Alla Camera dei Deputati arrivano modelli AI per dossier, emendamenti e informare i cittadini
Ilaria Cavo, deputata di Noi Moderati
“La presentazione di oggi, dei tre modelli sperimentali di utilizzo dell'intelligenza artificiale applicata agli atti della Camera dei Deputati, è un segnale importante e un momento di grande rilevanza che ci pone all'avanguardia a livello internazionale. Siamo il primo Parlamento europeo ad avviare una simile sperimentazione, a voler cogliere le opportunità dell'IA nella facilitazione del processo democratico”. Cosi Ilaria Cavo, vicepresidente della Commissione Attività produttive nonché componente del Comitato di vigilanza sulle attività di documentazione, intervenendo nella Sala della Regina della Camera in occasione della lectio magistralis di Luciano Floridi e della presentazione dei modelli sperimentali.
“Uno strumento - ha aggiunto Cavo - servirà agli uffici per migliorare la redazione dei dossier parlamentari; un secondo modello è pensato per facilitare la scrittura degli emendamenti e un altro, di nome ‘Depuchat’, è rivolto ai cittadini. Oggi ho avuto l'onore e la responsabilità di illustrare proprio quest’ultimo progetto, il più complesso e delicato, ora ancora in fase sperimentale, destinato alla fruizione del pubblico in un'ottica di trasparenza, partecipazione, certezza dei dati. Depuchat farà conoscere in maniera rapida, approfondita e certificata l'attività dei deputati. Questo è il focus: l'attività parlamentare. La banca dati è quella delle schede dei singoli deputati (che raccolgono dati anagrafici, cariche e tutte le attività di proposte di legge, interrogazioni, interventi fatti in aula e nelle commissioni). Con questo strumento si potranno effettuare ricerche per area tematica oppure conoscere informazioni legate all'attività di un singolo parlamentare anche rispetto a un territorio; ma non si potranno porre domande sulla sfera personale, perché il sistema è sì approfondito, ma volutamente limitato all’attività parlamentare. Si utilizza l'IA ma con regole chiare e nella sfera di dati certificati e certi scelti a monte”.
“Occorre essere consapevoli delle opportunità ma anche dei rischi dell'intelligenza artificiale per dare la corretta impostazione nel momento in cui la si applica a un tema così delicato come la documentazione di un'istituzione. Serviranno nuovi stress test e garanzia di sicurezza per finire la parte sperimentale e rendere l'applicazione fruibile per i cittadini. Il lavoro già fatto, come mostrato oggi, è all'avanguardia. Ora si può solo andare avanti”, ha concluso la deputata di Noi Moderati.
