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Palazzo Tursi, Mascia (FI): “Bene se Salis rompe il tabù delle sinistre su sicurezza e legalità”

Mario Mascia

 

Sicurezza e legalità non possono essere considerate temi secondari quando si parla di accoglienza delle persone senza fissa dimora. È questo il senso dell’interrogazione a risposta immediata presentata dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Mario Mascia, alla Giunta della sindaca Silvia Salis, per chiedere chiarimenti su tempi di attesa, modalità di gestione e prospettive delle strutture di accoglienza notturna e diurna presenti a Genova. 

L’iniziativa nasce dalla denuncia pubblica di Bruno Melis, ex ospite di Casa Raphael, riportata dal principale quotidiano cittadino. Una testimonianza che Mascia definisce un grave segnale di allarme e che, a suo giudizio, non può essere ignorata. Melis, alla soglia dei sessant’anni, deve affrontare non solo una condizione di povertà estrema, ma anche una grave ipovisione e i postumi di un ictus, elementi che rendono ancora più fragile la sua situazione. 

Secondo quanto denunciato, per ottenere un posto letto nei dormitori sarebbe necessario fare lunghe ore di fila e, una volta all’interno, la vita quotidiana sarebbe segnata da insicurezza e degrado: furti di oggetti personali e farmaci, persone che urinano ai piedi dei letti, infestazioni di cimici, consumo di droghe e alcol, schiamazzi notturni e assenza di controllo. Una situazione che, pur garantendo un tetto, non assicurerebbe né riposo né tutela della dignità personale. 

«Più che risorse e posti letto – sottolinea Mascia – qui si reclamano gli standard minimi dell’accoglienza dei più fragili», che comprendono sicurezza, privacy e rispetto della persona. Il capogruppo azzurro ribadisce inoltre che tali garanzie devono essere assicurate dalle istituzioni e non scaricate sui volontari del mondo civile ed ecclesiale, già fortemente impegnati sul campo. 

Mascia accoglie positivamente le recenti dichiarazioni della sindaca Salis sul legame tra giustizia sociale e sicurezza, parlando di una rottura di un tradizionale tabù della sinistra. «Non c’è giustizia sociale senza sicurezza», afferma, ricordando come a sentirsi più insicuri siano spesso proprio i senza fissa dimora accolti in strutture inadeguate. 

Dopo l’interrogazione, Mascia annuncia la richiesta di un sopralluogo urgente della commissione consiliare competente nei dormitori cittadini. «Se quanto denunciato fosse confermato - conclude - non possiamo permetterci di fallire proprio negli spazi destinati ad accogliere i più fragili. Non c’è accoglienza senza rispetto della dignità personale, non c’è giustizia sociale senza sicurezza».

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