E adesso chi paga?

I danni ingenti causati dalle due recenti tragedie, il crollo del ponte Morandi e l’ondata

di maltempo, stanno mettendo in ginocchio l’economia dell’intera Liguria. Malgrado questo, dal Governo non arriverà quasi nulla. 
Per il maltempo Roma stanzierà appena 9 milioni di euro, che non bastano neppure per coprire le somme urgenze del Tigullio, mentre per il ponte Morandi, dopo 3 mesi, attendiamo ancora l’approvazione di un decreto legge che, comunque, sarà del tutto insufficiente. Le stime fatte dalla Camera di Commercio di Genova sui danni subiti dalle imprese dopo il crollo del Morandi sono molto gravi: si parla di 422 milioni di euro, fra danni diretti e indiretti. Soldi che, da Roma, non potranno mai arrivare, a meno che non si chieda ad Autostrade (come ha sempre sostenuto il governatore Toti) di rifare il viadotto, soluzione che permetterebbe di liberare i 30 milioni di euro all’anno per 10 anni che il Governo intende stanziare come fideiussione per il mutuo necessario per la ricostruzione, in caso Aspi non metta a disposizione la liquidità necessaria.
Abbiamo sempre sostenuto che ci sarebbe stato un effetto a catena sull’economia. E i 10 milioni per la cassa integrazione e le altre misure contenute nel Decreto Genova – prima o poi verrà mai approvato – non sono minimamente adeguate a quanto denunciato dalla Camera di Commercio.
A tutto questo poi si aggiunge la crisi di molte aziende che, nell’ultimo periodo, ha determinato la perdita di centinaia di posti di lavoro, che drammaticamente si sommano alle persone già licenziate a causa della caduta del Morandi.

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