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Marco Tasca, il frate “nuovo” vescovo di Genova

Il neo arcivescovo di Genova padre Marco Tasca e il giornalista Dino Frambati

Sono quasi le 9 di sera quando, terminata una cerimonia tanto sontuosa quanto ricca di fede e sentimento e dove il cardinale Angelo Bagnasco ha passato il bastone pastorale della guida della Chiesa sotto la Lanterna a padre Marco Tasca, questo appare nella sua nuova veste talare da monsignore, a lato e dietro al grande palco-altare, di piazza della Vittoria.

Sorride, non lesina selfie, ha parole per tutti specialmente per la gente del padovano che ha sfidato il caos autostradale attorno alla Lanterna per partecipare all'evento.

Accento veneto, cordialità fraterna di scuola francescana, amore che trasuda da ogni suo gesto: “lei è simpaticissimo”, gli dico. Risponde con un sorriso, scambiamo alcune impressioni.

L'uomo è bonario, rispecchia Papa Francesco, ma il frate, il religioso, il monsignore, sono determinati, di grande spessore, dialoganti ma ben consapevoli di dove va la vita. Di come guidare spiritualmente il popolo dei fedeli (e non) sulla sponda del mare genovese.

Conferma il sindaco di Sant'Angelo Piove di Sacco, provincia di Padova, dove è nato il neo arcivescovo di Genova: “si fatica a dargli del lei”, dice. “Ci siamo conosciuti in un campo scuola dove facevo l'animatore e lui il prete”. “La sua dote? La schiettezza, ma è anche molto dinamico e soprattutto un grande teologo”.

Sarà una guida ferma e sicura per la Chiesa di Genova, come poco prima ha auspicato e garantito il sindaco Marco Bucci: “benvenuto tra noi – ha detto dall'altare di piazza della Vittoria – abbiamo bisogno di una guida spirituale, che tenga la barra della nave dritta”. “I genovesi - ha insistito il primo cittadino del capoluogo ligure - sanno tirarsi su le maniche, ma c'è bisogno di una guida spirituale; questo le chiediamo, dopo la grande opera del cardinale Bagnasco e di una Chiesa che è attenta soprattutto al mondo del lavoro”.

A “presentarlo” al suo nuovo popolo di fedeli nella messa solenne per l'ordinazione episcopale ed ingresso nella Diocesi, è stata una grande ed appassionata omelia del cardinale Bagnasco (che non lascerà Genova).

“Giorno di grande gioia è questo”, ha detto il porporato. Ed ha sottolineato come: “noi ci sentiamo legati a lui, le nostre vite si sono intrecciate, e insieme cammineremo dietro a Cristo, il grande Pastore delle anime, sapendo che la vita di un vescovo inevitabilmente cambia, poiché crescere nella responsabilità significa dover crescere nell’amore, e l’amore ha sempre il duplice volto della gioia e del sacrificio”.

Il neo arcivescovo ha risposto con un'omelia inno a Dio, al Papa, a Bagnasco, alla famiglia, all'amicizia.

A Dio “per il dono della vita e della vocazione alla vita religiosa e sacerdotale”. A Papa Francesco per la fiducia, al “vescovo Angelo” per aver ricevuto “il testimone della guida di questa porzione di popolo di Dio: la tradizione che da questo momento ci lega anche sacramentalmente sia segno di una comunione nel servizio alla Chiesa genovese, che continuerà nel tempo, pur nelle mutate forme”.

Commosso il ringraziamento alla famiglia naturale: “mio padre Antonio e mia madre Santa, che già godono della luce della presenza del Signore; i miei 8 fratelli: quelli che già sono in Cielo, quelli qui presenti e quelli che, non potendo accompagnarci fisicamente a motivo della malattia, sono con noi attraverso la preghiera. In questa famiglia il buon Dio mi ha fatto nascere non solo alla vita della carne, ma a quella dello Spirito, l'educazione cristiana ricevuta in famiglia e in parrocchia, semplice ma solida nella sua essenzialità, è stata e resta per me un punto di riferimento costante”. Ed a quella di “elezione: l’Ordine dei Frati Minori Conventuali. Dei miei 63 anni, ben 53 sono trascorsi in fraternità. Prego Dio che si realizzi l’augurio che ho ricevuto in questi giorni, di non essere semplicemente un francescano vescovo ma un vescovo francescano!”.

Quindi è sceso tra la gente, benedicendo e con parole adeguate per tutti. Un bagno di folla.

Benvenuto a Genova, padre Marco, lei è già dei nostri e Genova3000 con lei, con affetto ed auguri di aiutare questa città ad avere il ruolo che merita in Italia, Europa e mondo. 

Dino Frambati

L'arcivescovo con il prefetto Carmen Perrotta, il sindaco Bucci e il governatore Toti

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