Lorella Fontana: il crocifisso merita rispetto

Negli ultimi 50 anni, la società europea occidentale è sempre più andata a caratterizzarsi dall’emergenza

di una forma radicale di laicismo secondo il quale qualsiasi simbolo o precetto religioso risulti incompatibile con la dimensione pubblica statale, caratterizzata dal riconoscimento di pari dignità e pari valore per tutti i credo religiosi. Tale laicismo radicale ha assunto, però, sempre più una forma ideologica che definirei integralista, tanto da indurre, come sta avvenendo nei giorni nostri, all’abolizione dei festeggiamenti del Natale e della Pasqua, il vietare canzoni e recite legate alla Natività di Cristo nelle scuole o addirittura la collocazione del presepe per non turbare chi non è cristiano. Cosi come togliere o far rimuovere il crocifisso da sedi e uffici pubblici. Il crocifisso merita rispetto perché è l’emblema di una persona innocente, la più innocente dei condannati a morte ed è simbolo della fede e dell’identità della maggioranza del nostro popolo. Io ritengo che la croce non offende nessuno, siano credenti o atei, nessuno può sentirsi attaccato, offeso o infastidito ed ancor meno discriminato a causa della sua presenza in quanto simbolo culturale che porta con sé i valori della società europea occidentale, in nome di unione e pace. Voglio citare le parole di Natalia Ginzburg che nel 1998 sulle pagine dell’Unità scrisse un articolo dal titolo “Non togliete quel crocifisso” e scriveva testualmente: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea di uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo. Chi è ateo, cancella l’idea di Dio ma conserva l’idea del prossimo. Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine. E’ vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti”. Pertanto, visto che quest’aula rappresenta l’intera comunità genovese ed i locali ad uso pubblico di proprietà comunale sono luoghi privilegiati dove la dimensione comunitaria alla quale ciascuno di noi appartiene viene manifestata e che né qui né nei locali di proprietà comunale ad uso pubblico è presente il crocifisso, salvo casi in cui viene posto a titolo personale dai dipendenti, riteniamo sia necessario riaffermare con grande forza quei valori fondanti la nostra società, non negando una forma di sano e rispettoso laicismo che non solo ribadisca la laicità dello Stato e la separazione tra religione e Stato ma, proprio nel pieno rispetto dell’art. 8 della Costituzione, sappia dare risalto alla prevalenza delle nostre radici cristiane. E quindi si chiede un impegno al Sindaco ed alla Giunta per far sì che un crocifisso venga apposto in quest’aula ed in tutti i locali comunali ad uso pubblico. Nonché a far pervenire questo documento a tutti gli Istituti scolastici perché ciascun Dirigente d’Istituto, previa adeguata lettura, possa fare debita riflessione al proprio interno e considerare la volontà di apporre il crocifisso nei locali scolastici.

Lorella Fontana
Capogruppo Lega Nord
In Consiglio Comunale a Genova

Lorella Fontana con gli altri consiglieri comunali della Lega Nord

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