Intervista al console Benvenuti

Quali sono le condizioni del porto di Genova? Lo abbiamo chiesto al console della

Compagnia unica, Antonio Benvenuti.

Console, ci siamo lasciati a marzo che era alle prese con stipendi e bilancio; problemi risolti?
Sì, problemi risolti: a oggi siamo regolari con gli stipendi e il 20 luglio abbiamo approvato il bilancio 2017. Successivamente, l'Autorità di sistema portuale ligure ha approvato l’emendamento Cassinelli (presentato dall’ex senatore di Forza Italia, oggi deputato, Roberto Cassinelli, prevede sostegni a favore delle compagnie portuali a fronte della presentazione di un loro piano industriale di sviluppo, ndr) e si è fatta carico delle spese, circa 700mila euro, che abbiamo sostenuto per la formazione dei nostri soci. Inoltre, c’è stato l’adeguamento delle tariffe a carico dei terminalisti, che non erano in linea rispetto a quanto deliberato in passato.

Adesso una nuova pesante emergenza…
Prima di ogni cosa è stata una tragedia umana: anche noi abbiamo pianto il nostro morto, un ragazzo che stava proprio venendo a lavorare. Il crollo del ponte Morandi ha dimostrato la fragilità del nostro sistema viario. Tutto il porto genera un traffico di circa 5.000 mezzi pesanti al giorno. Di questi circa 3.000 fanno tappa solo a Voltri, gli altri vengono anche a Genova per caricare o scaricare merce e container. Numeri che dovevano già fare riflettere. A mio avviso bisognava pensarci prima e costruire strade alternative.

Come si sta procedendo adesso…
Sì. Le scelte mi sembrano tutte azzeccate. Quando sarà pronta la cosiddetta Strada del Papa il percorso dei camion sarà sicuramente più scorrevole. Anche le varie modifiche al traffico mi sembrano indovinate. E’ chiaro però che bisogna aprire la ferrovia in tempi brevi per permettere ai terminalisti di Sampierdarena, mi riferisco a Spinelli, Messina e Sech, di lavorare. Sono circa 2.000 i container che viaggiano su rotaie.

Come è stato il traffico in questi 15 giorni di agosto?
Stiamo lavorando come ogni agosto, non c’è stato un calo. Anche le crociere non hanno subito riduzioni. L’unica cosa che abbiamo notato è che hanno anticipato l’arrivo in porto. Dico questo perché ci chiamano prima rispetto al passato per il servizio di facchinaggio. Bisognerà aspettare ancora qualche settimana, quando il traffico sarà a pieno regime, ora è circa al 50%, per capire quanto saremo in grado reggere.

Come sono i rapporti con gli enti locali?
Devo dire che Regione e Comune si stanno muovendo molto bene. Già il giorno dopo il disastro, ed era Ferragosto, siamo stati convocati a Palazzo San Giorgio per un tavolo di lavoro. Più di così non potevano fare. E’ chiaro che in queste condizioni non si posso fare miracoli.

Altri problemi?
Il problema del quale nessuno parla sono i tempi delle chiamate. Oggi siamo in grado di avvisare i nostri lavoratori mediamente solo novanta minuti prima dell’inizio del servizio. Questo perché dal momento in cui riceviamo la chiamata da parte del terminalista a quando riusciamo a inviare ai nostri uomini gli sms di convocazione passa un po’ di tempo: dobbiamo gestire i turni di centinaia di uomini in 11 terminal. Adesso, a causa del forte traffico, i nostri ragazzi hanno difficoltà a arrivare sulle banchine in tempo. Pertanto, se arriva la nave e gli uomini non ci sono, nascono problemi. Chiediamo ai terminalisti di avvisarci con maggiore anticipo. Soprattutto per i turni di tarda mattinata, quando il traffico è più intenso.

Genova da anni è ormai un porto tranquillo, non ci sono scioperi. Senza ponte, conviene sempre agli armatori approdare sotto la Lanterna?
Sicuramente. A parte le grandi navi che devono venire per forza a Voltri perché non hanno alternative, anche per gli altri armatori Genova resta il porto più efficiente e economico, tanto è vero che lo scorso anno abbiamo registrato record in tutti i settori. Sarà così anche in futuro. Ne sono certo.

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