Pesca e acquacoltura: da Regione Liguria 11 milioni per sostenere il settore e favorire l’ingresso dei giovani
Alessandro Piana, assessore alla Pesca di Regione Liguria
Il Consiglio della Liguria ha approvato all’unanimità il Programma regionale della pesca e dell’acquacoltura 2026-2028, lo strumento di pianificazione che guiderà nei prossimi anni le politiche della Regione a sostegno del comparto ittico.
Il documento individua tre linee di intervento prioritarie: lo sviluppo della pesca, il rafforzamento dell’acquacoltura e l’aumento della competitività delle imprese della filiera ittica. Un’attenzione particolare è dedicata al ricambio generazionale, con misure pensate per favorire l’ingresso dei giovani nel settore.
Il programma mette a disposizione complessivamente 11 milioni di euro e prevede contributi fino al 100% per la piccola pesca costiera, destinati all’ammodernamento dei pescherecci e agli investimenti lungo tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione.
“Con questo programma - spiega l’assessore regionale alla Pesca Alessandro Piana - mettiamo in campo risorse importanti per sostenere un settore strategico per la nostra economia, per l’occupazione e per la tradizione delle comunità costiere liguri. Abbiamo previsto un premio di 30 mila euro per i giovani pescatori, accompagnato da misure concrete per favorire il loro ingresso nel settore, tra cui il sostegno all’acquisto dei pescherecci”.
Tra gli obiettivi del piano anche la semplificazione amministrativa. La Regione punta infatti a ridurre i tempi per il rilascio delle concessioni demaniali per pesca e acquacoltura fino a un massimo di 60 giorni, offrendo così maggiore certezza alle imprese e rendendo più efficiente il rapporto con la pubblica amministrazione.
“Pesca e acquacoltura - conclude Piana - significano economia, lavoro e presidio del territorio: con questo programma rafforziamo la competitività e creiamo nuove opportunità per il futuro del comparto ittico ligure”.
Nel corso della stessa seduta il Consiglio regionale ha approvato anche un ordine del giorno per l’istituzione di un fondo rotativo regionale destinato ad anticipare alle imprese le risorse legate al fermo pesca, garantendo liquidità agli operatori nei periodi di sospensione dell’attività.
