Toti: riti bizantini da Prima Repubblica

Il governatore Giovanni Toti lancia una stoccata dopo le trattative in corso tra il Movimento 5 Stelle

e una parte del Pd, quella che fa capo alle correnti del governatore pugliese Michele Emiliano e la minoranza di sinistra dello spezzino Andrea Orlando. Toti osserva: “Gli italiani che sono andati a votare si aspettano dalla politica risposte chiare su tanti problemi: occupazione, sicurezza, immigrazione, sviluppo. I partiti devono dire chiaramente se sono in grado di dare queste risposte. Di Maio la smetta di comportarsi come se avesse vinto le elezioni. È arrivato secondo. Oggi deve dire se il Movimento 5 Stelle è disposto a scendere con i piedi per terra e dare una mano a chi ha vinto per fare un Governo che affronti i problemi dei cittadini. Il centrodestra, che ha vinto le elezioni ma non ha sufficienti voti per fare un Governo, presenti un programma realizzabile al Presidente Mattarella, e chieda i voti per poterlo fare. Un programma minimo e condivisibile: sgravi fiscali alle imprese e ai lavoratori, perché serve più occupazione, riforma dell’Università, della formazione professionale e dei Centri per l’impiego, perché serve più lavoro per i giovani, un piano di investimenti straordinario che possa anche sforare, per cose utili, il 3% del rapporto deficit-Pil imposto dall’Europa, un progetto per dare maggiore sicurezza alle nostre città. - ha proseguito - Infine, il Parlamento, che può lavorare anche senza Governo, si impegni subito per fare una nuova legge elettorale che ci consenta di sapere chi ha vinto e chi guiderà il paese il giorno dopo le elezioni, senza i riti bizantini da Prima Repubblica di questi giorni”.

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