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Ex Ilva, M5S Liguria: “Il governo chiede certezze senza dare risposte”

I parlamentari del M5S Roberto Traversi e Luca Pirondini

“Come anticipato ieri, ci siamo resi disponibili ad ascoltare, ma non ad accettare supinamente l’ennesima proposta miope di un Governo che ancora una volta ha dimostrato di non avere una visione credibile per un territorio che ha già dato, accettando servitù impattanti. A Genova ora servono proposte concrete per l’occupazione e coperture economiche capaci di tutelare salute pubblica e ambiente, garantendo una qualità della vita all’altezza delle aspettative dei cittadini”. Così i parlamentari del M5S Roberto Traversi e Luca Pirondini con il capogruppo regionale Stefano Giordano, dopo l’incontro in Prefettura con il ministro Urso.

“Quello di oggi è stato un confronto paradossale – aggiunge Giordano –. Il Governo chiede certezze ma lo fa senza offrire risposte concrete su un percorso di reindustrializzazione che necessita da sempre di dati chiari e verificabili. La volontà dell’esecutivo sembra invece quella di avviare una trattativa con un assegno in bianco a un ipotetico acquirente del polo industriale. Ancora una volta, ambiente, salute e occupazione vengono sacrificati, senza un reale piano industriale”.

Il M5S sottolinea come il Governo spinga incredibilmente sulla strada dei rigassificatori, ignorando le alternative sostenibili: “Noi stiamo valutando uno studio per una grande comunità energetica – spiegano Traversi e Pirondini –, mentre Urso insiste con un piano energetico ormai vecchio e obsoleto, basato sui rigassificatori. È inaccettabile: dopo aver detto no a quello di Vado Ligure nel savonese, oggi se ne vorrebbe imporre uno qui, a Genova. Inoltre, i pochi investimenti restano fermi nelle casse della precedente gestione Arcelor Mittal, mai utilizzati, mentre quelli veri vengono rimandati a un futuro indefinito, subordinati alle intenzioni di chi presenterà un’offerta”. 

Per il M5S, si tratta di un atteggiamento “che denota la sudditanza del Governo, che così mostra tutta la sua debolezza, probabilmente legata ad accordi di importazione del gas. Un elemento grave, che si inserisce in un contesto già estremamente complicato per le infrastrutture della nostra regione”. 

“Al prossimo incontro – concludono i pentastellati – ci aspettiamo dati certi, risposte chiare su ambiente, salute pubblica e occupazione. Serve un percorso industriale credibile che riporti Genova e l’Italia a essere competitive nella siderurgia. Per quanto riguarda il rigassificatore, ricordiamo che il Consiglio regionale si è già espresso: il Governo non può continuare a ignorare la volontà dei territori”.

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