Sociale, il Comune di Genova presenta il nuovo Centro per le famiglie
L'assessore Cristina Lodi durante un incontro con le famiglie
Il Comune di Genova presenta il nuovo Centro per le famiglie, evoluzione dell’Agenzia della famiglia e tassello strategico nelle politiche di welfare orientate alla comunità. Il progetto recepisce le indicazioni della recente Legge 203/2024 e del Piano nazionale per la famiglia 2025-2027, che individuano nei Centri per la famiglia gli hub territoriali per la promozione del benessere, integrativi e complementari rispetto ai consultori. Anche Regione Liguria ha sposato questo modello, avviando una rete omogenea su scala regionale.
Il centro risponderà a un ventaglio ampio di bisogni: educazione digitale e uso consapevole dei social, prevenzione di bullismo e body shaming, sostegno alla salute mentale, percorsi per i neogenitori nei primi 1000 giorni, gruppi di Auto Mutuo Aiuto, sensibilizzazione sull’affido familiare, promozione di sport, cultura e invecchiamento attivo. La struttura sarà articolata in dieci sedi - una centrale a Tursi e una per ogni Municipio - in sinergia con servizi socio-educativi, educativa di strada e spazi genitori/figli, per garantire ascolto e interventi personalizzati.
«Il welfare è costruzione di reti di comunità e opportunità di inclusione - dichiara l’assessora ai Servizi sociali Cristina Lodi -. Con il nuovo Centro per le famiglie rafforziamo la prossimità, valorizziamo il terzo settore e offriamo alle famiglie un luogo accogliente, capace di orientare e generare nuove risorse». Entro fine anno il passaggio al nuovo sistema consentirà un’integrazione più stretta tra servizi sociali, sanitari ed educativi.
Si è inoltre concluso al Circolo La Magnolia di Voltri il ciclo di incontri “L’amministratore di sostegno - Una risorsa, non solo per la persona anziana”, promosso dal Comune tramite il Centro per le Famiglie, dal Garante dei Diritti degli Anziani e da 50&Più. Gli incontri hanno approfondito l’istituto dell’amministrazione di sostegno, figura fondamentale in una città dove gli anziani rappresentano il 28,5% della popolazione. «Può tutelare chi vive fragilità o solitudine - ricorda Lodi - e può essere designato anticipatamente, offrendo sicurezza per il futuro».
