Lorenzo Tosa lascia il M5S

Lorenzo Tosa si è dimesso da addetto stampa del Movimento 5 Stelle Liguria. Ecco come

ha motivato il suo abbandono.

Da oggi non sono più l’addetto stampa del Movimento 5 Stelle Liguria. Mi ci sono voluti due anni per riflettere, trenta secondi per decidere. La verità  che non ero più in grado di garantire quella professionalità che ho sempre messo sopra tutto. Sopra le idee e i dubbi, sopra la stanchezza e la coscienza personale. Ci vuole un po’ di coraggio, e un pizzico di follia, per lasciare il certo per l’incerto, l’ovvio per il forse. Ma siamo arrivati a un punto tale che non  più possibile chiamarsi fuori. Quello che è accaduto è uno smottamento quasi impercettibile nella storia dell’uomo ma epocale nella grammatica temporale moderna; è accaduto che una quantità non trascurabile di idee e conquiste che consideravamo assodate oggi sono ufficialmente - e profondamente - di nuovo in discussione. In ordine sparso: aborto, divorzio, scienza in tutte le sue declinazioni, Europa, europeismo, informazione, multiculturalismo, cultura, competenza, sviluppo economico, un certo grado di libertà sessuale e di benessere. Stiamo costruendo un mondo in cui, se fai figli, ti regalano un terreno da coltivare, in un’equazione prole > raccolto > forza lavoro che credevo di ripassare giusto in qualche volume di Jacques Le Boff. Come fai, di fronte a questa onda anomala, a mettere davanti lo stipendio? Come fai a continuare a ripeterti - e a ripetere a tuo figlio - che lo stai facendo per lui quando duecento uomini, donne e bambini vengono tenuti in ostaggio per giorni in mezzo al mare, nel silenzio da brividi di un’intera classe politica? Come puoi rinunciare a credere che quella cosa ti riguarda, ci riguarda e ci sta dicendo chi saremo tra cinque minuti, un anno, vent’anni? Saluto persone e colleghi a cui ho voluto e voglio bene (davvero!), e che ringrazio per oltre tre anni di crescita professionale e umana di cui non rimpiango quasi nulla. Solo che nella vita c’è un momento in cui devi fare una scelta. E, quando quei vent’anni saranno passati (a una velocità, temo, pazzesca) voglio guardarmi indietro e sapere che ne sarà valsa la pena. Cosa farò ora? Domanda meravigliosa, ammesso che davvero interessi a qualcuno. Leggerò molto, studierò (anche se non è la parola) altrettanto, mi immergerò ancor più nell’inglese, nel mio amato spagnolo, girerò e viaggerò il più possibile per capire oggi cosa è diventata la comunicazione: non necessariamente politica, non necessariamente giornalistica. E, soprattutto, smetterò, anzi... ho smesso di chiedermi cosa gli altri possono fare per me e ho cominciato a chiedermi cosa io posso fare per gli altri. Perciò, sentiamoci, troviamoci, parliamone, costruiamo. Ancora non so in che modo, ma sarà divertente.

Lorenzo Tosa

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