Genova, a Palazzo Ducale il convegno sulla sicurezza integrata nelle città
La stretta di mano tra la sindaca Silvia Salis e l'ex capo della Polizia Franco Gabrielli
Genova ha ospitato oggi, nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, un convegno sulla sicurezza nelle città, con focus su governance, territorio e nuove sfide per le comunità urbane. Promosso dal Comune e dalla Polizia locale, l’incontro ha offerto un momento di confronto tra amministratori, comandanti delle Polizie locali e istituzioni nazionali per affrontare uno dei temi più urgenti delle grandi aree urbane: come garantire sicurezza, vivibilità e presidio del territorio in un contesto segnato da carenza di personale, risorse limitate e nuove fragilità sociali.
Al tavolo dei lavori erano presenti i sindaci Silvia Salis (Genova), Matteo Lepore (Bologna), Sara Funaro (Firenze), Vito Leccese (Bari) e l’ex comandante della Polizia Franco Gabrielli. Insieme a loro anche i comandanti delle Polizie locali delle quattro città.
Nel corso della mattinata è emersa con forza la necessità di una sicurezza sempre più “integrata”, basata cioè sulla collaborazione tra Comuni, prefetture, forze dell’ordine, servizi sociali e sistema sanitario. Un modello che, secondo i partecipanti, deve andare oltre la semplice risposta repressiva e puntare anche su prevenzione, riqualificazione urbana, contrasto alle dipendenze, sostegno ai minori e presidio costante dei quartieri.
Silvia Salis ha sottolineato come i Comuni siano lasciati troppo spesso soli di fronte a problemi complessi. “Servono risorse, servono soluzioni e non slogan”, ha dichiarato, ribadendo la necessità di un maggiore coinvolgimento del Governo. La sindaca ha ricordato anche il lavoro avviato a Genova sul fronte delle dipendenze e dei minori non accompagnati, tema particolarmente delicato per il capoluogo ligure, dove nel 2025 sono arrivati 667 ragazzi soli.
Molto critico anche Matteo Lepore, che ha evidenziato come l’inasprimento delle pene e i continui decreti sicurezza non siano sufficienti senza investimenti concreti sugli organici delle forze dell’ordine. Secondo il sindaco di Bologna, le città chiedono più strumenti per intervenire sulla salute mentale, sulle dipendenze e sull’emergenza abitativa, tutti fattori che incidono direttamente sulla percezione di sicurezza.
Sara Funaro ha richiamato il problema della mancanza di agenti, spiegando che a Firenze i nuovi ingressi annunciati dal Governo non compensano i pensionamenti. “I cittadini hanno bisogno di vedere divise per strada”, ha detto, chiedendo una revisione delle norme sulla Polizia locale e una maggiore presenza di pattuglie serali e notturne.
Sulla stessa linea anche Vito Leccese, che ha definito ormai superata la legge 65 del 1986 sulla Polizia locale. Il sindaco di Bari ha sollecitato una riforma nazionale che garantisca più tutele agli agenti, interoperabilità tra banche dati, formazione congiunta e strumenti adeguati alle nuove esigenze delle città.
A chiudere i lavori è stato Franco Gabrielli, che ha ricordato come la sicurezza sia “una condizione della libertà” e non una sua limitazione. L’ex capo della Polizia ha ribadito che la responsabilità primaria della sicurezza pubblica resta dello Stato, ma ha anche riconosciuto il ruolo sempre più importante delle Polizie locali, chiamate ogni giorno a operare sul territorio come primo presidio di prossimità.
Dal convegno di Genova è emersa una richiesta chiara: rafforzare la collaborazione tra istituzioni e investire di più su uomini, mezzi e prevenzione. Perché la sicurezza urbana, oggi, non può più essere affrontata da un solo soggetto ma richiede una rete stabile e coordinata.


Franco Gabrielli, Sara Funaro, Silvia Salis, Matteo Lepore e Vito Leccese


