Dissesto idrogeologico, Sanna (PD): “I comuni non possono essere lasciati soli”
Armando Sanna, capogruppo PD in Consiglio regionale
“I comuni, a partire da Genova ma soprattutto quelli più piccoli, non hanno le risorse per sostenere i costi della progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico. È un dato oggettivo. Per questo è fondamentale che la Regione intervenga in modo strutturale per supportare le amministrazioni locali”, così il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Armando Sanna, intervenuto in Aula con un’interrogazione rivolta alla giunta sul tema delle risorse destinate alla progettazione e alla prevenzione del rischio idrogeologico.
“Dal 2015 - ricorda Sanna - la Regione non si occupa più direttamente della progettazione per conto dei comuni. Ma oggi progettare un’opera significa sostenere costi che arrivano fino al 15% dell’importo complessivo. Se un intervento vale un milione di euro, servono almeno 150mila euro solo per la progettazione. È evidente che molti comuni queste risorse non le hanno”.
“Prendiamo atto degli stanziamenti elencati dall’assessore Giampedrone - prosegue Sanna - ma è evidente che non sono sufficienti rispetto alla mole di criticità presenti sul territorio ligure. Serve una revisione complessiva del piano degli interventi e una programmazione pluriennale chiara e trasparente”.
“Se davvero poi si ritiene penalizzante il criterio basato sull’indice di popolazione, come sottolineato sempre dallo tesso Giampedrone, allora la Regione intervenga con forza presso il governo affinché si adotti il parametro della popolazione a rischio. È una battaglia che va fatta con determinazione, perché la Liguria paga un’esposizione al dissesto ben superiore rispetto ad altre regioni”.
“Non si può continuare a lavorare solo in emergenza - conclude Sanna -. Il dissesto idrogeologico è una questione strutturale per la Liguria. Servono fondi congrui, supporto tecnico ai comuni che spesso non hanno personale sufficiente e una strategia chiara di prevenzione e mitigazione del rischio. Solo così possiamo davvero tutelare i territori e le comunità”.
