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Dati UIL, Natale e Piccardo: “Telemedicina ferma e fascicolo sanitario elettronico usato solo dal 7% dei liguri”

Davide Natale - Katia Piccardo

 

 “Se la sanità digitale fosse una materia scolastica, il presidente Bucci e la sua giunta prenderebbero un bel 4. Bocciati su tutta la linea. I dati diffusi da UIL Liguria e UIL FPL fotografano un fallimento annunciato: telemedicina ferma e fascicolo sanitario elettronico utilizzato appena dal 7 per cento dei cittadini liguri, contro una media nazionale del 27 per cento e percentuali che in altre regioni superano il 60 per cento”. Così si legge in una nota del segretario del PD Liguria Davide Natale e della responsabile sanità del PD Liguria Katia Piccardo, commentando i dati sul fascicolo elettronico e sanità digitale diffusi da Uil.

“Numeri che certificano come la Liguria è la Cenerentola dell’innovazione sanitaria - prosegue la nota -. La telemedicina è uno strumento fondamentale per migliorare la qualità delle cure e l’organizzazione del sistema sanitario. È la risposta per i territori più decentrati, per ridurre gli spostamenti dei pazienti fragili e degli ospiti delle RSA, per garantire visite e monitoraggi specialistici in tempi rapidi e per evitare di congestionare pronto soccorso, ospedali e in futuro le Case di comunità. Eppure in Liguria in pratica tutto fermo”.

“Da tempo - aggiungono i dem - chiediamo alla giunta regionale di lavorare seriamente sull’attuazione dei progetti di telemedicina e sulla diffusione del fascicolo sanitario elettronico, strumenti che dovrebbero essere centrali anche nello sviluppo della sanità territoriale e nel funzionamento delle future Case di comunità. Invece la priorità di Bucci sembra essere un’altra: moltiplicare poltrone per tenere insieme una maggioranza sempre più traballante, mentre i bisogni reali dei liguri restano in secondo piano. Avevamo anche proposto, all’inizio della legislatura, l’istituzione di una commissione dedicata al monitoraggio dell’attuazione del PNRR. Bucci ha detto no. Oggi è evidente il motivo: la giunta temeva che emergesse con chiarezza l’inadeguatezza dell’azione regionale nell’utilizzo delle risorse e nella realizzazione dei progetti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il 7 percento di utilizzo del fascicolo sanitario elettronico è la prova di un sistema che non funziona”.

“In una Regione con una situazione così complicata su viabilità e trasporti investire sulla telemedicina dovrebbe essere prioritario e non certo marginale come, purtroppo, dimostrano questi dati. Il corretto e agevole funzionamento di questi strumenti facilita il lavoro degli operatori sanitari e riduce le dispersioni per lavoratori e lavoratrici già in sofferenza. Da questa Giunta basta annunci: sulla sanità servono risultati concreti”, concludono Davide Natale e Katia Piccardo.

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