Rosso si attacca al taschino

Questa mattina, in Consiglio regionale, Matteo Rosso, consigliere regionale di Fratelli d’Italia,

ha contestato i camici e i cartellini identificativi dei medici dell’ospedale San Martino. I nuovi camici non hanno più il taschino al petto, molto utile secondo Rosso per metterci penne e matite, destinate adesso a essere incastrate sopra l’orecchio, ma hanno un “tascone paramilitare poco utile sulla gamba”. I cartellini non riportano più nome e cognome del medico, ma solo il nome. “C’è scritto Pino, ma se un parente di un paziente deve contattare un medico al telefono, cosa dice: cerco Pino?”, ha precisato giustamente Rosso.
L’assessore alla Sanità Sonia Viale, in modo molto pacato, ha risposto che prende atto della segnalazione e che riferirà all’ospedale San Martino, anche perché in Consiglio regionale si dovrebbero affrontare temi più importanti.
Non è la prima volta che Matteo Rosso, medico sempre dalla parte del paziente, evidenzia disservizi nella sanità ligure. Da presidente della Commissione Sanità della Regione Liguria ha più volte contestato anche la scelta di importare dirigenti dalla Lombardia.
Anche se a volte parla come un consigliere d’opposizione, Rosso fa parte della maggioranza. Anzi, una notte di fine maggio del 2015, quando Giovanni Toti vinse le regionali, per alcune ore un leghista salviniano pensò addirittura di nominarlo assessore alla Sanità, poi la scelta cadde invece sulla maroniana Sonia Viale.

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