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Welfare, inaugurato a Genova il primo centro per la Giustizia Riparativa della Liguria

 

È stato inaugurato questa mattina in via Mascherona 21 il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa di Genova, il primo attivato in Liguria e punto di riferimento per l’intero distretto della Corte d’Appello di Genova, che comprende anche la provincia di Massa Carrara. Un progetto innovativo che nasce dalla collaborazione tra Comune e Terzo Settore con l’obiettivo di promuovere percorsi di mediazione, responsabilizzazione e ricostruzione dei legami sociali compromessi dai reati.

Alla cerimonia hanno partecipato il vicesindaco Alessandro Terrile, l’assessora al Welfare Cristina Lodi, il vicedirettore di Anci Liguria Luca Petralia, il garante comunale dei detenuti Marco Cafiero, rappresentanti della Consulta carcere-città e Alfredo Di Silvestro, responsabile dell’associazione Il Nodo Parlato, capofila del progetto.

L’apertura del Centro rappresenta l’attuazione concreta degli impegni assunti dal Comune durante la Conferenza Locale per la Giustizia Riparativa del luglio 2025 e trova fondamento nel Protocollo d’intesa approvato con la delibera di Giunta comunale n. 166/2025, in applicazione del decreto legislativo 150/2022, la cosiddetta riforma Cartabia.

Per l’attivazione della struttura l’amministrazione ha scelto il modello dell’amministrazione condivisa, coinvolgendo gli enti del Terzo Settore attraverso un percorso di co-progettazione. Ne è nata una rete guidata da Il Nodo Parlato, insieme a Circolo Vega e Fondazione Auxilium. La sperimentazione durerà dodici mesi: una prima fase sarà dedicata alla definizione delle procedure operative, mentre successivamente il Centro offrirà programmi di mediazione tra vittima e autore del reato, attività di sensibilizzazione e percorsi di collaborazione con il Tribunale e l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna.

«Questo Centro dà attuazione alla giustizia riparativa prevista dalla legge Cartabia – ha dichiarato il vicesindaco Terrile – e punta a ricucire i rapporti spezzati dal reato, favorendo il dialogo, la responsabilità e la riparazione del danno a beneficio dell’intera comunità». 

Per l’assessora Lodi si tratta di «un presidio fondamentale del welfare cittadino, capace di accompagnare sia le vittime sia chi intraprende un percorso di reinserimento, rafforzando la coesione sociale e prevenendo nuove forme di marginalità». 

I locali comunali di via Mascherona diventano così uno spazio dedicato alla ricostruzione delle relazioni e alla promozione di una cultura della responsabilità condivisa. Il Centro garantirà l’accesso ai programmi di giustizia riparativa non solo alle persone direttamente coinvolte nei procedimenti, ma anche a familiari, associazioni, enti e rappresentanti delle comunità locali, con il supporto di mediatori qualificati e servizi di interpretariato per assicurare la massima accessibilità.

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