Da Bucci a Salis, il ‘modello Genova’ passa di mano
Matteo Renzi con Silvia Salis (foto Facebook di Matteo Renzi) e Marco Bucci
Il presidente di Italia Viva, Matteo Renzi, è stato protagonista ieri all’Acquario di Genova, dove si è tenuta l’assemblea nazionale del partito, dal titolo ‘Si può fare’. Un incontro molto atteso, segnato da una forte volontà di rilancio del centro politico e dal chiaro intento di trasformare la vittoria di Silvia Salis in un punto di partenza per un progetto nazionale, il ‘modello Genova’, in previsione delle regionali d’autunno e delle politiche del 2027.
“Abbiamo dimostrato che quando si costruisce una coalizione ampia, concreta, riformista e lontana dagli estremismi, si può vincere contro la destra - ha detto il senatore -. Italia Viva c’è e tende la mano a chi condivide la nostra visione, dalle liste civiche a chi oggi è deluso dalla sinistra tradizionale o dalla destra populista. Non vogliamo fondare l’ennesimo partito, ma federare persone serie, amministratori capaci, cittadini che vogliono una politica concreta e civile. Genova ci dimostra che si può fare”. Nel corso del suo intervento, l’ex premier ha attaccato le politiche economiche dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, definendole “sbagliate e pericolose per i giovani e per le imprese”. Ha poi ribadito l’urgenza di “riforme vere, non propaganda”.
Renzi si è detto fiducioso sulle imminenti elezioni in Campania, Marche, Puglia, Toscana, Valle D’Aosta e Veneto, tanto che si è spinto in un personalissimo pronostico: “Potrebbero finire 4 a 2 o 5 a 1 per noi”. L’ex premier non esclude una vittoria del campo largo anche in Veneto, oggi governato dal leghista Luca Zaia che dopo l’ennesimo stop del governo al terzo mandato non potrà ricandidarsi. Se le cose dovessero andare veramente così, al centrodestra resterebbero soltanto le Marche.
Accanto a Renzi, erano presenti gli esponenti di spicco del partito, come Maria Elena Boschi, Raffaella Paita e Arianna Viscogliosi. In sala tanta giunta comunale, a partire dal vice sindaco Alessandro Terrile, e molti attivisti e simpatizzanti arrivati da tutta l’Italia, soprattutto dall’Emilia Romagna. Non è mancata qualche new entry e chi ha voluto sottolineare il proprio posizionamento politico: è il caso del renziano Davide Falteri che a Palazzo Tursi è stato consigliere delegato della maggioranza guidata da Bucci. Tra gli ospiti, abbiamo notato il notaio Federico (Riki) Solimena, ex presidente di Stazioni Marittime e figura di spicco della passata amministrazione. Ma soprattutto c’era lei, la neo sindaca di Genova, prima donna della giornata, accompagnata dal marito, il regista Fausto Brizzi.
“Abbiamo convinto i genovesi parlando con loro, senza scorciatoie e senza gridare - ha detto la sindaca Silvia Salis -. Abbiamo costruito una squadra che rappresenta il territorio, non le correnti. La politica deve tornare ad essere questo: un lavoro collettivo, paziente, fatto tra la gente”. La sindaca ha rivendicato con forza il valore del “modello Genova”, descritto come una “sintesi tra civismo, pragmatismo amministrativo e riformismo moderato”. E ha aggiunto: “Non siamo un’eccezione. Siamo una possibilità concreta per tante città italiane”.
Le quattro ore, dalle 11:00 alle 15:00, ininterrotte, nessuno si è concesso neppure una pausa caffè, dell’assemblea di Italia Viva hanno sancito un verdetto: il cosiddetto ‘modello Genova’ è passato di mano, da Bucci a Salis. Ormai, ne è passata di acqua sotto il ponte. Di San Giorgio.

Matteo Renzi


Silivia Salis e Raffaella Paita (foto Facebook Raffaella Paita)

Matteo Renzi e Arianna Viscogliosi
