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Tagli ai finanziamenti IIT, Salis: “Ricerca e innovazione non sono spesa, ma sviluppo”

Silvia Salis, sindaca di Genova

 

Cresce la tensione intorno ai tagli previsti dal governo ai finanziamenti dell’Istituto Italiano di Tecnologia. A lanciare l’allarme è la sindaca di Genova, Silvia Salis, che in queste ore ha espresso «forte preoccupazione» per la prospettiva di ridurre di 15 milioni il contributo statale all’IIT, una misura che - secondo quanto riferito dal direttore scientifico Giorgio Metta durante l’audizione in Commissione Bilancio al Senato - potrebbe tradursi in un ridimensionamento del personale e nella perdita di circa 300 ricercatori altamente qualificati.

«Tagliare i fondi alla ricerca significa tagliare il futuro del Paese - ha dichiarato la sindaca -. Chiedo al governo e al Parlamento di rivedere una decisione che rischia di indebolire uno dei centri di eccellenza più importanti a livello nazionale e internazionale». Salis ha annunciato che mercoledì visiterà la sede di Morego, accompagnata dallo stesso Metta e dall’assessora Rita Bruzzone, per ribadire la «totale vicinanza» dell’amministrazione comunale all’Istituto, definito «un fiore all’occhiello non solo della città, ma dell’intero Paese».

La prima cittadina ha evidenziato come l’IIT rappresenti «un esempio concreto di ricerca che si traduce in impresa, lavoro qualificato e crescita economica». Un patrimonio, ha insistito, che non può essere indebolito proprio nel momento storico in cui intelligenza artificiale, calcolo scientifico e innovazione tecnologica «costituiscono la linea di confine tra le economie che crescono e quelle che rallentano».

Per la sindaca, ogni euro investito nella ricerca è «un euro destinato alla crescita e al futuro dell’Italia». Da qui l’appello a considerare la conoscenza e la creatività come risorse strategiche, capaci di attirare e trattenere talenti, generare nuove opportunità per i giovani e rafforzare la competitività nazionale. «Patrimoni come l’IIT vanno valorizzati e non penalizzati - conclude Salis -. È su queste scelte che si gioca il futuro dei nostri ragazzi e del Paese. La ricerca non è un costo: è una leva imprescindibile per costruire sviluppo duraturo e riportare in Italia tante nostre eccellenze».

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