Il dilemma degli azzurri-arancioni

Vi ricordate l’aperitivo organizzato da Giovanni Toti a metà marzo al Beautiful Loser

per annunciare la lista arancione? Sicuramente, sì.
Al trionfale incontro avevano partecipato gli assessori regionali Ilaria Cavo, Marco Scajola, Giacomo Raul Giampedrone, quelli comunali della lista Vince Genova, Elisa Serafini, Pietro Piciocchi e Matteo Campora, accompagnati dal loro leader, Marco Bucci. C’erano anche i sindaci Ilaria Caprioglio (Savona) e Pierluigi Peracchini (La Spezia), il capogruppo di Forza Italia in Regione Angelo Vaccarezza e la consigliera (regionale della Lista Toti e comunale di Forza Italia) Lilli Lauro. Si era visto anche l’ex sindaco di Chiavari, Roberto Levaggi, ancora “dolorante” per la sconfitta impartita da Marco Di Capua.
Dalla riunione era emersa la volontà di creare una lista civica avente l’angelico intento di lavorare d’amore e d’accordo con Forza Italia.
Per chiarire il concetto “o azzurri, o arancioni”, a quell’aperitivo avevano però risposto i berlusconiani con una sontuosa cena alla Manuelina di Recco. Molti i commensali, convinti a partecipare non solo dal menu, presenti: i deputati Roberto Cassinelli e Roberto Bagnasco, i sindaci Dario Capurro (Recco), Carlo Bagnasco (Rapallo) e Franco Rocca (Zoagli), il consigliere regionale Claudio Muzio, il capogruppo in comune a Genova Mario David Mascia, il coordinatore di Chiavari Gianni Beverini, Giuseppe Costa con il suo gruppo dei seniores, il presidente di municipio Francesco Vesco, il coordinatore dei Club Forza Silvio Alessandro Lionetti e il consigliere di municipio Nicola Solimena.
A distanza di qualche mese, in molti hanno capito che l’angelica collaborazione tra azzurri e arancioni non può funzionare e, soprattutto, che non è facile staccare una costola al partito di Silvio Berlusconi.
Dopo la sconfitta del modello Toti a Imperia e Alassio e la “ribellione” della sindaca di Savona, lo stesso governatore è apparso più prudente e attendista.
Meglio mantenere la propria corrente all’interno di Forza Italia o avventurarsi in un rischioso progetto politico? Deve essere questa la domanda che si sta ponendo in questi giorni Toti. Gli azzurri-arancioni attendono una risposta. Perché devono decidere con chi stare.

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