Costruire una città giusta e democratica capace di prendersi cura dei cittadini e del territorio: la mission della giunta Salis
Silvia Salis,
“Un anno fa abbiamo iniziato a governare Genova con un’idea chiara: costruire una “città che si prende cura”. Ma quando si inizia ad amministrare, una visione deve diventare, giorno dopo giorno, realtà: con atti, cantieri e decisioni concrete. Può scontrarsi con limiti, emergenze, risorse che mancano. Per questo servono ascolto, confronto e programmazione”. Così la sindaca Silvia Salis scrive sui social a un anno dall’inizio del suo mandato alla guida della città di Genova.
“In questo primo anno - prosegue la prima cittadina - abbiamo lavorato su quattro fronti. Una città giusta. Che si prende cura della dignità di tutte e tutti. Per noi il lavoro è il primo collante sociale. E una città è giusta se vede chi rischia di restare invisibile: persone senza dimora, famiglie, fragilità, diritti, casa e inclusione. Una città sostenibile. Che si prende cura di sé stessa. Mobilità pubblica, sicurezza stradale, cura del suolo, dei quartieri e dell’ambiente non sono capitoli separati: sono il modo in cui una città protegge la qualità della vita. Anche quando le scelte sono complesse, ascoltare il territorio significa migliorare i progetti. Una città attrattiva. Che si prende cura delle sue bellezze e delle sue energie. Genova deve accogliere eventi, cultura e turismo, ma trasformare questa visibilità in lavoro, sviluppo economico e futuro: opportunità per giovani e anziani, perché nessuna generazione deve sentirsi fuori dalla città. Una città democratica. Che si prende cura della voce delle cittadine e dei cittadini. Rafforzare i Municipi, portare la Giunta nei quartieri e aprire percorsi di confronto sulle decisioni più delicate significa una cosa semplice: il Comune non deve governare solo per le persone, ma sempre più con le persone”.
“C’è ancora tantissimo lavoro da fare e vi chiediamo un po’ di pazienza. I risultati arriveranno col tempo, perché abbiamo ricominciato a programmare, pensando a un modello di sviluppo basato sulla qualità della vita, ancorato ai valori costituzionali dell’antifascismo, della democrazia e dell’inclusione. Lavoriamo per una città dei diritti, del buon lavoro e dello sviluppo sostenibile. Una comunità giusta, attrattiva e coesa. Una Genova di tutte e di tutti”, conclude la sindaca.

