Festival della Scienza: oltre 200mila presenze, 25mila studenti e visitatori da 13 regioni
Si è chiusa ieri la ventitreesima edizione del Festival della Scienza, che in undici giorni ha richiamato oltre 200mila presenze, confermandosi uno degli appuntamenti più rilevanti per la divulgazione scientifica a livello internazionale. Particolarmente significativo il coinvolgimento del mondo scolastico, con più di 25mila studenti provenienti da 13 regioni italiane e persino una classe dal Portogallo. Numeri che testimoniano un entusiasmo in continua crescita e un radicamento sempre più forte sul territorio.
L’edizione 2025 ha portato in 35 luoghi cittadini un programma ricchissimo composto da 257 eventi: 112 conferenze, 98 laboratori, 19 mostre, 6 spettacoli e 22 eventi speciali. Oltre 300 scienziati e personalità internazionali hanno animato il calendario, insieme a più di 200 enti, associazioni e aziende. A sostenere l’organizzazione, circa 800 giovani animatori e studenti del progetto Orientamenti Scienza.

«Il Festival della Scienza si conferma un punto di riferimento globale per la cultura scientifica» dichiara il presidente Domenico Coviello, sottolineando l’importanza di un sostegno istituzionale sempre più solido. Sulla stessa linea la direttrice Fulvia Mangili, che ricorda l’impatto economico della manifestazione: un budget di circa 1,5 milioni di euro, reinvestiti per oltre il 90% in forniture e servizi locali, con una ricaduta diretta significativa.
Al termine della manifestazione, il consiglio scientifico ha scelto la parola chiave della prossima edizione: Prospettive. «Un invito a cambiare punto di vista e immaginare il futuro», spiega Carlo Ferdeghini, presidente del consiglio scientifico. Il Festival 2026 si svolgerà da giovedì 22 ottobre a domenica 1° novembre.
Tra mostre, laboratori e conferenze, l’edizione appena conclusa ha offerto un viaggio nel sapere che ha coinvolto ogni fascia d’età. Dalle lezioni di grandi nomi come Guido Tonelli, Michel Mayor e Katalin Karikó ai laboratori affollati dai più piccoli, fino ai progetti speciali Raise, Mnesys e Incontriamo la ricerca, il Festival ha trasformato Genova in un laboratorio diffuso.


