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Spettacoli

Bayerisches Junior Ballett München, ai Parchi di Nervi arriva una delle più importanti compagnie giovanili

Super User 22 Luglio 2025 886 Visite

La vitalità e l’energia di una nuova generazione di danzatori professionisti saranno protagoniste ai Parchi di Nervi mercoledì 23 luglio (ore 21.15) dello spettacolo del Bayerisches Junior Ballett München, compagnia giovanile fondata nel 2010 da Ivan Liška come prima formazione junior della Germania, oggi ambasciatrice culturale del Land bavarese. Sedici giovani danzatori provenienti da tutto il mondo, di età compresa tra i 17 e i 20 anni, saranno impegnati in sei creazioni firmate da grandi coreografi del nostro tempo: un programma di altissimo livello tecnico e stilistico che svelerà le qualità di questa giovane compagnia, dove ha mosso i primi passi professionali anche il responsabile artistico del festival Jacopo Bellussi. Uno spettacolo sfaccettato per osservare l’evoluzione del linguaggio coreografico contemporaneo nelle mani (e nei corpi) di chi ne sarà il futuro.

«Lavorare con coreografi viventi – sottolinea Ivan Liška Direttore artistico della compagnia – è stato un privilegio speciale nella mia carriera. Grazie a questa esperienza, promuovo con convinzione opportunità simili per la prossima generazione di ballerini. Durante i due anni di impegno nella compagnia junior, desideriamo trasmettere ai giovani ballerini idealismo, disciplina e creatività. In un mondo colmo di mezze verità e inganni, l’arte non può e non deve mentire! Sul palcoscenico mostriamo la verità, e spetta a chi ha il coraggio di cercarla con il cuore riscoprire, in tempo reale, il significato dei nostri movimenti. Che grande fortuna abbiamo! Ho ricordi personali legati al Nervi Festival di Mario Porcile, dove ho danzato Onegin nel 1975 come membro del corpo di ballo del Balletto dell’Opera di Monaco di Baviera e, vent’anni dopo, nel 1996, ho interpretato il ruolo principale di Odysseus in Odyssee di John Neumeier con l’Hamburg Ballett. E ora, trent’anni dopo, accompagno la nostra meravigliosa compagnia junior. Sono molto felice che Jacopo Bellussi – che nel 2011/2012 è stato egli stesso membro del Bayerisches Junior Ballett München – ci abbia invitati e stia riportando alla gloria questo prestigioso Festival».

Apre la serata Bach-Suite 3 di John Neumeier (1981), costruito sulla celebre Suite n. 3 in re maggiore di Bach: opera neoclassica del grande coreografo che si configura come una sequenza di soli, pas de deux e momenti d’insieme.

 

A seguire, due creazioni più visionarie: Night on Bald Mountain creata da Eric Gauthier nel 2024 proprio per la compagnia bavarese, sul celebre poema sinfonico di Musorgskij Una notte sul Monte Calvo, che gioca con cinque coppie proponendo alcuni temi universali come il rapporto tra uomo e natura; quindi un altro capolavoro come Songs of a Wayfarer di Jiří Kylián, (1982) uno dei suoi brani più noti sul ciclo di Lieder di Gustav Mahler (Canti di un viandante).

3/4 Preludes di Richard Siegal (2016, creato sempre per il BJBM) è lavoro più giocoso e brillante sui Three Preludes di George Gershwin.

Chiude la serata Devil’s Kitchen, nuovissima creazione di Marco Goecke, andata in scena a Monaco lo scorso 11 giugno, costruita per la compagnia su musiche dei Pink Floyd: un lavoro nato a stretto contatto coi giovani danzatori, tra le loro esperienze quotidiane e le riflessioni più intime, simbolicamente ambientato in una “cucina del diavolo”, luogo di intensa emotività e scoperta artistica.

Lo spettacolo ha una durata di 130 minuti, con due intervalli.

Si avvicina lo spettacolo di chiusura del Nervi International Ballet Festival, il Gala Mario Porcile pensato da Jacopo Bellussi, con la consulenza di Maina Gielgud, celebre étoile internazionale. Nel corso del Gala, in programma domenica 27 luglio alle ore 21.15 (Parchi di Nervi), si alterneranno alcune coreografie iconiche del repertorio accanto a perle rare come il Pas de Quatre nella versione di Anton Dolin, con quattro star internazionali come Ida Praetorius, Aliya Tanikpaeva, Cassandra Trenary, Jessica Xuan; Forme et Ligne (Squeaky Door) di Maurice Béjart affidata a Ksenia Ovsyanick; Romeo and Juliet – Balcony Pas de Deux di Kenneth MacMillan con la coppia Cassandra Trenary e Matthew Ball. Poi Song of a Wayfarer di nuovo di Maurice Béjart, duetto intenso e drammatico che, dopo la coppia Nureyev-Bortoluzzi, sarà interpreto a Nervi da Jacopo Bellussi e Matthew Ball. Si continua con Giselle – Act II Pas de Deux nella coreografia storica di Coralli-Perrot-Petipq ripresa da Maina Gielgud, con Aliya Tanikpaeva e Dmitry Timofef. Poi ci saranno le Trois Gnossiennes di Hans van Manen, con Jessica Xuan e Jakob Feyferlik e, in chiusura, La Signora delle Camelie – Black Pas de Deux di John Neumeier, con Ida Praetorius e Jacopo Bellussi.

Festival di Nervi, torna a Genova il Balletto di Stoccarda con Romeo e Giulietta

Super User 18 Luglio 2025 1194 Visite

 

Dopo quasi quarant’anni di assenza, torna a Genova una delle più celebri compagnie europee: il Balletto di Stoccarda sarà protagonista al Nervi International Ballet Festival sabato 19 e domenica 20 luglio (ore 21.15) mettendo in scena Romeo e Giulietta nella versione coreografica di John Cranko, su musiche di Sergej Prokof’ev.

Considerato uno dei vertici assoluti del balletto narrativo del Novecento, Romeo e Giulietta debuttò a Stoccarda nel 1962 e da allora è diventato un simbolo del repertorio della compagnia. L’opera si distingue per l’equilibrio tra drammaturgia e danza, per l’intensità poetica dei pas de deux e per la capacità del coreografo sudafricano di tradurre la tragedia shakespeariana in immagini fortemente teatrali, senza mai rinunciare al virtuosismo tecnico. La coreografia, costruita con rigore e aderenza alla partitura di Prokof’ev, restituisce tutta la tensione drammatica e l’urgenza poetica del testo shakespeariano, esaltando il gesto come linguaggio dell’anima. Le scene e i costumi di Jürgen Rose, tra echi rinascimentali e stilizzazione poetica, contribuiscono a dare al balletto un impianto visivo di intensa bellezza.

Lungo tre intensi atti, lo spettacolo ricostruisce la Verona immaginata da Shakespeare che rivive – nella trasposizione di Cranko – tra scene di mercato, balli in maschera, duelli, carnevali e notti rubate, seguendo passo dopo passo il tragico amore, osteggiato dalle rivalità familiari, dei giovanissimi Romeo e Giulietta, qui interpretati da Elisa Badenes e Martí Paixà (19 luglio) e Mackenzie Brown e Henrik Erikson (20 luglio), affiancati da un cast di altissimo livello tra cui Jason Reilly, Matteo Miccini, Martino Semenzato, Diana Ionescu, Clemens Fröhlich, Edoardo Sartori 

Il Balletto di Stoccarda – che sotto la guida di Cranko ha rivoluzionato il balletto moderno – è oggi tra le compagnie più prestigiose al mondo, con un repertorio che abbraccia la grande tradizione classica e la creazione contemporanea. Le sue tournée internazionali sono seguite da pubblico e critica con grande attesa e quei Romeo e Giulietta si annuncia come uno degli appuntamenti più intensi e spettacolari Nervi International Ballet Festival. 

Fondata nel 1609, la compagnia ha vissuto, sotto la guida visionaria di Cranko negli anni ’60 e ’70, una vera e propria rinascita, diventando uno dei simboli della coreografia europea. Oggi, sotto la direzione di Tamas Detrich, ne custodisce l’eredità mantenendo viva una linea stilistica inconfondibile, fatta di precisione formale, forza espressiva e cura del racconto.

 

Palco sul Mare Festival: Federico Sirianni canta Faber, Cohen e la felicità

Super User 15 Luglio 2025 736 Visite

Nell’ambito della 30ª edizione del Palco sul Mare Festival, mercoledì 16 luglio alle ore 21:30 con ingresso gratuito, Villa Durazzo Bombrini a Cornigliano ospiterà uno degli appuntamenti più attesi della rassegna estiva: Federico Sirianni in scena con “Faber, Cohen e la felicità”. Un concerto narrativo che si muove tra parole, musica e poesia, omaggiando due giganti della canzone d’autore del Novecento: Fabrizio De André e Leonard Cohen. 

Lo spettacolo si presenta come un viaggio intimo nella memoria e nell’identità, in cerca di quel desiderio umano ostinato e universale: la felicità. Sirianni, cantautore genovese con oltre trent’anni di carriera e definito da Bruno Lauzi “l’erede della scuola genovese”, propone un percorso fatto di canzoni originali, tributi affettuosi e racconti autobiografici. Ad accompagnarlo sul palco il duo Merakee: Veronica Perego al contrabbasso e Valeria Quarta alla voce e percussioni, per una resa musicale delicata, raffinata e sperimentale. 

Il concerto è anche l’estensione naturale dell’ultimo album di Sirianni, ‘La promessa della felicità’, e un invito alla consapevolezza. Durante la serata sarà presente un banchetto di Emergency, parte della Staffetta per Gaza, per sostenere la popolazione civile colpita dalla guerra.

Festival di Nervi, l’étoile Lucia Lacarra per la prima volta in Italia con la sua nuova compagnia

Super User 15 Luglio 2025 661 Visite

È ancora vivo ed entusiasta il ricordo delle due serate con il londinese Royal Ballet, ma il Nervi International Ballet Festival è già pronto a presentare al Teatro Carlo Felice, mercoledì 16 luglio alle ore 20, una tra le più attese novità di questa edizione: il debutto in Italia del Lucia Lacarra Ballet, nuova compagnia fondata nel 2023 dalla celebre étoile basca. In scena Lost Letters, un progetto ideato e coreografato da Matthew Golding, danzatore e partner di Lacarra.

Lost Letters nasce da una lettera realmente scritta durante la Prima Guerra Mondiale da un artigliere britannico alla moglie. L’idea narrativa esplora il tema dell’assenza e del destino, immaginando cosa sarebbe successo se quella missiva non fosse mai arrivata. Intorno a questo spunto prende forma una coreografia carica di poesia e riflessione, arricchita da inserti video girati in paesaggi simbolici della Spagna (Zumaia, flysch, conventi e santuari baschi), con una colonna sonora che intreccia pagine di Sergej Rachmaninov e Max Richter. 

Il papavero della memoria, simbolo del lutto e del ricordo nei Paesi del Commonwealth, diventa centro visivo e poetico della scena.

Protagonisti della serata saranno i dieci danzatori della compagnia, fra cui spiccano la stessa Lucia Lacarra e Matthew Golding, affiancati da giovani talenti selezionati in audizione al Teatros del Canal di Madrid. Il balletto – della durata di 75 minuti senza intervallo – è prodotto in collaborazione con importanti teatri spagnoli (Teatro Arriaga Antzokia, Kursaal Eszena, Teatro Principal de Vitoria-Gasteiz) e con il sostegno del Governo Basco e del Comune di Zumaia. 

Lucia Lacarra, ballerina pluripremiata e protagonista sui più prestigiosi palcoscenici del mondo – da Marsiglia a San Francisco, da Monaco a Dortmund – ha ricevuto i massimi riconoscimenti della danza, tra cui il Benois de la Danse, il Premio Nazionale di Spagna e la Medaglia d’oro delle Belle Arti. A Nervi porta la sua nuova avventura coreografica, che fonde classicismo e linguaggi contemporanei in un progetto poetico e profondamente personale. 

Con Lost Letters il Nervi International Ballet Festival aggiunge così un nuovo tassello al panorama della danza di oggi, portando sul palcoscenico un’intima riflessione sul tempo, la perdita e il ricordo, interpretata da una delle più raffinate personalità del balletto europeo.

Nervi International Ballet Festival, lo spettacolo di domenica 13 luglio si terrà al Carlo felice

Super User 11 Luglio 2025 719 Visite

 

La Fondazione Teatro Carlo Felice comunica che, a causa delle previsioni meteo che segnalano alta probabilità di pioggia nel pomeriggio e nella serata di domenica 13 luglio, lo spettacolo del Royal Ballet “A celebration of the works of Frederick Ashton” in programma per quella data sarà spostato dal palcoscenico all’aperto dei Parchi di Nervi al Teatro Carlo Felice di Genova, con inizio sempre alle ore 21.15. 

Una decisione presa con anticipo per garantire lo svolgimento dello spettacolo in condizioni di sicurezza, nel rispetto dei tempi tecnici necessari alla produzione, delle esigenze degli artisti coinvolti, e per permettere al pubblico di organizzare per tempo la propria partecipazione.

Chi desiderasse anticipare la propria presenza a sabato 12 luglio, per assistere allo stesso spettacolo all’aperto ai Parchi di Nervi, potrà richiedere il cambio del biglietto.

Nel frattempo, la biglietteria sta già provvedendo a ricollocare sulla pianta del Teatro Carlo Felice tutti i posti acquistati per la serata di domenica 13 luglio, garantendo la stessa posizione. Al più presto sarà riaperta anche on line la vendita sulla nuova pianta.

Per ulteriori informazioni e assistenza:

Biglietteria Teatro Carlo Felice: 010 5381 432 / 433 / 337 / 399

Orari: lunedì – sabato ore 9.30–19.00 / domenica dalle ore 14.00 sino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo. www.nervinternationalballetfestival.it

La Fondazione ringrazia il pubblico per la collaborazione e la comprensione, certa che questa scelta consentirà la piena fruizione artistica dello spettacolo, nel massimo rispetto degli spettatori e degli artisti.

Torna a Genova il Royal Ballet di Londra con ‘A celebration of the works of Frederic Ashton’

Super User 11 Luglio 2025 839 Visite

È uno degli appuntamenti più attesi del Nervi International Ballet Festival 2025: sabato 12 ai Parchi di Nervi e domenica 13 al Teatro Carlo Felice (cambio di sede a causa del maltempo previsto) arriva il Royal Ballet, fiore all’occhiello della danza britannica e internazionale, con un programma interamente dedicato al suo storico fondatore, Frederick Ashton. A quarant’anni dalle sue ultime apparizioni al Festival, la compagnia torna a Genova con un cast stellare – tra cui Marianela Núñez, Alina Cojocaru, Matthew Ball, Valentino Zucchetti – per celebrare l’eredità artistica di un coreografo che ha plasmato l’identità stessa della compagnia.

Il titolo dello spettacolo, A Celebration of the works of Frederick Ashton, riflette l’intento di questa serata: riportare in scena alcune delle creazioni più emblematiche del coreografo britannico in un percorso tra lirismo, ironia, grazia e virtuosismo. Il programma è composto da sei diversi pezzi: alla satira raffinata di Façade – Tango Pasodoble (1931) alla sensualità tragica di Marguerite and Armand (1963), creato per Fonteyn e Nureyev e ispirato alla Traviata di Verdi e alla Signora delle camelie di Dumas figlio, su musiche di Franz Liszt; dalla brillantezza tecnica di Rhapsody (1980) creato per Michail Baryshnikov e Lesley Collier sulla virtuosistica Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov, al celebre passo a due di The Dream - Oberon and Titania’s Reconciliation pas de deux, arguta e tenera rivisitazione del Sogno shakespeariano (1964) con musica di Felix Mendelssohn. Completano il programma due gioielli poco noti ma preziosi: il Pas de Quatre dal Lago dei cigni, concepito da Ashton nel 1963 come variazione coreografica autonoma, e il celeberrimo Voices of Spring (1977), delizioso duo creato sulle melodie di Johann Strauss II per un’edizione dell’operetta Die Fledermaus e poi diventato pezzo autonomo.

Per questo ritorno a Genova, il Royal Ballet – diretto da Kevin O’Hare – schiera in queste due serate alcuni tra i suoi più acclamati “Principals” e artisti ospiti come Marianela Núñez e Jakob Feyferlik (impegnati in Marguerite and Armand il 12 luglio), Alina Cojocaru e Jakob Feyferlik (nello stesso pezzo il 13 luglio), Mayara Magri, Gary Avis, Valentino Zucchetti, Meaghan Grace Hinkis, Luca Acri, Isabella Gasparini, Sae Maeda solo per citarne alcuni. A loro si affianca il corpo di ballo e un team tecnico di altissimo livello, per un’esibizione che riassume l’eleganza, il vigore e la raffinatezza di una delle compagnie più prestigiose al mondo.

Lo spettacolo avrà una durata complessiva di 125 minuti (con due intervalli).

Per il Nervi Fuori Festival – ideato e organizzato dall’associazione genovese ThreeBBallet in collaborazione con la Fondazione Teatro Carlo Felice – venerdì 11 luglio alle ore 11, al Galata Museo del Mare, è in programma un incontro con Marianela Nuñez, stella del Royal Ballet.

I ballerini dell’Opéra di Parigi incantano il pubblico del Nervi International Ballet Festival

Super User 05 Luglio 2025 999 Visite

Ieri sera, i Parchi di Nervi sono tornati a essere il cuore pulsante della grande danza internazionale, grazie allo straordinario ritorno del Balletto dell’Opéra di Parigi, assente da questo palcoscenico da ben 43 anni. Un evento tanto atteso quanto applaudito, andato in scena in una forma modificata rispetto al programma annunciato, a causa della forte umidità che rendeva il palcoscenico scivoloso, del gran caldo e delle richieste dei ballerini dopo le prove.

Nel secondo (ma primo nei parchi, il precedente si è svolto al Teatro Carlo Felice) appuntamento del Nervi International Ballet Festival la compagnia parigina, tra le più prestigiose al mondo, ha proposto un programma raffinato e appassionante: cinque “Signature Pieces” che hanno attraversato più di un secolo di storia del balletto, mescolando epoche, stili e visioni artistiche.

La serata si è aperta con "Grand Pas Classique" di Victor Gsovsky, su musica di Daniel-François-Esprit Auber, eseguito con eleganza e rigore da Bleuenn Battistoni e Francesco Mura. Creato nel 1949, questo passo a due è un omaggio alla tecnica accademica più pura, pensato per esaltare la presenza scenica e il virtuosismo degli interpreti. 

A seguire, un estratto dall’atto III di "Raymonda", coreografato da Rudolf Nureyev a partire dalla versione originale di Marius Petipa, su musica di Aleksandr Glazunov. L’ultimo grande balletto narrativo di Petipa, rivisitato da Nureyev nel 1983, è stato interpretato da Sae Eun Park e Paul Marque, accompagnati da un ricco ensemble di danzatori. Un omaggio fastoso alla tradizione ottocentesca del balletto russo.

Uno dei momenti più intensi e drammatici è stato "Le Jeune Homme et la Mort", celebre creazione di Roland Petit su libretto di Jean Cocteau e musica di Johann Sebastian Bach. Hugo Marchand e Roxane Stojanov hanno dato vita a un duetto struggente, in cui la morte, impersonata da una donna in abito giallo, conduce il giovane protagonista al suicidio. Un balletto che unisce forza teatrale e potenza simbolica.

A stemperare la tensione, un breve ma poetico pas de deux tratto da "Le Parc" di Angelin Preljocaj, sulle note di Mozart. Interpretato da Ludmila Pagliero e Mathieu Ganio, questo frammento ha aggiunto una nota contemporanea, fatta di sensualità e sospensione emotiva.

Non poteva mancare "La morte del cigno", capolavoro creato da Michel Fokine nel 1905 su musica di Camille Saint-Saëns. Un assolo celebre in tutto il mondo, affidato a Dorothée Gilbert, che ha saputo restituire tutta la grazia e la malinconia del celebre “poema danzato”.

Lo spettacolo si è concluso con Le Parc, coreografia di Angelin Preljocaj e musica di Wolfgang Amadeus Mozart. Un pas de deux sospeso tra desiderio e distanza, sensualità e spiritualità. Ambientato in un giardino francese settecentesco, Le Parc  (1994) è un classico contemporaneo che ha saputo trasformare l’erotismo in poesia del gesto. Celebre la scena del bacio “in volo”, che conclude questo frammento con struggente leggerezza.

Va ricordato che la serata si è potuta svolgere grazie all’intervento della sindaca Silvia Salis, del vicesindaco Alessandro Terrile e del sovrintendente del Teatro Carlo Felice Michele Galli, che hanno convinto alcune sigle sindacali a revocare lo sciopero inizialmente annunciato.

Il Balletto dell’Opéra di Parigi tornerà questa sera alle ore 21:15, per un secondo e attesissimo appuntamento ai Parchi di Nervi.

 

 

“Signature Pieces”, il programma del Ballet de l’Opéra National de Paris ai Parchi di Nervi

Super User 04 Luglio 2025 878 Visite

Il programma dei cinque Signature Pieces scelti dal Ballet de l’Opéra National de Paris per il Nervi International Ballet Festival di venerdì 4 e sabato 5 luglio (ore 21.15).

 

Grand Pas Classique

Coreografia di Victor Gsovsky – Musica di Daniel-François-Esprit Auber

Creato nel 1949, questo passo a due è un omaggio alla tecnica accademica più pura, un concentrato di eleganza e difficoltà, costruito per esaltare il dominio tecnico e la presenza scenica degli interpreti.

Solisti: Bleuenn Battistoni, Francesco Mura

Raymonda (estratto dall’ atto III)

Coreografia di Rudolf Nureyev da Marius Petipa – Musica di Aleksandr Glazunov

ultimo grande balletto narrativo di Marius Petipa su musica di Glazunov, un’enciclopedia delle forme del balletto classico riportata in auge in Occidente da Rudolf Nureyev che ne realizzò una sua versione nel 1983, quando assunse la carica di direttore del Ballet de l’Opéra de Paris.

Solisti: Sae Eun Park (Raymonda), Paul Marque (Jean de Brienne) insieme a Camille Bon, Naïs Duboscq, Nine Seropian, Antonio Conforti, Daniel Stokes, Ambre Chiarcosso, Seohoo Yun, Keita Bellali, Micah Gabriel Levine, Isaac Lopes Gomes, Alexander Maryianowski, Enzo Saugar, Rubens Simon, Tosca Auba, Lucie Devignes, Lilas Parra

Le Jeune Homme et la Mort

Coreografia di Roland Petit – Musica di Johann Sebastian Bach

Creato nel 1946, è un inquietante duo su libretto di Jean Cocteau e musica di Johann Sebastian Bach in cui il destino – che ha le sembianze di una donna in abito giallo e guanti neri – si prende gioco del suo amante fino a spingerlo al suicidio.

Solisti: Hugo Marchand (Le Jeune Homme), Roxane Stojanov (La Mort)

 

La morte del cigno

Coreografia di Michel Fokine – Musica di Camille Saint-Saëns

Creata nel 1905 per Anna Pavlova, La morte del cigno è una delle miniature più celebri della storia del balletto. Un poema danzato su “Il Cigno” di Saint-Saëns, un assolo intenso e struggente – qui affidato a Dorothée Gilbert – che ha attraversato il Novecento come simbolo della danza.

Le Parc (pas de deux)

Coreografia di Angelin Preljocaj – Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Un pas de deux sospeso tra desiderio e distanza, sensualità e spiritualità. Ambientato in un giardino francese settecentesco, Le Parc  (1994) è un classico contemporaneo che ha saputo trasformare l’erotismo in poesia del gesto. Celebre la scena del bacio “in volo”, che conclude questo frammento con struggente leggerezza.

Solisti: Ludmila Pagliero, Mathieu Ganio

 

Il Nervi International Ballet Festival proseguirà al Teatro Carlo Felice il 9 luglio con il Ballett Kiel che porta in scena Following a Bird. Omaggio a Ezio Bosso di Yaroslav Ivanenko (2019) – già al Balletto di Amburgo con Neumeier e direttore della compagnia dal 2011 – ispirato alla musica e del noto compositore italiano, combinata a pagine di Max Richter e Kimmo Pohjonen; il titolo della coreografia si ricollega all’omonimo brano per pianoforte che Bosso compose dopo la diagnosi di una malattia incurabile e che suonò prima di quasi tutti i suoi concerti fino alla morte, come simbolo del ritorno del suo potere creativo. Seconda coreografia in programma Walking Mad dello svedese Johan Inger, creata nel 2001 sulla musica di Maurice Ravel (Boléro) e Arvo Pärt (Für Alina): con un chiaro riferimento al Boléro di Béjart, è un viaggio in cui «incontriamo le nostre paure, i nostri desideri e la leggerezza dell’essere» (Inger), con in scena una grande parete di legno mutevole.

  

Il 12 e 13 luglio si tornerà ai Parchi di Nervi con una compagine mitica come The Royal Ballet – oggi sotto la direzione di Kevin O’Hare – che presenta A Celebration of the works of Frederick Ashton, una selezione di lavori creati dalla figura fondativa dell’identità coreografica britannica: momenti tratti dal Lago dei cigni (Pas de quatre, musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij), The Dream – Oberon and Titania’s reconciliation pas de deux (arguta e tenera rivisitazione del Sogno di una notte di mezza estate del 1964 con musica di Felix Mendelssohn), Thaïs - pas de deux (del 1971, sulla famosa Méditation dall’opera di Massenet), Cinderella - pas de deux (dalla favola di Perrault con musica di Prokof’ev coreografata nel 1948) e Voices of Spring (duo sul valzer Frühlingsstimmen) accompagnano due capolavori completi come Marguerite and Armand (creato per Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev nel 1963, ispirato alla Traviata di Verdi e alla Signora delle camelie di Dumas figlio, su musiche di Franz Liszt) e Rhapsody (coreografia nata nel 1980 per Michail Baryšnikov e Lesley Collier, sulla virtuosistica Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov).

La manifestazione è promossa dal Comune di Genova con il patrocinio della Regione Liguria, del Ministero della Cultura e di Rai Liguria, main partner Iren, Premium sponsor e food partner Esselunga. Media Partner è Rai Cultura. Partner tecnici sono: Amiu, Amt, Aster, Friends of Genoa.

Il Teatro Carlo Felice presenta il calendario della nuova stagione

Super User 02 Luglio 2025 2306 Visite

Il Teatro Carlo Felice di Genova presenta la Stagione di Opera, Balletto e di Concerti 2025/2026: una programmazione che segna l’inizio di un nuovo percorso, caratterizzato non solo dal rinnovamento della guida istituzionale e artistica – con il nuovo sovrintendente Michele Galli e il nuovo direttore artistico Federico Pupo – ma anche da un’idea di teatro sempre più vivace, accogliente, fecondo. 

La prima rotta è tracciata: si parte da Don Giovanni a ottobre 2025 e si approda alla Bohème a giugno 2026, due capolavori che aprono e chiudono una stagione fatta di scelte, ritorni d’autore e nuove tappe. È il tempo dei Naviganti, di coloro che cercano nessi di significato lungo l’intero tragitto, non solo quando giungono alla meta. Sulla mappa si succedono i grandi titoli del repertorio e voci meno frequenti della contemporaneità.

«La nuova stagione del Teatro Carlo Felice è un vero e proprio viaggio, un navigare tra tradizione e innovazione, radici e orizzonti nuovi, in cui il teatro diventa uno spazio vivo, inclusivo e generativo, aperto a tutte le voci e a tutte le storie - ha commentato la sindaca di Genova Silvia Salis -. Il nostro Teatro si conferma come un luogo di incontro, di comunità e di crescita, dove artisti, cittadini e giovani trovano uno spazio per condividere emozioni e riflessioni. In questo senso, il cartellone è pensato come una carta nautica, con punti cardinali e rotte possibili, che invita tutti a salire a bordo e a scoprire insieme le meraviglie di un teatro che si apre al mondo. Voglio ringraziare il nuovo sovrintendente Michele Galli e il direttore artistico Federico Pupo per aver immaginato questa stagione come un racconto in più tappe, un viaggio tra epoche e linguaggi diversi, un’occasione per ascoltare, sognare e dialogare».

«Il Teatro Carlo Felice è da sempre simbolo dell’eccellenza ligure in Italia e nel mondo – sottolinea il presidente della Regione Liguria Marco Bucci –. La programmazione 2025‑2026 conferma il ruolo del teatro come motore culturale e volano economico, tra opera, balletto, concerti sinfonici: espressioni di un’identità viva, proiettata verso l’internazionalizzazione. Grazie al sostegno della Regione Liguria, il Carlo Felice è oggi un polo che genera valore attivando collaborazioni, occupazione, turismo e ricadute concrete sul territorio. La cultura è anche impresa, perché non solo ispira, ma costruisce economie per i giovani. Per questo la Regione continuerà a investire con convinzione, perché investire nella cultura significa cooperare per il futuro e la crescita della Liguria».

«Con questa stagione – dichiara il sovrintendente Michele Galli – il Teatro Carlo Felice inaugura un nuovo corso, che parte dal riconoscimento delle proprie radici per aprirsi al futuro con visione, responsabilità e condivisione. Abbiamo scelto di immaginare la programmazione come un viaggio comune: Naviganti, appunto, su rotte nuove ma tracciate sulla scia della grande tradizione musicale. In questa immagine – quella della navigazione, dell’orizzonte, della luce di un faro che guida e protegge – si riflette anche il senso più profondo del nostro teatro. Un luogo che accoglie e restituisce, che illumina e orienta. La torre che si accende nelle sere di spettacolo è molto più di un simbolo: è un punto di riferimento visibile, fisico ed emotivo, nel paesaggio urbano e nella vita culturale della città».

«Abbiamo pensato questa programmazione in continuità con quella che abbiamo ereditando, facendo alcuni cambiamenti – afferma il direttore artistico Federico Pupo, È un racconto in più tappe, una traversata tra epoche, linguaggi, emozioni. Ogni titolo ha un’identità forte, ogni produzione è frutto di un’idea chiara di teatro musicale. Dall’inaugurazione con Don Giovanni, che esplora il confine tra eros e colpa, fino alla conclusione con La bohème, che affida ai giovani dell’Accademia il compito di chiudere il cerchio, attraversiamo paesaggi sonori molto diversi ma uniti da un filo coerente: la voce come centro dell’espressione, il repertorio come spazio aperto, il teatro come luogo di cittadinanza attiva. In questo senso, Il nome della rosa di Francesco Filidei è una tappa simbolica: un’opera contemporanea che nasce da un grande romanzo italiano e che parla di verità, fede e linguaggio. Anche questo è “navigare”: attraversare la complessità con strumenti nuovi, senza perdere la rotta».

Per Genova, navigare è molto più che un’immagine evocativa: è un codice genetico che la città e la sua storia portano impresso sulle pietre, nel vento, nel profilo del porto, nella mobilità dell’orizzonte. È la sua vocazione: partire, tornare, attraversare. Il Teatro Carlo Felice – posto nel cuore della città, accanto a Piazza De Ferrari che ne è snodo e salotto – incarna da sempre questa dimensione; l’edificio stesso, nella sua architettura, si offre al paesaggio come torre-faro: visibile, severa e rassicurante al contempo. Nelle sere di spettacolo, la torre si accende, scandisce il tempo della comunità che la circonda e le indica nuovi orientamenti e nuovi approdi dell’espressività. 

È da questa immagine che nasce la metafora dei Naviganti: gli artisti che oggi mettono in discussione i confini dell’interpretazione; gli spettatori che nella stagione vedono una serie di suggestivi approdi immaginari; o giovani che salgono per la prima volta su un palcoscenico o i veterani che tornano per fare musica insieme; i cittadini che abitano periodicamente questo luogo come uno spazio comune e familiari insieme a quelli che vi entrano per la prima volta.

In questo spirito, la nuova stagione – otto opere, un balletto e undici concerti – non si limita a proporre spettacoli, ma intende evocare visioni tanto agli spettatori più assidui quanto agli sporadici curiosi. Ai più giovani, cui è dedicata La bohème con i solisti dell’Accademia, e ai cultori del teatro d’opera, che troveranno in Tristan und Isolde e Don Giovanni occasioni di ascolto e riflessione più rare e complesse. Agli appassionati del melodramma italiano, che vedranno alternarsi Il trovatore, Macbeth e Cavalleria rusticana, e a chi cerca nel teatro anche la sfida della contemporaneità, come accade con Il nome della rosa.

 

Ad aprire la stagione, dal 3 al 12 ottobre 2025, sarà appunto Don Giovanni di Mozart nell’allestimento di Damiano Michieletto, con scene di Paolo Fantin, costumi di Carla Teti e luci di Fabio Barettin, che arriva dal Teatro La Fenice di Venezia. Sul podio Constantin Trinks che dirige un cast internazionale guidato da Simone Alberghini e Gurgen Baveyan nel ruolo del protagonista. Accanto a loro, in alternanza Desirée Rancatore e Irina Dubroskaya (Donna Anna), Jennifer Holloway e Monica Zanettin (Donna Elvira), Ian Koziara / David Ferri Durrà (Don Ottavio), Giulio Mastrototaro e Bruno Taddia (Leporello) e ancora Mattia Denti (Il Commendatore), Alex Martini e Chiara Fiorani (Masetto e Zerlina). L’opera, fulcro della trilogia mozartiana con Da Ponte, si muove tra leggerezza e abisso, tra commedia e dannazione. Michieletto ne esplora la dimensione psicologica e sociale con uno sguardo contemporaneo, che accosta al cinismo del protagonista la fragilità delle relazioni e delle identità.

Segue, dal 14 al 23 novembre, Cavalleria rusticana di Mascagni, in un allestimento in coproduzione con il Maggio Musicale Fiorentino, firmato da Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi con scene di Federica Parolini. Davide Massiglia sul podio, Marta Torbidoni e Valentina Boi, Luciano Ganci e Leonardo Caimi si alternano nei personaggi di Santuzza e Turiddu mentre Gezim Myshketa e Massimo Cavalletti in quello di Alfio; Mamma Lucia sarà Manuela Custer, Nino Chikovani invece Lola. La regia, intensa e teatrale, sottolinea la ritualità del dramma verista, dove il contrasto tra le ragioni del sentimento e la ferocia del contesto sociale diventano elemento scenico. In musica, Mascagni innesta sui moduli operistici tradizionali una scrittura orchestrale modernissima per tensione e colore, restituendo al canto un’espressività radicale.

Il balletto torna protagonista a dicembre con Coppélia di Delibes, dal 19 al 21. La storica coreografia di Amedeo Amodio, su scene originali di Emanuele Luzzati e costumi di Luisa Spinatelli, rinnova un titolo classico con vitalità narrativa. La partitura di Delibes, trasparente e melodica, sostiene la leggerezza ironica del racconto e accoglie nuove contaminazioni sonore, in un clima onirico e festoso che trasforma il meccanismo in danza. Sul podio Paolo Paroni, mentre in scena ci saranno le stelle e il corpo di ballo della Daniele Cipriani Entertainment.

 

Dal 15 al 23 gennaio 2026 va in scena Il trovatore di Verdi, capolavoro del repertorio romantico italiano. Giampaolo Bisanti dirige un cast vocale di grande rilievo – con Erika Grimaldi, Clémentine Margaine, Fabio Sartori e Ariunbaatar Ganbaatar come protagonisti (in alternanza con Iwona Sobotka, Chiara Mogini, Samuele Simoncini e Leon Kim) – in un allestimento del Carlo Felice firmato da Marina Bianchi con scene e costumi di Sofia Tasmagambetova e Pavel Dragunov. Dramma popolare e metafisico, dominato dal fuoco, Il trovatore è costruito come un racconto epico: duelli, notti stregate, vendette, bambini rapiti; ma Verdi lo imposta come un’opera interiore, affidando alla voce e al colore orchestrale il compito di mettere in scena i drammi assoluti dell’umanità.

 

Febbraio è il mese di Tristan und Isolde, in scena dal 13 al 22 con un nuovo allestimento del Teatro Carlo Felice diretto da Donato Renzetti. La regia di Laurence Dale con le scene e i costumi di Gary McCann, affrontano il dramma wagneriano per eccellenza: l’amore che si fa destino, il tempo che si spezza, la notte che vince sul giorno. Con Tilmann Unger, Marjorie Owens e Daniela Barcellona tra gli interpreti principali, l’opera diventa un’esperienza quasi sacrale. La musica – di inarrivabile continuità senza fine – scioglie ogni legame con la tradizione per aprirsi al flusso continuo.

 

Dal 13 al 18 marzo, Il campiello di Wolf-Ferrari in una produzione della Fondazione Arena di Verona con la regia di Federico Bertolani e la direzione di Francesco Ommassini per riscopre una commedia musicale raffinata, che fonde la Venezia settecentesca di Goldoni con una scrittura novecentesca vivace e coloratissima. Bianca Tognocchi, Gilda Fiume, Benedetta Torre e Paola Gandina sono le interpreti femminili di un cast numerosissimo tutto italiano. L’arguzia del libretto si sposa a una partitura luminosa, teatrale, piena di motivi popolari che omaggia la tradizione della commedia dell’arte.

In aprile, dal 10 al 19, debutta a Genova Il nome della rosa nuova opera di Francesco Filidei, tratta dal romanzo di Umberto Eco che ha avuto la prima assoluta a Milano, con grande successo, alcune settimane fa. La commissione e l’allestimento sono frutto di una coproduzione con il Teatro alla Scala e l’Opéra di Parigi; Damiano Michieletto firma regia, con scene di Paolo Fantini, costumi di Carla Teti e drammaturgia di Mattia Palma; sul podio uno specialista della musica contemporanea come Tito Ceccherini. Fanno parte del cast numerosissimo nomi celebri come Daniela Barcellona, Luca Tittoto, Fabio Maria Capitanucci, Giulio Pelligra e Filippo Mineccia. Filidei per la musica e Michieletto per quanto riguarda lo spettacolo costruiscono un racconto denso, fatto di silenzi, fughe, invocazioni, in cui l’enigma e l’eresia diventano temi sonori e visivi di un’opera che si interroga il senso della verità e della conoscenza.

 

A maggio, dal 15 al 24, va in scena Macbeth di Verdi in un nuovo allestimento coprodotto con un gruppo di teatri che comprende anche quelli di Pisa, Reggio Emilia e Ferrara. La regia di Fabio Ceresa lavora sul tema dell’ambizione e dell’ossessione, con la direzione musicale di Sesto Quatrini e protagonisti George Gagnidze e Lidia Fridman. La scrittura verdiana, ricca di sperimentazioni, cerca nel ritmo e nel timbro l’espressione del potere e del suo rovescio. Il coro diventa presenza collettiva, mentre la voce di Lady Macbeth – antieroina senza pace – traccia una linea nuova per la vocalità e il teatro ottocentesco.

Infine, dal 16 al 21 giugno, La bohème di Puccini conclude la stagione con una produzione che coinvolge i giovani cantanti dell’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale del Carlo Felice. Sul podio Donato Renzetti, la regia è di Augusto Fornari con scene e costumi di Francesco Musante. Ambientata in una Parigi che pulsa di sogni e di miseria, l’opera racconta la fragilità della giovinezza con la chiarezza narrativa e musicale che ha fatto di Puccini il più grande operista italiano del suo tempo. Una chiusura affidata a chi, domani, sarà chiamato a tenere viva la fiamma dell’opera.

Anche la Stagione Sinfonica 2025/2026 si collega alla suggestione dei Naviganti, proponendo un itinerario tra pagine fondamentali del repertorio, sguardi sul Novecento e rarità contemporanee. Undici appuntamenti da ottobre a giugno, con l’Orchestra e anche il Coro del Teatro Carlo Felice, insieme a direttori e solisti di rilievo.

Il Concerto inaugurale (30 ottobre), diretto da Lü Jia, ospita uno dei più apprezzati solisti italiani di oggi, il violoncellista Ettore Pagano, poco più che ventenne, è acclamato sui palcoscenici di tutto il mondo. Programma interamente di musiche francesi con Debussy, il concerto di Saint-Saëns e Franck. Il 20 novembre è la volta di Russia & America, un programma che intreccia Čajkovskij e Borodin con il Concerto di Barber affidato ad un un’altra solista di fama internazionale come la violinista Francesca Dego e la direzione di Christopher Franklin. Il 27 novembre, con Berio 100, la stagione festeggia l’anniversario della nascita del compositore ligure, affiancando il suo Rendering da Schubert a una prima genovese del brano di Enrico Scaccaglia, vincitore del Concorso Internazionale di Composizione “Luciano Berio” 2022, quindi si approda sul repertorio più consolidato con la Prima Sinfonia di Brahms; sul podio uno specialista della musica di oggi come Marco Angius. Nel periodo natalizio, l’11 dicembre, una monumentale pagina sacra, Elias di Mendelssohn, affidata alla lettura di Diego Fasolis. Il pomeriggio del 1° gennaio il Teatro Carlo Felice aprirà le sue porte per un grande augurio alla città con il Gran Concerto di Capodanno diretto da Hartmut Haenchen e un programma di pagine da opere e operette celebri. Il 19 febbraio Donato Renzetti è impegnato in un concerto dal titolo Byron & Shakespeare, in cui si ascolteranno l’Ouverture per Manfred di Schumann e le musiche per Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn. Il 16 aprile sarà Beethoven 199: in attesa delle grandi celebrazioni per il bicentenario del compositore di Bonn, un programma costruito attorno a Ouverture e Sinfonie giovanili sotto la bacchetta di Federico Maria Sardelli. Il 24 aprile il pianista Alexander Gadjiev – già finalista del Concorso Chopin – affronta il celebre e virtuosistico Concerto n. 2 di Rachmaninov accanto alla Quinta Sinfonia di Šostakovič, con Samuel Lee (vincitore della Malko Competition) sul podio. Il 21 maggio Sesto Quatrini guida Generazione 80, un concerto dedicato a due compositori italiani appunto della cosiddetta “generazione dell’Ottanta”, cioè Respighi e Casella, mentre il 28 maggio il compositore e violoncellista Giovanni Sollima firma un programma originale tra Haydn e pagine proprie. Appuntamento conclusivo il 25 giugno con Donato Renzetti sul podio per la Sesta Sinfonia di Mahler, una delle opere più imponenti e visionarie della storia sinfonica del Novecento.

 

La campagna di rinnovo abbonamenti e di acquisto dei nuovi partirà il 4 luglio, mentre i biglietti per i singoli spettacoli e i concerti saranno disponibili dal 21 luglio.

Teatro, presentato il ricco cartellone del Politeama Genovese: oltre 50 spettacoli

Super User 01 Luglio 2025 1233 Visite

Una stagione ricchissima per titoli, oltre 50, e generi rappresentati, quella che andrà in scena al Politeama Genovese a partire dal prossimo 2 ottobre.

I protagonisti della scena italiana, i grandi show nazionali ed internazionali, i musical, la commedia musicale, la prosa, il teatro comico, la danza, la rivista, la musica, il teatro di narrazione e tanto altro ancora.

Un cartellone lungo otto mesi che ospita le più prestigiose produzioni nazionali ed internazionali e che punta ad esplorare le tante declinazioni del “fare teatro”.

Apre la Stagione Teatrale il 2 ottobre, un grande ritorno. A distanza di dieci anni, insieme per una serata speciale, i Cavalli Marci. Sul palco Alessandro Bianchi, Luca Bizzarri, Carlo Denei, Andrea Di Marco, Francesco Foti, Paolo Kessisoglu, Fabrizio “Pippo” Lamberti, Paolo Passano, Michelangelo Pulci, Raffaele Rebaudengo. Un omaggio a una leggenda della comicità italiana, a vent’anni dallo scioglimento e dieci dall’ultimo spettacolo al Politeama. “Pessimismo e Fastidio – la storia dei Cavalli Marci” non è solo una reunion, ma un viaggio nella memoria e nell’identità comica e musicale di un'intera generazione. Un racconto vivo e ironico che tocca le tappe di questa storia tutta genovese che ha superato confini di spazio e di tempo. La direzione creativa e musicale è di Fabrizio “Pippo” Lamberti, la regia teatrale di Roberto Burchielli.

Dal 7 ottobre La Cena dei Cretini di Francis Veber, considerato il capolavoro comico della drammaturgia francese contemporanea, portata in scena da The Kitchen Company, per la regia di Massimo Chiesa. La storia è nota: ogni mercoledì sera, un gruppo di amici dell'alta società parigina, si ritrova per partecipare alla “cena dei cretini”. Regola imprescindibile è che, a turno, qualcuno di loro porti come invitato speciale un insuperabile “cretino”, facendo sì che ci si possa divertire prendendolo in giro per tutta la sera. L’inesorabile Francois Pignon, “cretino” di turno prescelto dall’editore di successo Pierre Brochant, riesce però a sovvertire le regole, rivoluzionando in poche ore la vita di Pierre, in un crescendo di equivoci e gag che vanno di pari passo con l’alternarsi, sul palco, di personaggi che si ritrovano, loro malgrado, a vivere situazioni a dir poco paradossali.

Il 23 e 24 ottobre Luca Bizzarri in Non hanno un amico dubbio, un nuovo spettacolo teatrale, di cui è autore insieme a Ugo Ripamonti, ispirato all’omonimo podcast edito da Chora Media, da cui è tratto il libro pubblicato nel 2024 da Mondadori. Un altro capitolo di Non Hanno Un Amico. Esattamente come nel podcast e nel libro, ma con tutte le possibilità di approfondimento e “godimento” del contesto teatrale, al centro dello spettacolo ci sono la comunicazione politica dei nostri tempi, i fenomeni social, i costumi di un nuovo millennio confuso tra la nostalgia del novecento e il desiderio di innovazione tecnologica e sociale. Si ride di noi stessi, delle nostre debolezze, dei nostri tic.

Dal 30 ottobre al 1° novembre Sherlock Il Musical, Neri Marcorè nei panni del più celebre detective di tutti i tempi, con un cast di oltre 20 performers. Un musical ricco di colpi di scena, misteri ed enigmi. Un grande cast artistico, un’appassionante trama, l’atmosfera della Londra del 1897 con le sue ingiustizie, i suoi vicoli fumosi e le tensioni sociali. Leggerezza e drammaticità si alterneranno sulle note di una colonna sonora orchestrale che trascinerà lo spettatore in un vortice di emozioni. Le imponenti scenografie riprodurranno un’ambientazione autentica e suggestiva, perfette per le avventure di Sherlock Holmes. I costumi evocheranno l’epoca vittoriana con grande attenzione ai dettagli. Il testo è stato supervisionato ed approvato dalla Associazione Sherlockiana italiana “Uno studio in Holmes Aps”. La regia è di Andrea Cecchi.

Il 4 novembre Sabina Guzzanti nel nuovo spettacolo Liberidì Liberidà. Sottile, graffiante, irresistibilmente lucida. Sabina Guzzanti torna a teatro con un monologo che affonda le mani sul presente per restituircelo con la forza dissacrante della satira.

Il 5 e 6 novembre Tenente Colombo – analisi di un omicidio, di Richard Levinson e William Link, traduzione e adattamento di David Conati e Marcello Cotugno, regia di Marcello Cotugno, con Gianluca Ramazzotti, Pietro Bontempo, Samuela Sardo, Sara Ricci e la partecipazione straordinaria di Nini Salerno. Il famoso detective interpretato nella serie tv da Peter Falk nasce a teatro prima che sul piccolo schermo: gli stessi autori nel 1960 avevano creato il personaggio per una commedia gialla di grande impatto che a Broadway rimase per 5 anni consecutivi. Gli autori erano proprio Richard Levinson e William Link. Oggi per la prima volta in Italia in scena la commedia nella quale il pubblico assiste al delitto guardando negli occhi l’assassino che prepara l’omicidio perfetto. Un detective trasandato e maldestro che nasconde una vena sagace ed ironica e la capacità di conoscere a fondo la natura umana, stanando i colpevoli. Un anti-eroe, che vince per intelligenza e sagacia.

 

Il 7 e 8 novembre Pirati dei Caruggi. I Fab Four del nostro cabaret (Alessandro Bianchi, Fabrizio Casalino, Andrea Ceccon, Enrique Balbontin) portano in scena il nuovo spettacolo. Uno humor scorrettissimo, caustico, dal ritmo ferrato, che partendo dalla tipica iconografia della (in)ospitalità ligure, racconta vizi e virtù di tutti noi.

Dal 14 al 16 novembre I tre Moschettieri Opera Pop. Uno spettacolo in cui musica, prosa e danza si intrecciano in un racconto coinvolgente ed emozionante con Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci, Graziano Galatone, il trio protagonista di Notre Dame de Paris, nei ruoli di Athos, Porthos e Aramis e il tocco innovativo ed elegante di Giuliano Peparini al quale è affidata la direzione artistica e la regia, le musiche sono composte da Giò Di Tonno. Il trionfo dell’amicizia dunque, ma anche il trionfo del potere e dell’ambizione in questa storia senza tempo dove “buoni” e “cattivi” combattono una lotta quasi archetipica mettendo al centro valori quali onore, fedeltà, onestà.

Il 17 novembre Marta e Gianluca in uno spettacolo che avrebbe voluto portare in teatro le celebri vicende di Io e Annie e invece presenta le meno celebri, ma altrettanto strambe di Io e Gianlu, la finta storia di una vera amicizia. Come si sono conosciuti Marta e Gianluca? Quando? Sono mai stati insieme? Io e Gianlu vuole dare risposta a queste e altre domande… ma saranno le risposte corrette? Un duo comico, due attori, diverse personalità e mille modi di ridere delle stranezze della vita.

Il 1° dicembre Mario Calabresi in Anni Settanta. Terrore e Diritti, un progetto teatrale scritto da Mario Calabresi, Benedetta Tobagi e Sara Poma, con un racconto inedito e personale di Marco Damilano e con la regia di Bruno Fornasari. I protagonisti si alterneranno sul palco per raccontare un periodo decisivo della storia del nostro Paese e per dare voce a una riflessione profonda e potente su un decennio segnato da drammatici attentati e fondamentali conquiste. Gli anni '70 sono stati un decennio di contrasti estremi: da un lato, il terrore delle stragi politiche e dei gruppi armati, dall’altro le battaglie per i diritti civili e le riforme che hanno cambiato la società italiana.

Il 9 e 10 dicembre Perfetti Sconosciuti, uno spettacolo di Paolo Genovese, che firma la sua prima regia teatrale portando in scena l’adattamento del suo film omonimo. Uno straordinario cast: Dino Abbrescia, Alice Bertini, Paolo Briguglia, Paolo Calabresi, Massimo De Lorenzo, Valeria Solarino. Una commedia brillante sull’amicizia, sull’amore e sul tradimento. Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta. Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria, oggi nelle nostre sim. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare? Durante una cena, quattro coppie di amici decide di fare un gioco della verità mettendo i propri cellulari sul tavolo, condividendo tra loro messaggi e telefonate. Metteranno così a conoscenza l’un l’altro i propri segreti più profondi…

Il 12 e 13 dicembre Arturo Brachetti in Solo – the legend of quick change. Un varietà surrealista e funambolico, un magico viaggio nella mente di Arturo Brachetti, nei suoi sogni, ricordi e fantasie, ma anche in quelli di tutti noi. La nostra ombra cerca sempre di tenerci con i piedi per terra. Anche quella di Arturo. Riuscirà l’eterno Peter Pan a volare con la fantasia ancora una volta? Una casa senza luogo e senza tempo, nelle cui 7 stanze oltre 60 personaggi prendono vita grazie alla magia di Arturo, maestro dell’imprevedibile.

Il 15 dicembre il Gospel Choir Marquin Middleton & The Miracle. Direttamente da Dallas, una corale pluripremiata che si è esibita in tutto il mondo, composta da 25 cantanti, piano, organo, basso e batteria. Voci magnifiche, un concerto emozionante, in perfetta atmosfera pre natalizia.

Il 17 dicembre Schiaccianoci, il titolo di balletto del repertorio classico più rappresentato al mondo. Questa versione firmata da Luciano Cannito, basata sulla versione originale di Petipa del celebre balletto di repertorio classico, e prodotta da Fabrizio di Fiore Entertainment per Roma City Ballet Company è una delle versioni di maggior successo rappresentate in Italia negli ultimi anni. Creata per il Teatro Massimo di Palermo e poi ripresa dal Teatro San Carlo di Napoli, questa edizione con 32 interpreti, scene di Italo Grassi, costumi di Giusi Giustino e luci di Alessandro Caso, si avvale della partecipazione di artisti ospiti internazionali che si alternano come guest etoiles accanto ai danzatori di Roma City Ballet Company.

Il 26 e 27 dicembre il nuovo spettacolo del collettivo comico genovese Bruciabaracche, composto da Enzo Paci, Daniele Ronchetti, Marco Rinaldi, Andrea Carlini, Daniele Raco, Andrea Di Marco, Andrea Possa e Antonio Ornano. Monologhi e pezzi corali, alternando musica e parola.

Dal 2 al 5 gennaio il nuovo spettacolo di Maurizio Lastrico, che dopo un altro anno di set televisivi e cinematografici torna al suo habitat, il live in teatro, e non manca l’appuntamento fisso con la sua Genova e il suo pubblico.

Dal 9 all’11 gennaio Antonio Ornano nel suo nuovo spettacolo In(grato), di Antonio Ornano, Matteo Monforte, Simone Repetto e Carlo Turati, per la regia di Alessandro Nidi. “In un’epoca di ricette per la felicità in cui tutti pare facciano a gara nel mostrare quanto siano grati alla vita per i doni ricevuti, in cui bisogna essere fautori della propria esistenza, in cui tutto dipende semplicemente da noi e dalla nostra predisposizione a connetterci con l’energia vibrazionale dell’universo, c’è chi magari resta un po’ perplesso. E in mezzo a tutta questa patinata gratitudin  decide di praticare una genuina ingratitudine, giusto per fare un bagno nella realtà, per guardare con ironia, leggerezza e misericordia la splendida fallibilità di tutti gli esseri umani, perché sbagliano anche i migliori, e quando capita ne siamo felici”.

Il 15 gennaio Enzo Paci in Paci a pezzi. Una carrellata esilarante di anti-eroi, che racconta tutti noi. Il nuovo spettacolo del comico genovese è scritto insieme a Matteo Monforte.

Dal 23 al 25 gennaio Aggiungi un posto a tavola, che ha superato i 50 anni dal debutto, dimostrandosi uno degli spettacoli più longevi ed amati dagli italiani. In questa nuova edizione della commedia musicale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritta con Jaja Fiastri, con le musiche composte da Armando Trovajoli, la messa in scena della regia originale di Garinei e Giovannini è affidata a Marco Simeoli, che interpreta anche il Sindaco; nel ruolo di Don Silvestro troveremo Giovanni Scifoni. Special guest nel ruolo di Consolazione sarà Lorella Cuccarini: un personaggio iconico, che è stato interpretato da stelle della commedia musicale come Bice Valori e Alida Chelli. La “Voce di Lassù”, interpretata da Enzo Garinei per quattro stagioni, verrà mantenuta in suo onore. Il cast creativo è composto dal direttore musicale Maurizio Abeni, già assistente di Armando Trovajoli; Gabriele Moreschi, scenografo che ha adattato il progetto originale di Giulio Coltellacci della celebre e ingegnosa scenografia con il doppio girevole e la grande arca; Francesca Grossi che ha adattato i disegni originali dei raffinati costumi, anche questi di Giulio Coltellacci. Le coreografie originali di Gino Landi sono riprese da Cristina Arrò; la scena è stata realizzata dalla scenotecnica di Mario Amodio, che fu il costruttore nella prima edizione del ’74 e da Antonio Dari per la parte meccanica; i costumi sono confezionati dalla Sartoria del Teatro Brancaccio.

Il 27 gennaio Giovanni Storti e Stefano Mancuso in Alberi – Tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere. Uno spettacolo teatrale che vuole svelare i misteri del mondo vegetale attraverso un viaggio appassionante e sorprendente con una coppia d’eccezione: Giovanni Storti è un curioso viaggiatore accompagnato dal Professor Stefano Mancuso, la sua guida sapiente e illuminata. Il loro viaggio è raccontato dalla regia visionaria e poetica di Arturo Brachetti, che trasformerà la narrazione in magia, coinvolgendo il pubblico in una atmosfera di grande suggestione. Alberi non è solo un’esperienza teatrale: alternando comicità e momenti di riflessione, vuole sensibilizzare il pubblico sulla cruciale importanza del mondo vegetale per la vita sulla Terra, dimostrando come arte e scienza possano dialogare per generare consapevolezza e ispirare il cambiamento.

Il 30 e 31 gennaio Corrado Nuzzo e Maria Di Biase in Totalmente incompatibili, un nuovo spettacolo di cui sono autori, che prende spunto dalla loro vita e dall’osservazione di quella degli altri. In contrasto tra di loro, in disaccordo con il mondo, felicemente inadattabili. Per Corrado Nuzzo e Maria Di Biase non valgono né il detto “chi si somiglia si piglia” e neppure “gli opposti si attraggono”, perché nulla li accomuna e tutto li allontana. Eppure, nonostante tutto, da più di 20 anni lavorano insieme e sono una coppia anche nella vita, sperimentando il loro stile comico molto personale ed originale, che si distingue per l’uso di un linguaggio surreale che è diventando ormai il loro marchio di fabbrica.

Dal 5 al 7 febbraio La Febbre del Sabato Sera Il Musical, prodotto da Compagnia della Rancia su licenza di Broadway Licensing, diretto da Mauro Simone ed ispirato al film Paramount/RSO del 1977 con la coinvolgente colonna sonora dei Bee Gees. La regia di Mauro Simone, che prende spunto dalle inquadrature immersive del film e dall’indimenticabile piano-sequenza con un giovanissimo John Travolta, restituisce a teatro freschezza e attualità alla storia dell’italo-americano Tony Manero che ha segnato una generazione. Sul palcoscenico, 21 performer danno vita alle leggendarie hit dei Bee Gees, da Stayin’ Alive e Night Fever a You should be dancing e How Deep Is Your Love, successi planetari della disco music ma, al tempo stesso, simboli della cultura degli anni Settanta, inni di libertà, coraggio e lotta contro l’emarginazione.

Il 9 febbraio Arianna Porcelli Safonov in Picchiamoci - contro la violenza di genere sul genere umano. Lo stile inconfondibile della performer, dalla satira caustica ed irriverente, in un carnet di racconti dichiaratamente aggressivi che mira a trovare un punto d’incontro tra generi.

Dal 12 al 14 febbraio Divina Commedia Opera Pop, l’acclamato kolossal, che nelle passate stagioni ha incantato i principali teatri italiani e che è tutt’ora in scena con un tour internazionale presso i più importanti teatri della Cina, si rianima di nuova potenza e straordinaria bellezza.  Il più grande racconto dell’animo umano, della sua miseria e della sua potenza, tra vizi, peccati e virtù che non conoscono l’usura del tempo, riprende la forma dello spettacolo di voci, danze e tecnologia. Per la regia di Andrea Ortis, che assieme a Gianmario Pagano ha curato anche i testi, con le musiche composte da Marco Frisina. Inferno, Purgatorio e Paradiso: proiezioni immersive in 3D inondano il pubblico e lo immergono nell’immensità sublime che solo il padre della lingua italiana ha saputo creare nelle tre cantiche. E in questo viaggio teatrale, dove la tecnologia è elemento essenziale della narrazione, tutti gli spettatori, anche i più giovani, possono ammirare, comprendendola appieno, la grandezza del Sommo Poeta. L’edizione 2026 si arricchirà di numerose novità a completamento di testi innovativi e quadri scenici realizzati per rendere l’opera musical un moderno kolossal teatrale.

Dal 17 al 19 febbraio Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta in Ti sposo ma non troppo, con Fabio Avaro e Siddhartha Prestinari. Una commedia brillante, scritta e diretta da Gabriele Pignotta, che non è solo una storia d’amore: è uno specchio graffiante e illuminante delle relazioni contemporanee, un testo che intreccia leggerezza e profondità per raccontare le complessità del cuore umano. In un intreccio brillante e sorprendente, le vite di quattro personaggi si scontrano e si trasformano.

Il 20 e 21 febbraio Ale e Franz in Capitol’ho. Una serata tra amici, leggera, rilassante, spensierata. Un nuovo spettacolo, un nuovo tassello con le storie, gli incontri, le risate condivise con il pubblico nei 31 anni di comicità dell’amata coppia comica.

Il 25 febbraio Veronica Pivetti in L’inferiorità mentale della donna, di Giovanna Gra, con Anselmo Luisi, regia di Walter Mramor e Giovanna Gra. L’idea che le donne siano state considerate, per secoli, fisiologicamente deficienti può suggerirci qualcosa? Lo spettacolo nasce da questa domanda e mette in scena testi che in pochi conoscono, fra i più discriminanti, paradossali e, loro malgrado, esilaranti scritti razionali del secolo scorso. Veronica Pivetti, moderna Mary Shelley ci racconta, grazie a bizzarre teorie della scienza e della medicina, l’unico, vero, orrorifico Frankenstein della storia moderna: la DONNA. Ad accompagnare Veronica sul palco Alessandro Nidi, un musicista che, insieme all’attrice, eseguirà canzoni vecchie e nuove ispirate alla figura femminile.

Il 2 marzo, dai creatori di Pasiones Company, Los Potros Malambo, compagnia di ballo del folklore argentino, in Freedom – The power of Wild Instinct. Il malambo è una danza popolare associata ai Gauchos con elementi come boleadoras, tamburi, ponchos. Si tratta di un movimento energico, ritmico con zapateados e cepillados. 12 ballerini in scena per uno spettacolo in cui la natura diviene l'ispirazione e l'amore l'unica guida per una vita di libertà.

Il 4 marzo Gianrico Carofiglio in Elogio dell’ignoranza e dell’errore. Prendendo spunto da aneddoti, dalla scienza, dallo sport, da pensatori come Machiavelli, Montaigne e Sandel, ma anche da Mike Tyson, Bruce Lee e Roger Federer, lo scrittore ci racconta la gioia dell’ignoranza consapevole e le fenomenali opportunità che nascono dal riconoscere i nostri errori. Imparando, quando è possibile, a trarne profitto. Una riflessione inattesa su due parole che non godono di buona fama, un’allegra celebrazione della nostra umanità.

Il 10 marzo Kataklò Athletic Dance Theatre in Aliena. Questa nuova opera è un'immersione nella mente creativa della coreografa Giulia Staccioli, sempre alla ricerca di nuove forme espressive. I corpi dei 6 danzatori Kataklò, caratterizzati da muscolature estreme e movimenti fluidi ma inconsueti, si plasmano e si rimodellano continuamente diventando opere d’arte transitorie, che esplorano i confini tra forma e contenuto. Staccioli, con la sua estetica unica, rifiuta la perfezione a favore dell'imperfezione, celebrando la diversità e l'individualità di ogni corpo.

Il 12 marzo Andrea Di Marco in Bello, però… Uno spettacolo che gioca con la nostra irresistibile tendenza a trovare sempre un però. Quella piccola incrinatura, quel dettaglio fuori posto che rovina l'idillio... o lo rende ancora più divertente. Attraverso monologhi, canzoni e aneddoti personali, Andrea Di Marco ci accompagna in un viaggio comico tra le meraviglie e le miserie del quotidiano.

Il 17 marzo il Balletto di Milano, ambasciatore della danza italiana nel mondo, fondato nel 1980 e diretto da Carlo Pesta dal 1998, tra le compagnie nazionali più prestigiose, torna al Politeama con il nuovo spettacolo Romeo e Giulietta. La trasposizione in balletto della celebre tragedia shakespeariana, su musiche di Ciaikovskij e  coreografie di Federico Veratti, celebra l’amore che riesce a sopravvivere al di là della morte, tra emozionanti pas de deux dei protagonisti e coinvolgenti danze d’assieme, virtuosismi classici ed espressioni contemporanee.

Il 18 marzo Andrea Pennacchi in Alieni in Laguna di Andrea Pennacchi, Marco Gnaccolini, Marco Segato, Raffaele Pizzatti Sartorelli, musiche originali dal vivo Giorgio Gobbo. Alieni in Laguna è uno spettacolo teatrale che esplora l'impatto delle specie aliene sulla biodiversità locale e globale, evidenziando il ruolo dei cambiamenti climatici e dell'intervento umano nella loro diffusione ed esplorando un bestiario di creature invasive che popolano il nostro ecosistema: dal Granchio Blu che ha infestato le nostre lagune, al Siluro diventato endemico nel Po. Pennacchi con la sua inconfondibile abilità di alternare comicità e dramma, porterà in scena una narrazione che oscilla tra la magia della memoria e la cruda realtà dei cambiamenti climatici, tra il passato nostalgico e il presente in continua trasformazione. I racconti delle specie aliene diventano una potente metafora dei conflitti sociali e culturali, invitando il pubblico a riflettere sul concetto stesso di "alieno" e sulla necessità di ridefinire il nostro rapporto con l’ambiente.

Il 20 e 21 marzo Katia Follesa in No vabbè mi adoro, scritto insieme ad Angelo Pintus. Con il suo stile brillante e la capacità di cogliere le sfumature della vita quotidiana, affronterà temi legati alle relazioni, alle abitudini moderne e alle piccole follie che caratterizzano il nostro tempo, per la prima volta da sola sul palco in un one woman show dopo i successi televisivi e teatrali delle passate stagioni.

Il 24 marzo Moving Shadows, coreografie e regia Stefan Südkamp, Michaela Köhler Schaer. Un grande show internazionale, un teatro delle ombre che mette tutto in ombra. Uno show poetico, creativo, sorprendente, che lascia lo spettatore a bocca aperta. Gli artisti della compagnia The Mobilès creano una serie poetica di immagini di corpi fluidi, che volteggiano vivacemente nella luce e scompaiono di nuovo nelle misteriose profondità dello spazio. Dietro lo schermo, i loro corpi si fondono in paesaggi, animali ed edifici. "Il nostro mondo riguarda tutti noi! Pone lo sguardo sia sul lato soleggiato sia su quello oscuro del nostro mondo, in un'incredibile combinazione di leggerezza, precisione, poesia, commedia, danza, maestria, arte e movimento”.

Il 25 marzo Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi in Francesco. Nel 2026 l’Italia celebrerà il suo santo patrono, “il più italiano dei santi”: San Francesco, morto 800 anni fa. Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi raccontano la storia del santo, anzi le storie. Il racconto si intreccia con le musiche di Branduardi eseguite dal vivo in collaborazione con Fabio Valdemarin. Attraverso parole, musiche, immagini, torna la figura di un santo meraviglioso, e si ricostruisce un tassello prezioso dell'identità italiana.

Dal 27 marzo We Will Rock You, con musiche dei Queen e Ben Elton, regia di Michaela Berlini. La nuova edizione di uno degli spettacoli rock più amati al mondo, che riporta in scena gli iconici brani dei Queen, in lingua originale e suonati rigorosamente dal vivo. Una storia senza tempo, un viaggio personale e collettivo.  La produzione si distingue per il suo impatto visivo e sonoro: coreografie travolgenti, costumi futuristici, luci spettacolari, scenografia avvolgente e una cura maniacale per il suono. Ogni sera, il palco prende vita grazie a una band di musicisti straordinari e a un cast di performer dal talento incredibile, che con voci potenti e una presenza scenica magnetica restituiscono tutta la forza emotiva e fisica del repertorio dei Queen.

Il 1° aprile Drusilla Foer in Venere Nemica. Venere, Dea della bellezza e dell’amore esiste ancora. Creatura immortale, l’antica Dea vive oggi lontano dall’Olimpo e dai suoi parenti, immaturi, vendicativi, capricciosi, prigionieri come la Dea stessa nell’eterna bolla di tempo che è l’immortalità. Ha trovato casa a Parigi, fra gli uomini, di cui teneramente invidia la mortalità, che li costringe all’urgenza di vivere emozioni, esperienze sentimenti. Venere può permettersi di essere imperfetta tra gli umani. Ispirato alla favola di Apuleio “Amore e Psiche”, Venere Nemica, di Drusilla Foer e Giancarlo Marinelli, regia di Dimitri Milopulos, con Elena Talenti, rilegge il Mito in modo divertente e commovente a un tempo, in bilico tra tragedia e commedia, declinando i grandi temi del Classico nella contemporaneità: la competizione suocera/nuora, la bellezza che sfiorisce, la possessività materna nei confronti dei figli, il conflitto secolare fra uomini e Dei.

Dal 7 al 9 aprile Rumori Fuori Scena di Michael Frayn, con The Kitchen Company, per la regia di Massimo Chiesa. Con Fabrizio Careddu, Lidia Castella, Caterina Cottafavi, Daria D'Aloia, Mauro D'Amico, Lorenzo Tolusso, Susanna Valtucci, Marco Zanutto. Torna lo spettacolo dei record, storico successo della TKC. Una commedia ultracomica dove il pubblico ride sino alle lacrime. Un riuscitissimo osservatorio sul mondo del teatro e sulle sue infinite, sorprendenti, e rocambolesche dinamiche interne.

Il 15 aprile Valerio Aprea in Lapocalisse, di Makkox, Valerio Aprea. Una serie di monologhi nati dall’incontro tra l’attore e il disegnatore di Propaganda Live, fra recital e stand up. Attraverso il linguaggio della satira, lo spettacolo affronta il nostro tempo, dominato da catastrofismi e allarmismi. Ma davvero l'apocalisse è inevitabile? Oppure esiste ancora la possibilità di un cambiamento? Dalla scienza alla politica, dagli algoritmi alle abitudini quotidiane, lo spettacolo esplora con ironia e acume la nostra capacità di adattarci ai mutamenti della società, giocando con le contraddizioni e le difficoltà del nostro tempo.

Dal 16 al 18 aprile Le nostre donne, di Eric Assous, regia di Alberto Giusta, con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri. Una commedia comica e intelligente, magistralmente dosata in perfetto stile francese: raffinata e dissacrante, leggera e spietata al tempo stesso, dal ritmo inarrestabile che gioca con il ribaltamento dei ruoli e con i colpi di scena. Una prova d’attore tutta al maschile, in cui le donne del titolo non ci sono fisicamente, ma invadono comunque la scena: amate, odiate, rimpiante, assenze materializzate dai discorsi dei loro uomini in crisi.

Dal 22 al 25 aprile Momix in Botanica – Season 2. La Natura, somma Maestra d'arte, è da sempre la Musa ispiratrice di Moses Pendleton, il visionario ed "ecologico" coreografo dei Momix. In una nuova veste, Pendleton riprende e reinventa il suo acclamato capolavoro, Botanica, in un processo di evoluzione artistica che ne disvela nuove profondità, trasformandolo e conducendolo ad inedite metamorfosi. Attraverso il suo inconfondibile linguaggio visuale e coreografico, Momix ci trascina in un'immersione sensoriale e seducente che ci farà sentire minuscoli di fronte al vibrare delle vespe, alla sensualità delle calendule, all’imponenza dei rami protesi verso il cielo e all'energia vitale del sole. Lo spettacolo si arricchisce di inediti effetti tecnologici e immagini tridimensionali rendendolo un’esperienza totale.

Il 5 e 6 maggio la Compagnia della Rancia con il musical dei record Grease, di Jim Jacobs e Warren Casey, regia di Saverio Marconi, un classico con lo stile di oggi che si rinnova di anno in anno e continua ad accendere le platee italiane in una coloratissima festa a teatro. Un vero e proprio fenomeno di costume “pop”: un cult che non è mai stato così attuale, amatissimo anche dalle nuove generazioni.

Il 14 maggio Federico Buffa in Number 23. Vita e splendori di Michael Jordan. Il più grande di sempre, raccontato dalla voce più appassionante dello sport. Federico Buffa porta a teatro la storia straordinaria di Michael Jordan, il campione che ha cambiato il basket e la cultura sportiva mondiale. Con il pianoforte di Alessandro Nidi, rivivremo le imprese leggendarie che hanno reso MJ un’icona senza tempo.

Il 15 e 16 maggio la Rivista all’italiana de I Legnanesi con il nuovo spettacolo scritto da Mitia Del Brocco I promossi sposi. La nuova storia della Famiglia Colombo - Antonio Provasio (Teresa), Enrico Dalceri (Mabilia), Italo Giglioli (Giovanni) - sarà accompagnata da sfavillanti scenografie e maestosi quadri musicali curati da Enrico Dalceri, mentre la regia dello spettacolo, come da tradizione, sarà affidata ad Antonio Provasio.

 

Fuori stagione e concerti

Il 20 e 21 Ottobre Queen at The Opera

L’11 novembre Massimo Ranieri in Tutti i sogni ancora in volo

Dal 20 al 23 novembre Angelo Pintus in Nabana

Il 31 Dicembre doppio appuntamento come da tradizione (alle ore 19 e alle ore 22.30) per festeggiare Capodanno a teatro con Maurizio Lastrico.

Il 6 e 7 marzo Pink Floyd Legend in The Wall. Celebration tour

Il 19 marzo Umberto Galimberti in Il bene e il male. Educare le nuove generazioni

Il 30 marzo Massimo Recalcati in Miracoli

Il 13 aprile Serena Rossi in SereNata a Napoli

EstateSpettacolo: 77 appuntamenti al Porto Antico di Genova

Super User 27 Giugno 2025 895 Visite

 

È ai nastri di partenza la 26ª edizione di Porto Antico EstateSpettacolo, la rassegna estiva che da oltre un quarto di secolo anima il waterfront genovese con musica, teatro, comicità e contaminazioni artistiche di grande qualità. L’edizione 2025 segna un deciso passo avanti in termini numerici: saranno ben 77 gli appuntamenti in cartellone, distribuiti tra Axpo Arena del Mare (32 eventi), Piazza delle Feste (30) e l’Isola delle Chiatte (14).

La direzione artistica curata da Porto Antico di Genova Spa prosegue sulla linea della varietà e dell’accessibilità, includendo in programma i grandi festival del territorio, come Live in Genova, Balena Festival, Gezmataz, Mojotic, Palco sul Mare, Porto Live Tribute Fest, Prog Fest e Sea Stories. Due le importanti novità: il debutto del Santissima Festival e di Altraonda Festival, pronti ad arricchire ulteriormente un’estate all’insegna della pluralità culturale. 

Il cuore pulsante della manifestazione sarà ancora una volta la rinnovata Axpo Arena del Mare, che si presenta con una nuova capienza di 6.000 spettatori e diverse migliorie strutturali: un maxischermo per una visione ottimale, un’area ristoro più accogliente e spazi pensati per migliorare il comfort del pubblico. Il naming dell’arena celebra il 25° anniversario di Axpo Italia, sponsor della stagione.

 

IL PROGRAMMA DI PORTO ANTICO ESTATESPETTACOLO - 28 giugno – 29 agosto 2025

AXPO ARENA DEL MARE

- SABATO 28 GIUGNO Altraonda Festival

LUCIO CORSI “Estate 2025”

- DOMENICA 29 GIUGNO Altraonda Festival

ENRICO BRIGNANO “Bello di Mamma!”

- LUNEDI 30 GIUGNO

MICHAEL THE SHOW Live in Orchestra

- MARTEDÌ 1 LUGLIO Live in Genova Festival

ANTONELLO VENDITTI “Notte prima degli esami 40th Anniversary”

- MERCOLEDÌ 2 LUGLIO Balena Festival 

AFTERHOURS “Ballate per piccole iene”

 

- GIOVEDÌ 3 LUGLIO Balena Festival

PSICOLOGI “DIY Summer Tour 2025”

- VENERDÌ 4 LUGLIO Balena Festival

BAUSTELLE “El Galactico Summer Live”

- SABATO 5 LUGLIO Balena Festival

TEENAGE DREAM

- DOMENICA 6 LUGLIO Altraonda + Balena

OKGIORGIO + POP X + LE FESTE ANTONACCI

- MARTEDÌ 8 LUGLIO Ridere d’Agosto… ma anche prima 

BRUCIABARACCHE “Boomers”

- MERCOLEDÌ 9 LUGLIO

ANDREA PUCCI “Amo l’Estate” 

- GIOVEDÌ 10 LUGLIO

BARBASCURA X “Sono qui per Caos”

- VENERDÌ 11 LUGLIO Altraonda Festival

BRUNORI SAS “L’Albero delle Noci Tour Estate 2025”

- SABATO 12 LUGLIO Altraonda Festival

DIODATO “Diodato Estate 25” 

- DOMENICA 13 LUGLIO Altraonda Festival 

ANNA “Vera Baddie Tour”

- LUNEDÌ 14 LUGLIO Altraonda Festival

EUROPE 

- MARTEDÌ 15 LUGLIO Live in Genova Festival

NAYT “Nayt Live 2025”

- MERCOLEDÌ 16 LUGLIO Altraonda Festival

LAZZA “Locura Summer Tour 2025”

- VENERDÌ 18 LUGLIO Live in Genova Festival

NINO D’ANGELO “I miei meravigliosi anni ‘80” 

- SABATO 19 LUGLIO Altraonda Festival 

GUÈ + IZI + LACRIM collabo Genova Hip Hop Festival 

- LUNEDÌ 21 LUGLIO Mojotic Festival

PUBLIC IMAGE LTD. “This Is Not The Last Tour”

- MARTEDÌ 22 LUGLIO

EDOARDO BENNATO “Sono solo Canzonette Tour 2025” 

- MERCOLEDÌ 23 LUGLIO Ridere d’Agosto… ma anche prima

VINCENZO SCHETTINI “La fisica dell’estate”

- GIOVEDÌ 24 LUGLIO Palco sul Mare Festival 

VINICIO CAPOSSELA “Sirene. Richiami emergenze e affioramenti”

- VENERDÌ 25 LUGLIO Balena Festival

TANANAI “CalmoCobra Live Estate 2025”

- SABATO 26 LUGLIO Balena Festival

FAST ANIMALS & SLOW KIDS “FASK Tour Estivo 2025”

- DOMENICA 27 LUGLIO Balena Festival

VOGLIO TORNARE NEGLI ANNI 90

- MERCOLEDÌ 30 LUGLIO Ridere d’Agosto… ma anche prima

I PIRATI DEI CARUGGI “Ti veddiae che rie!”

- GIOVEDÌ 31 LUGLIO 

MAX ANGIONI “Anche Meno” 

- VENERDÌ 1 AGOSTO 

GIANLUCA GOTTO “Le tre vie del benessere”

- SABATO 2 AGOSTO

PAOLO RUFFINI “Din Don Down”

- DOMENICA 3 AGOSTO

ABBA DREAM TRIBUTE

 

PIAZZA DELLE FESTE 

- DAL 13 AL 22 GIUGNO 

27° SUQ FESTIVAL TEATRO DEL DIALOGO

- VENERDÌ 4 LUGLIO

BUIO PESTO “30 Tour 2025” 

- SABATO 5 LUGLIO Rawabet (Connessioni) Gezmataz 2025

JE T’APPELLE 

- DOMENICA 6 LUGLIO Rawabet (Connessioni) Gezmataz 2025

ESTUARIUM 

- GIOVEDÌ 10 LUGLIO Ridere d’Agosto… ma anche prima

ANDREA CARLINI “Il mio Luca”

- DOMENICA 13 LUGLIO Ridere d’Agosto… ma anche prima

GIANMARCO TOGNAZZI E TRIO “Paul McCartney e i Beatles – Due leggende”

- MERCOLEDÌ 16 LUGLIO

SHAMZY “Testa di Caos”

- GIOVEDÌ 17 LUGLIO Ridere d’Agosto… ma anche prima

ANDREA DI MARCO “Spettacolo bellissimo”

- SABATO 19 LUGLIO Ridere d’Agosto… ma anche prima 

DOC IN CONCERTO per Fondazione Gigi Ghirotti 

“Come passa il tempo… (la musica lo racconta)”

- DOMENICA 20 LUGLIO Ridere d’Agosto… ma anche prima

LUCA WARD “Il talento di essere tutti e nessuno” 

- LUNEDÌ 21 LUGLIO

FILARMONICA SESTRESE & FRIENDS “180 anni in musica, un viaggio senza fine”

- MERCOLEDÌ 23 LUGLIO Santissima Fest

SAYF & GENOVARABE 

- GIOVEDÌ 24 LUGLIO Santissima Fest

SAYF & GENOVARABE 

- VENERDÌ 25 LUGLIO Santissima Fest

SAYF & GENOVARABE

- DOMENICA 27 LUGLIO

FONDAZIONE CARIGE PRESENTA: IL GRAN GALÀ DEL JAZZ

con John Patitucci, Joey Calderazzo, Dado Moroni, Christian Meyer

 Direzione artistica Zenart Management

- MARTEDÌ 29 LUGLIO Palco sul Mare Festival

THE ZENA SOUL SYNDICATE “We are back”

- MERCOLEDÌ 30 LUGLIO Palco sul Mare Festival 

LOLITA + DJ A. BIAGINI e DJ F. VALENZA “Love 80” 

- GIOVEDÌ 31 LUGLIO Palco sul Mare Festival 

PAOLA ATZENI, PAMELA MASSI, LAURA MARS E STEPHANIE RIONDINO “Donne Incanto”

- VENERDÌ 1 AGOSTO Porto Live Tribute Fest

LEX AND THE SKINWALKERS (Southern Rock Tribute), H-ELP (Emerson, Lake & Palmer Tribute), GARYBALDI SERENADE (Tributo a Bambi Fossati), RUSH LA VILLA STRANGIATO (Tributo ai Rush)

- SABATO 2 AGOSTO Porto Antico ProgFest

GOBLIN LEGACY, THE TRIP, PRESENCE, ARPIA

- DOMENICA 3 AGOSTO Porto Antico ProgFest 

FURIO CHIRICO’S THE TRIP, L’UOVO DI COLOMBO, GOTHO; ALIANTE

 

ISOLA DELLE CHIATTE

- 16-18 LUGLIO Sea Stories - 10º anno

LA LEGGENDA DEL PIANISTA SULL’OCEANO (Produzione Chierici-Cicolella)

- 22-26 AGOSTO Sea Stories - 10º anno

LA TEMPESTA: NEL REGNO DI ARIELE (Produzione Chierici-Cicolella)

- 23-26 AGOSTO Sea Stories - 10º anno

PASSAGGIO A NORD OVEST (ore 19.30) (Produzione Chierici Cicolella)

- 27 AGOSTO Sea Stories - 10º anno

NOTTURNO PAR LE MER (ore 19.30 e 21.30) (Produzione Chierici Cicolella)

- 28-29 AGOSTO Sea Stories - 10º anno 

MOBY DICK LA LEGGENDA con il gruppo Taiko Giapponese Kyo Shin Do (Produzione Chierici-Cicolella)

Al via il Nervi International Ballet Festival con la Scuola di Ballo dell’Accademia della Scala

Super User 26 Giugno 2025 781 Visite

 

Con un omaggio alla tradizione più antica e uno sguardo al futuro della danza, si inaugura sabato 28 giugno alle ore 20.00 al Teatro Carlo Felice di Genova l’edizione 2025 del nuovo Nervi International Ballet Festival, realizzato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice con la responsabilità artistica di Jacopo Bellussi.

Prima compagnia ospite della rassegna a salire sul palcoscenico genovese sarà la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala che porta un classico balletto di repertorio, La fille mal gardée, proposto in una nuova versione del 2023 firmata da Frédéric Olivieri – direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e del Dipartimento Danza della Scuola scaligera – sulla musica di Peter Ludwig Hertel. Si tratta di un appuntamento dal forte valore simbolico: l’apertura del Festival è infatti affidata alle promesse della danza italiana, oltre sessanta giovanissimi allievi tra il 2° e 8° corso, impegnati in uno dei titoli più antichi della storia del balletto, ripensato per valorizzare tanto la preparazione tecnica quanto soprattutto le capacità attoriali dei giovani interpreti. Nei ruoli principali Laura Farina (Lise), Francesco Della Valle (Colas), Giovanni Bellucci (Alain), Andrea Cipolla (Il padre di Alain) e Gisèle Odile Ghidoli (M.me Simone). L’allestimento, ideato appositamente per questa produzione dell’ensemble scaligero, si avvale delle scene di Angelo Sala, dei costumi di Luisa Spinatelli rielaborati di Maria Chiara Donato e delle luci di Andrea Giretti.

Balletto tra i più longevi della storia, La fille mal gardée debuttò a Bordeaux nel 1789, pochi giorni prima della presa della Bastiglia. Fu poi ripreso, modificato e riorchestrato per tutto l’Ottocento fino alla versione musicale di Peter Ludwig Hertel (1864), oggi tra le più usate, come in questa occasione. La partitura di Hertel – brillante, narrativa, animata da temi popolari – è quella su cui appunto Frédéric Olivieri ha costruito la sua nuova versione coreografica, ispirata all’idea di racconto, alla leggerezza comica e al gioco pantomimico che caratterizza il ballet d’action settecentesco. 

La vicenda si svolge in un villaggio di campagna e racconta l’amore contrastato tra Lise, giovane ragazza indipendente e vivace, e Colas, il ragazzo di cui è innamorata ma che la madre – l’iconica M.me Simone – non vorrebbe come genero, preferendogli Alain, il figlio sciocco di un proprietario terriero. Commedia degli equivoci, del travestimento, della libertà sentimentale, che abbandona parrucche e crinoline in pieno clima rivoluzionario, La fille mal gardée è un piccolo gioiello teatrale, capace di coniugare divertimento, rigore classico e freschezza espressiva. 

«Ho dedicato molte ore allo sviluppo dei caratteri dei personaggi – spiega Olivieri – Lise, la madre, Colas, Alain, il padre, i ragazzi devono imparare ad articolare bene il loro ruolo, il lavoro sulla pantomima è stato importantissimo in questo balletto, capire come tradurre le parole in gesti, le emozioni in movimento. La tecnica, i passi sono classici, nello stile che i ragazzi ben conoscono, apprendere come raccontare con il corpo in modo credibile, veritiero, è stato un approfondimento che penso sarà loro utile anche in futuro per affrontare i tanti ballets d’action del repertorio classico». 

Sì apre così il sipario su un Festival molto atteso che, in questa estate 2025, riunisce a Genova sette tra le più importanti compagnie di danza al mondo – dal Royal Ballet di Londra al Ballet de l’Opéra de Paris, dallo Stuttgarter Ballett al Lucia Lacarra Ballet – in un progetto che intreccia paesaggio, memoria e gesto coreografico.

Il Nervi International Ballet Festival ospita, inoltre, delle masterclass aperte a ragazze ragazzi dai 10 anni in su, tenute dal Direttore Olivieri e da Paola Vismara per la danza classica e da Emanuela Tagliavia per la danza contemporanea.

  

27 giugno (Teatro Carlo Felice)

Accademia Teatro alla Scala: classico e contemporaneo (allievi 10-13 anni)

Ore 14:30 Masterclass di danza classica con Paola Vismara, docente della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala

Ore 16:00 Masterclass di danza contemporanea con Emanuela Tagliavia, docente della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala e coreografa

 

28 giugno (Teatro Carlo Felice)

Accademia Teatro alla Scala: classico e contemporaneo (dai 14 anni)

Ore 15:00 Masterclass di danza classica con Frédéric Olivieri, direttore della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala e coreografo 

Ore 16:00 Masterclass di danza contemporanea con Emanuela Tagliavia, docente della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala e coreografa

Aspettando il Nervi International Ballet Festival, alla Sala Quadrivium il film Romeo and Juliet

Super User 20 Giugno 2025 848 Visite

Manca poco all’inizio del Nervi International Ballet Festival 2025, in programma dal 28 giugno al 27 luglio tra il Teatro Carlo Felice e i Parchi di Nervi. Undici serate, sette compagnie internazionali, un mese di spettacoli, incontri e narrazioni intorno alla grande danza, scelti dal responsabile artistico, l’étoile genovese Jacopo Bellussi.

In attesa della serata inaugurale – sabato 28 giugno al Teatro Carlo Felice con il celebre balletto La fille mal gardée portato in scena dalla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala – continua il percorso del Fuori Festival, il ciclo di eventi gratuiti ideato dall’associazione ThreeBBallet in collaborazione con la Fondazione Teatro Carlo Felice.

Sabato 21 giugno, alle ore 18.00, presso la Sala Quadrivium (Piazza Santa Marta, 2 – ingresso gratuito) sarà proiettato Romeo and Juliet: Beyond Words, adattamento cinematografico del capolavoro coreografico di Kenneth MacMillan con i danzatori del Royal Ballet di Londra. Un appuntamento speciale per avvicinarsi alla storia della compagnia britannica, attesa ai Parchi di Nervi il 12 e 13 luglio con A Celebration of the works of Frederick Ashton.

Realizzato nel 2019 dai registi Michael Nunn e William Trevitt – fondatori della compagnia BalletBoyz® e vincitori dell’International Emmy Award – il film è una straordinaria trasposizione per il grande schermo del celebre balletto Romeo and Juliet su musica di Sergei Prokof’ev e coreografia di Sir Kenneth MacMillan.

Girato con approccio cinematografico (e non documentaristico), Romeo and Juliet: Beyond Words restituisce tutta la forza narrativa ed emotiva del balletto grazie a un montaggio dinamico, riprese ravvicinate e una fotografia elegante. La storia di Shakespeare prende vita attraverso la fisicità e l’interpretazione di alcuni tra i massimi interpreti del Royal Ballet, capaci di coniugare tecnica impeccabile e potenza drammatica. Non si tratta di una ripresa teatrale ma di un vero e proprio film, capace di aprire a nuovi pubblici l’universo poetico del balletto.

 

Romeo and Juliet: Beyond Words

Regia: Michael Nunn e William Trevitt

Produzione: The Royal Ballet / BalletBoyz Films

Anno: 2019

Durata: 90 minuti

Musica: Sergei Prokof’ev

Coreografia originale: Kenneth MacMillan

Con: William Bracewell (Romeo), Francesca Hayward (Giulietta), Matthew Ball (Tebaldo), Marcelino Sambé (Mercuzio), Kristen McNally (Nutrice), Gary Avis (Frate Lorenzo)

Distribuzione: BBC e piattaforme internazionali

 

Il Fuori Festival proseguirà fino al 24 luglio con altri eventi tra cui gli incontri con Luigi Bonino su Roland Petit, Marianela Nuñez, Lucia Lacarra e i danzatori italiani del Royal Ballet, oltre a una speciale conversazione con Maina Gielgud e a un suo coaching per insegnati di danza.

 

Tutti gli eventi del Nervi Fuori Festival sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Info: www.nervinternationalballetfestival.it

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – tel. 348 8718277

Altraonda Festival, all’Axpo Arena del Porto Antico arriva Lucio Corsi

Super User 20 Giugno 2025 946 Visite

È Lucio Corsi ad aprire, sabato 28 giugno, il programma di Altraonda, il nuovo festival alla sua prima edizione che fino al 19 luglio anima l’estate genovese con il meglio della musica nazionale e non solo. L’artista rivelazione dell’ultimo Festival di Sanremo salirà sul palco della Axpo Arena del Mare alle ore 21.30 e aprirà anche la stagione di EstateSpettacolo del Porto Antico di Genova. Le prevendite dei biglietti sono disponibili su Ticketone (https://www.ticketone.it/event/lucio-corsi-estate-arena-mare-area-porto-antico-19922704/ ).

Dopo il successo del “Club Tour 2025”, che ha registrato il tutto esaurito lo scorso aprile, e dell’esperienza a Eurovision, che ha aggiunto un nuovo importante tassello nel suo percorso, Lucio Corsi torna alla sua cara dimensione live. La tournée è la perfetta occasione per ascoltare dal vivo i brani del suo repertorio e del nuovo album “Volevo essere un duro” (disco d’oro), pubblicato per Sugar Music lo scorso 21 marzo. Il disco ha conquistato il sesto posto della Top Album Debut Global di Spotify del weekend 21-23 marzo, oltre al primo posto della classifica FIMI degli album e della classifica CD, vinili e musicassette più venduti nella settimana di pubblicazione.

L'album si compone di nove tracce, tutte scritte e composte da Lucio Corsi e Tommaso Ottomano, che ne hanno curato anche la produzione insieme ad Antonio “Cuper” Cupertino. A popolarle, molti personaggi come “Francis Delacroix”, amico fotografo, Rocco compagno delle medie in “Let There Be Rocko”, e “Il Re del rave”, sagoma romantica e sgangherata. Ad aprire e chiudere la narrazione musicale del disco, anche i brani già editi “Tu sei il mattino”- che narra di come il tempo scorra inesorabile, come la corrente di un fiume che ci tira sempre e solo da una parte - e “Nel cuore delle notte” - una canzone sull’amicizia, una lunga coda di pianoforte sull’autostrada della luna, presentata a sorpresa la scorsa Vigilia di Natale con una live session -, oltre a “Volevo essere un duro”: con questa canzone, Corsi ha debuttato alla 75esima edizione del Festival di Sanremo, classificandosi secondo e vincendo il Premio della Critica “Mia Martini”, entrando nel cuore del pubblico, per poi rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2025 di Basilea, ottenendo il quinto posto. Il singolo è stato primo tra i brani indipendenti più suonati dalle radio per 10 settimane (Earone) ed è oggi certificato disco di platino. All’interno dell’album, anche il singolo “Situazione complicata”, dal 5 giugno disponibile in rotazione radiofonica. 

Cantautore toscano, Lucio Corsi riesce a rendere armonioso il rock d’autore e le sonorità folk insieme, trasformando le sue atmosfere surreali in poesia e legando un mondo a tratti grottesco ad una struttura musicalmente ricchissima. 

Prima di lui, salirà sul palco della Axpo Arena del Mare il cantautore campano Mazzariello, che ha recentemente pubblicato il nuovo singolo “Nostalgia e Karaoke”, uscito lo scorso aprile dopo il successo di “Amarsi per Lavoro”, brano che lo ha portato sul palco di Sanremo Giovani 2024. Ad aprire il live anche l’artista genovese Matsby, che presenterà alcuni brani del suo repertorio tra cui quelli contenuti nell’EP uscito l'anno scorso “Agrodolce”, un progetto intenso che racconta un momento di forti contrasti emotivi.

Di Altraonda Festival fanno parte anche i concerti di okgiorgio, Pop X e Le Feste Antonacci, in collaborazione con Balena Festival (domenica 6 luglio), Brunori Sas (venerdì 11 luglio 2025), Diodato (sabato 12 luglio 2025), Anna (domenica 13 luglio 2025), Europe (lunedì 14 luglio 2025) e Lazza (mercoledì 16 luglio 2025). In programma anche lo spettacolo di Enrico Brignano (domenica 29 giugno).

La nuova stagione del Teatro Nazionale di Genova: 97 spettacoli, di cui 18 produzioni

Super User 19 Giugno 2025 1059 Visite

Il Teatro Nazionale di Genova ha presentato la nuova stagione con 97 spettacoli in programma, di cui 18 produzioni. Lo fa con un titolo e un’immagine simbolici e invitanti: numeri, parole, immagini che richiamano una necessaria attenzione e tante possibilità di partecipazione e inclusione nel senso più concreto del termine.

il Teatro è tuo con un’offerta che prevede di poter allargare lo sguardo su più prospettive e azioni concrete e inclusive e, dal punto di vista dei contenuti, a generi e canoni di scrittura drammaturgica e arte scenica.

Tante e diffuse sul territorio nazionale e internazionale sono le collaborazioni con le principali realtà e istituzioni teatrali. Tanti sono i fili che ritornano e continuano, tra storia recente e repertori storici, progetti speciali e spettacoli tout public dedicati alle famiglie, così come si conferma la presenza del “Nouveau Cirque” durante il periodo delle feste natalizie in relazione con il Festival Internazionale Circumnavigando con tre titoli in scena nelle due sale di Sampierdarena.

Si riallaccia, ancora una volta, il filo di continuità con la rassegna dedicata alle voci e ai contenuti femminili all’interno della programmazione FEF (Festival dell’Eccellenza al Femminile), a cura di Consuelo Barilari, che tocca i suoi 21 anni di presenza sul territorio con un programma di 27 spettacoli e una serie di incontri dedicati.

Sempre viva l’attenzione verso i giovani talenti, frutto della volontà di investire sulle nuove generazioni di attrici e attori, gruppi emergenti, autori e autrici in connessione con la scuola di recitazione dedicata a Mariangela Melato e che trova un suo immediato corrispettivo nella rassegna De Gustibus dedicata agli autori e autrici under35.

Apertura di stagione con un titolo potente che riaccende una memoria gloriosa, per il Teatro di Genova - Il lutto si addice a Elettra - di Eugene O’Neill, regia di Davide Livermore e una compagnia di attrici e attori d’eccezione: Elisabetta Pozzi, Linda Gennari, Tommaso Ragno, Aldo Ottobrino, Marco Foschi, Davide Niccolini, Carolina Rapillo.  * Prima Nazionale - 11 ottobre - nella sala Ivo Chiesa

La stagione 2025 – 2026 sarà più che mai ricca di proposte e progettualità che confermano la linea tracciata dal direttore Davide Livermore in questi anni, fedele al concetto di un teatro pubblico, necessario a un territorio come quello genovese e ligure e in dialogo con gli altri teatri Nazionali.

Un teatro inteso come porta verso nuovi mondi possibili, nonostante la difficoltà geografica e di accessibilità del territorio ligure, che possa accogliere e far scaturire scintille di sguardo e linguaggi e, nello stesso tempo, sostenere e intercettare talenti under35, molti dei quali sono frutto del dialogo con la storica scuola di recitazione, oggi intitolata a Mariangela Melato e diretta da Elisabetta Pozzi.

Una storia che dura da oltre 70 anni e si proietta nel futuro, idealmente riconoscibile nell’edificio dedicato a Ivo Chiesa: sia nel suo archivio storico, sia nella sua sala rinnovata e abitata dalle “immagini\apparizioni” che ne hanno tracciato epoche e repertori. Passato, presente e futuro continuano a nutrirsi e ad alimentare di emozioni, riflessioni e divertimento.

Info: www.teatronazionalegenova.it ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Biglietteria online - www.biglietti.teatronazionalegenova.it 

Il flauto magico, il Teatro Carlo Felice chiude la stagione lirica con Mozart

Super User 11 Giugno 2025 875 Visite

INTERVISTA AL DIRETTORE ARTISTICO FEDERICO PUPO

La stagione lirica 2024-2025 dell’Opera Carlo Felice Genova si chiude con uno dei più celebri titoli di Wolfgang Amadeus Mozart: Die Zauberflöte (Il flauto magico) – singspiel in due atti su libretto di Emanuel Schikaneder – sarà in scena da venerdì 13 giugno alle ore 20.00 (turno A). Lo spettacolo sarà in replica sabato 14 giugno alle ore 15.00 (turno F), domenica 15 alle ore 15.00 (turno C), venerdì 20 alle ore 20.00 (turno B), sabato 21 alle ore 20.00 (turno L) e domenica 22 alle ore 15.00.

Maestro concertatore e direttore Giancarlo Andretta, regia Daniele Abbado, regista collaboratore Boris Stetka, scene Lele Luzzati, costumi Santuzza Calì, coreografie DEOS, luci Luciano Novelli. Allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova. Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e Tecnici dell’Opera Carlo Felice. Maestro del Coro Claudio Marino Moretti. Maestro del Coro di voci bianche Gino Tanasini.

A dare vita ai personaggi mozartiani saranno i solisti dell’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale per cantanti lirici dell’Opera Carlo Felice, nell’ambito di un progetto, giunto alla quinta edizione, finalizzato sia alla formazione dei giovani talenti della lirica – sotto la direzione artistica di Francesco Meli, il coordinamento di Serena Gamberoni e la direzione musicale di Davide Cavalli – sia al loro effettivo debutto. Nel cast figurano: Antonino Arcilesi / Giovanni Augelli (Sarastro), Samuele Di Leo / Yiyan Gong (Tamino), Martina Saviano / Sona Gogyan (Regina della Notte), Gabriella Ingenito / Ilaria Monteverdi (Pamina), Giada Venturini /Eleonora Marras (Una vecchia - Papagena), Ernesto de Nittis / Willingerd Giménez (Papageno), Davide Zaccherini / Timóteo Bene Júnior (Monostatos), con la con la partecipazione di Gesua Gallifoco (Prima dama), Silvia Caliò (Seconda dama),  Alena Sautier (Terza dama), Luca Romano (Oratore/Primo sacerdote), Gianluca Moro (Secondo sacerdote e Primo armigero), Davide Canepa (Secondo armigero).

Commenta Giancarlo Andretta: «Die Zauberflöte è un’opera ricchissima di simboli e di allegorie, che non si ferma alla sola dimensione fiabesca, ma assurge allo status di autentico “capolavoro dell’umanità”. Sorgente inesauribile di fresca creatività, messaggera di valori profondi - dignità, libertà, giustizia - con un costante richiamo alla saggezza (die Weisheitlslehre) affidato soprattutto, e non a caso, a tre fanciulli dall’animo puro. Saggezza di cui abbiamo più che mai bisogno, in questo tempo funestato da guerre e conflitti».

Una breve considerazione ancora. Sono particolarmente felice di inserirmi in questa produzione, bellissima e storica, creata più di venti anni fa da Daniele Abbado insieme a Lele Luzzati: sempre “nuova” sempre creativa, e destinata a dare ancora nuova gioia al pubblico. La presenza di Daniele Abbado per tutto il periodo delle prove ha ricreato un'atmosfera da favola, un'esperienza tanto innovativa quanto fedele allo spirito originario dell’estremo capolavoro operistico di Mozart.

Daniele Abbado: «Sono molto contento di riprendere Il flauto magico realizzato con Lele Luzzati nel 2002, è un’occasione molto importante per ricordare l’artista straordinario che è stato. Conobbi Lele durante gli anni di formazione e diventammo amici, quando lui mi dette fiducia nei miei primi anni come regista fu per me un grande onore. Insieme lavorammo ad un film d’animazione con Giulio Giannini, a uno spettacolo per bambini su testi di Bruno Munari, e poi realizzammo Il flauto per il Carlo Felice di Genova. Ricordo un lungo periodo di progettazione serena e positiva, tanti incontri che si svolgevano quasi sempre a casa di Lele a Genova tra confronti, discussioni e ricerca. Per me era la prima volta, invece Lele Luzzati aveva già lavorato a Il flauto magico in diverse occasioni, era evidente che ci fosse uno sposalizio poetico tra il mondo artistico di Lele e quest’opera, fu molto stimolato a trovare soluzioni scenotecniche nuove, inaspettate e interessanti. Anche il periodo di prove fu sereno, con un ottimo cast e un bravissimo direttore. Lo spettacolo nacque bene e venne apprezzato dal pubblico. Il ricordo è molto forte e sono felice di avere la possibilità di ricostruire questo spettacolo e ritrovare un’altra volta Lele Luzzati». 

Die Zauberflöte (Il flauto magico), composto nel 1790, è il secondo Singspiel del catalogo mozartiano dopo Il ratto dal serraglio, del 1780. La proposta di comporre questo titolo venne dal cantante e impresario viennese Emanuel Schikaneder, anche autore del libretto. Sebbene la trama fosse stata elaborata originariamente a partire dalla novella Lulu oder die Zauberflöte di Wieland, diverse e consistenti furono le modifiche fatte dal librettista, che raccolse numerose altre influenze letterarie, filosofiche e spirituali. Schikaneder si ispirò insieme a Mozart, suo confratello massone, a diversi rituali propri della Massoneria, accentuando per esempio la polarizzazione tra Bene (impersonato da Sarastro, gran Sacerdote del Regno della Saggezza) e Male (Astrifiammante, la Regina della notte). Il sottotesto di matrice massonica-orientale diventa fondamentale, tanto da rendere la vicenda un vero e proprio percorso iniziatico del protagonista Tamino verso i valori della bellezza e della sapienza. La prima rappresentazione, diretta da Mozart stesso, si tenne al Theater auf der Wieden il 30 settembre 1791, fu un grande successo che portò presto a numerose riprese. Il flauto magico riassume tutti i più significativi aspetti dell’opera del Settecento, sia sul piano stilistico sia sul piano formale. Per questo e per la cifra sperimentale e innovativa, l’opera si affermò presto come uno dei più influenti lavori mozartiani, in particolare per quanto riguarda gli sviluppi dell’opera romantica tedesca.

Nervi International Ballet Festival, le grandi compagnie della danza tornano a Genova

Super User 04 Giugno 2025 1030 Visite

L'INTERVISTA AL DIRETTORE ARTISTICO JACOPO BELLUSSI

Dal 28 giugno al 27 luglio, la danza torna ad animare i giardini storici dei Parchi di Nervi e il palcoscenico del Teatro Carlo Felice per l’edizione 2025 del Nervi International Ballet Festival realizzato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice, che ha affidato a Jacopo Bellussi, étoile genovese tra le più affermate sulla scena internazionale, l’incarico di responsabile artistico del programma.

Creato nel 1955 da Mario Porcile come primo festival italiano dedicato interamente alla danza, il Nervi International Ballet Festival presenta nel 2025 un calendario di 11 serate di spettacolo, 9 masterclass e anche un intenso programma “Fuori Festival” con incontri, proiezioni e lezioni. Raggiunto il traguardo dei 70 anni dalla fondazione, nel programma di questa annata celebrativa hanno accettato l’invito di Bellussi ben sette compagnie, tra cui tre iconiche per la storia della danza– il Ballet de l’Opéra de Paris, The Royal Ballet, Das Stuttgarter Ballett – accanto a ensemble emergenti e formazioni giovanili – l’Accademia Teatro alla Scala, il Ballett Kiel, il Lucia Lacarra Ballet, il Bayerisches Junior Ballett München –, in un intreccio generazionale di stili e linguaggi. A chiudere il festival un Gala dedicato proprio alla figura di Mario Porcile, fondatore e anima del Festival, che riunirà nei giardini di Nervi alcuni primi ballerini provenienti dalle principali compagnie internazionali.

«La responsabilità artistica di questo Festival - dichiara l’étoile Jacopo Bellussi - rappresenta per me il coronamento di un percorso di lavoro svolto in questi ultimi anni. Sono grato per la fiducia riposta in me dalla Fondazione Teatro Carlo Felice con cui ho collaborato per presentare un programma di alto livello. Tre delle principali compagnie mondiali, il Royal Ballet, il Ballet de l’Opéra de Paris e lo Stuttgarter Ballett, tornano a Nervi dopo quasi quarant’anni. In linea con l’idea del fondatore Mario Porcile, il Festival sarà anche una vetrina per compagnie emergenti come il Ballett Kiel e il Lucia Lacarra Ballet, avendo così la possibilità di proporre vari stili coreografici, dal classico al contemporaneo. La formazione e la scoperta di giovani ballerini sono altri pilastri del programma: si assisterà quindi a uno spettacolo della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, a uno a del Bayerisches Junior Ballett München, e ci si potrà iscrivere a una serie di masterclass con docenti internazionali. Il Festival si concluderà con un gala dedicato a Mario Porcile, con étoile che si esibiranno in coreografie di repertorio classico e contemporaneo».

Al fianco di Jacopo Bellussi, come sua Artistic Advisor per l’edizione 2025 del Festival e Principal Coach del Gala Mario Porcile c’è Maina Gielgud, ballerina dalla carriera vastissima, già musa di Maurice Béjart nel suo XXth Century Ballet, prima ballerina con il London Festival Ballet e il Sadlers Wells Royal Ballet, partner di Rudolf Nureyev e Jorge Donn, Direttrice Artistica dell’Australian Ballet (1983-1997), del Royal Danish Ballet (1997-1999) e Coach Principale dell’English National Ballet (2007-2012), oggi insegnante ospite e coach per importanti compagnie e per le più illustri accademie del mondo, nonché nelle giurie dei più prestigiosi concorsi di danza classica.

Inaugurazione del Festival sabato 28 giugno al Teatro Carlo Felice (ore 20) con La fille mal gardée sulla partitura di Peter Ludwig Hertel, tra i più antichi balletti rimasti in repertorio, poiché risale al periodo della Rivoluzione francese. In scena, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala impegnata nella versione coreografica del suo direttore Frédéric Olivieri, che ha debuttato a Milano nel 2023. Le giovani promesse della Scuola del più importante teatro italiano daranno vita a un titolo che si caratterizza per i momenti di pantomima e comicità, mettendo così alla prova non solo le loro abilità classico-accademiche ma anche quelle espressive e attoriali.

Il palcoscenico dei Parchi di Nervi ospiterà quindi le più rinomate compagnie europee, con storia plurisecolare e tradizione ininterrotta.

Si comincia il 4 e il 5 luglio con due serate con il Ballet de l’Opéra de Paris – diretto da José Martinez – con Signature Pieces, cinque capolavori del repertorio classico e neoclassico che fanno parte della storia della compagnia: In the Night con la coreografia di Jerome Robbins – icona del neoclassicismo statunitense – su quattro Notturni di Chopin; il Grand Pas Classique coreografato nel 1949 da Victor Gsovsky per l’étoile Yvette Chauviré, esempio di virtuosismo e maestosità secondo i canoni dell’accademia francese, su musica di Daniel Auber; Le jeune homme et la mort creato da Roland Petit nel 1946, inquietante duo su libretto di Jean Cocteau e musica di Johann Sebastian Bach in cui il destino – che ha le sembianze di una donna in abito giallo e guanti neri – si prende gioco del suo amante fino a spingerlo al suicidio; Le Parc di Angelin Preljocaj del 1994, sintesi perfetta tra il respiro classico della musica di Mozart e la modernità del linguaggio coreografico; infine un estratto da Raymonda, ultimo grande balletto narrativo di Marius Petipa su musica di Glazunov, un’enciclopedia delle forme del balletto classico riportata in auge in Occidente da Rudolf Nureyev che ne realizzò una sua versione nel 1983, quando assunse la carica di direttore del Ballet de l’Opéra de Paris.

Il 12 e 13 luglio da non perdere il ritorno di una compagine mitica come The Royal Ballet – oggi sotto la direzione di Kevin O’Hare – che presenta A Celebration of the works of Frederick Ashton, una selezione di lavori creati dalla figura fondativa dell’identità coreografica britannica: momenti tratti dal Lago dei cigni (Pas de quatre, musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij), The Dream – Oberon and Titania’s reconciliation pas de deux (arguta e tenera rivisitazione del Sogno di una notte di mezza estate del 1964 con musica di Felix Mendelssohn), Thaïs - pas de deux (del 1971, sulla famosa Méditation dall’opera di Massenet), Cinderella - pas de deux (dalla favola di Perrault con musica di Prokof’ev coreografata nel 1948) e Voices of Spring (duo sul valzer Frühlingsstimmen) accompagnano due capolavori completi come Marguerite and Armand (creato per Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev nel 1963, ispirato alla Traviata di Verdi e alla Signora delle camelie di Dumas figlio, su musiche di Franz Liszt) e Rhapsody (coreografia nata nel 1980 per Michail Baryšnikov e Lesley Collier, sulla virtuosistica Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov).

Anche Das Stuttgarter Ballett, assente da Genova dalla metà degli anni Ottanta, torna a Nervi il 19 e 20 luglio – oggi diretto da Tamas Detrich – con una delle sue produzioni più celebri e amate, Romeo e Giulietta nella versione di John Cranko del 1962, uno dei capolavori del balletto narrativo, ispirato alla tragedia di William Shakespeare e con la musica di Sergei Prokof’ev. Cranko racconta l’intenso e tragico amore dei due protagonisti, in una coreografia che unisce struggenti pas de deux, accesi incontri di scherma, balli suntuosi e vivaci scene d’insieme.

Tra le date delle performance di questi ensemble di antica tradizione, trovano spazio sul palcoscenico del Teatro Carlo Felice due tra le compagnie più interessanti del panorama contemporaneo europeo: Ballett Kiel e Lucia Lacarra Ballet.

Si presenta per la prima volta al pubblico italiano la compagnia emergente tedesca Ballett Kiel che il 9 luglio porta in scena con Following a Bird. Omaggio a Ezio Bosso di Yaroslav Ivanenko (2019) – già al Balletto di Amburgo con Neumeier e direttore della compagnia dal 2011 – ispirato alla musica e del noto compositore italiano, combinata a pagine di Max Richter e Kimmo Pohjonen; il titolo della coreografia si ricollega all’omonimo brano per pianoforte che Bosso compose dopo la diagnosi di una malattia incurabile e che suonò prima di quasi tutti i suoi concerti fino alla morte, come simbolo del ritorno del suo potere creativo. Seconda coreografia in programma Walking Mad dello svedese Johan Inger, creata nel 2001 sulla musica di Maurice Ravel (Boléro) e Arvo Pärt (Für Alina): con un chiaro riferimento al Boléro di Béjart, è un viaggio in cui «incontriamo le nostre paure, i nostri desideri e la leggerezza dell’essere» (Inger), con in scena una grande parete di legno mutevole.

Quindi, il 16 luglio, il Lucia Lacarra Ballet – nuova formazione composta da dieci ballerini, nata nel 2023 e guidata dalla celebre étoile basca – che presenta Lost Letters, un progetto dedicato alla memoria e alla fragilità del destino. La coreografia del canadese Matthew Golding è ispirata ad una lettera scritta dall'artigliere Frank Bracey alla moglie Win durante la Prima Guerra Mondiale, immaginando come sarebbe potuto cambiare il destino di quella donna se la lettera non le fosse mai arrivata. Le musiche sono di Max Richter e Sergej Rachmaninov, mentre le riprese video per le scene sono state realizzate in luoghi suggestivi della Spagna, nel flysch, nell'eremo di San Telmo e nel convento della città basca di Zumaia, luoghi ben noti per essere stati anche set della serie Il Trono di Spade.

Sul palcoscenico allestito a Villa Grimaldi Fassio a Nervi, il 23 luglio si esibirà anche il Bayerisches Junior Ballett München con un programma di pezzi firmati da Maestri contemporanei, coreografi celebri come John Neumeier e Jiří Kylián, ma anche giovani emergenti come Marco Goecke, Richard Siegal e Eric Gauthier, e la musica che va da Bach a Mahler e da George Gershwin a Nina Simone, per testimoniare l’alto livello formativo della compagnia giovanile tedesca, la prima ad essere stata fondata nel Paese nel 2010. Fra le coreografie in programma Bach-Suite 3 di John Neumeier. Opera neoclassica del 1981 con una serie di assolo, duetti e momenti di insieme con al centro un pas de deux sulla celebre “Aria sulla quarta corda”. 

A chiudere il mese di spettacoli sarà, domenica 27 luglio, il Gala Mario Porcile, un omaggio al fondatore e alla storia del festival. Il gala riunisce ballerini di compagnie di fama mondiale come il Royal Ballet, l’Hamburg Ballett, lo Staatsballett Berlin, il Dutch National Ballet, l’American Ballet Theatre e molti altri, e fa rivivere la gloriosa tradizione dei festival internazionali di balletto. In programma anche due opere simboliche come il Pas de Quatre di Jules Perrot del 1845 (nel riallestimento di Anton Dolin del 1941 che arrivò a Nervi nel 1957 con la ventenne Carla Fracci al fianco di Alicia Markova, Yvette Chauviré e Margrethe Schanne) che sarà interpretato da quattro ballerine di spicco di oggi: Ida Praetorius, Cassandra Trenary, Aliya Tanikpaeva e Jessica Xuan. E poi Song of a Wayfarer di Béjart (sul ciclo di Lieder eines fahrenden Gesellen di Gustav Mahler), coreografia creata nel 1971 per Rudolf Nureyev in coppia con il famoso ballerino genovese Paolo Bortoluzzi, allievo della scuola di Mario Porcile. Nel 1973 fu presentata al pubblico del Festival di Nervi e torna oggi, con la sua carica drammatica, nell’interpretazione di Matthew Ball e Jacopo Bellussi. In programma anche una serie di estratti tra cui quelli dalla Signora delle Camelie di John Neumeier e da Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan.

MASTERCLASS

Accanto a questi spettacoli, il Festival organizza nove masterclass con docenti internazionali, rivolte a giovani ballerini e studenti delle scuole di danza (dai 10 anni in su), per creare un ponte reale tra formazione e palcoscenico. Le lezioni si svolgeranno al Teatro Carlo Felice, spesso nelle stesse giornate degli spettacoli, con accesso prioritario a chi acquisterà il pacchetto “spettacolo+masterclass”, un’opportunità pensata per permettere la fruizione sia delle lezioni che del lavoro in scena delle compagnie. Lo stesso responsabile artistico del Festival, Jacopo Bellussi, sottolinea l’importanza dell’iniziativa: «Io stesso ho mosso i primi passi di danza a Genova e avrei davvero apprezzato se, a quel tempo, professionisti di formazione internazionale fossero venuti nella mia città natale per insegnare. Considero un dovere, per una rassegna di questo livello, quello di coinvolgere le future generazioni di artisti e di consentirgli l’accesso all’alta formazione e alla cultura attraverso iniziative dedicate e biglietti a prezzi ridotti».

In dettaglio ci saranno due giornate di masterclass (27 e 28 giugno), su Classico e Contemporaneo con i docenti della Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala Paola Vismara, Emanuela Tagliavia e il direttore Frédéric Olivieri; altre due giornate (8 e 9 luglio) sulla Tecnica Balanchine con la vicedirettrice del Ballett Kiel Heather Jurgensen già solista del New York City Ballet e prima ballerina del Balletto di Amburgo di John Neumeier; una con Maina Gielgud (16 luglio) sulla mimica del Balletto romantico; ancora due (22 e 23 luglio) con Olivier Vercoutère, Maître de Ballet al Bayerisches Junior Ballett München su tecnica classica. Le iscrizioni scadono una settimana prima di ciascuna masterclass. Ogni masterclass ha un costo di 40 euro, tranne quelle del 27 giugno che hanno un costo di 30 euro. Per informazioni e iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o tel +39 0105381232 / +39 0105381226 / https://nervinternationalballetfestival.it/masterclass-2025/ 

NERVI FUORI FESTIVAL

Dal 10 giugno al 24 luglio, accanto al cartellone ufficiale, si svolgerà il Nervi Fuori Festival 2025 che arricchisce l’offerta culturale del Nervi International Ballet Festival con un ciclo di appuntamenti gratuiti, ideati e organizzati dall’associazione genovese ThreeBBallet, in collaborazione con la Fondazione Teatro Carlo Felice.

Un percorso di avvicinamento e approfondimento, pensato per coinvolgere il pubblico attraverso forme diverse di narrazione della danza: dal cinema agli incontri con gli artisti, dalle dirette social alle masterclass esclusive. Il programma, che si snoda tra luoghi simbolici della città – dalla Sala Quadrivium al Galata Museo del Mare, dall’Alliance Française allo stesso Teatro Carlo Felice – intende ampliare l’impatto culturale del Festival, creando occasioni di confronto, scoperta e partecipazione attiva. Il Fuori Festival accompagna e anticipa le serate di spettacolo con appuntamenti gratuiti che coinvolgono artisti, critici, studiosi e appassionati.

Il programma prende il via il 10 giugno alla Sala Quadrivium con la proiezione, per la prima volta in Italia, del film Cranko di Joachim A. Lang, biopic dedicato al celebre coreografo del Balletto di Stoccarda, in lingua originale con sottotitoli in inglese e introduzione del sovrintendente Michele Galli e dal responsabile artistico del Festival Jacopo Bellussi. Il giorno successivo, l’11 giugno, il canale Instagram del Festival ospiterà una diretta live con Virginia Tomarchio e Amilcar Moret Gonzalez del Ballett Kiel, che sveleranno curiosità e anticipazioni sullo spettacolo in scena il 9 luglio al Teatro Carlo Felice.

Le prove del Bayerisches Junior Ballett München saranno trasmesse il 17 giugno sul canale Instagram del Festival, in diretta da Monaco di Baviera, offrendo agli utenti un accesso privilegiato al lavoro in sala della compagnia bavarese, mentre il 21 giugno si torna alla Sala Quadrivium per la proiezione del film Romeo and Juliet: Beyond Words, adattamento cinematografico del celebre balletto di MacMillan con i danzatori del Royal Ballet, interamente girato all’aperto da Michael Nunn e William Trevitt.

Il 1° luglio l’Alliance Française ospita un incontro dedicato a Roland Petit con Luigi Bonino e le étoile del Ballet de l’Opéra de Paris Roxane Stojanov e Hugo Marchand. Il giorno successivo, il 2 luglio, al Teatro Carlo Felice, la grande Maina Gielgud terrà una masterclass gratuita rivolta a insegnanti di danza, incentrata sulla variazione da La bella addormentata.

Il 10 luglio, presso l’AC Hotel, i riflettori si accenderanno su quattro giovani danzatori italiani oggi membri del Royal Ballet – Luca Acri, Valentino Zucchetti, Giacomo Rovero e Ginevra Zambon – che racconteranno il loro percorso artistico. L’11 luglio, al Galata Museo del Mare, si terrà un incontro con Marianela Nuñez, icona mondiale della danza e stella del Royal Ballet attesa al Festival il 12 e 13 luglio.

Il ciclo di incontri prosegue il 15 luglio al Palazzo della Meridiana con Lucia Lacarra, che rifletterà su quelle che sono state le esperienze artistiche più significative durante la sua lunga e luminosa carriera e sul tema della partnership nel balletto, cui seguirà un momento simbolico dedicato ai fan con la firma di alcune sue scarpette da punta. Infine, il 24 luglio all’Auditorium Montale del Teatro Carlo Felice, Maina Gielgud e Jacopo Bellussi dialogheranno con alcune étoile ospiti del Gala conclusivo – tra cui Cassandra Trenary, Aliya Tanikpaeva, Ida Praetorius e Jessica Xuan – in un incontro che celebrerà la tradizione e il patrimonio storico del Festival.

A guidare il progetto comunicativo del Nervi International Ballet Festival è l’idea del “giardino che danza”, una visione che intreccia gesto coreutico e natura, bellezza effimera e memoria storica. Il racconto visivo e narrativo del Festival – dai contenuti digitali alla grafica istituzionale firmata da Rossetti Brand Design – riflette questa poetica, ispirata alla fragilità e alla grazia dei petali in fiore nel roseto più grande d’Europa

 

‘Il flauto magico’, al Carlo Felice si prova l'opera di Mozart con le scene di Luzzati

Super User 31 Maggio 2025 894 Visite

 

Al Carlo Felice ritorna in scena Die Zauberflöte (Il flauto magico), il capolavoro di Wolfgang Amadeus Mozart che fonde fiaba, spiritualità e filosofia in un Singspiel in due atti dal fascino intramontabile. Protagonisti di questo nuovo allestimento sono i solisti dell’Accademia di alto perfezionamento del teatro, diretti dal maestro Giancarlo Andretta, con la regia di Daniele Abbado, in una produzione che valorizza giovani talenti e si confronta con un'opera tra le più dense e simboliche del repertorio lirico.

Composto nel 1790 su libretto di Emanuel Schikaneder, Die Zauberflöte nacque dall’unione artistica tra il compositore e il librettista viennese, entrambi legati alla Massoneria. Questo legame permea l’intera opera, strutturata come un percorso iniziatico che conduce il principe Tamino - simbolo dell’uomo alla ricerca della verità - a superare prove e inganni per accedere al Regno della Saggezza, incarnato dal saggio Sarastro. A ostacolarlo è Astrifiammante, la Regina della Notte, figura enigmatica e potente, simbolo dell'oscurità e dell'inganno.

Il cast alterna interpreti nei diversi ruoli principali, offrendo un doppio sguardo interpretativo sull’opera. Tra i protagonisti troviamo Samuele Di Leo e Yiyan Gong (14, 20, 22 maggio) nel ruolo di Tamino, Gabriella Ingenito e Ilaria Monteverdi (14, 20, 22) in quello di Pamina, e una Regina della Notte affidata alle voci di Martina Saviano e Sona Gogyan (14, 20, 22). Il ruolo di Sarastro è interpretato da Antonino Arcilesi e Giovanni Augelli, mentre Papageno, il simpatico uccellatore, prende vita con Ernesto de Nittis e Willingerd Giménez.

Completano il cast artisti come Davide Zaccherini e Timóteo Bene Júnior (14, 20, 22) nei panni di Monostatos, Giada Venturini ed Eleonora Marras (14, 20, 22) come Papagena, e i numerosi giovani coristi del Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice, diretti da Gino Tanasini. Il Coro e l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice sono affidati al Maestro Claudio Marino Moretti e alla bacchetta esperta di Giancarlo Andretta, mentre la regia collaborativa è curata da Boris Stetka.

Le scene firmate da Lele Luzzati, i costumi di Santuzza Calì, le luci di Luciano Novelli e le coreografie di DEOS contribuiscono a costruire un allestimento visivamente ricco, sospeso tra simbolismo e magia, in linea con lo spirito dell’opera. 

Questo Zauberflöte genovese è dunque non solo un’occasione di scoperta per il pubblico, ma anche un fondamentale banco di prova per i giovani artisti dell’Accademia diretta da Francesco Meli, chiamati a confrontarsi con una delle opere più complesse e affascinanti del repertorio lirico. Un’opera che continua a parlare all’oggi, grazie alla sua potenza musicale, alla profondità allegorica e alla sua inesauribile carica poetica.

Teatro Carlo Felice, grande attesa per il debutto della Carmen di Bizet

Super User 16 Maggio 2025 886 Visite

 

Grande attesa per il debutto della Carmen di Georges Bizet. Il penultimo appuntamento con la stagione lirica dell’Opera Carlo Felice 2024-25 è in programma da stasera, venerdì 16, fino a domenica 25 maggio.

Maestro concertatore e direttore Donato Renzetti, regia di Emilio Sagi ripresa da Nuria Castejón, scene di Daniel Bianco, costumi di Renata Schussheim, coreografie di Nuria Castejón, luci di Eduardo Bravo.

Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e Tecnici dell’Opera Carlo Felice. Maestro del Coro Claudio Marino Moretti. Maestro del Coro di voci bianche Gino Tanasini. Allestimento della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma.

A dare vita ai protagonisti: Francesco Meli, Amadi Lagha (17, 24) (Don José), Luca Tittoto, Abramo Rosalen (17, 24) (Escamillo), Armando Gabba (Le Dancaire), Saverio Fiore (Le Remendado), Paolo Ingrasciotta (Morales), Luca Dall’Amico (Zuniga), Annalisa Stroppa, Caterina Piva (17,24) (Carmen), Giuliana Gianfaldoni, Angela Nisi (17,24) (Micaela), Vittoriana De Amicis (Frasquita), Alessandra Della Croce (Mercédes).

 

Camogli, nominato il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Sociale

Super User 09 Maggio 2025 880 Visite

Ieri, giovedì 8 maggio, si è tenuta l’assemblea dei soci del Teatro Sociale di Camogli, durante la quale è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione della fondazione.

Il Comune di Camogli, rappresentato dal sindaco Giovanni Anelli, ha rinnovato la fiducia all’ingegner Maurizio Castagna, riconfermandolo nel ruolo di presidente. Analoga riconferma per l’avvocato Paolo Cichero, indicato come vicepresidente dal presidente dei Palchettisti, l’avvocato Andrea Cichero.

Completano il nuovo Consiglio altri tre consiglieri: la dottoressa Graziella Guatelli, già in carica nel precedente mandato, e due nuovi ingressi, il dottor Edoardo Fantino, direttore generale di Banca Passadore, e il dottor Alberto Schiaffino.

Castagna ha annunciato che a breve verrà convocata la prima riunione del nuovo CdA, durante la quale si discuterà, tra i punti all’ordine del giorno, della nomina del sovrintendente e direttore artistico.

“Ringrazio il sindaco Anelli per la fiducia che mi ha voluto accordare – ha dichiarato Castagna – a conferma del lavoro svolto in questi quattro anni non solo da me, ma da tutti coloro che operano al Teatro Sociale di Camogli: la Direzione, i dipendenti e i volontari. Un sentito ringraziamento anche al dott. Walter Chiapussi e all’avvocato Vincenzo Roppo, consiglieri uscenti, per l’impegno profuso a favore della Fondazione”.

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