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Borsino delle elezioni comunali di Genova

Marco Bucci e Ariel Dello Strologo alle urne

Borsino delle elezioni comunali di Genova, secondo Genova3000. 

MARCO BUCCI
Anche se nelle sue due liste sono presenti candidati che fanno riferimento a partiti tradizionali - a proposito: sorprende vedere i renziani Mauro Avvenente (4°) e Davide Faltieri (5°) tra i primi cinque eletti nella lista principale di Bucci - il successo di Vince Genova (19,10%) e Genova Domani (4,68%) permette al sindaco di avere una certa autonomia nella scelta degli undici assessori. Adesso i genovesi si attendono una giunta fatta senza l’utilizzo del manuale Cencelli. 

ARIEL DELLO STROLOGO
La lista del candidato progressista ha raccolto 12.043 voti, pari al 6,32%. Un risultato inferiore rispetto a quello ottenuto nel 2017 dall’anti Bucci di allora, Gianni Crivello (oggi non eletto), che aveva raggiunto 20.601 voti personali, pari al 9,46%. A difesa del candidato giallorosso bisogna però dire che il Bucci di oggi è molto più forte di quello di cinque anni fa. Perché non aveva ancora ricostruito il ponte in tempi record.

MATTIA CRUCIOLI
Il candidato sindaco è riuscito a entrare in Consiglio comunale grazie al sorprendente risultato della sua lista, ‘Uniti per la Costituzione’, che ha ottenuto il 3,56% (ben 6.783 voti). Il senatore, eletto nel collegio di San Fruttuoso con il Movimento 5 Stelle e poi passato nel gruppo Misto, ha scelto i suoi candidati attraverso incontri casuali in piazza, i cosiddetti caucus. La sorte gli ha portato bene. E la piazza pure. Sarà il ‘nuovo’ Grillo?

GIOVANNI TOTI
Anche se su Genova ha perso qualche voto rispetto alle scorse regionali, ma in queste elezioni il protagonista era il sindaco uscente, la lista del governatore ha ben figurato: con il 9,15% porta a casa 4 consiglieri comunali e almeno 2 assessori. Ma soprattutto avrà un peso specifico importante a Palazzo Tursi, dove rappresenta, con le due liste del sindaco, il 33%. Toti e Bucci, due uomini (quasi) soli al comando. Pronti anche per avventure nazionali.

PAOLO GOZZI
L’ex enfant prodige della politica (alle comunali del 2012, a soli 27 anni e candidato con il PD, ha raccolto 1600 preferenze) si è confermato prodigioso anche adesso che è papà: con 819 voti si è piazzato al terzo posto nella lista Vince Genova (dietro solo ai superassessori Piciocchi e Campora). Ha impostato la sua campagna elettorale soprattutto sui social, postando storie con il figlio Livio grazie alle quali conosciamo molto del suo primo anno di vita. Una comunicazione alla Ferragni.

MAURO AVVENENTE
Insieme all’altro renziano in lista, Davide Falteri, il capogruppo uscente di Italia Viva a Palazzo Tursi ha tirato Vince Genova verso il traguardo: in due hanno raccolto oltre 1.100. Meglio di loro hanno fatto solo i superassessori Piciocchi e Campora e l’ex PD Paolo Gozzi. Per Avvenente sarebbe pronto un assessorato. Fratelli d’Italia permettendo. 

CLAUDIO MUZIO
Il capogruppo di Forza Italia in Regione è stato il primo ad accorgersi degli errori avvenuti nella trasmissione dei voti al Comune e al ministero dell’Interno. Battendosi come un leone, l’ex vigile urbano di Casarza Ligure ha ottenuto il riconteggio delle schede, che ha poi fruttato agli azzurri il secondo seggio. E ora, con i nuovi numeri, l’assessorato per il capogruppo Mascia è più vicino.

PAOLO AIME’
Il nuovo conteggio delle schede permette al secondo classificato di Forza Italia di entrare in extremis in Consiglio comunale, soffiando il seggio all’UDC. Essendosi piazzato nel 2017 alle spalle dei cinque consiglieri eletti (Anzalone, Baroni, Grillo, Lauro, Mascia), aveva a lungo sperato di poter varcare la soglia di Palazzo Tursi, ma lo scranno per lui si è liberato, perché non ci sono stati assessori azzurri. Berlusconiano della prima ora, per l’ex consigliere della Media Valbisagno è finito un incubo: non è più l’eterno primo dei non eletti.

SERGIO GAMBINO
Il delegato uscente alla Protezione civile è risultato il più votato della lista di Fratelli d’Italia. Non solo: è riuscito a trainare Alessandra Bianchi fino al secondo posto. Un successo che gli farà guadagnare quell’assessorato tanto atteso anche da Laura Gaggero, che così potrà entrare in Consiglio comunale come prima dei non eletti.

NICHOLAS GANDOLFO
Durante la campagna elettorale ha viaggiato in Ape, ma è andato veloce come su una Ferrari: è passato dal Municipio Levante a Palazzo Tursi con una rapidità sorprendente, ben 710 voti. A soli 30 anni, è risultato il più eletto nella lista di Toti per Bucci. E potrebbe essere tra i più giovani assessori della storia del Comune di Genova.

ARIANNA VISCOGLIOSI
E’ la donna più votata della lista Vince Genova. Grazie alle 504 preferenze raccolte, torna a Palazzo Tursi l’assessore al Personale dei primi due anni della giunta Bucci. Il suo è stato un successo annunciato, perché si sapeva che avrebbe potuto contare sul voto dei circa 5.000 dipendenti comunali che ricordano, evidentemente, con affetto quei Coffee time con il loro assessore e la lettera con la quale sono stati salutati al termine del mandato. 

PAOLA BORDILLI
E’ l’unico assessore della Lega che si è salvato: da Palazzo Tursi escono gli altri due, Stefano Garassino e Giorgio Viale. La sua riconferma in giunta (data ormai per certa) dovrebbe salvare l’ex presidente del Consiglio comunale, l’avvocato Federico Bertorello, primo dei non eletti.

ELENA MANARA
Candidata nella lista del sindaco Bucci, è riuscita a entrare in Consiglio comunale al primo tentativo. Il risultato non è però arrivato per caso, ma è frutto del suo lungo lavoro in Camera di commercio di Genova, dove da sempre si occupa di promozione e turismo a diretto contatto con la città. E, inoltre, si è promossa bene.

TIZIANA LAZZARI
Candidata nella lista Liguria al centro - Toti per Bucci, la nota dottoressa è arrivata sesta, quindi non eletta. Però non è detta l’ultima parola: se due dei quattro totiani eletti (Gandolfo, Maresca, Cavalleri e Brusoni) saranno nominati assessori, entrerà comunque in Sala Rossa come consigliere. Ma a Tursi si starebbe pensando a un ruolo importante per lei.

CRISTINA LODI
Con quasi 2.500 voti, è la regina delle preferenze. Non essendosi candidata la regina del 2017, Lilli Lauro, in questa tornata elettorale l’ex capogruppo PD a Tursi non ha avuto rivali, né tra gli uomini né tra le donne. Tornerà a guidare i dem in Comune? 

FILIPPO BRUZZONE
Candidato nella lista Europa Verde-Sansa-Linea Condivisa Entra, l’ex consigliere del Municipio Ponente entra a Palazzo Tursi grazie alle quasi 900 preferenze raccolte. Con la sua elezione, il mondo Lgbt+ avrà un suo rappresentante in Consiglio comunale.

LORENZA ROSSO
La performance elettorale dell’assessore uscente, 474 preferenze alla sua prima candidatura, ha sorpreso tutti. I genovesi evidentemente hanno apprezzato il suo lavoro e l’hanno voluta premiare con la riconferma. Sempre con il sorriso sulle labbra, il noto avvocato ha saputo evidentemente comunicare bene con il proprio elettorato. Anche grazie al suo staff, guidato da Valentina Militerno.

SIMONE D’ANGELO
Sceso in campo all’ultimo momento per sostituire Alessandro Terrile (che alle elezioni ha preferito l’incarico di amministratore delegato di Ente Bacini), il segretario genovese del PD ha ben figurato, raccogliendo oltre 2150 voti, pochi meno di quelli della regina Lodi.

MARIAJOSE' BRUCCOLERI
Con 814 preferenze, l’ex consigliera comunale di Italia Viva è la più votata della lista civica di Ariel Dello Strologo. La farmacista di Sestri Ponente aveva deciso di lasciare il partito dopo l’annuncio del sostegno a Marco Bucci. La coerenza ha premiato l’ex renziana.

LUCA PIRONDINI
Da quintetto a solista. Il consigliere comunale, e musicista (viola), è rimasto da solo a rappresentare il Movimento 5 Stelle a Palazzo Tursi. Il suo voto varrà di più al Carlo Felice, dove è membro del consiglio di indirizzo, nominato dall’allora ministro alla cultura Alberto Bonisoli. A teatro, sarà tutta un'altra musica.

KAABOUR SI MOHAMED
E’ il primo consigliere di origine straniera. Marocchino, nato a Casablanca 40 anni fa, cittadino italiano da quasi 20 anni, insegnante di arabo al liceo Deledda, si è piazzato al nono posto, l’ultimo utile per il PD, con 540, alle spalle della giornalista di Repubblica Donatella Alfonso. La sua vittoria vale doppio, perché ha battuto candidati del calibro di Vittoria Canessa Cerchi e di Gianni Crivello.

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