Galletta del marinaio: un salvavita in mare, fragranza in tavola
Valeria, Gianluca e Remo
Arrivate davanti alla chiesa di San Rocco di Camogli, a sinistra c’è il panorama mozzafiato del golfo, a destra, 30 metri di crosa per scendere all'antico panificio Maccarini. Dal 1885, cuoce la galletta più buona del mondo. Farina acqua, malto, lievito di birra, sale. Bucata a mano perché nella lunga cottura non si gonfi. Dura mesi, in una scatola di latta.
Io la mangio così, secca e profumata. Ma la potete rigenerare con acqua, aceto o persino acqua di mare. La trovate nel cappon magro, nel bagnun, nella capponada. Inostituibile.
Titolare del panificio è la signora Valeria (sorriso aperto!). Col marito Gianluca e il cugino Remo, il fornaio. Prima c’era suo padre Italo e prima ancora il nonno Mario, quello che nel 1951 ha dato slancio al forno.
In un quadro, è conservata una galletta del 1996, portata da un cliente. Ancora buona!
La galletta nasce all’inizio del 1500 per sfamare i marinai. Ma Cristoforo Colombo la cita già in una lettera alla regina Isabella di Castiglia (mangiamo bizooko) cioè biscotto, galletta.
Ma se entrate nel panificio (sabato e domenica sempre aperto) non uscite più. Potete cominciare con l'assaggio della loro focaccia. Rotonda come in antico, e più alta. Il profumo ve lo lascio immaginare.
Paolo Zerbini

Italo Maccarini

Valeria Maccarini

Gianluca e Remo

La galletta del 1996

La focaccia

Il panificio di San Rocco

Il Golfo Paradiso
