Secondo forno crematorio a Staglieno, Ferrante: “Limitiamo i disagi, ma non possiamo fermarlo”
“Non voglio ingannare nessuno: il forno crematorio è quasi ultimato e non c’è più possibilità di bloccarlo”. Con queste parole nette e dirette, l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Genova, Massimo Ferrante, ha affrontato il tema durante un’assemblea pubblica molto partecipata, organizzata dai comitati di quartiere contrari al progetto. L’incontro si è tenuto per fare chiarezza sul cantiere attivo in via Sant’Antonino e via Veilino, dove, dal 1° al 20 agosto, la viabilità sarà regolata a senso unico alternato, con chiusure notturne previste in alcune giornate.
Il cantiere serve a predisporre le utenze, acqua e gas, fondamentali per l’attivazione dell’impianto. Ferrante ha rivendicato la scelta di limitare i disagi alla cittadinanza, spiegando: “Non è stato facile convincere l’impresa a non chiudere totalmente la strada. Abbiamo preteso il senso unico alternato per ridurre l’impatto sui residenti”.
Ma il punto caldo resta la realizzazione del secondo forno crematorio, duramente contestato da comitati e parte della cittadinanza. “Lo abbiamo ereditato, come lo Skymetro - ha detto Ferrante -. Ma a differenza di quello, qui non c'è più margine per fermarsi. Capisco chi protesta, ma devo dire le cose come stanno. Questo forno si farà”.
Una presa di posizione che ha generato forti reazioni da parte dei comitati, che accusano l’amministrazione di aver autorizzato in ritardo varianti al progetto senza valutare appieno le conseguenze, e della Socrem, che da 120 anni gestisce il forno esistente. Ma Ferrante resta fermo: “Metto la faccia su ogni parola. Il nostro compito ora è mitigare i danni, non creare illusioni”.
L’amministrazione, dunque, si trova in una posizione scomoda: dover gestire un’eredità tecnica e politica non condivisa, ma ormai irrevocabile.
