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Genova com’era: due splendidi novantenni raccontano affari, potere, politica e calcio di un’altra epoca

 

Il gruppo “Noi Genoani” si è ritrovato nella sua splendida sede, la casa-giardino del notaio Federico (Richi) Solimena ad Albaro, per festeggiare Alberto Cavallo, 97 anni, potente assicuratore marittimo, e Giuse Priarone, 96 anni, mitico proprietario del ristorante “La Spiga” di Nervi, per 30 anni regno delle più belle donne di Genova. Doveva esserci anche Vittorio Sirianni, ma i trasporti non hanno “funzionato”. A festeggiarli e raccogliere i loro racconti, Giovanni Paolo Risso, genovese di Montecarlo, Maurizio Odifreddi, Angelo Ansaldo, Roberto Gerini, l’ex re del Lido indossava una splendida maglietta rossoblù, il magnifico notaio e il vostro cronista.

Richi (che sa tutto) e Cavallo suggerivano un nome per avviare i pettegolezzi: Aponte, Gozzi, Bolfo, altri. Ma gli argomenti dominanti erano soprattutto gli intrecci tra potere e belle donne che Giuse tirava fuori. Racconti e nomi vietati. Era quel tipo di Genova, scintillante ma prudente, chiacchierata, col piede sull’acceleratore, che oggi il ricordo ingigantisce.

Cena fredda, perfetta, curata dallo chef Francesco Verani, che si appresta ad aprire a Genova un locale tutto suo. Sotto il gazebo sono stati serviti: insalata di pollo, maccheroncini conditi, torta pasqualina e gelato. Bottiglie adeguate: bollicine, rosso freddo di Gavi e moscato.

Voti a tutti. A Genoa, Spagna, Messi, Mancini e Vialli, Pirlo, Guardiola, ma anche a Bucci e Salis. E poi, a Carillon, Paraggi, Portofino. Delitti? Appena sfiorati.

Basta, che pettegoli! Tra amici, senza le signore, ci si scatena.

E che splendidi novantenni!

Paolo Zerbini

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