Benedett’Ottocento: architettura e urbanistica nella Genova del XIX secolo
Il Teatro Carlo Felice e via Assarotti
A Palazzo Ducale prosegue il ciclo di riflessione e divulgazione con Benedett’Ottocento. Architettura e urbanistica nella Genova del XIX secolo, ciclo di conferenze promosso dalla Fondazione Ordine Architetti di Genova. Un percorso che mette in luce le trasformazioni urbane, architettoniche e paesaggistiche che hanno segnato l’Ottocento, secolo decisivo per la costruzione della città moderna.
Giovedì 25 settembre (ore 20.30), nella Sala del Maggior Consiglio, Antonio Lavarello, architetto e studioso della Genova contemporanea, terrà l’incontro Un cubetto per domarli. Tipologia edilizia, orografia genovese e speculazione immobiliare. Al centro, la nascita del palazzo borghese, evoluzione del modello aristocratico definito nel Cinquecento da Galeazzo Alessi. Una tipologia capace di adattarsi all’orografia complessa della città e al tempo stesso funzionale alle logiche della speculazione edilizia. L’edificio d’abitazione collettivo contribuì a definire una nuova immagine urbana, divenendo matrice dei quartieri ottocenteschi e protagonista di una lunga stagione architettonica.
Mercoledì 1° ottobre, sempre alle 20.30, sarà la volta di Sara Rulli con Il derby dei teatri. Carlo Felice VS Gustavo Modena: due idee di città. Il confronto tra i due edifici teatrali, nati nell’Ottocento e affidati rispettivamente all’architetto Carlo Barabino e all’architetto-ingegnere Nicolò Bruno, diventa chiave per leggere due differenti modelli urbani e culturali: la Genova centrale, con il Carlo Felice, e la Sampierdarena autonoma e intraprendente, con il Modena. Un “duello” architettonico che riflette tensioni e aspirazioni di un’epoca segnata da trasformazioni radicali, preludio alla nascita della Grande Genova.
Il programma proseguirà con altri tre appuntamenti: il 9 ottobre con Matteo Frulio e i giardini paesaggistici del “Genoashire”; il 16 ottobre con Caterina Tamagno sul verde urbano e le sue declinazioni tra coltivazione e contemplazione; il 6 novembre con Jacopo Baccani e gli influssi parigini che resero Genova un laboratorio di modernità.
L’ingresso a tutti gli incontri è libero.

