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Tutela dei diritti, a Palazzo Tursi il convegno contro l’omolesbobitransfobia

L'intervento della sindaca Silvia Salis

Alla vigilia della Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia (IDAHOBIT), il Comune di Genova e il suo Ufficio LGBTQIA+ rinnovano l'impegno per l'inclusione e il contrasto alle discriminazioni. Ieri pomeriggio, il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi ha ospitato il convegno “Il benessere della cittadinanza e delle persone minori al centro dell’azione amministrativa pubblica”, un momento di profondo confronto tra istituzioni, esperti e associazioni. Ad aprire i lavori è stata la sindaca Silvia Salis con un intervento netto sul ruolo della politica.

«Un’amministrazione pubblica - ha detto la sindaca - non sceglie quali persone o famiglie vedere e quali ignorare. Le persone esistono prima degli atti amministrativi, così come i bambini esistono prima delle discussioni politiche. Le persone non esistono perché le istituzioni le riconoscono, ma le istituzioni hanno il dovere di riconoscerle proprio perché esistono».

Salis ha poi criticato il passato e il "benaltrismo", definendolo il male della politica: «Occuparsi della vita quotidiana significa far sì che la strada sia pulita, ma anche che una famiglia non si senta abbandonata. Non esiste un dovere più importante dell'altro».

L'assessora alle Pari opportunità, Rita Bruzzone, ha espresso orgoglio per il rientro del Comune nella rete RE.A.DY e per l’apertura dell’Ufficio LGBTQIA+: «I diritti non riguardano una singola comunità, ma l’idea stessa di città: significano urbanistica di genere, welfare, casa». Sulla stessa linea l'assessora al Welfare, Cristina Lodi, che ha rivendicato il superamento della vecchia ‘Agenzia della Famiglia’ a favore del nuovo 'Centro per le Famiglie', uno spazio universale e privo di stereotipi, annunciando anche la revisione dei regolamenti escludenti sull'affido.

Il dibattito ha assunto una dimensione interprovinciale grazie agli interventi di Emily Clancy (vicesindaca di Bologna), Jacopo Rosatelli (assessore di Torino, che ha ricordato Genova come la città di De André e don Gallo) e Filippo Bruzzone, che ha annunciato la storica adesione formale di Città Metropolitana alla rete RE.A.DY., un passo fondamentale per non lasciare isolati i piccoli comuni. Al tavolo hanno partecipato anche esponenti del mondo psicologico e dell'attivismo locale, tra cui rappresentanti di Liguria Pride, Arcigay Genova ed EuroPride Torino 2027. 

L'avvocata Ilaria Gibelli, consulente dell'Ufficio LGBTQIA+, ha lodato l'alto livello dello scambio di buone prassi. Il convegno concretizza la delibera di giunta che impegna il Comune a promuovere la cultura del rispetto contro ogni violenza legata all'orientamento sessuale, inserendosi in un percorso che ha già visto Genova attivarsi per il Transgender Day of Remembrance e per la candidatura di EuroPride 2027.

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