Aggressioni a Quinto, la Lega attacca la giunta Salis su sicurezza e politiche sociali
Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua
I gravi disordini avvenuti nei giorni scorsi a Quinto riaccendono il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione dell’accoglienza in città. A puntare il dito contro l’amministrazione comunale sono i consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua, insieme all’assessore del Municipio Levante Giorgio Viale, che parlano di una situazione «ormai fuori controllo» e denunciano quello che definiscono un doppio fallimento, sul fronte della sicurezza e su quello sociale.
Secondo gli esponenti del Carroccio, oltre agli episodi di ordine pubblico emersi nelle ultime ore, esiste un tema che non sarebbe stato affrontato adeguatamente: la gestione delle comunità che ospitano minori stranieri non accompagnati. La Lega chiede l’introduzione di regole più stringenti, in particolare per quanto riguarda gli orari di rientro e la supervisione degli ospiti.
«Ci chiediamo come sia possibile che, a tarda sera, dei minori accolti in strutture comunali possano trovarsi in giro senza alcun controllo», affermano Bordilli, Bevilacqua e Viale, sottolineando la necessità di garantire sia la tutela dei ragazzi ospitati sia la tranquillità dei residenti.
Le critiche si estendono poi alla gestione politica della vicenda. Per la Lega, le reazioni dell’assessore comunale alla Sicurezza rappresenterebbero un tentativo di spostare l’attenzione dalle responsabilità dell’amministrazione, arrivando persino a contestare chi ha segnalato il problema. Una posizione che, secondo gli esponenti del centrodestra, confermerebbe le difficoltà della giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis nell’affrontare le criticità del territorio.
Non manca infine l’affondo politico nei confronti del Partito Democratico, accusato di essere «succube» della sindaca e di Italia Viva. «Abbiamo visto esponenti del PD impegnati a difendere l’assessore Viscogliosi, mentre il giorno dopo i fatti soltanto il presidente e la giunta municipale erano presenti sul territorio ad ascoltare i cittadini», sostengono.
La Lega conclude chiedendo all’amministrazione comunale di abbandonare «video e slogan» e di confrontarsi con le preoccupazioni espresse dai residenti. «Chi governa la città – concludono – deve ascoltare il grido d’allarme che arriva dai quartieri e assumersi le proprie responsabilità, senza minimizzare i problemi».
