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Italia al Centro presenta il programma ma non l’alleanza, Toti: “Decideremo la prossima settimana”

“Partiamo dai temi cari al Paese e agli italiani, non dai leader. Oggi presentiamo il programma di Italia al Centro. La settimana prossima riuniremo gli organismi del partito per fare delle scelte perché questa legge elettorale impone apparentamenti e alleanze. Partiremo a confrontarci dal nostro programma e dai problemi reali dell’Italia”. Così il presidente Giovanni Toti durante la conferenza stampa di Italia al Centro che si è svolta questa mattina a Montecitorio, alla presenza di Gaetano Quagliariello, Marco Marin, Sandro Biasotti, Manuela Gagliardi e di altri parlamentari arancioni.

E’ toccato proprio al coordinatore nazionale del movimento, il senatore Quagliariello, anticipare alcuni dei 12 punti del programma. Tra questi: l’esigibilità dei crediti dello Stato, in riferimento ai superbonus; la sostituzione del reddito di cittadinanza, che “è stato un fallimento”, con quello di resilienza: uno strumento che deve tenere conto “non soltanto della condizione del singolo ma anche della volontà di operare in situazioni difficili, dal punto di vista del mercato e territoriale”; rivedere il welfare, perché continua ad aumentare la vita media, mentre diminuiscono le nascite.

Resta adesso da sciogliere il nodo dell’alleanza con la quale Italia al Centro affronterà le elezioni di settembre: centrodestra o centrosinistra?

Negli ultimi giorni il presidente Toti ha mandato messaggi di apertura (evidenti anche nel programma elettorale) verso gli alleati con i quali governa la Regione. E Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, con gli affettuosi comunicati di Edoardo Rixi, Matteo Rosso e Carlo Bagnasco, hanno più volte invitato “l’amico Giovanni” a restare nel perimetro della coalizione.

Tutto quindi fa pensare che la bagarre, iniziata nel centrodestra all’indomani delle regionali del 2020 per la spartizione degli assessorati e inaspritasi in vista delle politiche, finirà a tarallucci e vino. Anche perché nessuno dei due contendenti ha al momento un’offerta alternativa migliore.

Toti potrebbe ricevere dal centrodestra fino a 6 collegi sicuri (di cui 2 in Liguria), un bottino difficilmente ottenibile dall’affollato gruppone guidato da Enrico Letta.

Per il centrodestra la rinuncia a 6 seggi potrebbe risultare poco dolorosa, visto che Berlusconi, Meloni e Salvini sono nei sondaggi in netto vantaggio in molti dei 221 collegi uninominali (147 alla Camera e 74 al Senato) nazionali.

Inoltre, con Toti il centrodestra avrebbe grandi probabilità di vincere tutti i sei collegi uninominali (4 Camera e 2 Senato) liguri.

E non è poca cosa!

 

IL PROGRAMMA DI ITALIA AL CENTRO

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