Non vi e’ arte piu’ difficile del vivere!

Diceva giustamente Seneca: “non vi è arte più difficile del vivere” e infatti, in questo momento di forte

instabilità politica ed economica, chi ha meno soffre di più e cerca soluzioni alternative al dolore.
Di tristissime storie di giovani vite stroncate, ho letto molte notizie, fra le quali quelle di “mix” fra farmaci e droghe che i ragazzi sembrano assumere per sopportare lo stress.
E se di informazioni e pettegolezzi circa le abitudini di chi fa uso di cocaina o altro sono piene le pagine dei giornali, non ho ancora letto molte considerazioni di tipo farmacologico che siano comprensibili anche da chi medico non è. 
La verità è questa: anche il consumo di psicofarmaci è in crescita esponenziale ma, al contrario dell’aumento del consumo delle cosiddette droghe tale fatto, incredibilmente, non desta allarme!
Non so infatti quanti di voi sappiano che le sostanze cosiddette ansiolitiche ed ipnotiche (i sonniferi) rappresentano il singolo gruppo di farmaci di gran lunga più prescritti nel mondo occidentale …seguono gli antidepressivi! Dal 1970 in poi, la sola prescrizione del farmaco ansiolitico più noto, il diazepam (Valium, Ansiolin ecc.) è aumentata negli Stati Uniti di circa 7 milioni di unità all’anno, e dal 1994 è il secondo farmaco più venduto al mondo …il primato va ad un farmaco contro l’acidità di stomaco.
Il fatto che una persona assuma psicofarmaci è ormai un fatto socialmente accettato e, nella nostra cultura, questi farmaci non sono considerati droghe.
Niente di più sbagliato: ogni sostanza che noi ingeriamo, e che modifica l’equilibrio interno dei nostri neuro-trasmettitori è un farmaco e come tale è una droga, sia esso una sigaretta, o un bicchiere di vino ma anche la più innocente delle tazzine di caffè!
Ed è proprio l’abuso congiunto di farmaci e droghe che può mietere vittime, spesso inconsapevoli di assumere miscele non tollerate dal proprio organismo.
E allora, quelle che comunemente vengono definite droghe, in che cosa differiscono dalle droghe-farmaci?
I farmaci, a differenza delle droghe, vengono prescritti in dosi e quantità chimicamente controllate e determinano effetti positivi sull’organismo, a parte, talvolta, qualche piccolo effetto collaterale ma soprattutto non danno dipendenza. Le droghe invece, non solo non danno nessuna garanzia di purezza biochimica ma soprattutto il quantitativo di sostanza stupefacente presente nella “dose” è garantito soltanto dalla parola dello spacciatore di turno!
L’aumento del numero degli psicofarmaci venduti, soprattutto ai giovani, per inseguire quella che spesso viene chiamata: “la via chimica al successo” unito al consumo concomitante di droghe impongono sia a livello regionale che nazionale, una mirata campagna mediatica e sanitaria per informare correttamente sui rischi di questi “ Mix“ che possono più facilmente aprire la porta della morte, piuttosto che quella dello  sballo.

Diario di bordo di Susy De Martini

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