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Spettacoli

Caro Lupo, teatro per i bambini alla Tosse

Super User 08 Febbraio 2022 355 Visite

Domenica 13 febbraio arriva sul palco dei Teatri di Sant’Agostino lo spettacolo “Caro Lupo”, produzione Drogheria Rebelot, con un grande allestimento a tutto palco nella sala Trionfo.

Caro Lupo è l’inizio di una lettera che ha il sapore di una favola, scritta da Jolie, bambina curiosa, coraggiosa, intraprendente a cui piacciono le costellazioni, il suo inseparabile orso di pezza Boh e le cose che fanno un po' paura.

Jolie vive in una casa nel bosco con i suoi genitori, genitori eccentrici, in molte faccende affaccendati, che la ascoltano poco anche se cercano di fare del loro meglio.

Quando Boh scompare Jolie decide di partire, di andare a cercarlo, verso l’ignoto, si addentra nel bosco, incrocia i suoi abitanti, si imbatte in ombre scure, scopre paesaggi incantati e incontra il Lupo. Il suo Lupo. Un Lupo piccolo, come lei. Un lupo la cui ombra appare gigante ma che, in verità, è solo un cucciolo e come tutti i cuccioli ha bisogno di cure, di coccole, di giocare, di trovare la strada del ritorno. Là dove chi amiamo, ci aspetta sempre. Soprattutto quando ha paura di averci perduto.

Domenica 13 febbraio ore 15.00

Teatri di S. Agostino – Sala Trionfo

CARO LUPO

Ideazione Miriam Costamagna e Andrea Lopez Nunes

Regia, drammaturgia e cura dell’animazione Nadia Milani Con Miriam Costamagna, Andrea Lopez Nunes, Giacomo Occhi / Nadia Milani

Scene, sagome e puppets Gisella Butera, Andrea Lopez Nunes, Miriam Costamagna, Nadia Milani, Matteo Moglianesi

Musiche originali Andrea Ferrario

Voci di Aurora Aramo, Arianna Aramo, Miriam Costamagna, Andrea Lopez Nunes, Nadia Milani, Giacomo Occhi 

DAI 4 ANNI D’ETA’

BIGLIETTI ADULTI: euro 8

BAMBINI FINO A 12 ANNI: euro 6

 

Paolo Fizzarotti

Ambra Angiolini porta il nodo del bullismo al Modena

Super User 08 Febbraio 2022 347 Visite

 

Di chi è la colpa se i nostri figli si trasformano in vittime o carnefici? Ambra Angiolini e Arianna Scommegna sono le protagoniste de Il nodo, in scena al Teatro Gustavo Modena da mercoledì 9 a domenica 13 febbraio con la regia di Serena Sinigaglia. Scritta da Johnna Adams, una delle voci più interessanti della nuova drammaturgia statunitense, la pièce indaga le cause alla base del bullismo, mettendo a nudo le più profonde contraddizioni dell’uomo e le ragioni ultime del suo agire.
Nei panni di una madre e di un insegnante di scuola media, Ambra Angiolini e Arianna Scommegna si fronteggiano come due figure tragiche, dando vita a una grande prova attoriale. Attacchi, difese, strategie, accordi sperati e immediatamente traditi: il campo di battaglia è la classe, il tempo dell’azione è il pomeriggio dei colloqui, il centro dello scontro un ragazzo di undici anni.
Il nodo è ambientato in una piccola cittadina nei dintorni di Chicago, ma il dove non è importante, e nemmeno il quando. Come Medea e Giasone, Dioniso e Penteo, Eteocle e Polinice, il conflitto tra le due donne racchiude in sé tutti noi come singoli individui e tutti noi come società. Quali sono le responsabilità educative dei genitori e quali quelle delle istituzioni nei confronti dei ragazzi? Come è possibile che si possa scatenare una tale violenza? Dove sbagliamo? Nel frastuono della loro battaglia, nel disperato tentativo di salvare sé stesse dal baratro dei sensi di colpa e cercare un senso a qualcosa di terribile, la madre e l’insegnante non si accorgono che solo una voce resta muta e lontana: quella del figlio.
«Per ogni episodio di bullismo, siamo noi a essere sconfitti, come individui e come società», afferma la regista Serena Sinigaglia. «Educare la generazione di domani è la nostra più grande responsabilità. Eppure, viviamo in una società dove i genitori troppo spesso difendono a oltranza i propri figli, difendendo in realtà nient’altro che se stessi. Una società dove gli insegnanti sono sottopagati e pochissimo considerati».
E prosegue: «Spesso si dice che non esistano più maestri, il punto è che, a mio avviso, non esistono più allievi. Sui social tutti possono dire la loro, senza averne competenze o esperienza. Un caos brutale nel quale facilmente restano impigliati i più fragili».
Mercoledì e venerdì inizio spettacolo ore 20.30, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16. 

9-13 febbraio 2022 Teatro Gustavo Modena 

Il nodo di Johnna Adams

traduzione Vincenzo Manna e Edward Fortes

regia Serena Sinigaglia

con Ambra Angiolini e Arianna Scommegna

scene Maria Spazzi | costumi Erika Carretta 

musiche Mauro Di Maggio e Federica Luna Vincenti | luci Roberta Faiolo

produzione Società per Attori e Goldenart Production 

Paolo Fizzarotti

Sebastiano Lo Monaco, un Enrico IV stellare alla Corte

Super User 08 Febbraio 2022 417 Visite

Da mercoledì 9 a domenica 13 febbraio al Teatro Ivo Chiesa va in scena Enrico IV di Luigi Pirandello, un caposaldo del teatro europeo del ‘900, qui nella messa in scena del regista greco di fama internazionale Yannis Kokkos.
Il protagonista è un attore di razza come Sebastiano Lo Monaco che torna a lavorare con Kokkos dopo l’acclamato Edipo a Colono andato in scena a Siracusa nel 2018 e che con Pirandello ha intrecciato tante volte il proprio percorso artistico, in spettacoli di successo come Il berretto a sonagli o il più recente Così è (se vi pare).
Scritta nel 1921 per Ruggero Ruggeri, star teatrale dell’epoca e rappresentata per la prima volta l’anno seguente a Milano, la pièce è considerata uno dei vertici dell’ampia produzione del premio Nobel. Nella vicenda di un gentiluomo che, in seguito a una caduta da cavallo durante una festa in maschera, rimane mentalmente imprigionato nel personaggio dell’imperatore di Franconia Enrico IV, ci sono tutti i grandi temi pirandelliani: il precario equilibrio esistente fra realtà e rappresentazione, fra menzogna e verità, fra ragione e follia e l’angosciante decisione che spetta ad ogni essere umano, ossia se calzare meglio o strapparsi con forza la maschera che la società ci appiccica addosso  per riconoscerci. Il problema dell’identità personale ha spronato la fantasia di Pirandello sotto forme molteplici, donando una velatura “freudiana” al suo teatro.
La regia di Kokkos punta sui riverberi della neonata disciplina fondata da Sigmund Freud e conduce il pubblico in una sorta di seduta psicanalitica allargata: in questo modo Enrico IV non è solo il dramma di un uomo smarrito di fronte alla mutevolezza della propria identità ma l’impietosa radiografia di una società crudele, ipocrita e vuota, in cui si può sopravvivere solamente rifugiandosi nella follia.
Enrico IV va in scena al Teatro Ivo Chiesa da mercoledì 9 a domenica 13 febbraio. Mercoledì e venerdì lo spettacolo inizia alle ore 20.30, giovedì e sabato alle 19.30. Domenica alle 16. 

Enrico IV di Luigi Pirandello 

9 - 13 febbraio 2022 – Teatro Ivo Chiesa

regia e scene Yannis Kokkos

con Sebastiano Lo Monaco e con Mariangeles Torres, Claudio Mazzenga, Rosario Petix, Luca Iacono, 

Sergio Mancinelli, Francesco Iaia, Giulia Tomaselli, Marcello Montalto, Gaetano Tizzano, Tommaso Garrè

costumi Paola Mariani

musiche Dario Arcidiacono

luci Jacopo Pantani

produzione Associazione Sicilia Teatro, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Biondo Stabile di Palermo, Teatro Stabile di Catania

Paolo Fizzarotti

Sanremo, il ‘premio’ Toti va alle donne: “Al Festival hanno lanciato messaggi straordinari”

Super User 05 Febbraio 2022 401 Visite

Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti ha consegnato a Gianni Morandi e Jovanotti il premio per la miglior cover, assegnato nella quarta serata del Festival di Sanremo 2022.

“È la settima volta che premio su questo palco il venerdì sera come presidente di Regione, e non sono mai stato così emozionato, perché questo è il Festival della liberazione, e il vero protagonista è il pubblico in sala. Questo è un Festival straordinario, pieno di donne che hanno lanciato dei messaggi straordinari. Credo che le donne siano state le vere protagoniste della sofferenza causata dalla pandemia, speriamo siano anche protagoniste della ripresa di questo Paese”, ha detto il governatore dopo aver consegnato ai vincitori la Lanterna di Genova in filigrana di Campo Ligure.

Dalle parole di Toti si intuisce quanto sia per lui importante l'universo (e pure l'elettorato) femminile. A cominciare dalla mamma Francesca, dalla moglie Siria, dalla sorella Cristiana e dalla portavoce Jessica, che ieri sera all'Ariston era seduta accanto al governatore.

Toti premia Morandi e Jovanotti

Piazza degli eroi: Thomas Bernhard al Teatro Ivo Chiesa

Super User 31 Gennaio 2022 537 Visite

Ultimo testo teatrale del grande autore austriaco Thomas Bernhard e uno dei suoi indiscussi capolavori, Piazza degli eroi va in scena a Genova al Teatro Ivo Chiesa da martedì 1 a sabato 5 febbraio nell’ambito della stagione del Teatro Nazionale di Genova con la regia di Roberto Andò, direttore del Teatro di Napoli, che per primo lo propone in Italia.
Piazza degli eroi debuttò con grande clamore a Vienna nel 1988 (l’autore sarebbe mancato un anno dopo), confermando l’immagine di uno scrittore furiosamente critico nei confronti di una classe politica colpevole di non avere mai veramente tagliato i ponti con il passato nazista. La storia del professor Schuster, che si suicida per protesta contro l’avanzare della barbarie antisemita (qui interpretato da uno straordinario Renato Carpentieri), è raccontata dal Bernhard in una partitura a più voci, in cui appaiono come relitti citazioni di altri grandi testi, tra tutti Il giardino dei ciliegi di Čechov. La piazza e le voci inneggianti, che si levano a disturbare la mente sconvolta della vedova del suicida (Imma Villa), sono la piazza e le voci che ovunque nell’Europa smarrita di oggi invocano l’uomo forte, “un regista che li sprofondi definitivamente nel baratro”, come dice lo zio Robert, il fratello del suicida, parafrasando lo stesso drammaturgo. Piazza degli eroi è dunque il testo più politico di Thomas Bernhard, pur mantenendo la tipica cifra esistenziale e metafisica di questo autore. «Nel disegnare il suo estremo congedo dalla vita e dal teatro, Bernhard sceglie di dare un nome e un tempo all’ottusità brutale che vede avanzare» spiega Roberto Andò nelle note di regia. «Ma, come sempre accade in un’opera di fantasia, l’Austria di Bernhard è insieme un luogo concreto e una metafora. Così come lo è la piazza che dà nome al testo, la stessa in cui nel 1938 Hitler annunciò alla folla acclamante l’Anschluss, l’annessione dell’Austria al destino nazista della Germania. Se è venuto il tempo di rappresentare in Italia Piazza degli Eroi è proprio perché oggi ognuno degli spettatori capirà subito che l’azione si svolge in una qualsiasi piazza da comizio, di una qualsiasi città d’Europa». 

1 – 5 febbraio 2022 Teatro Ivo Chiesa

Piazza degli eroi di Thomas Bernhard 

traduzione Roberto Menin

regia Roberto Andò

con Renato Carpentieri, Imma Villa, Betti Pedrazzi, Silvia Ajelli, Paolo Cresta, Francesca Cutolo, Stefano Jotti, Valeria Luchetti, Vincenzo Pasquariello, Enzo Salomone

Paolo Fizzarotti

Rezza e Mastrella tornano alla Tosse

Super User 31 Gennaio 2022 351 Visite

Sabato 5 febbraio doppia performance per Flavia Mastrella e Antonio Rezza: alle 21 lo spettacolo teatrale “IO” alla Sala Trionfo e alle 17.30 il film “Samp 2020” a La Claque. La squadra di calcio genovese Sampdoria non c’entra nulla. Si tratta solo di una coincidenza.

IL FILM. Samp, killer di professione, viene ingaggiato da un potente presidente per uccidere i tradizionalisti. L’uomo Samp è affetto da turbe psicologiche che cura con la musica. Dopo aver ammazzato la madre, vaga nella terra di Puglia alla ricerca della donna ideale; durante il suo vagabondaggio incontra persone che conducono una vita naturale, personaggi alla ricerca delle proprie origini e un singolare musicista. Improvvisamente si innamora. Non una ma più volte. Di donne inconsistenti. Uccide ancora e torna un poco umano, di quell’umanità che finirà per stroncare le sue ambizioni di potere. “Samp è un film con l’andatura del viaggio e la dinamica della performance – dice Antonio Rezza - è girato in Puglia, terra densa di tradizioni arcaiche, messapiche e greche mescolate a una modernità inflitta con la violenza dal potere economico. La passione compulsiva affiora quando non c’è possibilità di metabolizzare i motivi di un cambiamento. Samp è una metafora dello sgretolamento culturale senza prospettiva che da sempre attraversiamo, un film on the road che frantuma la sceneggiatura, coglie al volo le location e gli attori.Le riprese sono iniziate diciannove anni fa e terminate nel 2020, i personaggi invecchiano congli autori, la vivacità delle immagini è castigata nel fotogramma che palpita sullo schermo”.

IL TEATRO. Flavia Mastrella e Antonio Rezza tornano sul palco della Sala Trionfo Sabato 5 febbraio alle ore 21 con IO, spettacolo “(mai) scritto da Antonio Rezza” , habitat di Flavia Mastrella. Un lavoro che riconferma l’interazione fondamentale del corpo con uno spazio, con un’architettura scenica, un’interazione che non è descrivibile a parole. Corpo e voce trasmettono e traggono significato dagli elementi di scena, i personaggi si alternano dentro e fuori gli spazi. Uno spettacolo che parte dal campo d’azione, vissuto e introiettato completamente nell’azione drammaturgica.

INFO E BIGLIETTERIA

FILM SAMP: biglietto euro 5 (ingresso libero con il biglietto dello spettacolo IO). Prenotazione obbligatoria. 

SPETTACOLO: biglietto intero euro 18 

Paolo Fizzarotti

Genova celebra Adelaide Ristori, regina del teatro

Super User 31 Gennaio 2022 530 Visite

In occasione del bicentenario della nascita della grande attrice ottocentesca Adelaide Ristori è stato inaugurato, al Teatro Gustavo Modena di Genova, il progetto “Adelaide: 200 anni sulla scena”, promosso dal Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, in partnership con il Teatro Nazionale di Genova e l’Università di Genova. Adelaide Ristori è stata Artista, imprenditrice, patriota, icona di stile, prima diva italiana famosa nel mondo.
Il progetto, che è stato inserito nel programma Anniversari Unesco 2022-2023 e poggia su un’importante rete di collaborazioni, si snoderà lungo tutto il corso dell’anno con spettacoli, mostre, convegni e attività educational anche digitali, che mirano a fare conoscere la storia di questa donna straordinaria e a valorizzare il prezioso archivio di costumi, copioni, fotografie, documenti da lei lasciato, oggi custodito a Genova dal Museo Biblioteca dell’Attore.
C’è chi la chiamava genio, chi la erigeva a gloria nazionale; chi, come la Regina Vittoria, l’aveva definita “una cosa sublime” e chi ne elogiava le capacità imprenditoriali.
Adelaide Ristori è stata una delle più grandi attrici italiane dell’Ottocento e una delle prime star mondiali del teatro. Amata soprattutto nel repertorio tragico, poliedrica e divina, la famosa “attrice-marchesa” ha contribuito a creare un nuovo stile recitativo, dando alla professione dell’attore quella dignità sociale e culturale che non aveva mai avuto prima.
Il progetto si svolgerà lungo l’arco di tutto il 2022, a partire dal 29 gennaio, giorno della nascita di Adelaide Ristori avvenuta nel 1822 nella cittadina di Cividale del Friuli.
Il motore del progetto è il Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, che custodisce il Fondo Adelaide Ristori – Donazione Giuliano Capranica del Grillo, esempio unico di archivio privato d’attore dell’Ottocento, una raccolta eccezionale per qualità e completezza di copioni, costumi, oggetti di scena, fotografie, documenti, che narrano tutta la vita artistica e privata di Adelaide. Partner d’eccezione dell’iniziativa sono il Teatro Nazionale di Genova e l’Università di Genova – DIRAAS.
Il Teatro grazie ai copioni conservati nel Fondo Ristori riporterà in scena Lady Macbeth, una versione del Macbeth di Shakespeare che rese celebre Adelaide Ristori in Europa e nel mondo. Diretto da Davide Livermore, lo spettacolo – che debutterà il 22 marzo 2022 – sarà interpretato da Elisabetta Pozzi.
Il Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arte e Spettacolo dell’Università di Genova dedicherà un’attenzione specifica all’analisi della figura di Adelaide Ristori e della sua arte recitativa nel contesto della storia del teatro europeo e della mobilità culturale internazionale attraverso il convegno internazionale sulla Grande Attrice intitolato Adelaide Ristori e il Grande Attore. Radicamento, adattamento ed esportazione di una tradizione, in stretta sinergia con il Dipartimento di Beni Culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano (a Genova il 2-3-4 novembre e a Milano il 10 novembre 2022).Un altro importante momento del progetto sarà la mostra Adelaide Ristori: teatro e haute couture, che sarà ospitata presso il Palazzo Nicolosio - Lomellino di Genova dal 22 settembre 2022 al 22 gennaio 2023, permettendo al pubblico di vedere da vicino costumi, gioielli di scena, copioni, fotografie, scritti e documenti vari relativi alla carriera di Adelaide Ristori.
Il progetto è reso possibile da una rete di partnership d’eccezione: fondamentale il sostegno del Comune di Genova, della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Liguria e della Direzione Generale Archivi del MIC, così come il patrocinio dell’Università degli Studi di Genova, la collaborazione con Regione Liguria e Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO (CNIU) e l’ospitalità di Palazzo Nicolosio-Lomellino per la mostra.

Paolo Fizzarotti

Al Teatro della Tosse “Arianna porta scompiglio”

Super User 27 Gennaio 2022 443 Visite

Oscar De Summa torna al Teatro della Tosse con un nuovo emozionante lavoro, presentato in anteprima nazionale al pubblico di Genova. Il 28 e il 29 gennaio ai Teatri di S. Agostino arriva “Arianna porta scompiglio”, nuova produzione della Fondazione Luzzati Teatro della Tosse in collaborazione con Liberty-Stagione Agorà. Protagonista indiscussa è Arianna, interpretata dalla giovane Marina Occhionero, premio Ubu come miglior attrice e performer under 35 nel 2019.
Arianna è una donna giovane e bella, costretta a subire la propria bellezza in un piccolo paese del sud, dove non può e non vuole passare inosservata, finché, improvvisamente, decide di cambiare rotta, uscire dai binari, per tentare una nuova strada, la propria, quella che la rende unica e libera nella sua identità.
Tutto si complica quando Arianna scopre di provare, all’inizio ricambiata, sentimenti profondi non per un uomo, ma per un’altra ragazza. Da una parte Arianna con la sua bellezza e la sua sfrontatezza, dall’ altra il paese, conservatore e conservativo delle proprie regole.
E mentre la protagonista accetta la sfida, decide e desidera l’altra, l’altra non riesce a prendere in carico il proprio desiderio, non riesce ad uscire dal tracciato e soccombe, trasformando Arianna nella sua peggior nemica, simbolo di una deviazione e di una manipolazione subita, di un mondo corrotto che bisogna solo distruggere, eliminare. All’ennesimo attacco, Arianna decide cosi di vendicarsi e lo fa mostrando alla sua nemica quello che in paese tutti sanno, svelando la realtà a chi già era convinto di conoscerla.

Una inevitabile tempesta che distrugge tutto quello che incontra. Perché la verità non è per tutti. 

Venerdì 28 – sabato 29 gennaio 2022 ore 20.30 sala Dino Campana

ARIANNA PORTA SCOMPIGLIO – anteprima nazionale

di Oscar De Summa

con Marina Occhionero

Luci e scene Matteo Gozzi

Produzione Fondazione Luzzati Teatro della Tosse

in collaborazione con Liberty-/Stagione Agorà

Biglietto: posto unico euro 10

Paolo Fizzarotti

'La serva padrona' e 'Trouble in Tahiti', doppia coppia nel dittico al Carlo Felice

Super User 26 Gennaio 2022 547 Visite

Al Teatro Carlo Felice debuttano, in dittico, venerdì 28 gennaio, alle ore 20.00, con repliche il 29, 30 gennaio e 4, 5, 6 febbraio, “La serva padrona”, intermezzo musicale in due parti di Giovanni Battista Pergolesi su libretto di Gennarantonio Federico, e “Trouble in Tahiti”, “one act opera in seven scenes” su musica e libretto di Leonard Bernstein.
Le due brevi opere saranno rappresentate per la prima volta in assoluto a Genova. L’allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice, in prima rappresentazione teatrale, vede Alessandro Cadario alla testa dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice, per la regia di Luca Micheletti, con le scene di Leila Fteita, le luci di Luciano Novelli. Il cast de La serva padrona si compone dello stesso Luca Micheletti (Uberto), Elisa Balbo (Serpina) e Giorgio Bongiovanni (Vespone), quello di Trouble in Tahiti di Luca Micheletti (Sam), Elisa Balbo (Dinah) e del Trio jazz formato da Melania Maggiore, Manuel Pierattelli, Andrea Porta.

«La programmazione del Teatro Carlo Felice prosegue con due brevi opere che, per la prima volta, arrivano sul palcoscenico del Teatro – commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso - l’opera buffa settecentesca “La serva padrona” di Giovanni Battista Pergolesi, andrà in scena in abbinamento con “Trouble in Tahiti”, opera di Leonard Bernstein che risale agli anni ’50 del secolo scorso: un accostamento tra generi differenti, che risulta quanto mai azzeccato e gradito a un pubblico vasto».

Il sovrintendente Claudio Orazi spiega: «La serva padrona, gioiello di Giovanni Battista Pergolesi, è l’opera che segna la nascita del genere dell’opera buffa nel Settecento. In occasione della sua prima rappresentazione nel nuovo Teatro Carlo Felice è significativamente stata abbinata, per la stessa mano registica di Luca Micheletti, acclamato sole poche settimane fa su questo stesso palco nella sua Vedova allegra, a “Trouble in Tahiti,” opera “dolceamara” di Leonard Bernstein, straordinario interprete e compositore che ha riportato il genere operistico a nuove vette di popolarità sul volgere degli anni ’50 del Novecento. I due titoli narrano di due storie d’amore dagli opposti destini, un happy ending, segnato dall’ascesa sociale della protagonista, nel primo caso e la caduta del velo di Maya sull’ipocrisia di un matrimonio borghese, nel secondo; ed è a maggior ragione per questo trovano una felice collocazione l’uno accanto all’altro. Il loro accostamento risulta vincente, in particolare in virtù di alcuni ingredienti comuni, iscritti nel patrimonio genetico dell’opera lirica d’ogni tempo: drammaturgie coinvolgenti, efficacissime, in grado di sollevare temi di grande attualità e interesse sociale, musica accattivante, l’alleanza tra il linguaggio della musica colta e una pronunciata vis melodica. I due capolavori dimostrano così quanto il passato, il presente e il futuro dell’opera siano tra loro vicini e contemporanei, alla portata di un pubblico quanto più eterogeneo possibile».

«Questi due atti unici, racconta Alessandro Cadario, pur esprimendosi con linguaggi molto differenti, affondano le radici nello stesso terreno e si nutrono degli stessi archetipi musicali. La chiave di lettura è quindi la sensibilità alla parola cantata/recitata e alle sfumature psicologiche dei personaggi che la musica evoca e restituisce in maniera viva e toccante. Un teatro musicale che non è né moderno né antico e riesce a comunicare al di fuori delle categorie temporali».

«Si tratta di un bel gioco di specchi, racconta Luca Micheletti, sia per la natura “giocosa” delle opere sia perché in questo spettacolo che affianca due coppie lontane nel tempo ma vicine nello spirito abbiamo per protagonista una terza coppia che si presta a rappresentarle entrambe. Essere in scena con mia moglie, Elisa Balbo – e aver ideato il progetto insieme a lei in tempo di lockdown – è sicuramente un valore aggiunto di questa operazione che finalmente incontra il pubblico dal vivo. L’idea alla base della mia regia è quella di assistere ad un viaggio nel tempo. E la macchina che lo consente è il teatro stesso. Dopo le schermaglie con apparente lieto fine nella Serva padrona, i due protagonisti si ritrovano nell’America di due secoli dopo, nel pieno di un’ennesima crisi di coppia. Una vicenda che Bernstein racconta da par suo, ispirandosi alla sua storia familiare. Due capolavori che messi al fianco l’uno dell’altro brillano di una luce inedita: tante le somiglianze, ma anche le preziose differenze».

Leonard Bernstein era in luna di miele nel 1951 quando iniziò a comporre Trouble in Tahiti, candido ritratto del travagliato matrimonio di una giovane coppia di periferia. Scritto tra i suoi più grandi successi di Broadway, On the Town del 1944, e Candide e West Side Story rispettivamente del 1956 e 1957, dal suo debutto nel 1952 al Festival of the Creative Arts della Brandeis University Trouble in Tahitim ha raggiunto le migliaia di rappresentazioni in tutto il mondo, tra cui 238 soltanto in occasione del centenario di Bernstein. La vicenda drammaturgica al centro dell’opera si ispira all’infelice vita coniugale dei genitori del compositore, ed è presaga del fallimento del matrimonio del compositore stesso, diviso tra le proprie inclinazioni omossessuali, i sentimenti e i doveri nei confronti della moglie e dei tre figli nati, il controllo sociale imperanti in quegli anni. Sul piano musicale l’opera attinge alla tradizione delle canzoni popolari americane del dopoguerra per offrire una critica senza compromessi del materialismo imperante.

 

Teatro Carlo Felice di Genova
Venerdì 28 gennaio 2022 ore 20.00 Abb. Opera A
Sabato 29 gennaio 2022 ore 15.00 Abb. Opera F
Domenica 30 gennaio 2022 ore 15.00 Abb. Opera C
Venerdì 4 febbraio2022 ore 20.00 Abb. Opera B
Sabato 5 febbraio 2022 ore 20.00 Abb. Opera L
Domenica 6 Febbraio2022 ore 15.00 Abb. Opera R

 

La serva padrona | Trouble in Tahiti

La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi

Intermezzo buffo in due parti su libretto di Gennarantonio Federico 

Personaggi e interpreti principali: 

Uberto Luca Micheletti

Serpina Elisa Balbo

Vespone Giorgio Bongiovanni

 

Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein 

One-Act Opera in seven scenes

Personaggi e interpreti principali:

Sam Luca Micheletti

Dinah Elisa Balbo

 

Trio Jazz 

Soprano Melania Maggiore 

Tenore Manuel Pierattelli 

Baritono Andrea Porta

  

Maestro concertatore e direttore Alessandro Cadario

Regia Luca Micheletti

Scene e costumi Leila Fteita

Luci Luciano Novelli

 

Paolo Fizzarotti

Una scena de La serva padrona: Serpina, Elisa Balbo, Vespone, Giorgio Bongiovanni, e Uberto, Luca Micheletti

Alla Corte arrivano le Baccanti, rilette da Laura Sicignano

Super User 26 Gennaio 2022 568 Visite

Un testo universale e un destino singolare quello di Baccanti, ultima tragedia di Euripide giunta fino a noi, l’unica del teatro antico in cui sia presente, per un curioso paradosso, il dio ispiratore della tragedia stessa, Dioniso. Il testamento di Euripide è probabilmente una delle più grandi opere teatrali di tutti i tempi e dal 26 al 30 gennaio va in scena al Teatro Ivo Chiesa con l’adattamento e la regia di Laura Sicignano. Ambientazione dark, scenari cupi e claustrofobici nei quali agiscono i nove attori Manuela Ventura, Egle Doria, Lydia Giordano, Silvia Napoletano, Alessandra Fazzino, Antonio Alveario, Franco Mirabella, Aldo Ottobrino, Silvio Laviano.

A sostenere l’azione e accompagnare le folli danze delle invasate Baccanti, le inquietanti musiche elettroniche eseguite live da Edmondo Romano.Penteo, giovane re di Tebe, non riconosce la natura divina di Dioniso. Da qui si scatena l’ira del dio che si scaglia contro il sovrano e induce le donne tebane a radunarsi sul monte Citerone per celebrare riti e fare sacrifici in suo onore.

Lo scontro tra Penteo e Dioniso simboleggia l’eterno conflitto fra ragione e passione, fra il vitalismo sfrenato e la morale, fra conscio ed inconscio, anticipando di migliaia di anni le intuizioni di Nietzsche e Freud. Altro tema portante dell’opera è il nuovo sguardo sul mondo femminile che nella Grecia del V secolo a.C. veniva emarginato dalla vita politica e sociale.

Le Baccanti sono le prime donne libere della storia occidentale: sono creature autonome, pronte a rompere gli schemi per affermare la propria identità.

Laura Sicignano presenta così lo spettacolo: «Questa tragedia è attraversata da un rito arcaico di smembramento e rigenerazione, misterioso e radicato nella nostra cultura. Siamo nella stanza di un museo infestato da presenze malefiche, forse la traduzione spaziale della mente di Penteo, uno spazio geometrico e razionale ma minacciato da inquietudini e desideri repressi. In quest’opera Euripide sembra esprimere l’intuizione che nella cultura occidentale stia avvenendo una fine e un nuovo inizio».

Come solo i grandi classici sanno fare, la tragedia euripidea porta in scena l'essenza dell'umanità: in questo rispecchiamento della vita sta l’assoluta modernità di Baccanti, scritta 2500 anni fa ma che, per l’evidente contemporaneità dei temi, ha la forza di un instant movie.

Baccanti va in scena al Teatro Ivo Chiesa da mercoledì 26 a domenica 30 gennaio. Mercoledì e venerdì lo spettacolo inizia alle ore 20.30, giovedì e sabato alle 19.30. Domenica alle 16.

Per assistere allo spettacolo è necessario essere muniti di Super Green Pass e indossare la mascherina FFP2.

26 – 30 gennaio 2022 Teatro Ivo Chiesa

Baccanti di Euripide

traduzione e adattamento Laura Sicignano e Alessandra Vannucci

regia Laura Sicignano

con Manuela Ventura, Egle Doria, Lydia Giordano, Silvia Napoletano, Alessandra Fazzino, Antonio Alveario, Franco Mirabella, Aldo Ottobrino, Silvio Laviano

musiche originali eseguite dal vivo Edmondo Romano

scene e costumi Guido Fiorato 

movimenti di scena Ilenia Romano

luci Gaetano La Mela 

video e suono Luca Serra

produzione Teatro Stabile di Catania

Paolo Fizzarotti

Samusà, Virginia Raffaele al Politeama Genovese

Super User 22 Gennaio 2022 438 Visite

Dopo il grande successo dello spettacolo Performance del 2015 e anni particolarmente intensi che l’hanno vista protagonista in tv di uno show e una serie televisiva tutti suoi, oltre alla conduzione del Festival di Sanremo e il doppiaggio di Morticia nel cartone animato La Famiglia Addams, Virginia Raffaele torna al suo primo amore, il teatro, e lo fa con uno spettacolo completamente nuovo, dal titolo Samusà, che sarà in scena al Politeama Genovese dal 27 al 30 gennaio. Si tratta di una riprogrammazione in quanto nel marzo 2020 il tour fu sospeso a causa della pandemia. Sono le indicazioni per chi ha acquistato il biglietto due anni fa.

Il racconto di Samusà si nutre dei ricordi di Virginia e di quel mondo fantastico in cui è ambientata la sua infanzia reale: il luna park. Da lì si sviluppa in quel modo tutto della Raffaele di divertire ed emozionare, stupire e performare, commuovere e far ridere a crepapelle.

“Sono nata e cresciuta dentro un luna park, facevo i compiti sulla nave pirata, cenavo caricando i fucili, il primo bacio l’ho dato dietro il bruco mela. Poi il parco ha chiuso, le giostre sono scappate e adesso sono ovunque: le attrazioni sono io e siete voi. Tutto quello che siamo diventati stupisce quanto un giro sulle montagne russe e confonde più di una passeggiata tra gli specchi deformanti”.

La regia si avvale della grande firma di Federico Tiezzi. Samusà è scritto da Virginia Raffaele, Giovanni Todescan, Francesco Freyrie, Daniele Prato, con Federico Tiezzi.

 

BIGLIETTI ACQUISTATI NEL 2020

I biglietti di giovedì 12 marzo 2020 ore 21 sono AUTOMATICAMENTE validi mantenendo stessa fila e posto per giovedì 27 gennaio 2022 ore 21 

I biglietti di venerdì 13 marzo 2020 ore 21 sono AUTOMATICAMENTE validi mantenendo stessa fila e posto per venerdì 28 gennaio 2022 ore 21 

I biglietti di sabato 14 marzo 2020 ore 21 sono AUTOMATICAMENTE validi mantenendo stessa fila e posto per sabato 29 gennaio 2022 ore 21 

I biglietti di domenica 15 marzo 2020 ore 18 sono AUTOMATICAMENTE validi mantenendo stessa fila e posto per domenica 30 gennaio 2022 ore 18

Festinese racconta Storie Jazz al teatro TiQu

Super User 21 Gennaio 2022 436 Visite

Guido Festinese, critico e storico musicale, con uno spettacolo sospeso tra musica e parola racconta la vita della nobildonna che rese possibile la nascita di tanti capolavori del jazz afroamericano, negli Usa tra la fine degli anni 40 e i 70’. “Three Wishes. Nica: una storia in jazz” racconta la vita della baronessa Pannonica de Koenigswarter, detta appunto Nica.

Appuntamento sabato 22 gennaio alle ore 21 al TiQu di piazzetta Cambiaso, che prima si chiamava teatro Hop Altrove. I testi sono di Guido Festinese, che fa anche la voce narrante. Con Simona Bondanza (voce), Claudio Bellato (chitarra), Dino Cerruti (contrabbasso), Rodolfo Cervetto (batteria). La rassegna Three Wishes racconta percorsi per gruppo jazz, voce recitante/narrante e immagini alla scoperta della musica del 900.

“La baronessa Nica – spiega Festinese – fu la grande mecenate e protettrice, oltre che musa ispiratrice, di molti jazzisti afroamericani a New York. Offrì loro rifugio, opportunità di lavoro e protezione in un mondo ancora profondamente razzista. Tra i suoi protetti in primis troviamo quel genio di Thelonoius Monk, che in questo spettacolo è una sorta di Virgilio, che ci guida alla scoperta delle vite e dei desideri di una generazione che ha costruito il jazz moderno”.

 

Paolo Fizzarotti

Sabato al Teatro Modena con Cenerentola

Super User 21 Gennaio 2022 492 Visite

Sabato a teatro, la rassegna per famiglie del Teatro Nazionale di Genova curata da Elena Dragonetti, presenta in questa seconda parte di stagione sette spettacoli, ospitando alcune delle più affermate e interessanti realtà del teatro ragazzi italiano.

La compagnia Zaches Teatro va in scena sabato 22 gennaio alle ore 19.30 al Teatro Gustavo Modena con Cenerentola, regia di Luana Gramegna: affascinante mix di teatro delle ombre, marionette, maschere, pupazzi e danza.

Nella mattina di domenica 23 gennaio, dalle ore 10 alle 12, la compagnia conduce un laboratorio teatrale sulla fiaba e il teatro d’ombra, rivolto alle famiglie con bambini da 6 a 10 anni (per informazioni e prenotazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. )Forse non tutti sanno che nel mondo esistono più di trecento varianti di Cenerentola. Zaches Teatro ha scelto di concentrarsi su quelle più antiche e su due versioni letterarie, quella dei Fratelli Grimm e La Gatta Cenerentola di Basile. Dalla cenere al palazzo del re, Cenerentola è un’eroina dai mille volti, artefice del proprio destino. Inizialmente reclusa nel proprio mondo interiore, trova la forza di sopportare i maltrattamenti della matrigna e delle sorellastre sino al momento in cui potrà contrastarle: il suo premio non sarà solo il principe azzurro ma soprattutto il riscatto dal passato.

La scena dello spettacolo è occupata da un grande focolare pieno di fumo e di fuliggine: qui abitano le Cenerine, spiritelli che fungono da narratori. Attraverso gli oggetti e i pupazzi creati da Francesco Givone (che firma anche scene, maschere e costumi), la danza e le musiche originali di Stefano Ciardi, i tre interpreti – Gianluca Gabriele, Amalia Ruocco, Enrica Zampetti – danno vita a uno spettacolo pieno di invenzioni, animato da strane presenze tra il buffo e grottesco. Un’opera tout public dal forte impatto visivo, ideata sia per un pubblico di bambini (dai 6 anni in su) sia per gli adulti.Nel corso della rassegna ci saranno altri appuntamenti: “Pigiami”, storico spettacolo di Teatro Ragazzi e Giovani Onlus (26 febbraio); “Esercizi di fantastica” con i danzatori di Sosta Palmizi (26 marzo), mentre è dedicato alla fascia da 1 a 4 anni “Girotondo” di La Baracca – Testoni Ragazzi (5 marzo). In programma anche “Il gatto con gli stivali” con le creazioni di Marcello Chiarenza (12 febbraio), “Ti regalo uno sbadiglio” di Giorgio Scaramuzzino, interpretato da Elena Dragonetti (9 aprile) e l’evento speciale “Storia d’amore e alberi”, ispirato al libro di Jean Giono (23 aprile).

 

Sabato a Teatro 

RASSEGNA TEATRALE PER FAMIGLIE 

22 gennaio 2022 ore 19.30 

Teatro Gustavo Modena 

CENERENTOLA 

regia, drammaturgia, coreografia Luana Gramegna 

scene, luci, costumi, maschere e pupazzi Francesco Givone 

progetto sonoro e musiche originali Stefano Ciardi 

con Gianluca Gabriele, Amalia Ruocco, Enrica Zampetti 

produzione Zaches Teatro

Biglietti sino a 14 anni 6 euro, adulti 8 euro. Carta Sabato a teatro, 8 ingressi da usare in più persone, 40 euro. Info e biglietti su teatronazionalegenova.it

Paolo Fizzarotti

Torneo di poesia alla Claque con il Teatro della Tosse

Super User 21 Gennaio 2022 323 Visite

Si apre sabato 22 gennaio a La Claque “Poetry Slam”, un vero e proprio torneo di poesia in quattro serate proposte da Genova Slam, strutturato in tre round eliminatori e una finale.
Nato negli anni 80 negli Stati Uniti e sbarcato in Italia per la prima volta nel 2001, il poetry slam è uno spettacolo che mette in scena una competizione tra poeti. I partecipanti si affrontano declamando davanti al pubblico testi propri. Hanno un tempo limite (di 3 minuti) e il divieto di usare oggetti di scena o basi musicali. Al termine di ogni esibizione una giuria formata da elementi del pubblico esprime il proprio voto, mentre tutto il resto del pubblico approva o contesta il voto della giuria. Un modo per giocare con la poesia e riavvicinarla al grande pubblico, recuperando la sua primigenia natura di arte orale. Ma anche una rete di eventi che hanno luogo in ogni regione d’Italia, e che sono organizzati dalla LIPS (Lega Italiana Poetry Slam) in un vero e proprio campionato nazionale.

La selezione dei sette partecipanti a ciascun round eliminatorio è avvenuta tramite un bando a livello nazionale, a cui hanno risposto oltre cinquanta autori. Tra questi alcuni dei migliori interpreti italiani del poetry slam, che divideranno il palco con autori locali e giovani debuttanti, per favorire un ambiente di condivisione e crescita comune.

Nella prima serata del 22 gennaio si sfideranno: Giulia Sara Arcovito, Arsenio Bravuomo Costanza Di Patrizi, Paolo Piccardo, Antonio Amadeus Pinnetti, Gabriele Ratano e Noemi Tagliaferri. I primi due si qualificheranno alla finale del 9 Aprile. A condurre e far rispettare le regole, nel ruolo del maestro di cerimonia, o MC: Filippo Balestra e Andrea Fabiani, di Genova Slam.

Genova Slam è un collettivo composto da Filippo Balestra, Silvia Benvenuti, Andrea Fabiani, Marty Mollar e Stella Venturo, attivo nel capoluogo ligure nell’organizzazione di poetry slam, rassegne poetiche e altri eventi di promozione della poesia e della poesia performativa. Per la Lega Italiana Poetry Slam organizza dal 2016 la finale regionale ligure del campionato italiano e, sempre nel 2016 e ancora nel 2018, contribuiscono all’organizzazione della finale nazionale. Nell’estate del 2019, con il progetto Slam The Moon, hanno portato, per la prima volta, la poesia sui palchi del Goa Boa Festival. Nel settembre del 2021 sono stati chiamati a condurre la serata inaugurale delle finali nazionali LIPS di Torino. Gli altri round eliminatori andranno in scena il 19 febbraio e il 12 marzo.

Biglietto posto unico 10 euro
Abbonamento a tutte e quattro le serate del torneo 32 euro.

Paolo Fizzarotti

Il Carlo Felice nella stanza dei bottoni al ministero della Cultura

Super User 21 Gennaio 2022 308 Visite

Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha chiamato Claudio Orazi, sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova. Orazi infatti è tra le personalità nominate al Tavolo permanente del mondo della danza, istituito dal ministro della Cultura, con il compito di approfondire le tematiche e le problematiche della danza in Italia e per formulare proposte in materia.

“La danza è un'eccellenza della cultura italiana riconosciuta in tutto il mondo – ha detto il ministro Franceschini - Insieme alle fondazioni lirico-sinfoniche, come altri settori dello spettacolo dal vivo, la danza ha sofferto in questo periodo di limitazioni ed è giusto che il governo e le istituzioni siano vicine e lavorino al massimo per trovare delle soluzioni”.

“Nel ringraziare il ministro Dario Franceschini per la fiducia accordatami - dichiara il sovrintendente Claudio Orazi - desidero sottolineare che la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova è garante della custodia e della perpetuazione della grande tradizione del balletto classico e contemporaneo e della danza in tutte le sue forme, aperta a nuove forme di espressione propiziate dall’incontro tra la danza e le altre performing arts, in primis la musica e il teatro, all’interno di contesti elettivi. In questa prospettiva la direzione artistica e l’organizzazione del Nervi Music Ballet Festival, dove la Fondazione interviene dal 2020, nel rispetto della tradizione di una manifestazione di portata storica, pone in particolare l’accento sull’eccellenza, con progetti originali firmati dalle personalità di maggior rilievo sulla scena internazionale e dai più meritevoli esponenti della generazione di ballerini e di coreografi emergente. La collaborazione con nuove piattaforme internazionali impegnate a garantire ai giovani professionisti di tutto il mondo di poter accedere e beneficiare della collaborazione con i più grandi professionisti in attività sulla base del puro merito artistico è un ulteriore elemento distintivo del Festival, sin dal 2021. L’incontro tra la nuova generazione di danzatori e le “star” è una chiave dell’ambizioso progetto, che mira a legare passato, presente e futuro della danza assieme. Allo stesso modo, la stagione di Opere e Balletto del Teatro Carlo Felice di Genova mantiene vigile l’attenzione allo scenario coreutico contemporaneo, che coniuga con una simile attenzione al mondo della musica del nostro tempo. Nell’ottobre 2021 il debutto, in dittico con l’opera Pagliacci, della nuova creazione di Virgilio Sieni su musica di Francesco Filidei, Sull’essere angeli, interpretata in scena dalla danzatrice Claudia Catarzi e dal flautista Mario Caroli, può essere guardato come il punto di partenza di un filone che porterà in futuro a nuovi sviluppi”.

Paolo Fizzarotti

Teatro Ivo Chiesa, annullato lo spettacolo di Claudio Bisio

Super User 18 Gennaio 2022 546 Visite

A causa di un caso di positività al Covid riscontrato all’interno della compagnia, tutte le repliche dello spettacolo “La mia vita raccontata male”, a partire dalla prima di questa sera, sono state annullate.

Cancellato anche l’incontro con il pubblico previsto per venerdì 21 gennaio nel Foyer del Teatro Ivo Chiesa.

Tratto dai testi di Francesco Piccolo, diretto da Giorgio Gallione e interpretato da Claudio Bisio, lo spettacolo prodotto dal Teatro Nazionale di Genova sarebbe dovuto andare in scena a Genova al Teatro Ivo Chiesa sino a domenica 23 gennaio, prima di iniziare il tour che toccherà diverse città italiane nei mesi di febbraio e marzo.

Le modalità per il rimborso dei biglietti, cambio o annullo prenotazione sono indicate sul sito www.teatronazionalegenova.it 

Le biglietterie del Teatro Ivo Chiesa e del Teatro Gustavo Modena sono aperte da martedì a sabato dalle ore 15:00 alle ore 19:30. Per informazioni è possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o chiamare il numero 010 5342 400.

Claudio Bisio al Teatro Ivo Chiesa

Super User 12 Gennaio 2022 851 Visite

Il Teatro Nazionale di Genova ha presentato questa mattina ‘La mia vita raccontata male’, regia di Giorgio Gallione, protagonista Claudio Bisio.
Costruito su testi di Francesco Piccolo, lo spettacolo debutta in prima assoluta martedì 18 gennaio al Teatro Ivo Chiesa (repliche sino a domenica 22 marzo), per poi percorrere l’Italia con una tournée che si chiuderà a metà marzo.

 

La mia vita raccontata male da Francesco Piccolo

prima nazionale 18 - 23 gennaio 2022 Genova, Teatro Ivo Chiesa

con Claudio Bisio e i musicisti Marco Bianchi e Pietro Guarracino

regia Giorgio Gallione

musiche Paolo Silvestri

scena e costumi Guido Fiorato

luci Aldo Mantovani

assistente alla regia Luca Cicolella

assistente alla scena e ai costumi Anna Varaldo

direttore di scena Fabrizio Montalto

macchinista Salvatore Arena

elettricista Marco Giorcelli

fonico Lorenzo Patellani

ufficio produzione Nadia Fauzia

amministratrice di compagnia Sonia Bettucci

fotografie di scena Marina Alessi

produzione Teatro Nazionale di Genova

 

Dopo una prima parte di stagione caratterizzata dal grande impegno produttivo del G8 Project, oltre che da coproduzioni come Solaris con la regia di Andrea De Rosa e Miracoli metropolitani di Carrozzeria Orfeo, il Teatro Nazionale di Genova, diretto da Davide Livermore, si affaccia al 2022 con La mia vita raccontata male, nuova produzione che vede il ritorno sul palco di Claudio Bisio. A dirigerlo il regista Giorgio Gallione, a cui è legato da un sodalizio artistico che ha dato vita a una lunga serie di successi, a partire da Monsieur Malaussène di Daniel Pennac sino a Father and son di Michele Serra. Per questa nuova avventura l’attore e il regista si sono confrontati con il variegato patrimonio letterario di Francesco Piccolo, sui cui testi è stato interamente costruito lo spettacolo. Già in programma nella passata stagione ma bloccato dalla chiusura dei teatri, La mia vita raccontata male debutta ora in prima assoluta al Teatro Ivo Chiesa dal 18 al 23 gennaio 2022 per poi percorrere l’Italia - da Bolzano a Trieste, da Savona ad Ancona, da Bergamo a Pescara - con un tour che si chiuderà a metà marzo.

La prima delusione amorosa, i mondiali di calcio guardati con il padre, la ribellione, l’incontro con la futura moglie, l’impegno politico, i successi lavorativi, i figli. La mia vita raccontata male si presenta come un romanzo di formazione divertito e pensoso, che segue il protagonista dalle elementari all’età adulta, lasciando intravvedere sullo sfondo l’Italia spensierata di ieri e quella sbalestrata di oggi. Attingendo a diverse opere di Francesco Piccolo, da Momenti di trascurabile felicità al romanzo Premio Strega Il desiderio di essere come tutti, lo spettacolo racconta con grande ironia quegli episodi che a volte sembrano ininfluenti, a tratti anche inciampi grotteschi, e che invece inaspettatamente diventano poi momenti cruciali della nostra crescita. Perché se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo indietro la strada che abbiamo percorso è ben segnalata da una scia di scelte, intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli, spesso tragicomici o paradossali.

Accompagnato dalle musiche composte da Paolo Silvestri ed eseguite dal vivo da due chitarristi non nuovi a imprese teatrali come Marco Bianchi e Pietro Guarracino, Claudio Bisio è perfettamente a suo agio nel gioco tra pubblico e privato, che caratterizza da sempre i testi di Francesco Piccolo, una sorta di auto-fiction che viene qui modellata sul protagonista ma tra le cui pieghe in molti potranno riconoscersi. Nella scena di Guido Fiorato, che cura anche i costumi, spiccano grappoli di libri e televisori accesi dal perenne segnale interrotto, illuminati dai colori accesi delle luci di Aldo Mantovani.

La conclusione di questo viaggio agrodolce, in cui si ride e ci si emoziona, è che la vita forse non è esattamente quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda. E che non sempre la si vive come vuoi tu, ma come vuole lei. Indirettamente lo spettacolo diretto da Giorgio Gallione è anche una riflessione sull’arte del narrare, su come il tempo modifica e trasfigura gli accadimenti, idealizzando il passato, cancellando i brutti ricordi e magnificando quelli belli, reinventando così il reale nell’ordine magico del racconto.

La mia vita raccontata male sarà in scena al Teatro Ivo Chiesa da martedì 18 a domenica 22 gennaio 2022. Inizio spettacolo martedì, mercoledì e venerdì ore 20.30, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16. Biglietti da 13 a 30 euro. Info teatronazionalegenova.it

Claudio Bisio e Giorgio Gallione hanno lavorato insieme per la prima volta nello spettacolo Monsieur Malaussène (1997), tratto dall’opera di Daniel Pennac. Nell’ambito dell’esperienza del Teatro dell’Archivolto (che nel 2018 è confluito nel Teatro Nazionale di Genova) è maturato un sodalizio artistico che ha dato vita agli spettacoli La buona novella (2000), I bambini sono di sinistra di Michele Serra (2003), Grazie di Daniel Pennac (2005), Seta di Alessandro Baricco (2007), Io quella volta lì avevo venticinque anni di Giorgio Gaber e Sandro Luporini (2009), Father and son di Michele Serra (2014).

Premio Strega nel 2014 per Il desiderio di essere come tutti, Francesco Piccolo ha pubblicato numerosi libri di successo, da La separazione del maschio (Einaudi, 2008) a Momenti di trascurabile felicità (Einaudi 2010) a L’animale che mi porto dentro (Einaudi, 2018). Pluripremiato anche per il suo lavoro di sceneggiatore, ha collaborato tra gli altri con Nanni Moretti, Paolo Virzì, Silvio Soldini, Marco Bellocchio, Francesca Archibugi e con Saverio Costanzo per la serie L’amica geniale.

 

La tournée

27-30 gennaio Bolzano, Teatro Comunale | 1-2 febbraio Savona Teatro Chiabrera | 4 febbraio Lodi, Teatro alle Vigne | 5-6 febbraio Chiasso, Teatro Cinema | 8-9 febbraio Trieste, Teatro Rossetti

11-12 febbraio Gorizia, Teatro Giuseppe Verdi | 17-20 febbraio Ancona, Teatro delle Muse

22-23 febbraio Reggio Emilia, Teatro Valli | 25-27 febbraio Bologna, Teatro delle Celebrazioni 

2 marzo Vercelli, Teatro Civico | 4-5 marzo Bergamo, Teatro Donizetti | 6 marzo Monza, Teatro Manzoni | 8-9 marzo Pescara, Teatro Massimo | 11 marzo San Marino, Teatro Nuovo

12-13 marzo Carpi, Teatro Comunale

 

Tutte le attività del Teatro Nazionale di Genova sono realizzate in partnership con il Ministero della Cultura, il Comune di Genova, la Regione Liguria, a cui si affiancano la Fondazione Compagnia di San Paolo e Iren con il loro fondamentale contributo e i sostenitori ETT, Leonardo, Gruppo Unipol, Assiteca, Coop Liguria, Cambiaso Risso, Banco BPM, Saar e Rhea Vendors

 

Aldo De Scalzi presenta Diabolik al cineteatro San Pietro di Quinto

Super User 11 Gennaio 2022 410 Visite

Mercoledì 12 gennaio, ore 21, al cineteatro San Pietro di Quinto, in occasione della proiezione di Diabolik, l’ultimo film dei Manetti Bros, Aldo De Scalzi, presentato dal giornalista Massimiliano Lussana (che sulla sua Puntina ha spiegato bene ai genovesi perché devono partecipare alla serata), parlerà al pubblico della colonna sonora composta e realizzata insieme a Pivio. Il lavoro ha coinvolto circa 60 musicisti, tutti rigorosamente genovesi, e sta riscuotendo un successo straordinario. È stata annunciata proprio in questi giorni la candidatura ai Movieplayer.it Awards 2022.
Nella cinquina - insieme al duo genovese in nomination per Diabolik - un parterre tutto internazionale: Johnny Greenwood (Il potere del cane), Hans Zimmer (Dune), Dan Romer (Luca), Alexandre Desplat (The French Dispatch).

La colonna sonora di Diabolik – edita da Edizioni Curci e Creuza – è disponibile in versione digitale e in un esclusivo doppio vinile. Al suo interno, anche due brani di Manuel Agnelli scritti per il film e uno speciale albo fumetto. https://orcd.co/diabolik-ost

TRAILER FILM: https://www.youtube.com/watch?v=3CnA2WFXLdw

“DIABOLIK” è il nuovo film di Manetti bros., con cui Pivio & Aldo De Scalzi tornano a collaborare è in sala distribuito da 01 Distribution e con protagonisti Luca Marinelli (Diabolik), Miriam Leone (Eva Kant) e Valerio Mastandrea (ispettore Ginko). Nel cast anche Alessandro Roia, Serena Rossi, Roberto Citran, Luca Di Giovanni, Antonino Iuorio, Vanessa Scalera, Daniela Piperno, Pier Giorgio Bellocchio con la partecipazione straordinaria di Claudia Gerini. Adattamento cinematografico delle avventure del personaggio creato da Angela e Luciana Giussani, “DIABOLIK” racconta la storia oscura e romantica dell’incontro tra Diabolik ed Eva Kant, ambientata nello stato di Clerville alla fine degli anni ‘60. A dargli la caccia, e a cercare di fermare i loro diabolici piani, l’ispettore Ginko. “DIABOLIK”, scritto da Michelangelo La Neve e Manetti bros., che hanno firmato anche il soggetto insieme a Mario Gomboli, è una produzione Mompracem con Rai Cinema, prodotto da Carlo Macchitella e Manetti bros., in associazione con Astorina e con Luigi de Vecchi, con il sostegno di Emilia - Romagna Film Commission, Friuli-Venezia Giulia Film Commission, Film Commission Vallee D’Aoste. 

Covid, il Teatro Carlo Felice sospende l’attività artistica

Super User 10 Gennaio 2022 485 Visite

La sovrintendenza della Fondazione Teatro Carlo Felice, in accordo con il Medico Competente estende le misure straordinarie già in vigore ai fini della mitigazione della trasmissione del virus SARS-CoV-2, a tutela della salute dei lavoratori della Fondazione, sospendendo temporaneamente l’attività artistica.

La proiezione di Dante all’Opera (offerta al pubblico) prevista martedì 11 gennaio, il concerto sinfonico Ritratti americani II previsto giovedì 13 gennaio, il concerto del Coro del Teatro Carlo Felice Mater previsto domenica 16 gennaio e il concerto diretto da Andrea De Carlo Mozart l’italiano previsto mercoledì 19 gennaio sono pertanto rinviati a date da destinarsi.

Entro cinque giorni lavorativi dalla data di ciascun evento (entro il 19 gennaio per Ritratti americani II, entro il 22 gennaio per Mater, entro il 25 gennaio per Mozart l’italiano) i possessori di biglietto per i singoli concerti potranno chiederne il rimborso, presentandosi alla biglietteria del Teatro Carlo Felice negli orari di apertura. In alternativa, potranno mantenere i loro titoli di accesso ai concerti, che resteranno validi per le nuove date di programmazione di ciascun evento.

Gli abbonati potranno usufruire del proprio titolo di accesso in occasione della nuova data di programmazione di ciascun evento.

La date di riprogrammazione di ciascun concerto saranno comunicate successivamente in biglietteria, sul sito e sui social del Teatro, oltre che a mezzo stampa.

Recco, Antonella Ruggiero canta sotto la rugiada e incanta

Super User 31 Dicembre 2021 485 Visite

Canta sotto la rugiada che bagna ogni cosa, lungo la passeggiata a mare di Recco.
Canta canzoni che l’hanno resa famosa in tutto il mondo, come “Per un’ora d’amore” e “Ti sento”, e brani presi in prestito da artisti che “hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica genovese”: Bruno Lauzi, “il più simpatico”, e Fabrizio De André.
Canta la PFM, formazione con la quale l’artista genovese ha intrecciato una lunga collaborazione musicale.
Canta melodie indiane, africane, religiose, nelle quali riesce ad esaltare (malgrado l’umidità) ancora di più le sue incredibili doti di vocalist.
Canta e incanta, e sorprende anche quando fischia per accompagnare i due musicisti sul palco con lei, Roberto Olzer, pianoforte e organo liturgico, e Roberto Colombo, vocoder e synth basso, nascosti dietro strumenti e termosifoni elettrici.
Questo in sintesi il “Concerto Versatile” di Antonella Ruggiero, nata come voce dei Mattia Bazar e da anni ormai solista, andato in scena ieri sera nel comune del Golfo Paradiso.
Uno spettacolo molto apprezzato dal folto pubblico, circa 400 persone, che ha applaudito a lungo, costringendo l’artista ad un bis.
La formula del concerto è stata la stessa utilizzata negli eventi della scorsa estate: sedie distanziate, green pass (questa volta super) e mascherina (obbligo FFP2). Unica differenza: era consigliato il piumino sopra la t-shirt.
Il sindaco Carlo Gandolfo e il direttore artistico Angelo Privitera dal palco hanno annunciato che stanno lavorando al calendario degli spettacoli per la prossima estate. “Ne vedrete delle belle”, hanno promesso, prima di augurare a tutti buon anno.

L'intervento del sindaco Carlo Gandolfo, accanto il direttore artistico Angelo Privitera

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