A Genova nessuno ama Fini

Gianfranco Fini

Sembra ieri quando l'allora leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, il "delfino" di Giorgio Almirante

alla guida del Msi - Dn (Movimento Sociale - Destra Nazionale), pareva prendere il posto di Silvio Berlusconi e voleva le primarie del centrodestra. Ebbene, con lui, alla guida dei seguaci di Michelini e De Marsanich, il partito della destra storica, passò dal 5% ad un robusto 12%. A Genova era molto amato; era sempre seguito da Gianni Plinio, Giorgio Bornacin, e poi ancora Giuseppe Murolo, il calabrese Praticò, Barbagallo, l'emergente Paolo Boz, Gianni Bernabò Brea. Poi, a causa di alcune sue esternazioni contro il fascismo, in favore degli immigrati, ed altre aperture troppo "sinistrose", e la sua conseguente scissione, il nome di Fini non è più gradito alla destra genovese, come d'altronde a tutta la destra italiana.
La sua ultima visita a Genova fu un bagno di folla nel centro storico, al Porto Antico, a stringere le mani persino agli immigrati. Ma non ebbe mai la folla oceanica che idolatrò Giorgio Almirante in piazza della Vittoria, oltre 10.000 missini in visibilio.

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