Rottamazione, Mascia (FI): “Il Comune aderisca per dare una boccata di ossigeno ai genovesi”
Mario Mascia, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Tursi
“Bando alle ciance, il Comune di Genova aderisca alla rottamazione quinquies”. È l’appello lanciato dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Mario Mascia, che questa mattina presenterà alla Conferenza dei capigruppo un ordine del giorno straordinario aperto alla sottoscrizione sia della maggioranza sia delle opposizioni.
L’iniziativa impegna la sindaca Silvia Salis e la giunta a portare quanto prima in Consiglio comunale la delibera necessaria per l’adesione del Comune di Genova alla cosiddetta “rottamazione quinquies”, così da rispettare la scadenza del prossimo 30 giugno.
Secondo Mascia, la misura rappresenta “una mano tesa ai genovesi che tirano la carretta”, offrendo una concreta possibilità di alleggerire il peso dei debiti fiscali e delle cartelle esattoriali. L’esponente azzurro ricorda infatti che il 14 maggio scorso il Senato ha confermato con voto di fiducia l’emendamento al decreto fiscale che estende la definizione agevolata anche alle entrate comunali.
Nel dettaglio, potranno rientrare nella sanatoria tributi locali come IMU e TARI, oltre alle multe stradali affidate all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Per le sanzioni relative al Codice della strada, la definizione agevolata riguarderà interessi e aggio di riscossione.
L’adesione, però, non è automatica. Ogni ente locale dovrà approvare una specifica delibera entro il 30 giugno 2026 e pubblicarla sul proprio sito istituzionale. Solo in questo modo i contribuenti potranno presentare domanda online tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026, scegliendo se saldare il debito in un’unica soluzione oppure in un massimo di 54 rate bimestrali a partire dal 31 gennaio 2027.
“Senza il via libera del Consiglio comunale - avverte Mascia - i cittadini genovesi con debiti relativi a IMU, TARI, rette scolastiche o multe non potranno beneficiare della definizione agevolata”. In assenza dell’adesione del Comune, infatti, resterebbero dovuti integralmente sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione.
Mascia sottolinea inoltre come la procedura sia relativamente semplice: non sarebbe necessario adottare un nuovo regolamento, ma basterebbe un atto di indirizzo del Consiglio comunale che formalizzi la volontà di aderire alla misura. Successivamente il Comune dovrà comunicare la decisione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione secondo modalità tecniche che saranno definite entro metà giugno.
