Il fiuto di Elisa Serafini

Era il dicembre del 2016, quando Elisa Serafini scaricò a sorpresa Stefano Parisi.

Dopo aver lavorato a stretto contatto con l’uomo indicato da Silvio Berlusconi come suo nuovo delfino (al posto di Giovanni Toti) - Serafini aveva collaborato alla campagna elettorale per il centrodestra alle comunali di Milano e aveva tenuto una delle relazioni introduttive alla convention di Parisi - la giovane opinionista de La7 decise di smarcarsi da “Energie per l’Italia”. “Troppo poco chiaro l'intento politico finale e la mission del movimento”, questo fu il commento che rilasciò a Genova3000. La motivazione di allora non convinse gli osservatori politici, ma i fatti poi le diedero ragione: Parisi fu “accantonato” da Berlusconi e lei trovò nuove energie a Genova, dove, malgrado il suo impegno profuso a favore del “nemico”, Toti accettò la sua candidatura nella lista Vince Genova e la nomina a assessore.
Dopo essere “scappata” da Milano nel 2016, dimostrando in quella occasione un notevole fiuto politico, cosa ha spinto Elisa a fuggire a gambe elevate da palazzo Tursi? E’ quello che si chiedono i genovesi.

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