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Genova, mare, navi e inquinamento in un convegno della Capitaneria

 

“Cittadini ed armatori: dialogo aperto su navi e città”, per spiegare l’attività della Capitaneria di Porto su controlli per prevenire l’inquinamento da navi, per ascoltare la voce della gente che vive accanto al porto, per ascoltare quella degli armatori.

Tutto questo è stato l’oggetto dell’incontro organizzato dalla Capitaneria di Porto sotto la Lanterna, dove è stato presentato il Rapporto Annuale 2025, anno durante il quale sono state effettuate 228 ispezioni di navi italiane e straniere, con oltre 2.600 controlli individuali. In 31 casi sono state individuate deficienze in materia di ossidi di azoto e disposti 8 fermi nave.

Sul tenore di zolfo nei combustibili i controlli sono stati 32 e di questi 12 con prelievo e analisi di campione in laboratorio; una sola, in questo caso, l’irregolarità di natura documentale ma subito messa posto.

Buone notizie sul fronte delle emissioni di CO₂ e gas serra, dove tutto era regolare. E per rendere maggiormente efficace la spiegazione dell’argomento, sono stati mostrati video e foto delle modalità di controllo tecnico e documentale da parte del Servizio sicurezza della navigazione.

“Il porto di Genova è parte della città - ha affermato il comandante della Capitaneria di Porto, ammiraglio Antonio Ranieri - non un'entità separata da essa. Per questo il controllo delle emissioni delle navi non è per noi un adempimento burocratico, ma un impegno concreto verso chi vive e lavora in questa città. I numeri di questo rapporto raccontano un lavoro attento, condotto ogni giorno con rigore tecnico e con la consapevolezza che dietro ogni ispezione c'è la qualità dell'aria che respiriamo tutti”.

Mentre i comitati di San Teodoro hanno illustrato il loro sistema di monitoraggio della qualità dell’aria, gli studi condotti, le criticità rilevate, le istanze agli armatori. Criticità peraltro cui hanno detto di essere d’accordo comitati e le associazioni Palmaro, Porto Aperto, Fondazione PRimAvera, Rigenerazione Centro-Ovest, Quartiere Multedo.

La Rete associazioni San Teodoro ha detto di apprezzare “la collaborazione proficua instaurata con la Capitaneria di Porto di Genova, che ha permesso primi passi importanti nel contrasto all’inquinamento da fumi delle navi e ha consentito di avviare un confronto con gli armatori. A loro abbiamo chiesto di stipulare un accordo con impegni concreti immediati per ottimizzare i flussi delle navi e il contenimento delle loro emissioni nella criticità del periodo estivo, e a breve termine per affrontare insieme e in modo strutturale il problema dei fumi, elettrificazione banchine, adeguamento flotte, nuovi carburanti, con un meccanismo che definisca diritti e priorità portuali in funzione delle emissioni, premiando chi investe nella sostenibilità ambientale e sociale”.

Assarmatori e Confitarma hanno assicurato che “da tempo c’è piena adesione agli obblighi in materia ambientale dettati a livello internazionale, unionale e nazionale, anticipando in alcune occasioni le scadenze fissate dalle normative e confermando quindi l’impegno concreto verso la decarbonizzazione del trasporto marittimo”.

Necessaria, a parere di tutti, “la necessità di accelerare sul fronte industriale la disponibilità di combustibili alternativi sostenibili, promuovere un quadro regolatorio globale chiaro e armonizzato e rafforzare lo sviluppo delle infrastrutture, in particolare per il cold ironing, la produzione e diffusione di fuel alternativi sostenibili, con particolare riguardo a bio-LNG ed e-LNG, nonché all’elettrificazione delle banchine”.”

Per l’assessora all'Ambiente del Comune di Genova Silvia Pericu “la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera si distingue per il costante impegno concreto profuso a favore del dialogo tra cittadini e porto. Crediamo che il Comune debba avere un ruolo importante nel promuovere la diffusione dei dati sull'inquinamento ambientale, per mettere i cittadini in condizione di informarsi in maniera corretta su un tema complesso come questo, facendosi propulsore di azioni di informazione e comunicazione”.

Per tutti è indispensabile un costante confronto tra le parti in causa.

Dino Frambati

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