Sicurezza di ponti e impalcati, Ferrante alla Regione: “Servono subito i 40 milioni per i monitoraggi”
Massimo Ferrante, assessore Comune di Genova
«Non accettiamo lezioni né speculazioni politiche su un tema delicatissimo come la sicurezza di ponti, viadotti e impalcati cittadini». È il messaggio lanciato dall’assessore ai Lavori Pubblici e alle Opere strategiche e infrastrutturali del Comune di Genova, Massimo Ferrante, che torna a chiedere alla Regione Liguria di sbloccare le risorse necessarie per i controlli e i primi interventi di messa in sicurezza della rete infrastrutturale cittadina.
A Genova sono 679 i ponti, viadotti e impalcati stradali di competenza comunale, un patrimonio particolarmente esteso e caratterizzato, secondo Ferrante, da una significativa vetustà. Le ispezioni effettuate dall’Amministrazione attraverso un pool tecnico specializzato hanno evidenziato una situazione che l’assessore definisce «preoccupante»: oltre il 50% delle infrastrutture è stato inserito in una classe di attenzione alta o medio-alta.
«Fin dal primo giorno – sottolinea Ferrante – abbiamo messo al centro della nostra azione la sicurezza delle infrastrutture cittadine, consapevoli che non avremmo potuto affrontare da soli una sfida di queste dimensioni». Per questo, nel gennaio 2026, insieme alla sindaca Silvia Salis, il Comune aveva affrontato la questione in un tavolo convocato in Prefettura con Regione Liguria, Autorità di Sistema Portuale e Autostrade per l’Italia.
In quella sede, secondo quanto riferito dall’assessore, la Regione aveva annunciato 5 milioni di euro per ispezioni e monitoraggi, risorse che però non sarebbero ancora state stanziate. Ferrante contesta in particolare la richiesta di presentare prima i progetti per poter accedere ai finanziamenti: «Come si può sviluppare un progetto senza avere prima gli esiti puntuali dei monitoraggi? I sensori devono essere installati e utilizzati per mesi per ottenere dati reali».
Il nodo principale riguarda però circa 40 milioni di euro ancora disponibili nell’ambito dei 108,5 milioni di fondi Aspi destinati a Genova come ristoro per il crollo del ponte Morandi. Una parte delle risorse è stata destinata al maxi-piano di digitalizzazione della mobilità cittadina. Secondo Ferrante, con l’avanzamento dei progetti Movyon e dei 4 Assi, il Comune chiede ora che i fondi residui possano essere destinati ai monitoraggi e alla sicurezza delle infrastrutture.
«Questi interventi – afferma – sono in una fase avanzata di realizzazione e non possono più rappresentare il pretesto per bloccare un finanziamento essenziale».
Ferrante ringrazia inoltre l’Autorità di Sistema Portuale, che nei giorni scorsi ha trasferito, attraverso Aspi, 4 milioni di euro dei 75 spettanti nell’ambito dell’accordo di risarcimento post-crollo, destinandoli al rafforzamento della sicurezza delle infrastrutture.
«La collaborazione tra istituzioni è imprescindibile – conclude Ferrante –. Il Comune di Genova finora è stato lasciato praticamente da solo in una battaglia che riguarda la sicurezza delle persone e il futuro della città. Auspichiamo che al prossimo tavolo in Prefettura tutti i soggetti coinvolti diano finalmente il via libera ai 40 milioni di euro, indispensabili per mettere in sicurezza Genova».
