Il corto circuito suscitato da Elisa Serafini

Nuovo post di Elisa Serafini con risposta all’assessore comunale Barbara Grosso.


La mia analisi sulle stime sul turismo natalizio, comunicate da Federalberghi, ha suscitato un corto circuito nella politica locale ligure. Quello che ho fatto, però, è stato commentare dei dati, analizzando dei risultati e delle previsioni, criticando delle scelte e facendo delle proposte. Capisco che sia insolito avere a che fare con delle critiche e con persone indipendenti che non devono obbedire a nessuno, ma ogni tanto capita. Insomma, non siamo tutti lacchè del “potente” di turno. Fortunatamente ho costruito una professione, e non ho bisogno di incarichi, favori o sostegno dalla politica. Per questo ho, e manterrò, la libertà di potermi esprimere, come faccio da quando ho 16 anni, ovvero da quando ho scelto di dedicare una buona parte del mio tempo, alle cause della libertà, e della crescita del Paese.
Per chi non avesse avuto il piacere di leggerla, questa è la “replica” dell’Ass. Barbara Grosso (dettata, presumibilmente, dal presidente della Regione Toti, di cui si riconoscono parole, linguaggio e stile di comunicazione). Mancano, però, risposte sui contenuti, sui fatti e sui dati, e si va solo ed esclusivamente sul personale: “Chi ha problemi con se stesso e con le proprie scelte dovrebbe almeno evitare di scaricare responsabilità personali su altri, perché, senza scomodare la psicologia, rischia di entrare a pieno titolo nella aneddotica della volpe e l’uva, con l’aggravante che l’uva non era troppo in alto per la propria portata, ma per il proprio coraggio, che ha impedito di allungare il braccio. Dell’assessore Serafini, (..) ricorderemo con qualche perplessità alcune iniziative certamente rumorose, diciamo di un genere culturale nuovo: le liti. (..) Parlare di città triste e piagnucolosa da parte di chi da questa città ha avuto chance certamente superiori ai suoi meriti risulta un po’ offensivo per chi, a differenza della Serafini, è rimasto in trincea a cercare di cambiarla questa città, e non a giudicarla da qualche terrazzo radical chic o durante un viaggetto in BlaBlaCar, perché i taxi sono troppo chic. (..). Si diverta la Serafini al Capodanno che abbiamo organizzato, sempre che la piazza non le produca un rigurgito psicoanalitico di critica. Forse è meglio che la guardi anche stavolta da qualche terrazzo. Per criticare il giorno dopo”.
Preferisco evitare ulteriori commenti: se questo è il livello della politica locale, il crollo del turismo, per Genova e la Liguria, sarà davvero l’ultimo dei problemi. Saluti dall’attico Radical Chic raggiunto con Blablacar, app che effettivamente uso e usavo, da assessore, per ridurre i costi delle trasferte. Ma forse, i politici locali, questi strumenti non li hanno neanche mai sentiti nominare.

Elisa Serafini

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