Perizia medica per lo stalker di Lara Comi

Nuova puntata del processo che vede Giovanni Bernardini imputato per stalking ai danni dell'eurodeputata,

eletta in Liguria, Lara Comi, che ha sporto 27 querele in quasi 4 anni per difendersi da una miriade di post molesti su Facebook e su Messenger.
“Non mi sento uno stalker, gli stalker pedinano, si appostano, minacciano, incutono timore. Io non ho mai fatto nulla di tutto ciò, non ho mai avuto intenti malevoli, ho solo espresso il mio interesse nei suoi confronti, mi sono proposto in maniera affettiva. Si mi sono reso conto che lei non era disponibile, non c'era stata ambiguità a riguardo da parte sua ma ho solo espresso i miei sentimenti, forse in maniera un pò ossessiva per forzare la sua volontà. Le ho scritto una lettera di scuse a ottobre perché non vedevo l'ora di uscire dal carcere. Non mi sono mai sottoposto ad un percorso terapeutico ed ho ripreso a scrivere da un profilo fake su Messenger, su consiglio di un amico, perché non volevo si pensasse che prima lo facevo per molestare”. Cosi ha risposto all'avvocato della Comi, il genovese Mario David Mascia, l’imprenditore di Jesolo a giudizio.
Il Pubblico Ministero all'udienza Fabio Portera aveva chiesto l'acquisizione di una consulenza medica d'ufficio grazie alla quale Bernardini aveva ottenuto uno sconto di pena in un altro processo patteggiato per parziale semiinfermitá di mente. Di fronte alla opposizione della parte civile il Giudice Valeria Recaneschi non ha potuto accogliere tale richiesta ed ha anzi incaricato un perito per accertare le reali condizioni psichiche e la pericolosità sociale dell'imputato, che è ancora agli arresti domiciliari.

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