo proprio perché non sarà presente personale del Comune. Saranno utilizzabili anche i servizi igienici ed è presente la connessione wi-fi per navigare su internet.

La biblioteca Berio può vantare circa 400 mila opere conservate al suo interno e, nel solo 2024, ha registrato più di 117 mila presenze.

«Come Amministrazione diamo il via a questa apertura domenicale che riteniamo assolutamente necessaria per una grande città come Genova – dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Lorenza Rosso -. Si tratta di una risposta concreta ai bisogni dei nostri cittadini, soprattutto giovani: garantiamo così un luogo al coperto e al caldo, dotato di scrivanie, panchine e sedie, per esigenze di studio e lavoro da remoto. La biblioteca Berio, oltre a essere la più grande della città, è un punto di riferimento per residenti e pendolari, oltre a essere nel cuore di Genova. A partire dal 2 febbraio cominceremo a tenere monitorati gli accessi domenicali nei prossimi mesi, dopodichè, se la risposta sarà positiva, valuteremo altre iniziative per valorizzare ulteriormente la struttura e i suoi spazi».

Nel contempo, il polo sede della biblioteca Firpo a Pra’, in via della Benedicta, amplierà il suo orario d’apertura dal lunedì al venerdì: è aperta sette ore in più alla settimana grazie allo svolgimento delle attività del servizio Educativa per adulti delle Politiche sociali. L’ampliamento dell’orario garantisce maggior fruizione degli spazi e più presenza sul territorio, permettendo ai residenti di poter intensificare la frequentazione in un luogo d’aggregazione che si propone come punto d’incontro per sviluppare rapporti sociali e di convivialità.

«Per quanto riguarda la Firpo – rimarca l’assessore Lorenza Rosso – andiamo a implementare gli orari per garantire maggior presenza sul territorio. In questo caso è fondamentale l’apporto delle Politiche sociali, per questo ritengo imprescindibile il binomio tra cultura e sociale. Ho avuto la delega alle Politiche sociali fino a pochi mesi fa e ora il mio obiettivo è quello di intrecciare sempre più questi due temi di assoluta rilevanza per la comunità. In tal senso rimarco la fattiva collaborazione con l’assessore alle Politiche sociali Enrico Costa e con gli uffici competenti, che hanno dato il loro prezioso contributo affinché il servizio potesse venir ampliato e potenziato”.

Di seguito i nuovi orari della biblioteca Firpo: lunedì 12-16, ⁠martedì 10-12.30, ⁠mercoledì 10-12.30, ⁠giovedì 9.30-18.30, ⁠venerdì 10-12.30.

‘A Bridge of music’, il progetto ideato dal sovrintendente del Carlo Felice per i 200 anni di opera italiana negli Stati Uniti

Super User 28 Gennaio 2025 1263 Visite

 

In apertura delle celebrazioni per i 200 anni di opera italiana negli Stati Uniti, mercoledì 29 gennaio, alle ore 18.00, verrà presentato alla Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera il progetto ‘A Bridge of Music’. Interverranno Ferruccio De Bortoli (Presidente Fondazione Corriere della Sera), Enrico Girardi (Critico musicale Corriere della Sera), Claudio Orazi (Sovrintendente Opera Carlo Felice Genova), Giuseppe Gerbino (Columbia University), Francesco Zimei (Università di Trento), Diana Castelnuovo-Tedesco (Archivio Castelnuovo-Tedesco).

In occasione dell’incontro, il mezzosoprano Elmina Hasan, il violinista Giuseppe Gibboni (vincitore del 56° Premio Paganini), e la pianista Valentina Messa saranno protagonisti di un concerto dedicato a Gioachino Rossini – il cui Barbiere di Siviglia è stato la prima opera italiana rappresentata negli Stati Uniti – Niccolò Paganini, uno dei maggiori esponenti della cultura musicale genovese nel mondo, e Mario Castelnuovo-Tedesco, compositore fiorentino emigrato negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali e voce unica nel panorama italiano del Novecento. In apertura, l’aria «Nacqui all’affanno... Non più mesta» da La Cenerentola di Rossini e Introduzione e variazioni «Non più mesta» di Paganini. Segue la celebre «Di tanti palpiti» da Tancredi di Rossini. In chiusura, il Secondo movimento (Lento, grave e triste) dal Concerto n. 3 di Mario Castelnuovo-Tedesco nella versione per violino e pianoforte.

A Bridge of Music è un progetto culturale internazionale ideato dal sovrintendente Claudio Orazi nel 2016 con lo scopo di valorizzare la musica quale volano della diplomazia culturale tra l’Italia e gli Stati Uniti. Il 2025 segna un momento fondamentale, in quanto ricorre il bicentenario della prima rappresentazione di un’opera lirica italiana negli Stati Uniti (Il barbiere di Siviglia, Park Theatre di New York, novembre 1825). In preparazione del bicentenario l’Opera Carlo Felice ha realizzato nel 2024 una tournée inaugurata a Genova con un concerto diretto da Davide Massiglia su musiche di Paganini, Castelnuovo-Tedesco e Respighi, e proseguita attraverso un ponte ideale fino a New York, dove Donato Renzetti ha diretto l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice in un concerto in doppia data dedicato a Lorenzo Da Ponte e a Niccolò Paganini. Le celebrazioni del 2025 si aprono con l’incontro-concerto alla Fondazione Corriere della Sera e proseguono martedì 11 febbraio al Teatro Italian Academy della Columbia University di New York, con un convegno e un concerto dedicati al bicentenario. L’appuntamento vedrà gli interventi del Sovrintendente Claudio Orazi, di Giuseppe Gerbino (Columbia University) e di Francesco Zimei (Università di Trento), e un programma su musiche di Niccolò Paganini, Gioachino Rossini e Mario Castelnuovo-Tedesco con il mezzosoprano Marianna Pizzolato, il violinista Giuseppe Gibboni e la pianista Valentina Messa.

“Genova Antiquaria”: a Palazzo della Meridiana il fascino dell’arte e della storia

Super User 24 Gennaio 2025 1373 Visite

Dal 21 al 26 febbraio, Genova ospiterà l’edizione zero di “Genova Antiquaria”, mostra di alto antiquariato promossa dall’associazione Amici di Palazzo della Meridiana APS, con il patrocinio di Regione Liguria, Comune di Genova e Camera di Commercio. La mostra si presenta come un suggestivo viaggio tra arte e storia, attraverso l’esposizione di opere di maestri liguri e internazionali. 

Nella cornice storica di Palazzo della Meridiana, i visitatori potranno ammirare arredi, sculture, dipinti e gioielli dal Cinquecento agli anni ’50 del Novecento. L’ingresso, con offerta libera (minimo 5 euro), contribuirà a sostenere “Arkè, Un Dentista per Amico”, associazione che offre cure dentistiche gratuite a bambini in difficoltà.

Tra gli espositori, gallerie come Capozzi Antichità, Vivioli Arte Antica e Creatini&Landriani presenteranno capolavori di artisti come Domenico Piola, Rubaldo Merello e Giovanni Benedetto Castiglione. In programma anche un’anteprima su invito il 20 febbraio, dalle 17:00 alle 20:00.

Genova Antiquaria non è solo un evento culturale, ma anche un progetto solidale, unendo arte e impegno sociale. Come sottolinea l’assessore Lorenza Rosso, “un appuntamento che celebra oltre quattro secoli di arte e risponde ai bisogni della comunità”.

Per informazioni: www.palazzodellameridiana.it

Olio su tela di Gregorio De Ferrari: "San Gerolamo nel Deserto" (1670-1675)

"Dalle Grazie" di Angelo Costa

Olio su tela di Domenico Piola: "Allegoria della Carità" (Genova, 1628-1703)

Premio letterario nazionale per la donna scrittrice, scelte le tre finaliste

Super User 11 Gennaio 2025 1682 Visite

Questa mattina, nella Sala Lignea della Biblioteca Berio, sono state proclamate le tre finaliste della 39^ edizione del Premio letterario nazionale per la donna scrittrice - il primo riconoscimento in Italia per la narrativa femminile - promosso dal Comune di Genova.

Ad aggiudicarsi la finale sono state: Anita Likmeta, “Le favole del comunismo”, Venezia, Marsilio, 2024; Paola Mastrocola, “Il Dio del Fuoco”, Torino, Einaudi, 2024 e Raffaella Romagnolo, “Aggiustare l’universo”, Milano, Mondadori, 2023.

Lo ha deciso la giuria tecnica - presieduta da Elvio Guagnini e composta da Francesco De Nicola (vicepresidente), Maria Pia Ammirati, Simona Baldelli, Mario Baudino, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Mirella Serri, Camilla Tagliabue e Pier Antonio Zannoni (segretario coordinatore) – che ha anche assegnato i premi collaterali.

Il premio Opera prima, riservato alle scrittrici esordienti è andato Marta Aidala, “La strangera”, Milano, Guanda, 2024, con la seguente motivazione: “Beatrice, 24 anni, è “la strangera” per quel mondo di montagna del quale, lei, cittadina, è da sempre innamorata. Ed è un continuo braccio di ferro quello con il “Barba”, il burbero gestore del rifugio, che si sviluppa per tutta la prima parte del romanzo in una sorta di “teatro da camera”, per poi deflagrare interiormente, sino quasi a rinunciare a quel mondo. Il tutto è narrato da Marta Aidala con equilibrio di toni che trascorrono da tragico all’umoristico, depositati in una scrittura colta e raffinata”.

La vincitrice del Premio speciale della giuria, destinato a un’opera di particolare valore culturale, è Sveva Casati Modignani, “Lui, lei e il Paradiso”, Milano, Sperling & Cupfer, 2024, con la seguente motivazione: “Un sogno, una favola, un romanzo, un’intervista immaginaria, un incontro – nello spazio surreale del Paradiso – tra una scrittrice e un imprenditore del nostro tempo, da poco scomparso, ma convinto di essere capitato lì per uno scherzo degli amici. Ne risulta un racconto ricco di ironia e autoironia, di colpi di scena e di movimento. Qualità che, del resto, Sveva Casati Modignani (pseudonimo di Bice Cairati) ha affinato nel corso di una ormai lunga carriera iniziata nel giornalismo e proseguita poi, dal 1981, in un’attività narrativa svolta con costanza e regolarità, esplorando il mondo dei sentimenti e legandolo – soprattutto nelle opere recenti – a un richiamo costante a quello della storia, della vita civile, dell’imprenditoria e delle grandi svolte comportamentali del nostro tempo.”

I cinque libri sono stati selezionati tra le 87 opere in concorso, pubblicate per la prima volta dal 1° maggio 2023. 

«Ospitiamo con onore il 39° appuntamento di questo prestigioso Premio tutto al femminile, che mette in risalto la creatività e la capacità di raccontare delle donne – commenta l’assessore alla Cultura Lorenza Rosso - Tra l’altro si tratta di un concorso internazionale, che nel corso degli anni ha visto susseguirsi vittorie prestigiose tra scrittrice italiane e non. Anche in questa edizione abbiamo riscontrato un gran numero di adesioni, quasi un centinaio: tutte le partecipanti, che ringrazio per essersi volute mettere in gioco, hanno positivamente colpito la giuria per le proprie capacità di scrittura e coinvolgimento, quindi vanno fatti i complimenti a tutte loro. Chiaro che poi verranno premiati in totale solo cinque volumi, tra primi tre posti e riconoscimenti speciali, ma il livello di questa manifestazione è sempre stato molto alto per tutte le partecipanti. Abbiamo grande curiosità per conoscere i verdetti, che saranno svelati a Palazzo Ducale l’8 marzo, in una data significativa e pienamente centrata con questa iniziativa che coincide con la Giornata Internazionale della Donna. Questo premio non è solo un riconoscimento, ma un'occasione per riflettere sull'importanza della narrativa femminile e sul contributo che le donne hanno dato e continuano a dare alla cultura».

I volumi della terna finalista verranno letti dai 30 lettori della giuria popolare scelti dal Comune di Genova e, nel corso della cerimonia conclusiva prevista per sabato 8 marzo a Palazzo Ducale, verranno votati congiuntamente dalla giuria tecnica e da quella popolare, che proclameranno l’opera vincitrice della 39^ edizione del premio letterario per la donna scrittrice – Genova 2024/2025.

L’autrice, le altre due finaliste e le vincitrici dei premi collaterali, saranno premiate dalle autorità presenti alla cerimonia.

Il premio letterario nazionale per la donna scrittrice, che per 37 edizioni si è svolto a Rapallo e per un’edizione sperimentale a Savona, con questa 39^ edizione è approdato a Genova, la città dove era stato ideato una quarantina di anni fa, sulla scia di una trasmissione radiofonica della Rai intitolata In Liguria il romanzo è…femmina.

Festival internazionale del doppiaggio “Voci nell’ombra”, i vincitori del Premio Anello d’Oro

Super User 02 Dicembre 2024 1791 Visite

 

La XXV edizione del Festival Internazionale del Doppiaggio “Voci nell’Ombra”, diretta da Tiziana Voarino, si è conclusa domenica 1° dicembre a Genova nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale con la cerimonia di premiazione degli Anelli d’Oro alle migliori voci e ai professionisti del settore che si sono distinti nel corso dell’anno. Una vera e propria festa di premiazione, condotta con eleganza e simpatia da Maurizio Di Maggio e Patrizia Caregnato, tra musica dal vivo e momenti di comicità. Ma la vera protagonista è stata l’emozione di chi ha visto coronata la propria carriera con un riconoscimento che dall’ombra della sala di registrazione lo ha portato al centro della scena e sotto le luci della ribalta. Ormai, dopo venticinque edizioni e nell’epoca dell’intelligenza artificiale, gli artisti che allora erano voci nell’ombra sono diventate stelle del doppiaggio italiano. Il Premio “Claudio G. Fava” alla carriera, a cui è dedicata questa edizione del festival, è stato assegnato a Ennio Coltorti, doppiatore fra gli altri di Harvey Keitel, Sam Shepard e Patrick Stewart. Gli Anelli d’Oro special per la 25ª edizione “Le stelle del doppiaggio italiano”, sono andati ai due fuoriclasse, attori e doppiatori Rodolfo Bianchi per la direzione del doppiaggio della serie The Penguin e a Roberto Chevalier per la direzione del doppiaggio del film Megalopolis di Francis Ford Coppola. Bianchi è presidente ADID- Associazione Direttori Italiani Doppiaggio, voce tra gli altri di Harvey Keitel, Gérard Depardieu, Brendan Gleeson, Stellan Skarsgård, Mel Gibson. Chevalier è la voce tra gli altri di Tom Cruise, Tom Hanks, Andy Garcia, Dennis Quaid, John Travolta.

L’Anello d’Oro per il miglior doppiaggio generale nella sezione Cinema è andato a Massimiliano Alto per avere diretto la versione italiana del film “Challengers” di Luca Guadagnino. Gli Anelli d’Oro per le migliori voci maschile e femminile del cinema sono stati assegnati a Francesco Venditti, doppiatore di Ryan Reynolds in “Deadpool & Wolverine”, e a Francesca Manicone, doppiatrice di Blake Lively nel film “It Ends with Us – Siano noi a dire basta”.

Le migliori voci nel settore televisione sono quelle di Roberto Pedicini, alter ego italiano di Javier Bardem in “Monsters: la storia di Lyle ed Erik Menendez” su Netflix, e Benedetta Ponticelli, doppiatrice di Jessica Gunning in “Baby Reindeer”, ugualmente su Netflix. L’Anello d’Oro per il miglior doppiaggio generale televisivo è stato assegnato a Daniele Giuliani per “The Gentlemen” sempre su Netflix. Il premio per l’adattamento dei dialoghi è andato ad Roberto Morville per il film campione d’incassi “Inside Out 2”, a Marina Caputi ed Emanuela D’Amico per la serie televisiva “Nobody Wants This” in onda su Netflix. Nella sezione Cartoni animati e Prodotti di animazione l’Anello d’Oro è stato vinto da Maurizio Merluzzo, direttamente dalla popolare trasmissione radiofonica “Lo zoo di 105”, per avere doppiato Garfield nel film “Garfield – Una missione gustosa”, mentre il Premio “Le Voci di Cartoonia 2024” è andato a Renato Novara, voce tra gli altri di Luffy/Ruffy nelle serie “One Piece” e “Sonic”. Il premio dedicato ai Programmi Televisivi e d’informazione è stato ritirato da Elena Andreoli, voce fuori campo nel programma “Quattro Hotel” di Sky, condotto da Bruno Barbieri.

L’Anello d’Oro nella sezione Accessibilità è stato assegnato all’audiodescrizione di Patrizia Bracaglia per “Tutta la luce che non vediamo” (Netflix), mentre il Premio speciale Accessibilità è andato a Mario Loreti per “Sei nell’anima”. Il Premio SIAE è stato ritirato da Davide Figliolini, per la sua attività di giovane adattatore e dialoghista italiano. A partire dal 2015 SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori sostiene il Festival nell’ambito di una politica dedicata a promuovere e a valorizzare i giovani talenti e il loro percorso formativo e lavorativo. Il Premio “Ludovica Modugno” in collaborazione con Paolo Modugno e Nuovo IMAIE è stato assegnato alla giovane attrice doppiatrice Sara Ciocca, nota tra l’altro per avere interpretato la piccola Lucia nella serie Blanca. Il Premio Internazionale Cinema e Sostenibilità e il Premio Anello Verde sono entrambi per il giovane regista del film Trifole – Le radici Dimenticate Gabriele Fabbro, mentre il Premio Professioni dietro allo schermo è andato a Valerio Piccolo per la composizione della canzone “E sì arrivata pure tu”, composta per “Parthenope” di Paolo Sorrentino. La Voce più genovese è Fabio Alisei conduttore della trasmissione “Lo zoo di 105”. Il Premio Bruno Astori è stato consegnato a Matteo Garofalo e Sebastiano Tamburrini per “Heartstopper”.  Inoltre, Premio Podcast a Filippo Solibello per “Rumors d’ambiente – Alla ricerca della sostenibilità” e Premio Podcast internazionale a Karen Martin e Isabella Jewell per “The Happy Pod – BBC World Service” prodotto dalla BBC, il Premio Internazionale Direzione del doppiaggio all’ucraina Anna Pashchenko. Un palmares ricco di artisti per un arrivederci all’edizione 2026.

Cultura, partono le visite guidate ai depositi del museo di S. Agostino

Super User 02 Dicembre 2024 1240 Visite

 

Inizia il 2 dicembre, con un tour speciale già sold out, il programma di visite guidate ai depositi del Museo di S. Agostino, che condurrà i cittadini e i visitatori alla scoperta di una Genova perduta, raffigurata da una grande pianta storica della città, sul modello di quella realizzata da Giacomo Brusco nel 1785, che introduce agli spazi.

Le visite guidate rendono fruibile una parte del museo normalmente non accessibile e portano anche avanti il grande progetto Sant'Agostino - Verso un nuovo museo, ampliando il percorso di visita su Genova medievale, realizzato nella chiesa e inaugurato lo scorso 30 maggio.

Premio Paganini 2025, l’hotel Bristol Palace premierà la migliore esecuzione cameristica

Super User 28 Novembre 2024 1366 Visite

Si è svolto ieri sera, presso l’Hotel Bristol Palace nella rinnovata “Sala Paganini”, l’evento di presentazione della nuova partnership tra il prestigioso Premio Paganini e il celebre hotel genovese del Gruppo Duetorrihotels. Al centro della serata, l’annuncio del “Premio Speciale Hotel Bristol Palace - Duetorrihotels Collection”, che sarà conferito dalla giuria internazionale presieduta dal maestro Uto Ughi alla miglior esecuzione cameristica della 58^ edizione del Premio Paganini, in programma a Genova dal 14 al 26 ottobre 2025.

L’evento ha visto la partecipazione di figure istituzionali e culturali di rilievo. Sono intervenuti il direttore artistico del Premio, Nicola Bruzzo, la consigliera comunale delegata Barbara Grosso, il presidente del Premio Giovanni Panebianco e il vicesindaco di Genova, Pietro Piciocchi, il quale ha dichiarato: "Il nuovo Premio Speciale Hotel Bristol Palace dimostra il forte carattere attrattivo, anche per le imprese del territorio, del Premio Paganini, un'eccellenza indiscussa a livello internazionale nell'ambito musicale. Le recenti missioni istituzionali all'estero, al Prado di Madrid, a New York con l'orchestra sinfonica del Carlo Felice e l'esibizione storica del Cannone dell'ultimo vincitore del Premio Simon Zhu a Londra, alla presenza del re Carlo III, sono il segno tangibile del successo e del grande apprezzamento del Premio che punta sui giovani, sui talenti musicali, una visione che, come amministrazione, sosteniamo con una visione proiettata al futuro. Ringrazio il management dell'Hotel Bristol Palace per aver creduto nella sinergia con il Premio, rinverdendo i fasti del passato con attenzione ai talenti degli under 30, a cui è rivolto questo premio speciale".

Presenti anche il neo presidente della Liguria Marco Bucci, accompagnato dalla moglie Laura Sansebastiano, il prefetto di Genova Cinzia Torraco, il principe Domenico Pallavicino, l’assessore regionale Simona Ferro e il presidente del Consiglio comunale Carmelo Cassibba.

Sul nuovo riconoscimento per i talenti del violino si è espresso così il general manager del Gruppo Duetorrihotels, Franco Vanetti: “Con questo riconoscimento lo storico Hotel Bristol Palace si lega ad un evento che porta in città, da molti anni, gli astri nascenti, l’élite internazionale dei violinisti Under 30. Tutto questo nel nome di Niccolò Paganini, genovese di nascita e cittadino del mondo: il migliore ambasciatore possibile per un territorio ricco di bellezza, che da sempre ci impegniamo a trasmettere ai nostri ospiti attraverso le nostre proposte”. 

Barbara Grosso ha commentato: “Un’iniziativa che arricchisce ulteriormente il prestigioso Premio Paganini, legando un’icona dell’ospitalità genovese al talento giovanile internazionale e contribuendo a scrivere una nuova pagina della storia di uno tra i più prestigiosi concorsi di violino. Ringrazio il Gruppo Duetorrihotels e l'Hotel Bristol Palace per l’impegno e la vision: la nuova Sala Paganini sarà un palcoscenico ideale per ospitare concerti e prove cameristiche contribuendo senz’altro a scrivere nuove pagine della vita culturale genovese”.

Anche Giovanni Ferrando, direttore dell’Hotel Bristol Palace, ha espresso soddisfazione per il progetto: “Questa novità nasce dal dialogo costante tra il nostro Hotel e il territorio in cui è inserito: ci sentiamo profondamente legati alla vita della città - è stato il suo commento -. Ad inizio Novecento qui si organizzavano feste e banchetti per la buona società internazionale, in un palazzo frequentato nei decenni da personalità del calibro di Pirandello, Nureyev, Hitchcock ed ovviamente dal Maestro Uto Ughi. Oggi come ieri, grazie a una Sala Paganini completamente rinnovata possiamo accogliere eventi e partecipare ai fermenti creativi e culturali di Genova”.

Il presidente del Premio Paganini, Giovanni Panebianco, ha espresso soddisfazione per la nuova collaborazione: “Siamo entusiasti della sinergia con l’Hotel Bristol Palace e dell’impegno che il Gruppo Duetorrihotels dimostra nel sostenere la cultura. Il Premio Speciale è un contributo significativo, che conferma il valore del concorso come vetrina e trampolino di lancio per giovani talenti nel panorama internazionale”.

Dopo gli interventi istituzionali, la violinista Jingzhi Zhang ha eseguito brani di Bach e i celebri Capricci di Paganini, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza musicale intensa e raccolta, nel pieno spirito cameristico.

La serata si è conclusa con un cocktail offerto dall’Hotel Bristol Palace.

 

 

 

“Voci nell’ombra”, torna il festival internazionale del doppiaggio

Super User 24 Novembre 2024 1531 Visite

 

Il Festival Internazionale del Doppiaggio "Voci nell’Ombra" celebra la sua venticinquesima edizione, confermandosi il principale evento dedicato all’arte del doppiaggio italiano. Dal 25 novembre al 1° dicembre, fra Savona e Genova, la manifestazione premierà le eccellenze del doppiaggio nel cinema, nella televisione e nei prodotti audiovisivi.

Un omaggio a Claudio G. Fava
L’edizione 2024 è dedicata a Claudio G. Fava, primo direttore artistico del festival e figura cardine per la valorizzazione del doppiaggio italiano. A dieci anni dalla sua scomparsa, il premio alla carriera porta il suo nome e quest’anno sarà conferito a Ennio Coltorti, voce iconica di attori come Harvey Keitel, Sam Shepard e Patrick Stewart.

Le novità della XXV edizione
Questa edizione speciale presenta una nuova mascotte, simbolo del festival, e introduce l’Anello d’Oro speciale “Le stelle del doppiaggio italiano”, riconoscimento assegnato a Rodolfo Bianchi per la direzione del doppiaggio della serie The Penguin e a Roberto Chevalier per il film Megalopolis di Francis Ford Coppola.

Nomination Cinema e Televisione 2024
La giuria, composta da esperti del settore, ha selezionato i migliori prodotti del doppiaggio italiano per il 2024. Tra le nomination spiccano:

Miglior Voce Maschile Cinema: Franco Mannella (The Holdovers), Gianfranco Miranda (Megalopolis), Francesco Venditti (Deadpool & Wolverine).

Miglior Voce Femminile Cinema: Franca D’Amato (May December), Francesca Manicone (It Ends with Us), Lucrezia Marricchi (Priscilla).

Miglior Voce Maschile TV: Fabio Boccanera (The Penguin), Roberto Pedicini (Monsters), Marco Vivio (Tracker).

Miglior Voce Femminile TV: Giulia Franceschetti (House of the Dragon), Eva Padoan (From), Benedetta Ponticelli (Baby Reindeer).

Accessibilità e attenzione ai giovani talenti
Il festival continua a distinguersi per il suo impegno verso l’accessibilità culturale e la valorizzazione delle nuove generazioni. Il Premio SIAE sarà assegnato a Davide Figliolini, giovane dialoghista italiano, mentre il Premio Ludovica Modugno andrà all’attrice doppiatrice Sara Ciocca, celebre per il ruolo nella serie Blanca.

Eventi e appuntamenti
La settimana sarà ricca di eventi: spettacoli, masterclass, proiezioni, tavole rotonde e una sezione dedicata ai podcast e ai cartoni animati. La Serata d’Onore, prevista per il 1° dicembre presso il Palazzo Ducale di Genova, vedrà la consegna degli ambiti Anelli d’Oro e dei riconoscimenti speciali.

Le parole della direttrice
«Il nostro obiettivo è promuovere il doppiaggio come arte e sensibilizzare il pubblico sul valore di questa professione – afferma Tiziana Voarino –. Questo venticinquesimo anniversario è un momento di celebrazione e riflessione per un settore in continua evoluzione, che guarda al futuro senza dimenticare le sue radici».

Tutti gli appuntamenti del festival sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Scopri di più sul programma e i dettagli delle nomination sul sito ufficiale: www.vocinellombra.com

Il Monumento Fieschi all’Auditorium Montale, un viaggio tra arte e memoria

Super User 21 Novembre 2024 1354 Visite

Da giovedì 28 novembre (ore 10:30 e ore 20:00) sarà in scena al Teatro Auditorium Eugenio Montale “Il Monumento Fieschi a Genova”, un viaggio tra arte e memoria, un melologo scritto, diretto e interpretato da Pino Petruzzelli con musiche da Metamorphosis e dai Piano Etudes di Philip Glass interpretate da Valentina Messa al pianoforte e con i video di Lorenzo Zeppa. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Museo Diocesano di Genova e con il Teatro Ipotesi.

Il Monumento Fieschi a Genova sarà in replica venerdì 29 novembre (ore 10.30 e ore 20.00), sabato 30 novembre (ore 20.00) e martedì 3 dicembre (ore 10.30 e ore 20.00).

In occasione dello spettacolo, il Museo Diocesano ha organizzato visite guidate al Monumento nei giorni di giovedì 28, venerdì 29, sabato 30 e lunedì 1° dicembre, alle ore 16.00; biglietto ingresso Museo e visita Euro 12.00. Per le scuole, ingresso e visita euro 5.00.

Il Cardinale Luca Fieschi (Genova, 1270 - Avignone 1336) fu una figura di spicco nella Genova di inizio ‘300. Dopo la morte, avvenuta ad Avignone, le sue spoglie vennero riportate a Genova per essere sepolte nella Cattedrale di San Lorenzo, dove era stato commissionato per lui un imponente monumento funerario. Nei secoli a seguire diversi eventi portarono al danneggiamento e alla ricollocazione di varie parti del monumento all’interno del Duomo. Molti frammenti furono ritrovati durante i restauri di San Lorenzo tra fine XIX e inizio XX secolo e poi portati al Museo di Sant’Agostino dove nel 1937 circa Orlando Grosso si occupò di studiarne la composizione originale. Il recente riallestimento è stato realizzato dal Museo Diocesano, diretto da Paola Martini, su progetto museografico di Giovanni Tortelli (Studio Tortelli e Frassoni, Brescia) e con la consulenza scientifica di Clario Di Fabio e Francesca Girelli (Università di Genova). Lo spettacolo di Pino Petruzzelli racconta tutto ciò che non riusciamo a vedere dinanzi al riallestimento di un monumento la cui unica testimonianza risale al 1600: “Siamo di fronte a una delle più magnifiche e superbe sepolture che fatte in Italia». Tra parole e musica si ripercorre la storia del monumento con l’obiettivo di far rivivere il sogno di chi ha lavorato con dedizione per riportarne alla luce la bellezza.

“L’Opera Carlo Felice – dichiara il sovrintendente Claudio Orazi – inaugura una nuova collaborazione con il Museo Diocesano nel solco della cooperazione integrata con le istituzioni culturali della città. In questa nuova produzione del Teatro, parole e musica si combinano per meditare attorno ad uno dei monumenti simbolo della città di Genova”.

“Questo mio ultimo lavoro - spiega Petruzzelli - è un viaggio tra storia e arte. A volte ci chiediamo “perché l’arte e perché la storia?” Per me l'arte è una scienza segreta sempre pronta a farci capire chi siamo e chi sono le persone che ci circondano. La storia invece è un poema che racconta il domani e ci mostra tutte le volte in cui credevamo di vedere, ma in realtà non abbiamo visto”.

“Il Monumento Fieschi a Genova si propone come un’esperienza unica che unisce teatro, musica e videoproiezioni per raccontare la storia di una figura importante della Genova medievale – commenta Francesca Corso, assessore al Marketing territoriale del Comune – Pino Petruzzelli, nel ruolo di autore e regista, ci regala un viaggio emozionante tra la bellezza del monumento funerario dedicato al Cardinale Luca Fieschi, i suoi processi di conservazione e il suo significato storico. Ringrazio il Teatro Carlo Felice e il Museo Diocesano, che hanno unito le forze per preservare e valorizzare questo patrimonio artistico e storico della nostra città”.

“150 anni di emigrazione italiana in Brasile”, a Genova la tavola rotonda del MEI

Super User 14 Novembre 2024 1152 Visite

Sabato 16 novembre, alle ore 15:30, a Genova, nell’Auditorium del Galata Museo del Mare, si terrà l’incontro “150 anni di emigrazione italiana in Brasile”.

La tavola rotonda organizzata dal MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana in collaborazione con Fondazione Casa America ETS sarà l’occasione per presentare la Crociera delle radici italiane, in partenza a bordo di Costa Diadema da Genova il prossimo 30 novembre direzione Santos, e le numerose attività culturali collaterali in programma.

Una nuova tappa di una serie di eventi, per l’importante ricorrenza, che il MEI ha avviato a inizio anno, con il progetto “Il viaggio di Thaisa” – tour della memoria compiuto dalla giovane brasiliana italo-discendente Thaisa Bestetti sulle tracce del nonno Arlindo venuto a combattere con la Feb per la liberazione d’Italia.

Il viaggio a bordo di Costa Diadema inizierà il 30 novembre a Genova e si concluderà il 21 dicembre a Santos, unendo due città simbolo del più grande movimento migratorio internazionale nella storia del Paese sudamericano e un programma che prevede 150 attività per celebrare i 150 anni dell'immigrazione, tra gastronomia, musica, danza, cultura e sport, in collaborazione con diversi enti, tra cui l'Istituto italiano di cultura di San Paolo.

‘Io sono un gatto nero’, 20 artisti espongono nei locali del Centro cultura degli avvocati

Super User 10 Novembre 2024 1251 Visite

 

In occasione del 17 novembre, giornata internazionale del gatto nero, il prossimo 15 novembre, alle ore 17:30, nei locali del Centro Cultura Formazione e Attività Forensi, in via XII ottobre 3, sarà inaugurata la mostra dal titolo ‘Io sono un gatto nero’, collettiva alla quale hanno partecipato circa 20 artisti.

Ognuno di loro ha realizzato, su una tela delle dimensioni di 30 x 30 cm, un gatto nero, utilizzando varie tecniche quali la pittura ad olio, ad acrilico, il collage, la grafica, l’acquarello e così via.

La giornata del gatto nero è stata istituita nel 2006 in seguito a una falsa notizia messa in circolazione da una falsa associazione animalista che lamentava l’uccisione di circa 60.000 gatti neri in Italia nell’anno precedente.

Nonostante ciò, la ricorrenza è rimasta e vuole portare comunque l’attenzione sui tanti miti e sulle tante leggende che, sin dall’antichità, hanno questo felino dal manto nero come protagonista.

Alla inaugurazione parteciperà il vice presidente dell’Ordine degli Avvocati di Genova, Stefano Savi, oltre a Gabriella de Filippis, responsabile degli eventi artistici e culturali del Centro Cultura e organizzatrice della mostra, che terrà una breve relazione sui gatti neri, sulle superstizioni ad essi legate e sulle leggende che legano i gatti neri al diavolo e alle streghe, oltre che su quei Paesi ove invece il gatto nero è visto come un portafortuna.

Nella giornata inaugurale sarà offerto a tutte le persone intervenute un aperitivo.

La mostra potrà essere visitata a partire dal 15 novembre sino all’11 dicembre, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:30 alle ore 18:00.

A Palazzo Ducale la presentazione del libro 'Centre Pompidou e la sfida del Total Design' di Boris Hamzeian

Super User 02 Novembre 2024 1243 Visite

Giovedì 7 novembre, dalle 18:00 alle 20:00, il Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale a Genova ospiterà la presentazione del libro Il Centre Pompidou e la sfida del Total Design di Boris Hamzeian. Oltre all’autore interverranno: Lia Piano, direttrice editoriale della Fondazione Piano; Shunji Ishida, ex architetto della Piano+Rogers Architects e senior partner della Renzo Piano Building Workshop; Luca Buzzoni, Associate Director Buildings Engineering Arup Italia; Tullia Iori, professoressa e storica dell'ingegneria e della costruzione presso l'Università Roma Tor Vergata.

L'evento, a ingresso gratuito, è patrocinato dalla Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Genova, dalla Fondazione Renzo Piano, dallo studio di ingegneria Arup e dal Centre Pompidou.

Venerdì 8 novembre, in occasione della presentazione del libro di Boris Hamzeian, la Fondazione Renzo Piano apre le sue porte per due visite guidate in compagnia dell’autore e delle archiviste. Le visite guidate durano 60 minuti ed è necessaria la prenotazione su www.Formagenova.it . L'appuntamento è a Villa Nave alle ore 14.30 e alle 16.00.

Nel corso degli anni Settanta a Parigi prende forma un’opera capace di unire le competenze dell’architettura, dell’ingegneria, dell’industria, dell’aeronautica, della programmazione e dell’informatica per trasfigurare un edificio in una macchina tecnologica, interattiva, flessibile e al servizio della folla. Il suo nome è Centre Pompidou. A due anni dalla pubblicazione della prima ricostruzione della genesi del Centre Pompidou, Boris Hamzeian, ricercatore del Centre Pompidou e professore a contratto presso l'Ecole nationale superieure d'architecture de Saint-Etienne, torna a Genova per presentare la sua ultima monografia, Il Centre Pompidou e la sfida del Total Design, una raccolta di saggi dedicati a disassemblare questo edificio-macchina nelle sue componenti fondamentali, dalla struttura metallica in acciaio di fusione agli organi tecnici dai colori sgargianti, sino alla sua piazza e al suo dispositivo museale all'avanguardia.

La conferenza genovese sarà l'occasione per analizzare una delle componenti che hanno reso celebre questo edificio, la gerberette, quella trave in acciaio di fusione che ha sfidato le capacità tecniche di un'epoca attraverso una sinergia inedita tra le discipline dell'architettura, dell'ingegneria, della metallurgia e dell'aeronautica. Attraverso un percorso inedito tra documenti d'archivio, disegni d'epoca e testimonianze orali, Boris Hamzeian ripropone una storia inedita che va dalle diverse visioni sulla struttura del Centre Pompidou alla sua problematica fabbricazione.

Boris Hamzeian (PhD École Polytechnique Fédérale de Lausanne-EPFL, 2021) è un architetto e storico dell'architettura specializzato nelle avanguardie del secondo dopoguerra e nella cosiddetta architettura “tecnomorfa". In qualità di ricercatore presso il Centre Pompidou, prosegue una ricerca sulle trasformazioni del progetto e sul trattamento e la valorizzazione di un fondo di migliaia di disegni relativi alla costruzione di quest'opera. È ricercatore invitato Postdoc presso la Architectural Association School di Londra, borsista dell'Académie d'architecture e professore a contratto presso l'École nationale supérieure d'architecture de Saint-Etienne, dove insegna storia e teorie dell'architettura contemporanea. Tra le sue pubblicazioni figurano Live Centre of Information, Da Pompidou à Beaubourg (1968-1971) (Actar Publishers, 2022), Unidentified Flying Object per l’architettura contemporanea. le sperimentazioni di UFO tra militanza politica e avanguardia artistica (con Beatrice Lampariello e Andrea Anselmo, Actar Publishers, 2022) e Il Centre Pompidou e la sfida del Total Design (Lettera Ventidue, 2023). Vincitore di due edizioni del programma Italian Council promosso dal Ministero della cultura, lavora con Nicola Braghieri e Filippo Fanciotti (EPFL) a una ricerca dedicata alle esperienze d'insegnamento d'avanguardia nella Firenze "radicale". Dal settembre 2024 è membro del comitato scientifico della Fondazione Renzo Piano.

Vent’anni di FEF: saranno due mesi di teatro, cinema, danza, poesia, dibattiti e premi

Super User 30 Ottobre 2024 1542 Visite

Venti anni di indagine sull’universo declinato al Femminile. E’ in pieno svolgimento a Genova il FEF, il Festival dell’Eccellenza al Femminile creato da Consuelo Barilari (che ne è anche la direttrice artistica) e organizzato da Schegge di Mediterraneo. La rassegna è iniziata a metà ottobre e terminerà a metà dicembre.

La filosofia della rassegna vede il teatro come strumento privilegiato per raccontare le emozioni, le paure e le battaglie quotidiane delle donne, dalle storie del passato alle sfide della cronaca contemporanea.

Nato come il primo grande evento in Italia dedicato alle donne, il Festival ha attraversato due decenni di profondi cambiamenti, diventando un punto di riferimento per il dibattito culturale e sociale.

“Il tema di questa ventesima edizione – afferma Consuelo Barilari – è  "RolePlay. I Ruoli”. Il festival  punta i riflettori sui ruoli che le donne assumono (o sono costrette ad assumere) nella storia, nella famiglia e nelle relazioni, ma anche sulla società del futuro. Un tema che ci invita a riflettere e a giocare con i ruoli per capovolgere dinamiche e punti di vista”.

La ricca programmazione di quest'anno propone 60 giorni di spettacoli e incontri, con una rassegna teatrale realizzata in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova: conta 19 titoli e 26 rappresentazioni, che andranno in scena nelle sale Eleonora Duse, Teatro Modena e Sala Mercato del Teatro Nazionale di Genova, e al Teatro dell’Arca di Genova.

Tra le novità, tre debutti nazionali al Teatro Eleonora Duse prodotti dal Festival. Si comincia con "Alfonsina Alfonsina. Il diavolo in gonnella", in coproduzione con il Contato del Canavese. Il testo fa rivivere l’avvincente avventura di Alfonsina Strada, la prima e unica donna ad avere preso parte al Giro d’Italia gareggiando con gli uomini. Simbolo della parità di genere nello sport, Alfonsina sconvolse le cronache sportive e l’opinione del tempo.

Poi "Thelma & Louise trent'anni dopo", ideazione e regia di Consuelo Barilari, in collaborazione con la statunitense Yassi Jahanmir, con Sara Bertelà e Galatea Ranzi. Thelma e Louise – fanno misterioso ritorno, sotto mentite spoglie. Infine "Tu dentro di me", un testo di Emilia Costantini interpretato da Gaia Aprea, che affronta il delicato tema della maternità surrogata. 

Un’altra novità è l’omaggio che il Festival dedicherà alle interpreti, attrici e registe della scena contemporanea alla Sala Mercato con due “personali” su Elena Arvigo e Giuliana Musso.

Lisa Ferlazzo Natoli e Petra Valentini il 29 ottobre al Teatro Duse hanno messo in scena “Uccellini”. Mascia Musy, interpreta il 31 ottobre al teatro Eleonora Duse un capolavoro della letteratura internazionale: “Preghiera per Chernobyl” del Premio Nobel Svetlana Alexievic. Fabiana Iacozzilli porta in scena il 19 novembre alla Sala Mercato la sua originale e visionaria poetica nella rappresentazione della maternità con lo spettacolo “Una cosa enorme”.

Poi ci sarà la “Settimana Contro la Violenza sulle Donne”. 

Il 21 novembre - in collaborazione con Teatro Necessario - al Teatro dell’Arca va in scena il recital “Non Ostante Voi “di e con Livia Grossi.

Il 24 novembre c’è il ritorno a Genova di ORLAN, la controversa star dell'arte contemporanea, che a Palazzo Ducale dialogherà con la direttrice Ilaria Bonacossa.

Il 29 novembre al Teatro Modena in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova c’è il debutto nazionale dello spettacolo internazionale di teatro danza “Ifigeneia”: una danza parlata che racconta la trasformazione del dolore e della rabbia di una giovane donna di fronte alla violenza del patriarcato.

Tra le iniziative più attese, spicca la prima edizione della rassegna “Teatro Comico al Femminile”, che alla sala Mercato dal 3 al 6 dicembre esplorerà con ironia e sagacia le contraddizioni del ruolo della donna nella società contemporanea. Sono quattro spettacoli tra flusso di coscienza e stand up comedy: Valentina Virando in “Psycodrama”; Monica Nappo in “Esperimento”; Sabrina Scuccimarra in “Giorni Infelici”; Gioia Salvadori in “Cuoro”.

Numerose le attività di approfondimento culturale e formazione. In collaborazione con l’Università di Genova ci sarà un convegno internazionale dedicato al tema “Il Comico al femminile”: una riflessione originale che esplorerà (con il contributo delle neuroscienze e delle teorie di genere) la storia della comicità e le differenze tra cervelli maschili e femminili per quanto riguarda la risata. Poi il progetto Università e Teatro, che coinvolge docenti e studenti dell'Università di Genova e del Teatro Universitario Il Falcone: ci saranno letture sceniche e laboratori al Museo dell’Attore.

Tra le iniziative di formazione in programma il 7 dicembre alle piscine di Albaro c’è “Playwater”, un workshop con la coreografa statunitense Yassi Jahanmir, che unisce nuoto sincronizzato e teatro. Poi una serie di incontri post-spettacolo chiamata "30 minuti fuori scena": porteranno sul palcoscenico del Festival da tutta Italia giornaliste, studiose e scrittrici, critiche teatrali per dialogare con gli artisti dei grandi temi sociali e culturali suggeriti dalle pièces.

E poi c'è il “Menù della Poesia”, un progetto innovativo con 6 appuntamenti di stand-up poetry che si potranno gustare con l’aperitivo prima degli spettacoli nel foyer della Sala Mercato; per i più piccoli la merenda nel foyer del Teatro Ivo Chiesa.

Per parlare di giochi di ruolo dei personaggi femminili c’è la rassegna cinematografica “Le donne nel Cinema di Alfred Hitchcock”. Quattro capolavori del maestro del brivido saranno presentati e analizzati da studiose del linguaggio cinematografico, offrendo una re-visione critica dei ruoli femminili creati da Hitchcock.

Il Festival assegnerà anche i tradizionali 5 “Premi Ipazia all’Eccellenza Femminile”.  Il Premio Ipazia all’Eccellenza Femminile sarà consegnato a Concita De Gregorio. Il Premio Ipazia all’Eccellenza Femminile internazionale, presieduto dalla giornalista Carmen Lasorella, verrà annunciato nel corso del Festival. Il Premio Ipazia al Teatro e ad altri riconoscimenti per la Nuova Drammaturgia e la Migliore Attrice verranno annunciati nel corso del Festival.

Paolo Fizzarotti

‘I Pallavicino di Genova’, presentato il volume che racconta la storia della dinastia

Super User 24 Ottobre 2024 2649 Visite

È stato presentato martedì scorso a Palazzo Interiano Pallavicino a Genova, alla presenza del Principe Domenico Antonio Pallavicino e del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, l’esclusivo volume “I Pallavicino di Genova. Una stirpe obertenga patrizia genovese nella storia d’Europa e del Mediterraneo”, ricco excursus storiografico e divulgativo su una famiglia che ha ricoperto per oltre 800 anni le più importanti cariche pubbliche, i principali ruoli di governo, delicati incarichi diplomatici e alti gradi militari riuscendo sempre a contemperare operazioni finanziarie e attività mercantili con uno spiccato mecenatismo sia in campo artistico sia sociale. 

“Ho la soddisfazione di presentare, questo volume dedicato alla storia della mia famiglia. Un’opera che costituisce un contributo fondamentale al riordino del patrimonio storico familiare che mi sono ripromesso di valorizzare e consegnare intatto alla città che ne è stata culla: Genova”. Ha spiegato il principe Domenico Antonio Pallavicino all’apertura dell’evento esclusivo moderato dalla giornalista de ‘La Nazione’ Letizia Cini e a cui hanno partecipato un centinaio di ospiti illustri. Ed ancora: “Molte pubblicazioni hanno nel corso dei decenni valorizzato singoli personaggi, palazzi e opere d’arte della famiglia, ma mancava una pubblicazione che fornisse un’ampia e complessiva panoramica dell’antico clan o, come si diceva nella nostra città, albergo, che è stato per secoli tra i protagonisti della vita politica, economica e sociale di questa Città e del suo Dominio”.

“I saggi raccolti nel volume – scrive il celebre critico e direttore artistico della Fondazione Pallavicino ETS di Genova Vittorio Sgarbi – approfondiscono l’importanza del Messale della Natività del Cardinale Antoniotto Pallavicino, un codice miniato per le funzioni liturgiche della cappella Sistina; il sostegno per la controfacciata della chiesa di San Siro della quale la famiglia Pallavicino assume il giuspatronato; le committenze di opere di Rubens e di Van Dyck; le sculture della famiglia Pallavicino presso il cimitero  monumentale di Staglieno,  con le opere di Santo Varni e Augusto Rivalta”.

La pubblicazione edita da Sagep, con le autorevoli voci narranti di Barbara Bernabò, Elena De Laurentiis, Andrea Lercari, Caterina Olcese Spingardi, Anna Orlando e Roberto Santamaria, diventa occasione per approfondire 800 anni di storia grazie alla collaborazione realizzata, tra gli altri, con l’Archivio di Stato di Genova, la Biblioteca Civica “Berio”, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Liguria. 

Tramite l’apertura e la sistematizzazione dell’Archivio Pallavicino, fonte straordinaria di materiale inedito in ottimo stato conservativo, vengono così tracciati gli impegni pubblici e di solidarietà della famiglia, le attività mercantili, le operazioni finanziarie, i luoghi simbolo del casato e le grandi committenze a Rubens e Van Dyck. Il ruolo della famiglia viene letto anche attraverso la lente di fascinosi eventi di élite della nobiltà europea, tra cui il gran ballo a Palazzo della Marchesa Vittoria Pallavicino durante la visita, nel settembre 1892, dei Sovrani d’Italia Umberto e Margherita.

Centrale la figura del Marchese Domenico Pallavicino (1867 -1928), al tempo stesso portatore dei valori della trazione e pioniere di modernità, anticipando gli obiettivi di impegno sociale promossi in questi anni dalla Fondazione Pallavicino ETS di Genova. Il Marchese Domenico Pallavicino, come il padre, fu socio della prestigiosa Società Ligure di Storia Patria, su incarico del Ministero degli Interni del Regno d’Italia fu chiamato a comporre la Commissione Araldica Ligure per il riconoscimento di titoli, l’uso delle armi gentilizie da parte dei cittadini e gli stemmi dei Comuni. Non solo, venne ricevuto quale cavaliere d’Onore e Devozione nel Sovrano Militare Ordine di Malta e, nel corso degli anni, presiedette la Società del Casino e l’Accademia Ligustica di Belle Arti, sedette tra gli amministratori degli Ospedali Galliera, fu socio e console dell’Associazione A Compagna, sorta nel 1923 per valorizzare la storia e le tradizioni genovesi, oltre a dirigere il Comitato Regionale di Genova della Croce Rossa Italiana. Grande passione del Marchese Domenico Pallavicino la musica: fu apprezzato compositore, tanto che per la prima presentazione del volume a Palazzo, organizzata dalla Fondazione Pallavicino, sono state eseguite in prima assoluta alcuni brani tratti dalle Sue opere dal pianista Christian Pastorino.  

La consigliera comunale Barbara Grosso e il critico Vittorio Sgarbi

La consigliera comunale Elena Manara e l'avvocato Daniela Anselmi

Genova, inaugurata la mostra fotografica di Bart Herreman nella sede di Banca Generali Private

Super User 22 Ottobre 2024 1351 Visite

Si intitola “Esefossevero 2024/2025” la mostra fotografica di Bart Herreman, considerato uno degli autori internazionali più acuti della fotografia surrealista e visionaria, esposta nella sede di Banca Generali Private in via XX Settembre 42 fino al 31 gennaio 2025 e inaugurata lunedì 21 ottobre. La mostra è promossa da Banca Generali Private ed organizzata dalla Galleria Open One. Una galleria storica di Pietrasanta (Lu), fondata nel 1963 da Mauro Bovecchi come sede per il commercio dei marmi pregiati. A questa attività si è affiancata, su idea del figlio Diego, la Open One – Contemporary Art: una galleria a cielo aperto che accoglie le opere scultoree di quegli artisti che frequentano la Bovecchi per acquistare i marmi per le proprie opere. In anni recenti poi la galleria si è aperta anche al figurativo e ai materiali più sperimentali, oltre che alla pittura e alla fotografia.

Il percorso espositivo della mostra di Bart Herreman presenta 46 immagini, che hanno invaso i luoghi di lavoro dell’istituto bancario come uffici, sale riunioni e corridoi. Si tratta di fotografie, alcune di grande formato, che descrivono il percorso creativo di un’artista, padrone delle tecniche di Photoshop, che usa la sua macchina fotografica, ma anche lo smartphone, per cogliere alcuni particolari della realtà per re-inventarli e collocarli in un nuovo mondo, del tutto irreale e immaginifico.

Bart Herreman nasce in Belgio dove vive fino agli anni Sessanta, poi frequenta l'accademia Sint Joost di Breda in Olanda. Si trasferisce in Italia a Milano e inizia la sua carriera di fotografo: dalla moda alla fotografia di reportage, d'arredamento, architettura e Still life. Parallelamente con l'avvento della fotografia digitale continua la sua ricerca creando un mondo di fantasie e surrealismo: animali e personaggi vengono rappresentati all'interno di un mondo che di volta in volta rappresenta luoghi improbabili e momenti quotidiani.

Nei suoi lavori traspare con forza la lezione dei “maestri” del surrealismo; nelle immagini sconnesse e connesse insieme, che dicono tutto e niente, insignificanti o piene di simboli. Bar Herreman, con fotografie colme di straordinaria capacità realizzativa, ci svela il suo mondo immaginario fatto di convivenze impossibili, uomini sbigottiti e animali disinvolti, stimolando o, meglio, facendo riemergere dall’“io” di chi guarda l’irreale realtà, di stimolare l’immaginazione sopita, di imporre allo sguardo la rappresentazione di qualcosa che oltrepassa il reale. Siamo davanti ad una sorta di viaggio infinito senza limiti di tempo e luoghi. In ogni composizione c’è sempre qualcosa di sorprendente, di artificioso e nello stesso tempo di rivelatore.  Ogni sua opera ha la capacità di rappresentare i sogni, visioni e le fantasie di chi la osserva. Una “filosofia” che spinge a travalicare i nostri limiti, a perseguire obiettivi apparentemente irraggiungibili, a superare ostacoli apparentemente insormontabili.

La mostra è aperta ad ingresso libero nella sede di Banca Generali Private, via XX Settembre 42 a Genova, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18, ma obbligatorio prenotare telefonando al numero: 010 5375411.

Da sinistra: Diego Bovecchi, Bart Herreman e Andrea Mazzucchi

 

Lettura, lo scrittore genovese Bruno Morchio presenta il suo ultimo libro alla Feltrinelli

Super User 17 Ottobre 2024 1268 Visite

Venerdì 18 ottobre, alle ore 18:00, lo scrittore Bruno Morchio incontrerà i suoi lettori alla Feltrinelli di Genova, e si preannuncia già il tutto esaurito: come è avvenuto nei precedenti incontri organizzati alla libreria di via Ceccardi.

Il giallista genovese nel 2023 ha vinto il Premio Scerbanenco, riconoscimento più prestigioso in Italia per la letteratura gialla, con il romanzo “La fine è ignota”.

Questa volta alla Feltrinelli presenterà il suo ultimo lavoro: “La badante e il professore”, con letture di Lucia Caponetto e dello stesso Bruno Morchio. Caponetto è unanimemente considerata come la più grande “raccontatrice” di libri in Italia.

“Quando scrivo un libro giallo – spiega Morchio – tendo a scivolare su una chiave ironica. E’ come se sentissi il carattere fittizio della narrazione, e quindi mi ritrovo a prendere distanza dalla materia. In questo romanzo prendo il punto di vista di un ragazzo di 12 anni: e quindi può essere considerato un “romanzo di formazione”. E’ ambientato in un comune limitrofo della Valpolcevera”.

“Il ragazzo va a fare ripetizioni a casa di un vecchio professore in pensione, e si affeziona molto a lui. Poi un giorno il professore viene ucciso. I sospetti convergono su Natalia, la badante ucraina. Il ragazzo indaga per cercare di salvare la badante e soprattutto per stabilire la sua fedeltà al professore. Fedeltà vuol dire innocenza dal delitto”, conclude lo scrittore, senza però spoilerare troppo sulla trama del libro.

“Esefossevero 2024/2025”, gli scatti surrealisti di Bart Herreman in mostra a Genova

Super User 17 Ottobre 2024 1918 Visite

Si intitola “Esefossevero 2024/2025” la mostra del fotografo Bart Herreman che sarà ospitata nella sede di Banca Generali Private in via XX Settembre, 42 a Genova da lunedì 21 ottobre – inaugurazione alle ore 17.30 con cocktail - al 31 gennaio 2025. La mostra è promossa da Banca Generali Private ed organizzata dalla Galleria Open One di Pietrasanta (Lu). In esposizione 46 immagini, alcune di grande formato, che descrivono il percorso creativo di un’artista, padrone delle tecniche di Photoshop, che usa la sua macchina fotografica, ma anche lo smartphone, per cogliere alcuni particolari della realtà per re-inventarli e collocarli in un nuovo mondo, del tutto irreale e immaginifico. Bart Herreman nasce in Belgio dove vive fino agli anni Sessanta, poi frequenta l'accademia Sint Joost di Breda in Olanda. Si trasferisce in Italia a Milano e inizia la sua carriera di fotografo: dalla moda alla fotografia di reportage, d'arredamento, architettura e Still life. Parallelamente con l'avvento della fotografia digitale continua la sua ricerca creando un mondo di fantasie e surrealismo: animali e personaggi vengono rappresentati all'interno di un mondo che di volta in volta rappresenta luoghi improbabili e momenti quotidiani.

Nei suoi lavori traspare con forza la lezione dei “maestri” del surrealismo; nelle immagini sconnesse e connesse insieme, che dicono tutto e niente, insignificanti o piene di simboli. Bar Herreman, con fotografie colme di straordinaria capacità realizzativa, ci svela il suo mondo immaginario fatto di convivenze impossibili, uomini sbigottiti e animali disinvolti, stimolando o, meglio, facendo riemergere dall’“io” di chi guarda l’irreale realtà, di stimolare l’immaginazione sopita, di imporre allo sguardo la rappresentazione di qualcosa che oltrepassa il reale. Siamo davanti ad una sorta di viaggio infinito senza limiti di tempo e luoghi. In ogni composizione c’è sempre qualcosa di sorprendente, di artificioso e nello stesso tempo di rivelatore. Ogni sua opera ha la capacità di rappresentare i sogni, visioni e le fantasie di chi la osserva. Di fronte alle opere di Bart Herreman la straordinaria capacità tecnica realizzativa passa in secondo piano rispetto al messaggio che l’artista ci vuole inviare, un modo di vivere, una “filosofia” che spinge a travalicare i nostri limiti, a perseguire obiettivi apparentemente irraggiungibili, a superare ostacoli apparentemente insormontabili.

La mostra è aperta ad ingresso libero nella sede di Banca Generali Private, via XX Settembre 42 a Genova, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18, consigliato prima telefonare al numero 010 5375411.

Londra, re Carlo al concerto del Premio Paganini con Simon Zhu e il Cannone

Super User 16 Ottobre 2024 1259 Visite

A rendere ancor più straordinario il concerto del Premio Paganini con Simon Zhu e il Cannone, a fianco della London Symphony Orchestra diretta da Antonio Pappano, è stata la presenza, tenuta riservatissima sino all'ultimo momento, del re d’Inghilterra Carlo III.

Un momento storico, a 44 anni da quel 16 ottobre 1980 in cui la Regina Elisabetta II e il Duca di Edimburgo, in visita ufficiale a Genova, vennero omaggiati dal celebre violinista genovese Renato De Barbieri, noto come il Paganini del '900, di uno speciale concerto con il Cannone.

“Siamo davvero molto lieti che il Re abbia onorato la città di Genova e il Premio Paganini con la Sua presenza, conferendo all'evento ancor maggior lustro ed eccezionalità”, dichiara il vicesindaco di Genova, Pietro Piciocchi.

Per il presidente Giovanni Panebianco “È stato un concerto indimenticabile. Grazie a Simon Zhu, ai musicisti della LSO e naturalmente ad Anthony Pappano che, nell'occasione, ha ricevuto il titolo di Paganini Ambassador”.

“Un giovane dal talento unico, il violino leggendario appartenuto al Re di tutti i violinisti e il Re d’Inghilterra in persona sono stati i protagonisti della magica serata di ieri. Sembra essere l’inizio di una fiaba di Oscar Wilde e invece si è trattato del Premio Paganini a Londra. La collaborazione con LSO e il Maestro Pappano non poteva che essere il viatico migliore per il lancio della 58^ edizione del Premio con Uto Ughi presidente di giuria”, commenta il direttore artistico Nicola Bruzzo.

Genova3000 TV

Genova3000 TV

Notizie

Levante

Cultura

Spettacoli

Sport

Gossip